Buonasera,sono una signora che ha scritto circa 20 gg fa ,ed ho ricevuto molti consigli da parte vos
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Buonasera,sono una signora che ha scritto circa 20 gg fa ,ed ho ricevuto molti consigli da parte vostra,che in qualche modo mi hanno fatto sentire per un momento piu tranquilla...nel momento in cui vi ho scritto,ero abbattuta ed ho scritto in una maniera molto sintetica.avrei piacere di raccontare la mia parte di vita che non sono riuscita a scrivere,perche'magari altre donne possono capire che siamo davvero forti se vogliamo e che per i figli soprattutto siamo disposte a tutto...ho 54 anni,sono cresciuta in una famiglia molto semplice.ma la mia ambizione e la mia grande forza di volonta' di fare,imparare,mi ha portata gia'a 24 anni a buttarmi in una gestione di bar,dopo avere fatto diverse esperienze stagionali gia' dai 16 anni e aver contemporaneamente frequentato la scuola alberghiera.ho trascinato i miei genitori con me nella gestione del bar,ed insegnai loro il mestiere.i miei avevano circa 50 anni.li lasciai soli dopo 4 anni a gestirlo,per poi andare a gestirne un altro da sola ,e lavoravo 18 ore al gg.premetto che tutti i locali da me gestiti ,pagando un affitto,funzionavano.avevo a mio avviso,un buon modo,e adoravo il mio lavoro.e ammettiamo anche che ho sempre avuto una bella presenza che non guasta.in questo bar ,conobbi il mio futuro marito,che dopo 9 mesi di conoscenza mi misecincinta .avevo 29 anni.dovetti dopo neanche due anni di gestione,con gran dispiacere lasciarlo.mi sposai e lui mi porto a vivere vicino a milano che ero di 7 mesi.pensai di costruirmi una nuova vita,ma con la nascita di mia figlia ,iniziarono i problemi.lui aveva gia un altra o altre,e io feci venire a milano i miei per 5 mesi per aiutarmi con mia figlia.un gg che i miei erano fuori,lui torno e mi pesto'mandandomi all ospedale con un timpano perforato,e dovetti andarmene con mia figlia di due anni,i miei testimoniarono in tribunale per me ,fu denunciato,ma spari,ed economicamente non ho risolto ,perche non ho mai avuto aiuti,nonostante una sentenza.portai mia figlia dai miei nel veneto,ed io tornai dopo qualche mese al mio lavoro a 200 km dai miei,per poter iniziare da capo,senza che mi conoscesse nessuno.dopo 6 mesi trovai tre lavori in contemporanea e trovai casa in affitto e mi portai mia figlia e i miei,perche mi permettessero di lavorare e crescermi la figlia.cosi feci per otto anni,sempre solo lavoro per me.i miei d altri tempi mi dicevano noi ti cresciamo la figlia e "tu paghi",cosi mantenevo tutti e il tutto...arrivai a 38vanni a gestire un terzo bar con 22 ore di apertura al gg,lavorava e molto,ma le invidie dei bar vicini e le cattiverie,tra finanza,controlli,furti,ispettorato,mi esaurirono,e a 40 anni dallo stress ,dovetti mollare un po la presa,perche mi scoppio questo ipotiroidismo,che mi dava stanchezza cronica,perdita di capelli ecc...prima di lasciare questo bar,conobbi un uomo che mi fece andare a vivere con lui ma che dopo 8 mesi mori'di un male fulminante.nel frattempo avevo lasciato il bar ,i miei tornarono a casa loro,anche se non volevano,e mia figlia dopo anni chiesi a suo padre che si era fatto vivo poco tempo prima,di tenermela per un paio d anni per riprendermi io.lui aveva un altra famiglia.io mi trovai senza lavoro e senza casa...e non potei fare altro che iniziare il lavoro piu antico del mondo.trovai un piccolo appartamento dove facevo incontri,e nonostante tutto,mi sentivo che potevo respirare,pensare un po a me stessa e anche se puo sembrare non normale,conobbi uomini,che divennero alcuni poi conoscenti,amici,e ho sempre portato rispetto e sono stata comunque rispettata .quando avevo 42 anni conobbi in un altro contesto il mio attuale compagno,che dopo 8 mesi mi disse di mollare tutto e che avrebbe pensato lui a me.cosi e stato.l anno dopo venne anche mia figlia che aveva fatto 4 anni con il papa ma non essendo considerata.quando mi trasferii da lui,la sua ex moglie,forse gelosa,inizio a farci cattiverie,creando insofferenze e motivi di litigio tra di noi le acque si calmarono dopo un paio di anni,ma nel 2020 mori mio papa,poi tutti i fratelli di mia mamma e nel 2022 anche il papa di mia figlia.mia mamma dal dispiacere ha perso la memoria ,ed essendo diabetica,ho dovuto portarla con me con i suoi 53 anni di vita insieme a mio papa.cioe pirtando via tutto .ora e con me da tre anni...un disastro...non vivo piu'...e l unica peraona sulla quale pensavo di poter un attimo fare conto,cioe il mio compagno,mi ha tradita virtualmente e nascosto altre cose...e tutto cio l ha scoperto mia figlia...percio io sono andata giu moralmente,fermandomi a letto una settimana.ora sto meglio.ma il mio cuore e' un po spezzato....
Cara,
quello che racconti è una storia di resilienza enorme. Hai affrontato sfide straordinarie, responsabilità immense, perdite e tradimenti, eppure sei sempre riuscita a rialzarti e a prenderti cura di te stessa e della tua famiglia. Psicodinamicamente, tutto questo ha creato dentro di te un nucleo di forza e autonomia, ma anche un accumulo di dolore, stanchezza e sentimenti feriti che ora emergono. Il cuore spezzato che senti non è debolezza: è il segno che hai dato tanto e che ora hai bisogno di riconoscere e elaborare le tue ferite emotive, non solo di sopravvivere.
Un percorso psicoterapico può aiutarti a mettere ordine dentro questo vissuto complesso, accogliere la tristezza e il dolore, e ritrovare uno spazio in cui pensare a te stessa e al tuo benessere, senza dover sempre fare fronte a tutto da sola. Non diminuisce la tua forza: la rafforza, permettendoti di vivere anche la vita emotiva che meriti. Resto a disposizione
quello che racconti è una storia di resilienza enorme. Hai affrontato sfide straordinarie, responsabilità immense, perdite e tradimenti, eppure sei sempre riuscita a rialzarti e a prenderti cura di te stessa e della tua famiglia. Psicodinamicamente, tutto questo ha creato dentro di te un nucleo di forza e autonomia, ma anche un accumulo di dolore, stanchezza e sentimenti feriti che ora emergono. Il cuore spezzato che senti non è debolezza: è il segno che hai dato tanto e che ora hai bisogno di riconoscere e elaborare le tue ferite emotive, non solo di sopravvivere.
Un percorso psicoterapico può aiutarti a mettere ordine dentro questo vissuto complesso, accogliere la tristezza e il dolore, e ritrovare uno spazio in cui pensare a te stessa e al tuo benessere, senza dover sempre fare fronte a tutto da sola. Non diminuisce la tua forza: la rafforza, permettendoti di vivere anche la vita emotiva che meriti. Resto a disposizione
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Buonasera
la sua è una storia di grande forza e resilienza. Ha attraversato lutti, difficoltà economiche, responsabilità familiari e tradimenti e, nonostante tutto, ha sempre trovato il modo di rialzarsi e proteggere sua figlia. Questo dice molto della sua capacità di resistere e di lottare. E' comprensibile che oggi si senta stanca e con il cuore ferito. Dopo tanti anni in cui ha dovuto "tenere tutto in piedi"; è naturale che un nuovo tradimento riapra ferite profonde legate alla fiducia e alla sicurezza affettiva. Il punto ora non è solo capire cosa fare nella relazione ma prendersi uno spazio per elaborare il dolore accumulato nel tempo. Il fatto che riesca a raccontare la sua storia è già un segnale di consapevolezza e desiderio di cambiamento. Un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla a mettere al centro finalmente i suoi bisogni.
Un cordiale saluto
la sua è una storia di grande forza e resilienza. Ha attraversato lutti, difficoltà economiche, responsabilità familiari e tradimenti e, nonostante tutto, ha sempre trovato il modo di rialzarsi e proteggere sua figlia. Questo dice molto della sua capacità di resistere e di lottare. E' comprensibile che oggi si senta stanca e con il cuore ferito. Dopo tanti anni in cui ha dovuto "tenere tutto in piedi"; è naturale che un nuovo tradimento riapra ferite profonde legate alla fiducia e alla sicurezza affettiva. Il punto ora non è solo capire cosa fare nella relazione ma prendersi uno spazio per elaborare il dolore accumulato nel tempo. Il fatto che riesca a raccontare la sua storia è già un segnale di consapevolezza e desiderio di cambiamento. Un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla a mettere al centro finalmente i suoi bisogni.
Un cordiale saluto
Gentile signora, la ringrazio per avere condiviso questa parte di vita. Nelle sue parole leggo molto impegno e determinazione, nonché coraggio per avere affrontato la denuncia del suo ex marito. Quello che prova mi sembra coerente con le vicende attuali e col modo in cui ha affrontato le situazioni in passato. La inviterei a cercare un professionista con cui instaurare una relazione di fiducia sicura, per sperimentare uno spazio solo per se stessa.
Buonasera, grazie per aver trovato la forza di raccontare una parte così importante e profonda della sua storia. Dalle sue parole emerge una vita attraversata da prove durissime, cambiamenti continui, perdite, responsabilità enormi e momenti in cui ha dovuto rialzarsi praticamente da sola. Non è soltanto un racconto di sofferenza, ma anche di straordinaria capacità di adattamento, di determinazione e di amore verso sua figlia e verso le persone di cui si è presa cura. Spesso chi legge dall’esterno vede solo il presente e non immagina quanta strada sia stata fatta per arrivare fin qui. Lei ha vissuto situazioni che avrebbero piegato molte persone. Violenza, separazioni, lutti, precarietà economica, sacrifici lavorativi estremi e il peso di dover essere contemporaneamente madre, figlia e sostegno per tutti. Quando per anni si vive in modalità sopravvivenza, concentrati sul fare e sul resistere, la mente mette da parte tante emozioni per andare avanti. Arriva però un momento in cui il corpo e il cuore chiedono spazio, chiedono di fermarsi e di essere ascoltati. Quel periodo a letto che racconta non è un segno di debolezza, ma spesso è il modo con cui la persona prende atto di quanto sia stanca dopo aver portato sulle spalle troppo a lungo. Il dolore che prova oggi per il comportamento del suo compagno è comprensibile. Dopo tutto quello che ha attraversato, probabilmente rappresentava un porto sicuro, qualcuno su cui finalmente potersi appoggiare senza dover sempre essere lei quella forte. Quando la fiducia viene incrinata, soprattutto dopo aver abbassato le difese e aver permesso a qualcuno di prendersi cura di noi, la ferita tocca parti molto profonde. Non riguarda solo il presente, ma riattiva anche tutte le volte in cui si è sentita tradita, lasciata sola o costretta a cavarsela senza aiuto. È importante però che non perda di vista un aspetto fondamentale. Lei non è definita dalle scelte difficili che ha dovuto fare per sopravvivere o proteggere sua figlia. Ha fatto ciò che in quel momento le ha permesso di andare avanti e garantire dignità a sé stessa e a chi amava. Il senso di colpa spesso arriva quando si guarda il passato con gli occhi di oggi, ma allora lei aveva altre risorse, altri bisogni e altre urgenze. C’è molta più forza che errore nel suo percorso. Adesso si trova in una fase diversa della vita. Non è più il tempo solo della lotta e della resistenza. Sta emergendo un bisogno legittimo di serenità, rispetto emotivo e riconoscimento. La presenza di sua madre, con tutte le difficoltà che comporta, richiede energie enormi e può portare facilmente a sentirsi intrappolati, senza spazio personale. Quando una persona si prende cura di tutti per anni rischia di dimenticare che anche lei ha diritto ad essere sostenuta. Il cuore spezzato che descrive non è soltanto per un tradimento virtuale, ma per la paura di tornare ancora una volta sola dopo aver sperato di potersi finalmente fermare. È una paura comprensibile. Allo stesso tempo la sua storia dimostra che dentro di lei esiste una capacità di ricostruzione incredibile. Non significa che debba continuare a sopportare o a stringere i denti, ma che può iniziare a chiedersi cosa desidera davvero per questa nuova fase della sua vita, quali confini vuole mettere e che tipo di relazione sente di meritare. Il fatto che abbia deciso di raccontarsi e di condividere la sua esperienza è già un segnale importante. Parlare, magari anche in uno spazio protetto e continuativo con un professionista, può aiutarla non solo a elaborare il dolore attuale ma soprattutto a smettere di vivere sempre in funzione delle emergenze degli altri. Dopo tanti anni dedicati a salvare situazioni e persone, può iniziare lentamente a prendersi cura anche delle sue emozioni, senza sentirsi egoista per questo. Non sta sbagliando a sentirsi ferita, né a desiderare rispetto e tranquillità. A volte la vera forza non è continuare a resistere, ma concedersi di essere vulnerabili e scegliere ciò che fa stare bene davvero. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso con tanta fiducia e profondità parti così significative e dolorose della sua storia. Dal suo racconto emerge una grande forza, una straordinaria capacità di resilienza e un forte senso di responsabilità verso sua figlia e la sua famiglia, anche nei momenti più difficili e complessi della vita.
Allo stesso tempo, è comprensibile che le numerose prove affrontate, le perdite, le delusioni e le responsabilità che oggi porta sulle spalle possano aver lasciato in lei stanchezza emotiva, sofferenza e un senso di smarrimento. Quando il “cuore è spezzato”, come lei descrive, può essere importante trovare uno spazio protetto in cui prendersi cura di sé, dare voce al proprio dolore e riorganizzare le proprie risorse interiori.
Il suo desiderio di raccontarsi e di trovare un senso alla propria esperienza è già un passo importante verso una maggiore consapevolezza e un possibile benessere. Un percorso psicologico può aiutarla a elaborare quanto vissuto, sostenere il peso emotivo che sta affrontando e aiutarla a ritrovare equilibrio e serenità.
Se lo desidera, non esiti a chiedere un supporto professionale: non deve affrontare tutto questo da sola.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
la ringrazio per aver condiviso con tanta fiducia e profondità parti così significative e dolorose della sua storia. Dal suo racconto emerge una grande forza, una straordinaria capacità di resilienza e un forte senso di responsabilità verso sua figlia e la sua famiglia, anche nei momenti più difficili e complessi della vita.
Allo stesso tempo, è comprensibile che le numerose prove affrontate, le perdite, le delusioni e le responsabilità che oggi porta sulle spalle possano aver lasciato in lei stanchezza emotiva, sofferenza e un senso di smarrimento. Quando il “cuore è spezzato”, come lei descrive, può essere importante trovare uno spazio protetto in cui prendersi cura di sé, dare voce al proprio dolore e riorganizzare le proprie risorse interiori.
Il suo desiderio di raccontarsi e di trovare un senso alla propria esperienza è già un passo importante verso una maggiore consapevolezza e un possibile benessere. Un percorso psicologico può aiutarla a elaborare quanto vissuto, sostenere il peso emotivo che sta affrontando e aiutarla a ritrovare equilibrio e serenità.
Se lo desidera, non esiti a chiedere un supporto professionale: non deve affrontare tutto questo da sola.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Buongiorno, il cuore spezzato è il minimo che possa accadere in un momento tale in cui la sua vita è stata attraversata da profondi cambiamenti fisici, logistici e mentali. Chapeau!
Gentile Signora,
la ringrazio per aver condiviso una storia di vita così intensa e complessa. Dal suo racconto emergono una forza straordinaria, una grande capacità di sacrificio e una resilienza costruita in anni di responsabilità precoci, lavoro durissimo, violenze subite, perdite affettive importanti e continui cambiamenti. Tutto questo, nel tempo, lascia inevitabilmente delle “ferite emotive”.
È comprensibile che oggi si senta stanca, svuotata e con il cuore spezzato: ha dovuto reggere a lungo da sola il peso della sopravvivenza, della maternità, del lutto, della malattia di sua madre e, ora, della delusione nel rapporto di coppia. Il tradimento (anche se “virtuale”) non è mai solo un fatto in sé: riattiva spesso vecchie ferite di abbandono, sfiducia e insicurezza, soprattutto in chi ha già vissuto relazioni violente o tradimenti reali. Il fatto che sua figlia ne sia venuta a conoscenza aggiunge un ulteriore carico emotivo, perché lei si trova a dover proteggere anche il suo dolore.
Il periodo di “blocco” a letto che descrive è un segnale importante: il corpo e la mente, dopo anni di iper-responsabilità, stanno chiedendo una pausa e un contenimento. Non è debolezza, ma un campanello d’allarme. In questo momento può essere utile:
riconoscere i suoi limiti senza giudicarsi;
ritagliarsi spazi minimi ma regolari per sé (riposo, ascolto delle emozioni, piccole attività che le restituiscano un senso di identità oltre i ruoli di figlia, madre, compagna, caregiver);
non affrontare tutto da sola: il carico che sta sostenendo è oggettivamente molto elevato.
Il suo percorso di vita mostra che ha risorse enormi, ma nessuno può reggere per sempre senza un sostegno. Per questo è consigliabile approfondire la sua situazione con uno specialista, che possa aiutarla a elaborare i traumi vissuti, i lutti, la delusione affettiva e a ritrovare uno spazio personale di cura e dignità emotiva, anche rispetto alla relazione attuale e al rapporto con sua figlia.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
la ringrazio per aver condiviso una storia di vita così intensa e complessa. Dal suo racconto emergono una forza straordinaria, una grande capacità di sacrificio e una resilienza costruita in anni di responsabilità precoci, lavoro durissimo, violenze subite, perdite affettive importanti e continui cambiamenti. Tutto questo, nel tempo, lascia inevitabilmente delle “ferite emotive”.
È comprensibile che oggi si senta stanca, svuotata e con il cuore spezzato: ha dovuto reggere a lungo da sola il peso della sopravvivenza, della maternità, del lutto, della malattia di sua madre e, ora, della delusione nel rapporto di coppia. Il tradimento (anche se “virtuale”) non è mai solo un fatto in sé: riattiva spesso vecchie ferite di abbandono, sfiducia e insicurezza, soprattutto in chi ha già vissuto relazioni violente o tradimenti reali. Il fatto che sua figlia ne sia venuta a conoscenza aggiunge un ulteriore carico emotivo, perché lei si trova a dover proteggere anche il suo dolore.
Il periodo di “blocco” a letto che descrive è un segnale importante: il corpo e la mente, dopo anni di iper-responsabilità, stanno chiedendo una pausa e un contenimento. Non è debolezza, ma un campanello d’allarme. In questo momento può essere utile:
riconoscere i suoi limiti senza giudicarsi;
ritagliarsi spazi minimi ma regolari per sé (riposo, ascolto delle emozioni, piccole attività che le restituiscano un senso di identità oltre i ruoli di figlia, madre, compagna, caregiver);
non affrontare tutto da sola: il carico che sta sostenendo è oggettivamente molto elevato.
Il suo percorso di vita mostra che ha risorse enormi, ma nessuno può reggere per sempre senza un sostegno. Per questo è consigliabile approfondire la sua situazione con uno specialista, che possa aiutarla a elaborare i traumi vissuti, i lutti, la delusione affettiva e a ritrovare uno spazio personale di cura e dignità emotiva, anche rispetto alla relazione attuale e al rapporto con sua figlia.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
Buonasera, grazie per aver condiviso la sua storia. Ha avuto una vita davvero dura e mi dispiace che lei e sua figlia ancora non abbiate trovato serenità, cosa davvero importante per crescere sua figlia e per stare bene anche lei e viceversa. Dalla sua storia traspare chiaramente la sua forza e che ha tante risorse, ma anche che è una donna stanca e che, non può farsi carico di tutto. Magari potrebbe sentire qualcuno per farsi supportare e cercare di creare una rete che l'aiuti. L'abbraccio
Grazie innanzitutto per aver condiviso la sua storia, così intensa. Quello che arriva è tuttaltro che mancanza di forza, ma tanta vita dentro di lei che le ha permesso di fare, gestire, agire, iniziare e ri iniziare. Deve essere stato e deve essere tuttora molto faticoso portare il peso di tutto sulle spalle. Se non ci fosse questo peso, d'altronde, ha mai pensato come potrebbe sentirsi e come potrebbe vivere le sue giornate? Perchè non concedersi uno spazio di ascolto all'interno di un percorso psicologico? E' possibile anche farlo in modalità telematica, online. Si conceda un aiuto, oltre a dispensare lei in prima persona l'aiuto all'altro.
Gentile Signora,
la ringrazio per aver scelto di condividere questi frammenti così densi e dolorosi della sua vita. Leggendo le sue parole, emerge l'immagine di una donna che è stata per decenni un "motore" inarrestabile: ha sostenuto i genitori, ha costruito attività dal nulla, ha protetto sua figlia e ha affrontato tradimenti e lutti con una determinazione fuori dal comune.
Lei scrive che siamo "forti se vogliamo", ed è vero, lei ne è la prova vivente. Tuttavia, sembra che per tutta la vita lei abbia dovuto occuparsi del benessere e della sopravvivenza di tutti, tranne che della sua. È come se avesse dedicato ogni energia a "gestire" (locali, persone, crisi), finché il corpo (con l'ipotiroidismo) e il cuore (con le recenti delusioni) non le hanno chiesto il conto.
Il fatto che lei si sia fermata a letto una settimana non è un segno di debolezza, ma il grido di un sistema che ha terminato le scorte di energia. Il tradimento del suo compagno, unito al peso della cura di sua madre e ai fantasmi del passato, l'ha colpita proprio nel bisogno di poter finalmente "fare conto su qualcuno".
Nel mio lavoro, mi occupo spesso di aiutare persone che, come lei, hanno imparato a funzionare solo "correndo" e curando gli altri, finendo per perdere il contatto con i propri bisogni e con la propria identità profonda. Il "cuore spezzato" di cui parla merita uno spazio protetto dove essere accolto, non per essere di nuovo forte, ma per essere, finalmente, ascoltata.
Se sente il desiderio di riprendere in mano le fila della sua storia in un modo nuovo, meno faticoso, io sono a sua disposizione nel mio studio di Reggio Calabria (o anche online). Potremmo lavorare insieme per far sì che lei non debba più solo "resistere", ma possa ricominciare a vivere per se stessa.
Un cordiale saluto.
la ringrazio per aver scelto di condividere questi frammenti così densi e dolorosi della sua vita. Leggendo le sue parole, emerge l'immagine di una donna che è stata per decenni un "motore" inarrestabile: ha sostenuto i genitori, ha costruito attività dal nulla, ha protetto sua figlia e ha affrontato tradimenti e lutti con una determinazione fuori dal comune.
Lei scrive che siamo "forti se vogliamo", ed è vero, lei ne è la prova vivente. Tuttavia, sembra che per tutta la vita lei abbia dovuto occuparsi del benessere e della sopravvivenza di tutti, tranne che della sua. È come se avesse dedicato ogni energia a "gestire" (locali, persone, crisi), finché il corpo (con l'ipotiroidismo) e il cuore (con le recenti delusioni) non le hanno chiesto il conto.
Il fatto che lei si sia fermata a letto una settimana non è un segno di debolezza, ma il grido di un sistema che ha terminato le scorte di energia. Il tradimento del suo compagno, unito al peso della cura di sua madre e ai fantasmi del passato, l'ha colpita proprio nel bisogno di poter finalmente "fare conto su qualcuno".
Nel mio lavoro, mi occupo spesso di aiutare persone che, come lei, hanno imparato a funzionare solo "correndo" e curando gli altri, finendo per perdere il contatto con i propri bisogni e con la propria identità profonda. Il "cuore spezzato" di cui parla merita uno spazio protetto dove essere accolto, non per essere di nuovo forte, ma per essere, finalmente, ascoltata.
Se sente il desiderio di riprendere in mano le fila della sua storia in un modo nuovo, meno faticoso, io sono a sua disposizione nel mio studio di Reggio Calabria (o anche online). Potremmo lavorare insieme per far sì che lei non debba più solo "resistere", ma possa ricominciare a vivere per se stessa.
Un cordiale saluto.
Buonasera,
la ringrazio per aver scelto di raccontare con più profondità la sua storia. Si percepisce tutta la forza, la determinazione e il coraggio con cui ha attraversato esperienze molto dure, spesso contando solo sulle sue risorse. Dalle responsabilità lavorative fin da giovanissima, alla violenza subita, alla crescita di sua figlia, alle perdite importanti e alla gestione della malattia di sua madre: il filo conduttore che emerge è la sua capacità di reagire.
È comprensibile però che, dopo una vita trascorsa a “tenere tutto in piedi”, oggi senta la stanchezza e una fragilità più esposta. Quando per anni si è stati forti per necessità, può arrivare un momento in cui il peso accumulato presenta il conto. Il tradimento, anche se virtuale, tocca un punto molto delicato: quello della fiducia e dell’appoggio emotivo..
Il fatto che si sia fermata una settimana a letto racconta quanto fosse profonda la ferita, ma anche quanto il suo corpo le abbia forse chiesto di fermarsi dopo anni di corsa continua. Non è debolezza: è un segnale di sovraccarico.
Forse oggi la domanda non è più solo “quanto sono stata forte?”, ma “chi si prende cura di me?”. Lei ha saputo fare moltissimo per gli altri; può essere questo il momento di concedersi uno spazio personale di sostegno, dove non debba essere quella che regge tutto, ma possa sentirsi ascoltata e sostenuta.
Il suo cuore può sentirsi spezzato, ma la sua storia racconta anche una grande capacità di rialzarsi. Questa forza non è scomparsa: merita solo di essere affiancata da cura e protezione verso se stessa.
Resto a disposizione,
un caro saluto.
Dott.ssa Elena Dati
la ringrazio per aver scelto di raccontare con più profondità la sua storia. Si percepisce tutta la forza, la determinazione e il coraggio con cui ha attraversato esperienze molto dure, spesso contando solo sulle sue risorse. Dalle responsabilità lavorative fin da giovanissima, alla violenza subita, alla crescita di sua figlia, alle perdite importanti e alla gestione della malattia di sua madre: il filo conduttore che emerge è la sua capacità di reagire.
È comprensibile però che, dopo una vita trascorsa a “tenere tutto in piedi”, oggi senta la stanchezza e una fragilità più esposta. Quando per anni si è stati forti per necessità, può arrivare un momento in cui il peso accumulato presenta il conto. Il tradimento, anche se virtuale, tocca un punto molto delicato: quello della fiducia e dell’appoggio emotivo..
Il fatto che si sia fermata una settimana a letto racconta quanto fosse profonda la ferita, ma anche quanto il suo corpo le abbia forse chiesto di fermarsi dopo anni di corsa continua. Non è debolezza: è un segnale di sovraccarico.
Forse oggi la domanda non è più solo “quanto sono stata forte?”, ma “chi si prende cura di me?”. Lei ha saputo fare moltissimo per gli altri; può essere questo il momento di concedersi uno spazio personale di sostegno, dove non debba essere quella che regge tutto, ma possa sentirsi ascoltata e sostenuta.
Il suo cuore può sentirsi spezzato, ma la sua storia racconta anche una grande capacità di rialzarsi. Questa forza non è scomparsa: merita solo di essere affiancata da cura e protezione verso se stessa.
Resto a disposizione,
un caro saluto.
Dott.ssa Elena Dati
Ha attraversato violenza, perdite, sacrifici e responsabilità enormi: è comprensibile sentirsi oggi svuotata e ferita. Non è debolezza, ma la conseguenza di uno stress emotivo protratto nel tempo.
Il carico di cura per sua madre e la recente delusione affettiva sono pesi reali e difficili da sostenere da sola. Informarsi sui servizi territoriali e sul supporto ai caregiver può alleggerire concretamente la quotidianità. Anche la situazione di coppia merita di essere chiarita con calma, eventualmente con un aiuto esterno.
Dopo una vita passata a resistere e a prendersi cura degli altri, diventa fondamentale proteggere le proprie energie e ritagliarsi piccoli spazi personali senza sensi di colpa.
Il carico di cura per sua madre e la recente delusione affettiva sono pesi reali e difficili da sostenere da sola. Informarsi sui servizi territoriali e sul supporto ai caregiver può alleggerire concretamente la quotidianità. Anche la situazione di coppia merita di essere chiarita con calma, eventualmente con un aiuto esterno.
Dopo una vita passata a resistere e a prendersi cura degli altri, diventa fondamentale proteggere le proprie energie e ritagliarsi piccoli spazi personali senza sensi di colpa.
Buongiorno, leggendo quello che ha scritto capisco la sua grande stanchezza e il bisogno di poter riposare un pò; tante volte è stata lei a dare il via alle imprese della sua vita, mentre in altri casi, soprattutto nell'aspetto sentimentale, sembra che le cose siano accadute, piuttosto che decise. Capisco anche che lei, in qualche modo, stia cercando un aiuto che magari le dia più di un sollievo momentaneo. Potrebbe pensare che adesso è giunto il momento per capire cosa poter cambiare per evitare di essere travolta dagli eventi, ovviamente se possibile e riflettere quindi su quale tipo di aiuto potrebbe giovarle considerando le sue condizioni di vita attuali. le faccio intanto un in bocca al lupo, dott.ssa Rachele Petrini
Gentile utente,
è stata molto coraggiosa nel condividere la sua storia, segnata da diversi aspetti delicati e momenti non semplici.
Considerato il momento che sta attraversando e i numerosi elementi importanti che emergono dal suo racconto, credo che potrebbe beneficiare di un percorso psicologico, così da avere una persona al suo fianco che possa ascoltarla, aiutarla a elaborare quanto vissuto e, soprattutto, accompagnarla nel comprendere come procedere ora, affinché possa sentirsi il più possibile serena e appagata.
Se lo desidera, sono a disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Marta Romano
è stata molto coraggiosa nel condividere la sua storia, segnata da diversi aspetti delicati e momenti non semplici.
Considerato il momento che sta attraversando e i numerosi elementi importanti che emergono dal suo racconto, credo che potrebbe beneficiare di un percorso psicologico, così da avere una persona al suo fianco che possa ascoltarla, aiutarla a elaborare quanto vissuto e, soprattutto, accompagnarla nel comprendere come procedere ora, affinché possa sentirsi il più possibile serena e appagata.
Se lo desidera, sono a disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Marta Romano
Buonasera,
la sua storia è attraversata da esperienze molto intense e dolorose: violenza, ripartenze da zero, lutti importanti, responsabilità economiche e familiari, e ora la gestione quotidiana di una mamma fragile. È comprensibile che, dopo tanti anni passati a reggere e a occuparsi di tutti, una nuova ferita faccia crollare qualcosa dentro.
Dalle sue parole emerge una grande capacità di affrontare la vita, ma emerge anche quanto peso abbia portato sulle spalle per molto tempo, spesso senza potersi permettere di fermarsi davvero. A volte il corpo e l’umore che “si spengono” per qualche giorno non sono un segno di debolezza, ma un segnale di esaurimento emotivo.
Il tradimento che ha scoperto non tocca solo la fiducia nella relazione attuale: può riattivare la sensazione di non poter contare fino in fondo su qualcuno proprio quando avrebbe bisogno di sostegno. E questo fa male in modo profondo.
In questa fase, forse la domanda più importante non è “come faccio a resistere ancora?”, ma “chi si prende cura di me?”. Lei ha dimostrato per tutta la vita di saper lottare. Ora potrebbe essere il momento di concedersi uno spazio in cui non dover essere forte per forza.
Valuti, se le è possibile, un supporto psicologico personale: non perché lei sia fragile, ma perché la sua storia merita uno spazio di ascolto e di cura.
Un caro saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
la sua storia è attraversata da esperienze molto intense e dolorose: violenza, ripartenze da zero, lutti importanti, responsabilità economiche e familiari, e ora la gestione quotidiana di una mamma fragile. È comprensibile che, dopo tanti anni passati a reggere e a occuparsi di tutti, una nuova ferita faccia crollare qualcosa dentro.
Dalle sue parole emerge una grande capacità di affrontare la vita, ma emerge anche quanto peso abbia portato sulle spalle per molto tempo, spesso senza potersi permettere di fermarsi davvero. A volte il corpo e l’umore che “si spengono” per qualche giorno non sono un segno di debolezza, ma un segnale di esaurimento emotivo.
Il tradimento che ha scoperto non tocca solo la fiducia nella relazione attuale: può riattivare la sensazione di non poter contare fino in fondo su qualcuno proprio quando avrebbe bisogno di sostegno. E questo fa male in modo profondo.
In questa fase, forse la domanda più importante non è “come faccio a resistere ancora?”, ma “chi si prende cura di me?”. Lei ha dimostrato per tutta la vita di saper lottare. Ora potrebbe essere il momento di concedersi uno spazio in cui non dover essere forte per forza.
Valuti, se le è possibile, un supporto psicologico personale: non perché lei sia fragile, ma perché la sua storia merita uno spazio di ascolto e di cura.
Un caro saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Gentilissima, prima di tutto vorrei ringraziarla per aver condiviso parte della sua storia. Per quanto, immagino, abbia cercato di condensare tanti anni, pieni e complessi, è davvero riuscita a farmi emozionare. Nella vita ha sempre dovuto lottare, guadagnarsi ogni singolo centimetro mettendoci tutta sé stessa, cercando in ogni modo possibile di pensare, oltre che a lei, anche a sua figlia e alla sua famiglia. La sua è una storia di coraggio e perseveranza, purtroppo costellata di numerosi episodi estremamente complessi e, immagino, difficili da accettare. E' comprensibile che si sia sentita giù moralmente, talvolta costretta a letto per giorni o settimane, quello che ha dovuto sopportare è davvero qualcosa di traumatico e doloroso. Se possibile, le consiglierei di prendere in considerazione la possibilità di portare questi suoi vissuti in uno spazio di ascolto come una psicoterapia, in cui potrà sentirsi libera di portare fuori tutte queste emozioni e, seguendo i suoi tempi, lavorare su quello che ha vissuto all'interno di uno spazio che la sappia accogliere e dal quale non si senta giudicata. Lei ha mostrato molta forza di volontà, sia in questo racconto che, come si evince, in tutta la sua vita, ma ha avuto poche possibilità per fermarsi e dare ascolto anche a cosa per lei fosse davvero importante. Forse, oggi, può ripartire proprio da qui, dalle esperienze che ha vissuto e dal desiderio di un presente e un futuro finalmente diversi e più equilibrati.
Le auguro il meglio,
Dott. Alessandro Rigutti
Le auguro il meglio,
Dott. Alessandro Rigutti
Buonasera,
grazie per aver condiviso il suo stato d'animo.
Lei ha attraversato una vita piena di sfide e sacrifici straordinari, affrontando perdite, ingiustizie e responsabilità spesso da sola. Ha dimostrato forza, determinazione e resilienza, rialzandosi ogni volta e proteggendo chi ama. Ora è legittimo che pensi a se stessa, ai suoi bisogni e alla propria serenità: anche chi è forte ha diritto a sicurezza, rispetto e dignità.
grazie per aver condiviso il suo stato d'animo.
Lei ha attraversato una vita piena di sfide e sacrifici straordinari, affrontando perdite, ingiustizie e responsabilità spesso da sola. Ha dimostrato forza, determinazione e resilienza, rialzandosi ogni volta e proteggendo chi ama. Ora è legittimo che pensi a se stessa, ai suoi bisogni e alla propria serenità: anche chi è forte ha diritto a sicurezza, rispetto e dignità.
Buonasera,
ha vissuto tantissime esperienze complesse e dolorose e ad oggi potrebbe sentirsi stanca al punto tale da sentire il bisogno di essere aiutata. Valuti la possibilità di intraprendere un percorso psicologico, potrebbe sostenerla in questo momento di profondo sconforto.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
ha vissuto tantissime esperienze complesse e dolorose e ad oggi potrebbe sentirsi stanca al punto tale da sentire il bisogno di essere aiutata. Valuti la possibilità di intraprendere un percorso psicologico, potrebbe sostenerla in questo momento di profondo sconforto.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
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