Buongiorno Ho bisogno di aiuto devo fare una visita ma soffro di urofobia E sono paralizzata dalla
24
risposte
Buongiorno
Ho bisogno di aiuto devo fare una visita ma soffro di urofobia
E sono paralizzata dalla paura e non riesco a uscire di casa
Come posso fare per calmarmi
Ho bisogno di aiuto devo fare una visita ma soffro di urofobia
E sono paralizzata dalla paura e non riesco a uscire di casa
Come posso fare per calmarmi
Grazie ai mezzi tecnologici potrebbe mettersi in contatto con uno psicoterapeuta della sua zona e iniziare degli incontri online.
Potrebbe così esplorare la sua paura e cercare di affrontarla.
Non è possibile vivere completamente isolati dall'esterno.
E comunque è una soluzione apparente che non fa scomparire l'ansia.
Dott Maria Grazia Antinori, Roma
Potrebbe così esplorare la sua paura e cercare di affrontarla.
Non è possibile vivere completamente isolati dall'esterno.
E comunque è una soluzione apparente che non fa scomparire l'ansia.
Dott Maria Grazia Antinori, Roma
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Salve, mi dispiace per la sua condizione di disagio. Per superare la sua difficoltà la cosa più indicata è di iniziare un percorso di psicoterapia. Può individuare un terapeuta che lavori online così da poter effettuare le sedute da casa. Come suggerito dalla collega una buona strategia, ove possibile, sarebbe trovare un terapeuta della sua zona che lavori anche online così da iniziare il percorso da casa ma avere l'opportunità, in un secondo momento, di lavorare dal vivo.
Buon pomeriggio,
quello che consiglio è di effettuare una consulenza psicologica al fine di approfondire i vissuti ansiosi riguardanti l’urofobia, avere un quadro più approfondito sulla sua situazione e individuare delle strategie per potervi fare fronte. Intanto può essere preferibile organizzarsi per fare la visita che dovrebbe fare in studio online se possibile.
Resto a disposizione online per ulteriori necessità
Dott. Michele Arnaboldi.
quello che consiglio è di effettuare una consulenza psicologica al fine di approfondire i vissuti ansiosi riguardanti l’urofobia, avere un quadro più approfondito sulla sua situazione e individuare delle strategie per potervi fare fronte. Intanto può essere preferibile organizzarsi per fare la visita che dovrebbe fare in studio online se possibile.
Resto a disposizione online per ulteriori necessità
Dott. Michele Arnaboldi.
Salve, può iniziare richiedendo una consulenza psicoterapeutica on line, in modo da intraprendere eventualmente un percorso iniziale ambiente protetto, che la possa favorire nel comprendere le origini della paura che presenta. Bicchi
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata.
Ritengo fondamentale in un primo momento usufruire di incontri online al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico connesso alla genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
cordialmente, dott FDL
Ritengo fondamentale in un primo momento usufruire di incontri online al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico connesso alla genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
cordialmente, dott FDL
Buonasera Gentile Utente, se per lei è complicato uscire di casa può fare un percorso online, molti professionisti ormai sono passati a questa modalità. Cordialmente, dott. Simeoni.
Gentile utente, la paura andrebbe indagata, può avere tante fonti. Sentirsi a disagio per una situazione che le potrebbe accadere (abbiamo certezza? E' già accaduta?) causare vergogna, inadeguatezza. Se non è riuscita a risolvere da sola non perda tempo, non continui a trascorrere i suoi giorni nel malessere. Come suggerito dai miei colleghi, un percorso di psicoterapia online la potrebbe aiutare a uscire da questa situazione.
Saluti Dott.ssa Silvana Zito
Saluti Dott.ssa Silvana Zito
Prenota subito una visita online: Colloquio psicologico online
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
La cosa migliore da fare è accedere ad una psicoterapia on -line.
Con i migliori auguri,
dr. Ventura
Con i migliori auguri,
dr. Ventura
Gentile utente di mio dottore,
le manifestazioni di cui parla sono l'espressione di un disturbo d'ansia importante. In genere per i disturbi d'ansia è fondamentale un approccio di tipo integrato. La farmacoterapia, e la psicoterapia devono camminare di pari passo. Entrambe le cose, possono nel tempo migliorare la qualità della vita del paziente. La chiave del cambiamento sta tutta li. Inizi un percorso di psicoterapia, al fine di poter guardare ad un benessere più a lungo termine. Per quanto concerne i farmaci la invito a consultare uno psichiatra, figura che sulla base della sintomatologia descritta potrà somministrarle adeguato piano terapeutico
Cordiali saluti.
Dott Diego Ferrara
le manifestazioni di cui parla sono l'espressione di un disturbo d'ansia importante. In genere per i disturbi d'ansia è fondamentale un approccio di tipo integrato. La farmacoterapia, e la psicoterapia devono camminare di pari passo. Entrambe le cose, possono nel tempo migliorare la qualità della vita del paziente. La chiave del cambiamento sta tutta li. Inizi un percorso di psicoterapia, al fine di poter guardare ad un benessere più a lungo termine. Per quanto concerne i farmaci la invito a consultare uno psichiatra, figura che sulla base della sintomatologia descritta potrà somministrarle adeguato piano terapeutico
Cordiali saluti.
Dott Diego Ferrara
Buon giorno concordo con i colleghi. Poter ricorrere a una terapia online potrà essere valido strumento che la possa aiutare a trovare conforto in questi momenti di difficoltà ed individuare eventuali strategie di intervento al fine di migliorare la sua condizione è il benessere. Coraggio cordialmente e a sua disposizione. Gian Piero dott Grandi
Buongiorno, sono d'accordo con la collega nel provare ad approcciarsi ad un percorso in forma online.
Buona giornata
MT
Buona giornata
MT
Buongiorno, non è possibile suggerirle una strategia da utilizzare da sola per superare la sua difficoltà. È necessario un percorso psicoterapico per affrontare le motivazioni ed i vissuti profondi correlati all’urofobia. Può richiedere una terapia online.
Cordialmente
Cordialmente
Buon giorno, concordo con i miei colleghi : per iniziare un colloquio con un professionista psicoterapeuta online può aiutare. Perché non farsi aiutare anche da corsi online di mindfulness( individuali e di gruppo) ? complementari alla psicoterapia( e non sostitutivi) potrebbero forse darle uno strumento per portare anche solo qualche interruzione temporale alle sue paure( emozioni e pensieri) grazie all'allenamento della capacità di portare l'attenzione sul presente momento per momento( anche all'ambiente o al respiro, o al corpo, o qualsiasi oggetto che per lei sia più sicuro delle paure) Buon nuovo inizio...
Buongiorno,
dalle sue poche parole si evince il forte disagio che sta vivendo. Non mi è però chiaro se sia una paura, un blocco ciscoscritto alla visita urologica che deve fare o una paura di uscire generalizzata a tante situazioni. Nel primo caso dipende un po' da quando ha questa visita: se manca un po' di tempo può iniziare a capire cosa la rende ansiosa nei confronti della visita e lavorare gradualmente su quello per riuscire a tranquillizzarsi. Nel secondo caso diventa più complesso e sarebbe opportuno intraprendere un percorso di terapia che gradualmente la aiuta ad uscire e a flessibilizzare le preoccupazioni che ha nei confronti del mondo esterno, anche in funzione della sua storia di vita, ovvero rispetto al contesto dove ha "imparato" che l'unico posto sicuro è casa sua. È difficile spiegarlo in poche parole ma l'idea è di attivarsi proprio concretamente e comportamentalmente per imparare nuove strategie per affrontare le proprie paure nel mondo esterno.
Spero di esserle stata utile, rimango a disposizione
Saluti,
Dr.ssa Longari Elena
dalle sue poche parole si evince il forte disagio che sta vivendo. Non mi è però chiaro se sia una paura, un blocco ciscoscritto alla visita urologica che deve fare o una paura di uscire generalizzata a tante situazioni. Nel primo caso dipende un po' da quando ha questa visita: se manca un po' di tempo può iniziare a capire cosa la rende ansiosa nei confronti della visita e lavorare gradualmente su quello per riuscire a tranquillizzarsi. Nel secondo caso diventa più complesso e sarebbe opportuno intraprendere un percorso di terapia che gradualmente la aiuta ad uscire e a flessibilizzare le preoccupazioni che ha nei confronti del mondo esterno, anche in funzione della sua storia di vita, ovvero rispetto al contesto dove ha "imparato" che l'unico posto sicuro è casa sua. È difficile spiegarlo in poche parole ma l'idea è di attivarsi proprio concretamente e comportamentalmente per imparare nuove strategie per affrontare le proprie paure nel mondo esterno.
Spero di esserle stata utile, rimango a disposizione
Saluti,
Dr.ssa Longari Elena
Salve,
Non si preoccupi sono disponibile ad aiutarla con un percorso di psicoterapia cognitiva comportamentale.
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Non si preoccupi sono disponibile ad aiutarla con un percorso di psicoterapia cognitiva comportamentale.
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Dalle sue parole è chiara la situazione di enorme difficoltà che sta vivendo e che merita di essere approfondita. Dal momento che le informazioni sono scarne, le consiglio di effettuare una visita psicologica, anche online se dovesse essere difficile per lei effettuarla dal vivo.
Se serve, sono a disposizione
Saluti,
dott. Andrea de Lise
Se serve, sono a disposizione
Saluti,
dott. Andrea de Lise
Buonasera, credo che sia opportuno cercare un aiuto da un professionista. Vivere una vita libera è possibile.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno, potrebbe valutare di contattare un professionista della sua zona he faccia anche terapia online i modo da iniziare il lavoro in una situazione per lei rassicurante con la prospettiva di poter lavorare in presenza se la fobia diventa tollerabile.
Cordiali saluti Dr.ssa Michela Campioli
Cordiali saluti Dr.ssa Michela Campioli
Buongiorno, grazie per la sua condivisione.Ci vuole pazienza, ma vedrà che con un percorso psicoterapeutico, anche on line, riuscirà a riprendersi la sua vita. Un caro saluto.
Gentile utente, le consiglio di rivolgersi a uno psicologo per il trattamento della sua problematica, un percorso psicodinamico può aiutarla a lavorare su diverse "aree di vita" e non solo sul sintomo.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Se la paura è così forte da non farti uscire di casa mi sento di consigliare un supporto psicologico domiciliare o online, purtroppo non è sufficiente un consiglio per superare certe cose, ma ci vuole un lavoro più profondo.
Buongiorno, quello che sta vivendo e percependo è sicuramente molto difficile, ma è importante sapere che con un adeguato percorso terapeutico è possibile affrontare e superare questa paura. Dopo aver compreso meglio il suo vissuto e l'intensità del disagio, è possibile lavorare con tecniche di rilassamento per aiutarla a gestire l’ansia e successivamente procedere con un’esposizione graduata alla paura temuta, sempre rispettando i suoi tempi e le sue esigenze. Se dovesse sentirsi sopraffatta, le consiglio di considerare un supporto psicologico, che può davvero fare la differenza.
Salve,
la situazione che descrive rientra nelle reazioni tipiche di una fobia specifica, in questo caso l’urofobia. La paura intensa può bloccare le azioni e far sentire paralizzati, ma ci sono strategie che possono aiutare a gestirla gradualmente:
* respirazione e rilassamento: tecniche di respirazione lenta e diaframmatica possono ridurre la tensione fisica e l’ansia intensa
* piccoli passi: provare a frammentare l’obiettivo in tappe più gestibili, ad esempio prepararsi lentamente a uscire di casa, spostandosi solo fino alla porta, poi fare un piccolo tragitto, e così via
* esposizione graduale: lavorare con uno psicologo su un percorso di esposizione controllata può aiutare a desensibilizzare la paura, iniziando da situazioni meno ansiogene fino alla visita stessa
* supporto emotivo: se possibile, farsi accompagnare da una persona di fiducia può ridurre la sensazione di pericolo
* gestione dei pensieri: riconoscere i pensieri ansiosi come tali, senza giudicarli, può aiutare a non farsi travolgere
È importante affrontare questo blocco con un percorso psicologico mirato, perché le fobie specifiche rispondono molto bene a interventi di esposizione e strategie cognitive comportamentali.
Resto a disposizione per guidarla nel costruire un piano graduale che le permetta di affrontare la visita senza sentirsi sopraffatta.
la situazione che descrive rientra nelle reazioni tipiche di una fobia specifica, in questo caso l’urofobia. La paura intensa può bloccare le azioni e far sentire paralizzati, ma ci sono strategie che possono aiutare a gestirla gradualmente:
* respirazione e rilassamento: tecniche di respirazione lenta e diaframmatica possono ridurre la tensione fisica e l’ansia intensa
* piccoli passi: provare a frammentare l’obiettivo in tappe più gestibili, ad esempio prepararsi lentamente a uscire di casa, spostandosi solo fino alla porta, poi fare un piccolo tragitto, e così via
* esposizione graduale: lavorare con uno psicologo su un percorso di esposizione controllata può aiutare a desensibilizzare la paura, iniziando da situazioni meno ansiogene fino alla visita stessa
* supporto emotivo: se possibile, farsi accompagnare da una persona di fiducia può ridurre la sensazione di pericolo
* gestione dei pensieri: riconoscere i pensieri ansiosi come tali, senza giudicarli, può aiutare a non farsi travolgere
È importante affrontare questo blocco con un percorso psicologico mirato, perché le fobie specifiche rispondono molto bene a interventi di esposizione e strategie cognitive comportamentali.
Resto a disposizione per guidarla nel costruire un piano graduale che le permetta di affrontare la visita senza sentirsi sopraffatta.
Buongiorno, quello che descrive è una situazione che può generare un livello di paura e di blocco molto intenso, e il fatto che chieda aiuto è già un passo importante. Quando si soffre di una forte paura legata al dover urinare o alla possibilità di non riuscire a farlo in determinate situazioni, spesso non si tratta solo di un disagio fisico ma di un’ansia che può diventare molto invasiva, al punto da far sentire come se si perdesse il controllo del proprio corpo e delle proprie azioni. È comprensibile che, davanti a una visita che percepisce come minacciosa, il corpo e la mente reagiscano con una sensazione di paralisi e con il desiderio di evitare di uscire di casa. La paura, quando diventa così intensa, tende a funzionare come un campanello d’allarme che si attiva anche quando il pericolo reale non è presente o è molto più basso di quanto la mente immagini. Spesso si crea un circolo in cui il pensiero di non riuscire a gestire la situazione aumenta l’ansia, l’ansia produce tensione fisica e questa tensione rende ancora più difficile rilassarsi, rafforzando la convinzione di non potercela fare. Questo meccanismo è molto comune nelle paure legate al controllo corporeo e non significa che lei sia debole o incapace, ma che il suo sistema di allarme si è attivato in modo molto sensibile. Per cercare di calmarsi può essere utile iniziare dal corpo, perché quando l’ansia è molto alta ragionare diventa più difficile. Provare a rallentare il respiro, inspirando lentamente dal naso e lasciando uscire l’aria in modo ancora più lento, può aiutare a inviare al cervello un segnale di minore pericolo. All’inizio potrebbe sembrare che non cambi molto, ma se ripetuto per alcuni minuti tende gradualmente a ridurre la tensione. Anche portare l’attenzione a ciò che la circonda, osservando oggetti, suoni o sensazioni fisiche come i piedi appoggiati a terra, può aiutare la mente a uscire dal vortice dei pensieri catastrofici e a tornare nel momento presente. Un altro aspetto importante riguarda il modo in cui si parla interiormente prima di affrontare la visita. Spesso la mente anticipa scenari estremi, come la paura di non riuscire a urinare o di sentirsi umiliati. Può essere utile provare a sostituire queste immagini con pensieri più realistici e protettivi, ricordandosi che la paura è un’esperienza temporanea, che il corpo può avere bisogno di tempo per rilassarsi e che anche se la situazione fosse difficile non significherebbe fallire come persona. Spostare il focus dal dover riuscire perfettamente al concedersi di provare può alleggerire molto la pressione. Affrontare gradualmente ciò che spaventa, quando possibile, aiuta spesso a ridurre la paura nel tempo. Evitare completamente le situazioni che attivano l’ansia dà un sollievo momentaneo ma tende a mantenere la convinzione che non si sia in grado di gestirle. Procedere per piccoli passi, rispettando i propri tempi, permette invece di costruire lentamente una sensazione di maggiore sicurezza. Anche condividere questa difficoltà con i professionisti che dovranno effettuare la visita può essere utile, perché spesso consente di trovare modalità più rispettose dei propri tempi e ridurre la pressione percepita. Il fatto che questa paura le stia impedendo di uscire di casa indica quanto sia intensa e merita attenzione e supporto. Non è qualcosa che deve affrontare da sola e molte persone con difficoltà simili riescono, con un accompagnamento adeguato, a recuperare gradualmente libertà e serenità. La sua richiesta di aiuto mostra una parte di lei che sta cercando di prendersi cura di sé, ed è una risorsa molto preziosa. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Esperti
Domande correlate
- Buongiorno, sono una donna di 30 anni e sto attraversando una fase di forte sofferenza emotiva legata alla mia relazione. Da circa due anni sto con una persona che amo e che considero sana, presente e rispettosa. Stavamo per andare a convivere, ma poco prima ho attraversato alcuni giorni di forte crisi…
- Buongiorno espongo il problema con la mia lei di 56 anni sono mesi che non facciamo l'amore il problema vaginale problema affrontato insieme ma lei non va a fare la visita pazienza poi è diventata pressante su ogni cosa non ti ascolta per niente da partecipare mia sono scocciato deluso amareggiato e…
- sono una ragazza di 20 anni che frequenta il secondo anno di scienze e tecniche psicologiche. da quando ho 13 anni ho avuto sempre la sensazione e la voglia di intraprendere un percorso psicoterapeutico ma non l’ho mai fatto in quanto sia prima sia adesso non mi sento di dire ai miei che vorrei farlo.…
- Buonasera il mio problema e con la mia ragazza di 50 anni negli ultimi mesi non facciamo più l'amore perché lei ha un problema vaginale e gli dissi di affrontare insieme e di prenotare una visita da ginecologo e lei mi disse di si ma non fece niente mi dice sempre che fare l'amore con me è bellissimo…
- Buongiorno dottori, sono una donna di 31 anni e sono in una relazione da circa 9 anni. Il mio compagno è una brava persona: è un ragazzo tranquillo, semplice, buono, simpatico e divertente. Nonostante questo, nel corso degli anni ho iniziato a sentire sempre più spesso che forse non è la persona adatta…
- Buongiorno, vorrei un parere sull’afantasia intesa non come disturbo, ma come variante del funzionamento cognitivo caratterizzata dall’assenza di visualizzazione mentale volontaria. Nel mio caso è presente fin dall’infanzia, mentre l’attività onirica è invece ricca di immagini e scene visive. La…
- Ciao a tutti, sono una ragazza di 30 anni e ho una relazione da più di 2 anni con il mio ragazzo, che amo tanto. Da meno di una settimana (circa 5 giorni) però mi sento molto strana: come “spenta”, distante, come se non provassi più nulla, come se i sentimenti si fossero improvvisamente spenti. È…
- Questi comportamenti a che cosa sono riconducibili? Da anni ho conosciuto un ragazzo o meglio ex collega di lavoro che è di 3 anni più piccolo di me. Io ne ho 34. I suoi comportamenti sono strani e indecifrabili certe volte. Chiedo un consiglio, un parere, perché tutti mi dicono "lascialo stare…
- Salve , ho dei problemi molto accentuati a rapportarmi con le persone a esprimere i miei sentimenti, ho difficoltà a fare qualsiasi cosa, difficoltà non indifferente a concentrarmi, anche guardare un film intero è diventato un impresa, non so come gestire questa cosa sto provando a rimettermi in sesto…
- Buonasera, io ho 26 anni, lui 33, entrambi siamo dei ragazzi indipendenti e anche genitori. Sono 8 mesi che abbiamo una relazione. Un mese e mezzo fa ha deciso di lasciarmi, ma l’unico cambiamento che ho visto è che non pranziamo più insieme e non ci mandiamo “il buongiorno con la buonanotte”. Continuiamo…
Hai domande?
I nostri esperti hanno risposto a 91 domande su consulenza psicologica
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.