Domande del paziente (114)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
se alcuni alimenti come salmone, tonno o uova risultano difficili da digerire, è corretto limitarne il consumo, soprattutto se associati a gonfiore, pesantezza o altri sintomi gastrointestinali....
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
le indicazioni del nefrologo sono corrette: privilegiare proteine vegetali e pesce riduce il carico renale senza compromettere l’apporto proteico. Per il ferro, gli alimenti vegetali...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
dal picco di CH4 a 33 ppm e dai sintomi descritti, è plausibile che ci sia una sovracrescita di metanogeni intestinali (IMO), che può rallentare l’alvo e causare stipsi e gonfiore. Il ciclo con...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
No, l’eritritolo non interrompe il digiuno intermittente. Non contiene calorie né influisce significativamente sulla glicemia o sull’insulina, quindi non rompe lo stato metabolico del digiuno. Tuttavia,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
una glicemia post-prandiale di 150 mg/dl non è allarmante, ma indica che in alcuni momenti il controllo glicemico può essere meno stabile. Anche se la dieta è la stessa, piccoli fattori...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
è assolutamente plausibile che i due chili in più siano dovuti a gonfiore, ritenzione idrica e alterazioni intestinali legate al virus e al ciclo mestruale, non a un aumento reale di massa. Dopo...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno Deborah,
il gastroenterologo ha ragione: in caso di gastrite cronica non complicata, la gestione si basa soprattutto su una corretta alimentazione e su abitudini che proteggano la mucosa gastrica....
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
Prendere metà pasticca di zolpidem o melatonina generalmente non interrompe il digiuno in termini calorici, quindi non dovrebbe bloccare l’autofagia o i benefici della riparazione cellulare...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
Le liquirizie contengono glicirrizina, una sostanza che può aumentare la pressione arteriosa, ridurre potassio e causare stanchezza o ritenzione idrica se assunta in grandi quantità e...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
Se è affetto da favismo, deve prestare molta attenzione a qualsiasi integratore o farmaco, perché alcuni componenti possono scatenare crisi emolitiche.
Nel caso di Testosterol 250, le...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
Kijimea K53 è un integratore probiotico a base di Bacillus bifidum e, al momento, non risultano interazioni significative con i farmaci da lei indicati (Prisma 50, Nebivololo e Rosuvastatina).
In...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
Quando la stitichezza compare in modo improvviso e persistente, in assenza di cause organiche, spesso si parla di stitichezza funzionale, che può essere legata a fattori come stress,...
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Buongiorno sono una paziente bariatrica (bypass gastrico) se inizio kjjmea lo assimilo? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
Dopo un bypass gastrico, gli integratori in generale vengono comunque assorbiti in modo diverso rispetto alla fisiologia normale, ma nel caso dei probiotici come Kijimea il concetto di “assorbimento” è meno rilevante: non devono essere assorbiti come vitamine o farmaci, ma agiscono principalmente a livello intestinale, modulando il microbiota intestinale.
Quindi, in linea generale, un prodotto come Kijimea può essere assunto anche dopo chirurgia bariatrica. L’efficacia dipende più dalla tolleranza individuale e dalla situazione del suo intestino (transito, eventuale disbiosi, sintomi) che dal tipo di intervento subito.
Buongiorno, assumendo vitamina D da 1000 u.i al giorno o da 2000 u.i al giorno, l'integrazione da 100 ug di vitamina k2 è corretta in entrambi i dosaggi giornalieri?
Ho avuto carenza grave a 7,8 di vitamina D,dopo aver preso Annister da 50.000 ogni 15 GG per tre mesi la vitamina è salita a 31.95. a quel punto mi è stato dato il mantenimento da 25.000 mensile che a quanto pare non è bastato e in due mesi la vitamina D è scesa a 22,96. Ora sto assumendo 1000 u.i giornalieri. Basteranno ? O sarà necessario prendere 2000 u.i giornalieri? In più vorrei associare alla vitamina D anche la vitamina k2, è esatto l assunzione da 100 ug sia per vitamina D da 1000 u.i al die che da 2000 u.i al die? E soprattutto si possono assumere a pranzo insieme? Grazie a chi cortesemente mi rispondesse
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
Dai valori che riporta, il mantenimento mensile non è stato sufficiente. In molti casi, una dose quotidiana di vitamina D 2000 UI è più efficace rispetto a 1000 UI per mantenere livelli adeguati (soprattutto dopo una carenza importante), ma la scelta va sempre adattata ai controlli ematici.
Per quanto riguarda la vitamina K2, un dosaggio di 100 mcg al giorno è generalmente considerato adeguato e può essere associato sia a 1000 che a 2000 UI di vitamina D. Non è necessario modificarlo in base al dosaggio di vitamina D.
Vitamina D e K2 possono essere assunte insieme, preferibilmente durante un pasto contenente grassi (come il pranzo), per migliorarne l’assorbimento.
Il consiglio è di ricontrollare la 25-OH vitamina D dopo 2–3 mesi: l’obiettivo è mantenersi stabilmente sopra i 30 ng/mL, idealmente tra 30 e 50. Una gestione personalizzata dell’integrazione di vitamina D è fondamentale per evitare nuove carenze.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Salve gentili nutrizionisti ..
vorrei chiedere cortesemente quali sono le proteine nobili ... le fonti proteiche più alte .
ovviamente io so che ci sono la carne , il pesce le uova super ok.. ma più nel dettaglio vorrei sapere come va strutturata una dieta iperproteica.
ci devono essere tutte le proteine anche quelle vegetali tipo i legumi giusto : ceci , fagioli , lenticchie tec...
io ho fatto by pass gastrico e sto seguendo una dieta super proteica con tante uova durante la settimana , ricotta , pesce un po la carne etc...
e ho perso ad oggi 38 kg
ovviamente il fatto che devo dare priorità alle proteine mi è stato consigliato dal chirurgo barbarico .
io però vorrei strutturarla ancora più proteica la dieta ..
mi date un consiglio ..
grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
Le cosiddette “proteine nobili” sono quelle che contengono tutti gli aminoacidi essenziali in quantità adeguate e con alta digeribilità. In genere comprendono le proteine di origine animale come uova, pesce, carne, latte e derivati, che hanno un profilo aminoacidico completo e un elevato valore biologico.
Le proteine vegetali (come legumi: ceci, lenticchie, fagioli) non sono “inferiori”, ma singolarmente risultano meno complete; tuttavia diventano ottime se abbinate con cereali, perché si completano a livello di aminoacidi essenziali.
Nel caso di una dieta iperproteica dopo bypass gastrico, l’aspetto fondamentale non è aumentare in modo autonomo le proteine, ma garantire un apporto adeguato, ben distribuito e soprattutto tollerato, privilegiando fonti facilmente digeribili come uova, pesce, latticini magri (ricotta, yogurt greco) e carni bianche, integrando eventualmente anche legumi in base alla tolleranza individuale.
È importante sottolineare che, dopo un intervento bariatrico come il bypass, il fai da te è fortemente sconsigliato: il rischio non è solo quello di squilibrare la dieta, ma anche di incorrere in carenze nutrizionali, problemi digestivi o perdita eccessiva di massa muscolare. La gestione deve essere sempre personalizzata e seguita da un professionista esperto in nutrizione bariatrica.
Più che “aumentare le proteine”, l’obiettivo corretto è ottimizzare qualità, distribuzione e bilanciamento complessivo della dieta per mantenere risultati stabili e in sicurezza nel tempo.
Buongiorno, ho problemi di gonfiore, stanchezza, perdita di concentrazione ecc.. da diversi anni. Nel 2024 ho fatto colonscopia e scoperto di avere un dolicocolon convoluto e una flogosi cronica. Mi è stato detto che è semplice colon irritabile. Non convita ho fatto altri esami e ho scoperto di avere:
- intestino permeabile (esame zonulina sierica)
- disbiosi fermentativa grave
- SIBO (IMO).
Premessa: nel 2010 avevo reflusso e mediante gastroscopia mi è stata diagnosticata una beanza cardiale. Invece di consigliarmi di affrontarla modificando qualche abitudine alimentare e di dormire un po' rialzata, mi hanno dato gastroprotettori che ho assunto per parecchio tempo con il risultato di aver preso nel 2013 l'helicobacter Pilory e gastrite cronica (Curata).
Da ottobre 2025 sono stata seguita da una biologa nutrizionista con la quale abbiamo intrapreso una dieta low fodmap, cura antibiotica con normix di 2 settimane, abbiamo capito che avessi anche un'ipercloridria (sto ancora assumendo 1 capsula di betaina hcl), abbiamo reintrodotto tutto a febbraio perchè il gonfiore non migliorava. E' migliorato qualcosa sulle evacuazione (prima avevo quasi ogni giorno feci liquide), ora 1 volta e spesso devo aiutarmi a evacuare (stipsi) per poi evacuare normalmente ma il gonfiore persiste e aumenta, spesso mi sveglio già così. Lei non sa più come aiutarmi e ho avuto pessime esperienza con 2 gastroenterologi. Ho iniziato un percorso con uno psicanalista ma in realtà non credo sia lì il problema, credo si sia innescato un circolo vizioso, se non miglioro la stitichezza la fermentazione non potrà mai migliorare.
Sotto consiglio di una omeopata sto seguendo da 2 settimane una dieta detox + low fodmap, evitando alcuni tipi di cottura (come grigliata, al vapore e lessa), evitando le solanacee, i latticini e derivati, glutine, lievitati ecc ecc... Devo seguirla per 40 giorni e prendo anche il butirrato di sodio + iNatal ma purtroppo non vedo miglioramento. Cosa sbaglio? Come posso migliorare questa situazione?
Non vorrei più fare cure antibiotiche.
Grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile pziente,
Nel suo caso il quadro è sicuramente complesso, ma proprio per questo è importante fare un po’ di chiarezza.
Quando coesistono gonfiore addominale cronico, stipsi, diagnosi di colon irritabile, SIBO/IMO e disbiosi intestinale, raramente esiste un’unica causa responsabile. Più spesso si crea un circolo vizioso in cui la motilità intestinale rallentata, soprattutto in presenza di dolicocolon, favorisce la fermentazione, e la fermentazione a sua volta amplifica gonfiore e disagio.
Il fatto che il gonfiore sia presente anche al risveglio e che la stipsi si sia instaurata dopo fasi di alvo alterato suggerisce che il punto centrale non sia solo “cosa mangiare”, ma soprattutto come funziona l’intestino nel suo insieme, cioè transito, sensibilità e coordinazione motoria.
In questo contesto, diete molto restrittive e prolungate come low FODMAP associate a ulteriori esclusioni (detox, eliminazione estesa di gruppi alimentari) rischiano spesso di non migliorare i sintomi, perché non agiscono sulla causa principale e possono rendere la dieta meno efficace e meno sostenibile nel tempo.
Anche i trattamenti sulla SIBO possono dare benefici parziali, ma se la stipsi e il rallentato transito intestinale non vengono risolti in modo stabile, il problema tende a ripresentarsi.
Più che continuare a togliere alimenti o aggiungere restrizioni, il passaggio chiave in questi casi è lavorare sulla regolarità dell’alvo e sulla motilità intestinale, con un’alimentazione progressivamente più varia e un approccio strutturato alla reintroduzione. Solo così, nella maggior parte dei disturbi funzionali intestinali, si riesce a ridurre la fermentazione e quindi anche il gonfiore.
Il consiglio pratico è quindi quello di interrompere la logica delle restrizioni sempre più ampie e di impostare un percorso mirato su motilità intestinale, rieducazione alimentare e gestione dell’ipersensibilità viscerale, idealmente con un professionista esperto in SIBO e sindrome dell’intestino irritabile (IBS), evitando di ricorrere ripetutamente ad antibiotici se non strettamente necessario.
Per ulteriori chiarimenti, resto a disposizione.
Buongiorno,
Volevo porvi delle domande.
La prima è in una dieta da ripresa di peso come consigliate di dividere i macronutrienti? Io pensavo ad un 45% carboidrati 35% proteine resto in grassi. Ha senso?
In tale contesto, decido cosa mangiare durante i pasti al momento, se per cena mi mancano tot calorie totali (avendo già fatto i pasti precedenti) vado ad aumentare le quantità di cibo o meglio dividere facendo magari un pasto pre nanna? (O prendo come dato il petto di pollo, se lo sostituisco con il nasello magari aumento quest ultimo anche a 300gr)
Grazie per chi mi risponde
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, in una dieta per aumento di peso non esiste una suddivisione dei macronutrienti valida per tutti, ma il rapporto che propone (45% carboidrati, 35% proteine, 20% grassi) risulta generalmente troppo sbilanciato sulle proteine.
Nella maggior parte dei casi, anche in fase di recupero peso, è più efficace mantenere un apporto proteico adeguato ma non eccessivo (circa 1,2–1,6 g/kg anche in base all'attività fisica praticata), aumentando soprattutto carboidrati e grassi, che sono i principali responsabili del surplus calorico e del ripristino energetico. Un eccesso di proteine, oltre a non dare benefici aggiuntivi, può ridurre lo spazio per gli altri macronutrienti e rendere la dieta meno sostenibile.
Per quanto riguarda la gestione pratica, arrivare a fine giornata con calorie “mancanti” è abbastanza comune. In questi casi può andare bene sia aumentare leggermente le porzioni dei pasti principali, sia inserire uno spuntino serale/pre-nanna, spesso più facile da gestire e utile anche per migliorare la distribuzione energetica.
Il consiglio è quindi di non focalizzarsi solo sulle percentuali, ma di costruire un piano equilibrato, sostenibile e personalizzato, che permetta un aumento di peso graduale e qualitativo.
Salve, ho disbiosi intestinale riscontrata dal 31 marzo, con indicano a 54, il gastroenterologo mi ha dato a colazione e cena butyrose per un mese e un altro mese solo a colazione, per 20 giorni gastrozen e sto prendendo omega 3 durante il pranzo, ho seguito già da 4 settimane (con oggi concludo la 4º settimana) la dieta lowfodmap ma non vedo risultati, è migliorato solo l’alvo in quanto prima con stipsi alternata a diarrea, ora invece ogni giorno anche se non sempre regolarek, ma il gonfiore addominale persiste dopo i pasti soprattutto pranzo e cena e a volte senso di peso addominale. Considerando che sono già magra e ho perso 3kg in questi mesi (assumo porzioni ad esempio: 90 gr di riso 150 proteine e 150 verdure) cosa posso introdurre? (Sto mangiando ad esempio pasta senza glutine e riso da 4 settimane, pollo tacchino pesce bianco, burro chiarificato, mandorle, pane a lievitazione naturale sempre tostato)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
il fatto che l’alvo sia migliorato è già un segnale positivo, ma il gonfiore addominale dopo i pasti può dipendere anche da altri fattori oltre ai FODMAP.
Dopo 3–4 settimane, se i sintomi persistono, è importante non prolungare troppo la fase restrittiva, ma iniziare una reintroduzione graduale dei FODMAP, per evitare una dieta troppo limitata (che può anche favorire la perdita di peso e peggiorare la disbiosi intestinale).
Nel suo caso lavorerei su tre punti: aumentare leggermente le calorie con alimenti ben tollerati, in particolare olio extravergine di oliva ai pasti, per contrastare il calo di peso; modulare quantità e distribuzione dei pasti (anche pasti “corretti” ma abbondanti possono dare gonfiore), nonché la velocità con cui si consuma il pasto; iniziare reintroduzioni guidate per capire cosa tollera davvero. In questa fase è molto utile tenere un diario alimentare.
Se il gonfiore intestinale persiste nonostante questo approccio, può essere utile approfondire con lo specialista (ad esempio per escludere SIBO o ipersensibilità intestinale).
Il consiglio è di farsi seguire nella fase di reintroduzione: è il passaggio chiave per risolvere i sintomi e tornare a un’alimentazione più completa ed equilibrata.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Buongiorno, non riesco a capire se sono intollerante al lattosio.
I miei risultati:
T0 -28,32
T90 -26,99
RECUPERO PERCENTUALE 13,3
leggevo che il T0 dovrebbe essere più basso.. che ne pensate? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
Dai valori che riporta il test non sembra indicare una intolleranza al lattosio.
Nel breath test al lattosio, ciò che si valuta non è tanto il valore del T0 in sé, ma l’eventuale aumento di idrogeno (o metano) dopo l’assunzione di lattosio. In presenza di malassorbimento del lattosio, si osserva un incremento significativo rispetto al basale. Nel suo caso, i valori risultano sostanzialmente stabili, quindi il test è verosimilmente negativo.
Il fatto che il T0 sia “più alto o più basso” ha un’importanza relativa e può dipendere da diversi fattori (alimentazione dei giorni precedenti, flora intestinale, preparazione al test).
Se però presenta sintomi come gonfiore addominale, diarrea o dolore dopo i latticini, è possibile che ci sia una sensibilità individuale o un’altra causa (ad esempio colon irritabile o disbiosi intestinale) che può dare disturbi simili all’intolleranza.
In questi casi può essere utile una prova pratica: ridurre temporaneamente i latticini e poi reintrodurli in modo graduale, meglio se guidata da un professionista, per capire la reale tolleranza senza escludere inutilmente interi gruppi alimentari.
Attualmente faccio uno spuntino pomeridiano con
40-50 gr di pane e 20 gr burro arachidi.
Dal punto di vista nutrizionale e completo?
Poi potete darmi un paio di alternative sulle 250 calorie ds poter consumare?
Grazie e buona giornata
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
lo spuntino che sta facendo è già nutrizionalmente equilibrato: combina carboidrati (pane) e grassi/proteine (burro di arachidi), contribuendo a un buon senso di sazietà e a un rilascio energetico stabile. Per uno spuntino pomeridiano bilanciato, è una scelta valida, soprattutto se inserita in un’alimentazione complessiva equilibrata.
Se vuole variare mantenendosi intorno alle 250 kcal, può considerare alternative altrettanto complete dal punto di vista nutrizionale, ad esempio uno yogurt greco con un po’ di frutta fresca, oppure pane con ricotta e miele, o ancora uno yogurt con una piccola porzione di frutta secca.
L’importante è che lo spuntino contenga una combinazione di carboidrati (meglio se da fonti ricche in fibra), proteine e grassi, così da evitare picchi glicemici e garantire energia costante fino al pasto successivo.
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