Esperienze
Quando qualcosa ti pesa, confonde o mette in difficoltà, trovare il proprio modo per affrontarlo può fare la differenza.
Sono psicologa e psicoterapeuta in formazione, e lavoro online con persone che stanno vivendo momenti di cambiamento, stress, difficoltà personali, relazionali o lavorative.
Dedico particolare attenzione anche a chi convive con una condizione cronica o sta affrontando una diagnosi che ha avuto un impatto sulla propria vita quotidiana.
Credo in un percorso costruito sulla persona, sulle sue risorse e sul suo modo unico di vivere ciò che sta attraversando.
Ogni persona vive e attraversa le difficoltà in modo diverso, in base alla propria storia, alle relazioni e al modo in cui alcune esperienze hanno preso forma nel tempo. Anche esperienze simili possono assumere significati profondamente diversi da persona a persona.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia cognitiva
- Psicologia del lavoro
- Psicologia della salute
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Malattia cronica
- Ansia
- Trauma
- Stress
- Sindrome da burnout
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico online
60 € -
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Consulenza psicologica
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Recensioni
6 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
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S
S.A.
Desidero ringraziare di cuore la Dott.ssa Sossai per il percorso che abbiamo svolto insieme. Con grande professionalità, empatia e delicatezza mi ha aiutata ad affrontare difficoltà profonde legate all’ansia, all’accettazione della malattia e ai cambiamenti personali, guidandomi verso una maggiore consapevolezza e fiducia nelle mie capacità. Grazie al suo supporto ho imparato a gestire meglio le emozioni e a riconoscere le mie risorse interiori. Mi sono sempre sentita accolta, ascoltata e compresa, senza mai percepire giudizio. Le sarò sempre grata per la pazienza, l’umanità e la presenza costante dimostrate in ogni momento del percorso. In alcune fasi particolarmente difficili è stata per me un punto di riferimento importante, aiutandomi a ritrovare equilibrio e serenità quando pensavo di non riuscirci.
Consiglio sinceramente la Dott.ssa a chiunque desideri intraprendere un percorso psicologico serio, umano e realmente orientato al benessere personale.- Attenzione durante la visita
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N
NM
Ho trovato solo benefici nella mia terapia con la dott.ssa Chiara: empatia, sensibilità e capacità sono gli aggettivi che la rappresentano, consiglio vivamente per un beneficio assicurato..Grazie mille
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Dott.ssa Chiara Sossai
Ti ringrazio per le tue parole. Sapere che ti sei sentita accolta e compresa per me è molto importante.
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M
MS
Esperienza positiva, la dott.ssa Sossai ha saputo con grande empatia ascoltarmi e mettermi a mio agio. Consiglio vivamente !
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- Ottimo studio
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Dott.ssa Chiara Sossai
Grazie per il tuo riscontro. Sono contenta che tu ti sia sentita a tuo agio e ascoltata.
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A
AMP
Avanti con gli anni, non avrei mai pensato di ricorrere ad una professionista per le preoccupazioni attuali... Sono in buona salute e con una mente ancora attiva con aspettative che dovrei attentamente considerare.... Cattolica praticante e conscia del momento particolare che vivo, proiettata verso il futuro che mi aspetta, confortata anche dalla lettura entusiasmante del libro... Al di là dello spazio e del tempo, sono tuttavia attaccata al presente, con la mente ancora impegnata in tanti progetti che non credo siano attuabili.... Desiderando di non esagerare nel progettare fantasie irrealizzabili mi sono rivolta ad una professionista molto apprezzata. ... Il primo incontro è stato empatico e fruttuoso. Pur molto più giovane di me mi sono sentita capita e spronata a continuare con progetti terreni che sottraggono inutili preoccupazioni che non dipendono da me.. .e mi rendono più sicura e felice. Continuo ben volentieri con questa esperienza che mi appaga e mi entusiasma...
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Dott.ssa Chiara Sossai
Grazie per aver condiviso con tanta sincerità la tua esperienza. Sono contenta che tu ti sia sentita capita e che questo primo incontro ti abbia aiutata a mettere un po’ di ordine nei tuoi pensieri. Ti ringrazio per la fiducia.
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A
AZ
Mi ha dato serenità e piacere di dialogare....molto professionale ed empatica
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Dott.ssa Chiara Sossai
Grazie per le tue parole. Sono contenta che tu abbia trovato uno spazio in cui sentirti a tuo agio e ascoltato. Continuiamo insieme questo percorso con attenzione e rispetto dei tuoi tempi.
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S
SM
Finalmente qualcuno che parla la mia “lingua”!!!!!
Non ero fiduciosa nel metodo (online) mi sono ricreduta.
Professionale, disponibile, siamo entrate subito in sintonia!!!
Grazie
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Dott.ssa Chiara Sossai
Grazie davvero per le tue parole. Sono felice che tu abbia trovato fin da subito uno spazio in cui sentirti capita e a tuo agio e che il percorso stia proseguendo con fiducia. Anche online, quando c’è sintonia, il lavoro può essere concreto ed efficace.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 28 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve dottori sono appena diventato padre da qualche giorno sono molto sereno anche se ho un dubbio che mi assale , qualche giorno fa mi sono venuti alla mente della parole di un counseling filosofico che avevo guardato qualche video dicendo che senza un percorso di liberazione e di risveglio non saremo capaci di amare i nostri figli e che inconsapevolmente gli facciamo anche del male, io adesso non mi interessa minimamente fare un percorso del genere quindi vuol dire anche io che farò del male a mia figlia ? Quindi dovrei risvegliarmi ? Dovrei seguire il percorso del counseling? E eventualmente anche meditazione?
Il fatto che tu ti stia ponendo queste domande e ti stia interrogando su come prenderti cura di tua figlia dice già molto della tua attenzione e sensibilità come padre.
Alcuni contenuti legati alla spiritualità o alla crescita personale possono offrire spunti interessanti, ma a volte rischiano anche di trasmettere messaggi molto assoluti, facendo nascere paure o sensi di colpa non necessariamente realistici.
Non esiste un unico percorso obbligatorio per poter amare bene un figlio. La capacità di essere presenti, mettersi in discussione, riconoscere i propri limiti e cercare di comprendere sé stessi sono già aspetti molto importanti nella relazione con un bambino.
Se in futuro sentirai il desiderio autentico di approfondire aspetti interiori attraverso un percorso personale, la meditazione o altre esperienze, potrà essere una scelta tua e non qualcosa da fare per paura di “non essere abbastanza”.
Il fatto che tu ti stia facendo queste domande nel momento in cui sei appena diventato padre parla già di un forte desiderio di esserci davvero per tua figlia.
E questo, nella relazione con un bambino, ha spesso molto più valore della ricerca di una perfezione impossibile.
Ti auguro di poter vivere questa nuova esperienza con maggiore serenità e senza sentirti schiacciato dalla paura di sbagliare.
Gentili Dottori, vorrei chiedere un parere psicologico su una situazione familiare che mi sta causando molta ansia e confusione.
Mio padre vuole donarmi una casa di famiglia, con l’idea che debba “restare in famiglia” e che io debba vivere vicino a mia sorella. Mia sorella stessa mi dice che non vorrebbe “estranei accanto” e che per lei è importante che io rimanga lì.
Il problema è che mi sento profondamente combattuta. Razionalmente so che ricevere una casa è un enorme privilegio, soprattutto perché al momento non sono economicamente stabile, sto attraversando un periodo difficile e realisticamente oggi non posso permettermi di vivere altrove in modo indipendente. Quindi questa donazione mi darebbe concretamente un posto dove vivere e una sicurezza materiale importante che in questo momento non riuscirei ad avere da sola.
Allo stesso tempo, però, emotivamente vivo questa situazione come una possibile perdita di libertà. Dopo una recente discussione con mia sorella, ho iniziato a stare molto male: nausea, mal di stomaco, pianto, una sensazione di soffocamento e pensieri come “la mia vita è rovinata” oppure “rimarrò intrappolata per sempre”.
Mi sono resa conto di una cosa importante: se non ci fossero aspettative familiari legate a questa situazione e se avessi abbastanza indipendenza economica, probabilmente sceglierei di vivere altrove. La mia paura principale non è la casa in sé, ma l’idea di dover sopportare per anni dinamiche familiari emotivamente pesanti, sentendomi senza spazio personale e senza una reale possibilità di scegliere la mia vita.
La pressione che sento è sia burocratica che emotiva.
Burocratica perché mio padre mi dice che sarebbe molto difficile vendere la casa in futuro a causa di complicazioni burocratiche/legali.
Emotiva perché vuole donarmi questa casa con l’aspettativa implicita che io non la venda mai a estranei e che la casa resti “all’interno della famiglia”. Anche mia sorella insiste molto sul fatto che non vuole estranei accanto.
Nella mia famiglia, ogni volta che provo a esprimere bisogni o dubbi che escono dal “percorso” già deciso da loro, vengo spesso accusata di creare problemi, complicare la vita agli altri, essere egoista o destabilizzare la famiglia. Questo mi fa sentire estremamente in colpa anche solo per il fatto di desiderare autonomia.
Sono anche terrorizzata dall’idea che accettare la casa significhi moralmente perdere il diritto di cambiare vita in futuro, anche se razionalmente so che le situazioni possono evolvere nel tempo.
L’unica possibile via d’uscita che riesco a immaginare in questo momento sarebbe accettare la donazione, ma chiedere a mio padre di fare un accordo privato in cui si stabilisce che, se un giorno volessi trasferirmi altrove e lui volesse davvero che la casa restasse solo nella famiglia, allora la proprietà della casa potrebbe tornare a lui invece di essere venduta a estranei.
Tuttavia, so già che anche solo proporre questa idea probabilmente porterebbe a discussioni e a una forte pressione emotiva da parte sua, ed è questo che mi paralizza.
Vorrei capire:
- Come posso costruire la sensazione che i miei bisogni siano legittimi quando la famiglia reagisce con senso di colpa o pressione;
- Come prendere decisioni importanti nella mia vita senza sentirsi responsabili della felicità emotiva degli altri.
Grazie a chi risponderà.
Da quello che racconta sembra che il conflitto più doloroso non riguardi solo la casa in sé, ma il significato emotivo che questa scelta sta assumendo per lei: da una parte il bisogno concreto di sicurezza e appartenenza, dall’altra il timore che accettare qualcosa possa farle perdere la possibilità di sentirsi libera di scegliere la propria vita. Spesso, in contesti familiari molto coinvolgenti, il confine tra affetto, aspettative, senso di responsabilità e senso di colpa può diventare difficile da distinguere, fino a far sentire ogni decisione come se dovesse proteggere o deludere qualcuno.
Forse il punto centrale non è decidere subito cosa fare, ma provare gradualmente a capire quale spazio possano avere, dentro questa situazione, anche i suoi bisogni e la sua idea di futuro, senza che questo significhi necessariamente amare meno la sua famiglia.
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