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Esperienze

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Ciao! Sono la Dott.ssa Anna Spanio, psicologa e psicoterapeuta in formazione con specializzazione in approccio cognitivo-interazionista. Offro servizi di consulenza psicologica ad adulti, giovani adulti e adolescenti sia online che in sede. Mi sono laureata in Neuroscienze all'Università di Padova, dopo aver studiato Psicologia Sociale, un percorso che mi ha permesso di osservare e comprendere il comportamento umano da prospettive diverse. Attualmente lavoro nel supporto psicologico legato a eventi suicidari, nel sostegno genitoriale e nella gestione di gruppi terapeutici. Credo molto nel potere della relazione terapeutica come strumento di cambiamento. Utilizzo tecniche di mindfulness per aiutare le persone a focalizzarsi sul momento presente, coltivando un atteggiamento non giudicante, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza di ciò che accade nella mente e nel corpo. Le persone dovrebbero scegliermi perché possono sperimentare la possibilità di costruire nuovi significati, interpretazioni e narrazioni che favoriscono il benessere e il cambiamento, affrontando con più serenità ogni aspetto problematico della vita.

Mi occupo di:

  • Maternità, paternità e transizioni familiari: sostegno nel ruolo genitoriale e nelle sfide della famiglia.

  • Relazioni e comunicazione: gestione di conflitti e sviluppo di rapporti più soddisfacenti.

  • Ansia, stress e depressione: strumenti per affrontare stati emotivi intensi e ritrovare equilibrio.

  • Immagine corporea e autostima: promuovere un rapporto sano con sé stessi e con il corpo.

  • Invecchiamento e benessere adulto: accompagnamento nei cambiamenti legati all’età e promozione della salute psicofisica.

Il mio approccio è aperto e flessibile, volto a guidare le persone nell’arricchire e ristrutturare il proprio modo di pensare, scegliere e relazionarsi, portando consapevolezza e strumenti concreti per affrontare le sfide della vita.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia cognitiva
  • Psicologia scolastica

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Dott.ssa Anna Spanio

Via Leonardo Da Vinci 1, Castelfranco Veneto 31033

Gentile paziente, sulla destra trova la mia agenda sempre aggiornata per fissare un appuntamento. Se non trovasse l'orario o il giorno a lei più congeniale, la invito a scrivermi un messaggio attraverso la sezione "invia messaggio", oppure raggiungermi telefonicamente e concorderemo insieme il momento migliore.

25/08/2025

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    40 €

  • Colloquio psicologico clinico

    Da 50 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    Da 60 €

  • Consulenza psicologica

    Da 50 €

  • Sostegno alla genitorialità

    Da 50 €

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Studio Di Psicologia

Via Leonardo Da Vinci 1, Castelfranco Veneto 31033

Disponibilità

Telefono

0423 194...
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Assicurazioni accettate

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  • Unisalute

23 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • L

    Mi sono rivolta a questa psicologa in un momento molto delicato della mia maternità e mi sono sentita subito accolta e compresa. Con grande empatia mi ha aiutata ad affrontare paure, stanchezza e i cambiamenti che diventare genitori porta con sé. È una professionista molto preparata e sensibile. La consiglio a tutte le mamme e ai papà che stanno vivendo un periodo difficile e cercano uno spazio sicuro dove sentirsi ascoltati.

     • Studio Di Psicologia colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Anna Spanio

    Grazie per le gentili parole! Essere genitore è una grande sfida e a volte ci si può sentire sopraffatti; avere uno spazio sicuro in cui essere ascoltati può fare davvero la differenza.
    Sono qui per questo.


  • B

    Premetto che non scrivo tante recensioni ma con la dott. Anna ho voluto farla perché credo che sia una delle poche persone ci mette oltre alla passione anche il cuore per i suoi pazienti, spero che questa recensione arrivi a più persone possibili perché grazie a lei sto ritornando a vedere che non c’è solo il nero ma anche il bianco nella vita. È una persona molto empatica e che tiene molto ai suoi pazienti e li fa sentire “voluti bene” per questo io mi trovo bene con lei e la ringrazierò per sempre tanto per il lavoro che sta svolgendo con me

     • Studio di consulenza online consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Anna Spanio

    Grazie di cuore per queste parole così sincere, è davvero importante sapere di riuscire a trasmettere non solo professionalità ma anche ascolto e umanità.
    Ogni percorso è unico, e accompagnare qualcuno nel ritrovare luce e nuove prospettive è la parte più preziosa di questo lavoro.
    L’obiettivo è proprio quello di far sentire ogni persona accolta, compresa e mai sola.
    Prendersi cura di sé è un gesto di grande valore e può fare davvero la differenza.
    A volte basta un primo passo per iniziare a stare meglio e vedere la propria vita con occhi nuovi.


  • C

    Oggi ho fatto la mia prima seduta con la dottoressa Anna e mi sono trovata subito a mio agio e serena, cosa che con altre psicologhe non mi capitava spesso.
    Ha saputo organizzare la seduta, ma allo stesso tempo mi ha permesso di raccontarmi un po con i miei punti di forza e di debolezza.
    La ringrazio e mi auguro un bel percorso assieme!

     • Studio Di Psicologia consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Anna Spanio

    Buongiorno Claudia! È prezioso quello che scrivi e ti ringrazio. Quando uno spazio terapeutico permette di sentirti visto e accolto fin dal primo incontro: è da lì che nasce il cambiamento.
    Un percorso costruito insieme valorizza risorse e fragilità, trasformandole in strumenti di crescita autentica. Se senti il bisogno di capirti più a fondo, puoi concederti questo spazio per iniziare davvero.


  • G

    Ho passato un periodo di forte ansia e sofferenza ma con l'aiuto della dottoressa sono rinato. Grazie di cuore. La consiglio a tutti. Non aspettate, fatevi aiutare.

     • Studio Di Psicologia colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Anna Spanio

    Grazie per la fiducia e per aver condiviso la tua rinascita.
    L’ansia può farci sentire soli, ma non c’è nulla di sbagliato nel chiedere aiuto.
    Chiedere supporto è un atto di coraggio, non di debolezza.
    Con il giusto spazio di ascolto è possibile ritrovare equilibrio e serenità.


  • F

    Professionista empatica, ti mette a proprio agio, fa in modo che tu trovi la strada migliore per risolvere i tuoi problemi. Mi sono trovata benissimo e la ringrazio.

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Anna Spanio

    Grazie di cuore, Francesca, per le tue parole e per la fiducia. Sono felice che tu ti sia sentita accolta e a tuo agio: creare uno spazio sicuro, senza giudizio, in cui potersi fermare, ascoltarsi e fare chiarezza è il primo passo di ogni percorso. Il lavoro terapeutico è proprio questo: camminare insieme per ritrovare risorse, direzioni e possibilità che a volte sembrano lontane, ma che in realtà sono già dentro di noi. Grazie per aver condiviso la tua esperienza.


  • R

    Fin dal primo incontro la Dott.ssa mi ha messo a mio agio e ha reso il mio percorso più semplice.
    Grazie per l’aiuto

     • Studio Di Psicologia colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Anna Spanio

    Grazie di cuore per queste parole. Sono felice che tu ti sia sentita a tuo agio fin dal primo incontro: per me creare uno spazio accogliente e senza giudizio è fondamentale. Ogni percorso è unico e accompagnare le persone con attenzione e rispetto è ciò che guida il mio lavoro ogni giorno.


  • P

    Ho iniziato un percorso con la dottoressa Anna in un periodo di forte crisi personale, segnato da una forte ansia. Dopo poche sedute mi sono sentita meglio, grazie agli strumenti che mi sono stati forniti, per gestire meglio la mia vita. Inoltre è molto flessibile e disponibile per organizzarsi con gli appuntamenti.Grazie davvero.

     • Studio Di Psicologia consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Anna Spanio

    Grazie di cuore per le tue parole e per aver condiviso la tua esperienza. Sono felice che il percorso ti abbia aiutata ad attraversare un momento di forte ansia e a ritrovare maggiore equilibrio in poco tempo.
    Non è necessario “stare malissimo” per iniziare un percorso: anche l’ansia, la confusione o la sensazione di essere sopraffatti meritano ascolto e spazio. Ogni percorso è costruito su misura, rispettando i tempi, i bisogni e la vita quotidiana di chi ho davanti.
    Grazie ancora per la fiducia.


  • Finalmente mi sono sentita ascoltata e compresa, ho trovato professionalità e molta attenzione alla mia situazione delicata. La consiglio vivamente.

     • Studio Di Psicologia consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Anna Spanio

    Grazie, la vita può metterci in situazioni controverse, ma sapere di non essere soli e trovare un luogo in cui potersi esprimere liberamente può fare davvero la differenza


  • M

    La dottoressa è stata sempre accogliente nei miei confronti e mi ha messa a mio agio.
    Sono riuscita a fare ordine nei pensieri grazie al suo aiuto!

     • Studio di consulenza online colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Anna Spanio

    Grazie per le gentili parole! Accompagnarti in questo percorso è stato un vero piacere. Ogni incontro è un piccolo viaggio dentro di sé, e sapere che hai trovato chiarezza e serenità mi rende orgogliosa.


  • M

    La dottoressa Anna Spanio è fantastica!
    Empatica, positiva, competente, davvero attenta. Ogni incontro con lei ti fa sentire meglio, più calma, più serena.
    La consiglio di cuore!

     • Studio Di Psicologia colloquio psicologico di coppia  • 

    Dott.ssa Anna Spanio

    Grazie di cuore per questo bellissimo feedback! È un privilegio poterti accompagnare nel tuo percorso e vedere come, incontro dopo incontro, ritrovi calma, chiarezza e nuove energie. Ogni persona merita uno spazio sicuro in cui sentirsi ascoltata e sostenuta…


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 41 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno,
vorrei provare a sottoporvi una domanda. Ho 37 anni e sono single da 4 anni.
In questo periodo mi sono messa in gioco come potevo, sia tramite amici di amici sia tramite l'uso sporadico di app di dating. Queste ultime soprattutto ritengo essere state una grande perdita di tempo in quanto non arrivavo mai al secondo appuntamento o a volte nemmeno all'incontro. A dire la verità analizzando anche gli incontri avuti con persone conosciute dal vivo sono stati incontri dove non ho percepito un reale interesse nel conoscermi. Argomenti spesos superficiali, mi chiedevano dei miei ex, ma zero domande su chi fossi io mentre io a loro ne facevo per poi sparire poco dopo. Devo ammettere che sto cominciando a pensare di essere io una persona banale o che in qualche modo annoia gli altri. Spesso mi sentivo dire che non scattava la scintilla ma dubito possa scattare in 2 appuntamenti! Temo di dovermi rassegnare a rimanere single a vita e credo pure che oggi incontrare il vero amore sia solo questione di trovarsi al posto giusto al momento giusto.
Questa singletudine mi pesa, ho solo amici accoppiati e ormai non ci si vede più. Sto provando a rimettermi in gioco ancora una volta ma negli ambienti vhe frequento le conoscenze faticano ad arrivare e così spesso esco anche da sola. Avrei voluto diventare madre, mi sono sempre immaginata con uno o due figli ma ormai temo di essere fuori tempo massimo.
Se devo rassegnarmi lo farò ma vorrei capire cosa mi manca rispetto alle altre ragazze che finiscono una relazione e dopo qualche anno le vedi già con un altro e spesso sono ragazze assolutamente normali come me.
Sono a chiedervi se puó essere possibile che certe persone non incontrino mai qualcuno che faccia al caso loro?

Quello che stai vivendo non indica che tu sia una persona banale, ma che nelle interazioni che hai avuto non si è attivata una vera dinamica reciproca. In un’ottica interazionista non si guarda a cosa manca in te, ma a cosa accade tra te e l’altro durante gli incontri. Dai tuoi racconti emerge un pattern: tu fai domande e cerchi profondità, mentre l’altro resta superficiale e poco coinvolto. Questo può impedire la nascita di una connessione, non perché tu non sia interessante, ma perché la relazione non prende forma. La cosiddetta scintilla spesso non è una questione di valore personale, ma di ritmo e di modalità di scambio. Oggi molte persone cercano emozioni immediate e faticano a costruire interesse nel tempo. È possibile che tu proponga un tipo di connessione più profonda rispetto a quella che gli altri sono pronti a sostenere. Il pensiero di essere tu il problema nasce da esperienze ripetute di mancato riscontro, ma non è una verità su di te. Piuttosto indica che ti sei trovata in contesti o dinamiche poco favorevoli. Anche il confronto con chi trova rapidamente un partner può essere fuorviante, perché spesso entrano in gioco fattori come disponibilità e tempistiche. La tua sofferenza è comprensibile, soprattutto per il desiderio di relazione e maternità. Tuttavia non sei fuori dai giochi, ma in una fase in cui serve comprendere meglio come entri nelle relazioni. Più che cambiare chi sei, può essere utile modificare il modo in cui ti esprimi negli scambi. Portare più spontaneità e presenza emotiva può favorire una risposta diversa. Il fatto che tu continui a metterti in gioco è un segnale di risorse attive. Non è detto che alcune persone non incontrino mai qualcuno, ma è importante aumentare le condizioni perché ciò accada. Il lavoro sta nel rendere le interazioni più vive e reciproche.

Dott.ssa Anna Spanio

Salve,
scrivo perché sento il bisogno di capire e fare chiarezza su una relazione che mi ha lasciata molto confusa.

Durante la relazione ho sempre riconosciuto i miei errori, soprattutto nelle reazioni emotive che a volte ho avuto. Mi sono spesso messa in discussione e ho cercato di capire dove stessi sbagliando. Dall’altra parte però non ho mai percepito un reale cambiamento: c’erano comportamenti che mi facevano stare male, come bugie o mancanza di trasparenza, e questo ha alimentato in me una crescente mancanza di fiducia.

Allo stesso tempo però, la relazione è stata per me molto destabilizzante. Mi sono sentita spesso svalutata, giudicata e portata a dubitare di me stessa. L’altra persona tendeva a ribaltare le situazioni, facendomi sentire sempre “quella sbagliata”, arrivando a definirmi “pazza” o “malata di mente”, senza però mai mettersi davvero in discussione e spesso ignorando il mio punto di vista perché considerato non valido o “non capito”. Mi veniva fatto passare il messaggio che fossi io a portarlo al limite, che fossi io a rovinare tutto e a far emergere quei suoi comportamenti, giustificati dal fatto che “prima non era mai stato così”. Questo mi ha portata a interrogarmi molto su me stessa, anche perché io avevo già vissuto relazioni problematiche in passato, mentre lui no, e quindi finivo per convincermi che il problema fossi io e non la dinamica che si era creata.

C’era inoltre una forte contraddizione: da una parte venivo descritta come problematica e piena di difetti (psichici, fisici, mentali), dall’altra questa persona restava comunque nella relazione, quasi come se “sopportarmi” gli desse un certo potere o valore.

Inoltre, nella relazione ero spesso io a sostenere anche aspetti pratici ed economici, come pagare le uscite o mettere a disposizione la macchina, senza ricevere un reale equilibrio o reciprocità. Nonostante questo, non riesco a spiegarmi perché mi sentissi comunque sempre in difetto, come se fossi io in debito nei suoi confronti. Questa sensazione costante di “dover dare di più” e di non essere mai abbastanza ha contribuito ad aumentare il mio senso di colpa e la percezione di valere meno all’interno della relazione.

Col tempo ho iniziato a stare sempre peggio: mi sentivo confusa, presa in giro e non ascoltata. Questa situazione mi ha portata a ossessionarmi nel cercare risposte e conferme, arrivando anche a comportamenti che oggi non condivido, come controllare o cercare prove, perché non riuscivo più a fidarmi e avevo la sensazione costante che qualcosa non tornasse.

Non era mia intenzione controllare o limitare l’altra persona, né rovinargli la vita: il mio bisogno era solo quello di essere capita e di riuscire ad avere un confronto reale su quello che stavo vivendo. Tuttavia, questo confronto veniva evitato. Nel momento in cui la relazione è finita, mi è stato detto semplicemente di “stare alla larga”, senza possibilità di dialogo o chiarimento.

In quel momento, già di grande fragilità per me, ho cercato un confronto proprio perché mi sentivo completamente disorientata e “disarmata” da ciò che era successo. Tuttavia, questo mio tentativo è stato interpretato come qualcosa di sbagliato o eccessivo, arrivando anche a minacce di coinvolgere le autorità. Questo mi ha fatto sentire ancora più confusa, come se la realtà si fosse completamente ribaltata: da una situazione in cui io mi sentivo ferita e in difficoltà, sono passata a essere vista come il problema.

A questo si è aggiunto anche il coinvolgimento di terzi, come la madre e altre persone, e una narrazione di me come persona problematica anche nei confronti dei miei genitori, cosa che ha aumentato ulteriormente il mio senso di isolamento e di colpa.

Con il tempo sono arrivata a un livello di sofferenza molto forte, fino a toccare un punto molto basso emotivamente. In un momento di grande fragilità (anche legato a uno stato alterato) ho avuto pensieri estremi e l’idea di farmi del male, cosa che mi ha spaventata molto e che non avevo mai vissuto prima.

Questi episodi, che per me erano un segnale di forte disagio, non hanno portato a una reale reazione di ascolto o comprensione. Al contrario, sono stati usati per farmi sentire ancora più sbagliata e “problematica”.

Sono arrivata al punto di non riconoscermi più, mettendo in dubbio completamente me stessa e arrivando persino a pensare di essere io il problema, di essere magari una persona narcisista o “sbagliata” alla base.

Ad oggi mi trovo ancora molto confusa e mi faccio continuamente queste domande:
sono io il problema?
Sto vedendo una realtà distorta?
Oppure sono stata dentro una dinamica che mi ha portata a dubitare completamente di me stessa?

Faccio fatica a distinguere tra le mie responsabilità reali e ciò che invece potrebbe essere stato il risultato di una relazione non sana.
Vorrei capire se questo tipo di dinamiche può portare una persona a perdere fiducia nella propria percezione e a sentirsi sempre nel torto, anche quando forse la realtà è più complessa. Infatti, nonostante mi sia già confrontata con diversi specialisti, che mi hanno fatto notare come io abbia sì delle dinamiche su cui lavorare, ma anche una forte tendenza a finire in relazioni in cui la realtà viene manipolata, faccio ancora molta fatica a crederci fino in fondo. Una parte di me continua a dubitare, arrivando a pensare che forse sia io a raccontare una versione distorta dei fatti anche a loro, e che quindi il problema sia comunque mio. Questa difficoltà nel fidarmi della mia percezione mi fa sentire ancora più confusa e incerta rispetto a ciò che ho vissuto.
Grazie per l’attenzione.

Quello che descrivi non parla di “chi ha ragione”, ma di una danza relazionale in cui i significati venivano continuamente ribaltati.
In una prospettiva interazionista, il problema non sei tu o l’altro in modo isolato, ma il modo in cui vi siete costruiti reciprocamente dentro la relazione.
Quando una persona mette in dubbio costantemente la percezione dell’altra, si crea una spirale in cui il senso di realtà si indebolisce.
È comprensibile che tu abbia iniziato a dubitare di te stessa: non è un segno di debolezza, ma una risposta a un contesto confusivo.
Il fatto che tu ti sia messa in discussione mostra consapevolezza, ma da sola non può riequilibrare una dinamica non reciproca.
Le tue reazioni, anche quelle che oggi non condividi, possono essere lette come tentativi di ristabilire coerenza e sicurezza.
Quando il confronto viene evitato e trasformato in colpa, si interrompe la possibilità di costruire significati condivisi.
Il sentirti “sempre in difetto” è spesso l’esito di relazioni in cui il valore personale viene definito unilateralmente.
La domanda utile non è “sono io il problema”, ma “che tipo di relazione rendevo possibile e quale effetto aveva su di me”.
Il lavoro ora è ricostruire fiducia nella tua percezione, distinguendo ciò che è tuo da ciò che è nato dentro quella specifica dinamica.

Dott.ssa Anna Spanio
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