Salve. Ho 32 anni e da più di un anno ho un rapporto (che credevo una relazione a tutti gli effetti,

9 risposte
Salve. Ho 32 anni e da più di un anno ho un rapporto (che credevo una relazione a tutti gli effetti, ma che temo rientri invece nella “situationship”, per usare uno slang anglofono) con un uomo più grande di me che aveva manifestato interesse sentimentale nei miei confronti da tempo. Viviamo abbastanza distanti e anche per motivi di lavoro siamo passati dal vederci 1 volta a settimana circa a circa 2, non sempre ogni settimana. Lui mi diceva di dover gestire il padre malato e quindi gli incontri si complicavano sempre di più a livello logistico. I problemi per me sono soprattutto due: per tutto questo tempo mi ha ripetuto sempre di voler trascorrere più tempo con me, e anche di andare a casa sua (mai stata, sebbene mi abbia invitata più volte senza però dare seguito alla cosa), e di definire insieme le “prospettive del rapporto “ (ora: dopo più di un anno di “frequentazione” - per lui evidentemente, per me era una relazione e mi sono sentita shockata quando ha usato la parola “rapporto” - mi vieni a dire che bisogna chiarirci le idee?) perché “non è una cosa vissuta come passatempo”. Da un paio di mesi ho avvertito come se cercasse di defilarsi senza assumersi alcuna responsabilità: mi ha fatto sentire in colpa e mi ha minacciata di troncare le comunicazioni perché in una settimana gli ho mandato 4 messaggi, chiedendogli quando potessimo vederci; eravamo d’accordo di organizzarci per una gita, gli avevo scritto e lui mi aveva risposto in modo estremamente brusco dicendomi di chiamarlo invece di mandare messaggi (lo avevo chiamato e non aveva mai risposto). Questi comportamenti si sono ripetuti molto in questi ultimi due mesi, aggravati dal fatto che quando ci vediamo (purtroppo una volta a settimana) il tempo trascorso insieme è diminuito (30 minuti massimo a settimana; e massimo una telefonata da parte sua in 7 giorni, e non devo insistere a chiedere di più se no ho il timore che si arrabbi e che voglia interrompere le comunicazioni facendomi sentire una seccatura). Il secondo problema è che nel tempo trascorso insieme assume atteggiamenti sessuali espliciti, mi dice che ci sentiremo e ci organizzeremo per stare di più insieme e poi sparisce per i giorni seguenti, senza neanche rispondermi (e se lo fa appare molto arrabbiato o seccato). Nonostante la ricerca di momenti intimi (in luoghi poco adatti) non ha mai avuto un rapporto sessuale completo con me, e questo mi causa ancora più sofferenza. Ho il sentore che per lui tutto questo tempo sia stata solo una valvola di sfogo sessuale, e che non mi abbia neanche “degnata” di un rapporto sessuale completo perché sa che per me significa fare un passo avanti importante e lui non vuole una relazione che richiede responsabilità emotive (sebbene mi abbia detto diversamente per tanto tempo, addirittura dicendomi in più occasioni che vorrebbe un figlio con me). Ho spesso timore a contattarlo per paura che si arrabbi e non mi voglia più vedere. Temo di essere vittima di un abuso psicologico che si è protratto nel tempo perché non è normale sentirsi insicura e ansiosa nel contattare o comunicare la persona che dovrebbe sentirsi entusiasta di vederti e sentirti; invece io mi sento di camminare sulle uova. Alcuni giorni mi cerca e mi vuole vedere e altri ignora totalmente le mie richieste di vederci. Perché mi tratta in questo modo? Mi sento invisibile e privata della mia dignità emotiva, non vorrei esagerare nel sentirmi così ma è quello che sento.
Dott.ssa Ilaria Innocenti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Carissima, non deve affatto giudicarsi per quello che sente, anzi è importante che ascolti le sue emozioni e i suoi stati d'animo perché le stanno comunicando qualcosa circa questa relazione. Come scrive lei stessa, una relazione deve essere gratificante, ci deve essere entusiasmo nel vedersi e nel sentirsi. Aggiungerei che è necessario essere sulla stessa lunghezza d'onda, altrimenti è naturale che si generi frustrazione e insoddisfazione. Le ragioni del comportamento del suo partner possono radicarsi in quanto lei pensa quando scrive che non la degna di un rapporto completo perché teme di fare passi avanti nella relazione in quanto una relazione, che non sia una "situationship", implica una presa di responsabilità affettiva. Forse lui ha paura della relazione, delle implicazioni affettive, della vicinanza e dunque fa continui passi avanti e passi indietro. Però, indipendentemente dalle motivazioni consce o inconsce che lo muovono, e che noi possiamo solo ipotizzare, lei deve concentrarsi sulle sue esigenze. Questo è sempre fondamentale. E' sempre fondamentale chiedersi: cosa voglio io dalla relazione? Spero di esserle stata utile, un saluto. Ilaria Innocenti

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Dott.ssa Joanna Magdalena Niemiec
Psicologo, Psicoterapeuta
San Nicola la Strada
Capisco quanto questa situazione la stia facendo soffrire. Da ciò che descrive, non sta esagerando: sentirsi in ansia e con il timore di contattare il partner non è tipico di una relazione emotivamente sicura.
Al di là dei motivi di lui, il punto centrale è come sta lei: la relazione, nei fatti, sembra darle più incertezza e senso di svalutazione che serenità. Una relazione sana permette di esprimere bisogni e chiedere chiarezza senza paura di essere puniti con distanza o silenzi.
Può esserle utile chiedersi: questa relazione risponde davvero ai miei bisogni affettivi? Se la risposta è no, diventa importante pensare a come proteggere il suo benessere e porre limiti più chiari.
Se sente che la situazione sta incidendo molto su autostima e tranquillità, un confronto con uno psicoterapeuta può aiutarla a fare chiarezza e a prendere decisioni più tutelanti per sé.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

la relazione all'interno della quale si ritrova è sbilanciata. Lei ha investito più di quanto ha ricevuto e ad oggi si ritrova a soffrire per aver compreso che questo uomo non possa darle quanto sino ad oggi sperato. Lasci andare questo rapporto, altrimenti con il tempo potrà aggiungere solo sofferenza ad altra sofferenza.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Elda Marqeni
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Salve, la descrizione che fa del suo rapporto sentimentale sembra frustrarla molto causandole sofferenza, ansia, disagio e mancanza. Ritengo importante che lei possa trovare lo spazio per lavorare su di Sé, sui suoi sentimenti e sulle sue emozioni comprendendo meglio quello che desidera da questa relazione e quello che effettivamente può ottenere. Ricominci da sé, dia valore a ciò che sente e prova, dia importanza ai suoi desideri e ai suoi bisogni.
Dott.ssa Daniela Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Gent. Sig.ra, il punto è ben un altro: perché accetta un tipo di rapporto come questo?
Dott.ssa Maria Grazia Nuzzo
Psicoterapeuta, Psicologo
Maddaloni
Gentile Signora,
da quello che descrive emerge una sofferenza profonda e, soprattutto, una dinamica relazionale che la sta facendo sentire insicura, in colpa e “in difetto”. Questo è un segnale importante da non ignorare.
In una relazione affettiva sana dovrebbero esserci chiarezza, continuità, rispetto e reciprocità. Quando invece si alternano momenti di vicinanza a improvvisi distacchi, promesse non mantenute, atteggiamenti bruschi o colpevolizzanti, è naturale sviluppare ansia, paura di “disturbare” e la sensazione di camminare sulle uova. Non è esagerazione: è il suo sistema emotivo che sta reagendo a una situazione percepita come instabile.
Il fatto che lei tema di scrivere o chiamare per paura della sua reazione è già un campanello d’allarme. In un legame equilibrato non si dovrebbe avere timore di esprimere un bisogno legittimo, come quello di vedersi o di chiarire le prospettive.
Non è possibile fare una diagnosi a distanza né etichettare il comportamento dell’altra persona, ma ciò che conta è l’effetto che questa dinamica sta avendo su di lei: senso di invisibilità, perdita di dignità emotiva, ansia, confusione. Quando una relazione genera più sofferenza che serenità, è opportuno fermarsi a riflettere.
Il consiglio che posso darle è di prendersi uno spazio personale di riflessione, chiedendosi cosa desidera davvero da un rapporto, valutare un confronto chiaro e diretto, se si sente pronta considerare un supporto psicologico per essere aiutata a fare chiarezza e a rafforzare la propria sicurezza emotiva.
Un percorso con uno psicologo può aiutarla a comprendere meglio la dinamica, riconoscere eventuali schemi relazionali disfunzionali e recuperare una posizione più centrata sui suoi bisogni e sul suo valore.
Lei non sta “esagerando”: i suoi vissuti meritano ascolto e rispetto.
Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Dr. Anna Ambiveri
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Gentile signora,
Da ciò che descrive emerge una sofferenza emotiva significativa, legata soprattutto alla discrepanza tra ciò che questa persona le dice e ciò che concretamente fa. Quando, all’interno di un legame affettivo, parole e comportamenti non coincidono, è comprensibile sentirsi confuse, insicure e talvolta anche svalutate. Il fatto che lei riferisca di avere timore a contattarlo, di sentirsi “una seccatura” o di dover modulare i suoi bisogni per evitare reazioni di rabbia è un elemento importante. In una relazione che offre sicurezza emotiva, di solito non prevalgono ansia o paura nell’esprimere richieste legittime, come vedersi o chiarire la natura del rapporto. Se queste emozioni diventano centrali, vale la pena ascoltarle con attenzione. La dinamica che descrive, momenti di vicinanza seguiti da distacco, promesse non concretizzate, ricerca di intimità senza una reale continuità emotiva, può generare un coinvolgimento intenso ma anche un senso di instabilità costante. Questo non implica necessariamente un intento manipolatorio consapevole, ma indica una difficoltà relazionale che sta avendo un impatto concreto sul suo benessere. Più che concentrarsi esclusivamente sul perché lui si comporti così, potrebbe essere utile riportare lo sguardo su di sé: questa relazione, così com’è oggi, risponde ai miei bisogni affettivi? Mi fa sentire scelta, rispettata, riconosciuta? Oppure mi lascia prevalentemente in uno stato di attesa e incertezza? I sentimenti di invisibilità e di perdita di dignità emotiva che riporta meritano ascolto. Non sono amplificazioni, ma segnali che qualcosa, nella dinamica, non è in equilibrio. Quando un legame genera più inquietudine che serenità, fermarsi a riflettere non è un fallimento, ma un gesto di cura verso se stessi. Potrebbe esserle utile prendersi uno spazio per chiarire innanzitutto con se stessa quali sono le sue aspettative e i suoi bisogni all’interno di un rapporto, e valutare se e come si sente di esprimerli in modo autentico. Osservare poi la qualità della risposta dell’altro, non solo nelle parole, ma nella concretezza dei comportamenti, può offrire elementi preziosi di comprensione. Se dovesse emergere una distanza significativa tra ciò che desidera e ciò che l’altro è in grado o disposto a offrire, interrogarsi su quali scelte possano tutelare il suo equilibrio emotivo nel lungo periodo diventa un passaggio importante. Se sente che l’ansia, il timore di perderlo o un senso di dipendenza stanno diventando centrali nella sua esperienza, un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio sicuro in cui comprendere più a fondo i suoi bisogni affettivi e rafforzare la sua posizione relazionale. Le sue emozioni hanno dignità. Riconoscerle e prenderle sul serio è già un primo passo significativo verso una maggiore tutela di sé.
Dott.ssa Valeria Baldi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Il focus sembra essere l'altro, piu che lei, nella relazione. Si conceda uno spazio di ascolto in cui poter esplorare le dinamiche che la portano a scegliere di essere o non essere in una relazione. Possiamo fissare un colloquio conoscitivo online e capire meglio insieme.
Dott.ssa Giulia Solinas
Psicologo, Psicoterapeuta
Quartu Sant'Elena
La sua situazione e a rischio nel senso che potyrebbe già aver sviluppato una dipendenza affettiva da un persona che non vuole chiarezza nella relazione nè è intenzionata ad impegnarsi. Si rivolga subito ad un buon professionista psicologo pèsicoterapeuta perchè piu lascia crescere i suoi dubbi e maggiore sarà lòa difficoltà ad ammettere che questa persona forse non è quella piu adatta ai suoi desideri nè ai cuoi bisogni.

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