Domande del paziente (41)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, ho notato che lei, nel suo breve intervento, accenna ad alcuni aspetti significativi, ossia al forte stress che vive in questo periodo e che non specifica ulteriormente, ma che magari potrebbe... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, ho letto quanto ha scritto e ho l'impressione che lei abbia già focalizzato molti degli aspetti che la spaventano e la mettono in difficoltà. Parla di una malattia che ha preso molte delle... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, nel tuo breve racconto mi sembra che manchi una voce, quella del tuo compagno. Leggendo mi sono chiesta, partendo dal presupposto che lui lo già lo sappia, quali sono i suoi pensieri e cosa... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, leggendo quanto ha scritto mi sembra che a un certo punto si sia creata una sorta di frattura nel rapporto con i suoi genitori. Sicuramente sarebbe interessante capire se è la prima volta... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, lei alla fine definisce la sua relazione come tossica, una parola ultimamente molto usata. Allora le vorrei chiedere che specifico significato ha, nella sua esperienza, questa parola. Lei... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, comprendo la sua frustrazione nel ritrovarsi nel consueto triangolo che vede da un lato contrapporsi suocera e nuora e in mezzo il figlio/compagno. Lei intanto tiene a sottolineare la differenza... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, leggendo quello che ha scritto capisco la sua grande stanchezza e il bisogno di poter riposare un pò; tante volte è stata lei a dare il via alle imprese della sua vita, mentre in altri casi,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Partirei da una sua frase sulla paura che il professore "abbia perso un minimo di stima che penso abbia verso di me", stima che immagino sia collegata alla proposta di fare la tesi con la... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, posso capire il suo disagio, anche se questa cosa che è successa con suo padre, e che le dà fastidio, potrebbe essere meglio compresa se inserita nell'ambito di un contesto più ampio che... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, non è facile dare un consiglio con le informazioni fornite. Sembra di capire che da parte di sua moglie non ci sia una volontà di riprendere davvero i rapporti con lei e preferisca avere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, le rispondo senza la pretesa di darle una soluzione, ma le riporto ciò che più mi ha colpito di quanto ha scritto. Racconta di aver sempre avuto questi problemi di ansia, panico e cita al... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da quanto racconta emerge che, probabilmente, con la sua amica, con cui ha avuto un rapporto scherzoso e divertente, avete scoperto (con il suo gesto accidentale) un confine che definisce... Altro
Ciao, sono un ragazzo di 21 anni. Ultimamente stavo cercando amicizie e nuove conoscenze in generale e ho scoperto che una ragazza di 17 anni che ha tante passioni in comune con me. Sembra che però entrambi cerchiamo una relazione seria, però lei ha 17 anni (non 17 e mezzo ma proprio 17) e io 21 e mezzo. Potrebbe essere problematica questa differenza di età, quindi per le relazioni serie o rapporti sessuali sono più sul no che sul sì. Per quanto riguarda l'amicizia penso (poi se posso sapere anche da voi sarebbe top) che non ci sia nulla di sbagliato nel fare amicizia con lei. Anzi, ultimamente ho rifiutato di fare amicizia con un altra ragazza proprio per l'età e mi sento in colpa, perché per il resto aveva tante cose positive. Però con quest'altra ragazza nuova che sto conoscendo abbiamo talmente tante cose in comune e esteticamente la trovo talmente carina che sto mettendo in dubbio se il poterci avere una relazione seria sia giusto o sbagliato e soprattutto non so se è giusto avere rapporti sessuali con lei. Inoltre lei è molto affettuosa, cosa che io adoro. Però nell'andare oltre l'amicizia avrei paura, non tanto da un punto di vista legale perché è legale. Avrei un po' più paura per tutto il resto. Cosa dovrei fare per voi? Sarebbe giusto avere una relazione seria (e di conseguenza anche rapporti sessuali) con questa ragazza? O dovrei evitare o aspettare la sua maggiore età? E soprattutto, cosa dovrei fare per assicurarmi che magari lei sa quello che fa? Insomma, fatemi sapere. Vi ringrazio in anticipo per il vostro meraviglioso lavoro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, ho letto quanto ha scritto e devo dire che alcune questioni mi hanno suscitato più domande che risposte. Ipotizzo che la risposta ad alcune delle sue domande le potrebbe dare la frequentazione e il dialogo con questa ragazza e probabilmente il tempo. Nel continuare a frequentarvi potete capire, dato che per lei sembra importante, se davvero sapete quello che state facendo, se davvero c'è affinità e interesse che si approfondiscono con il passare del tempo e quindi maggiore consapevolezza per gli aspetti che toccano la sfera intima. sperando che il mio intervento possa essere stato utile, la saluto, dott.ssa Rachele Petrini
Salve ,scrivo in breve la mia storia perchè vorrei capire se la persona con cui ho intrapreso una relazione quatto anni fa circa potrebbe essere un narcisista patologico Malvagio.Sono una insegnante di 63 anni benestante ,stimata come professionista e considerata di bella presenza.Sono sposata ma mio marito è affetto da una malattia neuridegenerativa e sette anni fa ha subito danni cognitivi,Così che quattro anni fa mentre ero in un momento molto difficicile ,mi sentivo molto sola ho intrapreso una relazione con un uomo che oggi ha 69 anni .Quest'uomo lo conosco da circa 27 anni ed in passato lo avevo incontrato qualche volta in un momento di crisi profonda della relazione con mio marito.In questo tempo a cicli si era sempre presentato ma io no lo avevo più considerato.quando ho deciso di intraprendere la re relazione con lui l'ho fatto anche perchè mi sono fatta convincere dal fatto che lui mi aveva raccontato di essere rimasto vedovo ( sua moglie era morta a causa di un cancro ) e che la sua compagna aveva un mieloma al terzo stadio .all'inizio sembrava andare bene ,ma il suo comportamento era molto strano,mi invia centinaia di messaggi ,banali e pieni di emoji e quando io chiedevo chiarimenti lui spariva ..Nelle varie sparizioni chredendo di essere io la persona sbagliata l'ho cercato cosi la relazine è andata avanti dal 2022 al 2024. In giugno del 2024 dice di avere una depressione e sparisce.Nel luglio del 2025 a causa di una circostanza si ripresenta e mi convince nuovamente a riprendere la relazione nel frattempo io ero venuta a conoscenza (voci di popolo) che lui aveva manipolato più persone sole ,sopratutto done approfittandone per appropriarsi dei loro risparmi , era un bancario ,e per questa ragione era stato sospeso dal suo lavoro ,anche se non si era riuscito a dimostrare nulla .Inoltre che aveva sempre intessuto più relazioni in contemporanea .Ma io che sono una persona buona nonostante i vari dubbi ho deciso di ridargli fiducia .Sembrava che le cose andassero bene lui mi dedicava ,tempo ed attenzioni, fino a quando in gennaio lui sbaglia ad inviare un messaggio ed intuisco che c'era una quarta persona ,chiedo spiegazioni , ma lui sparisce.
Ora mi chiedo potrà ricomparire ancora ? E' un narcisista patologico maligno?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, ho letto quanto ha scritto da cui emerge il quadro di una persona che non le ha mai davvero dimostrato affidabilità. Non penso che definirlo "narcisista patologico" possa essere davvero risolutivo. Al di là del fatto che possa esserlo o meno, i suoi comportamenti lo rendono una persona nient'affatto costante nelle sue manifestazioni d'affetto, e che invece le propone/impone una condizione in cui si lei ritrova ad avere tutto o niente. Questo meccanismo probabilmente non l'aiuta e la porta ad avere dubbi sui suoi stessi comportamenti quando invece è magari una modalità propria di quest'uomo quella di sparire e di non sostare in una relazione. Sperando di esserle stata utile le mando un saluto, dott.ssa Rachele Petrini
Salve, mia moglie dopo 17 anni di matrimonio ha deciso di lasciarmi. Mi ha detto che ho commesso troppi sbagli, si sente triste con me, nn si sentiva amata abbastanza e le interazioni negative dei miei genitori la hanno soffocata. Andrà a stare in una nuova casa in affitto, e in attesa della sistemazione della nuova casa, resterà ancora con me per almeno un'altro mese. Io l'amo ancora perdutamente ma nn ha voluto sentire ragioni, e mi tratta giustamente con freddezza e distacco. Rispetto cmq la sua decisione e sto limitando il piu possibile i rapporti con lei ( come anche da suggerimenti altrui). Giorno dopo giorno sto cercando ad imparare, gestire e nascondere le mie emozioni tenendomi impegnato con la gestione della casa e tutto il resto, ora ricaduto quasi interamente su di me. Mi è vi chiedo, in speranza di una riappacificazione futura, ma lo stare forzatamente assieme tutto questo mese, in uno stato ibrido di distacco, fatto per lo più di abitudinaria tristezza ed indifferenza( tranne i momenti dedicati alla bimba) non rischia di danneggiare ulteriormente il nostro rapporto? Potrebbe confermarle e darle la convinzione ulteriore di essere triste quando ė con me? Sarebbe il caso che andassi via io in questo mese? Come posso sfruttare questi pochi giorni che staremo ancora assieme in modo produttivo alla relazione ( esempio dimostrando impegno e propensione al cambiamento di alcuni miei comportamenti sbagliati? ) o devo attendere passivamente tutto questo sino a che nn andrà via? Grazie di cuore
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, da quanto scrive si capisce la sofferenza che sta provando. E' difficile dare una risposta a quanto lei chiede, se cioè questi pochi giorni che restano potranno cambiare qualcosa, anche perchè dietro questi giorni, come scrive lei all'inizio, ci sono tanti anni di matrimonio. Diverso sarebbe se la decisione di sua moglie rappresentasse l'esito di un periodo circoscritto e particolarmente difficile che l'ha portata a questa decisione. Lei dice, giustamente di rispettare la decisione di sua moglie e comunque di si chiede se fare un ultimo tentativo o attendere "passivamente" fino a che non andrà via. Mi chiedo se quel "passivamente" non significhi, in realtà, vivere la sofferenza di un momento che certo sarà difficile. Come professionista che cerca di leggere i significati dietro le dinamiche umane, non posso che consigliarle di concentrarsi su se stesso e riflettere su un percorso che ad oggi è causa di tanta sofferenza. un saluto, dott.ssa Rachele Petrini
quali sono i disturbi della personalità, me ne diagnostico tanti?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, ci sono vari manuali diagnostici che descrivono i disturbi di personalità. E' difficile fare un'autodiagnosi. Se ha consultato un manuale diagnostico dovrebbe già trovarli lì. La diagnosi è un processo complesso che richiede esperienza proprio per evitare sovrapposizioni. Mi chiedo, come mai senta la necessità di diagnosticarsi un disturbo della personalità? un saluto, dott.ssa Rachele Petrini
Come dire a mia mamma di voler predere la pillola? Ho 23 anni e mi sto frequentando con una ragazzo da un mesetto. Abbiamo già fatto tutti i preliminari e vorrei spingermi oltre, ma ho il costante terrore di gravidanze indesiderate. Vorrei dire a mia mamma (con cui ho molta confidenza, tranne per queste cose) di voler prendere la pillola ma non so come introdurre l’argomento, essendo l'intimità un argomento tabù in famiglia. L'ultima volta in cui gliel'ho detto mi ha fatto un pò di storie (esempio dicendomi che non ero ancora fidanzata con questo ragazzo, chiedendo se avesse intenzioni serie e chiedendomi cosa dobbiamo fare ecc...). Non mi sento a mio agio a parlare di queste cose con lei, specialmente rapporti sessuali. So anche che potrei affidarmi ad un consultorio, ma se per qualche motivo venisse a sapere che prendo la pillola ? penso sia meglio avvisarla subito. Non so se fidarmi solo del preservativo la prima volta. Come posso avvisarla della mia scelta cercando di limitare l’imbarazzo (suo e di conseguenza anche mio)?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, mi sembra che da una parte lei sia frenata per il disagio che avverte nel parlare di intimità con sua madre; dall'altra sente il desiderio di condividere anche questo fatto con una madre con cui dice di avere, in ogni caso, molta confidenza. Mi incuriosisce un aspetto di quanto scrive, se cioè dietro il timore che sua madre possa scoprirla possa esserci anche altro. L'assunzione di questo tipo di contraccettivo ha molto a che fare con l'autodeterminazione rispetto al proprio corpo e alla propria persona e allora mi chiedo come sua madre possa aver a sua volta un ruolo in questo aspetto e che tipoi di ruolo. Forse l'imbarazzo che provate può aver a che fare con il ruolo che sua madre può avere in merito. Ovviamente questa è solo un'ipotesi scaturita dalle righe della sua richiesta. sperando di esserle stata utile, la saluto, dott.ssa Rachele Petrini
Ho quasi 49 anni, sposato con figlia di 7 anni, ipocondriaco del tipo evitante da tempo, soffro di anginofobia sin da prima dell adolescenza, un matrimonio in crisi da una vita privo do affetto e sesso. Da un paio di mesi mia moglie si è ammalata di un carcinoma al seno e l anginofobia è aumentata in maniera assurda: se prima riuscivo a periodi a mangiare tranquillo comunque sempre con dell'acqua o delle bevande vicino, negli ultimi periodi si è aggravata .a volte quando sono solo a casa mi sembra di non riuscire ad inghiottire neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso. Si rischia di morire o polmonite ab ingestio? visita otorino con fibroscopia fatta un paio di mesi fa trovando un po' di reflusso gastroesofageo. Devo fare altro? Sono ipocndriaco e non vorrei fare esami invasivi tipo gastroscopia neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso. nell atto della deglutizione mi capita di stringere i muscoli della gola superiore e faccio un verso come se volessi bloccare il cibo se va di trasverso l acqua o un liquido si può morire? delle volte in super ansia pure con i liquidi mi sembra di andare in difficoltà il problema che quando sono solo ni vergogno a mangiare in pubblico perché faccio delle faccio innaturali perché simulo faccia da soffocamento. A volte sembra che blocco la deglutizione e sento il cibo che va quasi giù verso il fondo della gola e lì mi sale l amsia e la tachicardia e bevo immediatamente sperando do riuscire a ingoiare mentre mangiavo in due occasioni nel momento di ingoiare ho serrato la gola ed emesso un verso come un rantolo in protezione per non far scendere il cibo. Questa cosa mi ha provocato una sensazione di pseudo acidità alla gola che sembrava arrivasse al naso (come se mamdassi il cibo nella oarte sbagliatq) . Ho rischiato la polmonite ab ingesti? sento fastodiot vago al petto, non è che qualcosa sarà passato do là? come me ne accorgo della polmonite? morirò?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, premesso che non so darle una risposta per gli aspetti prettamente fisici, le chiedo se in questo periodo particolare per lei, a cui accenna subito, ossia il carcinoma che riguarda sua moglie, non potrebbe trovare giovamento nel parlare dei suoi sintomi con un professionista. Dei suoi sintomi e del disagio che è collegato ad essi. Penso che non sia facile sostenere tutte queste preoccupazioni da solo e parlare con chi può maggiormente comprendere le sue difficoltà potrebbe darle un pò di sollievo. un saluto, dott.ssa Rachele Petrini
Buongiorno Dottori. Circa 10 anni fa ho casualmente incontrato un uomo molto molto più giovane di me. Uscivo da un periodo terribile, avevo appena perso mia madre dopo una malattia inesorabile ed ero sentimentalmente sola già da molto tempo. Ero in cura con farmaci antidepressivi e vivevo come in mezzo ad una nebbia. Finchè, quasi mi fossi "risvegliata" da un brutto sogno, mi sono improvvisamente accorta dei suoi sguardi, delle sue attenzioni, delle sue premure nei miei confronti, ma data la notevole differenza di età ho preso la cosa con divertimento, pur essendone lusingata. Poi, è scoppiato il covid e siamo rimasti tutti isolati nelle case. Ma un giorno, inaspettatamente, lui si è presentato a casa mia, dicendo che voleva rivedermi e che mi aveva portato la colazione. L'ho fatto salire, non senza stupore, abbiamo chiacchierato un po' ma...la "scintilla", se così vogliamo chiamarla, era ormai scattata e abbiamo fatto sesso con trasporto. Pensavo fosse finita lì, e invece -poichè per motivi legati alla professione che lui svolge ci incontriamo settimanalmente - tutto è continuato. Quando l'ho conosciuto era ancora fidanzato, poi si è sposato, ha avuto un figlio, a differenza mia che ho avuto una vita sentimentale disastrosa nonostante ogni volta abbia dato tutta me stessa al partner e per far funzionare il rapporto. Il suo, sembrava un matrimonio felice, innamorato della ragazza di sempre, un figlio splendido, quello che insomma avrei voluto la vita riservasse a me. Due anni fa, mi ha inaspettatamente detto che si stava separando dalla moglie. Lo vedevo infatti da tempo incupito, con meno voglia di parlare, ma a mia richiesta rispondeva che aveva "problemi" di cui non gli andava di parlare. Sembrava essersi lasciato andare. Ingrassato, trascurato (come è anche tuttora). Avendo cambiato posto di lavoro, mi nominava spesso colleghi e soprattutto colleghe con cui di tanto in tanto usciva e, particolarmente nominava le colleghe, a suo dire tutte belle, tutte brave, con cui c'era tanto affetto. Intanto, nel frattempo, aveva lasciato moglie e figlio non potendone più della situazione in casa, separandosi tuttavia solo di fatto. La moglie gli ha negato la separazione consensuale e dunque vivono in case diverse anche se a poca distanza, per il bambino. Ne sono rimasta dispiaciuta e l'ho invitato a riflettere, a tornare sui propri passi per amore del figlio, ma lei sembra irremovibile. Non se ne è andato per me. Noi abbiamo avuto solo rapporti intimi, anche se durante i nostri incontri ci siamo conosciuti meglio, sorretti a vicenda nei momenti di crisi, confidati, ma un rapporto vero e proprio non è mai partito (nel senso uscire insieme, condividere degli spazi e degli interessi): io non l'ho chiesto, data l'insormontabile differenza d'età sapevo già dall'inizio di non poterlo pretendere, ma neppure lui l'ha fatto. Finchè, proprio durante i rapporti intimi, a un certo punto lui non ha voluto più che gli lasciassi "segni" sul corpo a causa di baci un po' troppo marcati, pretendendo tuttavia di continuare a farli a me. Già questo mi ha lasciata perplessa. Ho chiesto spiegazioni, e lui mi ha risposto che non vuole si notino, data la professione che svolge. A questo punto, ho detto che anch'io avevo però diritto a non essere "marchiata". Poi, con il trascorrere del tempo, e sempre non richiesto, ha cominciato a nominarmi spesso una collega, anche lei separata però legalmente e con due figli con cui si era incontrato di tanto in tanto, anche con gli altri colleghi, affermando che era una donna molto bella (ma lo sono anch'io), facendomi capire che indossava biancheria sexy, quando io al contrario non ho voluto indossarla non perchè non la possegga, ma perchè suppongo che il desiderio sessuale di un uomo, se è genuino, debba scattare senza ricorrere a mezzucci.... Infine, siamo arrivati a ciò che non ho potuto tollerare. E' accaduto che mentre si trovava da me, la collega lo chiamasse, e non per una volta, sul cellulare. Trovandomi lì vicino e pur non volendo, non ho potuto fare a meno di ascoltare le loro voci affettuose, e scambiarsi facezie non di lavoro, con l'intesa di sentirsi la sera. Soprattutto mi ha ferita il suo "Finalmente!" come di persona che ha aspettato tanto una telefonata ed ora che è arrivata se ne compiace. Unpo' troppo, per una collega che si ha modo di vedere tutti i giorni, o quasi. Tra l'altro e' per me inaccettabile che queste telefonate avvengano comunque in mia presenza e senza nessun riguardo per lui che sta lavorando ed anche per me che sto lavorando con lui. Non capisco perchè lui glielo permetta, perchè non le dica, come ritengo avrebbe dovuto fare, di richiamare in altra ora. Lì per lì ho fatto come sempre, vale a dire non ho commentato pur assumendo un atteggiamento freddo e distaccato, ma quando lui mi ha fatto capire attraverso baci e carezze che voleva un rapporto, mi sono rifiutata, ben decisa, stavolta, a parlare. L'ho invitato ad essere chiaro, a dirmi la verità su questa persona che stava diventando, stando alla quantità di volte in cui non richiesto me la nominava, mostrandomi la sua foto e quella dei suoi figli che tiene nel cellulare insieme a quelle del figlio legittimo, e adesso facendomi ascoltare anche le loro telefonate, sempre più ingombrante, almeno in casa mia. E che, permettendole di farle, stava dimostrando un'assoluta mancanza di rispetto, e di sensibilità nei miei confronti. Come fanno tutti gli uomini in queste situazioni, ha ovviamente negato, dicendo le solite frasi "sei gelosa, è solo una collega (che tra l'altro vede tutti i giorni), sei veramente una grande regista per mettere su tutto questo, ecc.). Ho risposto che prima di essere gelosa sono una persona che tiene molto alla sua dignità. Che, se mi riteneva una grande regista, lui si era però dimostrato un pessimo attore, e che a prescindere da tutto, non mi prestavo ad essere la "ruota di scorta". Del resto, se come suppongo ha un'altra, i rapporti intimi ora può tranquillamente averli con l'altra, io non sono la moglie. Quale dovrebbe essere, infatti, il mio ruolo? Se ne è andato incupito. Ed io mi sento distrutta. Se ha un'altra relazione perchè non dirmelo apertamente? Io, essendo una donna educata tradizionalmente, non ho mai preso "iniziative" con gli uomini, neppure quando ero più giovane. Dunque, si è trovato anche facilitato, in questo senso, io avevo già capito, non c'era bisogno che mi facesse del male. Come è potuto cambiare così? E quale dovrebbe essere ora, il mio comportamento se queste telefonate dovessero continuare ( sempre che io lo riveda)? Non so immaginare, infatti, se e quando lo rivedrò avendo lasciato del lavoro in sospeso, non credo vorrà riparlarne e neppure io, avendo già detto ciò che ho ritenuto fosse giusto dire per me, ma non si sa mai. Potreste rispondermi? Vi ringrazio, la mia sofferenza è immensa.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la situazione tra voi è quella tra due persone che condividono un'intimità sessuale, unica soluzione considerata da lei possibile vista la differenza di età (che lei cita come un ostacolo) e visto il fatto che anche lui non ha mai chiesto cambiamenti da questo punto di vista. Purtroppo questa differenza di età non la mette però al riparo dalla sofferenza che prova per comportamenti di quest'uomo che non seguono delle modalità che lei si attende da lui e che la feriscono. Sono ormai molti anni che continua la vostra relazione intima e pertanto lei si è già comportata e ha fatto domande considerando cosa la fa soffrire o cosa la fa sentire di non essere trattata come vorrebbe. Certo, immagino ci siano dei timori collegati a questo tipo di scelta che rendono più difficile capire cosa fare ora. Mi sembra che queste difficoltà rispecchino un pò la durezza del momento che lei descrive adesso e che rende così arduo capire come muoversi, chiedendo quini un'attenta riflessione. Nella speranza di esserle stata un pò utile, la saluto augurandole il meglio, dott.ssa Rachele Petrini
Buongiorno . Io 43 anni maschio,lei 22 femmina. Ci siamo conosciuti sul posto di lavoro,lei per molto tempo prima di iniziare il suo turno mi passa sempre a trovare e stiamo insieme anche 1 ora quasi tutti i giorni a parlare di svariate cose,lei ha molti ragazzi che la corteggiano ed il suo telefono sembra un centralino,in questi mesi io nn ho mai spinto per sapere cosa volesse in più da me,credo che una ragazza nn perda tempo per 8 mesi se nn interessata. Un giorno mi chiede un passaggio in macchina e siamo finiti a casa mia,ma senza secondi fini da parte mia,siamo stati un po' lì e complice un po' di alcol le ho fatto capire che l'avrei voluta baciare,lei rispose sulla guancia e che la differenza di età la spaventa,io nn ho insistito e così è stato. Le cose sono poi continuate come sempre per mesi,cioè passa a trovarmi ,poi per alcuni giorni si allontana,poi magari mi scrive ,torna a salutarmi al lavoro,nel frattempo conosce ragazzi della sua età ,sparisce per un po' e poi torna. Fino a 10 giorni fa dove dopo alcuni rinvii mi propone una giornata al mare,io accetto andiamo e passiamo una bellissima giornata insieme dove c'è stato anche 2 baci appassionati,verso sera lei propone di rimanere anche il giorno dopo,ma io per motivi di lavoro nn potevo (mannaggia) Rientriamo a casa passano 3 giorni di totale distacco poi ci rivediamo e tutto è ricominciato come se nulla fosse,io mi aspettavo dopo la gita un cambio di passo. Ora il discorso è questo io vedo in lei dei tira e molla continui e nn capisco come regolarmi,vederla con altri ragazzi mi dispiace ,ma nn posso certo impedire ad una ragazza di vivere i suoi anni,però mi inizia a logorare questa cosa,mi piacerebbe un rapporto più chiaro,ma i suoi tura e molla nn lo consentono.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, mi sembra significativo quello che lei scrive alla fine del suo racconto. Questa ragazza sembra stia un pò dettando i tempi della vostra frequentazione e questi tempi, la stanno logorando. Si tratta di capire quanto lei può resistere a questo modo di fare, nella speranza che la cosa prenda una piega diversa. Lei, mi sembra non senta di poter chiedere nulla, tanto che dice di "non poter impedire a una ragazza di vivere i suoi anni". Al contempo spera che le cose possano cambiare ma sembra tutto dipendere da questa ragazza. Per cui può valutare quanto può ancora aspettare, quanto ne vale secondo lei la pena consapevole del fatto che, per quanto scrive, non c'è nessuna certezza di un esito positivo di questa storia. un in bocca al lupo per tutto, dott.ssa Rachele Petrini
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa…