Ho il calcoli alla cistifellea e ultimamente mi hanno ricoverato per coliche dolorose avevo anche fe
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Ho il calcoli alla cistifellea e ultimamente mi hanno ricoverato per coliche dolorose avevo anche febbre ma hanno detto che può essere per altra cosa ma non hanno saputo dirmi quale inoltre nn riesco a scaricare stomaco gonfio fegato ingrossato grasso
Un bel casino
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Buongiorno, direi che necessita di una dieta bilanciata che possa aiutarla in modo naturale a attenuare i suoi problemi
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Mi dispiace sapere che sta attraversando un momento difficile con la tua salute. I calcoli alla cistifellea possono causare dolori intensi e, in alcuni casi, portare a complicazioni come l’infiammazione della cistifellea o infezioni, che possono spiegare la febbre. Il gonfiore addominale e un fegato ingrossato possono essere sintomi associati a diverse condizioni, ed è utile approfondire la situazione con il medico. Potrebbe essere necessario eseguire ulteriori esami per comprendere meglio la causa dei sintomi e della difficoltà a digerire. Nel frattempo, è consigliabile seguire una dieta leggera, optando per cibi facilmente digeribili, riducendo i grassi e gli alimenti pesanti, assicurandosi di bere acqua a sufficienza per aiutare la digestione, mangiando piccole porzioni frequenti per ridurre il gonfiore e, se possibile, praticando un esercizio leggero come una passeggiata per migliorare la digestione. È fondamentale seguire le indicazioni del medico o un nutrizionista e non esitare a richiedere ulteriori consulti se i sintomi persistono o peggiorano.
Cordialmente
Dott.ssa F.A.
Cordialmente
Dott.ssa F.A.
Gentile paziente, comprendo perfettamente la sua situazione e il disagio che sta vivendo. La descrizione che mi fa è complessa e denota una serie di problematiche che necessitano di un approccio attento e coordinato. Cerchiamo di analizzare insieme i punti principali.
Lei mi riferisce di:
* **Calcoli alla cistifellea:** Questa è una condizione comune, ma che può causare sintomi molto fastidiosi e dolorosi, come le coliche biliari che ha sperimentato.
* **Ricovero per coliche dolorose e febbre:** La febbre associata a coliche biliari può indicare un'infiammazione o un'infezione (colecistite acuta), che è una complicanza dei calcoli. È importante che questo aspetto sia stato valutato dai medici. Se le hanno detto che la febbre "può essere per altra cosa" ma non hanno saputo specificare, è un punto da chiarire con i medici che l'hanno seguita, magari tramite ulteriori accertamenti.
* **Difficoltà a scaricarsi (stitichezza):** La stitichezza è un problema comune che può essere influenzato da molti fattori, inclusa la dieta, l'idratazione, l'attività fisica e anche alcune condizioni mediche.
* **Stomaco gonfio:** Il gonfiore addominale può essere legato a problemi digestivi, stitichezza, ma anche a condizioni legate a fegato o cistifellea.
* **Fegato ingrossato e grasso (steatosi epatica):** Il fegato grasso è una condizione sempre più diffusa, spesso legata a stili di vita sedentari, alimentazione non equilibrata (eccesso di zuccheri, grassi saturi, alcol), sovrappeso o obesità, e sindrome metabolica (insulino-resistenza, ipertensione, dislipidemia).
**Cosa fare e come possiamo intervenire dal punto di vista nutrizionale:**
Date le sue condizioni, è fondamentale un approccio integrato che tenga conto di tutti questi aspetti. Dal punto di vista nutrizionale, possiamo lavorare su più fronti per alleviare i sintomi e migliorare la sua condizione generale.
**1. Gestione dei calcoli alla cistifellea e sintomi correlati (coliche, febbre):**
* **Dieta povera di grassi:** Questo è il punto cruciale. I pasti ricchi di grassi stimolano fortemente la cistifellea a contrarsi per rilasciare bile, e questo può scatenare le coliche in presenza di calcoli.
* **Evitare:** Fritti, alimenti molto conditi, insaccati, formaggi grassi, carni rosse grasse, burro, margarina, panna, dolci elaborati, salse ricche di grassi, alimenti da fast-food.
* **Preferire:** Cotture semplici (vapore, bollito, al forno, alla griglia senza aggiungere grassi), carni magre (pollo, tacchino, coniglio senza pelle), pesce magro (merluzzo, nasello, sogliola), legumi, verdure (cotte e crude, ma attenzione a quelle che fermentano e aumentano il gonfiore), frutta, cereali integrali. Usare olio extra vergine d'oliva a crudo e con moderazione.
* **Pasti piccoli e frequenti:** Invece di pochi pasti abbondanti, è meglio distribuire l'alimentazione in 5-6 piccoli pasti al giorno (colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena), per non sovraccaricare il sistema digestivo e biliare.
* **Idratazione:** Bere molta acqua è fondamentale per il benessere generale e per il transito intestinale.
**2. Gestione del fegato ingrossato e grasso (steatosi epatica):**
* **Perdere peso gradualmente:** Se è in sovrappeso o obeso, la perdita di peso è la strategia più efficace per ridurre il grasso nel fegato. Anche una riduzione del 5-10% del peso corporeo può fare una grande differenza.
* **Limitare zuccheri semplici e carboidrati raffinati:** Biscotti, dolci, bevande zuccherate, pane bianco, pasta raffinata stimolano la produzione di grasso nel fegato. Preferire carboidrati complessi e integrali (pane integrale, pasta integrale, riso integrale).
* **Ridurre i grassi saturi e trans:** Come già detto per la cistifellea.
* **Aumentare fibre:** Frutta, verdura, legumi, cereali integrali aiutano a migliorare la salute del fegato e del metabolismo.
* **Evitare alcol:** L'alcol è tossico per il fegato e deve essere eliminato o fortemente limitato in caso di fegato grasso.
**3. Gestione della stitichezza e gonfiore addominale:**
* **Aumentare l'apporto di fibre:** Gradualmente per non peggiorare il gonfiore iniziale. Frutta, verdura, legumi, cereali integrali.
* **Bere molta acqua:** L'idratazione è fondamentale per ammorbidire le feci e facilitare il transito.
* **Attività fisica:** Anche una camminata leggera di 30 minuti al giorno può stimolare la motilità intestinale.
* **Probiotici:** In alcuni casi, l'integrazione di probiotici specifici può aiutare a riequilibrare la flora intestinale e migliorare il gonfiore. Questo va valutato con il medico o con me.
* **Masticazione lenta e accurata:** Aiuta la digestione e riduce l'ingestione di aria.
**4. Chiarimento sulla febbre:**
* È cruciale che lei parli nuovamente con i medici che l'hanno seguita per capire la causa della febbre. Potrebbe essere correlata alla cistifellea (un'infiammazione o infezione più seria), ma anche a condizioni non digestive. Avere una diagnosi chiara è fondamentale per impostare la terapia più adeguata.
**Prossimi passi:**
Le suggerisco di affrontare questa situazione in modo sistematico:
1. **Chiarire con i medici la causa della febbre e la gestione dei calcoli:** Potrebbero esserci indicazioni per un intervento chirurgico di rimozione della cistifellea (colecistectomia) se i calcoli sono sintomatici e le coliche si ripetono.
2. **Iniziare a modificare gradualmente la sua alimentazione** seguendo le indicazioni generali che le ho dato.
3. **Monitorare i sintomi:** Tenere un diario alimentare e dei sintomi può aiutarci a capire cosa le fa bene e cosa peggiora il suo stato.
4. **Considerare un percorso nutrizionale personalizzato:** Data la complessità del quadro, un piano alimentare specifico, calibrato sulle sue esigenze e tolleranze, sarebbe l'approccio più efficace. In questo modo potremmo lavorare insieme per migliorare il funzionamento del suo fegato, gestire i sintomi della cistifellea, regolare l'intestino e ridurre il gonfiore.
Non si scoraggi, anche se sembra "un bel casino", molti di questi problemi sono strettamente legati allo stile di vita e all'alimentazione e possono migliorare significativamente con gli approcci corretti.
Sono a sua disposizione per approfondire ogni aspetto e per aiutarla a costruire un percorso nutrizionale adeguato.
Lei mi riferisce di:
* **Calcoli alla cistifellea:** Questa è una condizione comune, ma che può causare sintomi molto fastidiosi e dolorosi, come le coliche biliari che ha sperimentato.
* **Ricovero per coliche dolorose e febbre:** La febbre associata a coliche biliari può indicare un'infiammazione o un'infezione (colecistite acuta), che è una complicanza dei calcoli. È importante che questo aspetto sia stato valutato dai medici. Se le hanno detto che la febbre "può essere per altra cosa" ma non hanno saputo specificare, è un punto da chiarire con i medici che l'hanno seguita, magari tramite ulteriori accertamenti.
* **Difficoltà a scaricarsi (stitichezza):** La stitichezza è un problema comune che può essere influenzato da molti fattori, inclusa la dieta, l'idratazione, l'attività fisica e anche alcune condizioni mediche.
* **Stomaco gonfio:** Il gonfiore addominale può essere legato a problemi digestivi, stitichezza, ma anche a condizioni legate a fegato o cistifellea.
* **Fegato ingrossato e grasso (steatosi epatica):** Il fegato grasso è una condizione sempre più diffusa, spesso legata a stili di vita sedentari, alimentazione non equilibrata (eccesso di zuccheri, grassi saturi, alcol), sovrappeso o obesità, e sindrome metabolica (insulino-resistenza, ipertensione, dislipidemia).
**Cosa fare e come possiamo intervenire dal punto di vista nutrizionale:**
Date le sue condizioni, è fondamentale un approccio integrato che tenga conto di tutti questi aspetti. Dal punto di vista nutrizionale, possiamo lavorare su più fronti per alleviare i sintomi e migliorare la sua condizione generale.
**1. Gestione dei calcoli alla cistifellea e sintomi correlati (coliche, febbre):**
* **Dieta povera di grassi:** Questo è il punto cruciale. I pasti ricchi di grassi stimolano fortemente la cistifellea a contrarsi per rilasciare bile, e questo può scatenare le coliche in presenza di calcoli.
* **Evitare:** Fritti, alimenti molto conditi, insaccati, formaggi grassi, carni rosse grasse, burro, margarina, panna, dolci elaborati, salse ricche di grassi, alimenti da fast-food.
* **Preferire:** Cotture semplici (vapore, bollito, al forno, alla griglia senza aggiungere grassi), carni magre (pollo, tacchino, coniglio senza pelle), pesce magro (merluzzo, nasello, sogliola), legumi, verdure (cotte e crude, ma attenzione a quelle che fermentano e aumentano il gonfiore), frutta, cereali integrali. Usare olio extra vergine d'oliva a crudo e con moderazione.
* **Pasti piccoli e frequenti:** Invece di pochi pasti abbondanti, è meglio distribuire l'alimentazione in 5-6 piccoli pasti al giorno (colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena), per non sovraccaricare il sistema digestivo e biliare.
* **Idratazione:** Bere molta acqua è fondamentale per il benessere generale e per il transito intestinale.
**2. Gestione del fegato ingrossato e grasso (steatosi epatica):**
* **Perdere peso gradualmente:** Se è in sovrappeso o obeso, la perdita di peso è la strategia più efficace per ridurre il grasso nel fegato. Anche una riduzione del 5-10% del peso corporeo può fare una grande differenza.
* **Limitare zuccheri semplici e carboidrati raffinati:** Biscotti, dolci, bevande zuccherate, pane bianco, pasta raffinata stimolano la produzione di grasso nel fegato. Preferire carboidrati complessi e integrali (pane integrale, pasta integrale, riso integrale).
* **Ridurre i grassi saturi e trans:** Come già detto per la cistifellea.
* **Aumentare fibre:** Frutta, verdura, legumi, cereali integrali aiutano a migliorare la salute del fegato e del metabolismo.
* **Evitare alcol:** L'alcol è tossico per il fegato e deve essere eliminato o fortemente limitato in caso di fegato grasso.
**3. Gestione della stitichezza e gonfiore addominale:**
* **Aumentare l'apporto di fibre:** Gradualmente per non peggiorare il gonfiore iniziale. Frutta, verdura, legumi, cereali integrali.
* **Bere molta acqua:** L'idratazione è fondamentale per ammorbidire le feci e facilitare il transito.
* **Attività fisica:** Anche una camminata leggera di 30 minuti al giorno può stimolare la motilità intestinale.
* **Probiotici:** In alcuni casi, l'integrazione di probiotici specifici può aiutare a riequilibrare la flora intestinale e migliorare il gonfiore. Questo va valutato con il medico o con me.
* **Masticazione lenta e accurata:** Aiuta la digestione e riduce l'ingestione di aria.
**4. Chiarimento sulla febbre:**
* È cruciale che lei parli nuovamente con i medici che l'hanno seguita per capire la causa della febbre. Potrebbe essere correlata alla cistifellea (un'infiammazione o infezione più seria), ma anche a condizioni non digestive. Avere una diagnosi chiara è fondamentale per impostare la terapia più adeguata.
**Prossimi passi:**
Le suggerisco di affrontare questa situazione in modo sistematico:
1. **Chiarire con i medici la causa della febbre e la gestione dei calcoli:** Potrebbero esserci indicazioni per un intervento chirurgico di rimozione della cistifellea (colecistectomia) se i calcoli sono sintomatici e le coliche si ripetono.
2. **Iniziare a modificare gradualmente la sua alimentazione** seguendo le indicazioni generali che le ho dato.
3. **Monitorare i sintomi:** Tenere un diario alimentare e dei sintomi può aiutarci a capire cosa le fa bene e cosa peggiora il suo stato.
4. **Considerare un percorso nutrizionale personalizzato:** Data la complessità del quadro, un piano alimentare specifico, calibrato sulle sue esigenze e tolleranze, sarebbe l'approccio più efficace. In questo modo potremmo lavorare insieme per migliorare il funzionamento del suo fegato, gestire i sintomi della cistifellea, regolare l'intestino e ridurre il gonfiore.
Non si scoraggi, anche se sembra "un bel casino", molti di questi problemi sono strettamente legati allo stile di vita e all'alimentazione e possono migliorare significativamente con gli approcci corretti.
Sono a sua disposizione per approfondire ogni aspetto e per aiutarla a costruire un percorso nutrizionale adeguato.
Se hai avuto coliche biliari con febbre, potrebbe trattarsi di colecistite acuta o una complicanza infiammatoria/infettiva delle vie biliari. Il fegato ingrossato e il gonfiore persistente possono essere legati a:
congestione epatica,
rallentato svuotamento della colecisti,
disbiosi intestinale o stipsi marcata.
Cosa fare:
Rivalutazione clinica con ecografia epatobiliare di controllo.
Esami del sangue: emocromo, transaminasi, bilirubina, PCR, GGT, fosfatasi alcalina.
Eventuale valutazione chirurgica se le coliche sono ricorrenti.
Nel frattempo, è fondamentale seguire una dieta priva di grassi (no fritti, latticini, uova intere, insaccati, dolci industriali) e frazionare i pasti.
Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini
congestione epatica,
rallentato svuotamento della colecisti,
disbiosi intestinale o stipsi marcata.
Cosa fare:
Rivalutazione clinica con ecografia epatobiliare di controllo.
Esami del sangue: emocromo, transaminasi, bilirubina, PCR, GGT, fosfatasi alcalina.
Eventuale valutazione chirurgica se le coliche sono ricorrenti.
Nel frattempo, è fondamentale seguire una dieta priva di grassi (no fritti, latticini, uova intere, insaccati, dolci industriali) e frazionare i pasti.
Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini
E' consigliata una dieta priva di grassi e ricca di fibre, limitando il consumo di alimenti aciduli e riducendo il contenuto di ogni pasto fino al giorno dell'operazione d'asporto dei calcoli biliari. Si consiglia di consultare il medico curante previo inizio della dieta.
Capisco, la situazione che descrivi è complessa e sicuramente molto fastidiosa. I calcoli alla cistifellea possono effettivamente causare coliche dolorose, nausea, difficoltà digestive e gonfiore, soprattutto dopo pasti ricchi di grassi. La febbre può indicare un’infiammazione (colecistite) o, in alcuni casi, un’infezione associata: è positivo che tu sia stato/a monitorato/a, ma è importante continuare gli accertamenti se i sintomi persistono.
Il gonfiore addominale, la difficoltà ad andare in bagno e la sensazione di "stomaco sempre pieno" potrebbero essere collegati a un rallentamento digestivo, che spesso si associa a una disfunzione biliare, ma anche a un'alterazione della motilità intestinale o a una disbiosi intestinale. Il fegato “ingrossato” e grasso (steatosi epatica) è spesso legato a stili alimentari poco equilibrati, insulino-resistenza o anche a sovrappeso, ma si può intervenire positivamente con l’alimentazione.
Dal punto di vista nutrizionale si possono adottare strategie specifiche:
riduzione dei grassi saturi e fritti, che stimolano in modo importante la cistifellea e possono peggiorare i sintomi
pasti piccoli e frequenti, per alleggerire il carico digestivo
buon apporto di fibre solubili, per migliorare la regolarità intestinale, ma con gradualità per evitare ulteriore gonfiore
idratazione adeguata e movimento leggero quotidiano
valutare il microbiota intestinale, se il gonfiore è persistente e non legato solo alla digestione dei grassi
Ti consiglio di lavorare in parallelo con un gastroenterologo e, se necessario, un epatologo, per completare gli accertamenti. Da parte mia, posso aiutarti a impostare un piano alimentare personalizzato che tenga conto della cistifellea, del fegato e della salute intestinale.
Cordialmente,
Paolo Capoccia
Il gonfiore addominale, la difficoltà ad andare in bagno e la sensazione di "stomaco sempre pieno" potrebbero essere collegati a un rallentamento digestivo, che spesso si associa a una disfunzione biliare, ma anche a un'alterazione della motilità intestinale o a una disbiosi intestinale. Il fegato “ingrossato” e grasso (steatosi epatica) è spesso legato a stili alimentari poco equilibrati, insulino-resistenza o anche a sovrappeso, ma si può intervenire positivamente con l’alimentazione.
Dal punto di vista nutrizionale si possono adottare strategie specifiche:
riduzione dei grassi saturi e fritti, che stimolano in modo importante la cistifellea e possono peggiorare i sintomi
pasti piccoli e frequenti, per alleggerire il carico digestivo
buon apporto di fibre solubili, per migliorare la regolarità intestinale, ma con gradualità per evitare ulteriore gonfiore
idratazione adeguata e movimento leggero quotidiano
valutare il microbiota intestinale, se il gonfiore è persistente e non legato solo alla digestione dei grassi
Ti consiglio di lavorare in parallelo con un gastroenterologo e, se necessario, un epatologo, per completare gli accertamenti. Da parte mia, posso aiutarti a impostare un piano alimentare personalizzato che tenga conto della cistifellea, del fegato e della salute intestinale.
Cordialmente,
Paolo Capoccia
Buongiorno, intanto la prima cosa da fare è avere una diagnosi certa della sua febbre che denota sempre un' infiammazione in corso , che il suo organismo sta cercando di combattere .
Con le dovute analisi cliniche si deve appurare la causa .
Immagino che per questo sia seguito dal suo medico o dall'ospedale in cui era o è in cura .
La febbre potrebbe essere causa di un'infiammazione della cistifellea,( colecistite).
Naturalmente non siamo noi a poter stabile ciò , ma solo il medico competente .
Quello che si può fare dal punto di vista nutrizionale và analizzato anche con i suoi esami del sangue specifici per conoscere la sua condizione metabolica circa attività insulinica , valori del colesterolo nella loro totalità e capire il suo modo di alimentarsi quale sia .
Rientrata la situazione febbre e dolori , può affidarsi ad un professionista della nutrizione per impostare una strategia alimentare che sia adeguata al suo caso .
Cordiali saluti Dottoressa Patrizia Desogus.
Con le dovute analisi cliniche si deve appurare la causa .
Immagino che per questo sia seguito dal suo medico o dall'ospedale in cui era o è in cura .
La febbre potrebbe essere causa di un'infiammazione della cistifellea,( colecistite).
Naturalmente non siamo noi a poter stabile ciò , ma solo il medico competente .
Quello che si può fare dal punto di vista nutrizionale và analizzato anche con i suoi esami del sangue specifici per conoscere la sua condizione metabolica circa attività insulinica , valori del colesterolo nella loro totalità e capire il suo modo di alimentarsi quale sia .
Rientrata la situazione febbre e dolori , può affidarsi ad un professionista della nutrizione per impostare una strategia alimentare che sia adeguata al suo caso .
Cordiali saluti Dottoressa Patrizia Desogus.
Buongiorno,
i calcoli alla cistifellea possono causare coliche molto dolorose, soprattutto se associati a difficoltà digestive, gonfiore e sensazione di stomaco “bloccato”. La febbre può essere segno di un'infiammazione, come una colecistite, ma va sempre valutata attentamente dal punto di vista medico.
Dal lato nutrizionale, è molto importante seguire un’alimentazione mirata: pasti leggeri, poveri di grassi, con alimenti facilmente digeribili possono ridurre il rischio di coliche e aiutare anche il fegato, se ingrossato o affaticato.
Un percorso nutrizionale personalizzato, affiancato da eventuali approfondimenti clinici, può fare davvero la differenza nel migliorare il suo benessere e prevenire nuovi episodi.
Resto a disposizione per un confronto più approfondito.
i calcoli alla cistifellea possono causare coliche molto dolorose, soprattutto se associati a difficoltà digestive, gonfiore e sensazione di stomaco “bloccato”. La febbre può essere segno di un'infiammazione, come una colecistite, ma va sempre valutata attentamente dal punto di vista medico.
Dal lato nutrizionale, è molto importante seguire un’alimentazione mirata: pasti leggeri, poveri di grassi, con alimenti facilmente digeribili possono ridurre il rischio di coliche e aiutare anche il fegato, se ingrossato o affaticato.
Un percorso nutrizionale personalizzato, affiancato da eventuali approfondimenti clinici, può fare davvero la differenza nel migliorare il suo benessere e prevenire nuovi episodi.
Resto a disposizione per un confronto più approfondito.
Gentile paziente, capisco bene la complessità della situazione e il disagio che sta vivendo. I calcoli alla cistifellea, soprattutto quando causano coliche e infiammazione, possono influenzare anche la funzionalità digestiva generale, provocando gonfiore, difficoltà a evacuare e una sensazione di peso persistente. Dal punto di vista nutrizionale, in attesa di eventuale intervento chirurgico o di ulteriori accertamenti clinici, è fondamentale alleggerire il carico digestivo, ridurre i grassi (soprattutto cotti), evitare fritti, formaggi stagionati e pasti abbondanti. È utile privilegiare cotture leggere, porzioni moderate e una dieta facilmente digeribile, che supporti la funzionalità epatica e intestinale senza stimolare eccessivamente la contrazione della colecisti.
Gentile paziente, deve approfondire e rendere note le cause. Il gonfiore addominale può essere causato dal fegato grasso. Cordialmente, dottssa Troncone
salve Ti consiglio (se non già fatto):
Ecografia epatobiliare dettagliata: per capire se c’è infiammazione della cistifellea, spessore pareti, dilatazione vie biliari
Esami del sangue completi: GOT, GPT, GGT, bilirubina, amilasi, lipasi, PCR, emocromo → per vedere stato infiammatorio/funzionalità epatica/pancreatica
Eventuale colangio-RM o TAC addome: se sospetto di complicanze
Visita chirurgica: per valutare eventuale colecistectomia (rimozione della cistifellea)
intanto Dieta rigida “fegato-cistifellea friendly”
resto a disposizione qualora volesse un menu personalizzato
saluti
dott.ssa antelmi antonella
Ecografia epatobiliare dettagliata: per capire se c’è infiammazione della cistifellea, spessore pareti, dilatazione vie biliari
Esami del sangue completi: GOT, GPT, GGT, bilirubina, amilasi, lipasi, PCR, emocromo → per vedere stato infiammatorio/funzionalità epatica/pancreatica
Eventuale colangio-RM o TAC addome: se sospetto di complicanze
Visita chirurgica: per valutare eventuale colecistectomia (rimozione della cistifellea)
intanto Dieta rigida “fegato-cistifellea friendly”
resto a disposizione qualora volesse un menu personalizzato
saluti
dott.ssa antelmi antonella
Le consiglio di sentire il suo medico curante. In alternativa potrebbe rivolgersi ad un gastroenterologo.
Buongiorno,
sicuramente migliorare l'alimentazione può aiutarla (specialmente dal punto di vista epatico). Tuttavia, visto il quadro generale, le consiglierei di mettersi in contatto con il suo medico curante in modo da valutare il da farsi e magari approfondire la situazione.
Un caro saluto
sicuramente migliorare l'alimentazione può aiutarla (specialmente dal punto di vista epatico). Tuttavia, visto il quadro generale, le consiglierei di mettersi in contatto con il suo medico curante in modo da valutare il da farsi e magari approfondire la situazione.
Un caro saluto
Buongiorno, purtroppo ci vuole tempo per assestare gli altri organi, specialmente perchè fegato e di conseguenza intestino si abituino allo smaltimento della bile. Una sana alimentazione, mirata per il suo caso e la valutazione di una cura intestinale con uno specialista sono sicuramente molto suggerite, a maggior ragione nella fase post operatoria
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Capisco la sua preoccupazione, soprattutto dopo episodi di coliche dolorose e febbre. La presenza di calcoli alla colecisti può effettivamente provocare crisi dolorose intense, specialmente dopo i pasti. Tuttavia, se i medici hanno escluso un’infezione diretta delle vie biliari, è importante approfondire altre possibili cause della febbre e dei disturbi digestivi.
Il gonfiore addominale, la difficoltà a scaricarsi e il fegato ingrossato o steatosico (grasso) possono essere correlati a più fattori, tra cui alimentazione, metabolismo epatico alterato, intestino rallentato o infiammazione biliare.
Le consiglio di eseguire ulteriori accertamenti (ecografia epatica di controllo, esami del sangue con funzionalità epatica, biliare e pancreatica); consultare un gastroenterologo o un chirurgo epatobiliare, che potrà valutare se è indicato un intervento di colecistectomia (rimozione della cistifellea); curare l’alimentazione, limitando grassi, fritti, alcol e cibi elaborati, preferendo pasti leggeri e frequenti; se compaiono nuovamente febbre alta, dolore intenso, nausea persistente o colorazione gialla della pelle/occhi, è importante recarsi subito al pronto soccorso.
Resto a disposizione per altre eventuali domande.
Il gonfiore addominale, la difficoltà a scaricarsi e il fegato ingrossato o steatosico (grasso) possono essere correlati a più fattori, tra cui alimentazione, metabolismo epatico alterato, intestino rallentato o infiammazione biliare.
Le consiglio di eseguire ulteriori accertamenti (ecografia epatica di controllo, esami del sangue con funzionalità epatica, biliare e pancreatica); consultare un gastroenterologo o un chirurgo epatobiliare, che potrà valutare se è indicato un intervento di colecistectomia (rimozione della cistifellea); curare l’alimentazione, limitando grassi, fritti, alcol e cibi elaborati, preferendo pasti leggeri e frequenti; se compaiono nuovamente febbre alta, dolore intenso, nausea persistente o colorazione gialla della pelle/occhi, è importante recarsi subito al pronto soccorso.
Resto a disposizione per altre eventuali domande.
Buonasera,
La situazione che descrive merita sicuramente attenzione e un inquadramento accurato, ma è importante procedere con ordine senza andare nel panico. I calcoli alla cistifellea possono causare coliche anche molto dolorose, soprattutto dopo pasti ricchi di grassi, e talvolta possono associarsi a febbre se si verifica un’infiammazione (come una colecistite) o un coinvolgimento delle vie biliari. Se la febbre è stata presente, anche se non è stata chiarita la causa, è un segnale da non sottovalutare e da monitorare con il medico curante o uno specialista.
Il gonfiore addominale e la difficoltà ad andare in bagno possono essere collegati sia all’alimentazione sia a una condizione di rallentato transito intestinale, che può peggiorare in periodi di stress o con diete squilibrate. Il “fegato grasso” (steatosi epatica) è una condizione abbastanza frequente e spesso associata a fattori come alimentazione ricca di grassi e zuccheri, sovrappeso o alterazioni metaboliche. In questi casi, una gestione nutrizionale mirata può fare una grande differenza nel ridurre i sintomi e migliorare il quadro generale.
Dal punto di vista pratico, è utile adottare un’alimentazione più leggera e digeribile: limitare i grassi saturi e i fritti, preferire cotture semplici (vapore, piastra), aumentare gradualmente l’apporto di fibre (se tollerate) e mantenere una buona idratazione. Anche una regolare attività fisica, adattata alla sua condizione, può aiutare sia il metabolismo epatico sia la funzionalità intestinale. Tuttavia, queste indicazioni devono essere personalizzate in base alla sua storia clinica e agli esami effettuati.
Le consiglio di non gestire tutto in autonomia: un confronto con un gastroenterologo e una valutazione nutrizionale approfondita possono aiutarla a impostare un percorso sicuro ed efficace, anche per capire se sia necessario un intervento più specifico sulla cistifellea. Una consulenza nutrizionale può aiutarla a ridurre i sintomi, migliorare la digestione e supportare il fegato in modo concreto.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
La situazione che descrive merita sicuramente attenzione e un inquadramento accurato, ma è importante procedere con ordine senza andare nel panico. I calcoli alla cistifellea possono causare coliche anche molto dolorose, soprattutto dopo pasti ricchi di grassi, e talvolta possono associarsi a febbre se si verifica un’infiammazione (come una colecistite) o un coinvolgimento delle vie biliari. Se la febbre è stata presente, anche se non è stata chiarita la causa, è un segnale da non sottovalutare e da monitorare con il medico curante o uno specialista.
Il gonfiore addominale e la difficoltà ad andare in bagno possono essere collegati sia all’alimentazione sia a una condizione di rallentato transito intestinale, che può peggiorare in periodi di stress o con diete squilibrate. Il “fegato grasso” (steatosi epatica) è una condizione abbastanza frequente e spesso associata a fattori come alimentazione ricca di grassi e zuccheri, sovrappeso o alterazioni metaboliche. In questi casi, una gestione nutrizionale mirata può fare una grande differenza nel ridurre i sintomi e migliorare il quadro generale.
Dal punto di vista pratico, è utile adottare un’alimentazione più leggera e digeribile: limitare i grassi saturi e i fritti, preferire cotture semplici (vapore, piastra), aumentare gradualmente l’apporto di fibre (se tollerate) e mantenere una buona idratazione. Anche una regolare attività fisica, adattata alla sua condizione, può aiutare sia il metabolismo epatico sia la funzionalità intestinale. Tuttavia, queste indicazioni devono essere personalizzate in base alla sua storia clinica e agli esami effettuati.
Le consiglio di non gestire tutto in autonomia: un confronto con un gastroenterologo e una valutazione nutrizionale approfondita possono aiutarla a impostare un percorso sicuro ed efficace, anche per capire se sia necessario un intervento più specifico sulla cistifellea. Una consulenza nutrizionale può aiutarla a ridurre i sintomi, migliorare la digestione e supportare il fegato in modo concreto.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
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- Salve,sono un ragazzo di 22 anni e sto attraversando un periodo difficile. Sono indietro all'università e con voti che non sono dei migliori, forse per colpa di essa ho notato in me una forte ansia sociale e una bassa autostima che mi sta uccidendo dentro. Le 2 cose piu gravi che sto affrontando in questo…
- Buona sera con la castrazione o meglio l asporto dei testicoli in età adulta il corpo può subire ancora lo stesso una feminilizzazione.... Perdita di pelo ingrossa del seno crescita più rapida dei capelli cambi del tono di voce ecc...
- Io oltre ad essere schizofrenica ho un disturbo alimentare, il disturbo da alimentazione incontrollata. È da qualche mese che mi succede una cosa strana se mi guardo allo specchio che ho in camera mi vedo robusta, se mi guardo allo specchio nella camera dei miei genitori mi vedo,come sono realmente,obesa.…
- EGREGI DOTT.RI ULTIMAMENTE SONO ANDATA DA UN DENTISTA POICHE’ HO IL MOLARE 17 DA TOGLIERE POICHE’ CARIATO FINO ALLA RADICE. IL PRBOLEMA E’ CHE IL DENTISTA PER ESSERE SICURO SE ERA DA TOGLIERE O DEVITALIZZARE HA APERTO IL DENTE SENZA DIGA PULITO LA CARIE IN SUPERFICIE E NON QUELLA IN PROFONDITA’ OVVIAMENTE.…
- Sono un soggetto allergico a parabeni mix, profumi mix e MIT. Ad aprile ho iniziato ad avere uno sfogo allergico su un solo occhio, ho fatto la visita da due dermatologi e un oculista, è dermatite da contatto e non è altro. Ho tolto prima tutti i trucchi e poi tutti i saponi viso, ormai è passato…
- Il 22/05 ho subito un intervento di nefrectomia. Ho difficoltà a tenere la fascia elastica in in quanto è troppo grosso il tessuto e non sopporto niente di stretto anche se è regolabile. Posso sostituire la fascia con una pancerina meno fastidiosa è più leggera? Per quanto dovrò tenerla? Grazie
- Buongiorno, vorrei sapere se la terapia con colla biologica si può effettuare su delle recidive a distanza di anni dalla safenectomia e altri due interventi chirurgici su recidive e con quali limitazioni. Inoltre avere un riferimento specialistico specifico nella città di Torino. Grazie, saluti Roberto…
- Tre anni fa feci l’orecchino sul lobo, ma lo feci troppo in basso non ho avuto problemi solo che dopo due anni all’incirca si è formata questa pallina e ho deciso di toglierlo. Questa pallina è molto piccola però in rilievo non mi fa male e non cresce . nessuno dei miei parenti ha cheloidi. Io voglio…
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