Salve mi chiamo Sara ho 38 anni e sono fidanzata da 11 anni con il mio compagno di 44 anni ..... Ab

25 risposte
Salve mi chiamo Sara ho 38 anni e sono fidanzata da 11 anni con il mio compagno di 44 anni .....
Abbiamo preso casa ma ogni volta che arriva il momento di trasferirmi diventa nervoso agitato e mette in dubbio tutto .....
Poi quando gli dico che va bene aspettare torna dolcissimo e presente come sempre ...noi ci amiamo davvero tantissimo ma la mia domanda e?se non si convincerà come potrebbe funzionare?sono io a dovermi trasferire......ma non ci lasceremo mai xké il nostro rapporto e troppo fortissimo......come potremmo fare?grazie mille
Dott. Simone Ciuffi
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Sambuceto
La sua domanda riguarda se stessa più che il suo compagno. Nessuno di noi può cambiare l'altro se non se stesso.

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Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso una parte così delicata della sua storia. È comprensibile che questa situazione la faccia sentire incerta: quando si ama profondamente una persona e si immagina una vita insieme, è naturale desiderare passi chiari e condivisi.
Da ciò che descrive, sembra che il suo compagno oscilli tra il desiderio di costruire con lei e una forte ansia legata al cambiamento. Trasferirsi, anche quando è un passaggio desiderato, può attivare paure profonde: di perdere la propria autonomia, di non essere all’altezza, o semplicemente di affrontare un cambiamento importante. Il fatto che, appena lei gli concede tempo, lui torni affettuoso e presente suggerisce che il sentimento c’è, ma anche che lui vive un conflitto interno che non sa ancora esprimere con chiarezza.
La sua domanda è molto importante: “Se non si convincerà, come potrebbe funzionare?”
La risposta non è nei “sì” o nei “no”, ma nel modo in cui riuscirete ad affrontare insieme questa difficoltà.
Potrebbe aiutarvi:
parlare apertamente delle sue paure, senza giudizio, mettendo l’accento non sul “quando ti trasferisci”, ma sul “cosa senti quando pensiamo a questo passo”;
definire insieme dei tempi realistici, che non siano né una pressione per lui né un’attesa indefinita per lei;
costruire piccoli passi, che rendano il cambiamento più gestibile (trascorrerci più tempo, organizzare gli spazi, fare prove graduali);
e sicuramente un supporto psicologico potrebbe essere molto utile in questa fase.
Il vostro amore può essere una risorsa preziosa, ma perché una relazione funzioni serve che entrambi si sentano sereni nel cammino da fare. È possibile trovare un equilibrio, purché ci sia dialogo, rispetto dei tempi e responsabilità condivisa.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Salve, grazie per aver condiviso un momento della sua vita. Sicuramente approfondire il dialogo sull argomento, e analizzare per proprie emozioni a riguardo può aiutare a fare chiarezza tra la coppia. Resto a sua disposizione.
Dott.ssa Samuela Carmucco
Psicologo, Psicoterapeuta
Palermo
Salve Sara, lei come sta, invece, in questa perenne attesa? è così abituata a stare nelle attese da sentirle delle costanti valide?. Perché il punto non sembrerebbe il fatto che tutto si plachi quando lei accetta il passo indietro del suo compagno, ma cosa accadrebbe se lei si facesse vedere nei suoi dubbi e nei suoi desideri?!. Un legame è di due persone, non di una che asseconda l'altro.
Dott.ssa Elena Cherubini
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Barberino di Mugello
Cara Sara,
grazie per aver condiviso la tua storia. Undici anni sono un tempo importante e testimoniano un legame indubbiamente solido e profondo. Tuttavia, dalla tua descrizione emerge una dinamica che sembra essersi cristallizzata in un copione ripetitivo: ogni volta che la convivenza diventa reale lui va in ansia e tu, per amore e per paura di vederlo soffrire, fai un passo indietro dicendogli che potete aspettare.
Il punto cruciale è che, accettando di rimandare ogni volta, finisci involontariamente per rinforzare la sua paura. Lui torna sereno e dolce perché la "minaccia" del cambiamento è sparita, ma in questo modo impara che non è necessario affrontare quel blocco per averti accanto.
Perché la relazione funzioni davvero nel lungo termine, ci sono due strade: o si accetta consapevolmente di rimanere una coppia che vive in case separate (ma deve essere una scelta felice anche per te, non una rinuncia subita), oppure è necessario affrontare questa paura del cambiamento. Spesso, dietro queste reazioni, c'è un timore profondo di perdere la propria autonomia.
Anche un amore forte, per evolvere, ha bisogno che i progetti condivisi diventino finalmente realtà, uscendo da questo eterno limbo.
Un caro saluto,
dott.ssa Elena Cherubini
Dott.ssa Caterina De Galitiis
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Pescara
Salve Sara,
mi pare di averle già risposto riguardo a questo tema e, proprio per questo, non voglio ripeterle le stesse cose né darle risposte forzate. La verità è che, senza il punto di vista del suo compagno, è impossibile capire davvero cosa lo freni.
Quello che però posso dirle è che, se questa situazione sta diventando pesante per lei e continua a generare dubbi e preoccupazioni, probabilmente è arrivato il momento di affrontarla apertamente insieme a lui: darvi uno spazio per parlarne, ascoltarvi davvero e capire cosa ciascuno di voi sta vivendo rispetto a questo passo.
E se vi accorgete che, da soli, fate fatica a gestire il tema senza cadere in ansia o confusione, potreste anche valutare un percorso di coppia: non per “aggiustare” qualcuno o la coppia, ma per aiutarvi a trovare un modo più chiaro e condiviso di procedere
Dott.ssa Silvia Stevelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno Sara,
ogni volta che la convivenza si avvicina, il suo compagno sembrerebbe entrare in uno stato di forte agitazione, mettendo in dubbio tutto e quando lei propone di rimandare torna sereno e affettuoso. Questo movimento avanti-indietro può creare molta confusione e farla sentire bloccata tra l’amore che vi unisce e l’incertezza del passo da fare. È possibile che per lui la convivenza rappresenti un cambiamento molto carico emotivamente, che non significa necessariamente mancanza di sentimento, ma magari timore che può essere legato alla responsabilità, al cambiamento delle abitudini o alla paura di perdere qualcosa di sé. La sua domanda “come può funzionare se non si convincerà?” è legittima. Per fare un passo così importante entrambi dovreste sentirvi pronti e questo richiede un dialogo aperto in cui possiate condividere non solo i desideri, ma anche le paure. In questi casi può essere davvero utile un percorso psicologico, individuale o di coppia, per comprendere meglio cosa rappresenta questo passaggio per ciascuno di voi e come affrontarlo senza che uno dei due debba sospendere i propri bisogni per evitare il conflitto. L’amore tra voi può essere una forza, ma è importante accompagnarlo con consapevolezza e con uno spazio che vi aiuti a leggere ciò che succede.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Ciao Sara — grazie per aver scritto, capisco quanto questa situazione possa essere dolorosa e confusa quando amate davvero il vostro rapporto.

Prima di tutto: quello che descrivi somiglia molto a una reazione di paura del cambiamento o di ambivalenza di fronte a un passo importante (trasferirsi insieme). Non è raro che una persona diventi ansiosa, si irrigidisca o metta tutto in dubbio proprio quando la relazione entra in una nuova fase di impegno: paura di perdere autonomia, timori pratici (lavoro, soldi, spazio), ricordi di esperienze passate o semplicemente ansia che si manifesta come opposizione. Il fatto che dopo abbia reazioni affettuose è compatibile con una oscillazione tra desiderio e paura, non con mancanza d’amore.

Alcuni passi concreti che potete provare da subito:

Parlarne in un momento di calma, non durante un conflitto: usa frasi in prima persona (“io sento…”, “per me è importante…”) e invita lui a parlare delle sue paure senza giudizio.

Chiedere chiaramente quali sono i suoi timori (pratici? emotivi? legati al passato?), perché identificare il contenuto aiuta a trovare soluzioni concrete.

Spezzare il cambiamento in piccoli passi: prove di convivenza graduale, periodi di prova, accordi su spazi e responsabilità; questo riduce l’ansia da salto nel vuoto.

Stabilire una piccola timeline condivisa e flessibile: capire quando rivedere insieme la decisione evita il rimandare indefinito.

Valutare un sostegno esterno: la terapia di coppia aiuta molto quando l’amore c’è ma emergono blocchi concreti; anche un percorso individuale per lui (o per te) può facilitare la gestione dell’ansia.

Mettere al centro anche i tuoi bisogni e i tuoi limiti: amore forte non significa mettere sempre da parte le proprie esigenze. Decidere insieme che cosa siete disposti a negoziare e che cosa no è fondamentale.

Se dopo questi tentativi la situazione resta bloccata, la terapia di coppia è il luogo migliore per approfondire le dinamiche, trasformare la paura in progetto condiviso e capire se servono interventi specifici (es. lavoro sull’ansia, su temi di attaccamento o su vissuti passati).

È consigliabile approfondire con uno specialista per avere uno spazio guidato e sicuro dove esplorare tutto questo insieme.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Elisa Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Cara signor la ringrazio per essersi aperta su questa tematica che la sta facendo soffrire.
Mi sembra di scorgere nelle sue parole una nota stonata. Da una parte dice che non vi lascerete mai ma dall'altra il fidanzato sembra ritrarsi ogni volta che si ipotizza la concretizzazione della vostra convivenza. Forse più che abbozzare ogni volta per ripristinare la tranquillità del rapporto dovrebbe aprirsi con il suo compagno sulla sua sofferenza in merito a questa questione e vedere come reagisce. Potreste anche pensare di iniziare un percorso di terapia di coppia per affrontare insieme questa problematica.
Le auguro tanta serenità.
Dott.ssa Giulia Virginia La Monica
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trento
Buon pomeriggio Sara,
può, volendo, considerare un supporto individuale in cui meglio indagare il vissuto personale oppure uno di coppia per supportare l'eventuale cambiamento.
Saluti
Dott. Giuseppe Mirabella
Psicologo, Psicologo clinico
Modica
Salve Sara,
quello che descrive sembra un blocco legato al cambiamento, non alla qualità del vostro legame. Il fatto che lui diventi agitato proprio quando si avvicina il trasferimento indica una forte ansia, non mancanza d’amore.
Dopo 11 anni e un progetto importante come la casa, può esservi molto utile una consulenza di coppia: uno spazio neutro dove capire cosa lo spaventa, come gestire le sue esitazioni e come trovare un modo sereno per compiere questo passo insieme.
Non è un problema insuperabile, ma è importante affrontarlo insieme, con un aiuto professionale, prima di trasferirvi. Dr. Giuseppe Mirabella
Dott.ssa Orianna Miculian
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trieste
Andare a vivere sottouno stesso tetto vuol dire assumersi totale responsabilità nei confronti dell'altro e della famiglia che si va a costruire. Il suo compagno forse non è pronto, è spaventato di tutto ciò che può comportare fare questo grande passo. Parlatene assieme gli chieda che cos'è che lo spaventare, lo assicuri che affronterete tutto assieme e che, pur essendo un'unità ognuno avrà anche i propri spazi ... forse è questo che lo frena. Il confronto e l'ascolto sincero possono permettervi di andare oltre alla fatica di far quel passo che probabilmente tutti e due desiderate.
E se non fosse sufficiente magari un Terapeuta potrebbe dare una mano alla coppia.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Miculian
Dott.ssa Monica Mugnai
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Montevarchi
Gentile Sara, grazie per la sua condivisione. Avete parlato dei motivi per cui il suo compagno si comporta così? Perché questo comportamento entra in contrasto con l'idea di una progettualità condivisa nel lungo termine. Potreste avere un nodo da sciogliere nella vostra relazione.
Se le fa piacere, mi aggiorni pure. Dottoressa Monica Mugnai
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve Sara, capisco quanto possa essere faticoso trovarsi in questa situazione. Da quello che racconta, emerge un legame affettivo profondo, ma anche un momento di transizione che per il suo compagno sembra attivare una forte tensione interna. Può succedere che, davanti a cambiamenti importanti, anche desiderati, alcune persone vivano un misto di entusiasmo e paura. L’amore c’è, ma la mente si riempie di dubbi, scenari possibili, timori di non essere all’altezza o di perdere equilibri abituali. Questa altalena emotiva può portarli a oscillare tra nervosismo e bisogno di rassicurazione. Non significa che non voglia il passo, ma che probabilmente non riesce ancora a gestire serenamente l’idea del cambiamento. Quando lei gli dice che si può aspettare, sembra che lui si rilassi perché sente di non essere sotto pressione. E proprio da questa tranquillità torna a mostrare il lato affettuoso che a lei fa bene. La questione importante, però, riguarda il suo bisogno: lei sente il desiderio di costruire una vita insieme e di vedere questo cambiamento realizzarsi. È comprensibile che si chieda come potrà funzionare se questa indecisione dovesse ripetersi. In una relazione è fondamentale che entrambi possano sentirsi ascoltati e possano trovare un punto di equilibrio tra le rispettive paure e i rispettivi desideri. Potrebbe essere utile parlarne con calma in un momento sereno, più volto alla comprensione che alla soluzione immediata. Può condividere con lui ciò che prova, senza spingerlo, ma lasciandogli vedere con chiarezza quanto per lei sia importante avere una direzione. A volte, quando una persona comprende davvero l’impatto che la sua indecisione ha sull’altro, riesce a riconoscere meglio ciò che sta vivendo dentro di sé e a fare passi più stabili. Non serve forzare il ritmo, ma neppure mettere da parte i suoi bisogni. La strada migliore spesso sta nel trovare un tempo comune in cui entrambi possano sentirsi sicuri e allo stesso tempo responsabili del cammino che stanno costruendo. Il fatto che vi amiate e che entrambi teniate alla relazione è già una base molto solida da cui partire. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
è normale nei momenti di transizione di vita, vivere delle piccole crisi interiori e probabilmente il suo compagno si rassicura sapendo che può rimanere nell'attesa, prima della decisione definitiva. Se la relazione è sicura e solida, vanno semplicemente rafforzate le sicurezze emotive che troverete nella casa nuova, consolidando gli strumenti cognitivi e comportamentali con il percorso terapeutico insieme, se vorrà.
Dott.ssa Marta Vicario
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciao Sara, ciò che state vivendo non è semplicemente il “suo problema”, ma una dinamica che create insieme, una sorta di danza emotiva in cui il passo del trasferimento attiva tensioni interne in entrambi. Il fatto che lui diventi nervoso quando si avvicina il momento di andare a vivere insieme può indicare una forte ambivalenza: da una parte desidera profondamente la relazione, dall’altra il cambiamento lo mette in contatto con paure inconsce legate alla responsabilità, alla perdita di spazi personali o all’idea che la convivenza trasformi il legame in modi che non riesce a controllare. Quando tu arretri per non farlo soffrire, lui si tranquillizza e torna affettuoso, e questo crea un equilibrio protettivo ma anche bloccante: ognuno di voi, senza volerlo, contribuisce a mantenere una distanza “sicura”. La questione non si risolve convincendo lui né sacrificando te, ma portando alla luce il significato emotivo che questo passo ha per entrambi. Servirebbe uno spazio di dialogo sincero in cui possiate dirvi cosa rappresenta davvero la convivenza: cosa teme lui, cosa senti tu quando si ritrae, di cosa ha bisogno ognuno per non sentirsi minacciato dal cambiamento. Quando la coppia riesce a nominare insieme l’ambivalenza, spesso il blocco si scioglie perché non è più un peso silenzioso ma un vissuto condiviso. Il vostro amore non basta da solo a superare questo passaggio, ma può diventare la base sicura da cui affrontarlo insieme; e se serve, un percorso di coppia a orientamento relazionale può aiutarvi a trasformare questo stallo in un’occasione di crescita.
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, il suo compagno sembra avere difficoltà e fragilità ad assumersi ciò che comporta, in termini di responsabilità, avviare una convivenza. L'indicazione potrebbe essere, se lui avesse una qualche disponibilità, consigliargli una comnsulenza psicologica. Oppure in alternativa comprendere perchè lei sembra assecondarlo, mi pare mettendo in secondo piano i suoi desideri. In entrambi i casi potrei essere disponibile ad aiutare anche online. Buona Giornata! Dario Martelli
Salve, vi consiglio di affrontare insieme l'argomento, magari con l'aiuto di un professionista, per comprendere meglio quale sia la paura sottostante.
Gentile Sara,
da quanto descrive, il Suo compagno sembra vivere molta ambivalenza rispetto al trasferimento, anche se l’amore tra voi è forte. Questo alternarsi tra nervosismo e dolcezza è comprensibile: spesso il cambiamento può attivare paure intense, senza che ciò metta in discussione la relazione.

Può essere utile parlarne apertamente, capire insieme cosa scatena ansia e fare piccoli passi graduali verso il trasferimento. In alcuni casi, un supporto di coppia con uno/a psicologo/a aiuta a gestire queste emozioni e a trovare strategie concrete. L’importante è sostenervi a vicenda e trasformare la paura in comprensione reciproca. Rimango a disposizione, un caro saluto!
A volte, quando si affronta un passo significativo, possono emergere paure legate al cambiamento, alla responsabilità o alla perdita delle proprie abitudini. Il fatto che lui torni affettuoso quando si rimanda non significa mancanza d’amore, ma che probabilmente questo passaggio attiva in lui qualche insicurezza che fatica a esprimere. Potrebbe essere utile parlarne in un momento tranquillo, cercando di capire cosa lo spaventa e di cosa avrebbe bisogno per vivere questo passo con più serenità. Procedere con piccoli accordi, senza pressioni, può aiutarvi a mantenere l’equilibrio della coppia. Se queste difficoltà dovessero persistere o diventare troppo pesanti, una consulenza psicologica di coppia potrebbe offrirvi uno spazio neutrale per chiarire bisogni, timori e aspettative, e trovare un modo condiviso per affrontare il cambiamento.
Cara Sara,
grazie per aver condiviso un momento così delicato della vostra storia di coppia.
Dal modo in cui descrive la situazione emerge un legame affettivo profondo, ma anche una fase di transizione che per il vostro sistema relazionale rappresenta un vero e proprio “cambiamento di equilibrio”. L’ingresso nella nuova casa non è solo uno spostamento fisico: è un passaggio simbolico verso una forma diversa di convivenza, con nuove responsabilità, nuovi ritmi e un assetto di coppia che inevitabilmente si riorganizza.
È possibile che il suo compagno, pur amandola e desiderando la relazione, viva questo passo come una pressione o una perdita di controllo: la tensione, il dubbio e il nervosismo che descrive possono essere la manifestazione di una difficoltà ad integrare il cambiamento più che la presenza di una mancanza di sentimenti. Quando poi lei gli dà tempo, lui torna dolce e presente: questo movimento avanti–indietro è tipico di chi oscilla tra desiderio e timore evolutivo.
Da una prospettiva sistemica, il punto non è “colpa di chi è”, ma cosa sta accadendo tra voi due in questo momento di passaggio. La domanda utile può diventare: come potete affrontare insieme questa fase, senza che uno dei due si senta costretto o l’altro bloccato?
Potrebbe essere importante esplorare:
• Quali significati attribuite entrambi alla convivenza?
A volte la stessa scelta porta con sé immagini e aspettative molto diverse.
• Che cosa teme realmente il suo compagno?
Spesso dietro la paura della convivenza si nascondono timori più profondi (responsabilità, perdita di libertà, paura di “non essere all’altezza”).
• Come si può co-costruire un tempo e un ritmo che appartenga a entrambi?
Non “lei che aspetta lui”, ma una coppia che decide insieme.
Il vostro amore, così come lo racconta, è una risorsa preziosa. Ma perché il progetto funzioni è necessario che la scelta della convivenza diventi una decisione condivisa, non un atto unilaterale o rimandato per paura. A volte un percorso di consulenza di coppia può aiutare proprio in questi momenti: permette di dare voce ai timori, legittimare le emozioni e trovare una strada che tenga dentro i bisogni di entrambi.
Non si tratta di “se si convincerà”, ma di come potete trovare un modo per attraversare insieme questo cambiamento.
Resto a disposizione per un eventuale confronto.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Dott.ssa Tonia Caturano
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Pioltello
Sara, dalle sue parole emerge un amore autentico, costruito negli anni, un legame che sente profondo e stabile. Allo stesso tempo, è evidente che si trova davanti a un punto delicato del vostro percorso: il passaggio dalla relazione “di coppia” alla vita condivisa quotidiana, che spesso è il momento in cui emergono paure che non si erano mai manifestate prima.

Quello che descrive nel suo compagno — questo alternarsi tra agitazione, dubbi e poi dolcezza e presenza quando rimandate il trasferimento — non parla di mancanza d’amore. Parla piuttosto di una parte di lui che vive la convivenza come un grande passo, forse più grande di quanto lui stesso voglia ammettere. Per alcune persone, il cambiamento di casa, le responsabilità, l’idea di condividere ogni aspetto della quotidianità sono vissuti come un salto nel vuoto, anche quando il sentimento è forte.

Lei, da parte sua, si trova a fare un movimento importante: trasferirsi Lei da lui. È un gesto pieno di fiducia e disponibilità. E immagino che vedere i suoi dubbi nel momento in cui dovrebbe accoglierla possa farla sentire destabilizzata: finché lui rimanda, anche Lei rimane “in sospeso”, senza sapere davvero se può fare il passo con serenità.

La domanda che pone è molto profonda: *se lui non si convince, come può funzionare?*
E allo stesso tempo Lei afferma: *“non ci lasceremo mai perché il rapporto è fortissimo”*. È proprio dentro questa tensione che si trova la vostra difficoltà: l’amore c’è, ma il passo da fare richiede un allineamento emotivo che al momento non è pieno.

Ciò che potrebbe aiutarvi è non leggere i suoi dubbi come un “no”, ma come un “ho paura”. Questo però non significa che Lei debba rimanere indefinitamente in attesa. Significa piuttosto che avete bisogno di uno spazio — a due, o accompagnati da un professionista — in cui lui possa dare un nome a ciò che lo spaventa davvero: il cambiamento? la responsabilità? il timore di perdere i suoi spazi? oppure un’immagine di sé che sente minacciata dal passo della convivenza?

E Lei, nello stesso spazio, potrebbe esprimere il peso che vive nel vedersi rimandata ogni volta: perché anche la sua stabilità emotiva conta, e molto.

L’amore da solo non sempre basta a far filare tutto liscio; ma quando c’è, dà la base per lavorare insieme su ciò che ostacola il passo verso la vita comune. Spesso, quando i timori vengono messi in parole e non rimangono “sotto pelle”, si ridimensionano e diventano gestibili.

Se lo desidera, sono disponibile anche per un colloquio conoscitivo: a volte basta uno spazio sicuro per chiarire ciò che ognuno sente e per permettere a entrambi di capire quale sia il passo giusto da fare adesso, senza forzature ma anche senza rimanere bloccati.
Resto a Sua disposizione.
Dott.ssa Simona Santoni
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Ciao Sara, grazie per aver condiviso la sua situazione.
Da quello che descrive, sembra che lei e il suo compagno abbiate un legame molto forte ma il momento del trasferimento sembra attivare in lui una forte ansia che lo porta a mettere tutto in discussione. Questo non significa necessariamente che non voglia stare in relazione ma potrebbe indicare una difficoltà nel gestire un cambiamento importante, magari legato a paure di responsabilità, perdita di spazi personali o timori più profondi che lui stesso fa fatica a riconoscere.
Il fatto che, quando gli viene proposto da lei di aspettare, torni dolce e affettuoso, suggerisce che il problema non è il sentimento ma l’ansia associata al passo da compiere, al cambiamento successivo. È importante che possiate parlarne apertamente, non solo del “quando” trasferirsi ma soprattutto di cosa prova lui in quei momenti, quali paure emergono e cosa lo fa sentire sopraffatto. Allo stesso tempo è importante che lei possa esprimere i tuoi bisogni e le tue aspettative con chiarezza, perché anche per lei l’incertezza può diventare pesante. A volte un confronto più profondo, o uno spazio di coppia con un professionista, può aiutare entrambi a dare un nome a ciò che blocca e a trovare un modo condiviso di procedere per consolidare ulteriormente la vostra relazione.

Un caro saluto,
Simona Santoni - Psicologa
Dott.ssa Francesca Cavara
Psicologo clinico, Psicologo
Este
Ciao Sara, grazie per aver condiviso la tua esperienza.
Da quanto racconti, il vostro rapporto sembra duraturo e caratterizzato da importante progettualità. È comprensibile, però, che la situazione del trasferimento generi ansia o conflitto: cambiare casa e condividere uno spazio nuovo è un passo importante e spesso può attivare paure o insicurezze anche nelle coppie più unite.
In situazioni come questa può essere utile parlarne insieme in modo aperto e regolare, cercando di capire cosa scatena la sua agitazione e quali sono le sue preoccupazioni più profonde, senza sentirsi obbligati a prendere decisioni immediate.

A volte, avere un terzo professionista —come uno psicologo/psicoterapeuta di coppia, anche unito a percorsi individuali— può aiutare a esplorare questi vissuti e trovare strategie condivise, senza che uno dei due si senta sopraffatto o costretto.

Tenete presente che le difficoltà nel prendere decisioni importanti non indicano necessariamente problemi nel rapporto, ma possono essere un campanello per riflettere e comunicare in modo più strutturato.
Buonasera,
da come lo racconta, sembra che ogni volta che si avvicina il momento del cambiamento lui abbia bisogno di tirare il freno e lei, per amore, si ferma con lui.
La domanda che potrebbe portarsi è: "quanto ancora posso e voglio mettere in pausa la mia vita per aspettare che lui sia pronto, senza perdere di vista me stessa e quello che realmente voglio nel frattempo?".

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