BUONA SERA IO HO UNA BAMBINA DI QUASI 4 ANNI A LEI DA PICCOLA LE SONO USCITE DELLE MACCHIE CAFFE LAT

53 risposte
BUONA SERA IO HO UNA BAMBINA DI QUASI 4 ANNI A LEI DA PICCOLA LE SONO USCITE DELLE MACCHIE CAFFE LATTE DOPO TANTI ACCERTAMENTI GENETICI SI É SCOPERTO CHE HA MUTATO UN GENE . IN PRATICA MIA FIGLIA HA IL SINDROME DI NOONAN PERO NON HA QUASI NIENTE DI QUELLO CHE IN REALTA PORTA QUESTA MALATTIA .
IO DA QUANDO HA POCHI MESI DI VITA HO INIZIATO QUESTO PERCORSO PER CHE NON MI SEMBRAVA NORMALE DI QUESTE MACCHIE ,MIA FIGLIA É STATA CONTROLLATA A 360 GRADI DOPO TUTTE LE VISITE SPECIALISTICHE SIAMO FINITE ANCHE DALLA NEUROPSICHIATRA INFANTILE HA FATTO 3 GIORNI DI DAY HOSPITAL AL BAMBINO GESU
MIA FIGLIA HA ADHD E PICCOLA ANCORA NOI GENITORI ABBIAMO FATTO UN PERCORSO PSICOLOGICO DOVE CI HANNO AIUTATO PER POTER GESTIRE LA BAMBINA É STATA LA COSA MIGLIORE
MIA FIGLIA ADESSO VA ALLA MATERNA PRIMO ANNO E UNA BAMBINA CON L'INTELIGGENZA SOPRA LA MEDIA
É UNA BAMBINA ADORABILE MOLTO TENERA BUONA PARLA TANTO PERÒ IPERATTIVA IO HO GIA CHIESTO LA MAESTRA DI SOSTEGNO D'ACORDO CON LE MAESTRE PER POTER SEGUIRLA MEGLIO .
LA MIA DOMANDA É QUALI CONSIGLI MI DATE PER FARE IN MODO CHE MIA FIGLIA MIGLIORE DI GIORNO IN GIORNO
É UNA BAMBINA GESTIBILE E IO COME MAMMA MI SENTO NEL DOVERE DI AIUTARLA AL MASSIMO PER FARE IN MODO CHE LEI SIA SERENA E TRANQUILLA E SOPRATUTTO FELICE
GRAZIE
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, Mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Ritengo fondamentale che la bambina in tra 30 un percorso psicologico al fine di fornire sia a lei che a voi i familiari strategie utili per fronteggiare le situazioni problematiche e, magari più in là, elaborare pensieri e vissuti connessi alla malattia di cui è affetta.
cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Federica Maura Meloni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quartu Sant'Elena
Buongiorno Gentile Utente,
la domanda da Lei posta è molto complessa e la risposta per essere esaustiva avrebbe bisogno di essere articolata e incrementata di altre informazioni.
In generale però mi sento di dirle che da quanto ha scritto, ha fatto finora passi molto importanti e sicuramente corretti.
Mi riferisco al fatto di fare un percorso di sostegno alla genitorialità, affidarsi a figure professionali (come l'insegnante di sostegno).
Non è scontato aprirsi all'aiuto di figure esterne, proseguire su questa strada aiuterà tutti.
Un caro saluto
Dott.ssa Meloni Federica
Dott.ssa Paola Tucci
Psicologo
Roma
Buongiorno,
La situazione da lei esposta è molto complessa e deve essere affrontata da più punti di vista e da una collaborazione tra professionisti. Ritengo, da quello che ha riportato, che abbia già attivato questo percorso attraverso la collaborazione e il sostegno delle istituzioni. Posso consigliarle, in aggiunta, delle attività di potenziamento cognitivo, esempio con il metodo Feuerstein, per aiutare il percorso di crescita della bambina e delle attività, come un gruppo d'auto aiuto, per voi genitori.
Resto a disposizione.
Un saluto Paola Tucci
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Salve, la situazione che riporta è complessa e necessita di essere approfondita all’interno del setting. Ha pensato ad un consulto psicologico?
Buona giornata.
Dott. Fiori
Gentile signora, mi sembra dalle sue parole, che lei abbia già attivato una serie di provvedimenti per gestire al meglio la crescita di sua figli (i controlli a 360 gradi, il percorso di sostegno alla genitorialità, la richiesta di un sostegno, ecc.). La bambina a quanto pare è "intelligente, gestibile, adorabile, tenera" e lei appare da ciò che esprime una mamma molto attenta. Pertanto sembra che ci siano tutti gli ingredienti necessari affinchè sua figlia cresca nel migliore dei modi giorno per giorno. L'amore responsabile che dalle sue azioni emerge nell'affrontare la crescita di un figlio è ciò che più conta. Continui semplicemente così e si fidi delle sue capacità genitoriali.
Buona fortuna a lei e alla piccola,
Rosella Pettinari
Dott. Gianmarco Simeoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Varese
Buonasera Gentile Utente, non esiste un consiglio standard che funzioni in questi casi. Credo che lei stia già aiutando sua figlia, anche se non sta facendo niente di particolare. Il fatto di aver svolto un percorso psicologico e di aver richiesto l'insegnante di sostegno dimostrano quanto lei tenga alla serenità di sua figlia. Posso solo dirle una frase che spesso mi ripeto quando sono con i miei pazienti: non essere un ruolo, sii un'anima. È più importante dimostrare il nostro amore e la nostra presenza, che essere troppo calati nel ruolo genitoriale. Spero di esserle stato d'aiuto. Cordialmente, dott. Simeoni
Dott.ssa Felicetta Lombardi
Psicologo, Psicologo clinico
Ottaviano
Come sicuramente già sa il trattamento della patologia della sua bambina è sintomatico. Nei bambini piccoli è indicato un supporto nutrizionale in collaborazione con gastroenterologo e nutrizionista. L'endocrinologo seguirà il bambino più grande per l'accrescimento staturale. È indicato effettuare valutazioni neuropsicodiagnostiche con test cognitivi per la prevenzione ed un eventuale trattamento precoce.
Quindi che dirle già sta facendo un buon lavoro per la sua bambina, quindi visto che ora la piccola frequenta l'asilo si prenda un po' di tempo per se. Faccia qualcosa per se stessa.... Non può sempre dare qualche volta deve concedersi un minuto per respirare. Buona serata
Buonasera, concordo con i colleghi nel dirle che lei si è attivata prontamente ed efficacemente rispetto alle problematiche presentate da sua figlia. Il mio consiglio può vertere sicuramente nel proseguire così come sta facendo, dando amore, protezione e attenzione ai bisogni di sua figlia. Se, nel corso del tempo, voi genitori doveste incontrare qualche ostacolo relazionale o comportamentale o anche solo aveste bisogno di un supporto, le consiglio di riprendere il percorso di sostegno alla genitorialità, perché il confronto e l'aiuto sono sempre molto importanti.
Un caro saluto, dottoressa Paola De Martino
Dott.ssa Daniela Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Credo, signora, che stiate facendo tutto il possibile per mettere vostra figlia nelle condizioni migliori di benessere e cura. Ora quello che serve è trasmettere serenità alla piccola, e questa serenità la respira dal suo atteggiamento amorevole e privo d'ansia. Un caro saluto, dr.ssa Daniela Benvenuti, Padova-Feltre
Dott.ssa Maria Cristina Pacella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Credo anche io che lei stia seguendo in maniera adeguata la crescita e l'evoluzione della patologia della sua bambina. Concordo con la collega rispetto all'ausilio di un supporto psicologico genitoriale qualora si dovessero in futuro presentare problematiche da elaborare o gestire. Ed eventualmente valutazioni per la bimba, sempre se necessarie,nel corso dello sviluppo. Cari saluti
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso anch'io come le mie colleghe che lei è stata e sarà molto di aiuto alla sua bambina. Consulti sempre dei professionisti preparati per l'aiuto che serve e servirà nella crescita e specialmente nel periodo adolescenziale della bimba. Inoltre sarà utile per voi genitori farvi aiutare psicologicamente, per elaborare i modi come interagire ed essere sempre all'altezza della situazione, la saluto cordialmente dott. Eugenia Cardilli.
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Dott.ssa Maria Lucia Dimaglie
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Gallarate
Gentile signora, da psicoterapeuta che si occupa di bambini posso comprendere la sua necessità di avere una guida e un supporto sia per voi genitori chè per la bambina.
Il mio consiglio è quello di consultare uno psicologo con esperienza nell'area infantile ed esperto in questi tipi di problematiche che possa supportare anche voi genitori.
Un caro saluto dott.ssa Maria Lucia Dimaglie
Dott.ssa Maura Falocco
Psicologo, Professional counselor
Grottaferrata
Gentile signora,
gestire una bambina con ADHD non è mai facilissimo. La scelta di farsi seguire da uno psicologo è stata buona. Potrebbe riprendere questo percorso perché la bambina, crescendo, ha bisogno di controllare la sua impulsività e migliorare le sue relazioni interpersonali. Vista l'età della bambina, il supporto dei genitori diventa indispensabile. Il percorso di parent training aiuta i genitori a trovare gli strumenti giusti per accompagnare la bambina durante la crescita e prevenire situazioni problematiche, anche nel futuro. Un cordiale saluto
Dott.ssa Alice Carbone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
mi sento di consigliarle di contattare uno psicologo per un servizio di sostegno alla genitorialità, di supporto e orientamento.
Penso che possa esserle di grande aiuto.
Se vuole sono disponibile, anche per consulenze online.
Le auguro una buona serata,
Dott.ssa Alice Carbone
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

i genitori si sentono sempre in colpa se un figlio presenta dei problemi. Sia lei che il suo compagno state facendo un enorme sforzo affinchè la vostra bambina possa esser seguita al meglio, ma non tutto è controllabile. Sento che dentro di lei c'è il desiderio di voler assicurare a sua figlia l'assenza di problematiche di qualunque tipo come se considerasse che abbia già sofferto abbastanza da dover prevenire qualunque genere di altra sofferenza. Nessun genitore ha il poter di poter prevenire le difficoltà e l'imprevedibilità della vita, all'interno del contesto scolastico cosi come nel mondo intero. Molto probabilmente dovrebbe fare un lavoro su si se attraverso il quale poter lavorare sull'accettazione. La sua bimba non è solo la malattia, ma anche tante altre cose di cui lei e il suo compagno sicuramente andrete fieri. Molto probabilmente, anche se difficile e doloroso andrebbe fatto questo, al fine di poter vivere meglio la complessità delle situazioni in famiglia e quando lei è fuori casa. Il rischio altrimenti è quello di proiettare eccessive preoccupazioni sulla bambina alimentando ulteriori difficoltà ad oggi non manifeste. Rifletta su questo è importante.

Cordiali Saluti
Dottor. Diego Ferrara
Dott.ssa Claudia Chiucini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, sicuramente la vostra attivazione nel capire e occuparvi della situazione sta già aiutando molto vostra figlia. Visto che è ancora piccola si può fare tanto e un buon progetto terapeutico, mirato e precoce può sostenere lei e voi nel percorso evolutivo. Lavorando con bambini che hanno un'intelligenza sopra la media, ho spesso riscontrato la loro difficoltà nella gestione delle emozioni, la presenza di agitazione e comportamenti iperattivi. Il mio consiglio è che vi affidiate a un professionista che si occupi anche di questi aspetti. Cordiali saluti, dottoressa Claudia Chiucini
Dott.ssa Lydia Chiovari
Psicologo, Psicoterapeuta
Padova
Gentile mamma, immagino non sia stato facile per lei andare ad indagare cosa avesse sua figlia, ma vista tutta l'energia che trapela nella sua lettera, non ha mai mollato ed è pronta a lottare per la sua crescita. Questo mi sembra un ottimo punto di partenza. Adesso bisogna impostare un progetto terapeutico che coinvolga tutta la famiglia e che vi permetta di sostenere vostra figlia nelle prossime sfide evolutive che la vedranno impegnata. Immagino sia ancora seguita dal servizio di neuropsichiatria infantile e, quindi,si rivolga all'equipe che la segue, manifestando il suo desiderio di poter iniziare un percorso genitoriale che la aiuti in questo. In bocca al Lupo!
Dott.ssa Clelia Savarese
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Saronno
Buonasera. Nelle sue parole leggo la Sua preoccupazione ma anche la Sua estrema attenzione nei confronti di Sua figlia. Quello che mi sentirei di consigliarle, in realtà, è di proseguire quanto già sta facendo: andare avanti giorno dopo giorno chiedendo aiuto ai relativi professionisti quando lo ritiene utile. A questo proposito, ottima l'idea di coinvolgere la scuola: anche se non vi fossero le basi tecniche per il coinvolgimento di un insegnante di sostegno (ipotesi che valuterei attentamente con le insegnanti di classe per evitare una figura aggiuntiva che potrebbe essere vista segno di diversità, se non necessaria), è importante che Lei che ha bene in mente la Sua bambina tenga un dialogo frequente con le insegnanti finalizzato anche alla definizione di strategie educative comuni. Continui così!
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Gentile Signora, intanto le faccio i miei complimenti per aver intrapreso un percorso che ha dato i suoi frutti e avere attivato tutte le risorse disponibili. Direi che al momento potrebbe essere sufficiente. Non conosco la bambina ma direi che mantenere un dialogo costante con le insegnanti sia proficuo per attivare altre risorse o altre figure professionali qualora ce ne fosse necessità.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Mariachiara Lombardelli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Piacenza
Buonasera,
la domanda che pone è complessa e la risposta non potrà purtroppo essere esaustiva in quanto sarebbero necessario articolarla in modo ampio per poter raccogliere numerose informazioni. Da quanto scrive sicuramente ha fatto una serie di di passi molto importanti per la salute della sua bimba a partire dai controlli medici approfonditi e scrupolosi. Potrei consigliarle vista la complessità della situazione un percorso di sostegno psicologico o di sostegno alla genitorialità, oltre a continuare a creare un'importante rete di supporto con insegnanti di sostegno e figure professionali.
Un caro saluto,
Dott.ssa Mariachiara Lombardelli
Dott.ssa Emilia Metta
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile mamma la sua domanda merita di essere approfondita in un contesto diverso da questo. Sarebbe utile prendere un appuntamento con uno psicoterapeuta che analizzando meglio la sua domanda e la situazione della bambina potrà essere più esaustivo e preciso nella risposta. Ogni bambino ha le proprie esigenze rispetto alle risorse possedute, sarebbe dunque importante costruire un progetto di intervento personalizzato. Un caro saluto.
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott.ssa Erika Michela Conversano
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera,
Da quello che lei riporta attentamente di sua figlia sembrerebbe una bambina con buone risorse su cui lavorare. Probabilmente oltre al sostegno alla genitorialità si potrebbe valutare una consulenza psicologica e se il professionista lo ritiene utile e adeguato iniziare un percorso psicoterapeutico anche per la bambina. Se si lavora bene in rete, mettendo in comunicazione famiglia, scuola e figure professionali che ruotano intorno ai bambini, i risultati possono essere sorprendenti e certamente ogni contesto di vita diventa più facilitante.
In bocca al lupo
Dott.ssa Erika Conversano
Dott.ssa Melania Filograna
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lequile
Salve, la tranquillizzo sul fatto che avere una ADHD non vuol dire avere un intelligenza inferiore alla media. Per i disturbi dell'eta ' evolutiva sono indicati trattamenti cognitivo comportamenti. Per generalizzare i risultati è importante avviare dei percorsi in parallelo tra il bambino, i genitori e il contesto scuola. La saluto
Dott.ssa Silvia Di Chio
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Roma
Buonasera signora, da quello che ha scritto leggo che avete fatto tanti passi e intrapreso già dei percorsi di cura e le cose sono migliorate per la bambina. Ma ancora sente che la bambina vada aiutata a scuola, ma anche aiutata a capire il significato protondo della sua iperattività. Solo in questo modo la bambina potrà trovare ascolto ed eventualmente stare meglio. Sono una psicoterapeuta infantile e offro anche sostegno ai genitori. Se ha bisogno può contattarmi, sono a Roma. Cari saluti dott.ssa Silvia Di Chio
Dott.ssa Catia Califano
Psicologo
Fiumicino
Salve da quello che lei riferisce, posso dirle che siete sulla strada buona. Pur essendo piccola, con l'aiuto dello specialista, è stato centrato il problema. L'ADHD è un disturbo del Neurosvilhppo che crescerà insieme alla bambina ma con un intervento multimodale, con la collaborazione di tutte le persone coinvolte in primo piano, potrete ottenere dei buoni risultati. Quello che mi sento di dirle è che ci vuole pazienza, molta pazienza perché il percorso sarà lungo. In bocca al lupo
Dott. Matteo Lombardelli
Psicologo, Psicologo clinico
Rimini
Buongiorno,
mi permetto di dire che sembrate dei genitori molto attenti ai bisogni di vostra figlia. Penso che abbiate fatto il necessario per lei. L'unico consiglio che sento ti darvi è quello di informarvi e formarvi sull'ADHD in modo da comprendere al meglio vostra figlia, accettarla per come è, e poterla supportare durante il suo processo di crescita (oltre al supporto che le e vi verrà fornito dai professionisti)
Le auguro una buona giornata,
Matteo Lombardelli
Buongiorno, da professionista mi congratulo con lei per essersi attivata e aver chiesto aiuto alle figure di competenza sul territorio. Un percorso di terapia cognitivo-comportamentale può aiutare sia voi genitori ( attraverso il parent training), sia la bimba (con la terapia prima individuale e poi di gruppo nei contesti frequentati), sia l'insegnante di sostegno nominata nella gestione dei comportamenti della bambina, ma anche per la valutazione delle strategie di apprendimento cucite sulla bambina stessa.
Buon proseguimento
Dott.ssa Caterina Campanella
Dott.ssa Valentina Zappa
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Milano
Buonasera, da quanto scrive si può dedurre subito il grande amore nel seguire la sua bambina e, sicuramente, questo affetto e questa premura non possono che creare un ambiente sereno per lei. La continua collaborazione con il personale scolastico è molto importante per trovare strategie comuni da utilizzare nei diversi contesti, ma, dato che i bambini con ADHD potrebbero essere più a rischio di presentare futuri disturbi dell’apprendimento e del comportamento, consiglierei un percorso psicologico per affrontare al meglio la situazione; penso che possa essere utile anche un supporto genitoriale affinché possa esprimere tutti i suoi dubbi e timori relativi alla gestione della questione. Per qualsiasi domanda, non esiti a contattarmi.
Dott.ssa Arianna Pagliai
Psicologo, Psicologo clinico
Sesto Fiorentino
Buongiorno, in base alle cose che ci ha raccontato con questa domanda, ma che comunque non sono esaustive e quindi necessiterebbero di maggiore indagine, sarebbe sicuramente d'aiuto, sia per voi genitori, che per vostra figlia, un percorso psicologico per supportarvi nell'affrontare la diagnosi di una malattia rara. Riguardo allo sviluppo scolastico della bambina e, credendo nelle competenze di alcune insegnanti di sostegno, penserei di non stimolare troppo vostra figlia, ma di assicurarsi che si sviluppi in modo adeguato rispetto agli standard di sviluppo. Grazie per la domanda, Dott.ssa Arianna Pagliai
Dott.ssa Silvia Spelta
Psicologo, Psicologo clinico
Muggiò
Gentile mamma, grazie per la sua preziosa condivisione. Dalla sua descrizione siete intervenuti prontamente sulle necessità di vostra figlia e sicuramente il vostro continuo interessamento apporterà un valore aggiunto al percorso che già avete intrapreso. Vi consiglio un percorso di sostegno alla genitorialità che vi darà non soltanto supporto psicologico ma anche degli strumenti educativi per aiutare a sostenere la crescita di vostra figlia. E' importante inoltre considerare che essendo una bambina già seguita da medici e dalla scuola, in particolare dalla sua insegnante di sostegno, sarebbe opportuno mantenere una collaborazione multidisciplinare in modo da creare "rete" ed essere tutti allineati sugli interventi da seguire per lo sviluppo della bambina. Rimango a disposizione, un caro saluto, dott.ssa Silvia Spelta.
Dott.ssa Sara Beduschi
Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Buonasera, è frequente che nei bambini ADHD ci sia anche la compresenza di un Alto potenziale Cognitivo. La diagnosi tempestiva è stata sicuramente fondamentale per supportare la bambina e voi genitori nella gestione della quotidianità. Non posso esprimermi nei particolari non conoscendo voi né la bambina ma posso dirle che si può lavorare bene e a più livelli in queste situazioni facendo un buon lavoro di rete che supporti la bambina a livello psicoeducativo, voi genitori e la scuola. Resto a disposizione se ha altre domande in merito.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Sara Beduschi
Dott.ssa Michela Francescato
Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua storia. E’ una situazione molto complessa che andrebbe approfondita con informazioni più dettagliate, mi rendo conto che questa non è la sede. In base a quanto ha scritto mi sento di risponderle che in situazioni come queste è importante il lavoro in equipe multidisciplinare. Voi, come famiglia, e la scuola, come agenzia educativa, state agendo nel benessere della bambina. Sicuramente il supporto di un’insegnante di sostegno è un intervento efficace nel contesto scuola perché può supportare la bambina nelle relazioni e nell’inserimento in questo nuovo ambiente. Potrebbe essere utile affiancare a quanto state già facendo un percorso di sostegno e potenziamento per la bambina in modo tale che possa allenare l’attenzione e migliorare le sue abilità, così come essere supportarla da punto di vista psicologico qualora le difficoltà legate alla sua sindrome (primariamente diagnosticata come da lei descritto) dovessero interferire sulla sua e vostra quotidianità.
Rimango a disposizione per un confronto qualora lo ritenga necessario.
Un saluto, Dott.ssa Michela Francescato
Dott.ssa Sonia Semeraro
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile mamma, dal suo racconto sembra che siano attivi i percorsi e le figure che potrebbero fornire un percorso di sviluppo più che funzionale. L'insegnante di sostegno e il percorso psicologico saranno fondamentali per aiutare la bambina ad arrivare ad una piena consapevolezza delle sue risorse e delle sue fragilità. Sarà proprio partendo dalle risorse che si individueranno delle strategie utili a gestire le fragilità nelle diverse tappe di crescita.
Un percorso di parent training come suggerito da qualche collega, potrebbe essere molto d'aiuto a voi genitori per potervi supportare nelle difficoltà fornendovi degli strumenti e strategie che potrebbero risultare efficaci nel percorso di crescita di sua figlia.
Resto a disposizione, un saluto.
Dott.ssa Sonia Semeraro
Dott. Paolo Galassi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
L'Aquila
Buongiorno, capisco quanto sia importante per lei supportare sua figlia nel modo migliore possibile. Tenga conto che su questo può essere supportata da uno specialista, con lo scopo di essere accompagnata giorno per giorno visto che ogni situazione è a se, e va studiata nei minimi dettagli. Ad ogni modo, ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarla a promuovere il benessere di sua figlia:

Routine e struttura: I bambini con ADHD beneficiano molto da una routine strutturata e prevedibile. Creare un programma giornaliero fisso può aiutare sua figlia a sapere cosa aspettarsi, a rendere il contesto maggiormente prevedibile e a ridurre l'ansia.

Tecniche di gestione del comportamento: Usi tecniche positive per gestire il comportamento iperattivo. Ad esempio, il rinforzo positivo per i comportamenti desiderati può essere molto efficace. Premi sua figlia con elogi o piccole ricompense quando si comporta bene, piuttosto che punendola quando si comporta male.

Attività fisica: L'iperattività può essere canalizzata positivamente attraverso l'attività fisica. Si assicuri che sua figlia abbia molte opportunità per giocare e muoversi, poiché questo può aiutare a ridurre l'energia in eccesso e migliorare la concentrazione.

Collabori con la scuola: Continui a lavorare a stretto contatto con le insegnanti e il personale scolastico. Bisogna essere tutti siano sulla stessa lunghezza d'onda riguardo agli obiettivi e alle strategie per supportare sua figlia.

Supporto emotivo: si assicuri di essere un punto di riferimento emotivo stabile per tua figlia. Ascolti le sue preoccupazioni e la rassicuri quando necessario.

Tempo di qualità: Dedichi del tempo di qualità a sua figlia, facendo attività che lei ama e che rafforzano il vostro legame. Questo non solo le darà sicurezza, ma rafforzerà anche la vostra relazione.

Supporto per te stessa: Non dimentichi di prendersi cura di lei stessa. Essere genitori può essere impegnativo, quindi è importante che anche lei abbia il suo supporto psicologico e momenti di riposo.

Coinvolgimento in gruppi di supporto: Consideri di unirsi a gruppi di supporto per genitori di bambini con ADHD o sindrome di Noonan. Condividere esperienze e suggerimenti con altri genitori che si trovano in situazioni simili può essere molto utile.

Ripeto che ogni bambino è unico e che quello che funziona per uno potrebbe non funzionare per un altro. Continui a osservare sua figlia e ad adattare le strategie in base alle sue esigenze specifiche. La sua dedizione e il suo amore sono già un enorme vantaggio per il suo sviluppo e la sua felicità.

Per qualsiasi cosa sono a disposizione. In bocca al lupo.
Dott. Paolo Galassi
Dott.ssa Concetta Maccarrone
Psicologo, Psicologo clinico
Gravina di Catania
Buongiorno, da ciò che scrive sembra che voi genitori vi siate già attivati nella maniera adeguata per aiutare al meglio la vostra bambina. Se sente la necessità di ricevere un ulteriore aiuto nella gestione dei bisogni della sua piccola, può prendere in considerazione la possibilità di intraprendere un percorso di Parent Training, per acquisire strategie educative efficaci e adeguate alle caratteristiche di funzionamento della bambina.
Un caro saluto.
Dott.ssa Concetta Maccarrone
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Gentilissima utente, è evidente che la sua bambina abbia la fortuna di avere una madre molto attenta e impegnata nel suo benessere. Analizzando la situazione attraverso una prospettiva sistemico-relazionale, possiamo individuare alcuni aspetti e strategie che potrebbero offrire supporto a sua figlia e rafforzare il legame familiare.
1. Creare un Ambiente di Supporto:
• Routine Strutturate: Le routine possono aiutare i bambini con ADHD a sentirsi più sicuri e meno ansiosi. Stabilire orari regolari per attività quotidiane (come i pasti, il gioco e il sonno) può fornire stabilità.
• Spazi di Calma: Creare zone nella casa dove la bambina possa ritirarsi quando si sente sopraffatta può essere utile. Questi spazi devono essere tranquilli, con giochi o attività calmi.
2. Comunicazione Aperta:
• Ascolto Attivo: Praticare l’ascolto attivo aiuta la bambina a sentirsi compresa e supportata. Chiedetele come si sente rispetto alla sua giornata o alle sue emozioni evalidare i suoi sentimenti.
• Espressione delle Emozioni: Incoraggiate la bambina a esprimere le proprie emozioni in modo sano attraverso il gioco, l'arte o la narrazione di storie.
3. Lavorare in Rete:
• Collaborazione con le Insegnanti: Continuare a collaborare attivamente con le maestre e il maestro di sostegno per condividere strategie che funzionano a casa e a scuola. Gli interventi consistenti possono fare una grande differenza.
• Rete di Supporto: Considerare la creazione di una rete di supporto con altri genitori che vivono situazioni simili. Questo può offrire condivisione, suggerimenti e la possibilità di esprimere le proprie preoccupazioni in un ambiente sicuro.
4. Focus sulle Forze e sui Talenti:
• Sviluppare le Competenze: Valutare le aree in cui la bambina mostra abilità e talenti (ad esempio, creatività, intelligenza, interazione sociale) e incoraggiarla a svilupparle ulteriormente. Una maggiore fiducia nelle proprie capacità può migliorare l’autoefficacia e il benessere emotivo.
• Attività Fisica e Creativa: Incorporare attività fisiche e creative può aiutare a canalizzare l’energia in eccesso della bambina in modi positivi e divertenti.
5. Prendersi Cura di Se Stessi:
• Benessere dei Genitori: Ricordatevi di prendervi cura del vostro benessere emotivo e fisico. È fondamentale che anche voi come genitori possiate avere supporto, tempo per voi stessi e pratiche di rilassamento per gestire lo stress.
6. Educazione Continua:
• Informarsi sulla Sindrome di Noonan e ADHD: Approfondire la conoscenza di queste condizioni può fornire gli strumenti necessari per affrontare sfide specifiche e comprendere meglio le esigenze di vostra figlia.
Ogni bambino è unico e le strategie possono dover essere adattate nel tempo. La cosa più importante è continuare a trasmettere amore e supporto incondizionati, creando un ambiente in cui la vostra bambina possa sentirsi serena e felice. Siate gentili con voi stessi nel percorso di crescita e cambiamento. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
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Buongiorno, dal suo messaggio emerge il desiderio di voler essere di aiuto a sua figlia e questo è sicuramente un suo punto di forza come genitore; avendo già intrapreso in passato un percorso psicologico, le consiglierei di rivolgersi nuovamente a dei professionisti vicini a lei cosicché possano conoscere più a fondo la vostra storia, perché "ADHD" è un'etichetta che fornisce delle informazioni parziali; ognuno di noi ha le proprie caratteristiche e unicità, vive in un contesto che lo influenza e sarebbe riduttivo e di scarsa efficacia fornire indicazioni generali solo sulla base di una diagnosi, senza una conoscenza più approfondita.
Il fatto di essersi rivolta alle insegnanti, collaborando con loro in una relazione di fiducia reciproca è già un fattore protettivo molto importante per sua figlia. Vista la sua richiesta, le consiglio di rivolgersi a un professionista della sua zona così da poter ampliare lo sguardo ad altre aree di vita di sua figlia, così da poter rafforzare la rete di risorse anche fuori dall'ambito scolastico, ma sempre in sinergia con questo.
Un caro saluto,
Dott.ssa Besseghini
Dott.ssa Marta Landolina
Psicologo clinico, Psicologo
Gela
Buona sera,

innanzitutto, mi permetta di esprimere il mio rispetto e la mia ammirazione per il percorso che lei e sua figlia avete intrapreso fin dalla sua nascita. È evidente che lei, come mamma, sta mettendo tutto il suo impegno e amore per comprendere le necessità di sua figlia e sostenerla nel suo sviluppo. Le difficoltà che ha affrontato, dal sospetto di una condizione genetica fino alla diagnosi di ADHD e alla gestione delle sue necessità, sono sicuramente impegnative, ma il fatto che lei stia cercando di fare il massimo per sua figlia è un segno di grande dedizione e attenzione verso il suo benessere.

La **Sindrome di Noonan**, pur essendo una condizione complessa, non sempre comporta i sintomi più gravi associati ad essa, e sembra che sua figlia stia mostrando una buona capacità di adattamento. È incoraggiante vedere che, nonostante le difficoltà, è una bambina che ha un'intelligenza sopra la media, è affettuosa e gode della compagnia degli altri. Questo è un segno molto positivo, e sicuramente rappresenta una risorsa su cui può contare nel suo percorso di crescita.

Per quanto riguarda l'**ADHD**, che è una condizione che può influenzare la sua capacità di concentrazione e il comportamento, mi sembra che lei stia facendo un ottimo lavoro nel cercare di comprendere le necessità specifiche di sua figlia e nel chiedere il supporto di professionisti. Il fatto che lei abbia già richiesto il sostegno di una maestra di sostegno è un passo molto importante, poiché questo tipo di supporto scolastico può fare una grande differenza nel fornire un ambiente che permetta a sua figlia di prosperare.

Ora, per aiutarla ulteriormente, mi sento di condividere alcuni consigli che potrebbero essere utili nel supportare sua figlia nel suo percorso di crescita:

1. **Routine strutturate e prevedibili**: I bambini con ADHD, come quello che sua figlia sta affrontando, beneficiano molto di una routine chiara e stabile. Organizzare le attività quotidiane in modo che siano prevedibili le aiuterà a sentirsi più sicura e a ridurre l'ansia. La coerenza nella gestione della routine aiuterà anche a migliorare la sua attenzione e il suo autocontrollo.

2. **Tecniche di autoregolazione e pause**: Poiché sua figlia è iperattiva, è importante che le venga data la possibilità di fare pause durante il giorno, per esempio durante le attività scolastiche o a casa. Queste pause possono aiutarla a ricaricarsi e a mantenere la concentrazione. Le tecniche di autoregolazione, come il respiro profondo o brevi attività fisiche (come saltare, correre, ballare), possono anche essere utili per aiutarla a calmarsi quando si sente sopraffatta.

3. **Lodi e rinforzi positivi**: I bambini con ADHD rispondono molto bene ai rinforzi positivi. Premiando i suoi comportamenti positivi, anche quelli più piccoli, le darà un senso di realizzazione e incoraggiamento. Evitiamo di focalizzarci troppo su ciò che non va, ma concentrandoci invece sui progressi che sta facendo.

4. **Strategie di comunicazione chiare e semplici**: Le spiegazioni semplici e dirette sono fondamentali. Le attività dovrebbero essere suddivise in compiti più piccoli e facili da gestire. Se sua figlia ha difficoltà a seguire istruzioni complesse, cercare di dare comandi chiari e brevi può aiutarla a concentrarsi meglio sul compito da svolgere.

5. **Attività che stimolano il suo talento e le sue passioni**: Poiché sua figlia ha un'intelligenza sopra la media, è importante che lei possa esprimere e sviluppare le sue capacità in modo stimolante. Attività come giochi educativi, lettura o attività artistiche possono non solo soddisfare il suo bisogno di apprendere, ma anche aiutarla a concentrarsi in modo positivo.

6. **Supporto psicologico per tutta la famiglia**: Il percorso psicologico che ha fatto come genitore è un passo fondamentale per comprendere meglio come gestire le esigenze di sua figlia. Continuare a essere supportata, magari anche con incontri individuali o familiari, potrebbe aiutarla a gestire le sfide emotive che il suo ruolo comporta. A volte, parlare con un professionista aiuta a prevenire l'affaticamento genitoriale e a mantenere un equilibrio emotivo sano.

7. **Integrazione scolastica**: Essendo lei all’asilo e avendo iniziato un percorso di sostegno, sarebbe importante che le maestre e i professionisti scolastici continuino a lavorare insieme per adattare le attività alle sue necessità. Sostenere sua figlia con il supporto di educatori che siano sensibili alle sue specifiche difficoltà è cruciale per promuovere il suo sviluppo nel contesto scolastico.

Infine, mi permetta di dirle che il suo desiderio di fare tutto il possibile affinché sua figlia sia serena, tranquilla e felice è meraviglioso. Quello che sta facendo, in termini di ricerca di supporto e di consulenza, è già un passo fondamentale per garantire che sua figlia abbia la possibilità di crescere nel miglior modo possibile. Ogni piccolo miglioramento è una vittoria, e mi sembra che lei stia facendo davvero un lavoro straordinario nel sostenere sua figlia.

Se avesse bisogno di ulteriori consigli o volesse approfondire qualche aspetto in particolare, sono a sua disposizione. Le auguro un percorso di crescita sereno e positivo per sua figlia e per tutta la sua famiglia.

Dott.ssa Marta Landolina
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
concordo con i colleghi
Dott.ssa Martina Breda
Psicologo
San Vendemiano
Il fatto che sia seguita e che voi vi siate messi in gioco come genitori per aiutarla è già sufficiente, quando sarà più grande sono sicura che noterete ancora di più i frutti di tutto questo ! Continuate a fare rete con la scuola affinché tutti possiate lavorare nella stessa direzione. Ci sono attività come la psicomotricità che aiutano ma mi sento di dirvi che state facendo un buon lavoro !
Dott.ssa Eleonora Curcio
Psicologo, Psicologo clinico
Castellanza
Gentilissima, la ringrazio per la domanda. Se ha necessità di ricevere maggiori indicazioni suggerimenti rispetto a come gestire alcune dinamiche con sua figlia e aiutarla a migliorare possiamo approfondire insieme la questione. Intanto le auguro una buona serata.
Dott.ssa Silvia Conti
Psicologo
Velletri
Buongiorno, il percorso che avete fatto per vostra figlia è sicuramente molto valido. Vista la sua età, è importante usare strategie anche a scuola per aiutarla a stare meglio e a sentirsi più tranquilla. La figura dell’insegnante di sostegno, d’accordo con le maestre, è un ottimo punto di partenza. Per aiutare tua figlia a migliorare giorno dopo giorno e farla sentire serena e felice, ti consiglio alcuni punti che potrebbero essere utili:
-Routine e Struttura:
I bambini con ADHD traggono beneficio da una routine chiara e prevedibile. Creare una giornata strutturata, con momenti ben definiti per giocare, studiare, rilassarsi e dormire, può aiutarla a sentirsi più sicura e gestire meglio l’iperattività.
-Strategie per l’energia:
Aiutala a incanalare la sua energia in attività fisiche mirate, come sport o giochi attivi. Questo può aiutarla a scaricare l’energia in eccesso e migliorare la concentrazione.
-Tecniche di rilassamento:
Introduci piccoli momenti di calma nella giornata, come letture tranquille, disegni.

Essendo molto intelligente, tua figlia potrebbe annoiarsi facilmente. Cerca attività che la stimolino, come puzzle, giochi educativi, musica o laboratori creativi. Incoraggiala a esplorare ciò che ama fare di più.
Inoltre è importante che vi confrontiate regolarmente con le insegnanti per monitorare i suoi progressi e valutare strategie didattiche personalizzate.
Infine è fondamentale valorizzare i suoi punti di forza: ricordale quanto è speciale, intelligente e capace. Focalizzarvi sulle sue qualità positive aumenterà la sua autostima e la aiuterà a credere in sé stessa.
Buona giornata,
Dott.ssa Silvia Conti, Psicologa dello Sviluppo Tipico e Atipico
Dott.ssa Laura Giarrusso
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Pinerolo
Buonasera, essendo la bambina ancora piccina può essere utile un percorso di psicomotricità in cui si inizia a lavorare sull'autoregolazione. A scuola è possibile organizzare dei percorsi di teacher training per conoscere le caratteristiche dell'ADHD e imparare strategie utili da adottare a scuola, i genitori possono seguire u percorso di parent training. E' possibile rivolgersi alle associazioni adhd per richiedere ulteriori informazioni e individuare professionisti esperti sul tema.
Dott.ssa Silvia Masi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Treviglio
Gentile utente,
mi sembra che dalla vostra situazione emerga una grande attenzione e cura rispetto a voi e alla vostra bambina. Bene che vostra figlia abbia tutti i supporti necessari a facilitarle l'esperienza scolastica e non.
Mi viene da dirle che, qualora sentisse necessità di prendersi uno spazio tutto per sé, potrà anche lei eventualmente valutare un sostegno psicologico per avere un momento in cui poter essere accompagnata nelle sue eventuali fatiche quotidiane, non solo in qualità di mamma della sua bimba (e della sua diagnosi), ma anche per poter portare aspetti di sè.
Dott.ssa Federica Palazzetti
Psicologo, Psicologo clinico
Vicenza
Buongiorno,
Nell’ADHD, come lei saprà, i bambini tendono ad essere iperattivi, impulsivi ed avere deficit di attenzione. Poi, come in ogni cosa, nessun bambino è uguale all’altro e ognuno ha le sue peculiarità e presenta caratteristiche più o meno marcate rispetto ad altri.
Ci sono varie attività da poter fare con bambini ADHD mirate a cercare di dipanare le loro difficoltà.
Ho avuto a che fare con molti bambini con diagnosi di ADHD e le faccio l’esempio di alcune attività che ho notato essere molto utili, ovviamente se eseguite con costanza.
Sarà sufficiente fare un’attività, anche molto semplice come per esempio il memory o il gioco dell’oca, insieme a sua figlia e se vuole, anche insieme a qualcun altro (fratelli, padre, nonni etc). Durante quest’attività bisognerà spiegare e dare delle regole molto chiare e ben precise alla bambina e lei o voi adulti dovrete fare in modo che la bambina le rispetti.
Per esempio, se il bambino ha difficoltà attentive bisognerà cercare di farlo rimanere concentrato, richiamandolo ogni qualvolta vediamo che si sta deconcentrando.
Se invece la bambina ha una marcata iperattività bisognerà fare in modo che stia seduta fino alla fine dell’attività. Per questo bisognerà chiarirle all’inizio dell’attività che non ci si alza fino alla fine del gioco e voi genitori potrete sedervi di fianco a lei e tenerla fisicamente con un braccio affinché non si alzi. Se poi vedete che l’attività diventa troppo lunga e diventerebbe troppo difficile per lei, le si può dare una pausa determinando un tempo massimo (per esempio 5 minuti) alla fine del quale deve tornare a sedersi e riprendere l’attività. Per incentivarla, le si può dire che più starà attenta e più resterà seduta a concentrarsi sull’attività, prima la finirà e prima potrà alzarsi e fare altro.
Un’altra peculiarità dei bambini con ADHD è la difficoltà a rispettare i turni: sono tendenzialmente impulsivi. Anche per questo può servire il tipo di attività di cui parlavamo sopra. Durante l’attività è molto importante che vengano rispettati i turni di ognuno. Nel momento in cui il bambino dovesse prendere il sopravvento e voler tirare più volte il dado o girare più carte, nonostante tocchi a qualcun altro, è importante fermarlo (anche proprio fermandogli la mano con la nostra) e dirgli che lui ha già giocato, ora è il turno di “x” e quando sarà nuovamente il suo turno toccherà nuovamente a lui. Nel momento in cui arriva il suo turno, togliamo la nostra mano dalla sua e gli diciamo “bene, bravo hai aspettato il tuo turno, ora puoi tirare/girare”.
Stesso discorso vale se mentre sta parlando una persona, il bambino inizia a parlare sopra: si ferma il bambino e gli si dice che ora sta parlando un’altra persona, appena avrà finito di parlare potrà anche lui intervenire e dire ciò che pensa.
É importante anche gratificare i successi, anche se piccoli, per esempio se il bambino riesce a rispettare il turno, se riesce a non alzarsi per un tempo stabilito, a non distrarsi eccessivamente o ad aspettare che una persona finisca prima di iniziare a parlare gli si può dire “bravo che non ti sei distratto/alzato, ora ti puoi alzare” oppure “bravo che hai aspettato che x finisse di parlare, ora puoi parlare tu e dire ciò che pensi”.
Il lavoro di uno psicologo su un bambino con ADHD è molto pratico, infatti solitamente questo tipo di attività, unitamente ad altre più specifiche, vengono eseguite da uno psicologo dell’età evolutiva (o anche un neuropsicomotricista) per cercare di aiutare il bambino ad affrontare più serenamente la sua vita quotidiana.
Ovviamente poi ogni specialista valuterà in maniera più precisa ogni singolo caso.
Anche voi genitori però potete provare ad impostare questo tipo di attività per aiutare vostro figlio nelle aree dove presenta maggiori difficoltà.
Cordiali saluti
Dott.ssa Simona Realmuto
Psicologo, Psicologo clinico
Bagheria
salve, i bambini con Adhd crescendo possono manifestare difficoltà relazionali o nella sfera emotiva, in più le loro capacità attentive possono ridursi visto il carico scolastico che aumenta. io le consiglio di far intraprendere alla bambina un percorso di potenziamento delle funzioni esecutive ed eventualmente di supporto emotivo
Dott.ssa Judit Bernardini
Psicologo, Psicologo clinico
San Benedetto del Tronto
Buongiorno, il consiglio che le do come primo passo è di creare una routine quotidiana chiara e prevedibile: i bambini con iperattività e sindrome di Noonan traggono grande beneficio da giornate strutturate, con orari fissi per pasti, gioco e riposo. La creazione di un’agenda visiva può essere una strategia molto utile per mostrare il programma della giornata attraverso immagini e disegni, così da offrire alla bambina un senso di prevedibilità e di sicurezza. Per esempio, la routine del mattino può essere rappresentata da una sequenza di immagini: alzarsi, vestirsi, fare colazione, lavarsi i denti, preparare lo zaino ed uscire per andare a scuola. Sarebbe importante proporre lo stesso approccio anche nell’ambiente scolastico, in modo che la bambina trovi coerenza tra casa e scuola.

Per quanto riguarda l’iperattività motoria, è fondamentale proporre attività fisiche quotidiane che le permettano di sfogare l’energia in maniera positiva (giocare al parco, praticare uno sport che le piace), alternandole a momenti più tranquilli come disegno, giochi manuali o lettura dialogica insieme al genitore. A seguito delle attività fisicamente più intense, può essere utile introdurre semplici tecniche di rilassamento, come esercizi di respirazione fatti insieme o momenti di coccole, che aiutino la bambina a calmarsi e a regolare le proprie emozioni.

Le suggerisco inoltre di appoggiarsi a specialisti: un logopedista, se necessario, o uno psicologo dell’età evolutiva, che possa sostenere lo sviluppo cognitivo, emotivo e socio-relazionale della bambina. Infine, non trascuri il suo benessere personale: anche un colloquio psicologico ogni tanto può aiutarla a sentirsi sostenuta, così come il confronto con altri genitori o con associazioni dedicate alla sindrome di Noonan, che possono offrire strumenti pratici e sollievo emotivo.

Il benessere di sua figlia parte anche dal suo benessere personale come donna e come madre.
Spero di esserle stata di supporto, le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, la sindrome di Noonan e la presenza di ADHD possono richiedere un approccio multidisciplinare che coinvolga specialisti, insegnanti e psicologi psicoterapeuti. In questo percorso, è fondamentale creare un ambiente stabile, con routine chiare e tempi strutturati, che aiutino sua figlia a gestire l’iperattività e a sentirsi sicura. Le attività che stimolano la concentrazione e la creatività, insieme a momenti di rilassamento e Mindfulness, possono favorire il suo equilibrio emotivo. Continuare a collaborare con le maestre e il sostegno scolastico è prezioso, così come dedicare tempo di qualità insieme a lei, ascoltandola e valorizzando i suoi punti di forza. Ricordarsi anche di prendersi cura di sé come madre, perché il suo benessere è fondamentale per accompagnare al meglio sua figlia nel suo percorso di crescita. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Lisa Minafra
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Cara mamma,
la sua attenzione e l’impegno nel seguire sua figlia dimostrano grande sensibilità e amore. Il percorso che avete già intrapreso è molto importante e rappresenta una base solida per la sua crescita serena.
Per favorire il benessere della bambina, è utile mantenere routine chiare, regole semplici e coerenti e valorizzare ogni comportamento positivo. Fondamentale sarà anche la collaborazione costante tra scuola e famiglia, così da garantire continuità nelle modalità educative e offrire alla bambina punti di riferimento stabili.
Sentirsi compresa, sostenuta e accolta sia a casa che a scuola le permetterà di sviluppare fiducia in sé stessa e vivere con serenità le sue giornate.
Dott.ssa Francesca Squadrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Da ciò che scrive emerge con chiarezza una cosa fondamentale: sua figlia è già molto sostenuta, e questo è uno dei fattori più protettivi che esistano.

Provo a risponderle in modo ordinato circa la tematica ADHD, nonostante penso sia importante chiarire che è molto difficile dare indicazioni efficaci attraverso un messaggio scritto, soprattutto quando parliamo di una bambina così piccola.

Esistono molte tecniche, molti strumenti e molti “stratagemmi”, ma non funzionano tutti allo stesso modo su ogni bambino. La loro efficacia dipende dal profilo specifico di funzionamento, dall’età, dal contesto familiare e scolastico e dal momento evolutivo.

Proprio per questo, il primo vero passo non è applicare tecniche, ma mettere a fuoco il funzionamento della bambina.

Questo significa distinguere con chiarezza tre livelli fondamentali:

1)I PUNTI DI FORZA, che vanno valorizzati e utilizzati come leva (nel suo racconto emergono chiaramente intelligenza, linguaggio e curiosità);
2) AREE DI MIGLIORAMENTO ALLENABILI, cioè quelle in cui ha senso “insistere” con gradualità, aiutando la bambina a spingersi un po’ oltre il confine della comodità per sviluppare tolleranza alla frustrazione, gratificazione differita e senso di autoefficacia;
3)I LIMITI, su cui non è utile forzare, ma dove è più funzionale costruire strategie alternative o identificare strumenti compensativi, adattando il tutto al contesto, i tempi e le modalità delle richieste.
Questa distinzione è cruciale: spingere sui limiti strutturali aumenta stress e senso di inadeguatezza, mentre lavorare sulle aree giuste favorisce una crescita reale e serena.

In linea generale, esistono alcune indicazioni che possono essere adattate a molti bambini con caratteristiche simili e che aiutano il sistema nervoso a organizzarsi meglio:
1)routine chiare e prevedibili, poche ma stabili;
2)liste delle cose da fare nella giornata (con immagini);
3)indicazioni brevi, concrete, una alla volta;
4)creare (quando possibile) del tempo cuscinetto fra un attività ed un altra;
5)pause di movimento durante la giornata programmate;
6)rinforzo positivo immediato (“hai fatto bene”, “brava sei riuscita ad aspettare”).

Un altro aspetto importante che mi sento di aggiungere è che l’ADHD ha una forte componente genetica. È frequente che in famiglia, spesso in uno dei due genitori, siano presenti tratti ADHD, talvolta mai riconosciuti formalmente. Questo non è un problema, ma può diventare una risorsa enorme se portato a consapevolezza: i bambini apprendono soprattutto per osservazione, il modo in cui l’adulto gestisce la frustrazione, organizza le attività, parla dei propri errori e delle proprie difficoltà diventa un modello interno potentissimo.
Quindi, Lavorare sul proprio modo di funzionare come adulto (trovare strategie, comprendere cosa aiuta e cosa mette in difficoltà ) è uno dei supporti più efficaci che si possano offrire a un bambino con ADHD, spesso più di qualsiasi spiegazione o regola.

In bocca al lupo,
F
Dott.ssa Elisa Bozzi
Psicologo, Psicologo clinico
Cenaia
Buonasera,
da quello che racconta emerge una mamma molto attenta, presente e profondamente sintonizzata con i bisogni di sua figlia. Il percorso che avete fatto finora è stato serio, tempestivo e amorevole, e questo è già un grande fattore di protezione per il suo benessere.

Sua figlia è una bambina piccola, con tante risorse: un’intelligenza vivace, una grande sensibilità, affetto, curiosità. L’iperattività e le difficoltà di autoregolazione fanno parte del suo funzionamento attuale, ma non definiscono chi lei è né limitano il suo futuro. A questa età non parliamo di “correggere”, ma di accompagnare la crescita, aiutandola piano piano a conoscersi e a sentirsi al sicuro.
A scuola avete fatto una scelta molto importante chiedendo il sostegno e collaborando con le insegnanti: l’alleanza scuola–famiglia è fondamentale. Continui a dialogare con loro, condividendo strategie e osservazioni, senza paura di chiedere aiuto.

Infine, un punto spesso dimenticato ma essenziale: anche lei, come mamma, ha bisogno di sentirsi sostenuta. Convivere con tante diagnosi, visite e preoccupazioni è emotivamente faticoso. Concedersi spazi di confronto, come avete già fatto con il percorso psicologico, non è un segno di debolezza ma di grande responsabilità genitoriale.

A tal proposito le consiglio di intraprendere un percorso di parent training mirato alle necessità vostre come genitori e della bambina. Anche se già stato fatto, ogni fascia d'età porta con se caratteristiche, problematiche e opportunità diverse quindi può essere sicuramente utile essere nuovamente guidati nella crescita della bambina.
Restando a disposizione, vi auguro tutto il meglio
Dott.ssa Elisa Bozzi
Buon giorno! Dalle sue parole si evincono preoccupazioni riguardo la gestione quotidiana della piccola, preoccupazioni che mi sembra di capire riguardino le difficoltà scolastiche e sociali che la bambina potrebbe incontrare e soprattutto la paura di non essere all'altezza del ruolo genitoriale e la preoccupazione per il futuro della bimba. Comprendo perfettamente, da professionista valuterei nuovamente una presa in carico da parte di un equipè multidisciplinare (neuropsichiatra infantile, psicologi, tutor esperti...), nel suo territorio, specializzata in disturbi del neurosviluppo; equipé che possa condurvi verso conoscenze chiare sul disturbo, ridurre il senso di colpa e lo stress familiare, e insegnare strategie pratiche di gestione comportamentale, ai genitori con il parent training e agli insegnanti con il teacher training. Gli insegnanti possono essere un grande supporto ma è compito di professionisti esperti la presa in carico!
Con la speranza di aver sciolto i dubbi, porgo i miei saluti!

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