Buongiorno mi chiamo Chiara e sono mamma di una bambina di 2 anni e mezzo. Ho allattamento esclusiva

17 risposte
Buongiorno mi chiamo Chiara e sono mamma di una bambina di 2 anni e mezzo. Ho allattato esclusivamente mia figlia e a 6 mesi l ho svezzata. Ho sostituito l allattamento di giorno offrendo giochi oppure cibo come ad esempio il latte di mandorla che lei adora. Premetto che dorme con noi nel lettone e non fa il riposino pomeridiano da circa un anno ma vorrei togliere l allattamento notturno che lei si sveglia e cerca il seno, tutto questo per riposare di più perché vorremmo provare il secondo figlio ma soprattutto staccarla un pochino da me. Lei tuttora capisce tutto o meglio quello che vuole capire ma ancora non parla. Vorrei procedere gradualmente latte notturno e poi pannolino dato che a settembre andrà all' asilo. Non so come fare magari integrando la melatonina. Grazie per i vostri consigli.
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
La tua bambina utilizza il seno soprattutto come regolazione emotiva e non per fame, quindi il distacco notturno va letto più come un passaggio relazionale che come una questione alimentare. È importante procedere con gradualità, mantenendo prevedibilità e presenza affettiva, aiutandola a trovare altre modalità di consolazione senza sentirsi abbandonata. Più che intervenire farmacologicamente, che richiede sempre valutazione pediatrica, può essere utile lavorare su routine serali stabili e su una separazione notturna accompagnata, anche con il supporto dell’altro genitore. Il tuo desiderio di recuperare spazio e riposo è legittimo, ma il cambiamento funziona meglio se avviene rispettando i tempi emotivi di entrambe.

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Dott.ssa Federica Abbandonato
Psicologo, Psicologo clinico
Potenza
Salve Chiara,
sono una psicologa dell’età evolutiva e della genitorialità e mi occupo proprio di accompagnare i genitori in queste fasi delicate.
A 2 anni e mezzo l’allattamento notturno risponde soprattutto a un bisogno emotivo. È importante procedere con gradualità, senza togliere tutto insieme, usando parole semplici, molta presenza e contatto come alternativa al seno. Utili anche albi illustrati che aiutino la bambina a dare senso al cambiamento. Sconsigliata la melatonina.
Per il pannolino, è fondamentale non sovrapporre i cambiamenti e valutare la prontezza della bambina, non solo l’ingresso all’asilo.
Questi passaggi, se accompagnati con rispetto dei tempi emotivi, possono diventare evolutivi e non traumatici.
Se sente il bisogno di un supporto, una consulenza mirata può aiutarla a costruire un percorso adatto a voi.
Dott.ssa Ilaria Innocenti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Buon pomeriggio Chiara, quella che pone è una questione molto comune, che ha a che fare con lo stabilire una gradualità nel processo di separazione al fine di facilitare le tappe di crescita e la socialità della bambina. Credo che per favorire il distacco dal seno notturno sia necessaria una maggior distanza fisica. Potreste provare a farla dormire nel suo lettino con un oggetto che la tranquillizzi e la calmi (un pupazzo, un fazzoletto... qualcosa a cui la bambina sia legata e che associ alla mamma). Non sarà facile ma, con costanza e determinazione, ci riuscirete. Questo è quanto riesco a dirle con le informazioni a disposizione. Per un migliore approfondimento sarebbero necessari altri dati sul raggiungimento delle diverse tappe dello sviluppo e anamnestici. Un saluto
Buongiorno Chiara, la ringrazio per aver raccontato con tanta cura la vostra esperienza, dalle sue parole emerge una mamma molto attenta ai bisogni della propria bambina e allo stesso tempo consapevole della necessità di prendersi spazio e riposo

A due anni e mezzo il seno durante la notte non ha più una funzione nutrizionale ma soprattutto rassicurante e relazionale, per sua figlia rappresenta un modo per riaddormentarsi e mantenere il contatto con lei, il fatto che dorma nel lettone e che non faccia il riposino pomeridiano rende questo legame ancora più forte, ma questo non significa che non si possa lavorare su un cambiamento graduale e rispettoso

Il percorso che sta immaginando è molto sensato, può essere utile iniziare a prepararla con parole semplici anche se non parla ancora, i bambini comprendono molto più di quanto riescano a esprimere, spiegare che il seno di notte riposa e che la mamma resta comunque presente può aiutarla a dare un significato a ciò che accade

Durante i risvegli notturni può provare a offrire alternative di conforto come la voce, le carezze, l’abbraccio, restando calma e prevedibile, riducendo poco alla volta la durata o la frequenza dell’allattamento, se possibile in una prima fase può essere utile anche il coinvolgimento dell’altro genitore nei risvegli per aiutare la bambina a costruire modalità diverse di riaddormentamento

Per quanto riguarda la melatonina è importante confrontarsi sempre con il pediatra, nei bambini piccoli non è generalmente il primo strumento da considerare soprattutto quando il sonno è legato a bisogni di contatto e regolazione emotiva più che a un reale problema del ritmo sonno veglia

Molto condivisibile anche la sua idea di non introdurre troppi cambiamenti insieme, lavorare prima sull’allattamento notturno e solo successivamente sul pannolino può aiutare sua figlia a non sentirsi sopraffatta, considerando anche che l’ingresso all’asilo rappresenterà di per sé un passaggio importante

Se sente che questo distacco è emotivamente faticoso anche per lei può essere utile avere uno spazio di confronto con una professionista, perché questi momenti riguardano la crescita della bambina ma anche quella della mamma

Resto a disposizione e le auguro di trovare un equilibrio che permetta a tutta la famiglia di riposare di più
Cara Chiara, grazie per aver raccontato la vostra storia. Da come scrivi si sente quanto sei una mamma attenta, presente, e anche molto stanca — ed è comprensibile. Quello che stai vivendo è un passaggio delicato e molto comune, soprattutto dopo un allattamento così intenso e una relazione così vicina con la tua bambina.
Il suo cercare il seno di notte, a questa età, non ha tanto a che fare con la fame quanto con il bisogno di rassicurazione, di contatto, di ritrovare facilmente il sonno. Per questo l’idea di “togliere” l’allattamento notturno può far paura: non è semplice né per lei né per te. E va bene così.
Il fatto che dormiate insieme rende questo passaggio un po’ più sensibile, perché il tuo corpo è lì, sempre disponibile. Non è impossibile procedere, ma è importante che tu non sia sola in questo. La partecipazione del papà (o dell’altro genitore) può diventare una risorsa preziosa: nei risvegli notturni può essere lui a contenerla, parlarle, accarezzarla. In questo modo tua figlia può sentirsi al sicuro anche senza il seno, senza vivere la cosa come una separazione brusca.
Anche se ancora non parla, lei capisce molto più di quanto sembri. Raccontarle le cose prima, durante il giorno, con parole semplici e sempre uguali, può aiutarla a orientarsi. All’inizio potrebbe protestare, piangere, arrabbiarsi: non significa che stiate sbagliando, ma che sta facendo fatica a cambiare qualcosa di importante. La differenza la fa il fatto che non venga lasciata sola in questa fatica.
Mi sembra molto saggia la tua idea di fare un passo alla volta: prima il latte notturno, poi il pannolino, poi l’asilo. Sono tutti grandi cambiamenti e meritano tempo e accompagnamento.
Rispetto alla melatonina o ad altri integratori, ti suggerisco di parlarne sempre con il pediatra. A volte possono aiutare, ma non risolvono da soli i risvegli notturni, che spesso hanno radici emotive e relazionali.
In tutto questo c’è anche il tuo bisogno: riposare di più, ritrovare spazio, prepararti a un nuovo desiderio di maternità. Sono bisogni legittimi, e non ti rendono meno presente o meno amorevole.
Se senti che questo momento ti pesa, o che sei divisa tra ciò che vorresti e ciò che riesci a fare, uno spazio di consulenza può essere davvero di sostegno. Insieme si può costruire un percorso graduale, rispettoso per la tua bambina ma anche sostenibile per te e per la vostra coppia.
Se vuoi, resto volentieri a disposizione per un incontro di sostegno alla genitorialità. A volte basta sentirsi ascoltate e accompagnate per rendere questi passaggi un po’ più leggeri.
Dott.ssa Fernanda Lascala de Senna
Dott.ssa FRANCESCA GIUGNO
Psicologo clinico, Psicologo
Brescia
Buongiorno Chiara, mi sembra di capire che nei prossimi mesi vi aspettano diversi cambiamenti da affrontare. Ogni cambiamento per i bambini è un passo verso l'autonomia da conquistare per sentirsi in grado di poter fare da sé ma incoraggiato da mamma e papà. Credo possa essere importante come primo passo far si che la sua bimba inizi a dormire nel suo lettino; magari lei o il papà potete starle a fianco fino a quando non si addormenta in una fase iniziale. L'allattamento al seno è comunque consigliato anche dall'OMS quindi Chiara ha fatto bene a prolungarlo ma la ricerca del seno notturno, da come descritto, credo sia per la sua bambina fonte di rassicurazione che al momento cerca "esternamente". Ecco credo sia importante sostenerla perché possa iniziare a sentirsi tranquilla anche se la mamma si trova in un'altra stanza. successivamente potrà avviare lo "spannolinamento". Rispetto al linguaggio le suggerisco comunque di consultare anche il suo pediatra perché al momento avrei.
Un caro saluto
Dott.ssa Nunzia Sasso
Psicologo, Psicologo clinico
Taranto
Buongiorno, sono la dottoressa Nunzia Sasso e sono una psicologa.
Se io avessi lei davanti nel mio studio, il mio primo obiettivo sarebbe aiutarla a guardare con onestà ciò che sta accadendo dentro di lei, senza il filtro del senso di colpa o della fuga. Quello che lei ha messo in atto è un meccanismo di difesa estremo, ma profondamente fragile, che in psicologia definiamo spesso come "fuga in avanti".
Lei è uscita da una relazione di cinque anni, un tempo lunghissimo che struttura l'identità e la routine. Senza fermarsi a elaborare il lutto di quella perdita, ha proiettato tutta la sua fame di vita, di novità e di salvezza su quest'uomo. Lo ha corteggiato con una forza d'urto enorme perché in quel momento lui rappresentava la sua "scialuppa di salvataggio": finché guardava lui, non doveva guardare le macerie del suo passato.
Tuttavia, la psiche ha i suoi tempi e non accetta scorciatoie. Finché la vostra storia è stata una bolla di passioni e vacanze, lei è riuscita a mantenere attiva l'illusione che il passato fosse cancellato. Ma la convivenza è un atto di realtà. Portare quest'uomo nel suo spazio quotidiano ha rotto l'incantesimo: la sua casa, i suoi oggetti e i suoi risvegli hanno smesso di essere un rifugio e sono diventati lo specchio di ciò che stava cercando di evitare. Il sogno che l'ha turbata non era solo un sogno, ma l'irruzione del suo inconscio che le diceva chiaramente che non aveva ancora finito con il passato.
Le parole di sua sorella e dei suoi familiari hanno poi toccato un nervo scoperto. Lei si è sentita scoperta nel suo tentativo di fuga. Il senso di colpa verso il suo ex, che lei ha cercato di soffocare attraverso il love bombing verso il nuovo partner, è riemerso con una violenza tale da paralizzarla. In quel momento, lei ha smesso di vedere l'uomo che aveva accanto come una fonte di gioia e ha iniziato a vederlo come la causa del suo malessere e del suo sentirsi una "carnefice".
Il modo brusco con cui ha interrotto tutto, dicendo "non sei la persona giusta", è un meccanismo di scissione. Per giustificare a se stessa il bisogno disperato di fermarsi, ha dovuto distruggere l'immagine di lui. Se lui diventa "quello sbagliato", allora lei si sente autorizzata a scappare. È un modo per proteggersi da un carico emotivo che non riesce più a gestire, ma è anche un atto di profonda ingiustizia verso i sentimenti che ha professato fino a poche ore prima.
Cara donna, lei sta cercando di tornare in un ambiente familiare, che sia il pensiero dell'ex o la solitudine protetta, non perché lì ci sia necessariamente la felicità, ma perché è un dolore che conosce, a differenza dell'ignoto che questa nuova relazione le stava imponendo. Lei è passata da un estremo all'altro: dalla fusione totale al distacco glaciale.
Si fermi. Quello di cui ha bisogno ora non è né l'ex, né il nuovo compagno, ma il coraggio di stare nel vuoto. Se non impara a stare da sola con i suoi sensi di colpa e i suoi ricordi, continuerà a usare le persone come cerotti, finendo per ferire se stessa e gli altri ogni volta che la ferita sotto il cerotto ricomincia a bruciare.
Sente di poter accettare l'idea che questa rottura non dipenda da quanto lui sia "giusto" o "sbagliato", ma dalla sua attuale impossibilità di stare in una relazione sana?
Cara Chiara,
da quello che scrivi emerge con molta chiarezza quanto tu sia una mamma attenta, presente e profondamente sintonizzata con la tua bambina. Il tuo desiderio di accompagnarla verso un po’ più di autonomia non nasce da un rifiuto o da una stanchezza “egoistica”, ma da un bisogno reale di equilibrio, tuo e suo, in un momento della vita familiare che sta naturalmente cambiando.
L’allattamento notturno, soprattutto quando si prolunga nel tempo e avviene nel contesto del lettone, non è solo nutrimento. Dal punto di vista psichico è spesso un luogo di continuità, di rassicurazione profonda, di regolazione delle emozioni e anche del sonno. È comprensibile che tua figlia, che capisce molto più di quanto riesca ancora a dire, lo cerchi come risposta automatica al risveglio: non tanto per fame, quanto per ritrovare te, il tuo corpo, l’odore, la sicurezza. In questo senso, il seno notturno sembra funzionare come un “ponte” che la aiuta a riaddormentarsi e a gestire le piccole separazioni del sonno.
Il tuo desiderio di “staccarla un pochino” può allora essere letto non come un togliere, ma come un tentativo di trasformare questa modalità di contatto in qualcosa di diverso, più simbolico, più mediato. Ed è interessante che tu senta il bisogno di farlo gradualmente: forse una parte di te riconosce che, per una bambina così piccola, il cambiamento non è solo una questione pratica, ma emotiva.
Potremmo chiederci insieme se, più che pensare a cosa eliminare (il seno, il pannolino), possa essere utile interrogarsi su cosa potrà prendere il posto di quel legame notturno così intenso. Non necessariamente un altro latte o un integratore, ma magari una presenza diversa: la tua voce, una ritualità ripetuta, una modalità di rassicurazione che non passi esclusivamente dal corpo. Non perché il corpo sia “sbagliato”, ma perché forse ora c’è spazio per introdurre qualcosa che la accompagni verso una separazione più tollerabile.
Anche il fatto che dorma con voi e non faccia più il riposino pomeridiano ci parla di una bambina molto attiva, coinvolta, probabilmente molto legata alle figure di riferimento. Non c’è nulla di patologico in questo, ma è legittimo che tu senta il bisogno di recuperare energia e spazio psichico, soprattutto se stai pensando a un altro figlio. In fondo, anche questo desiderio racconta di una madre che sta cercando di ridefinire i confini senza spezzare il legame.
Forse la domanda che potresti tenere con te non è tanto “come smettere l’allattamento notturno”, ma “come posso accompagnare mia figlia a tollerare un modo diverso di stare con me, anche di notte?”. E allo stesso tempo: “come posso io tollerare il suo dispiacere, se arriverà, senza viverlo come un fallimento o una colpa?”. Perché spesso è proprio lì che il passaggio diventa più difficile.
Ogni cambiamento, soprattutto in questa fase dello sviluppo, parla sempre di due soggetti: del bambino, ma anche del genitore. Prendersi il tempo di ascoltare entrambe le parti, senza forzature e senza soluzioni “giuste” in assoluto, può rendere questo passaggio meno traumatico e più rispettoso per tutti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Raffaella Pia Testa
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,
le sconsiglio vivamente di utilizzare la melatonina affinché la bambina possa dormire ininterrottamente tutta la notte. I processi di crescita e il ritmo sonno voglia sono un qualcosa che con il tempo di equilibra naturalmente. Dia il tempo che serve alla bambina, vedrà che potrà così crescere sana e senza remore.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Donatella Costanzo
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile Chiara, si capisce che lei tiene molto a sua figlia, è molto legata a lei e che sta cercando il modo migliore per aiutarla. Per fare il genitore non esiste "un libretto d'istruzioni" si impara sul campo ed il fatto che lei abbia in mente la cosa è un punto di forza. Le consiglio di cercare uno psicologo che si occupi di parent training. I passaggi di vita dei figli sono momenti delicati non solo per i figli ma anche per i genitori, esistono delicatezze interne che vanno accolte e comprese. Non c'è nulla di male a chiedere aiuto ad un professionista nel poter come genitori accompagnare nel migliore dei modi un figlio in questi passaggi. Qui è tutta una situazione emotiva che riguarda sia vostra figlia che voi: dormire nello stesso letto, difficoltà nell'addormentamento, cercare il seno di notte, iniziare a distaccarsi un poco da mamma, anche il fatto che sua figlia non parla è collegato a questo. Sento nelle sue parole grande preoccupazione, anche lei è parecchio provata da questi passaggi. Fatevi aiutare, non c'è nulla di male, anche i genitori hanno bisogno d'essere accolti ed aiutati in questi passaggi. I comportamenti di sua figlia riguardano principalmente la relazione con voi genitori. E' tutta una questione solo emotiva, coraggio, succede a tanti genitori, capisco le vostre preoccupazioni ma ci sono bravi specialisti che possono spiegarvi passo passo tutto questo
Dott.ssa Francesca Casolari
Psicologo, Psicologo clinico
Modena
salve, no tutte le cose devono prima essere concordate con la pediatra, ci sono libri apposta per il pannolino, e allattamento grazie
Cara Chiara,
nelle strade che sta immaginando si avverte un’intenzione rispettosa dei tempi di entrambe, come se cercasse un passaggio morbido più che una separazione netta.
È significativo che Lei pensi a gradualità e a sostegni esterni: talvolta condividere questi pensieri con il pediatra permette di dare cornice e quiete ai dubbi.
Resta il fatto che ogni cambiamento tocca fili profondi, dove il bisogno di crescere e quello di restare si intrecciano silenziosamente.
Mi auguro di esserLe stata d’aiuto.
Dott.ssa Manuela Valentini
Psicologo, Psicologo clinico
Melfi
Buongiorno,
Comprendo quanto questa fase sia impegnativa per lei. L’allattamento notturno prolungato, il sonno frammentato e il desiderio di trovare un nuovo equilibrio familiare possono diventare molto faticosi, soprattutto quando sta pensando a un secondo figlio. È importante riconoscere che il suo bisogno di riposare e di recuperare spazi personali è legittimo e merita attenzione nel trovare un equilibro nelle diverse e rispettabili esigenze.
A questa età è comune che i bambini cerchino ancora molto contatto, soprattutto durante la notte. Non si tratta di un segno di dipendenza eccessiva, ma di un bisogno di sicurezza che si può accompagnare con gradualità verso forme diverse di consolazione. Procedere passo dopo passo, con coerenza e gentilezza verso sé stessa e verso sua figlia, può aiutarla a introdurre nuove abitudini senza creare rotture brusche. Mentre l'oggetto transizionale è qualcosa di semplice, ma con un grande valore emotivo. Serve a darle sicurezza, soprattutto nei momenti di separazione o di cambiamento, come l’addormentamento senza seno o il distacco notturno. Provi a proporlo durante il giorno, mentre giocate o vi coccolate. Lo tenga con lei i durante la routine della nanna, così prende il vostro odore. Glielo offra quando si sveglia di notte, accompagnandolo con la sua presenza.

Per quanto riguarda gli aspetti medici, compreso l’eventuale utilizzo di integratori come la melatonina, è importante che ne parli con il suo pediatra di fiducia. È la figura più adatta a valutare la situazione specifica della bambina e a fornirle indicazioni adeguate e sicure.
Le auguro di trovare un po' di spazio per lei in cui recuperare le giuste energie ed affrontare queste fasi con il giusto equilibrio. Mi farebbe piacere che in questa risposta lei possa trovare dei dettagli utili.
Un saluto!
Dr.ssa Manuela Valentini
Dott.ssa Cristiana Coco
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Sesto San Giovanni
Salve, le consiglio di rivolgersi al/alla pediatra che la segue così da avere le indicazioni e i suggerimenti migliori e più sicuri per entrambe
Dott.ssa Teresita Forlano
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Roma
Buon giorno, rivolgersi al pediatra sarebbe opportuno e consigliato.
La bambina dovrebbe dormire in uno spazio suo, non nel lettone con mamma e papà e iniziare ad essere svezzata su altri comportamenti e abitudini, dato che ha 2 anni e mezzo.
Un saluto, dottoressa Teresita Forlano

Buon giorno Chiara! Se ritieni che sia arrivato il momento per voi di salutare l'allattamento devi essere pronta a proporre alla tua bambina una forma diversa di coccola e vicinanza per aiutarla nel processo di addormentamento. Puoi parlare alla tua bimba e spiegarle che sta crescendo e che anche se non ci sarà più il seno avrà ugualmente il conforto della sua mamma. Fai invece attenzione a non veicolare il messaggio che si vuole togliere il seno per 'staccare' la bambina. Non avere fretta, aspetta il momento in cui senti di essere pronta e poi procedi un passo alla volta, ci sono anche alcuni albi illustrati che ti possono accompagnare in questa fase. Aspetta poi un pochino più avanti per affrontare lo spannolinamento. I bimbi hanno grandi risorse ma diamo loro il tempo per gestire ogni tappa della loro crescita.
Buon cammino nel percorso da mamma!
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno Chiara,
la situazione che descrive è molto comune e comprensibile: l’allattamento notturno, soprattutto quando il sonno è condiviso, diventa nel tempo non solo nutrimento ma anche una forte modalità di rassicurazione e regolazione emotiva per la bambina.

A 2 anni e mezzo sua figlia non ha più un bisogno nutrizionale del seno di notte, ma utilizza il contatto e la suzione per riaddormentarsi. Il fatto che comprenda molto, anche se non parla ancora, è un elemento importante: può quindi essere accompagnata gradualmente attraverso il linguaggio, i gesti e la prevedibilità.

Alcuni punti utili:

Gradualità e coerenza: ridurre progressivamente le poppate notturne (ad esempio accorciandole o posticipandole) aiuta più di uno stop improvviso.

Sostituzione della modalità, non della relazione: il seno può essere sostituito con altre forme di contatto (carezze, voce calma, presenza del papà se possibile), mantenendo la sicurezza affettiva.

Rituali prevedibili: una routine serale chiara e ripetitiva facilita la capacità di addormentarsi e riaddormentarsi.

Melatonina: va valutata con molta cautela e solo su indicazione del pediatra; in genere, a questa età, è preferibile lavorare sugli aspetti relazionali e ambientali del sonno.

Pannolino: è sensato affrontare un cambiamento alla volta; prima il sonno, poi – con i suoi tempi – il controllo sfinterico.

Il desiderio di “staccarla un pochino” è legittimo, ma è importante che questo passaggio sia emotivamente sostenibile anche per lei: separarsi non significa perdere il legame, ma trasformarlo.

Vista la complessità dei cambiamenti (sonno, autonomia, asilo, progetto di un secondo figlio), è consigliabile approfondire con uno specialista per costruire un percorso personalizzato e rispettoso dei bisogni di tutta la famiglia.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa

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