Domande del paziente (128)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
le possibilit soluzioni esistono ma al momento credo che lei debba intraprendere una psicoterapia per lavorare su se stesso e gestire l'ansia. Non aspetti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
i sogni solo solo prodotti elettrofisiologici e biochimici in un cervello che è privo del controllo che opera da sveglio. In terapia si puo lavorare sui sogni ma attribuire una " premonizione" ad essi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La sua decisione deve necessariamente confrontarsi sui vanyaggi e svantaggi di questo restare agganciato a questa persona che non vuole legarsi. Investa in sè stesso, inizi a fare cose per sè e migliorare... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno riferisce di un buon lavoro terapeutico sulla dipendenza affettiva e ricordi che si chiamano dipendenze in quanto vanno a " agganciare" un circuito della gratificazione connesso con la memoria.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buona sera, la prima domanda che le pongo è se il suo psicoterapeuta sia anche uno psichiatra o uno psicologo perchè le terapie farmacologiche sono appannaggio dello psichiatra. Detto questo e vista la... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera il problema dei suoi pensieri è serio e non ho compreso se la psicologa le offre un sostegno psicologico o con lei è in un percorso di psicoterapia. Credo sarebbe importante che lei si confrontasse... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La psicoterapia piu appropriata appare l'approccio Cognitivo comportamentale. Se lei sta male e non è serena vale la pena di impegnarsi per modificare gli automatismi impostati nel corso della sua vita.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, emerge chiaramente che cio che lei riferisce è frutto di una automatica confabulazione, di una ruminazione che forse la accompagna da tanto tempo e che ora si riversa sui dubbi verso se stessa,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Credo sia chiaro che il problema lo abbia la sua compagna; nella relazione quando non c'è fiducia non si puo costruire nulla. credo lei dabba e possa fermarsi a riflettere su cosa è meglio per sè stesso... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La sua situazione e a rischio nel senso che potyrebbe già aver sviluppato una dipendenza affettiva da un persona che non vuole chiarezza nella relazione nè è intenzionata ad impegnarsi. Si rivolga subito... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La situazione da lei riportata credo sia relativa a due ordini di problemi ; il primo di ordine neuropsicologico ( il meningioma potrebbe essere stato aspeortato dal lobo prontale/ prontoparietale e i... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, dal casod escritto emerge qualcosa che oggi a 90 anni non ha la possibilità di essere modificata cioè l'atteggiamento autocentrato di sua madre; a note caratteriali peraltro conosciute da lei... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
il percorso sulla consapevolezza spazia dalla consapevolezza corporea, delle emozioni e dei pensieri; tra gli approcci che oggi sono maggiormente utilizzati spicca la Mindfulness dove la consapevolezza... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
buonasera, l'autostima e l'autoefficaia si strutturano nel corso della vita in base alle esperienze attraversate e molto di cio appartiene ai nostri primi anni di vita. Nella sua situazione appare chiaro... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
L'ansia puo dare questi sintomi ma occorre anche lavorare su come mai si stà verificando ora? quali altri cambiamenti sono in corso nella sua vità? forse sarebbe utile affidarsi ad un professionista che... Altro
Buonasera, da 25 anni soffro di Sindrome di Menière in modo importante, dopo 3 anni ho dovuto fare un'intervento di infiltrazione di gentamicina per annullare la funzione del labirinto sx, nel corso degli anni la situazione si è stabilizzata ma il filo conduttore è l'incertezza perché ogni santo giorno mi alzo e verifico se sto in piedi oppure no, ma nonostante questa situazione ho sempre cercato di vivere abbastanza nella normalità. Da alcuni anni mi succede che ho paura ad allontanarmi da casa per serate con amici o simili, negli ultimi mesi si è accentuata in modo significativo e il solo pensiero mi crea disturbi intestinali, palpitazioni, febbre, credo che questi siano gli effetti e non la causa, penso che 26 anni di insicurezza quotidiana a causa della Menière, da 5 anni una bruttissima psoriasi e da alcuni mesi anche un'angina possano "giustificare" il fatto che si sia creata questa mancanza di coraggio per uscire... grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, nel corso del tempo i sintomi sul corpo tendono a incremnatre i fastidi e la sofferenza fino a andare a pervadere aspetti del funzionamento della persona che come meccanismo di difesa sceglie l'evitamento. Questo è probabilmente il momento giusto in cui si rende conto che non puo chiudersi e occorre cambiare i meccanismi che la fanno stare male. Si rivolga ad un bravo professionista che la possa aiutare ad attraversare le situazioni difficili della sua vita e liberarsi dei meccanismi che la bloccano. Sia fiduciosa, cambiando atteggiamento e stimoli cambierà anche la sua risposta ad essi.
Buon pomeriggio, sono una ragazza di 24 anni che a periodi alterni si sente sola e nell'abitudine di provare questo sentimento a volte "respinge" situazioni sociali. Cinque anni fa, per motivi di studio, sono trasferita in un'altra città. Mio padre lavorava qui da un pò di anni e l'ho raggiunto. Ciò che mi ha spinta a fare questo grande passo - e allontanarmi dal mio contesto sociale, amici, famiglia, abitudini - è stata sia la voglia di provare qualcosa di nuovo in una nuova città, ma anche la solitudine che mi ha sempre accompagnata silenziosamente sin da piccola. Nel mio paese di origine non mi sono mai sentita parte di una "comunità" o contesto sociale. Provo a spiegarmi meglio: abitavo nella periferia di un paesino piccolo in cui non c'era la possibilità di uscire a piedi, fare una passeggiata, andare da un'amica a prendere un caffè ... e in più la mia vita sociale e scolastica avveniva in un paese limitrofo a 10 min di macchina dal mio (i miei genitori preferirono mandarmi a scuola in un altro paese). Per questo motivo non mi sono mai sentita parte di un mondo, quel piccolo microcosmo fatto di "5 min e ti passo a prendere" o di "vieni con me al supermercato un attimo?". Spesso le mie amiche, nonostante avessi un bel gruppo di amiche (con cui con alcune ancora ho rapporti ben stretti), non mi invitavano per le cose banali come le piccole cose che si fanno quotidianamente all'interno di un paese, questo perché ero "lontana" e per fare queste piccole cose non aveva senso spostarmi. Nei weekend o per feste e compleanni invece partecipavo spesso, anzi, mi manca la mia compagnia. Il luogo fisico in cui avveniva la mia vita sociale non era quindi lo stesso in cui abitavo. Spesso per sentirmi "inclusa" nelle dinamiche sociali mi adattavo anche a situazioni che non facevano parte di me, anche solo per un'approvazione nei miei confronti e per non sentirmi diversa o quella che "veniva da lontano". Oggi però a distanza di cinque anni mi ritrovo in una nuova città (in cui si sono trasferiti anche poi mia madre e mio fratello), ho conosciuto persone nuove ma paradossalmente la situazione si è ribaltata, se prima ero lontana dal paese e vivevo in "solitudine" quotidianamente, ora abito in città ho tutto quello che desideravo, posso uscire a piedi e vivere la vita all'interno della città, ho dei vicini di casa ... ma le amiche che ho qui abitano invece fuori città e in più hanno già un loro gruppo di amici. Mi sembra un circolo vizioso. Inoltre nella città a nord Italia in cui mi trovo è raro trovare studenti fuori sede (meta poco ambita), quindi i miei colleghi universitari non sono nella mia stessa condizione da "fuori sede", ma vengono all'università con la consapevolezza di tornare a casa dalla loro cerchia di amici. in più in questo contesto fatico a sentirmi me stessa, ho partecipato spesso alla vita sociale anche di uno dei miei colleghi e dei loro amici, ma mi sento sempre fuori posto, quel fuori posto che sento provenire dal passato ... io che non faccio parte di nessun mondo. Io che non facevo parte né del paesino in cui abitavo, né di quello che frequentavo e né nella città in cui mi trovo ora. C'è da dire che sono però una persona solare e aperta a nuovi contesti sociali, ma la sensazione che sento ora è di sforzarmi continuamente e mai di essere me stessa. Ho molta confusione in testa. Da poco ho finito l'università e frequento un master in un'altra città durante i weekend ... questo mi sta aiutando molto ma quando torno il pattern quotidiano è sempre lo stesso: faccio ripetizioni, mi alleno, vado al master. La mia vita sociale da quando mi sono trasferita è un pò povera e sto iniziando a pensare che ormai mi ci sono anche abituata a stare sola e ho paura di non riuscire a togliere quest'abitudine. Il mio sentirmi fuori posto potrebbe derivare anche dal fatto che non sono mai stata fidanzata e soprattutto dalle costanti paranoie che penso nei confronti delle persone che mi stanno vicino. Credo che loro si accorgano della mia solitudine, anche se io cerco di mascherarla il più possibile e tenermi occupata spesso durante le giornate. poi quando sono sola a casa piango e mi sfogo. Mi è capitato anche di sfogarmi con mamma, papà e mio fratello ma a distanza di giorni le mie paranoie tornano. Ho anche pensato di andare in terapia per cercare un modo per vivere meglio questa situazione. Probabilmente ciò che ho scritto sarò molto confuso, ma è stato come un flusso di pensieri. Grazie a chi ha letto fin qui.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, quanto riferito è il non sentirsi nel posto giusto....questo è il momento di iniziare un percorso di psicoterapia dove il mondo esterno deriva dal tuo interno, il tuo posto oscuro dove c'è la sensazione di solitudine. Occorre mettere mano ora che si giovane per trovare quella serenità e capire che sia casa e il posto giusto quello dove tu stai bene con te stessa. E giusto che tu faccia questo per te ora. prendi il coraggio e inizia e ricorda " ciò che puoi fare tu per te stessa non lo puo fare nessun altro" e tu ti meriti di essere felice.
Buongiorno, avrei bisogno di capire come poter aiutare mio marito e mia suocera nel loro rapporto. Mia suocera è l'esempio perfetto della sindrome della sorella maggiore, ovvero ha una sorella di 14 anni piu giovane di cui si è sempre presa cura fin dall'infanzia, l'ha aiutata in tutto, sia nel ruolo di madre (ha 3 figli di cui 2 gemelli e mia suocera aveva a suo tempo preso aspettativa al lavoro per aiutarla a crescerli nonostante fosse adulta, sposata e avesse ancora i nonni a disposizione) sia nel lavoro (è una pittrice/artista... la aiuta negli allestimenti e in tutti gli eventi che deve fare). Questa donna purtroppo è cresciuta appunto come "piccola di casa" aiutata in tutto e per tutto in ogni cosa, il problema è che tutt ora all alba dei 50 anni ritiene ancora "dovuto" che lei la assecondi in ogni cosa e mia suocera corre non appena lei chiama anche perchè nel corso degli anni ha spesso avuto momenti di "depressione" che usava assolutamente come ricatto quando le attenzioni non erano su di lei... il problema è che questo rapporto malsano sta logorando il rapporto con il figlio "vero" che è mio marito che non tollera più questa situazione e si sente "non visto"... lei ha sempre mille problemi, si è separata, ha problemi economici, una figlia soffre anche lei di depressione e mia suocera si carica di tutti questi problemi e giustamente è esausta e agitata... lui ha chiesto alla zia di alleggerire la situazione per sua madre e la risposta è stata che "è l'unica famiglia che ha"... lei non riesce a distinguere figlio e sorella e li equipara... è questo fa impazzire mio marito... a me spiace perchè è una brava nonna e una buona persona ma è completamente annullata per gli altri e rischia di perdere il figlio completamente e non so come posso aiutarli a parlarsi e aiutare lei a "lasciare andare" la sorella che sinceramente credo si sia un po' "accomodata" in questa situazione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La situazione vista dall'esterno è quella che sbilancia le relazioni familiari; purtroppo c'è un grave problema forse sua suocera non vede cosa voi vivete ( maggiormente il figlio suo marito). Si potrebbe parlare a cuore aperto con la suocera voi due insieme e cercare di farle capire che questi atteggiamento non sono sani per lei e che sostituirsi alle persone le rende " incapaci" . Ecco che in questo grande problema ci sarebbe la necessità che la suocera si avvicinasse ad un percorso di psicoterapia ma si potrebbe anche pensare di affrontare con voi ( figlio e nuora) e madre un percorso di terapia familiare che aiuterebbe a ristabilire i confini di contatto tra i membri. Questa seconda sarebbe una soluzione molto più soft rispètto a spingere la suocera ad affrontare una psicoterapia individuale del quale non ne sentirebbe l'esigenza. In alcuni contesti un alleato quale per esempio il medico di medicina generale o un altra persona di fiducia potrebbe facilitare questo percorso.
Salve, scrivo per cercare di capire come vede, dall’esterno, la mia situazione un professionista.
Premetto che sono single, sono un ragazzo, ho 25 anni, esattamente come la ragazza di cui parlerò.
Un paio di mesi fa incontrai questa ragazza in una discoteca fuori dalla mia città, dove io lavoro. Era lì con dei suoi amici per puro caso.
Durante la serata non ci siamo mai parlati nonostante sapevamo entrambi chi eravamo, ovvero che ci vedevamo tantissime volte in altri locali della nostra città ma non ci siamo mai parlati.
Io l’ho sempre conosciuta, per le voci che giravano, come una alla ricerca costante di lusso, hype social e soldi. Come una che era uscita da 2 anni da una relazione di 5vanni tossica, con il suo ex che la comandava, manipolava, ricattava ecc. (lei stessa mi racconterà tutto ciò in seguito)
Dopo la serata lei inizia a seguirmi su qualsiasi social e mi scrive; curioso che mi scrisse inizialmente per risolvere un problema sentimentale che aveva con un suo amico e mi volesse parlare come se ci conoscessimo da sempre.
La aiutai, in quanto il suo amico era anche mio, ma nei giorni successivi lei tornò molto insistente nel cercarmi.
Per farla breve, nel giro di una settimana inizia una frequentazione importante. Ci scriviamo dal buongiorno alla buonanotte ogni giorno. Complimenti su complimenti, parole dolci, chiamate infinite per farci compagnia di notte ecc. Tutto perfetto e magico.
Dopo 2 settimane cosi, si fida anche di salire in auto con me (e dico “si fida” perchè non sale mai con nessun ragazzo per paura di eventuali “secondi fini”) per andare a ballare insieme. È una passione che abbiamo entrambi, ci piace e abbiamo le rispettive compagnie di amici che condividono con noi tutto questo. Ci andiamo 4 volte a settimana, giusto per far capire la frequenza.
Continua tutto così per circa 1 mese. Sembra tutto perfetto, ripeto, lei mi sta vicina, si affida totalmente a me, comincio ad andare in casa sua, usciamo anche da soli svariate volte, ci scriviamo sempre h24, ci baciamo appassionatamente e dopo una serata abbiamo pure avuto un rapporto sessuale che si è poi ripetuto in altre svariate occasioni durante il giorno normalmente.
Un sera, di punto in bianco, andiamo in un evento da soli e comincia a ignorarmi parecchio; flirta con svariati ragazzi, si lascia spalpazzare, sparisce lasciandomi da solo per poi riapparire dopo un po’ di tempo con un ragazzo a mano, parla e balla poco con me.
La cosa si ripete per le successive serate (almeno 4/5) finchè io le comincio a chiedere spiegazioni a riguardo, del tipo: spiegami perchè mi dici che sono “la tua luce”, “il ragazzo che non ha mai avuto” e poi quando entriamo in un locale ultimamente cerchi altri e mi ignori, mi sento leggermente sfruttato e non un amico.
Da quella mia richiesta di spiegazioni, ha iniziato a vedere tutto quello che le dicessi come un attacco ed una privazione della sua libertà. Ha cominciato a dirmi di non comportarmi cosi perchè le stavo facendo rivivere l’incubo dell’ex.
Siamo solo amici, è vero, ma il fatto che ci stiamo sentendo e che ti porti io in un locale presuppone che tu voglia stare con me; non che io ti porti e poi tu faccia quello che vuoi, parere mio eh.
Le incomprensioni continuano praticamente ad ogni serata perchè le ho dato spesso dell’incoerente e della persona poco rispettosa; finchè lei arriva al punto di dirmi: “senti io sono fatta cosi; quando andiamo a ballare un po’ mi annoio e ricerco dell’adrenalina, io ferma a ballare non ci sto. Ho bisogno di attenzioni, di essere sempre al centro e di sentirmi adorata. Per questo vado anche da altri ragazzi a fare magari dei complimenti o a mostrarmi, solamente perchè ho bisogno di farmi vedere e di validazione”.
Comprendo la cosa e inizio un po’ a confrontarmi con i miei amici, mossa maledetta perchè lei ha cominciato a ribaltarmi l’accusa di incoerenza contro di me, per il fatto che giro con amici a loro volta incoerenti, sfruttatori ecc ecc.
Va avanti in qualche modo tutto cosi, fino all’altro ieri: dopo una settimana di litigi (sempre riguardanti il fatto che lei si sente oppressa, limitata da me e in dovere di spiegare ogni suo comportamento), mi scrive: “senti, vieni alla serata di stasera? Ho bisogno assoluto della tua presenza. Senza di te non vado. A me di ignorarti a tratti, come abbiamo fatto questa settimana passata, non piace. Quindi vieni che andiamo insieme se vuoi, ti aspetto”.
Decido di andare.
Completamente a caso, a metà serata comincia a isolarsi e a schifarmi in tutto quello che io faccia o dica; non c’era nessun motivo, eravamo molto tranquilli e felici, secondo me. arriva, proprio vicino a dove eravamo, un ragazzo con la quale lei si sente e conosce da anni; immediatamente cominciano a limonare e stare vicinissimi e abbracciati. E lei stava lì con lui abbracciata (guardandomi) proprio mentre io ero rimasto a qualche metro da loro, con un amico incontrato lì. Non tornerà mai più con me, continueranno a baciarsi per tutta la sera e alla fine andrà a casa con lui mano nella mano, SENZA NEMMENO SALUTARMI (ma incrociando gli sguardi mi ha detto “cosa vuoi?” in modo un po’ arrogante). E sottolineo che è quest’ultima parte ad avermi infastidito parecchio, non il fatto che si sia baciata quell’altro (è single e lo può fare).
Ora è proprio da 3 giorni che sembra sparita totalmente. Non mi scrive. Non mi risponde a messaggi (normalissimi che ci mandavamo sempre). Non mi risponde alle chiamate. Non risponde ai miei amici. Però le storie instagram me le guarda e continua a pubblicare regolarmente anche lei. Quindi che devo fare ora? Le ho scritto proprio il giorno dopo: “ciao, come stai? Perchè non mi hai salutata ieri sera? È successo qualcosa?”.
Che devo fare? Devo insistere? io ho bisogno di spiegazioni. Sto piangendo da giorni e ho perso pure l’appetito dimagrendo 5kg.
Molti mi suggeriscono il silenzio ma non ci riesco. Devo sentire la sua voce, i suoi pensieri, cosa effettivamente è successo. Perchè giuro non riesco a comprendere.
Odio il ghosting. Lei l’ha messo in pratica varie volte dopo i litigi con me ed io con lei 1 volta. Ma dopo 1 giorno ci chiarivamo ed era tutto ok. Ora il fatto che siano già 3 giorni di no contact mi preoccupa parecchio. io non voglio e non la devo perdere così; se lei mi spiegasse e volesse allontanarsi almeno lo saprei e se ne potrebbe parlare. Ma volatilizzarsi cosi dal nulla pur mantenendo una presenza social costante, mi fa male malissimo.
Chiudo dicendo che non ho mai avuto l’intenzione di volerla come fidanzata eh; questo gliel’ho sempre detto e pure lei nei miei confronti. Semplicemente un’amicizia profondissima e anche un po’ intima quasi da fratello e sorella capito?
Lei mi ha sempre detto “quello che siamo noi, lo sappiamo solo noi”.
Questo deve essere chiaro ed è fondamentale secondo me.
In attesa di una risposta, grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sottolineo l'errore cognitivo che avete sotenuto l'un l'altro nel deifirvi fratello e sorella ( non è conteplato un incesto) e la bassa definizione della relazione comporta che in questo caso la ragazza si senta di are cio che vuole. Non è un giudizio ma attenzione da parte della stessa emergono comportamenti disfunzionali ( cerca di agganciare la persona e poi la denigra e evita). Ora qui c'è da domandarsi come si possa pensare di vivere anche solo una sera con una persona che non ha condini, non un rispetto dell'altro è forte il sospetto che ci sia un disturbo psichico in tutto questo. Farsi prendere al collo con una cravatta tenuta stretta dall'altra persona non è mai sano anzi..... faccia in modo di farsi aiutare da un professionista e chiuda definitivamente : questa è la strada che se non cambia direzione le puo dare solo sofferenza.
Solitudine a 29 anni
Buongiorno dottori, o 29 anni e sono un impiegato. Scrivo perchè vivo una situazione molto dolorosa che non mi fa sta facendo vivere. È da qualche mese che mi sento solo, ho qualche amico sparso, cerco di inserirmi in gruppi, partecipare ad associazioni, corsi, insomma ci metto tutta la forza di volontà ma nonostante questo non riesco a creare dei legami che siano veri e duraturi. A volte mi viene voglia di mollare. Mi guardo intorno e sui social e vedo solo persone con grandi gruppi di amici che si divertono sempre e io invece qui da soli. Eppure sono una persona che davvero avrebbe molto da offrire, sono empatico e sensibile e ascolto volentieri le persone. Mi chiedo come è possibile che io sia cosi solo. Sto insieme ad un ragazzo ma penso che la nostra storia sia finita e questo mi genera ancora piu malessere. Intanto il tempo passa, ho 29 anni, tra 10 anni ne avrò 40 e muoio con questa ansia del tempo che corre troppo veloce, sto bruciando gli anni migliori della mia vita stando in solitudine quando dovrei essere fuori a divertirmi a bere con grandi compagnie o comunque un gruppetto di amici che mi capiscono. Per me una sera dopo lavoro passata senza amici o con legami/relazioni è una sera persa. Ho il terrore che arrivi il weekend e non sapere cosa fare sapendo che tutti sono fuori da qualche parte. Lo so che ci vuole tempo per costruire relazioni durature e per inserirsi nei gruppi, ci sto mettendo tutta la mia forza di volontà. Non ho aggiunto che io convivo con il mio compagno da poco e peggiore decisione non potevo prendere visto che la nostra storia sta finendo. Se vivessi in centro città sarebbe migliore perché cosi potrei essere comodo per conoscere molte piu persone. Mi sembra come se poche persone sappiano quello che sono e quello che ho da offrire e questo è tremendo, soffro molto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
dal suo racconto emergono molti elementi autosabotanti, di giudizio severo verso sè stesso. Da soli come vede non è possibile assumere il ruolo di " controllore" e " controllato" perchè è deleterio nè tantomeno porsi nei confronti delle esperienze sociali come se fossero un miraggio per lei. Inizi un trattamento psicoterapeutico e tutto diverrà molto piu facile e comprensibile compresi i suoi meccanismi mentali possno entrare nella sfera della consapevolezza.
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…