Salve sono una ragazza di trent'anni, sono circa cinque mesi che soffro di stitichezza improvvisa, p
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Salve sono una ragazza di trent'anni, sono circa cinque mesi che soffro di stitichezza improvvisa, prima di allora non ho mai sofferto di questo problema, anzi. Ho effettuato diversi esami, calprotectina fecale, esami generali del sangue, colonscopia da cui non è risultato nulla. Ho cercato anche di migliorare l'alimentazione con più fibre e idratazione ma la situazione non è migliorata. Cosa posso fare per capire a cosa è dovuta la comparsa improvvisa della stitichezza? Da un po' di tempo soffro d'insonnia, potrebbe essere questa la causa scatenante?
insonnia e alterazioni del sonno possono contribuire in modo significativo alla stitichezza
Il motivo:
il sonno regola i ritmi intestinali
la privazione di sonno aumenta il cortisolo
altera il microbiota e peggiora la motilità intestinale
Il motivo:
il sonno regola i ritmi intestinali
la privazione di sonno aumenta il cortisolo
altera il microbiota e peggiora la motilità intestinale
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Buongiorno,
il consiglio che posso dare è di continuare con idratazione e fibre anche derivanti ad esempio dal porridge.
La mancanza di sonno per l'organismo è di fatto deleterio, e se non è direttamente la causa scatenante, potrebbe influire, ma più che altro per qualcosa di sistemico. Altre cause possono essere è il cambio di abitudini, non solo alimentari.
In cosa continui questa situazione, consiglio di rivolgersi al medico di base.
il consiglio che posso dare è di continuare con idratazione e fibre anche derivanti ad esempio dal porridge.
La mancanza di sonno per l'organismo è di fatto deleterio, e se non è direttamente la causa scatenante, potrebbe influire, ma più che altro per qualcosa di sistemico. Altre cause possono essere è il cambio di abitudini, non solo alimentari.
In cosa continui questa situazione, consiglio di rivolgersi al medico di base.
Gentile paziente,
Quando la stitichezza compare in modo improvviso e persistente, in assenza di cause organiche, spesso si parla di stitichezza funzionale, che può essere legata a fattori come stress, cambiamenti dello stile di vita, alterazioni del ritmo sonno-veglia o della motilità intestinale.
L’insonnia può sicuramente contribuire: il sonno ha un ruolo importante nella regolazione ormonale e del sistema nervoso intestinale, e dormire male può rallentare il transito intestinale.
Dal punto di vista nutrizionale, oltre a fibre e acqua, può essere utile valutare il tipo di fibre (alcune, se mal tollerate, possono peggiorare il problema); curare la regolarità dei pasti; considerare, sotto guida professionale, probiotici mirati o un breve approccio a basso FODMAP; lavorare anche su sonno, stress e routine quotidiana.
Il consiglio è di rivolgersi a un nutrizionista o gastroenterologo per un inquadramento funzionale più approfondito e un intervento personalizzato.
Quando la stitichezza compare in modo improvviso e persistente, in assenza di cause organiche, spesso si parla di stitichezza funzionale, che può essere legata a fattori come stress, cambiamenti dello stile di vita, alterazioni del ritmo sonno-veglia o della motilità intestinale.
L’insonnia può sicuramente contribuire: il sonno ha un ruolo importante nella regolazione ormonale e del sistema nervoso intestinale, e dormire male può rallentare il transito intestinale.
Dal punto di vista nutrizionale, oltre a fibre e acqua, può essere utile valutare il tipo di fibre (alcune, se mal tollerate, possono peggiorare il problema); curare la regolarità dei pasti; considerare, sotto guida professionale, probiotici mirati o un breve approccio a basso FODMAP; lavorare anche su sonno, stress e routine quotidiana.
Il consiglio è di rivolgersi a un nutrizionista o gastroenterologo per un inquadramento funzionale più approfondito e un intervento personalizzato.
Buongiorno, le consiglio di effettuare una visita gastroenterologica e quindi una visita nutrizionale così da valutare la sua alimentazione e lo stile di vita che sono aspetti davvero utili per il benessere intestinale. Può contattarmi per la parte nutrizionale, sono felice di aiutarla.
Salve,
in caso di stitichezza improvvisa insorta in età adulta, con esami (calprotectina, sangue, colonscopia) risultati nella norma, è molto probabile una forma di stipsi funzionale.
Le cause più frequenti in questi casi sono:
alterazioni dell’asse intestino–cervello,
stress cronico,
ansia e insonnia, che possono ridurre la motilità intestinale,
cambiamenti ormonali o dello stile di vita.
Il fatto che l’aumento di fibre non abbia migliorato la situazione è un dato importante: in alcune persone le fibre, se non ben personalizzate, peggiorano il gonfiore e la stipsi.
Cosa può fare:
valutare il tipo di fibre (non tutte sono adatte a tutti),
lavorare su ritmo sonno–veglia e gestione dello stress,
considerare un supporto mirato su motilità intestinale e microbiota,
evitare approcci “standard” e puntare su una valutazione nutrizionale personalizzata.
Sì, l’insonnia può essere un fattore scatenante o mantenente, perché intestino e sistema nervoso sono strettamente collegati.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
in caso di stitichezza improvvisa insorta in età adulta, con esami (calprotectina, sangue, colonscopia) risultati nella norma, è molto probabile una forma di stipsi funzionale.
Le cause più frequenti in questi casi sono:
alterazioni dell’asse intestino–cervello,
stress cronico,
ansia e insonnia, che possono ridurre la motilità intestinale,
cambiamenti ormonali o dello stile di vita.
Il fatto che l’aumento di fibre non abbia migliorato la situazione è un dato importante: in alcune persone le fibre, se non ben personalizzate, peggiorano il gonfiore e la stipsi.
Cosa può fare:
valutare il tipo di fibre (non tutte sono adatte a tutti),
lavorare su ritmo sonno–veglia e gestione dello stress,
considerare un supporto mirato su motilità intestinale e microbiota,
evitare approcci “standard” e puntare su una valutazione nutrizionale personalizzata.
Sì, l’insonnia può essere un fattore scatenante o mantenente, perché intestino e sistema nervoso sono strettamente collegati.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
Buongiorno, i due sintomi sono strettamente collegati ad un'alterazione dell'equilibrio neurovegetativo in senso ortosimpatico. Suppongo un momento di forte stress o preoccupazione, una situazione che non la rende serena e che le causa preoccupazioni genera uno stato di allarme. E' un riflesso ancestrale legato alla sopravvivenza, non si può eludere ma solo modulare.
Buongiorno,
prova con lo psillio (5g da sciogliere in acqua e bere subito, due volte al giorno, in qualsiasi momento della giornata, ma in ogni caso lontano dall'assunzione di altri integratori o farmaci). Cerca di aumentare il consumo di acqua a 2 litri al giorno e almeno 500g al giorno di verdure (pesate a crudo al netto degli scarti). Aumenta l'esercizio fisico e il movimento. Stress, sedentarietà, disidratazione e dieta scarsa di fibre sono cause comuni. Per altre indicazioni su alimentazione e stile di vita le consiglio di contattare un professionista (nutrizionista, dietologo o dietista) e in ogni caso se la problematica persiste è bene rivolgersi al proprio medico curante.
Buona giornata!
prova con lo psillio (5g da sciogliere in acqua e bere subito, due volte al giorno, in qualsiasi momento della giornata, ma in ogni caso lontano dall'assunzione di altri integratori o farmaci). Cerca di aumentare il consumo di acqua a 2 litri al giorno e almeno 500g al giorno di verdure (pesate a crudo al netto degli scarti). Aumenta l'esercizio fisico e il movimento. Stress, sedentarietà, disidratazione e dieta scarsa di fibre sono cause comuni. Per altre indicazioni su alimentazione e stile di vita le consiglio di contattare un professionista (nutrizionista, dietologo o dietista) e in ogni caso se la problematica persiste è bene rivolgersi al proprio medico curante.
Buona giornata!
Quando la stitichezza compare in modo improvviso in una persona giovane, con esami strumentali e di laboratorio nella norma, l’attenzione si sposta spesso su una componente funzionale. In questi casi si parla frequentemente di stitichezza funzionale o sindrome dell’intestino irritabile a predominanza stipsi, condizioni in cui l’intestino è sano dal punto di vista strutturale ma risponde in modo alterato a stimoli interni ed esterni.
Nonostante l’aumento di fibre e idratazione sia corretto dal punto di vista teorico, non sempre rappresenta la soluzione, e in alcuni soggetti può addirittura peggiorare la sintomatologia se non calibrato correttamente (tipo di fibre, distribuzione, tolleranza individuale).
Per rispondere alla sua domanda: sì, l’insonnia e lo stress cronico possono essere un fattore scatenante o di mantenimento. L’asse intestino–cervello è altamente sensibile e alterazioni del ritmo sonno-veglia, aumento del cortisolo e stati di iperattivazione del sistema nervoso possono incidere direttamente sulla motilità intestinale, rallentandola.
In termini operativi, i prossimi step utili potrebbero includere:
valutazione della motilità intestinale e delle abitudini evacuative
analisi qualitativa della dieta (non solo quante fibre, ma quali e come distribuite)
gestione mirata dello stress e del sonno
eventuale supporto con strategie nutrizionali e integrative personalizzate, evitando approcci standardizzati
Il focus, in questa fase, non è “forzare” l’intestino ma ristabilire un equilibrio funzionale, lavorando sulle cause sistemiche che possono aver innescato il cambiamento.
Nonostante l’aumento di fibre e idratazione sia corretto dal punto di vista teorico, non sempre rappresenta la soluzione, e in alcuni soggetti può addirittura peggiorare la sintomatologia se non calibrato correttamente (tipo di fibre, distribuzione, tolleranza individuale).
Per rispondere alla sua domanda: sì, l’insonnia e lo stress cronico possono essere un fattore scatenante o di mantenimento. L’asse intestino–cervello è altamente sensibile e alterazioni del ritmo sonno-veglia, aumento del cortisolo e stati di iperattivazione del sistema nervoso possono incidere direttamente sulla motilità intestinale, rallentandola.
In termini operativi, i prossimi step utili potrebbero includere:
valutazione della motilità intestinale e delle abitudini evacuative
analisi qualitativa della dieta (non solo quante fibre, ma quali e come distribuite)
gestione mirata dello stress e del sonno
eventuale supporto con strategie nutrizionali e integrative personalizzate, evitando approcci standardizzati
Il focus, in questa fase, non è “forzare” l’intestino ma ristabilire un equilibrio funzionale, lavorando sulle cause sistemiche che possono aver innescato il cambiamento.
Salve, certo potrebbe dipendere anche dall'insonnia perchè sta alterando il ciclo circadiano e se lei era abituata ad andare di corpo in un momento specifico della giornata, adesso non viene rispettato. Provi ad assumere magnesio supremo
Buongiorno sarebbe da indagare sicuramente in maniera più approfondita la sua situazione per comprendere l'origine del suo problema. Le consiglio di farsi seguire da uno/a specialista della nutrizione che saprà meglio indirizzarla dopo un'anamnesi accurata. La stipsi infatti può avere diverse cause, nelle mie visite di solito ascolto il paziente a lungo prima di decidere un percorso diagnostico e di intervento.
Le auguro di stare presto meglio.
Le auguro di stare presto meglio.
Carissima, questa potrebbe essere una concausa. Prova ad indagare su questo aspetto, Un saluto!
Salve, da quello che racconti hai già fatto gli esami più importanti (calprotectina, sangue, colonscopia) e il fatto che siano tutti negativi è rassicurante: significa che con buona probabilità non c’è una malattia infiammatoria o un problema “strutturale” del colon.
Quando la stitichezza compare all’improvviso e dura mesi, spesso la causa non è “mancanza di fibre”, ma un cambiamento del funzionamento dell’intestino. In questi casi le possibilità più comuni sono tre: un rallentamento del transito intestinale (l’intestino si muove meno), una forma di colon irritabile con stipsi (IBS-C), oppure una difficoltà “meccanica” nell’evacuazione legata al pavimento pelvico (cioè i muscoli non si coordinano bene e l’evacuazione diventa faticosa anche se lo stimolo c’è).
Per questo può succedere che aumentare fibre e acqua non migliori la situazione — e in alcune persone può persino aumentare gonfiore e fastidio.
Quanto all’insonnia: sì, può influire. Sonno e intestino sono molto collegati (stress, cortisolo, motilità intestinale e sensibilità viscerale). Dormire male a lungo può peggiorare o far emergere un disturbo funzionale intestinale. Però difficilmente è l’unica causa: di solito è un fattore che scatena o alimenta un problema già presente.
A questo punto la cosa più utile è parlare con un gastroenterologo per una valutazione “funzionale”, non solo anatomica: esami come il tempo di transito intestinale e, se i sintomi lo suggeriscono, la manometria ano-rettale / test di espulsione aiutano a distinguere transito lento da difficoltà evacuativa. Parallelamente, ha senso verificare anche alcune cause metaboliche che a volte sfuggono agli esami generali, come la tiroide (TSH/FT4) ed elettroliti (calcio, magnesio).
Se vuoi, posso anche aiutarti a capire quale delle cause è più probabile in base a pochi dettagli (tipo consistenza delle feci, sensazione di svuotamento incompleto, gonfiore, dolore, necessità di spingere molto, ecc.), così ti orienti meglio su cosa chiedere allo specialista.
Quando la stitichezza compare all’improvviso e dura mesi, spesso la causa non è “mancanza di fibre”, ma un cambiamento del funzionamento dell’intestino. In questi casi le possibilità più comuni sono tre: un rallentamento del transito intestinale (l’intestino si muove meno), una forma di colon irritabile con stipsi (IBS-C), oppure una difficoltà “meccanica” nell’evacuazione legata al pavimento pelvico (cioè i muscoli non si coordinano bene e l’evacuazione diventa faticosa anche se lo stimolo c’è).
Per questo può succedere che aumentare fibre e acqua non migliori la situazione — e in alcune persone può persino aumentare gonfiore e fastidio.
Quanto all’insonnia: sì, può influire. Sonno e intestino sono molto collegati (stress, cortisolo, motilità intestinale e sensibilità viscerale). Dormire male a lungo può peggiorare o far emergere un disturbo funzionale intestinale. Però difficilmente è l’unica causa: di solito è un fattore che scatena o alimenta un problema già presente.
A questo punto la cosa più utile è parlare con un gastroenterologo per una valutazione “funzionale”, non solo anatomica: esami come il tempo di transito intestinale e, se i sintomi lo suggeriscono, la manometria ano-rettale / test di espulsione aiutano a distinguere transito lento da difficoltà evacuativa. Parallelamente, ha senso verificare anche alcune cause metaboliche che a volte sfuggono agli esami generali, come la tiroide (TSH/FT4) ed elettroliti (calcio, magnesio).
Se vuoi, posso anche aiutarti a capire quale delle cause è più probabile in base a pochi dettagli (tipo consistenza delle feci, sensazione di svuotamento incompleto, gonfiore, dolore, necessità di spingere molto, ecc.), così ti orienti meglio su cosa chiedere allo specialista.
Salve, le cause di stipsi potrebbero essere molteplici, tuttavia occorre un'attenta anamnesi per fare ipotesi sulle possibili cause. Tuttavia, provi a prestare attenzione all'idratazione al consumo di fibre (sia da verdure, che frutta) e al movimento (incrementare l'esercizio fisico anche una semplice camminata, potrebbe migliorare la sua peristalsi intestinale)
Buongiorno purtroppo una dieta normale e piccole accortezze non migliorano la situazione. Serve un protocollo specifico. Se vuole può scrivermi
Buongiorno,
dato che la stitichezza è comparsa in modo nuovo da circa 5 mesi e colonscopia, calprotectina ed esami di base non hanno mostrato alterazioni evidenti, il passo successivo di solito non è ripetere gli stessi esami ma cercare di capire se si tratti di una stipsi funzionale, di un rallentato transito intestinale oppure di un disturbo della defecazione del pavimento pelvico.
In questi casi sono utili una rivalutazione clinica accurata, la revisione di eventuali farmaci o integratori che possono favorire stipsi e, quando il problema persiste nonostante fibre e idratazione, esami mirati come manometria anorettale, balloon expulsion test e, se indicato, studio del transito colico.
Tra le cause secondarie da escludere o ricontrollare rientrano anche ipotiroidismo, celiachia, alterazioni elettrolitiche e alcune condizioni metaboliche o neurologiche, quindi vale la pena verificare con il curante se questi aspetti siano stati davvero esplorati in modo completo.
Va anche considerato che aumentare le fibre non sempre risolve, soprattutto se il problema è del pavimento pelvico, situazione nella quale lassativi e fibre possono aiutare poco e può essere più efficace un percorso specifico con biofeedback e rieducazione.
Per quanto riguarda l’insonnia, sì, può avere un ruolo, perché i disturbi del sonno sono associati a un rischio maggiore di stipsi e, nelle persone con stipsi funzionale, la carenza di sonno si associa spesso a sintomi più intensi.
Tuttavia difficilmente l’insonnia è l’unica spiegazione, quindi la lettura più corretta è che possa essere un fattore aggravante o favorente, non necessariamente la causa esclusiva della comparsa improvvisa del disturbo.
In pratica, dopo una colonscopia negativa, il confronto più utile è con un gastroenterologo che valuti se ci siano segni di dissinergia del pavimento pelvico, necessità di studio del transito o criteri compatibili con una stipsi funzionale, così da arrivare non solo a una diagnosi ma anche a una terapia più mirata.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
dato che la stitichezza è comparsa in modo nuovo da circa 5 mesi e colonscopia, calprotectina ed esami di base non hanno mostrato alterazioni evidenti, il passo successivo di solito non è ripetere gli stessi esami ma cercare di capire se si tratti di una stipsi funzionale, di un rallentato transito intestinale oppure di un disturbo della defecazione del pavimento pelvico.
In questi casi sono utili una rivalutazione clinica accurata, la revisione di eventuali farmaci o integratori che possono favorire stipsi e, quando il problema persiste nonostante fibre e idratazione, esami mirati come manometria anorettale, balloon expulsion test e, se indicato, studio del transito colico.
Tra le cause secondarie da escludere o ricontrollare rientrano anche ipotiroidismo, celiachia, alterazioni elettrolitiche e alcune condizioni metaboliche o neurologiche, quindi vale la pena verificare con il curante se questi aspetti siano stati davvero esplorati in modo completo.
Va anche considerato che aumentare le fibre non sempre risolve, soprattutto se il problema è del pavimento pelvico, situazione nella quale lassativi e fibre possono aiutare poco e può essere più efficace un percorso specifico con biofeedback e rieducazione.
Per quanto riguarda l’insonnia, sì, può avere un ruolo, perché i disturbi del sonno sono associati a un rischio maggiore di stipsi e, nelle persone con stipsi funzionale, la carenza di sonno si associa spesso a sintomi più intensi.
Tuttavia difficilmente l’insonnia è l’unica spiegazione, quindi la lettura più corretta è che possa essere un fattore aggravante o favorente, non necessariamente la causa esclusiva della comparsa improvvisa del disturbo.
In pratica, dopo una colonscopia negativa, il confronto più utile è con un gastroenterologo che valuti se ci siano segni di dissinergia del pavimento pelvico, necessità di studio del transito o criteri compatibili con una stipsi funzionale, così da arrivare non solo a una diagnosi ma anche a una terapia più mirata.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
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