Salve espongo il mio problema la mia ragazza di 54 anni ha un problema vaginale e sono 5 mesi che no
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Salve espongo il mio problema la mia ragazza di 54 anni ha un problema vaginale e sono 5 mesi che non facciamo più l'amore da premettere ne ho parlato con lei per prenotare una visita ginecologica mi dice sempre di sì ma non ci va mai questo 5 mesi fa ne ho riparlato della situazione niente mi dice sempre fare l'amore con te e bellissimo e finisce lì ma solo a voce le sto vicino ma non mi ascolta per niente uno nella vita se vuole migliorarsi l'avrebbe già fatto io personalmente sono deluso stanco di questa situazione in astinenza così per me e una sofferenza mi manca moltissimo e vedo una situazione anomala che lei non abbia più voglia di fare l'amore e vivere una situazione così per me e una sofferenza non essere considerato in nessuna maniera e questo non e giusto per la mia vita sicuramente prenderò una forte decisione a breve se devo continuare oppure no e penso che sia la seconda ipotesi non vedo spiraglio in nessuna maniera non mi dice mai se ti manca qualcosa ecc.una delusione totale in tutto
Buonasera, Cinque mesi senza intimità, senza spiegazioni chiare e senza un reale confronto, non sono solo una questione sessuale ma relazionale: lei si sente escluso, non ascoltato e poco considerato.
È possibile che la sua compagna stia vivendo un disagio fisico e psicologico importante (anche legato all’età, ai cambiamenti ormonali, alla paura della visita), ma questo non giustifica il silenzio né il rinvio continuo, soprattutto se lei ha espresso più volte il suo bisogno.
Prima di prendere una decisione definitiva, potrebbe essere utile un confronto molto chiaro, non accusatorio ma diretto: spiegare che per lei questa situazione è una sofferenza reale e che senza un passo concreto (una visita, un dialogo, un aiuto) la relazione rischia di non reggere.
Se non c’è disponibilità ad affrontare il problema insieme, allora la scelta che sta valutando non è egoismo, ma tutela di sé. Anche un supporto psicologico, individuale o di coppia, potrebbe aiutare a capire se c’è ancora uno spazio di cambiamento o se è davvero il momento di chiudere. Dr. Giuseppe Mirabella
È possibile che la sua compagna stia vivendo un disagio fisico e psicologico importante (anche legato all’età, ai cambiamenti ormonali, alla paura della visita), ma questo non giustifica il silenzio né il rinvio continuo, soprattutto se lei ha espresso più volte il suo bisogno.
Prima di prendere una decisione definitiva, potrebbe essere utile un confronto molto chiaro, non accusatorio ma diretto: spiegare che per lei questa situazione è una sofferenza reale e che senza un passo concreto (una visita, un dialogo, un aiuto) la relazione rischia di non reggere.
Se non c’è disponibilità ad affrontare il problema insieme, allora la scelta che sta valutando non è egoismo, ma tutela di sé. Anche un supporto psicologico, individuale o di coppia, potrebbe aiutare a capire se c’è ancora uno spazio di cambiamento o se è davvero il momento di chiudere. Dr. Giuseppe Mirabella
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Gentile utente, ciò che è stato descritto sembra generare una situazione frustrante e dolorosa: non si tratta solo di "sesso", ma della mancanza di intimità, di comunicazione e della sensazione di non essere visti o considerati dalla persona che ami. Immagino la tua stanchezza e il senso di delusione. Tuttavia prima di chiudere, potresti provare un ultimo approccio basato sulla totale trasparenza, spostando il focus dal "sesso" alla "salute e coppia": Tale confronto potrebbe anche avvenire in un percorso di terapia di coppia in cui sentirvi liberi di parlare all'interno di uno spazio sicuro e libero da giudizio per entrambi.
Sento frustrazione, stanchezza e solitudine. Ti stai sforzando di starle vicino, ma ti senti non ascoltato e non considerato, soprattutto su un bisogno per te importante. L’astinenza, così lunga, diventa sofferenza, non solo fisica ma emotiva.
Da quello che dici, non è solo il sesso che manca, ma il sentirti visto, coinvolto, rassicurato. Questo logora e porta delusione. È comprensibile che tu stia pensando a una decisione: stai cercando di tutelare te stesso, non di punire lei.
Da quello che dici, non è solo il sesso che manca, ma il sentirti visto, coinvolto, rassicurato. Questo logora e porta delusione. È comprensibile che tu stia pensando a una decisione: stai cercando di tutelare te stesso, non di punire lei.
Gentilissimo, non esiste la risposta perfetta, ma quella più funzionale per lei in questo momenti. E non solo quello che farebbe d’impulso. Ecco perché la prima cosa é comprendere e fare chiarezza dentro di lei, solo così avrà la risposta che cerca. Le consiglio un’approfondimento personale, attraverso dei colloqui psicologici di autenticazione. Così da ritrovare la sua serenità.
Saluti
Dott. Maurizio Di Benedetto
Saluti
Dott. Maurizio Di Benedetto
Dal Suo messaggio emerge una sofferenza significativa, legata non solo alla mancanza di intimità fisica, ma soprattutto al sentirsi non ascoltato e non considerato all’interno della relazione. È comprensibile che una situazione protratta nel tempo possa generare frustrazione, delusione e un senso di distanza emotiva. Potrebbe essere utile considerare che ciò che sta vivendo la Sua partner non riguardi esclusivamente un problema fisico, ma possa includere anche vissuti emotivi più complessi, come paura, vergogna, difficoltà legate ai cambiamenti del corpo o all’età, che talvolta rendono difficile affrontare visite mediche o parlare apertamente di sé anche con la persona che si ama. In questi casi, più che concentrarsi sulla ricerca immediata di una soluzione, potrebbe essere importante provare ad aprire un dialogo centrato sui vissuti reciproci: su come Lei si sente in questa distanza e su cosa, invece, sta accadendo a Lei nella relazione e nella sfera dell’intimità. Spostare il confronto dal “fare” al “sentire” può favorire una comunicazione meno conflittuale e più autentica. Un possibile passo costruttivo potrebbe essere valutare un percorso di terapia di coppia, che non implica attribuire colpe, ma offre uno spazio protetto per comprendere le dinamiche relazionali in atto, i bisogni di entrambi e la possibilità di ritrovare una forma di intimità condivisa.
Prendersi il tempo per esplorare queste dimensioni può aiutare a chiarire se e come la relazione possa evolvere, prima di arrivare a decisioni definitive.
Le auguro che possa trovare uno spazio di ascolto e confronto che Le permetta di chiarire i Suoi bisogni e di capire, insieme alla Sua partner, se e come prendervi cura della relazione in modo rispettoso per entrambi.
Prendersi il tempo per esplorare queste dimensioni può aiutare a chiarire se e come la relazione possa evolvere, prima di arrivare a decisioni definitive.
Le auguro che possa trovare uno spazio di ascolto e confronto che Le permetta di chiarire i Suoi bisogni e di capire, insieme alla Sua partner, se e come prendervi cura della relazione in modo rispettoso per entrambi.
Buongiorno,
comprendo profondamente la sua stanchezza, la delusione e la sofferenza che sta vivendo. La mancanza di intimità, soprattutto quando non viene accompagnata da un dialogo aperto e da un coinvolgimento emotivo reciproco, può far sentire non visti, non considerati e molto soli. È legittimo che per lei questa situazione sia dolorosa e che stia mettendo in discussione il futuro della relazione.
Allo stesso tempo, il problema fisico della sua compagna potrebbe essere vissuto da lei con paura, vergogna o evitamento, aspetti che talvolta bloccano la richiesta di aiuto. Tuttavia, una relazione sana richiede che entrambi si prendano cura non solo del legame, ma anche del disagio dell’altro. Se il dialogo resta fermo e lei continua a sentirsi escluso e non ascoltato, è importante che si conceda uno spazio per riflettere sui suoi bisogni e sui suoi limiti.
Se lo desidera, può scrivermi indicando la zona in cui abita, così potrò suggerirle un professionista qualificato vicino a lei per affrontare questa situazione.
Un cordiale saluto.
comprendo profondamente la sua stanchezza, la delusione e la sofferenza che sta vivendo. La mancanza di intimità, soprattutto quando non viene accompagnata da un dialogo aperto e da un coinvolgimento emotivo reciproco, può far sentire non visti, non considerati e molto soli. È legittimo che per lei questa situazione sia dolorosa e che stia mettendo in discussione il futuro della relazione.
Allo stesso tempo, il problema fisico della sua compagna potrebbe essere vissuto da lei con paura, vergogna o evitamento, aspetti che talvolta bloccano la richiesta di aiuto. Tuttavia, una relazione sana richiede che entrambi si prendano cura non solo del legame, ma anche del disagio dell’altro. Se il dialogo resta fermo e lei continua a sentirsi escluso e non ascoltato, è importante che si conceda uno spazio per riflettere sui suoi bisogni e sui suoi limiti.
Se lo desidera, può scrivermi indicando la zona in cui abita, così potrò suggerirle un professionista qualificato vicino a lei per affrontare questa situazione.
Un cordiale saluto.
Buongiorno, da quello che scrive emerge una sofferenza molto intensa, che non riguarda solo la mancanza di rapporti sessuali, ma soprattutto il sentirsi poco ascoltato, poco considerato e solo dentro la relazione. Dopo mesi di attesa, di parole che non si trasformano in fatti e di tentativi di starle vicino, è comprensibile che lei si senta stanco, deluso e anche arrabbiato. L’intimità fisica, quando per una persona è importante, non è un dettaglio secondario: è un modo per sentirsi desiderati, scelti, in contatto profondo con l’altro. Restarne privati a lungo può diventare una vera e propria ferita. È però importante distinguere due piani che in questo momento sembrano sovrapporsi. Da un lato c’è il problema fisico che la sua compagna riferisce e che, al di là delle cause, può generare paura, vergogna, evitamento o il timore di affrontare una situazione percepita come delicata. Dall’altro lato c’è il modo in cui questa difficoltà viene gestita nella coppia. Ed è soprattutto su questo secondo piano che lei oggi sta soffrendo di più. Non tanto perché non fate l’amore, ma perché si sente escluso, non coinvolto, lasciato senza spiegazioni e senza un dialogo vero. Quando lei dice che “se uno vuole migliorarsi l’avrebbe già fatto”, sta dando voce a un pensiero che nasce dalla frustrazione accumulata. È un pensiero comprensibile, ma che rischia di semplificare una situazione che potrebbe essere più complessa. A volte le persone non rimandano perché non vogliono affrontare un problema, ma perché ne sono spaventate, lo vivono come una minaccia alla propria identità, alla propria femminilità o alla propria autostima. Questo non giustifica il silenzio né la mancanza di ascolto verso di lei, ma può aiutare a leggere il comportamento della sua compagna come una chiusura difensiva più che come una mancanza di interesse nei suoi confronti. Detto questo, è altrettanto vero che una relazione non può reggersi solo sulla pazienza di uno. Lei ha fatto la sua parte cercando il dialogo, mostrando comprensione e vicinanza. Se dall’altra parte riceve solo rassicurazioni a parole, senza un reale confronto sui bisogni di entrambi, è normale che inizi a chiedersi se questa relazione sia ancora compatibile con ciò che desidera per la sua vita. Il fatto che lei parli di sofferenza, di astinenza vissuta come un peso emotivo e di una delusione globale indica che il problema non è più circoscritto al sesso, ma sta intaccando il senso stesso del legame. Prima di prendere una decisione definitiva, potrebbe essere utile provare un ultimo confronto molto chiaro, non accusatorio ma autentico. Non tanto per convincerla a fare qualcosa, quanto per dirle come sta lei, cosa le manca, cosa prova quando si sente ignorato e quali sono i suoi limiti. Non “devi andare a farti vedere”, ma “io così sto male, mi sento solo e non so per quanto riesco a reggere”. A volte le persone non colgono la gravità della situazione finché non viene espressa in modo diretto, senza rabbia ma con fermezza. Se anche dopo questo confronto non ci fosse apertura, ascolto o disponibilità a prendersi cura della relazione, allora la sua riflessione sulla possibilità di chiudere non sarebbe una fuga, ma un atto di tutela verso se stesso. Volersi bene significa anche riconoscere quando una situazione, per quanto amata, diventa troppo dolorosa e sbilanciata. La sua sofferenza merita rispetto, così come i suoi bisogni affettivi e fisici. Qualunque scelta farà, è importante che non nasca solo dalla stanchezza o dalla rabbia, ma dalla consapevolezza di ciò che è giusto per la sua vita oggi. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente,
da quello che descrive emerge una sofferenza molto intensa, fatta di frustrazione, solitudine e senso di non essere visto né considerato. Dopo mesi di astinenza e di tentativi di dialogo, è comprensibile che lei si senta stanco e deluso: il bisogno di intimità, di contatto e di reciprocità è un bisogno legittimo all’interno di una relazione.
È possibile che la sua compagna stia vivendo un problema fisico (ginecologico, ormonale, legato alla menopausa) oppure una difficoltà emotiva o psicologica che rende faticoso affrontare visite, cure o anche solo parlarne in modo concreto. A volte, dietro al rimandare, ci sono paura, vergogna, dolore, o il timore di “dover affrontare” qualcosa che spaventa. Questo però non toglie valore alla sua sofferenza, che resta reale e merita ascolto.
Il nodo centrale sembra essere non solo l’assenza di rapporti sessuali, ma anche la mancanza di comunicazione autentica e di condivisione dei bisogni: sentirsi dire che “è tutto bello a parole”, senza che seguano fatti o un confronto profondo, può far sentire rifiutati e non importanti. In una relazione, la responsabilità del benessere di coppia è di entrambi.
Prima di prendere decisioni definitive, potrebbe essere utile provare a spostare il dialogo dal “fare l’amore sì o no” a “come stiamo noi come coppia”, esprimendo in modo chiaro e non accusatorio quanto questa situazione la faccia soffrire e quanto per lei sia fondamentale affrontarla insieme. Tuttavia, se questo confronto continua a non essere possibile, è comprensibile che lei si interroghi sul futuro della relazione.
In casi come questo è fortemente consigliabile un approfondimento con uno specialista: una consulenza psicologica o sessuologica, individuale o di coppia, può aiutare a fare chiarezza sui blocchi presenti, sui bisogni di entrambi e sulle scelte da compiere, evitando decisioni prese solo nella sofferenza e nella solitudine.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da quello che descrive emerge una sofferenza molto intensa, fatta di frustrazione, solitudine e senso di non essere visto né considerato. Dopo mesi di astinenza e di tentativi di dialogo, è comprensibile che lei si senta stanco e deluso: il bisogno di intimità, di contatto e di reciprocità è un bisogno legittimo all’interno di una relazione.
È possibile che la sua compagna stia vivendo un problema fisico (ginecologico, ormonale, legato alla menopausa) oppure una difficoltà emotiva o psicologica che rende faticoso affrontare visite, cure o anche solo parlarne in modo concreto. A volte, dietro al rimandare, ci sono paura, vergogna, dolore, o il timore di “dover affrontare” qualcosa che spaventa. Questo però non toglie valore alla sua sofferenza, che resta reale e merita ascolto.
Il nodo centrale sembra essere non solo l’assenza di rapporti sessuali, ma anche la mancanza di comunicazione autentica e di condivisione dei bisogni: sentirsi dire che “è tutto bello a parole”, senza che seguano fatti o un confronto profondo, può far sentire rifiutati e non importanti. In una relazione, la responsabilità del benessere di coppia è di entrambi.
Prima di prendere decisioni definitive, potrebbe essere utile provare a spostare il dialogo dal “fare l’amore sì o no” a “come stiamo noi come coppia”, esprimendo in modo chiaro e non accusatorio quanto questa situazione la faccia soffrire e quanto per lei sia fondamentale affrontarla insieme. Tuttavia, se questo confronto continua a non essere possibile, è comprensibile che lei si interroghi sul futuro della relazione.
In casi come questo è fortemente consigliabile un approfondimento con uno specialista: una consulenza psicologica o sessuologica, individuale o di coppia, può aiutare a fare chiarezza sui blocchi presenti, sui bisogni di entrambi e sulle scelte da compiere, evitando decisioni prese solo nella sofferenza e nella solitudine.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno,
dal suo racconto emerge una sofferenza profonda, fatta di frustrazione, solitudine e senso di non essere considerato. È comprensibile che, dopo mesi senza intimità e senza risposte concrete, lei si senta stanco e deluso. Il problema fisico della sua compagna può incidere sul desiderio, ma il vero nodo sembra essere la mancanza di comunicazione e di ascolto reciproco.
Prima di prendere decisioni definitive, potrebbe essere utile un confronto più chiaro e diretto su ciò che lei prova e su cosa si aspetta dalla relazione. Un percorso di terapia di coppia, o anche individuale, potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui suoi bisogni e a decidere in modo più consapevole cosa è meglio per la sua vita.
dal suo racconto emerge una sofferenza profonda, fatta di frustrazione, solitudine e senso di non essere considerato. È comprensibile che, dopo mesi senza intimità e senza risposte concrete, lei si senta stanco e deluso. Il problema fisico della sua compagna può incidere sul desiderio, ma il vero nodo sembra essere la mancanza di comunicazione e di ascolto reciproco.
Prima di prendere decisioni definitive, potrebbe essere utile un confronto più chiaro e diretto su ciò che lei prova e su cosa si aspetta dalla relazione. Un percorso di terapia di coppia, o anche individuale, potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui suoi bisogni e a decidere in modo più consapevole cosa è meglio per la sua vita.
La Sua parola restituisce soprattutto un sentimento di esclusione e di solitudine, più ancora che una questione legata alla sessualità in senso stretto. Lei pone l’accento sull’astinenza, sulla mancanza del rapporto fisico, ma ciò che emerge con forza è la sensazione di non essere ascoltato, di non essere preso in considerazione come uomo e come partner. È comprensibile che dopo mesi questa situazione venga vissuta come una ferita profonda. Lei dà per scontato che, se una persona volesse davvero affrontare un problema, lo farebbe, e questa convinzione La porta a leggere l’assenza di iniziativa da parte della Sua compagna come una mancanza di desiderio o di interesse nei Suoi confronti. È un’ipotesi possibile, ma non è l’unica. Talvolta il corpo diventa il luogo in cui si concentra qualcosa che non riesce a essere detto, e il rinvio continuo di una visita può indicare una difficoltà che non riguarda solo l’aspetto medico. Questo però non cancella ciò che Lei sente. Il Suo dolore nasce dal fatto che questa situazione sembra non avere parola, non viene condivisa, non viene riconosciuta come un problema che riguarda entrambi. Lei si trova a fare i conti con un silenzio che La lascia fuori, e questo può essere vissuto come un rifiuto, anche quando l’altro afferma a parole che il rapporto è bello e importante. Nel mio orientamento di lavoro si presta molta attenzione a questi scarti tra ciò che viene detto e ciò che viene agito, perché lì spesso si annida la sofferenza più grande. Prima di prendere una decisione definitiva, può essere utile interrogarsi non solo su quanto Le manca il rapporto sessuale, ma su che posto sente di avere oggi in questa relazione e su quanto questo posto sia ancora abitabile per Lei. Non si tratta di avere ragione o torto, ma di riconoscere ciò che per Lei è diventato insostenibile.
Se lo desidera, può contattarmi per trovare uno spazio di ascolto profondo e rispettoso, dove poter dare parola a questa stanchezza e a questa delusione senza essere giudicato.
Un cordiale saluto, dottoressa Laura Lanocita.
Se lo desidera, può contattarmi per trovare uno spazio di ascolto profondo e rispettoso, dove poter dare parola a questa stanchezza e a questa delusione senza essere giudicato.
Un cordiale saluto, dottoressa Laura Lanocita.
Buongiorno,
lei è portatore di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che potrebbe affrontare le problematiche qui espresse. Ne parli con la sua compagna, sarebbe una occasione evolutiva per entrambi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
lei è portatore di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che potrebbe affrontare le problematiche qui espresse. Ne parli con la sua compagna, sarebbe una occasione evolutiva per entrambi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, comprendo le sue difficoltà. La relazione per essere completa necessità di intimità. Ci possono essere periodi più o meno lunghi in cui per motivi di salute vari si sia impossibilitati ma quello che importa è la volontà di venirsi incontro aiutandosi a vicenda per stare bene. Il rapporto intimo è anche una necessità fisiologica oltre a creare vicinanza nella coppia.
Lei sente, oltre alla mancanza del rapporto, anche la difficoltà psicologica nel comprendere il perché della distanza e lo capisco.
So che dice di averlo già fatto ma bisognerebbe provare a parlare con questa persona per comprendere quali ragioni si nascondono sotto questa situazione che talvolta possono essere lontani da ciò che si immagina.
Occorre manifestare disponibilità e comprensione per il disagio altrui in modo che il prossimo possa aprirsi e sentirsi accolto, ma anche esporre il proprio disagio ed essere disposti entrambi a trovare insieme una soluzione.
La coppia si distingue dal singolo perché le difficoltà si affrontano assieme ed assieme si superano (se c'è la volontà dell'altro) e quando si riesce si cementa qualcosa di molto forte nel legame.
Ci sono molti casi in cui si può "stare bene insieme" senza rapporti completi qualora una delle due parti fosse temporaneamente impossibilitato, suo malgrado, ma in ogni caso alla base c'è la comunicazione sincera e la complicità per trovare insieme il giusto equilibrio.
Io le porgo un caro saluto e resto a disposizione.
Dott.ssa Mazzilli Marilena
Lei sente, oltre alla mancanza del rapporto, anche la difficoltà psicologica nel comprendere il perché della distanza e lo capisco.
So che dice di averlo già fatto ma bisognerebbe provare a parlare con questa persona per comprendere quali ragioni si nascondono sotto questa situazione che talvolta possono essere lontani da ciò che si immagina.
Occorre manifestare disponibilità e comprensione per il disagio altrui in modo che il prossimo possa aprirsi e sentirsi accolto, ma anche esporre il proprio disagio ed essere disposti entrambi a trovare insieme una soluzione.
La coppia si distingue dal singolo perché le difficoltà si affrontano assieme ed assieme si superano (se c'è la volontà dell'altro) e quando si riesce si cementa qualcosa di molto forte nel legame.
Ci sono molti casi in cui si può "stare bene insieme" senza rapporti completi qualora una delle due parti fosse temporaneamente impossibilitato, suo malgrado, ma in ogni caso alla base c'è la comunicazione sincera e la complicità per trovare insieme il giusto equilibrio.
Io le porgo un caro saluto e resto a disposizione.
Dott.ssa Mazzilli Marilena
Buonasera, penso che esprimere, alla sua ragazza, ciò che prova in modo chiaro sia necessario. Nei rapporti il venirsi incontro deve essere reciproco. Dica ciò che pensa e ascolti la risposta. Comunicare è fondamentale per prendere decisioni.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno, comprendo la sua frustrazione e voglia di interrompere il rapporto. Dal suo racconto sembrerebbe che la sua compagna non abbia le sue stesse necessità di avere rapporti nonostante dichiari che sia averli con lei sia bellissimo. Sembrerebbe che il vostro dialogo non sia proficuo, che la sua compagna non la ascolti o che lei non riesca a farsi ascoltare. Seguendo questa seconda ipotesi, le direi che potrebbe essere utile fare alla sua compagna alcune domande come: "come mai ti stai negando questa cosa bellissima che è il fare l'amore con me?", "che cos'è che ti impedisce di andare dal ginecologo?", "cosa potrebbe aiutarti a farlo?", "entro quando vorresti riuscire a farlo". Oltre alle domande, potrebbero fare al caso suo anche delle dichiarazioni del tipo: "per me, in una relazione intima, fare sesso è importante, è un modo per sentire... (qui dovrà metterci qualcosa di suo)", "sono passati n. mesi (essere esatti con il numero) senza farlo e n. volte (essere esatti anche qui) mi hai detto che saresti andata a fare la visita. Non capisco come mai non sei mai andata e questa situazione sta diminuendo la fiducia che ho nei tuoi confronti e sento che mi sto allontanando da te", "vorrei capire cosa sta succedendo, prima che sia troppo tardi". Penso che in una relazione sana l'autenticità sia fondamentale, per questo la esorto e chiarire tutto ciò che rimane poco chiaro di questa situazione, in modo da poter ripartire con il piede giusto sia restando nell'attuale che cambiando relazione. Se con questa conversazione farà dei passi avanti, le consiglio di proporre alla sua compagna un breve percorso di coppia, per sanare quegli elementi relazionali profondi che hanno reso possibile questo periodo di astinenza e consolidare un reale cambiamento evolutivo del vostro stare insieme. Sono disponibile ad accogliervi presso il mio studio o online. Non esitate a prenotare. Buona vita!
Buongiorno,
le consiglio di valutare l'ipotesi e poi proporre alla sua ragazza di iniziare una terapia di coppia. Lei non può obbligare la sua ragazza a sottoporsi ad una visita ginecologica contro la sua volontà, ma proporre di fare un percorso insieme significa dimostrare che lei è disposto a mettersi in gioco per aiutarla. La terapeuta vi guiderebbe a capire come affrontare la situazione. Se la sua compagna non divesse accettare nemmeno questo è giusto che lei faccia le sue scelte seguendo i suoi bisogni.
Cordialmente
Dott.ssa Chantal Danna
le consiglio di valutare l'ipotesi e poi proporre alla sua ragazza di iniziare una terapia di coppia. Lei non può obbligare la sua ragazza a sottoporsi ad una visita ginecologica contro la sua volontà, ma proporre di fare un percorso insieme significa dimostrare che lei è disposto a mettersi in gioco per aiutarla. La terapeuta vi guiderebbe a capire come affrontare la situazione. Se la sua compagna non divesse accettare nemmeno questo è giusto che lei faccia le sue scelte seguendo i suoi bisogni.
Cordialmente
Dott.ssa Chantal Danna
La ringrazio per aver condiviso con sincerità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge una sofferenza reale, fatta di frustrazione, senso di esclusione e bisogno di essere considerato nella relazione, vissuti comprensibili in una situazione così prolungata.
Allo stesso tempo, le difficoltà legate alla salute intima e alla sessualità possono essere molto complesse e portare a evitamento, paura o chiusura emotiva, senza che questo significhi necessariamente mancanza di desiderio o di interesse verso il partner.
Prima di prendere decisioni definitive, potrebbe essere utile provare a spostare il dialogo sul vissuto emotivo di entrambi, cercando uno spazio di ascolto reciproco che non sia centrato solo sull’aspetto sessuale, ma anche sui bisogni e sulle difficoltà personali.
Nel lavoro insieme potrei aiutarla a chiarire cosa è per lei fondamentale in questa relazione e quali sono i suoi limiti, così da arrivare a scelte più consapevoli e meno dettate dall’esasperazione del momento.
Un caro saluto.
Dott.ssa Elena Sassi
Allo stesso tempo, le difficoltà legate alla salute intima e alla sessualità possono essere molto complesse e portare a evitamento, paura o chiusura emotiva, senza che questo significhi necessariamente mancanza di desiderio o di interesse verso il partner.
Prima di prendere decisioni definitive, potrebbe essere utile provare a spostare il dialogo sul vissuto emotivo di entrambi, cercando uno spazio di ascolto reciproco che non sia centrato solo sull’aspetto sessuale, ma anche sui bisogni e sulle difficoltà personali.
Nel lavoro insieme potrei aiutarla a chiarire cosa è per lei fondamentale in questa relazione e quali sono i suoi limiti, così da arrivare a scelte più consapevoli e meno dettate dall’esasperazione del momento.
Un caro saluto.
Dott.ssa Elena Sassi
Gentilissimo buongiorno,
ogni sua considerazione ed esigenza è qui la benvenuta.
Mi spiace per la situazione relazionale, che si sta protraendo ormai da 5 mesi. Come lei ha detto, se ho ben capito, sta sorgendo l’esigenza di interrompere la relazione. Visto che sta esponendo queste difficoltà qui, mi chiedo se desidera un percorso per superare l’eventuale rottura e i conseguenti cambiamenti, oppure se sente di voler affrontare meglio le crescenti delusioni che sta provando.
Una volta sanciti i suoi obiettivi, con l’utilizzo di tecniche attive, potremo esplorare meglio tutte le questioni relazionali che le stanno creando dolore oppure le situazioni in cui ha comunicato i suoi malesseri con la sua compagna, senza sentirsi realmente ascoltato, per poter comprendere meglio quali punti di forza e debolezza ci siano in lei, nella sua partner e nella vostra relazione.
Rimango a disposizione e le auguro il meglio in ogni sua forma
ogni sua considerazione ed esigenza è qui la benvenuta.
Mi spiace per la situazione relazionale, che si sta protraendo ormai da 5 mesi. Come lei ha detto, se ho ben capito, sta sorgendo l’esigenza di interrompere la relazione. Visto che sta esponendo queste difficoltà qui, mi chiedo se desidera un percorso per superare l’eventuale rottura e i conseguenti cambiamenti, oppure se sente di voler affrontare meglio le crescenti delusioni che sta provando.
Una volta sanciti i suoi obiettivi, con l’utilizzo di tecniche attive, potremo esplorare meglio tutte le questioni relazionali che le stanno creando dolore oppure le situazioni in cui ha comunicato i suoi malesseri con la sua compagna, senza sentirsi realmente ascoltato, per poter comprendere meglio quali punti di forza e debolezza ci siano in lei, nella sua partner e nella vostra relazione.
Rimango a disposizione e le auguro il meglio in ogni sua forma
Caro utente, Intanto ti ringrazio di aver esposto un problema così personale. Ha ragione nel dire che non vuole rinunciare alla sessualità a 50 anni ma deve anche considerare che un problema intimo può causare una serie di problematiche "a catena" anche per la sua compagna. Forse non vuole andare da un ginecologo per paura di provare dolore, per vergogna del problema o per mille altre possibilità. Quel che le posso consigliare di fare è cercare di trovare un dialogo con lei che non le metta "pressione", in modo di avere delle risposte chiare per entrambi. A disposizione per eventuali chiarimenti.
Buongiorno. Nella sessualità passano emozioni, significati, sensazioni, è un incontro potente con partner. Quando gli incontri intimi si allentano e/o non ci sono più è comprensibilmente motivo di malessere e sofferenza emotiva e relazionale.
Avete pensato di valutare una terapia di coppia? Se a questa proposta la sua partner non è d'accordo, le consiglio di rivolgersi lei ad uno psicologo per essere supportato nelle sue fatiche nel mentre sta affrontando questa situazione dolorosa. A volte c'è una diversa percezione nel modo in cui si vivono certe dinamiche. Più che offrire una finestra di dialogo autentico con la sua partner per affrontare insieme le difficoltà, non può fare.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto.
Dott.ssa Martina Orzi
Avete pensato di valutare una terapia di coppia? Se a questa proposta la sua partner non è d'accordo, le consiglio di rivolgersi lei ad uno psicologo per essere supportato nelle sue fatiche nel mentre sta affrontando questa situazione dolorosa. A volte c'è una diversa percezione nel modo in cui si vivono certe dinamiche. Più che offrire una finestra di dialogo autentico con la sua partner per affrontare insieme le difficoltà, non può fare.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto.
Dott.ssa Martina Orzi
Buonasera, capisco profondamente la tua frustrazione e il senso di solitudine che provi. L'intimità fisica è un pilastro della relazione e quando viene a mancare per così tanto tempo, è naturale sentirsi non considerati o delusi.
Tuttavia, vorrei invitarti a guardare questa 'situazione anomala' da una prospettiva diversa, tipica della mia esperienza clinica. A 54 anni, una donna attraversa cambiamenti ormonali e fisici molto delicati. Spesso, dietro un rifiuto o un rinvio continuo di una visita medica, non c’è mancanza di amore o disinteresse, ma paura e vergogna. Molte donne vivono con estremo disagio i cambiamenti del proprio corpo e il dolore fisico durante il rapporto (che può insorgere in questa fascia d'età) diventa un tabù difficile da confessare persino al partner.
Il fatto che lei ti dica 'fare l'amore con te è bellissimo' ma poi non agisca, indica un conflitto interiore: il desiderio mentale c'è, ma il corpo o la paura la bloccano.
Prima di prendere una decisione definitiva, ti suggerisco un ultimo tentativo di comunicazione profonda:
Non parlare solo della mancanza di sesso, ma della mancanza di connessione.
Prova a dirle: 'Sento che c’è un muro tra noi e questo mi fa soffrire perché ci tengo a te. Ho paura che tu stia male e che non riesca a dirmelo'.
Invece di 'prenotare la visita', offriti di accompagnarla, trasformandolo in un gesto di supporto e non in un compito da svolgere.
Spesso, quando si sciolgono questi 'nodi' di non detto e si affronta insieme il problema fisico (che oggi è risolvibile con molte terapie dolci), l'intimità torna a fiorire. Se lei continua a rifiutare ogni tipo di dialogo o cura, allora avrai la certezza di aver fatto tutto il possibile per la coppia.
Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Pandolfo Psicologa Clinica e della Riabilitazione
Tuttavia, vorrei invitarti a guardare questa 'situazione anomala' da una prospettiva diversa, tipica della mia esperienza clinica. A 54 anni, una donna attraversa cambiamenti ormonali e fisici molto delicati. Spesso, dietro un rifiuto o un rinvio continuo di una visita medica, non c’è mancanza di amore o disinteresse, ma paura e vergogna. Molte donne vivono con estremo disagio i cambiamenti del proprio corpo e il dolore fisico durante il rapporto (che può insorgere in questa fascia d'età) diventa un tabù difficile da confessare persino al partner.
Il fatto che lei ti dica 'fare l'amore con te è bellissimo' ma poi non agisca, indica un conflitto interiore: il desiderio mentale c'è, ma il corpo o la paura la bloccano.
Prima di prendere una decisione definitiva, ti suggerisco un ultimo tentativo di comunicazione profonda:
Non parlare solo della mancanza di sesso, ma della mancanza di connessione.
Prova a dirle: 'Sento che c’è un muro tra noi e questo mi fa soffrire perché ci tengo a te. Ho paura che tu stia male e che non riesca a dirmelo'.
Invece di 'prenotare la visita', offriti di accompagnarla, trasformandolo in un gesto di supporto e non in un compito da svolgere.
Spesso, quando si sciolgono questi 'nodi' di non detto e si affronta insieme il problema fisico (che oggi è risolvibile con molte terapie dolci), l'intimità torna a fiorire. Se lei continua a rifiutare ogni tipo di dialogo o cura, allora avrai la certezza di aver fatto tutto il possibile per la coppia.
Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Pandolfo Psicologa Clinica e della Riabilitazione
Capisco davvero quanto tu sia stanco e ferito, da quello che scrivi non emerge solo il tema del sesso, ma soprattutto la sensazione di non essere visto, ascoltato e considerato. Cinque mesi di distanza fisica, quando per te l’intimità è un bisogno profondo, possono diventare una sofferenza enorme e logorante, soprattutto se dall’altra parte ricevi solo parole e nessun cambiamento concreto. È comprensibile sentirsi delusi, frustrati e anche arrabbiati quando provi a stare vicino a una persona e senti che il tuo disagio viene minimizzato o rimandato all’infinito.
È possibile che lei viva il suo problema con vergogna, paura o rimozione, soprattutto a 54 anni, ma questo non giustifica il fatto che tu venga lasciato solo nel tuo dolore. Una relazione sana tiene conto dei bisogni di entrambi, non solo di uno. Qui non si tratta solo di un problema fisico, ma di una mancanza di dialogo emotivo e di cura reciproca, e questo alla lunga svuota.
Prima di prendere una decisione definitiva, ti consiglierei con convinzione un percorso psicologico individuale per te, per avere uno spazio dove chiarire cosa stai provando, capire fin dove sei disposto ad aspettare e quali sono i tuoi limiti, senza sentirti in colpa. Se lei fosse disponibile, anche una terapia di coppia potrebbe aiutare a portare fuori ciò che oggi resta bloccato e non detto, ma perché funzioni serve la volontà di entrambi. In ogni caso, il tuo malessere è reale e merita ascolto: non è egoismo voler stare bene nella propria vita affettiva, è rispetto per te stesso.
È possibile che lei viva il suo problema con vergogna, paura o rimozione, soprattutto a 54 anni, ma questo non giustifica il fatto che tu venga lasciato solo nel tuo dolore. Una relazione sana tiene conto dei bisogni di entrambi, non solo di uno. Qui non si tratta solo di un problema fisico, ma di una mancanza di dialogo emotivo e di cura reciproca, e questo alla lunga svuota.
Prima di prendere una decisione definitiva, ti consiglierei con convinzione un percorso psicologico individuale per te, per avere uno spazio dove chiarire cosa stai provando, capire fin dove sei disposto ad aspettare e quali sono i tuoi limiti, senza sentirti in colpa. Se lei fosse disponibile, anche una terapia di coppia potrebbe aiutare a portare fuori ciò che oggi resta bloccato e non detto, ma perché funzioni serve la volontà di entrambi. In ogni caso, il tuo malessere è reale e merita ascolto: non è egoismo voler stare bene nella propria vita affettiva, è rispetto per te stesso.
Salve, sono la dottoressa Nunzia Sasso, psicologa.
Comprendo profondamente il suo stato d'animo. Quello che lei descrive è un senso di solitudine "in due" che può essere molto più doloroso della solitudine reale. La mancanza di intimità fisica, dopo cinque mesi, non è solo una questione di astinenza, ma diventa un vuoto comunicativo che mina le fondamenta della sua autostima e del legame di coppia.
Dalle sue parole emerge una forte discrepanza tra ciò che la sua compagna dice ("fare l'amore con te è bellissimo") e ciò che realmente fa, ovvero evitare la visita e il contatto. A 54 anni, una donna attraversa una fase delicata legata alla menopausa o alla pre-menopausa. Spesso, problematiche vaginali come l'atrofia o la secchezza rendono il rapporto non solo difficile, ma fisicamente doloroso. È probabile che la sua compagna provi una profonda vergogna per il proprio corpo che cambia o che tema di non essere più "all'altezza". Dirle di sì per la visita ginecologica senza poi andarci è un classico meccanismo di difesa: serve a placare il conflitto sul momento, ma rivela una resistenza interna a guardare in faccia la realtà.
Lei si sente giustamente "non considerato". Quando un partner ignora sistematicamente un bisogno dell'altro, si crea una ferita profonda; lei sente che il suo benessere non è una priorità per lei e questo spiega la sua stanchezza e l'idea di chiudere la relazione.
Se sente che c'è ancora un barlume di sentimento, prima di prendere la decisione definitiva, potrebbe tentare un ultimo confronto spostando il focus dalla mancanza di sesso alla salute del legame. Eviti di parlare solo di prestazioni e metta l'accento sulla sua sofferenza nel sentirsi escluso. Potrebbe dirle chiaramente che il problema fisico è risolvibile, ma che il "muro" che lei ha alzato sta distruggendo il vostro noi. Chiarire che per lei l'intimità è un pilastro vitale non è un ricatto, ma una necessaria dichiarazione di realtà.
È comprensibile che lei sia esausto. Se non vede un'azione concreta, come la prenotazione effettiva della visita, la sua riflessione sul futuro della coppia appare purtroppo molto lucida e necessaria per la sua stessa serenità.
Comprendo profondamente il suo stato d'animo. Quello che lei descrive è un senso di solitudine "in due" che può essere molto più doloroso della solitudine reale. La mancanza di intimità fisica, dopo cinque mesi, non è solo una questione di astinenza, ma diventa un vuoto comunicativo che mina le fondamenta della sua autostima e del legame di coppia.
Dalle sue parole emerge una forte discrepanza tra ciò che la sua compagna dice ("fare l'amore con te è bellissimo") e ciò che realmente fa, ovvero evitare la visita e il contatto. A 54 anni, una donna attraversa una fase delicata legata alla menopausa o alla pre-menopausa. Spesso, problematiche vaginali come l'atrofia o la secchezza rendono il rapporto non solo difficile, ma fisicamente doloroso. È probabile che la sua compagna provi una profonda vergogna per il proprio corpo che cambia o che tema di non essere più "all'altezza". Dirle di sì per la visita ginecologica senza poi andarci è un classico meccanismo di difesa: serve a placare il conflitto sul momento, ma rivela una resistenza interna a guardare in faccia la realtà.
Lei si sente giustamente "non considerato". Quando un partner ignora sistematicamente un bisogno dell'altro, si crea una ferita profonda; lei sente che il suo benessere non è una priorità per lei e questo spiega la sua stanchezza e l'idea di chiudere la relazione.
Se sente che c'è ancora un barlume di sentimento, prima di prendere la decisione definitiva, potrebbe tentare un ultimo confronto spostando il focus dalla mancanza di sesso alla salute del legame. Eviti di parlare solo di prestazioni e metta l'accento sulla sua sofferenza nel sentirsi escluso. Potrebbe dirle chiaramente che il problema fisico è risolvibile, ma che il "muro" che lei ha alzato sta distruggendo il vostro noi. Chiarire che per lei l'intimità è un pilastro vitale non è un ricatto, ma una necessaria dichiarazione di realtà.
È comprensibile che lei sia esausto. Se non vede un'azione concreta, come la prenotazione effettiva della visita, la sua riflessione sul futuro della coppia appare purtroppo molto lucida e necessaria per la sua stessa serenità.
Sento di dirti che capisco la tua situazione e il tuo stato d'animo, non è facile convivere con queste esigenze e non poterle soddisfare con la persona che si ama. Solitamente proporre una persona ad un bivio non è la strada che consiglio, piuttosto sedetevi ad un tavolo in un momento calmo della giornata e parlatene cercando di giungere ad un punto d'incontro. Hai mai pensato che forse per lei, oltre questa difficoltà ci sia altro per cui poi effettivamente non vuole farsi visitare? Mi piacerebbe approfondire la vicenda, contattami e insieme affronteremo questo percorso.
Salve,
da quello che racconta emerge chiaramente quanto questa situazione la faccia soffrire. La mancanza di intimità, soprattutto quando persistente per mesi, genera frustrazione, delusione e un senso di non essere considerato nei propri bisogni fondamentali. È comprensibile che lei percepisca la situazione come ingiusta e insostenibile, soprattutto perché ha cercato di affrontarla con la sua partner, ma senza vedere cambiamenti concreti.
In una relazione sana, l’impegno reciproco è fondamentale: entrambi i partner devono sentirsi ascoltati e supportati, e se questo non avviene, il malessere tende ad accumularsi. Il fatto che lei stia valutando seriamente se proseguire o meno la relazione indica che sta cercando di rispettare i propri limiti e la propria dignità emotiva. È normale provare tristezza e delusione, ma anche legittimo voler proteggere se stesso e la propria vita affettiva.
Se la decisione di chiudere la relazione appare ormai chiara, può essere utile affrontarla in modo strutturato, preparandosi emotivamente e, se possibile, chiedendo supporto a una figura di riferimento o a un consulente psicologico per gestire la separazione senza accumulare ulteriore stress. Questo non significa non voler bene o non aver vissuto momenti importanti, ma semplicemente dare priorità al proprio benessere.
Saluti e resto a disposizione.
da quello che racconta emerge chiaramente quanto questa situazione la faccia soffrire. La mancanza di intimità, soprattutto quando persistente per mesi, genera frustrazione, delusione e un senso di non essere considerato nei propri bisogni fondamentali. È comprensibile che lei percepisca la situazione come ingiusta e insostenibile, soprattutto perché ha cercato di affrontarla con la sua partner, ma senza vedere cambiamenti concreti.
In una relazione sana, l’impegno reciproco è fondamentale: entrambi i partner devono sentirsi ascoltati e supportati, e se questo non avviene, il malessere tende ad accumularsi. Il fatto che lei stia valutando seriamente se proseguire o meno la relazione indica che sta cercando di rispettare i propri limiti e la propria dignità emotiva. È normale provare tristezza e delusione, ma anche legittimo voler proteggere se stesso e la propria vita affettiva.
Se la decisione di chiudere la relazione appare ormai chiara, può essere utile affrontarla in modo strutturato, preparandosi emotivamente e, se possibile, chiedendo supporto a una figura di riferimento o a un consulente psicologico per gestire la separazione senza accumulare ulteriore stress. Questo non significa non voler bene o non aver vissuto momenti importanti, ma semplicemente dare priorità al proprio benessere.
Saluti e resto a disposizione.
Gentile Utente,
dalle sue parole emerge chiaramente quanto questa situazione la stia facendo soffrire. L’intimità sessuale, soprattutto all’interno di una relazione affettiva, non è solo un aspetto fisico ma anche un modo per sentirsi vicini, desiderati e riconosciuti dall’altra persona. È quindi comprensibile che una lunga assenza di rapporti, senza spiegazioni chiare o senza la sensazione di essere ascoltato, possa generare frustrazione, delusione e solitudine.
Allo stesso tempo, quando una persona riferisce di avere un problema fisico ma fatica a rivolgersi a uno specialista, a volte possono esserci diversi motivi dietro: imbarazzo, paura di una diagnosi, timore del dolore, difficoltà a confrontarsi con i cambiamenti del proprio corpo o con la propria sessualità. In alcune fasi della vita (anche intorno alla menopausa) possono emergere cambiamenti fisici e/o ormonali che rendono i rapporti dolorosi o più complessi, e questo può portare alcune persone a evitare l’argomento o a rimandare le visite, pur riconoscendo l’importanza del problema.
Il fatto che la sua compagna le dica che fare l’amore con lei è bello potrebbe indicare che il desiderio di vicinanza non è necessariamente scomparso, ma che forse c’è qualcosa che rende difficile affrontare concretamente la situazione.
In momenti come questo, oltre a parlare della visita medica (che rimane comunque un passaggio importante), potrebbe essere utile provare a condividere con lei non solo la richiesta di cambiare la situazione, ma anche come si sente lei: la mancanza, la frustrazione, il timore di allontanarvi. A volte esprimere la propria vulnerabilità, più che la delusione o la pressione a “risolvere”, può aprire uno spazio di dialogo diverso.
Prima di arrivare a decisioni drastiche, potrebbe essere utile chiedersi se tra voi esista ancora la possibilità di affrontare insieme questo momento di difficoltà, che potrebbe riguardare non solo la dimensione fisica ma anche quella emotiva e relazionale.
Se sente che la situazione è diventata molto pesante da gestire e che il dialogo tra voi fatica a sbloccarsi, un confronto con un professionista potrebbe aiutarla a mettere a fuoco meglio i suoi bisogni, le sue aspettative nella relazione e le possibili strade per affrontare questo momento, sia individualmente sia eventualmente come coppia.
Resto disponibile per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Psicologa
(Empoli & Online)
dalle sue parole emerge chiaramente quanto questa situazione la stia facendo soffrire. L’intimità sessuale, soprattutto all’interno di una relazione affettiva, non è solo un aspetto fisico ma anche un modo per sentirsi vicini, desiderati e riconosciuti dall’altra persona. È quindi comprensibile che una lunga assenza di rapporti, senza spiegazioni chiare o senza la sensazione di essere ascoltato, possa generare frustrazione, delusione e solitudine.
Allo stesso tempo, quando una persona riferisce di avere un problema fisico ma fatica a rivolgersi a uno specialista, a volte possono esserci diversi motivi dietro: imbarazzo, paura di una diagnosi, timore del dolore, difficoltà a confrontarsi con i cambiamenti del proprio corpo o con la propria sessualità. In alcune fasi della vita (anche intorno alla menopausa) possono emergere cambiamenti fisici e/o ormonali che rendono i rapporti dolorosi o più complessi, e questo può portare alcune persone a evitare l’argomento o a rimandare le visite, pur riconoscendo l’importanza del problema.
Il fatto che la sua compagna le dica che fare l’amore con lei è bello potrebbe indicare che il desiderio di vicinanza non è necessariamente scomparso, ma che forse c’è qualcosa che rende difficile affrontare concretamente la situazione.
In momenti come questo, oltre a parlare della visita medica (che rimane comunque un passaggio importante), potrebbe essere utile provare a condividere con lei non solo la richiesta di cambiare la situazione, ma anche come si sente lei: la mancanza, la frustrazione, il timore di allontanarvi. A volte esprimere la propria vulnerabilità, più che la delusione o la pressione a “risolvere”, può aprire uno spazio di dialogo diverso.
Prima di arrivare a decisioni drastiche, potrebbe essere utile chiedersi se tra voi esista ancora la possibilità di affrontare insieme questo momento di difficoltà, che potrebbe riguardare non solo la dimensione fisica ma anche quella emotiva e relazionale.
Se sente che la situazione è diventata molto pesante da gestire e che il dialogo tra voi fatica a sbloccarsi, un confronto con un professionista potrebbe aiutarla a mettere a fuoco meglio i suoi bisogni, le sue aspettative nella relazione e le possibili strade per affrontare questo momento, sia individualmente sia eventualmente come coppia.
Resto disponibile per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Psicologa
(Empoli & Online)
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