Salve dottori, scrivo perché vorrei un vostro parere e qualche consiglio se possibile..sono una raga
Salve dottori, scrivo perché vorrei un vostro parere e qualche consiglio se possibile..sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata da inizio anno con un ragazzo molto più grande di me di 20 anni circa, diciamo c'erano dei motivi per cui ho deciso di lasciarci, non stavo più bene come prima e non riuscivo anche provandoci a continuare a stare insieme..però con lui abbiamo continuato a vederci ogni tanto, e ora lavoriamo anche insieme, perché lui voleva stare comunque vicino per cercare di recuperare..diciamo che dopo io volevo conoscere anche altre persone, fare conoscenze ecc, sia in amicizia che in altro magari, ho conosciuto dei ragazzi a lavoro, due in particolare con cui rido e scherzo ci parlo ecc, niente di più e non c'è stato da parte mia un voler altro, perché è come se io mi sentissi legata al passato, o in colpa se facessi qualcosa, uno ora mi piace più dell'altro però non sono convinta..ho paura, paura che possa andare male, che non mi piaccia come immaginavo, anche perché non lo conosco cosi bene, poi diciamo non è il mio tipo proprio a livello estetico però essendo colleghie e avendo modo di parlare, scherzare, mi piace ecco, mi sono trovata bene, ma ho questa sensazione di paura, non so perché, come se non riuscissi a cominciare per davvero qualcosa di nuovo, ci sta il parlare, scambiare il numero o altro, ma poi se penso di dover andare oltre, mi sento di non riuscire e magari ho il pensiero di voler rimanere da sola, che il fatto che mi potesse piacere era solo all'inizio per come poteva sembrarmi e come mi immaginavo..cosa può essere? Perché sto avendo questo fatto anche di voler conoscere più di una persona, come se non mi accontentassi ecco, fino a che non trovo quella giusta davvero e perfetta..sto sbagliando a conoscere lui? Cosa posso fare per cercare di capirmi?
43 risposte
Salve, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con tanta sincerità. Dalle sue parole mi sembra emerga una situazione molto comprensibile: da una parte sente il desiderio di aprirsi a nuove conoscenze, dall'altra percepisce ancora un legame con la relazione passata, anche perché il contatto con il suo ex non si è mai interrotto del tutto e oggi condividete anche l'ambiente di lavoro. È possibile che questa vicinanza renda più difficile vivere emotivamente la separazione e lasciare spazio a qualcosa di nuovo. Allo stesso tempo, mi sembra che la paura che descrive non riguardi soltanto il ragazzo che ha conosciuto, ma anche il timore di fare una scelta, di rimanere delusa o di soffrire nuovamente. Per questo è comprensibile che, quando una conoscenza potrebbe diventare più concreta, senta il desiderio di fare un passo indietro. Non credo che ci sia qualcosa di sbagliato nel voler conoscere più persone, purché questo avvenga con rispetto e chiarezza. Conoscere qualcuno non significa necessariamente impegnarsi o dover decidere subito se sia "la persona giusta". A volte è proprio l'idea di dover trovare la persona perfetta che rischia di creare molta pressione e di impedire di vivere le relazioni con maggiore spontaneità. Forse, più che chiedersi se questo ragazzo sia quello giusto, potrebbe essere utile domandarsi se oggi si sente davvero pronta a investire in una nuova relazione oppure se ha ancora bisogno di elaborare la precedente e ritrovare uno spazio tutto suo. Darsi il tempo di conoscersi meglio e di ascoltare ciò che prova, senza sentirsi obbligata a scegliere subito, può aiutarla a capire con maggiore serenità quali siano i suoi desideri e i suoi bisogni in questo momento della vita. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
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Cara ventiseienne intanto grazie per aver condiviso le sue paure. Secondo il mio parere professionale è del tutto normale che lei si senta attratta da più ragazzi e che voglia conoscerli ed uscirci per capire se sono le persone adatte a lei con le quali costruire un rapporto. Però dovrebbe riuscire veramente a chiudere con il suo ex. Il fatto che adesso lavori con lei sembra più un modo per controllarla che per ricucire. E' un uomo maturo, vent'anni più grande dovrebbe accettare la sua scelta. Credo che fino a quando non avrà la forza di rendersi totalmente autonoma dal suo ex sarà difficile iniziare una nuova relazione. Dovrebbe lavorare su stessa per acquisire più sicurezza e autonoma decisionale. Sono a sua disposizione per qualsiasi altra perplessità.
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Io credo che abbia detto una cosa chiave, alla fine, e cioè che ha bisogno di capirsi. Credo che questa confusione possa avere bisogno di essere contestualizzata all'interno della sua storia precedente: mi chiedo se essere rimasta in contatto con il suo ex fidanzato in qualche modo possa averla influenzata sulla possibilità di andare avanti e fare altre conoscenze ed esperienze. C'è poi anche un tema legato al controllo e alla perfezione, rispetto al bisogno di ricercare la persona perfetta, senza difetti. Per questi motivi il mio suggerimento è quello di cominciare un percorso di terapia, affiancata da un professionista che possa comprenderla e a cui potersi affidare, proprio per potersi capire e conoscere meglio. Se avesse domande o volesse approfondire la questione mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Gentile ragazza, da quello che racconta, ciò che sta vivendo non sembra affatto insolito dopo la fine di una relazione significativa, soprattutto se il legame con l'ex non si è interrotto del tutto. Continuare a vedersi e lavorare insieme può rendere più difficile elaborare la separazione e creare uno spazio emotivo libero per investire in nuove conoscenze. La paura che descrive potrebbe avere diverse origini: il timore di soffrire di nuovo, il senso di colpa nei confronti dell'ex, oppure il fatto che una parte di lei non abbia ancora concluso realmente quel capitolo. È normale che questo la porti a sentirsi "bloccata" quando una conoscenza potrebbe diventare qualcosa di più. Anche il desiderio di conoscere più persone non è necessariamente un segnale negativo. Può rappresentare un modo per capire meglio cosa desidera oggi, dopo un'esperienza che l'ha fatta cambiare. Il rischio, però, è che la ricerca della persona "perfetta" diventi una forma di protezione: se nessuno è abbastanza giusto, non ci si espone davvero al coinvolgimento emotivo e alla possibilità di essere delusi. Mi colpisce anche un altro aspetto: dice che questo collega non corrisponde al suo ideale estetico, ma che le piace stare con lui perché la fa sentire bene. Questo è un elemento importante, perché nelle relazioni la sintonia emotiva e il benessere che si prova insieme hanno spesso un peso maggiore rispetto all'immagine iniziale che ci si crea. Più che chiedersi se stia sbagliando a conoscere lui, forse potrebbe chiedersi: "Sono davvero pronta a conoscere qualcuno oppure ho ancora bisogno di tempo per chiudere la relazione precedente?" Non c'è alcuna fretta di iniziare una nuova storia. Si conceda il diritto di conoscere le persone senza sentirsi obbligata a decidere subito se potranno diventare il partner definitivo. Se nota che la paura, i dubbi o il bisogno di trovare la persona "perfetta" si ripresentano in modo costante e le impediscono di vivere serenamente le relazioni, potrebbe essere utile approfondire questi aspetti, per comprendere se siano legati a uno stile di attaccamento, a esperienze passate o a una difficoltà nel fidarsi nuovamente. Le consiglio quindi di approfondire la situazione con uno specialista, che possa aiutarla a comprendere meglio ciò che sta vivendo e a ritrovare maggiore serenità nelle scelte affettive. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentile Utente ... La invito a chiarire la sua posizione e volontà con il suo Ex; Lui è impegnato a recuperare una relazione finita e spera di riaverla mentre Lei sta andando avanti; a volte siamo più attenti ai nostri sensi di colpa che rispettare i sentimenti di un'altra persona. Sembra che Lei pensa tanto! Ha dubbi rispetto le sue scelte? Si accusa di qualcosa? La paura ci travolge e non ci permette di stare tranquilli e sereni perché NON è più una emozione ma qualcosa che arriva alla nostra mente e non ci permette di agire come vorremmo. Si permetta di conoscere questi ragazzi (Lei non sa nulla di loro) e faccia ciò che sente (Lei sente le sue emozioni?). Grazie.
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso una riflessione così profonda e delicata. Leggendo le sue parole arriva molto chiaramente quanto lei tenga al rispetto dell'altro e quanto sia importante per lei non fare mai del male o mettere qualcuno a disagio. Questa attenzione verso i confini delle altre persone è una qualità preziosa, non un difetto. Vorrei rassicurarla su un aspetto: il fatto di desiderare un abbraccio, una vicinanza, una conoscenza o un rapporto affettivo e sessuale non significa essere molesti. Il desiderio di entrare in relazione con qualcuno è una parte naturale dell'esperienza umana. Ciò che fa la differenza è il modo in cui ci si avvicina all'altra persona: chiedere, ascoltare, rispettare una risposta diversa dalla propria e lasciare sempre all'altro la libertà di scegliere. Non è possibile avere una garanzia assoluta del 100% di non creare mai disagio, perché le relazioni tra persone sono complesse e ognuno ha sensibilità, esperienze e bisogni diversi. Ma questo non significa vivere nel timore costante di sbagliare. Una persona che si pone con rispetto, che chiede il consenso e che sa accettare un eventuale rifiuto non sta agendo in modo invadente. Mi ha colpito molto il fatto che lei racconti di essere rimasto per sette anni senza abbracciare una ragazza per la paura di essere molesto. Questo mi fa pensare a quanto questa paura abbia pesato sulla sua possibilità di vivere serenamente il contatto, l'affetto e la vicinanza. Forse il suo obiettivo non dovrebbe essere diventare una persona che non sbaglia mai, perché nessuno può esserlo, ma imparare a fidarsi di più della sua capacità di ascoltare l'altro e di correggersi quando necessario. Anche rispetto al disturbo dello spettro autistico, vorrei sottolineare che avere magari più difficoltà nel leggere alcuni segnali sociali non significa essere incapaci di costruire relazioni sane. A volte una comunicazione più diretta e chiara, come chiedere "ti va?" o "posso?", può diventare addirittura un punto di forza. Da ciò che scrive non emerge una persona poco attenta agli altri, ma una persona molto preoccupata di rispettarli. Forse ora il passo più importante è permettere anche a se stesso di vivere le relazioni senza sentirsi continuamente sotto esame o in colpa. Le auguro di poter trovare sempre più equilibrio tra il rispetto dei confini altrui e il diritto di esprimere anche i suoi desideri di affetto, vicinanza e connessione. **Dottoressa Alessia Mariosa** Ricevo anche online
Buongiorno, dalle sue parole emerge una fase di cambiamento in cui sembra esserci da una parte il desiderio di aprirsi a nuove conoscenze e dall’altra la difficoltà a lasciarsi davvero andare dopo una relazione importante. La paura di sbagliare e di rimanere delusa può portare a cercare molte certezze prima di sentirti realmente pronta, ma spesso le relazioni si costruiscono proprio attraverso una conoscenza graduale. È comprensibile che dopo una storia significativa e con un ex compagno con cui continua ad avere un rapporto possa esserci un senso di colpa o di esitazione nel guardare avanti, non significa però che stia sbagliando, ma che sta cercando di capire cosa è giusto per lei in questo momento. Potrebbe essere utile esplorare questi aspetti in un percorso di psicoterapia, per fare maggiore chiarezza sui suoi bisogni, sulle sue paure e sul modo in cui vive i legami affettivi. Le auguro di trovare la serenità che desidera. Cordiali saluti Dott.ssa Caterina Loiacono
Buongiorno, da ciò che descrivi emergono diversi elementi comprensibili dopo una relazione significativa, soprattutto se complessa e non completamente “chiusa”. Da un lato, sembra esserci ancora un legame emotivo con l'ex partner: il fatto che vi frequentiate e lavoriate insieme può rendere più difficile elaborare davvero la separazione e sentirsi liberi di investire in nuove conoscenze, senza sensi di colpa o esitazioni. Questo può spiegare la sensazione di “blocco” quando pensi di andare oltre con qualcuno. Dall’altro lato, la paura che descrivi (che possa andare male, che l’altro non corrisponda alle aspettative, il desiderio di tirarsi indietro) è molto frequente quando ci si riavvicina alle relazioni dopo una delusione o una scelta difficile. Non indica necessariamente che “non è la persona giusta”, ma può riflettere un bisogno di protezione e di tempo per capire cosa desidera davvero. Anche il fatto di voler conoscere più persone non è di per sé un errore: spesso è un modo per esplorare, confrontarsi e ridefinire i propri bisogni affettivi. Tuttavia, quando si accompagna all’idea di dover trovare “la persona perfetta”, può generare insoddisfazione e indecisione, perché nessuna conoscenza reale può corrispondere pienamente a un ideale. Potrebbe esserle utile chiedersi: - quanto senti davvero “chiusa” la relazione precedente - se il senso di colpa o il legame con l’ex influenzano le tue scelte attuali - cosa cerchi oggi in una relazione, al di là dell’entusiasmo iniziale In questa fase non è necessario forzarsi a iniziare qualcosa di nuovo: puoi darti il permesso di procedere con gradualità, conoscendo le persone senza obblighi o aspettative definitive. Se questa confusione o il senso di blocco persistono, un percorso psicologico può aiutare chiarire i bisogni e a vivere le relazioni con maggiore serenità e libertà.
Buongiorno, grazie per aver raccontato con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Dal suo messaggio emerge una situazione molto più complessa di un semplice dubbio su quale persona frequentare. Ho l'impressione che lei stia attraversando una fase di passaggio importante, nella quale una relazione significativa si è conclusa, ma dal punto di vista emotivo non sembra essersi ancora completamente chiusa. È comprensibile, quindi, che l'idea di iniziare qualcosa di nuovo susciti contemporaneamente curiosità, interesse e paura. Mi ha colpito un aspetto in particolare. Lei racconta di aver deciso di interrompere la relazione perché non stava più bene e non riusciva più a portarla avanti, ma allo stesso tempo riferisce di aver continuato a vedere il suo ex compagno e di lavorare con lui. Questo significa che, pur essendosi conclusa la relazione, il legame continua a essere presente nella sua quotidianità. In una situazione del genere può essere più difficile sentire di avere davvero uno spazio emotivo libero per investire in qualcosa di nuovo. Lei si chiede anche perché provi paura quando immagina di andare oltre una semplice conoscenza. Credo che questa sia una domanda molto importante. Dopo una relazione significativa è normale che la mente diventi più prudente. Se una relazione ci ha fatto soffrire o ci ha richiesto una scelta difficile come quella di lasciarsi, può nascere il timore di rivivere esperienze simili. Questo non significa necessariamente che non sia pronta a costruire un nuovo rapporto, ma che una parte di lei stia cercando di proteggerla da una possibile delusione. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, è interessante osservare anche un altro elemento. Lei descrive una tendenza a immaginare diversi scenari futuri: che possa andare male, che la persona non le piaccia davvero, che forse preferisca restare da sola oppure che continui a cercare qualcuno di "perfetto". Quando la mente inizia ad anticipare molte possibilità negative o a ricercare continuamente la scelta ideale, può diventare molto difficile prendere una decisione e vivere con spontaneità una nuova conoscenza. Mi sembra significativo anche il fatto che lei scriva che questo ragazzo non corrisponde completamente al suo ideale estetico, ma che le piaccia stare con lui perché ridete, scherzate e vi trovate bene. Questo suggerisce che una parte di lei stia conoscendo la persona reale, mentre un'altra continui a confrontare ciò che vive con un'immagine ideale della relazione o del partner. Non è raro che, dopo la fine di una storia importante, la mente cerchi inconsapevolmente una garanzia che la prossima relazione sarà quella "giusta", così da evitare nuove sofferenze. Il problema è che questa ricerca della certezza assoluta rischia di rendere ogni conoscenza insufficiente o incompleta. Lei si domanda anche se stia sbagliando a conoscere più persone. Credo che conoscere persone nuove, con rispetto e sincerità, non sia di per sé un errore. Anzi, può rappresentare un'opportunità per capire meglio che cosa cerca in una relazione. Diventa importante, però, chiedersi con quale atteggiamento lo sta facendo. Se l'obiettivo è trovare immediatamente la persona perfetta, il rischio è quello di vivere ogni incontro con molta pressione. Se invece lo considera un modo per conoscere meglio se stessa e gli altri, senza pretendere di capire tutto fin dall'inizio, probabilmente potrà vivere queste esperienze con maggiore serenità. Mi sembra che la domanda più utile, in questo momento, non sia tanto "è lui la persona giusta?", ma "sono pronta ad aprirmi davvero a qualcosa di nuovo?". Sono due domande molto diverse. La prima riguarda l'altra persona, la seconda riguarda lei e il momento di vita che sta attraversando. Se sente che questi dubbi stanno diventando ricorrenti o che la paura le impedisce di costruire nuove relazioni nonostante il desiderio di farlo, potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicologico. Un approccio cognitivo comportamentale può aiutarla a comprendere quali pensieri la portino a temere così tanto il futuro, quale significato abbia ancora la relazione conclusa e come mai senta il bisogno di cercare continuamente la scelta perfetta. Comprendere questi meccanismi permette spesso di vivere le relazioni con maggiore libertà e meno timore. Dal suo messaggio emerge una persona che non vuole iniziare una relazione tanto per riempire un vuoto, ma desidera costruire qualcosa di autentico. È una qualità importante. Allo stesso tempo, forse potrebbe concedersi il diritto di conoscere una persona senza sentirsi obbligata a decidere subito se sarà quella definitiva. Le relazioni, nella maggior parte dei casi, si costruiscono gradualmente, attraverso la conoscenza reciproca, e non attraverso la certezza iniziale. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Salve, i suoi dubbi e le sue incertezze potrebbero meglio esser esplorate all'interno di uno spazio di ascolto più ampio che solo una psicoterapia può fornirle. Valuti la possibilità di parlarne con uno psicologo. Potrebbe aiutarla a trovare le risposte che cerca. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, quello che descrive è un vissuto piuttosto comune dopo la fine di una relazione significativa, soprattutto quando questa comporta ancora una vicinanza fisica ed emotiva . La chiusura di un legame importante non avviene mai in modo lineare: si può decidere razionalmente di interrompere una relazione perché non ci si sentiva più bene, e allo stesso tempo continuare a sentirsi emotivamente "legati", quasi in colpa nel provare interesse per qualcun altro. Questo non significa necessariamente che ci sia ancora un desiderio di tornare insieme, ma piuttosto che la fase di elaborazione della separazione non si è ancora conclusa del tutto. La paura che descrive nell'andare "oltre" con una nuova persona può essere letta come una forma di protezione: una parte di lei potrebbe temere di rivivere una delusione, un cambiamento, o semplicemente di doversi confrontare con l'incertezza che ogni nuova relazione porta con sé. Anche la tendenza a "voler conoscere più persone" senza accontentarsi, unita al pensiero di poter restare sola, può essere un modo per mantenere il controllo su una situazione che altrimenti sentirebbe rischiosa o vulnerabile. Non c'è una risposta univoca sul "se sta sbagliando" a conoscere questo suo collega: quello che conta di più, a questo punto, non è tanto la scelta della persona giusta, quanto capire cosa la trattiene dentro di sé. Le domande che si sta ponendo sono già un primo passo importante di consapevolezza. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Un saluto cordiale. Dott. Matteo Acquati
Gentilissimo, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza con tanta sincerità. Da ciò che racconta, mi sembra che stia vivendo una fase di transizione importante. Chiudere una relazione significativa, soprattutto quando il legame con l'altra persona non si interrompe del tutto e si continua a frequentarsi anche per motivi lavorativi, può rendere più complesso aprirsi a qualcosa di nuovo. È comprensibile che possano convivere il desiderio di conoscere altre persone e, allo stesso tempo, la paura di lasciarsi coinvolgere. Quella che descrive non necessariamente indica che stia sbagliando o che ci sia qualcosa che non va. Potrebbe essere il segnale che una parte di lei ha ancora bisogno di elaborare la relazione passata, mentre un'altra sente il desiderio di guardare avanti. Queste due parti possono coesistere e creare una naturale ambivalenza. Anche il desiderio di conoscere più persone, senza sentirsi subito pronta a investire su una sola, non è di per sé un comportamento scorretto. Talvolta rappresenta un modo per comprendere meglio cosa si cerca in una relazione e per riscoprire sé stessi dopo un legame importante. Diverso sarebbe se questa ricerca fosse guidata dall'idea di trovare una persona "perfetta": in quel caso potrebbe essere utile chiedersi se la ricerca della perfezione non stia diventando una modalità per proteggersi dalla possibilità di soffrire ancora. Più che domandarsi se stia sbagliando a conoscere questo ragazzo, forse potrebbe provare a chiedersi: "Cosa mi spaventa davvero dell'iniziare una nuova relazione?", "È questa persona a non convincermi oppure è l'idea stessa di lasciarmi coinvolgere?" e "Sto scegliendo in base a ciò che desidero oggi o in base alla paura di ripetere ciò che ho già vissuto?". Non è necessario avere tutte le risposte subito. Darsi il tempo di conoscersi, senza sentirsi obbligata a definire immediatamente ciò che prova o a prendere decisioni definitive, può aiutarla a comprendere con maggiore chiarezza i suoi bisogni e i suoi desideri. Le auguro di poter vivere questo momento con curiosità verso sé stessa e con la gentilezza di concedersi il tempo necessario per capire quale direzione sente davvero più vicina.
Salve, quello che descrive sembra il vissuto di una persona che sta ancora elaborando la fine di una relazione importante. La paura di iniziare una nuova relazione potrebbe non dipendere solo dal collega, ma anche dal timore di esporsi nuovamente, di sbagliare o di soffrire. Anche la ricerca della persona “perfetta” può, talvolta, rappresentare un modo inconsapevole per rimandare un coinvolgimento autentico. Se sente che questi dubbi e queste paure si ripetono e la bloccano, un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a comprendere il significato di queste difficoltà e a vivere le relazioni con maggiore serenità e consapevolezza. Resto a disposizione anche online. Un saluto
Buongiorno gentile utente, la ringrazio per la sua condivisione. E' normale quando all'inizio si conosce una persona nuova avere dei dubbi su di essa, non sapere se quella persona piaccia davvero oppure no. L'unico modo per chiarire i propri dubbi è passare del tempo con quella persona e osservare come ci si sente. In una relazione sentimentale è importante sia che ci sia un'attrazione fisica, sia che ci si trovi bene a livello caratteriale; se manca anche uno solo di questi elementi di solito è difficile poter proseguire. Lei riferisce poi una sensazione di paura che sarebbe da chiarire ulteriormente; a volte si può provare una paura di sbagliare a scegliere, altre volte non si è semplicemente pronti per una nuova relazione. Lei parla anche di un senso di colpa, anch'esso da chiarire: verso chi e verso cosa si sente in colpa? E' un senso di colpa derivante da quest'ultima relazione o esso dipende da un suo modo abituale di reagire? Spero che questi spunti possano esserle di aiuto per iniziare a conoscersi meglio. Rimango a disposizione per domande o chiarimenti. Cordialmente, dott.ssa Chiara Tumminello.
Salve, da ciò che racconta non sembra che stia “sbagliando” a conoscere nuove persone. Sembra piuttosto che una parte di lei desideri andare avanti, mentre un’altra sia ancora legata alla relazione precedente. Il fatto che continuiate a vedervi, lavoriate insieme e che lui sia rimasto vicino con l’intenzione di riconquistarla può mantenere aperto un legame che formalmente è finito, ma emotivamente non è ancora del tutto separato. In questa condizione, ogni nuova conoscenza può essere vissuta contemporaneamente come desiderabile e pericolosa: le piace qualcuno, ma appena immagina di avvicinarsi davvero compaiono paura, dubbi, senso di colpa e il bisogno di essere certa che sia la persona “giusta”. Cercare una persona perfetta prima di permettersi di conoscerla può diventare un modo per proteggersi dal rischio di sbagliare, rimanere delusa o ferire qualcuno. Ma una conoscenza non richiede di decidere subito se quella persona sarà il partner giusto. Potrebbe quindi evitare, per ora, sia di iniziare una relazione per forza sia di chiudere ogni possibilità. Si conceda un passo piccolo e reversibile: un caffè o un incontro fuori dal lavoro, con l’unico obiettivo di conoscerlo meglio. Dopo, invece di chiedersi “è quello giusto?”, provi a domandarsi: “Come sono stata con lui? Mi sono sentita libera, curiosa e a mio agio oppure contratta e disinteressata?”. Questo aiuta a raccogliere esperienza reale, anziché decidere soltanto attraverso paure e immaginazioni. Conoscere più persone non è scorretto finché non promette esclusività e mantiene chiarezza e rispetto. Sarebbe però importante definire meglio il rapporto con l’ex: continuare a frequentarlo mentre lui spera di recuperare potrebbe alimentare in lei il senso di colpa e rendere difficile una vera separazione. Che cosa teme maggiormente: di ferire il suo ex, di scegliere la persona sbagliata o di scoprire che una nuova relazione potrebbe deluderla? Quando pensa al collega, sente poco desiderio oppure è soprattutto la paura a bloccarla? E il rapporto attuale con il suo ex le permette davvero di sentirsi libera? Un caro saluto.
Quello che descrive può essere comprensibile dopo una relazione importante, soprattutto se il legame con il suo ex non si è chiuso davvero: continuare a vedersi, lavorare insieme e sentire che lui vorrebbe recuperare può mantenere attivi senso di colpa, ambivalenza e difficoltà ad aprirsi a qualcosa di nuovo. Non è detto che lei stia “sbagliando” a conoscere altre persone, ma forse sta cercando di capire cosa desidera mentre una parte di lei è ancora emotivamente legata al passato. La paura che qualcosa vada male, il dubbio che l’altro non piaccia abbastanza o la ricerca della persona “perfetta” possono essere modi per proteggersi dal rischio di esporsi di nuovo. Potrebbe aiutarla non forzare subito una scelta sentimentale, ma chiarire prima che posto ha oggi il suo ex nella sua vita e quali confini servono. Una consulenza psicologica, online o in presenza, potrebbe aiutarla a distinguere desiderio, paura, senso di colpa e bisogno di libertà, così da muoversi con maggiore chiarezza. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli
Gentile ragazza, Comprendo perfettamente la confusione e il senso di blocco che sta vivendo. Uscire da una relazione importante, specialmente con una profonda differenza di età e con dinamiche complesse, richiede un fisiologico tempo di riassestamento emotivo. Il fatto che il suo ex compagno sia ancora così presente nella sua vita quotidiana, lavorando con lei e manifestando apertamente la speranza di un ritorno, crea una sorta di "cordone ombelicale" invisibile che le impedisce di sentirsi davvero libera. Il senso di colpa e la paura di spingersi oltre con altre persone potrebbero nascere proprio da questa situazione di stallo. Da una parte sente la naturalissima spinta ad aprirsi al mondo e a fare nuove esperienze, dall'altra avverte il freno tirato da un passato che, di fatto, non è ancora del tutto uscito di scena. La tendenza a cercare la persona "perfetta" e il desiderio di vagliare più conoscenze sono un classico e potente meccanismo di difesa: ponendo un'asticella irraggiungibile, la sua mente si protegge inconsciamente dal rischio di farsi coinvolgere troppo e di soffrire di nuovo. Non c'è assolutamente nulla di sbagliato nel voler frequentare questo suo nuovo collega. Il cortocircuito nasce dall'eccessiva pressione che sta caricando su se stessa. Non deve decidere oggi se questa frequentazione si trasformerà nella storia della sua vita o se andrà tutto liscio. Si conceda il permesso di vivere queste interazioni con la massima leggerezza, accettando che in questa fase di transizione è del tutto normale avere dei ripensamenti e persino desiderare, a tratti, di restare da sola per ritrovare la propria bussola interiore. Per potersi ascoltare davvero e capire cosa desidera, il passo più urgente e utile da fare è allentare il peso del passato, cercando di stabilire dei confini professionali e personali più netti con il suo ex compagno, in modo da tutelare il suo spazio mentale e ritrovare la serenità che cerca. Resto a disposizione, anche online. Un caro saluto.
Buongiorno, da quello che racconta sembra che lei stia attraversando un momento di grande cambiamento: da una parte la fine di una relazione importante, dall’altra il desiderio di aprirsi a nuove conoscenze e a una fase diversa della sua vita. È comprensibile che possano convivere emozioni diverse: curiosità verso il nuovo, ma anche paura, senso di colpa e difficoltà a lasciarsi andare. Mi colpisce soprattutto il fatto che lei descriva una forte esigenza di essere sicura prima di fare un passo. A volte, dopo una relazione significativa o dopo un periodo emotivamente impegnativo, la mente cerca di proteggerci dal rischio di soffrire di nuovo chiedendoci garanzie che nelle relazioni, però, non possono esistere completamente. Conoscere una persona nuova non significa necessariamente dover decidere subito se sarà "quella giusta". Può essere semplicemente un'occasione per osservare come si sente con quella persona, se sta bene, se riesce a essere spontanea e se c'è il desiderio di continuare a conoscersi. Anche il desiderio di conoscere più persone non è necessariamente un problema: può essere un modo per capire meglio cosa cerca oggi in una relazione. La domanda utile potrebbe essere se questa esplorazione nasce dalla curiosità o se invece serve a evitare il rischio di scegliere e di esporsi. Forse potrebbe aiutarla chiedersi: "Sto evitando qualcosa perché non mi interessa davvero oppure perché ho paura di iniziare un nuovo capitolo?" Un percorso psicologico potrebbe essere uno spazio utile per comprendere meglio questi dubbi, il legame con la relazione precedente e ciò che desidera costruire per sé. Un caro saluto, Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Buonasera, la ringrazio per la sua domanda. Da ciò che scrive traspare tutta la sua confusione: prima sostiene di sentirsi legata al passato, poi ha paura del futuro, infine mette in dubbio il suo presente. Ci sono tanti elementi degni di nota nella sua storia e sicuramente dandole il giusto spazio e tempo ne uscirebbero altri. Avrebbe voglia di trovare questo spazio? Hai mai pensato alla terapia? E' un ottimo luogo per ritrovare l'orientamento dentro se stessi
Gentile utente, dopo la fine di una relazione significativa è frequente vivere un periodo in cui convivono curiosità verso il nuovo e difficoltà a lasciarsi davvero alle spalle il passato. Da quello che racconta, sembra che la vicinanza con il suo ex, anche sul lavoro, possa rendere più complesso questo passaggio e alimentare sentimenti contrastanti, come il senso di colpa e l'incertezza. Conoscere più persone, senza prendere decisioni affrettate e nel rispetto di tutti, non significa necessariamente "non accontentarsi", ma può rappresentare un modo per comprendere meglio cosa desidera oggi. Allo stesso tempo, cercare la persona "perfetta" rischia di aumentare i dubbi e rendere difficile lasciarsi conoscere con gradualità. Più che chiedersi se stia sbagliando a conoscere questo collega, potrebbe essere utile domandarsi se in questo momento si sente davvero pronta a investire in una nuova relazione o se ha ancora bisogno di elaborare ciò che ha vissuto. Darsi il tempo di conoscersi, senza sentirsi obbligata a far evolvere subito un rapporto, può aiutarla a capire con maggiore serenità ciò che prova. Un caro saluto.
Gentile ragazza, lei è piena di dubbi, vorrebbe fare nuove esperienze, ma terme di fare la scelta sbagliata. Le due cose si contraddicono. Fare nuove esperienze comporta naturalmente il rischio di "sbagliare". L'errore suo credo sia questo: trovare la persona giusta a primo colpo. Tenga presente che l'amore è per natura fatta di gioie e dolori. Consiglio: non si precluda le esperienze, ha l'età giusta per farle. È l'unico modo per fare una scelta oculata, seppur sempre imperfetta. Le faccio i miei migliori auguri. Cordiali saluti. Dott. Francesco Romano
Buongiorno, La ringrazio per essersi raccontata con tanta sincerità. Dalle sue parole emerge quanto questo momento sia complesso per lei e quanto stia cercando di comprendere ciò che sente davvero, tra il legame con il passato e il desiderio, forse ancora incerto, di aprirsi a qualcosa di nuovo. È comprensibile che si trovi a vivere sentimenti contrastanti e molte domande su ciò che desidera davvero. Se sente il bisogno di approfondire questi vissuti e comprendere meglio ciò che sta accadendo dentro di sé, sono disponibile per un confronto in uno spazio di ascolto, accogliente e privo di giudizio. Resto a disposizione, Un caro saluto Dott.ssa Barcella
Gentilissima, la ringrazio per aver condiviso una situazione così articolata e piena di sfumature. Quello che descrive-il senso di colpa legato al passato, la paura di iniziare qualcosa di nuovo, l'oscillare tra il voler conoscere più persone e il sentirsi bloccata- sono tutti elementi che meritano spazio di approfondimento vero e proprio più di quanto sia possibile fare in poche righe. Non è necessariamente "sbagliato" conoscere più persone o avere dei dubbi: sono normali fasi di transizione dopo una relazione importante. ma la difficoltà che descrive nel "capirsi" e il blocco che sente quando dovrebbe andare oltre suggeriscono che ci sia qualcosa di più profondo da esplorare, forse proprio legato al rapporto precedente e di come l'ha vissuto. Le consiglio vivamente di intraprendere un percorso di psicoterapia, magari analitica per comprendere a fondo e fare chiarezza su queste dinamiche con calma, in uno spazio dedicato solo a lei, e capire davvero da dove origins e cosa desisera senza la pressione di doverslo decidere da sola. Resto a disposizione Dottoressa Francesca Caputo
Buongiorno, lei si sta interrogando rispetto a una situazione in cui, forse a differenza di prima della sua ultima storia, ha maggiori difficoltà ad avviare una relazione. Mi sembra, però, che nel descrivere la sua situazione fornisca già degli indizi. Innanzitutto la storia finita in realtà è per parte ancora presente, la persona con cui stava riesce, da come scrive, a frenarla. Chissà se i suoi timori odierni non abbiano a che fare anche con questo, con il pensiero di riimmettersi in una nuova storia che non finisce del tutto e continua a far sentire la sua presenza nella sua vita. E questo è un punto. D'altra parte lei stessa si chiede, se non mi "accontentassi". Cosa significa oggi per lei questo: trovare l'impossibile perfezione, oppure, forte della sua esperienza, cercare qualcuno di più affine a lei? La ricerca di un compagno non è una cosa semplice e più abbiamo la pretesa di star davvero bene e più ci interroghiamo sulle nostre possibili mosse. Certo se porsi interrogativi senza risposta diventa l'unico modo di vivere o non vivere delle relazioni allora, forse, dobbiamo capire che c'è qualcosa che ci blocca. A questo punto tocca a lei capire in che condizione pensa di trovarsi. in bocca al lupo per il suo futuro, dott.ssa Rachele Petrini
Salve conoscere altre persone ed interagire con loro specie in questo momento della tua vita è cosa buona e giusta, la paura ed il dubbio nascono spontanei soprattutto quando nascono nuove conoscenze. Quando troverai ciò che fa per te tutti questi pensieri non nasceranno proprio quindi valorizza lo scambio interpersonale come stai facendo, poi ogni cosa a suo tempo
Buongiorno, quello che descrivi può essere normale a 26 andopo una relazione importante: è ni possibile sentirsi divisi tra il desiderio di andare avanti, il legame con il passato e la paura di soffrire di nuovo. Conoscere nuove persone non significa che tu stia sbagliando. Se questa confusione e questi dubbi ti bloccano o ti fanno stare male, parlarne con uno psicologo o uno psicoterapeuta può aiutarti a capire meglio cosa desideri davvero e ad affrontare le nuove relazioni con maggiore serenità. Ti auguro il meglio.
Ciao, secondo me il problema non è questo ragazzo. Il problema è che emotivamente non hai ancora chiuso la relazione precedente. Continuare a vedere il tuo ex e lavorarci insieme rende molto difficile investire davvero su qualcuno di nuovo. Quello che descrivi non mi fa pensare a una persona che "non si accontenta", ma a una persona che ha paura di rimettersi in gioco. Per questo appena una conoscenza potrebbe diventare qualcosa di più, scatta il freno. È un meccanismo molto comune: la mente prova a proteggerti da una possibile nuova delusione. Il mio consiglio è di non chiederti se questo collega sia quello giusto. Prima chiediti se oggi sei davvero disponibile a costruire una nuova relazione oppure se una parte di te è ancora rimasta nella precedente. Se senti che questo blocco si ripete e non riesci a uscirne da sola, può essere il momento giusto per approfondirlo con un professionista. Capire cosa ti trattiene oggi ti permetterà di fare scelte più libere domani, invece di restare nel dubbio continuo. Se vuoi scrivimi.
ciao, la tua confusione è comprensibile, sei stata per tanto tempo con una persona e sei arrivata a un momento in cui ti sei resa conto di essere cresciuta e di avere tanta curiosità, ci sta. Non mi è chiara una cosa però: in questo momento cosa vorresti veramente? Trovare una persona giusta con cui stare o semplicemente divertirti? A fronte del grande cambiamento che hai affrontato, posso consigliarti di imparare prima a conoscerti e a volerti bene piuttosto che trovare qualcuno con cui stare. Se vuoi approfondire e fare due chiacchiere sono qui.
Ti consiglio di prendere tutto come un gioco e di non impelagarti di nuovo in situazioni serie poiché ho come la sensazione che tu non abbia ancora metabolizzato la tua passata esperienza sentimentale. Penso che tu debba fare una riflessione sul perché le cose non siano andate bene di modo che possa chiarirti su quello che vuoi realmente.
Buongiorno, da ciò che racconta non mi sembra tanto che stia sbagliando a conoscere questa persona, quanto piuttosto che si trovi in una fase di passaggio ancora aperta. La relazione precedente, pur essendo terminata, sembra continuare ad avere uno spazio importante nella sua vita, anche perché continuate a vedervi e lavorate insieme. Questo può rendere più difficile sentirsi davvero libera di investire emotivamente in qualcosa di nuovo. La paura che descrive non è necessariamente il segnale che la persona che ha conosciuto non sia quella giusta, ma potrebbe essere il timore di lasciare definitivamente ciò che è stato, di esporsi nuovamente al rischio di soffrire o di fare una scelta di cui poi pentirsi. Allo stesso modo, il desiderio di conoscere più persone non indica di per sé che ci sia qualcosa che non va, ma può essere un modo per esplorare chi è oggi e comprendere meglio quali caratteristiche cerca in una relazione, senza dover decidere subito. Le suggerirei di provare a spostare l'attenzione dalla domanda "È la persona giusta?" a "Come mi sento io quando sono con questa persona?". Concedersi il tempo di conoscere qualcuno senza sentire l'obbligo di definire immediatamente il futuro della relazione può aiutarla a distinguere ciò che nasce dalla curiosità e dall'interesse da ciò che invece è guidato dalla paura. Se questa difficoltà dovesse ripresentarsi con persone diverse o se sentisse di rimanere bloccata tra il passato e il desiderio di andare avanti, potrebbe essere utile approfondire questi aspetti in un percorso psicologico. Comprendere il significato che questa relazione ha avuto per lei e il modo in cui oggi influenza le sue scelte potrebbe aiutarla a vivere i nuovi incontri con maggiore serenità e libertà. Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona giornata.
Buongiorno, dopo la fine di una relazione è abbastanza consueto provare paura nel lasciarsi andare in nuove relazioni, serie o meno che siano. Provi ad ascoltarsi, se vuole rimanere da sola per qualche tempo o se quello che sente è voglia di leggerezza, non di storie serie. Tutto è lecito, può davvero scegliere della sua vita.
Ciao, da quello che racconti mi sembra che tu stia cercando di capire se sei pronta ad andare avanti, più che quale persona sia quella giusta. Dopo una relazione importante è normale che una parte di te abbia voglia di conoscere persone nuove, mentre un'altra faccia fatica a lasciarsi coinvolgere. Il rischio è cercare di eliminare ogni dubbio prima di fare un passo: ma nelle relazioni le certezze arrivano dopo l'esperienza, non prima. Più che chiederti se questo ragazzo sia quello giusto, prova a chiederti cosa ti impedisce di concederti la possibilità di scoprirlo, senza sentirti già obbligata a scegliere o a costruire qualcosa. Spesso, proprio nel tentativo di proteggerci dalla delusione, finiamo per bloccare anche le opportunità che potrebbero presentarsi. Se senti che questa difficoltà si ripete e ti limita sono a disposizione per un colloquio online. Un caro saluto.
Gentile Utente, quello che descrive mi fa pensare che, più che trovarsi davanti a un problema di "scegliere la persona giusta", lei stia vivendo una fase di passaggio tra una relazione importante e la possibilità di aprirsi a qualcosa di nuovo. Da una parte racconta di aver deciso di interrompere la relazione perché non stava più bene, dall'altra mi sembra che quel legame non si sia davvero concluso. Continuate a vedervi, lavorate insieme e il suo ex spera ancora di recuperare il rapporto. È comprensibile che, in questa situazione, una parte di lei possa sentirsi ancora legata o persino in colpa all'idea di investire emotivamente su qualcun altro. Mi colpisce anche il fatto che, quando un ragazzo inizia a interessarla, emergano subito molti dubbi: *"E se poi non mi piace davvero?"*, *"E se andasse male?"*, *"Forse voglio stare da sola."* Sono domande legittime, ma potrebbe essere utile chiedersi se stiano parlando davvero di quel ragazzo o se, invece, stiano esprimendo la paura di esporsi di nuovo dopo una relazione significativa. Un altro aspetto interessante è il desiderio di conoscere più persone. Non necessariamente significa che lei sia insoddisfatta o incapace di scegliere. Può anche essere il modo con cui sta cercando di capire chi è oggi, dopo la fine della relazione. A ventisei anni è naturale esplorare, fare esperienze e concedersi il tempo di comprendere cosa desidera davvero. Le suggerirei di non vivere questa conoscenza come una decisione definitiva. Scambiarsi il numero, prendere un caffè o approfondire il dialogo con una persona non significa impegnarsi in una relazione. Significa semplicemente concedersi l'opportunità di conoscere qualcuno, lasciando che siano il tempo e l'esperienza a dirle se quel legame ha spazio per crescere. Forse, in questo momento, la domanda più importante non è **"È lui la persona giusta?"**, ma **"Mi sento davvero libera di iniziare qualcosa di nuovo, oppure una parte di me è ancora impegnata a chiudere ciò che è finito?"**. Darsi una risposta sincera a questa domanda potrebbe aiutarla a vivere le nuove conoscenze con maggiore serenità e meno paura. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa
Salve, da quanto descrive, potrebbe esserle utile iniziare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a fare chiarezza rispetto al momento di vita attuale, a quali sono i suoi obiettivi, i suoi bisogni e i suoi desideri, così da poter orientare con maggior consapevolezza le proprie scelte di vita attuali e in prospettiva futura. Saluti. Dr. Francesco Rossi.
Ciò che mi illustra andrebbe approfondito. Mi contatti. Dott. Agostino Marotti - psicologo e coach di formazione breve strategica (Perugia)
Salve, quello che descrivi non ha niente di sbagliato, sembra piuttosto un momento di passaggio in cui più parti di te si muovono insieme, e non sempre nella stessa direzione. Da una parte c’è il legame con il tuo ex che, anche se hai scelto di chiudere, non si è davvero interrotto, continuate a vedervi, lavorate insieme, e questo rende difficile creare uno spazio nuovo. È come se una parte di te fosse ancora lì, e questo può portare sia senso di colpa sia una sorta di fedeltà implicita, anche quando razionalmente vorresti andare avanti. Dall’altra parte c’è il desiderio di aprirti, conoscere, sentire qualcosa di nuovo. Ma proprio quando questo potrebbe diventare più concreto, si attiva la paura, i dubbi, il pensiero di voler restare sola, o di cercare “qualcosa di perfetto” che in realtà non esiste. Più che chiederti se stai sbagliando a conoscere questa persona, forse può essere utile spostare lo sguardo: ti senti davvero libera, oggi, di iniziare qualcosa di nuovo? Perché la sensazione che descrivi sembra meno legata a lui e più a un tuo movimento interno, come se avvicinarti fosse possibile, ma coinvolgerti davvero no. Anche il fatto di voler conoscere più persone, di non accontentarti, può essere letto così: non tanto indecisione, ma un modo per restare in una zona intermedia, dove non devi scegliere fino in fondo e quindi non rischiare davvero. La paura che senti non è necessariamente un segnale che non è la persona giusta, potrebbe essere la paura di lasciare definitivamente il passato, o di esporti di nuovo, con il rischio che qualcosa non funzioni. Allora forse la domanda non è “lui sì o lui no”, ma qualcosa di più vicino a te, sono pronta a lasciare andare davvero ciò che c’era prima? cosa rischio, emotivamente, se mi apro davvero a qualcuno di nuovo? Non devi forzarti a iniziare una relazione se non ti senti. Ma può essere importante non usare il dubbio sull’altro per non vedere quello che succede dentro di te. Darti tempo, magari creare un po’ più di distanza dal tuo ex per capire cosa senti senza quella presenza costante, può aiutarti a fare più chiarezza. Stai cercando un equilibrio tra chi sei stata e quello che potresti diventare ora.
Buongiorno, quello che descrive è comprensibile, indecisione, senso di colpa e paura di sbagliare sono pensieri automatici tipici, spesso alimentati da standard perfezionistici, la persona giusta e perfetta. In ottica cognitivo-comportamentale, potrebbe essere utile monitorare questi pensieri, riconoscerne le distorsioni, ad esempio il pensiero tutto o nulla, e sperimentare piccoli comportamenti di apertura, senza aspettare la certezza. Le suggerisco di rivolgersi a uno psicoterapeuta TCC per un percorso mirato. Un caro saluto, Dr. Vittorio Penzo
Buongiorno, mi sono fermata su una frase del suo messaggio. "È come se mi sentissi legata al passato." Mi chiedo se la difficoltà non sia tanto capire quale ragazzo le piaccia davvero, ma concedersi il permesso di investire emotivamente in qualcuno di nuovo. Lei racconta che la relazione è finita perché non stava più bene, eppure l'ex compagno è rimasto molto presente nella sua vita. Continuate a vedervi e lavorate insieme. È naturale che, in una situazione del genere, una parte di lei faccia fatica a chiudere davvero un capitolo e ad aprirne un altro. Mi ha colpito anche quando scrive che vorrebbe conoscere più persone, quasi senza accontentarsi mai. Non lo leggo necessariamente come un difetto. A volte è un modo per tenere aperte tutte le possibilità e non rischiare di esporsi davvero con qualcuno. Finché nessuno è "quello giusto", non è necessario scegliere e, soprattutto, non si rischia di soffrire. Forse, prima ancora di chiedersi se questo collega sia la persona giusta, potrebbe domandarsi se oggi si sente davvero libera di iniziare una nuova relazione oppure se una parte di lei è ancora ferma alla precedente. Se sente che questa paura continua a bloccarla, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere cosa la trattiene dal voltare pagina e a vivere le nuove conoscenze con maggiore serenità, senza sentirsi costantemente divisa tra il passato e il futuro. Un caro saluto, Dott.ssa Alina Mustatea Psicologa Clinica, Psicologa Giuridica e Psicodiagnosta
Quello che descrivi è molto comprensibile e capita spesso dopo la fine di una relazione importante, soprattutto quando la storia precedente è stata intensa, con una differenza d’età significativa e con un partner che continua a rimanere presente nella tua quotidianità. Ci sono alcuni elementi che vale la pena mettere a fuoco. 1. La fine di una relazione non coincide automaticamente con la fine del legame emotivo. Anche se hai scelto di chiudere, è normale che una parte di te rimanga “ancorata” al passato, che compaia il senso di colpa o la paura di ferire l’altro. Il fatto che lavoriate insieme e che lui abbia espresso il desiderio di recuperare rende più difficile creare quella distanza psicologica che serve per aprirsi davvero al nuovo. 2. La paura che senti non è un segnale che stai sbagliando, ma che sei in una fase di transizione. Quando si esce da una relazione, soprattutto se è stata lunga o coinvolgente, è frequente provare: -timore di ricominciare, -paura di scegliere “male”, -difficoltà a fidarsi delle proprie sensazioni, -ambivalenza tra il desiderio di conoscere qualcuno e il bisogno di proteggersi. Non è un blocco “strano”: è una forma di cautela emotiva. 3. Il fatto che ti interessino più persone non indica superficialità, ma esplorazione. Quando si è in una fase di ridefinizione, è normale guardarsi intorno, capire cosa piace, cosa no, cosa fa sentire a proprio agio. Non è “non accontentarsi”: è cercare di capire chi può davvero risuonare con te. Il punto non è trovare la persona “perfetta”, ma comprendere cosa ti fa stare bene oggi, con la te stessa che sei ora. 4. Il ragazzo che ti piace a lavoro non deve per forza essere “quello giusto” o “quello definitivo”. È una conoscenza che ti incuriosisce, ti fa stare bene nel quotidiano, ti fa sorridere. Questo è già un dato importante. Il fatto che non sia il tuo “tipo estetico” non è un problema: spesso l’interesse nasce da come ci si sente con l’altro, non da come appare. La tua paura di andare oltre è coerente con il momento che stai vivendo: non conosci ancora bene questa persona, e non hai ancora chiuso del tutto il capitolo precedente dentro di te. 5. Il vero nodo è che non hai ancora uno spazio libero per iniziare qualcosa di nuovo. Finché il tuo ex rimane vicino, presente, coinvolto, e finché tu senti di dover “gestire” il suo dolore o le sue aspettative, è difficile che tu possa lasciarti andare con serenità verso qualcun altro. Cosa puoi fare per capirti meglio? -Darti il permesso di essere in una fase di transizione. Non devi decidere subito, né devi forzarti a iniziare qualcosa. -Creare un po’ di distanza emotiva dal tuo ex, anche se lavorate insieme. Non significa essere fredda, ma ridefinire i confini. -Osservare come ti senti quando parli con il collega che ti piace, senza obbligarti a “fare il passo successivo”. -Chiederti cosa desideri davvero in questo momento: compagnia? leggerezza? una relazione? esplorazione? Non c’è una risposta giusta: c’è la tua risposta. Accettare che la paura non è un segnale di errore, ma di protezione. Quando sarai pronta, lo sentirai in modo più chiaro. Non stai sbagliando a conoscere nessuno. Stai semplicemente cercando di capire chi sei dopo una relazione che ti ha segnato, e questo richiede tempo, spazio e gentilezza verso te stessa.
Buon pomeriggio, grazie per aver esposto la situazione e per aver spiegato cosa sta vivendo a livello emotivo e percettivo. Grazie per aver esposto le sue domande ed i suoi dubbi. è importante innanzitutto chiarire che non deve assolutamente sentirsi obbligata ad ampliare la conoscenza con questo ragazzo...la bellezza delle relazioni sentimentali ed amorose è proprio la leggerezza e la semplicità con le quali nascono e fioriscono. Se sente di non essere particolarmente interessata non deve farsene un problema...dall'altra parte della medaglia, se sente di aver interesse e curiosità di conoscere meglio questa persona può tentare e provare... Il voler conoscere più di una persona accade in risposta al poco interesse ed al non aver conosciuto la persona che realmente le fa venire le cosìdette "farfalle nello stomaco"... il giorno in cui le sentirà e percepirà capirà che non dovrà più cercare...aggiungo inoltre che la persona perfetta non esiste ma sicuramente la persona che le farà venire le sensazioni sopradescritte sicuramente sì...stia tranquilla e lasci che le cose accadano, continui a conoscere e a crearsi opportunità di nuove conoscenze e relazioni...la persona giusta per lei arriverà, quando meno se lo aspetta! Per quanto riguarda il senso di colpa per la persona con la quale ha avuto una relazione precedente, se la storia è finita, è conclusa e sono stati chiariti dei confini....non è corretto per lei sentirsi in colpa e non è corretto non continuare a vivere la sua vita di relazioni sentimentali! In risposta alla sua ultima domanda, sicuramente, con un lavoro e percorso su di sè aumenterà la sua conoscenza, la sua consapevolezza di alcune scelte, crescita di sè e delle sue risorse!
Buonasera, quello che racconti mi sembra parlare soprattutto di una parte di te che, dopo la fine di una relazione importante, sta ancora cercando di capire cosa desidera davvero e, forse, di sentirsi libera di guardare avanti senza sentirsi in colpa. Il fatto che tu abbia paura di iniziare qualcosa di nuovo non significa necessariamente che tu non sia interessata a questa persona o che ci sia qualcosa che non va in te. Potrebbe esserci ancora un legame con la relazione precedente, anche considerando che continuate a vedervi e a lavorare insieme, e questo può rendere più difficile percepire con chiarezza ciò che senti oggi. Allo stesso tempo, non credo che tu stia “sbagliando” a conoscere qualcuno. Conoscere una persona non significa dover decidere subito se sarà quella giusta, né implica necessariamente iniziare una relazione. Puoi semplicemente concederti il tempo di scoprire chi hai davanti e, soprattutto, come ti senti tu quando sei con lui. Anche il desiderio di conoscere più persone non significa necessariamente che tu sia incapace di accontentarti. A volte può essere il modo con cui cerchiamo di proteggerci dal rischio di scegliere, di affezionarci o di poter essere delusi. Il pensiero di dover trovare la persona “giusta e perfetta”, invece, può facilmente trasformare una conoscenza in una sorta di prova da superare, anziché in un'esperienza da vivere. Forse, più che chiederti adesso “È la persona giusta?”, potrebbe esserti utile chiederti: “Come sto io quando sono con lui? Mi sento libera, curiosa, serena? Ho voglia di conoscerlo un po' di più, senza dover decidere dove arriveremo?” Non devi necessariamente avere già tutte le risposte. A volte comprendere ciò che desideriamo passa proprio dal concederci la possibilità di fare piccoli passi, ascoltandoci senza giudicarci. Se senti che questa paura, il senso di colpa o il legame con il passato ti impediscono di comprendere davvero ciò che desideri, un percorso psicologico potrebbe aiutarti a fare un po' di chiarezza, con i tuoi tempi e senza dover arrivare a una risposta prestabilita. Un caro saluto, Dott. Fabio Mallardo Psicologo-Psicoterapeuta Ricevo anche on-line
La paura che descrivi, di ripetere vecchi schemi o di non sentirti pronta, è molto comune dopo una relazione significativa: mente e corpo restano legati a ciò che si conosce, anche quando razionalmente si desidera altro. Non è detto che ci sia qualcosa di sbagliato in te, spesso serve solo più tempo per elaborare la storia precedente prima di aprirsi davvero a una nuova. Lavorare su questi automatismi ti aiuterebbe a sentirti più libera nelle scelte future. Se vuoi parlarne con calma, sono a disposizione per un primo incontro.
Buongiorno, da quello che racconta non mi sembra che ci sia qualcosa di “sbagliato” nel suo comportamento. Mi sembra piuttosto che lei si trovi in una fase di passaggio: ha chiuso una relazione importante, ma emotivamente non ha ancora completato del tutto il distacco, mentre una parte di lei vorrebbe tornare a sentirsi libera di conoscere persone nuove. Il fatto che continui a vedere il suo ex e che addirittura lavoriate insieme rende questa separazione ancora più complessa. Anche se razionalmente sa di averlo lasciato per dei motivi precisi, la sua presenza può mantenere attivo un legame fatto di abitudine, senso di colpa, responsabilità e forse anche una parte di affetto. È quindi comprensibile che l'idea di frequentare qualcun altro possa farle percepire di stare facendo qualcosa di “sbagliato”. Ma una cosa è importante: lasciare una persona significa anche riacquistare il diritto di conoscere altre persone. Non deve sentirsi in colpa perché qualcuno le piace. La paura che descrive può avere diverse componenti. Quando una relazione è appena terminata, una nuova conoscenza può rappresentare contemporaneamente una possibilità piacevole e una minaccia: “E se poi mi affeziono? E se va male? E se scopro che non mi piace davvero? E se sto facendo un errore?”. Per proteggersi da queste possibilità, la mente può cercare di anticipare tutto e arrivare a una certezza prima ancora di iniziare. Ma nelle relazioni questa certezza non esiste. Lei dice, inoltre, che questo ragazzo non è esattamente il suo “tipo” esteticamente, ma che le piace parlare con lui, ridere, scherzare e stare insieme. Questo è un elemento che non sottovaluterei. L'attrazione non è sempre un colpo di fulmine e non deve necessariamente corrispondere a un ideale estetico predefinito. Può nascere anche dalla conoscenza, dalla complicità e dal modo in cui una persona ci fa sentire. Non deve però nemmeno convincersi che le piaccia per forza. Può semplicemente concedersi di conoscerlo. Non è necessario decidere adesso se sarà “quello giusto”, se potrà diventare una relazione o se sarà una persona con cui costruire qualcosa. Potrebbe limitarsi a fare un passo alla volta: parlare, scambiarsi il numero, prendere un caffè, eventualmente uscire insieme e vedere come si sente. Conoscere qualcuno non equivale a impegnarsi con quella persona. Anche il fatto che lei senta il bisogno di conoscere più persone prima di scegliere non è necessariamente un problema. Può indicare semplicemente il desiderio di non buttarsi nuovamente in una relazione senza essere convinta. Diventa problematico soltanto se la ricerca della persona “giusta e perfetta” diventa un modo per non scegliere mai nessuno e per evitare il rischio inevitabile che comporta una relazione. Una persona può essere interessante e compatibile senza essere perfetta. Le proporrei quindi di spostare la domanda da “È la persona giusta?” a domande molto più semplici: Mi sento bene quando sto con lui? Sono libera di essere me stessa? Sono curiosa di conoscerlo meglio? Mi piace il modo in cui mi tratta? Dopo averlo visto sento il desiderio di rivederlo oppure soprattutto sollievo quando me ne vado? Sto cercando lui oppure sto cercando la certezza che sia quello giusto? Quest'ultima domanda potrebbe essere particolarmente utile nel suo caso. E cercherei anche di distinguere la paura dal disinteresse. Se pensa di andare oltre e sente paura, questo non significa necessariamente che non le piaccia. Se invece, una volta eliminata la paura del possibile fallimento, scopre che non sente curiosità, desiderio o piacere nello stare con lui, allora probabilmente non c'è abbastanza interesse. Non deve scegliere tra “buttarsi completamente” e “chiudere tutto”. Esiste una terza possibilità: procedere lentamente. Infine, visto che ha già intrapreso un percorso psicologico in passato, potrebbe essere molto utile lavorare proprio su questo passaggio: il senso di colpa verso l'ex, la paura di sbagliare scelta, il bisogno di trovare la persona perfetta e la difficoltà a tollerare l'incertezza. Sono tutti temi che possono aiutarla a capire se oggi sta scegliendo sulla base di ciò che desidera realmente oppure sulla base della paura. Quindi no, non sta sbagliando a conoscere questo ragazzo. Non gli deve una relazione e non deve nemmeno decidere oggi se le piace abbastanza. Gli conceda semplicemente la possibilità di farsi conoscere e conceda a se stessa la possibilità di scoprire, senza obblighi, cosa prova davvero. Un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Psicologo Clinico Perugia
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