Domande del paziente (128)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da ciò che descrive, il quadro è coerente con una manifestazione ansiosa, più che con una patologia organica. Il fatto che gli esami siano nella norma, che i sintomi diminuiscano quando è distratta... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, Sta attraversando eventi molto impegnativi e il fatto che riesca a osservarsi con questa lucidità è già un segnale importante. Riconoscere i propri schemi e sentire il bisogno di un supporto... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, Quello che descrive è un passaggio molto comune e comprensibile, soprattutto dopo un allattamento così prolungato e una forte vicinanza notturna. A 2 anni e mezzo sua figlia non cerca il seno... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, Quello che descrive è più comune di quanto pensi e non significa che ci sia qualcosa che non va in lei. Da una parte c’è un legame emotivo reale, fatto di sintonia, ascolto e benessere; dall’altra... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, l’attrazione in sé, anche con una differenza d’età significativa, non è automaticamente un problema clinico. Le emozioni e le fantasie non si scelgono; ciò che conta è come vengono gestite... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, Cinque mesi senza intimità, senza spiegazioni chiare e senza un reale confronto, non sono solo una questione sessuale ma relazionale: lei si sente escluso, non ascoltato e poco considerato.
È...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve. Il contesto che descrive resta chiaramente disfunzionale e logorante, e il nodo non è correggere gli altri, ma uscire dal ruolo che Lei ha assunto dentro quel sistema. A 38 anni definirsi ancora... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. I sintomi che descrive sono compatibili con uno stato di derealizzazione, spesso legato ad ansia intensa e ipocondria, non a una patologia neurologica grave. Il fatto che il pensiero sia fisso,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la sensazione di spaesamento dopo molte ore al PC è frequente e spesso legata a sovraccarico visivo, sedentarietà e ridotta esposizione alla luce naturale. Non è di per sé un segnale allarmante.
Va...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, Da ciò che descrive emergono due polarità: riduzione di energia e motivazione da un lato, iperattivazione ansiosa con rimuginio e insonnia dall’altro.
Può trattarsi di stress accumulato, ma...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
i sintomi che descrive possono effettivamente comparire in periodi di forte stress o di iperattivazione del sistema nervoso, ma è corretto aver già fatto una prima verifica medica.
Se la sintomatologia...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrive ha caratteristiche abbastanza chiare: la bambina ha fame ma evita di deglutire per paura di soffocare. Questo orienta più verso una paura/ansia legata all’atto del mangiare...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la sua è una scelta difficile e non esiste una soluzione senza dolore.
Un punto però è chiaro: il bisogno sessuale è importante e, se per lei non è negoziabile, ignorarlo nel tempo rischia...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
se questi “loop mentali” non compromettono il funzionamento quotidiano né la sua serenità, non è necessario preoccuparsene o cercare di eliminarli a tutti i costi.
Più che chiedersi se “deve” farseli,...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buona sera, Sta leggendo bene la situazione. Fermarsi e darle spazio è la scelta più rispettosa.
Non ha fatto un “grave errore”: è stato un incidente, ma per lei ha toccato un confine. Ora conta come si...
Altro
Buongiorno, sono turbata da una situazione che si è venuta a creare in casa. Mio figlio di 19 anni e suo padre hanno avuto una litigata tremenda. E' partita da una sciocchezza per la quale mio marito si è rivolto in tono sgradevole ai nostri figli. Mia figlia ha ignorato, mio figlio ha avuto uno scatto di rabbia sproporzionata e preteso scuse. Mio marito si è irrigidito e ha cominciato con attacchi personali molto cattivi nei confronti di mio figlio. Io cercavo di calmare entrambi senza riuscirci. E' intervenuta anche mia figlia per aiutarmi. Siamo riuscite a riportare mio figlio alla calma ma mio marito rilanciava di continuo, fino a quando mio figlio ha accettato che la sorella lo portasse fuori dalla stanza. Da allora sono passate 3 settimane e non si parlano più. Quando si trovano insieme si ignorano, fanno come se l'altro non fosse presente in stanza. Mio figlio è ancora pieno di rabbia e mio marito non vuole fare aperture, sembra preferire tagliare i ponti. Non so come aiutare alla ripresa del dialogo per ripartire e riparare il rapporto. Sarei grata se mi poteste dare suggerimenti in merito. vi ringrazio.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrive non è solo un litigio, ma uno scontro in cui si è attivata una dinamica più profonda tra ruoli e riconoscimento.
Nel rapporto padre–figlio, soprattutto in adolescenza tardiva, la rabbia del figlio può essere vissuta dal padre come una messa in discussione del proprio ruolo e della propria autorevolezza. Questo, in molti uomini, attiva una risposta difensiva: irrigidimento, attacco o chiusura.
Non è una questione di “giusto o sbagliato”, ma di modalità diverse di gestire il conflitto: il padre tende spesso a proteggere il proprio ruolo attraverso il controllo o il distacco, soprattutto quando si sente ferito.
In questa fase forzare un confronto diretto rischia di peggiorare la distanza. È più utile:
abbassare la tensione senza schieramenti
lavorare separatamente su entrambi
puntare prima al rispetto reciproco minimo, non ancora al dialogo
Solo quando la posizione difensiva si sarà allentata sarà possibile ricostruire un confronto più autentico tra padre e figlio. Dr. Giuseppe Mirabella
Salve ho 50 anni e premetto che sono sempre stato ipocondriaco e ansioso, da qualche tempo ho paura di strozzarmi deglutendo il cibo, ho una sensazione di avere tra gola e palato un bolo, a tavola mangio poco o quasi nulla per paura di soffocarmi. Ma la cosa che mi preoccupa è che da quando ho avuto il problema di aver paura di soffocare, ho perso qualche chilo per me di troppo, sono alto 196 e attualmente peso intorno agli 80 chili.. Sto mangiando molto meno rispetto a prima solo pasta e frutta a pranzo e poco a cena. Ho paura di andare sottopeso o che non riesca a recuperare. Ho paura di avere qualche patologia, mi misuro spesso pressione, ho fatto recenti analisi sangue che sono risultate regolari. Ho paura di non riuscere a superare questo problema.Attendo un vostro gradito consiglio.. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
quello che descrive è molto compatibile con un circolo ansioso: la paura di soffocare aumenta la tensione alla deglutizione, questa genera la sensazione di “bolo in gola”, e di conseguenza porta a mangiare sempre meno.
È importante chiarire un punto: con esami del sangue nella norma e senza segnali organici specifici, questa sensazione è molto spesso legata a ansia somatizzata e non a un problema strutturale della gola.
Il problema principale, adesso, non è tanto la sensazione in sé, ma il fatto che stia riducendo progressivamente il cibo: questo tende a mantenere e rinforzare la paura.
In questi casi aiuta:
evitare controlli ripetuti (peso, sensazioni in gola)
non restringere ulteriormente l’alimentazione
reintrodurre gradualmente i cibi in un contesto calmo
Se il calo di peso continua o la paura aumenta, è indicato un intervento psicologico mirato, perché si tratta di un disturbo che risponde bene al trattamento. Dr.Giuseppe Mirabella
Buonasera
Sto vivendo un momento un po' doloroso
Mi piace molto una ragazza, una mia collega di lavoro.
Siamo caratterialmente diversi lo ammetto, però abbiamo ammesso ieri di provare un interesse reciproco ma c'è un enorme problema che blocca tutto.
Ci sono stati diversi litigi, soprattutto per mancanza di onestà da parte di lei, che mi hanno fatto alterare e reagire un po' troppo.
Questi litigi a lei le hanno fatto capire che non possiamo stare insieme, non potremo mai, che ha già vissuto una situazione del genere e che non vuole caderci di nuovo.
Ha già pensato diverse volte se tra noi poteva andare oltre ma non ce la fa, non è ancora pronta per una relazione e perché siamo colleghi e se già litighiamo così spesso prima di iniziare dopo diventerebbe peggio, anche se secondo me meglio litigare all'inizio che nel mezzo.
Ho provato a farle capire che io sono disposto a provare e a migliorare in primis per me stesso e sarei disposto a farle vedere più avanti che sono migliorato (davvero) ma lei non vuole neanche provarci.
Le ho confessato che è la cosa più bella che mi sia capitata da quando lavoro in questa azienda(ed è vero) e sono felice tutte le volte che la vedo... Questo discorso l'ha fatta emozionare e mi ha preso anche le mani.
Resta il fatto che ha dato un no definitivo e non vuole fare neanche un tentativo perché siamo troppo diversi e ci sono troppi litigi.
Secondo voi, ci potrà mai essere un ripensamento da parte sua e quindi un cambiamento di scelta?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
A volte, quando già nella fase dell’innamoramento emergono conflitti continui, sfiducia e forte fatica emotiva, è importante chiedersi se si sta inseguendo un legame o cercando di convincere qualcuno a restare.
L’amore, pur con le sue complessità, nella sua base è semplice: due persone scelgono reciprocamente di esserci. Se una persona oggi dice con chiarezza di non voler iniziare una relazione, la cosa più sana è ascoltare quel confine senza trasformarsi nel tentativo di “dimostrare” di meritare una possibilità.
Un ripensamento può sempre accadere nella vita, ma non può diventare l’attesa attorno a cui costruire il proprio equilibrio emotivo. A volte il gesto più maturo è anche sapersi allontanare. Dr. Giuseppe Mirabella
Salve, mia moglie dopo 17 anni di matrimonio ha deciso di lasciarmi. Mi ha detto che ho commesso troppi sbagli, si sente triste con me, nn si sentiva amata abbastanza e le interazioni negative dei miei genitori la hanno soffocata. Andrà a stare in una nuova casa in affitto, e in attesa della sistemazione della nuova casa, resterà ancora con me per almeno un'altro mese. Io l'amo ancora perdutamente ma nn ha voluto sentire ragioni, e mi tratta giustamente con freddezza e distacco. Rispetto cmq la sua decisione e sto limitando il piu possibile i rapporti con lei ( come anche da suggerimenti altrui). Giorno dopo giorno sto cercando ad imparare, gestire e nascondere le mie emozioni tenendomi impegnato con la gestione della casa e tutto il resto, ora ricaduto quasi interamente su di me. Mi è vi chiedo, in speranza di una riappacificazione futura, ma lo stare forzatamente assieme tutto questo mese, in uno stato ibrido di distacco, fatto per lo più di abitudinaria tristezza ed indifferenza( tranne i momenti dedicati alla bimba) non rischia di danneggiare ulteriormente il nostro rapporto? Potrebbe confermarle e darle la convinzione ulteriore di essere triste quando ė con me? Sarebbe il caso che andassi via io in questo mese? Come posso sfruttare questi pochi giorni che staremo ancora assieme in modo produttivo alla relazione ( esempio dimostrando impegno e propensione al cambiamento di alcuni miei comportamenti sbagliati? ) o devo attendere passivamente tutto questo sino a che nn andrà via? Grazie di cuore
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
quello che sta vivendo è profondamente doloroso, ma dalle sue parole emerge anche una cosa importante: sta iniziando a vedere non solo la perdita, ma anche le dinamiche che hanno portato vostra moglie a questa decisione.
In questo momento il rischio più grande è trasformare questo mese in un tentativo continuo, anche silenzioso, di convincerla a tornare. Quando una persona arriva a lasciare dopo 17 anni, ha già maturato dentro di sé molta stanchezza emotiva.
Sì, convivere così potrebbe rafforzare in lei la sensazione di tristezza. Ma potrebbe anche permetterle di percepire, forse per la prima volta, un clima meno pesante, meno conflittuale e meno soffocante. Dipenderà da come vivrà questo tempo.
Non servono grandi promesse o dimostrazioni di cambiamento. Il cambiamento vero si vede nei dettagli: rispetto dei suoi spazi, meno pressione emotiva, più equilibrio, più responsabilità e meno reattività.
Non viva ogni giorno come un esame sul futuro della relazione. Cerchi piuttosto di diventare una presenza più stabile e consapevole, indipendentemente dall’esito finale. Paradossalmente, è spesso quando l’altro smette di sentirsi trattenuto che può tornare a guardare con occhi diversi. Dr. Giuseppe Mirabella
Buonasera, 40 enne, Avvocato di Rovigo , sposato con prole, mi sono innamorato di una collega più giovane di quasi 10 anni, appena lasciata dal Suo fidanzato.
Una volta confessato il mio sentimento, nonostante una scarsa frequentazione precedente, lei ha sminuito tutto, con la classica crisi coniugale, confessando un flirt attuale (non veritiero?).
Abbiamo deciso però di continuare a frequentarci lavorativamente, siamo andati a cena assieme, ma ogni volta che io mi avvicino a Lei, preoccupandomi di Lei, lei mi allontana o ignora.
Io cerco di non chiamarla o messeggiarla per vicende personali, per non essere pesante o petulante, però causa lavoro sono piacevolmente contento di condividere del tempo con Lei.
Alterno poche ore di gioia passate con Lei a giorni che sto male, rimedio, cerco di fare attività fisica, cerco di non seguire i suoi social, di non pensarci, di pensare ai Suoi difetti, alternandolo con sedute Psicologiche, ma niente, e la cosa peggiore è che dall'altra parte ho una famiglia che mi sta perdendo, ed a me la cosa mi pesa, ma non come l'amore non ricambiato.
Quanto è brutto innamorarsi a 40 anni !
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, più che un amore impossibile, qui sembra esserci una forte attivazione emotiva nata in un momento di fragilità personale e coniugale. Il fatto che lei la avvicini e poi la allontani ripetutamente è già, di per sé, una risposta abbastanza chiara.
Il punto centrale oggi non è conquistare la collega, ma capire cosa nella sua vita matrimoniale e personale l’ha resa così vulnerabile a questo coinvolgimento. Continuare a nutrire la vicinanza lavorativa rischia solo di mantenere acceso il circuito emotivo.
Probabilmente la scelta più sana è investire energie nel rapporto con sua moglie e, parallelamente, prendere gradualmente un po’ di distanza emotiva dalla collega, senza gesti drastici ma con lucidità. Perché al momento sta sacrificando la stabilità reale per un legame che non sembra offrirle una reciprocità concreta. Dr. Giuseppe Mirabella
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Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…