Buongiorno sono un uomo di 60 anni che sta facendo un lavoro come barista per arrotondare prima dell
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Buongiorno sono un uomo di 60 anni che sta facendo un lavoro come barista per arrotondare prima della pensione. Lavoro con ragazzi/e che hanno 20/25 anni e che potrebbero essere miei figli. Da circa tre mesi e' arrivata una ragazza di 20 anni molto bella con cui ho instaurato un rapporto amichevole solo sul posto di lavoro. Si è parlato di tante cose tra un turno e altro. Tra le tante cose dette una sera ha buttato li' una frase riferita al footfetish dicendo che ha avuto richieste per fare foto del genere. Ora io sono un amante del genere che so è molto gettonato in questo periodo da molti uomini e con questa rivelazione sono rimasto un po' spiazzato. Ma da uomo con un po' di esperienze ho tenuto testa alla rivelazione con garbo e dando la possibilità alla ragazza di chiedermi eventuali consigli. Ma senza alcun secondo fine. Morale da quando ci siamo rivisti sul posto di lavoro ha cominciato ad evitarmi . Solo da pochi giorni ha ripreso un po' a chiacchierare ma senza alcun riferimento ai piedi. Io non ho fatto vedere nulla ma ci sono rimasto molto male in quanto non vorrei essere stato pesante con lei. La mia intenzione era molto piu' innocente. Però questa situazione mi ha attirato di piu' verso di lei. Secondo il vostro parere medico questa attrazione per una ventenne avrebbe bisogno di qualche chiarimento con un professionista?
Buongiorno, l’attrazione in sé, anche con una differenza d’età significativa, non è automaticamente un problema clinico. Le emozioni e le fantasie non si scelgono; ciò che conta è come vengono gestite e tradotte (o non tradotte) nei comportamenti.
In questo caso, però, entrano in gioco due elementi importanti: il contesto lavorativo e l’asimmetria di età ed esperienza. È possibile che la ragazza, dopo quella conversazione, abbia percepito un’esposizione eccessiva o un’ambiguità, anche se da parte sua non c’era alcuna intenzione. Il suo evitamento va letto più come una forma di protezione che come un’accusa implicita.
Il fatto che lei si chieda se sia opportuno parlarne con un professionista è già un segnale di buon funzionamento: non perché l’attrazione sia “sbagliata”, ma perché sembra toccare bisogni, solitudini o aspetti identitari che meritano uno spazio di riflessione sicuro e non agito.
Un supporto psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su questa attrazione, a rimettere confini interni più solidi e a tutelare sia se stesso sia l’ambiente di lavoro, senza colpevolizzarsi. Dr. Giuseppe Mirabella
In questo caso, però, entrano in gioco due elementi importanti: il contesto lavorativo e l’asimmetria di età ed esperienza. È possibile che la ragazza, dopo quella conversazione, abbia percepito un’esposizione eccessiva o un’ambiguità, anche se da parte sua non c’era alcuna intenzione. Il suo evitamento va letto più come una forma di protezione che come un’accusa implicita.
Il fatto che lei si chieda se sia opportuno parlarne con un professionista è già un segnale di buon funzionamento: non perché l’attrazione sia “sbagliata”, ma perché sembra toccare bisogni, solitudini o aspetti identitari che meritano uno spazio di riflessione sicuro e non agito.
Un supporto psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su questa attrazione, a rimettere confini interni più solidi e a tutelare sia se stesso sia l’ambiente di lavoro, senza colpevolizzarsi. Dr. Giuseppe Mirabella
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Buongiorno,
sono dell'avviso che nessun tipo di attrazione, sensazione o sentimento - che non rischi di mettere in pericolo sé stessi o altre persone - imponga di per sè l'attenzione di un professionista. Sarà eventualmente lei a scegliere di chiedere un supporto psicologico nel caso in cui questa le crei uno stato di disagio.
Un saluto
sono dell'avviso che nessun tipo di attrazione, sensazione o sentimento - che non rischi di mettere in pericolo sé stessi o altre persone - imponga di per sè l'attenzione di un professionista. Sarà eventualmente lei a scegliere di chiedere un supporto psicologico nel caso in cui questa le crei uno stato di disagio.
Un saluto
Buonasera, Sento confusione, dispiacere e anche vergogna trattenuta. Da una parte c’è stato rispetto e controllo, dall’altra il timore di aver invaso uno spazio senza volerlo. Il suo evitarti ha toccato qualcosa di sensibile in te.
L’attrazione, di per sé, non è una colpa né una patologia. Quello che conta è come viene gestita. Il fatto che tu ti stia interrogando, ponendo limiti e cercando di capire, mostra responsabilità e consapevolezza. Parlare con un professionista non perché “c’è qualcosa che non va”, ma per fare chiarezza su ciò che senti, potrebbe essere uno spazio di cura, non di giudizio.
L’attrazione, di per sé, non è una colpa né una patologia. Quello che conta è come viene gestita. Il fatto che tu ti stia interrogando, ponendo limiti e cercando di capire, mostra responsabilità e consapevolezza. Parlare con un professionista non perché “c’è qualcosa che non va”, ma per fare chiarezza su ciò che senti, potrebbe essere uno spazio di cura, non di giudizio.
Salve, ogni emozione o attrazione percepita come intensa e/o destabilizzante merita certamente un chiarimento ed un approfondimento con persone appositamente formate; questo mette al riparo da delusioni, invischiamenti o problemi di altro genere.
Suggerirei pertanto di confrontarsi a riguardo con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possano accompagnarla nel fare chiarezza in merito.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Suggerirei pertanto di confrontarsi a riguardo con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possano accompagnarla nel fare chiarezza in merito.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso una situazione che, dalle sue parole, appare vissuta con molta attenzione, rispetto e anche una certa dose di preoccupazione. È comprensibile che lei si senta spiazzato e dispiaciuto: quando si percepisce un improvviso cambiamento nel comportamento di una persona con cui si era instaurato un clima sereno, è naturale interrogarsi su ciò che si è fatto o detto e temere di aver superato un limite senza volerlo. Da quello che racconta, il rapporto con questa ragazza si è sviluppato all’interno di un contesto lavorativo, su un piano di scambio informale e di chiacchiera. La frase che lei riferisce sul footfetish sembra essere stata detta da lei in modo leggero, forse senza valutarne pienamente l’effetto su chi l’ascoltava, e la sua reazione è stata improntata al controllo e al rispetto. Non emerge l’intenzione di invadere, sedurre o mettere pressione, ma piuttosto il tentativo di mantenere un tono adulto e contenuto. Questo è un elemento importante da riconoscere. Il fatto che successivamente la ragazza l’abbia evitata può avere molte spiegazioni che non necessariamente la riguardano direttamente. È possibile che, a posteriori, lei stessa si sia sentita esposta, in imbarazzo o semplicemente abbia pensato di aver condiviso qualcosa di troppo personale in un contesto di lavoro. A volte le persone più giovani fanno un passo indietro non perché qualcuno abbia sbagliato, ma per proteggersi da sensazioni che non sanno bene come gestire. Questo non significa automaticamente che lei sia stato pesante o inappropriato. Rispetto all’attrazione che sente, è importante fare una distinzione. Provare attrazione verso una persona giovane, adulta e consenziente non è di per sé un segnale di qualcosa che non va o che richiede necessariamente un intervento professionale. Le attrazioni non si scelgono e spesso si accendono in modo inatteso, soprattutto quando c’è un contatto umano, una curiosità reciproca o un tema che tocca corde personali. Ciò che fa la differenza è come queste attrazioni vengono gestite. Dal suo racconto emerge una forte consapevolezza dei confini, del contesto lavorativo e della differenza di età, e questo indica una buona capacità di regolazione. Il disagio che lei prova ora sembra nascere più dal timore di essere stato frainteso e dalla delusione per il distacco improvviso, piuttosto che da un impulso fuori controllo. Anche il fatto che questa distanza abbia aumentato l’attrazione è un meccanismo umano frequente: quando qualcosa viene interrotto bruscamente o resta in sospeso, la mente tende a tornarci sopra con più intensità. Chiedersi se sia il caso di confrontarsi con un professionista può essere utile non tanto perché ci sia qualcosa di sbagliato in lei, ma se questa attrazione o questo episodio iniziano a generare pensieri ricorrenti, senso di colpa o confusione su come comportarsi. In quel caso, uno spazio di riflessione potrebbe aiutarla a rimettere ordine, a distinguere tra desiderio, responsabilità e bisogni affettivi, e a trovare una posizione interna più tranquilla. Se invece questa esperienza resta circoscritta, vissuta con consapevolezza e senza comportamenti che la mettono in difficoltà, non è detto che indichi un problema da risolvere. In ogni caso, il rispetto che lei dimostra verso l’altra persona e verso il contesto lavorativo è una base solida su cui continuare a muoversi, anche accettando che a volte le relazioni restino semplicemente un po’ ambigue o incomplete senza che questo debba trasformarsi in una colpa personale. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
da ciò che racconta emergono diversi elementi importanti da distinguere.
L’attrazione verso una persona molto più giovane, anche in età adulta, non è di per sé patologica: può accadere e spesso si intreccia a fattori come vitalità, bisogno di riconferma, curiosità o risonanze emotive legate a una fase della vita di cambiamento (come l’avvicinarsi della pensione).
Allo stesso tempo, però, il contesto lavorativo e la differenza di età rendono la situazione più delicata. È possibile che la ragazza, dopo aver accennato a un tema intimo, abbia provato imbarazzo, timore di essere fraintesa o il bisogno di ristabilire una distanza protettiva, anche se da parte sua non c’è stata alcuna intenzione esplicita o comportamento inappropriato. L’evitamento, in questi casi, non è raro e non implica necessariamente che lei sia stato “pesante”.
Il fatto che questa distanza abbia aumentato la sua attrazione è comprensibile: quando un interesse rimane sospeso e non chiarito, tende ad amplificarsi sul piano interno. Qui il punto non è tanto il fetish in sé (che rientra nella variabilità delle preferenze sessuali adulte), quanto il significato che questa attrazione sta assumendo per lei e l’impatto emotivo che le sta causando.
Proprio per questo, un confronto con uno specialista può essere utile non perché ci sia “qualcosa che non va”, ma per fare chiarezza sui suoi vissuti, mantenere confini sereni e tutelare il suo benessere, soprattutto in un contesto lavorativo che deve restare tranquillo per entrambi.
Un approfondimento professionale può aiutarla a comprendere meglio cosa sta cercando in questa fase della vita e come gestire queste emozioni in modo equilibrato.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
da ciò che racconta emergono diversi elementi importanti da distinguere.
L’attrazione verso una persona molto più giovane, anche in età adulta, non è di per sé patologica: può accadere e spesso si intreccia a fattori come vitalità, bisogno di riconferma, curiosità o risonanze emotive legate a una fase della vita di cambiamento (come l’avvicinarsi della pensione).
Allo stesso tempo, però, il contesto lavorativo e la differenza di età rendono la situazione più delicata. È possibile che la ragazza, dopo aver accennato a un tema intimo, abbia provato imbarazzo, timore di essere fraintesa o il bisogno di ristabilire una distanza protettiva, anche se da parte sua non c’è stata alcuna intenzione esplicita o comportamento inappropriato. L’evitamento, in questi casi, non è raro e non implica necessariamente che lei sia stato “pesante”.
Il fatto che questa distanza abbia aumentato la sua attrazione è comprensibile: quando un interesse rimane sospeso e non chiarito, tende ad amplificarsi sul piano interno. Qui il punto non è tanto il fetish in sé (che rientra nella variabilità delle preferenze sessuali adulte), quanto il significato che questa attrazione sta assumendo per lei e l’impatto emotivo che le sta causando.
Proprio per questo, un confronto con uno specialista può essere utile non perché ci sia “qualcosa che non va”, ma per fare chiarezza sui suoi vissuti, mantenere confini sereni e tutelare il suo benessere, soprattutto in un contesto lavorativo che deve restare tranquillo per entrambi.
Un approfondimento professionale può aiutarla a comprendere meglio cosa sta cercando in questa fase della vita e come gestire queste emozioni in modo equilibrato.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
Buongiorno,
l’attrazione che descrive, di per sé, non è patologica né sbagliata: i sentimenti possono nascere anche in modo inatteso. Da ciò che racconta emerge attenzione, rispetto e assenza di comportamenti invadenti, elementi molto importanti. È possibile che la collega, vista l’età e il contesto lavorativo, abbia provato imbarazzo e abbia preso le distanze per tutelarsi, senza che lei abbia fatto nulla di scorretto.
Il punto centrale non è l’interesse in sé, ma il fatto che questa situazione le abbia suscitato dispiacere e maggiore coinvolgimento emotivo. Un confronto con uno psicologo potrebbe essere utile non perché ci sia “qualcosa che non va”, ma per chiarire cosa sta vivendo in questa fase della vita e gestire con serenità emozioni e confini relazionali.
l’attrazione che descrive, di per sé, non è patologica né sbagliata: i sentimenti possono nascere anche in modo inatteso. Da ciò che racconta emerge attenzione, rispetto e assenza di comportamenti invadenti, elementi molto importanti. È possibile che la collega, vista l’età e il contesto lavorativo, abbia provato imbarazzo e abbia preso le distanze per tutelarsi, senza che lei abbia fatto nulla di scorretto.
Il punto centrale non è l’interesse in sé, ma il fatto che questa situazione le abbia suscitato dispiacere e maggiore coinvolgimento emotivo. Un confronto con uno psicologo potrebbe essere utile non perché ci sia “qualcosa che non va”, ma per chiarire cosa sta vivendo in questa fase della vita e gestire con serenità emozioni e confini relazionali.
La questione che Lei pone non riguarda tanto la presenza di un interesse particolare, quanto l’effetto che questa situazione ha prodotto in Lei. Lei descrive un’attrazione che nasce in un contesto preciso, il luogo di lavoro, e in una relazione che fino a quel momento era rimasta su un piano amichevole e contenuto. È importante restare aderenti a questo punto. Lei non parla di comportamenti agiti o di intenzioni di oltrepassare un limite, ma del turbamento che è sorto dopo una frase detta dalla ragazza e dopo il cambiamento nel suo atteggiamento. Questo La porta a interrogarsi su sé stesso e a chiedersi se ci sia qualcosa che non va. Qui conviene essere chiari. Un’attrazione non è di per sé un segnale di patologia né qualcosa che richieda automaticamente un intervento clinico. Diventa un problema solo quando mette in difficoltà la persona nel suo modo di stare nelle relazioni, quando invade il pensiero o quando porta a comportamenti che non si desiderano davvero. Lei stesso sottolinea di aver mantenuto un atteggiamento rispettoso e di essere rimasto colpito più dal sentirsi evitato che dal contenuto in sé della conversazione. Questo indica che ciò che La ferisce è l’idea di essere stato frainteso, non tanto il desiderio. La differenza di età e il contesto lavorativo rendono comprensibile una certa prudenza da parte della ragazza, senza che questo implichi un giudizio su di Lei come persona. Nel mio orientamento di lavoro si presta molta attenzione a distinguere tra ciò che accade sul piano della fantasia e ciò che si traduce in scelte o atti. Non tutto ciò che attrae chiede di essere agito o chiarito con l’altro; a volte chiede solo di essere compreso nel proprio significato soggettivo. Se sente che questa attrazione La mette in difficoltà, La confonde o La fa stare peggio, allora può essere utile parlarne con un professionista, non perché ci sia qualcosa di sbagliato, ma per capire che posto occupa oggi nella Sua vita e cosa La tocca davvero in questa esperienza.
Se lo desidera, può contattarmi per trovare uno spazio di ascolto profondo e privo di giudizio, dove poter riflettere con calma su quanto sta vivendo.
La saluto cordialmente. Dottoressa Laura Lanocita
Se lo desidera, può contattarmi per trovare uno spazio di ascolto profondo e privo di giudizio, dove poter riflettere con calma su quanto sta vivendo.
La saluto cordialmente. Dottoressa Laura Lanocita
Buonasera. Ho 60 anni anche io e so anzitutto sulla mia pelle che riflettere circa la propria vita e aspetti magari un po' nascosti di noi, che percepiamo e su cui ci interroghiamo, può essere molto importante.
Le propongo un colloquio orientativo, anche online.
Le propongo un colloquio orientativo, anche online.
Caro signore,
si potrebbe ipotizzare che la ragazza abbia preso le distanze da lei per ristabilire un rapporto di tipo professionale che esuli dai discorsi sulla sua vita privata o i suoi interessi e che non favorisca l'attrazione che lei stesso ammette di aver provato.
L'attrazione verso un'altra persona di per sè è normale ma occorre sempre contestualizzarla e valutare se sia possibile darle spazio in un contesto lavorativo , con una donna di molti anni più giovane e se non ci siano in lei difficoltà nelle relazioni di altro tipo. Se sente di non riuscire ad uscire da questa empasse potrebbe valutare un breve consulto con uno/a psicologo/a. Buona serata
si potrebbe ipotizzare che la ragazza abbia preso le distanze da lei per ristabilire un rapporto di tipo professionale che esuli dai discorsi sulla sua vita privata o i suoi interessi e che non favorisca l'attrazione che lei stesso ammette di aver provato.
L'attrazione verso un'altra persona di per sè è normale ma occorre sempre contestualizzarla e valutare se sia possibile darle spazio in un contesto lavorativo , con una donna di molti anni più giovane e se non ci siano in lei difficoltà nelle relazioni di altro tipo. Se sente di non riuscire ad uscire da questa empasse potrebbe valutare un breve consulto con uno/a psicologo/a. Buona serata
Buongiorno,
capisco il suo disagio e la confusione che sta vivendo. È normale interrogarsi quando nasce un’attrazione, soprattutto in una situazione delicata come un contesto lavorativo e con una grande differenza d’età. Il fatto che lei si sia posto dei limiti e si stia facendo delle domande è già un segnale di consapevolezza e rispetto.
L’attrazione in sé non è qualcosa di “sbagliato”, ma può essere utile riflettere su cosa rappresenta per lei e su come gestirla senza creare fraintendimenti o farla stare in difficoltà. Un confronto con un professionista può aiutarla a fare chiarezza su questi vissuti, senza giudizio.
Se lo desidera, può scrivermi e posso consigliarle uno psicologo o una psicologa vicino alla zona in cui abita.
Un caro saluto.
capisco il suo disagio e la confusione che sta vivendo. È normale interrogarsi quando nasce un’attrazione, soprattutto in una situazione delicata come un contesto lavorativo e con una grande differenza d’età. Il fatto che lei si sia posto dei limiti e si stia facendo delle domande è già un segnale di consapevolezza e rispetto.
L’attrazione in sé non è qualcosa di “sbagliato”, ma può essere utile riflettere su cosa rappresenta per lei e su come gestirla senza creare fraintendimenti o farla stare in difficoltà. Un confronto con un professionista può aiutarla a fare chiarezza su questi vissuti, senza giudizio.
Se lo desidera, può scrivermi e posso consigliarle uno psicologo o una psicologa vicino alla zona in cui abita.
Un caro saluto.
Buonasera e grazie per la sua condivisione.
Probabilmente avrebbe bisogno di un chiarimento la percezione che lei ha della situazione, quanto la turba o la impegna cognitivamente. Insomma, valuterei uno spazio d'ascolto per chiarire meglio la sua situazione e eventualmente provare a chiarire dubbi.
Un caro saluto,
dott.ssa Francomano Ilaria
Probabilmente avrebbe bisogno di un chiarimento la percezione che lei ha della situazione, quanto la turba o la impegna cognitivamente. Insomma, valuterei uno spazio d'ascolto per chiarire meglio la sua situazione e eventualmente provare a chiarire dubbi.
Un caro saluto,
dott.ssa Francomano Ilaria
Gentile utente, da quanto descrive emerge una situazione vissuta con molta attenzione, rispetto e consapevolezza. L’attrazione verso una persona significativamente più giovane, purché adulta, non è di per sé un segnale di problematicità clinica, ma può assumere un significato particolare in alcune fasi della vita, soprattutto quando ci si avvicina a cambiamenti importanti come il passaggio verso la pensione e si è naturalmente portati a fare bilanci personali, affettivi e identitari.
È importante sottolineare come lei abbia mantenuto un comportamento corretto e contenuto nel contesto lavorativo. Il momentaneo allontanamento della ragazza non va necessariamente interpretato come conseguenza di un suo errore, ma potrebbe essere legato a un vissuto di imbarazzo o di ripensamento da parte sua rispetto a una confidenza forse condivisa con leggerezza in un ambiente professionale.
L’elemento centrale, dal punto di vista psicologico, non è tanto l’attrazione in sé, quanto il significato che questa esperienza sta assumendo per lei e il modo in cui la sta facendo sentire. Se questa situazione le genera confusione, dispiacere o un coinvolgimento emotivo che fatica a comprendere, può essere utile fermarsi a riflettere su ciò che si sta muovendo a livello più profondo.
In questo senso, un percorso psicologico potrebbe rappresentare uno spazio sicuro e non giudicante per dare senso a ciò che sta vivendo, aiutandola ad affrontare un periodo di transizione che può risultare “difficile” da accettare e a comprendere meglio i bisogni emotivi e relazionali che stanno emergendo, senza colpevolizzarsi né reprimere ciò che sente. Resto a disposizione se desidera approfondire questo tema o intraprendere un percorso di esplorazione personale.
Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe M. Veneziano – Psicologo Clinico
È importante sottolineare come lei abbia mantenuto un comportamento corretto e contenuto nel contesto lavorativo. Il momentaneo allontanamento della ragazza non va necessariamente interpretato come conseguenza di un suo errore, ma potrebbe essere legato a un vissuto di imbarazzo o di ripensamento da parte sua rispetto a una confidenza forse condivisa con leggerezza in un ambiente professionale.
L’elemento centrale, dal punto di vista psicologico, non è tanto l’attrazione in sé, quanto il significato che questa esperienza sta assumendo per lei e il modo in cui la sta facendo sentire. Se questa situazione le genera confusione, dispiacere o un coinvolgimento emotivo che fatica a comprendere, può essere utile fermarsi a riflettere su ciò che si sta muovendo a livello più profondo.
In questo senso, un percorso psicologico potrebbe rappresentare uno spazio sicuro e non giudicante per dare senso a ciò che sta vivendo, aiutandola ad affrontare un periodo di transizione che può risultare “difficile” da accettare e a comprendere meglio i bisogni emotivi e relazionali che stanno emergendo, senza colpevolizzarsi né reprimere ciò che sente. Resto a disposizione se desidera approfondire questo tema o intraprendere un percorso di esplorazione personale.
Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe M. Veneziano – Psicologo Clinico
Capisco che questa situazione la abbia lasciata un po’ spiazzata e che la reazione della collega l’abbia fatta riflettere. È comprensibile provare curiosità o attrazione, soprattutto quando si entra in una relazione di scambio e confidenza, anche se solo lavorativa. Tuttavia, il disagio che descrive (il senso di essere stato forse “troppo”, o il fatto che ora la situazione le risulti emotivamente più intensa) può essere un segnale interessante da esplorare.
In un percorso psicologico potrebbe essere utile soffermarsi su diversi aspetti: cosa ha significato per lei questa interazione, quali emozioni ha risvegliato (tenerezza, desiderio, bisogno di riconoscimento, curiosità, ecc.), ma anche come vive la differenza d’età e i confini tra ruoli. Talvolta questi vissuti rimandano a dinamiche inconsce legate all’identità, al bisogno di sentirsi desiderabili, o al modo in cui si entra in relazione con l’altro. Non si tratta necessariamente di “patologizzare” l’attrazione, ma di darle uno spazio di riflessione e comprensione. Parlare con un professionista potrebbe aiutarla a comprendere meglio cosa si è mosso dentro di sé e a gestire con maggior serenità la relazione lavorativa.
In un percorso psicologico potrebbe essere utile soffermarsi su diversi aspetti: cosa ha significato per lei questa interazione, quali emozioni ha risvegliato (tenerezza, desiderio, bisogno di riconoscimento, curiosità, ecc.), ma anche come vive la differenza d’età e i confini tra ruoli. Talvolta questi vissuti rimandano a dinamiche inconsce legate all’identità, al bisogno di sentirsi desiderabili, o al modo in cui si entra in relazione con l’altro. Non si tratta necessariamente di “patologizzare” l’attrazione, ma di darle uno spazio di riflessione e comprensione. Parlare con un professionista potrebbe aiutarla a comprendere meglio cosa si è mosso dentro di sé e a gestire con maggior serenità la relazione lavorativa.
Buongiorno, la relazione con una persona 40 anni più giovane di lei non è, di per sé, patologica. Ogni relazione ha le sue logiche e le considerazioni sociosanitarie di uno psicologo rispetta il sentire delle parti coinvolte e non la morale. Detto questo, mi sembra che nel suo caso la ragazza non sembri interessata a stringere una relazione con lei. Forse, si è accorta della sua attrazione e ha voluto prendere le distanze, perché, non essendo interessata, vuole preservare il suo ambiente di lavoro. Magari non ha la forza di dirglielo direttamente e aumentare le distanze è il suo modo di proteggersi. Potrebbe essere il caso di parlarle apertamente, dicendo ciò che sta percependo, ossia che dopo quella confidenza reciproca lei ha notato un allontanamento e che, sebbene sia consapevole di avere un'attrazione per lei è disposto a fare un passo indietro se questo sta provocando disagio. Vede, il problema non credo che sia legato al feticismo del piede o alla differenza di età. Credo si tratti di disagio relazionale, aumentato dal condividere un posto di lavoro che riduce la libertà di movimento. Nessuno dei due ha scelto l'altro. Vi siete trovati a collaborare per motivi di lavoro, per questo è importante chiarire la situazione, per ristabilire la giusta distanza. Parli pure con lei e mi faccia sapere come va. Credo che potrebbe farle bene un mini percorso individuale per fare un breve check sul suo momento esistenziale e ritrovare la giusta centratura da cui partire per avere dei contatti sani e soddisfacenti con l'altro. Non esiti a prenotare, potrebbe essere un piccolo investimento importante anche per il benessere del suo futuro pensionamento.
Buongiorno, cosa intende per chiarimento ? Cosa ha bisogno di chiarire ? trova strano essere attratto da una ragazza giovane e carina ?
Cosa potrebbe dirle un professionista che ancora non conosce?
Un professionista può farla riflettere senza alcun giudizio o pregiudizio , magari lavorando su alcuni blocchi personali ed emotivi.
Cosa potrebbe dirle un professionista che ancora non conosce?
Un professionista può farla riflettere senza alcun giudizio o pregiudizio , magari lavorando su alcuni blocchi personali ed emotivi.
Buongiorno, da quanto racconta non emerge nulla di “patologico” in senso clinico. Può capitare, anche a età diverse, di provare attrazione verso una persona più giovane, soprattutto in un contesto di vicinanza quotidiana, scambio, leggerezza e riconoscimento reciproco. L’attrazione in sé non è un problema: ciò che conta è come viene gestita. È importante considerare alcuni aspetti. La differenza di età, il contesto lavorativo e la posizione di maggiore esperienza rendono fondamentale mantenere confini molto chiari. Il fatto che la ragazza, dopo quella conversazione, abbia preso le distanze può indicare un suo bisogno di protezione o il timore di essere stata fraintesa, anche se da parte sua l’intenzione era innocente. Questo non significa che la percezione dell’altro può essere diversa dalle nostre intenzioni.
Rivolgersi a un professionista potrebbe essere utile se questa situazione le crea confusione, disagio o se sente il rischio di oltrepassare confini che razionalmente sa essere importanti.
In sintesi: i sentimenti non vanno giudicati, ma vanno compresi e contenuti. Il rispetto dei confini, soprattutto sul lavoro, resta la tutela migliore per entrambi.
Rivolgersi a un professionista potrebbe essere utile se questa situazione le crea confusione, disagio o se sente il rischio di oltrepassare confini che razionalmente sa essere importanti.
In sintesi: i sentimenti non vanno giudicati, ma vanno compresi e contenuti. Il rispetto dei confini, soprattutto sul lavoro, resta la tutela migliore per entrambi.
Gentile utente,
la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità una situazione che, comprensibilmente, le ha creato confusione e dispiacere.
Dal punto di vista clinico è importante distinguere alcuni piani. L’attrazione verso una persona molto più giovane, soprattutto in una fase di vita di passaggio come quella che precede la pensione, non è di per sé patologica. Spesso queste attrazioni parlano più di bisogni emotivi, vitali o identitari (sentirsi visti, ascoltati, ancora “in gioco”) che non di un reale desiderio di relazione o di sessualizzazione dell’altro.
Nel suo racconto emerge chiaramente un aspetto che merita di essere valorizzato: la sua attenzione, il garbo e il rispetto dei confini. Lei non ha fatto avances, non ha esplicitato fantasie, non ha invaso lo spazio della ragazza. Il fatto che lei abbia poi preso le distanze potrebbe non avere nulla a che fare con lei personalmente: a volte, dopo una condivisione un po’ intima detta “a cuor leggero”, una persona molto giovane può spaventarsi, vergognarsi o sentire di aver esposto troppo di sé, e reagire con l’evitamento.
Il disagio che lei prova ora sembra legato più al timore di essere stato frainteso e al senso di colpa che non a un comportamento realmente inappropriato. È umano che, proprio perché qualcosa resta sospeso e non chiarito, l’interesse emotivo aumenti invece di spegnersi.
Rispetto alla sua domanda: non parlerei di “necessità” clinica, ma un confronto con un professionista potrebbe essere utile se questa attrazione la mette in conflitto, la fa sentire a disagio con i suoi valori o rischia di farle perdere serenità nel contesto lavorativo. In un percorso terapeutico, soprattutto a orientamento sistemico-relazionale, non si giudica il contenuto dell’attrazione, ma si esplora che funzione ha oggi nella sua storia, nel suo ciclo di vita e nelle relazioni che la circondano.
In sintesi:
• non c’è nulla di “sbagliato” in ciò che prova;
• il rispetto dei confini è già una sua risorsa importante;
• può essere utile interrogarsi su cosa questa attrazione le sta raccontando di sé, più che della ragazza.
Se decidesse di parlarne con un professionista, lo farebbe non perché “c’è qualcosa che non va”, ma come atto di cura e di consapevolezza verso se stesso.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità una situazione che, comprensibilmente, le ha creato confusione e dispiacere.
Dal punto di vista clinico è importante distinguere alcuni piani. L’attrazione verso una persona molto più giovane, soprattutto in una fase di vita di passaggio come quella che precede la pensione, non è di per sé patologica. Spesso queste attrazioni parlano più di bisogni emotivi, vitali o identitari (sentirsi visti, ascoltati, ancora “in gioco”) che non di un reale desiderio di relazione o di sessualizzazione dell’altro.
Nel suo racconto emerge chiaramente un aspetto che merita di essere valorizzato: la sua attenzione, il garbo e il rispetto dei confini. Lei non ha fatto avances, non ha esplicitato fantasie, non ha invaso lo spazio della ragazza. Il fatto che lei abbia poi preso le distanze potrebbe non avere nulla a che fare con lei personalmente: a volte, dopo una condivisione un po’ intima detta “a cuor leggero”, una persona molto giovane può spaventarsi, vergognarsi o sentire di aver esposto troppo di sé, e reagire con l’evitamento.
Il disagio che lei prova ora sembra legato più al timore di essere stato frainteso e al senso di colpa che non a un comportamento realmente inappropriato. È umano che, proprio perché qualcosa resta sospeso e non chiarito, l’interesse emotivo aumenti invece di spegnersi.
Rispetto alla sua domanda: non parlerei di “necessità” clinica, ma un confronto con un professionista potrebbe essere utile se questa attrazione la mette in conflitto, la fa sentire a disagio con i suoi valori o rischia di farle perdere serenità nel contesto lavorativo. In un percorso terapeutico, soprattutto a orientamento sistemico-relazionale, non si giudica il contenuto dell’attrazione, ma si esplora che funzione ha oggi nella sua storia, nel suo ciclo di vita e nelle relazioni che la circondano.
In sintesi:
• non c’è nulla di “sbagliato” in ciò che prova;
• il rispetto dei confini è già una sua risorsa importante;
• può essere utile interrogarsi su cosa questa attrazione le sta raccontando di sé, più che della ragazza.
Se decidesse di parlarne con un professionista, lo farebbe non perché “c’è qualcosa che non va”, ma come atto di cura e di consapevolezza verso se stesso.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Gentile signore,
la situazione che descrive va letta con attenzione e senza giudizio. Da un lato c’è un’attrazione che può nascere anche in contesti inaspettati, dall’altro c’è un contesto lavorativo e una differenza di età significativa che rendono necessario mantenere confini molto chiari. Il fatto che lei si sia posto il problema e si stia interrogando sul proprio vissuto è già un segnale di consapevolezza e di rispetto.
Dal punto di vista psicologico, è importante distinguere l’attrazione in sé dal modo in cui viene agita o gestita. Provare interesse o curiosità non significa automaticamente avere un problema, soprattutto se non ci sono stati comportamenti espliciti o invasivi. Tuttavia, il cambiamento nel comportamento della ragazza, che inizialmente ha preso le distanze, suggerisce che qualcosa per lei possa essere stato vissuto come ambiguo o fonte di disagio, anche se non intenzionale. In questi casi, il ritiro dell’altro va rispettato senza cercare chiarimenti diretti, proprio per tutelare il clima lavorativo e la serenità reciproca.
Il fatto che questa distanza abbia aumentato la sua attrazione è un aspetto interessante da esplorare. Spesso ciò che non è accessibile o che viene percepito come “vietato” riattiva fantasie, bisogni di conferma o vissuti legati all’età, al sentirsi ancora desideranti o riconosciuti. Non si tratta necessariamente di una deviazione o di qualcosa di patologico, ma di comprendere cosa questa attrazione rappresenti per lei in questa fase della vita.
Rivolgersi a un professionista non significa “avere qualcosa che non va”, ma può essere utile per fare chiarezza sui propri confini, sui bisogni affettivi e sul modo più sano di gestire certe dinamiche, evitando situazioni che potrebbero diventare fonte di disagio o fraintendimenti. Un confronto mirato può aiutarla a rimettere questa esperienza nella giusta prospettiva e a proteggere sia se stesso sia l’ambiente di lavoro.
Se lo desidera, può prenotare una visita per approfondire questi aspetti in modo riservato e professionale.
Un caro saluto
Dott.ssa A. Mustatea
Psicologa clinica, giuridica, psicodiagnosta, coordinatore genitoriale
la situazione che descrive va letta con attenzione e senza giudizio. Da un lato c’è un’attrazione che può nascere anche in contesti inaspettati, dall’altro c’è un contesto lavorativo e una differenza di età significativa che rendono necessario mantenere confini molto chiari. Il fatto che lei si sia posto il problema e si stia interrogando sul proprio vissuto è già un segnale di consapevolezza e di rispetto.
Dal punto di vista psicologico, è importante distinguere l’attrazione in sé dal modo in cui viene agita o gestita. Provare interesse o curiosità non significa automaticamente avere un problema, soprattutto se non ci sono stati comportamenti espliciti o invasivi. Tuttavia, il cambiamento nel comportamento della ragazza, che inizialmente ha preso le distanze, suggerisce che qualcosa per lei possa essere stato vissuto come ambiguo o fonte di disagio, anche se non intenzionale. In questi casi, il ritiro dell’altro va rispettato senza cercare chiarimenti diretti, proprio per tutelare il clima lavorativo e la serenità reciproca.
Il fatto che questa distanza abbia aumentato la sua attrazione è un aspetto interessante da esplorare. Spesso ciò che non è accessibile o che viene percepito come “vietato” riattiva fantasie, bisogni di conferma o vissuti legati all’età, al sentirsi ancora desideranti o riconosciuti. Non si tratta necessariamente di una deviazione o di qualcosa di patologico, ma di comprendere cosa questa attrazione rappresenti per lei in questa fase della vita.
Rivolgersi a un professionista non significa “avere qualcosa che non va”, ma può essere utile per fare chiarezza sui propri confini, sui bisogni affettivi e sul modo più sano di gestire certe dinamiche, evitando situazioni che potrebbero diventare fonte di disagio o fraintendimenti. Un confronto mirato può aiutarla a rimettere questa esperienza nella giusta prospettiva e a proteggere sia se stesso sia l’ambiente di lavoro.
Se lo desidera, può prenotare una visita per approfondire questi aspetti in modo riservato e professionale.
Un caro saluto
Dott.ssa A. Mustatea
Psicologa clinica, giuridica, psicodiagnosta, coordinatore genitoriale
Quello che descrive è una situazione piuttosto comune: può accadere di provare attrazione per persone più giovani, anche quando la relazione è prevalentemente lavorativa o amicale. Ciò che conta, però, è come si gestiscono questi sentimenti nella vita quotidiana, soprattutto quando c’è un chiaro confine di età, ruolo o posizione di lavoro. Il fatto che lei abbia percepito disagio o distanza dopo un certo episodio indica che, dal punto di vista relazionale, il rispetto dei limiti e della libertà dell’altra persona è fondamentale.
Parlare con un professionista può essere utile se desidera chiarire i propri sentimenti senza rischiare di agire in modo inappropriato, riflettere su dinamiche di attrazione che coinvolgono persone molto più giovani; gestire eventuale disagio o senso di frustrazione legato a situazioni sociali e lavorative delicate.
Chiedere supporto psicologico in questi casi può aiutare a mantenere relazioni rispettose e comportamenti consapevoli.
Parlare con un professionista può essere utile se desidera chiarire i propri sentimenti senza rischiare di agire in modo inappropriato, riflettere su dinamiche di attrazione che coinvolgono persone molto più giovani; gestire eventuale disagio o senso di frustrazione legato a situazioni sociali e lavorative delicate.
Chiedere supporto psicologico in questi casi può aiutare a mantenere relazioni rispettose e comportamenti consapevoli.
Buonasera, io sono la dottoressa Nunzia Sasso, psicologa.
La ringrazio per la fiducia nel raccontare questo episodio, che mette in luce una complessità emotiva molto comune quando si intrecciano vita lavorativa, desideri personali e differenze generazionali. È del tutto normale che lei si senta spiazzato: la sua reazione di offrire consigli è stata un tentativo nobile di mantenere il ruolo di figura matura e protettiva, ma l'impatto psicologico di quella conversazione ha inevitabilmente rimescolato le carte dentro di lei.
Il fatto che lei si senta più attratto dopo questa rivelazione non deve spaventarla né farla sentire in colpa. In psicologia, spesso l'apertura di un varco su un tema intimo o "tabù" agisce come un acceleratore di interesse. Lei ha scoperto un punto di contatto inaspettato tra il suo mondo interiore e la realtà di questa ragazza, e questo ha trasformato una simpatia amichevole in qualcosa di più elettrizzante. L'evitamento da parte della ragazza, d'altro canto, è probabilmente un segnale del suo imbarazzo: a vent'anni si possono lanciare provocazioni o confidenze senza saperne gestire il peso emotivo successivo, e il suo silenzio è stato un modo per rimettere una distanza di sicurezza.
Riguardo alla sua domanda su un consulto professionale, la risposta risiede nell'intensità del suo vissuto. Se questa attrazione rimane un pensiero piacevole ma gestibile, che non altera il suo equilibrio quotidiano, può essere considerata una normale dinamica umana legata alla vitalità della sua età. Se però sente che questo pensiero sta diventando un'ossessione, o se il senso di colpa per aver "osato" ascoltare quella confidenza le provoca un malessere profondo, allora un confronto con uno psicologo potrebbe essere molto utile. Un professionista non servirebbe a "giudicare" l'attrazione, ma ad aiutarla a capire cosa questa ragazza rappresenti per lei in questo momento della vita — forse un desiderio di giovinezza, di comprensione o semplicemente la conferma che le proprie passioni sono ancora vivide.
Il mio consiglio è di continuare a osservare come si sente senza giudicarsi severamente. Il fatto che lei si ponga il problema dimostra che possiede un'etica e una sensibilità che la proteggono dal fare passi falsi. Se il peso di questo "segreto" non condiviso dovesse diventare troppo ingombrante da portare da solo durante i turni al bar, allora dedicarsi uno spazio di ascolto professionale sarebbe la scelta più saggia per ritrovare la sua serenità.
Le piacerebbe riflettere insieme su quali aspetti di questa interazione la fanno sentire più a disagio nel quotidiano?
La ringrazio per la fiducia nel raccontare questo episodio, che mette in luce una complessità emotiva molto comune quando si intrecciano vita lavorativa, desideri personali e differenze generazionali. È del tutto normale che lei si senta spiazzato: la sua reazione di offrire consigli è stata un tentativo nobile di mantenere il ruolo di figura matura e protettiva, ma l'impatto psicologico di quella conversazione ha inevitabilmente rimescolato le carte dentro di lei.
Il fatto che lei si senta più attratto dopo questa rivelazione non deve spaventarla né farla sentire in colpa. In psicologia, spesso l'apertura di un varco su un tema intimo o "tabù" agisce come un acceleratore di interesse. Lei ha scoperto un punto di contatto inaspettato tra il suo mondo interiore e la realtà di questa ragazza, e questo ha trasformato una simpatia amichevole in qualcosa di più elettrizzante. L'evitamento da parte della ragazza, d'altro canto, è probabilmente un segnale del suo imbarazzo: a vent'anni si possono lanciare provocazioni o confidenze senza saperne gestire il peso emotivo successivo, e il suo silenzio è stato un modo per rimettere una distanza di sicurezza.
Riguardo alla sua domanda su un consulto professionale, la risposta risiede nell'intensità del suo vissuto. Se questa attrazione rimane un pensiero piacevole ma gestibile, che non altera il suo equilibrio quotidiano, può essere considerata una normale dinamica umana legata alla vitalità della sua età. Se però sente che questo pensiero sta diventando un'ossessione, o se il senso di colpa per aver "osato" ascoltare quella confidenza le provoca un malessere profondo, allora un confronto con uno psicologo potrebbe essere molto utile. Un professionista non servirebbe a "giudicare" l'attrazione, ma ad aiutarla a capire cosa questa ragazza rappresenti per lei in questo momento della vita — forse un desiderio di giovinezza, di comprensione o semplicemente la conferma che le proprie passioni sono ancora vivide.
Il mio consiglio è di continuare a osservare come si sente senza giudicarsi severamente. Il fatto che lei si ponga il problema dimostra che possiede un'etica e una sensibilità che la proteggono dal fare passi falsi. Se il peso di questo "segreto" non condiviso dovesse diventare troppo ingombrante da portare da solo durante i turni al bar, allora dedicarsi uno spazio di ascolto professionale sarebbe la scelta più saggia per ritrovare la sua serenità.
Le piacerebbe riflettere insieme su quali aspetti di questa interazione la fanno sentire più a disagio nel quotidiano?
Buongiorno,
l’attrazione verso una persona adulta più giovane, di per sé, non è indice di un problema clinico. Diventa però importante considerare il contesto: la differenza d’età, il rapporto lavorativo e il fatto che la ragazza, dopo una conversazione percepita forse come ambigua, abbia preso le distanze. Questo può indicare un suo bisogno di tutelare i confini, indipendentemente dalle sue intenzioni.
Il suo disagio e il timore di essere stato frainteso sono comprensibili. In questi casi è utile mantenere un atteggiamento professionale e rispettoso, evitando riferimenti che possano creare imbarazzo, e osservare cosa questa attrazione le sta muovendo a livello personale. Se sente che la situazione le genera confusione, sofferenza o pensieri persistenti, un confronto con uno psicologo può aiutarla a fare chiarezza sui propri bisogni e a gestire meglio le emozioni, senza giudizio.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Veronica De Iuliis
l’attrazione verso una persona adulta più giovane, di per sé, non è indice di un problema clinico. Diventa però importante considerare il contesto: la differenza d’età, il rapporto lavorativo e il fatto che la ragazza, dopo una conversazione percepita forse come ambigua, abbia preso le distanze. Questo può indicare un suo bisogno di tutelare i confini, indipendentemente dalle sue intenzioni.
Il suo disagio e il timore di essere stato frainteso sono comprensibili. In questi casi è utile mantenere un atteggiamento professionale e rispettoso, evitando riferimenti che possano creare imbarazzo, e osservare cosa questa attrazione le sta muovendo a livello personale. Se sente che la situazione le genera confusione, sofferenza o pensieri persistenti, un confronto con uno psicologo può aiutarla a fare chiarezza sui propri bisogni e a gestire meglio le emozioni, senza giudizio.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Veronica De Iuliis
Gentile utente, buongiorno.
La sua riflessione in merito a questa ragazza tocca argomenti molto delicati, che meritano il giusto spazio: non farla sentire giudicata e aiutarla al meglio, nell’essere rispettoso di lei e, di conseguenza, verso se stesso.
Il confronto rispettoso, implica l’apertura alla possibilità di aver urtato la sensibilità altrui e permette di migliorare nelle relazioni. In questa situazione, lei ha descritto che non voleva urtare o essere molesto ma, al contempo, ha notato come dopo il dialogo sui piedi, il rapporto sia cambiato in modo importante, tanto da avere il timore di averla offesa.
In un percorso di terapia, può osservare con l’aiuto di un professionista, se questo suo interesse per il feticismo le sta impedendo di cogliere i sentimenti della ragazza e il rispetto che lei stesso ha bisogno di dare, per poter essere sereno con la sua coscienza. Considerando che è una situazione lavorativa, che risulta importante da preservare, può considerare di fissare una seduta, anche solo per un incontro, per poi vedere come si sente.
Le auguro il meglio in ogni sua forma
La sua riflessione in merito a questa ragazza tocca argomenti molto delicati, che meritano il giusto spazio: non farla sentire giudicata e aiutarla al meglio, nell’essere rispettoso di lei e, di conseguenza, verso se stesso.
Il confronto rispettoso, implica l’apertura alla possibilità di aver urtato la sensibilità altrui e permette di migliorare nelle relazioni. In questa situazione, lei ha descritto che non voleva urtare o essere molesto ma, al contempo, ha notato come dopo il dialogo sui piedi, il rapporto sia cambiato in modo importante, tanto da avere il timore di averla offesa.
In un percorso di terapia, può osservare con l’aiuto di un professionista, se questo suo interesse per il feticismo le sta impedendo di cogliere i sentimenti della ragazza e il rispetto che lei stesso ha bisogno di dare, per poter essere sereno con la sua coscienza. Considerando che è una situazione lavorativa, che risulta importante da preservare, può considerare di fissare una seduta, anche solo per un incontro, per poi vedere come si sente.
Le auguro il meglio in ogni sua forma
Buongiorno io credo che potrebbe essere utile affrontare con uno specialista l'argomento perché mi sembra che questo argomento non la faccia stare bene. Parlarne e capire le sue preoccupazioni può essere utile per lei per stare meglio
Buongiorno carissimo,
provare attrazione verso una persona più giovane non è di per sé qualcosa di anomalo o che richieda necessariamente un intervento clinico. Le emozioni e l’attrazione possono nascere anche in contesti quotidiani, come quello lavorativo.
Da quello che racconta, è possibile che la collega dopo quella conversazione abbia percepito un po’ di imbarazzo o abbia preferito prendere distanza, cosa che a volte succede quando si toccano argomenti personali sul lavoro. Questo non significa necessariamente che lei abbia fatto qualcosa di sbagliato, ma può essere utile mantenere un rapporto cordiale e professionale, senza tornare su temi che potrebbero metterla a disagio.
Se però sente che questa situazione le crea confusione o che l’attrazione sta diventando difficile da gestire, parlarne con un professionista può essere uno spazio utile per chiarire i suoi vissuti e capire come muoversi serenamente.
Se lo desidera, possiamo fissare un colloquio per approfondire con calma la situazione. Un cordiale saluto. Può trovare il mio profilo su Mio Dottore sono la Dott,ssa Ilaria Redivo
provare attrazione verso una persona più giovane non è di per sé qualcosa di anomalo o che richieda necessariamente un intervento clinico. Le emozioni e l’attrazione possono nascere anche in contesti quotidiani, come quello lavorativo.
Da quello che racconta, è possibile che la collega dopo quella conversazione abbia percepito un po’ di imbarazzo o abbia preferito prendere distanza, cosa che a volte succede quando si toccano argomenti personali sul lavoro. Questo non significa necessariamente che lei abbia fatto qualcosa di sbagliato, ma può essere utile mantenere un rapporto cordiale e professionale, senza tornare su temi che potrebbero metterla a disagio.
Se però sente che questa situazione le crea confusione o che l’attrazione sta diventando difficile da gestire, parlarne con un professionista può essere uno spazio utile per chiarire i suoi vissuti e capire come muoversi serenamente.
Se lo desidera, possiamo fissare un colloquio per approfondire con calma la situazione. Un cordiale saluto. Può trovare il mio profilo su Mio Dottore sono la Dott,ssa Ilaria Redivo
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