L'idea di arrivare a 25 anni senza esperienze in campo relazionale mi pesa tantissimo. Ho 24 anni e

L'idea di arrivare a 25 anni senza esperienze in campo relazionale mi pesa tantissimo. Ho 24 anni e tra pochi mesi ne farò 25, non ho mai avuto una ragazza, mai dato un bacio, mai un appuntamento e, ovviamente, sono vergine. Il pensiero di arrivare a 25 anni senza aver mai fatto niente, mi fa venir voglia di morire. Non voglio andare da una prostituta. Sono indietro anche in altre cose, come ad esempio con l'università e con il lavoro (nel senso che non lavoro), ma la cosa che mi pesa di più in questo momento è questo di non aver mai avuto una ragazza, e so anche che è stupido, che dovrei concentrarmi sullo studio e tutto il resto ma è così. So anche di dover migliorare tantissimo prima di intraprendere una relazione, primo fra tutti sono molto disordinato e vorrei migliorare su questo aspetto, poi dovrei sicuramente migliorare anche il mio fisico. Mi vedo bruttissimo e anche quando provo a migliorarmi un pochettino, magari tagliando la barba o provando un taglio nuovo, non miglioro e mi viene da piangere e non riesco a guardarmi allo specchio. Anche se a volte magari riesco a vedermi un po' più accettabile a dire il vero, ma poi vedo le foto che mi fanno, vedo come esco male, soprattutto quando sorrido e mi deprimo. L'idea che possa piacere a una ragazza mi sembra impossibile e mi sentirei anche un po' preso in giro se qualcuna mi dicesse che le piaccio. Poi mi imbarazzerebbe dire che non ho esperienze alla mia età e so anche che verrebbe visto in malo modo, e anche se dovesse succedere per un miracolo, mi sentirei per sempre in ritardo e non cambierà mai il fatto che avrò avuto la mia prima esperienza a più di 25 anni, cosa che ripeto, attualmente mi sembra impossibile.

2 risposte


Gentile utente, leggo tanta sofferenza nelle sue parole. Sicuramente un percorso di supporto psicologico può esserle utile. Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi

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Salve, dalle sue parole emerge una sofferenza profonda, che merita di essere ascoltata con attenzione. Mi ha colpito, in particolare, quando scrive che il pensiero di arrivare a 25 anni senza esperienze relazionali le fa "venir voglia di morire": al di là del significato preciso che questa espressione ha per lei, è un segnale di quanto questo tema stia incidendo sul suo benessere emotivo. Leggendo il suo racconto, ho l'impressione che la questione non riguardi soltanto il non aver mai avuto una relazione. Sembra piuttosto che questo aspetto sia diventato il simbolo di un giudizio molto severo nei confronti di se stesso. Lei parla infatti anche dell'università, del lavoro, del suo aspetto fisico, del disordine, descrivendo diverse aree della sua vita come se fossero la prova di essere "indietro" rispetto agli altri. Può essere utile chiedersi come si sia costruita nel tempo questa idea di essere in ritardo. Rispetto a chi sente di esserlo? Quali modelli, confronti o aspettative hanno contribuito a farle vivere i 25 anni come una sorta di scadenza entro cui dimostrare qualcosa sul proprio valore? A volte il rischio è che la relazione venga vissuta come ciò che finalmente dovrebbe confermare di essere "abbastanza": abbastanza bello, abbastanza interessante, abbastanza degno di essere scelto. Tuttavia, quando una relazione viene caricata di questo significato, il timore del rifiuto può diventare ancora più intenso e rendere difficile avvicinarsi agli altri con spontaneità. Mi colpisce anche un altro aspetto del suo racconto: nonostante descriva alcuni momenti in cui riesce a vedersi "più accettabile", sembra che il suo sguardo torni rapidamente a cercare le conferme di ciò che teme, ad esempio attraverso le fotografie o il confronto con gli altri. Questo lascia pensare che il problema non sia soltanto il suo aspetto, ma il modo in cui guarda se stesso. Credo che, in questo momento, sarebbe importante non affrontare tutto questo da solo. Un percorso terapeutico potrebbe offrirle uno spazio in cui esplorare come si siano costruite queste convinzioni su di sé, sulle relazioni e sul proprio valore, aiutandola a dare un significato diverso a ciò che oggi vive come un fallimento personale. Le esperienze affettive, ma quelle di vita in generale, non seguono un calendario uguale per tutti. Ciò che fa la differenza non è l'età in cui iniziano, ma il modo in cui ciascuno arriva a costruire relazioni nelle quali possa sentirsi accolto e riconosciuto per ciò che è. Un caro saluto, Dott.ssa Piras

Dott.ssa Luana Piras

Dott.ssa Luana Piras

psicologo

Quartu Sant'Elena

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