Buonasera. Ho 73 anni e soffro, da quando ero giovane, di ansia, depressione e pensieri fissi che no
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Buonasera. Ho 73 anni e soffro, da quando ero giovane, di ansia, depressione e pensieri fissi che non mi lasciano in pace per tutto il giorno; anche quando smetto di averne uno, che mi ripeto in testa, in genere, in serie di 4, viene subito sostituito da un altro; poi, ho anche pensieri ossessivi di altro genere. In pratica. sto bene solo quando dormo. Ho preso anche degli psicofarmaci prescrittimi da degli Psichiatri, ma non ho risolto nulla. Vorrei sapere se facendo della Psicoterapia potrei avere dei miglioramenti o sono troppo anziana e, se si', quale terapia sarebbe più appropriata. Grazie.
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso la sua situazione con tanta chiarezza. Vivere per molti anni con ansia, depressione e pensieri ripetitivi e invasivi può essere estremamente faticoso, soprattutto quando sembra che l’unico momento di sollievo sia il sonno.
Vorrei dirle una cosa importante: non esiste un’età “troppo avanzata” per iniziare una psicoterapia. Anche a 73 anni è assolutamente possibile lavorare su questi aspetti e ottenere dei miglioramenti.
Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a:
- comprendere meglio il funzionamento dei suoi pensieri,
- imparare strategie concrete per ridurne l’intensità e la frequenza,
- lavorare sul senso di fondo che sostiene ansia e depressione.
Il fatto che lei stia ancora cercando una strada, dopo tanti anni, è un segnale di vitalità e di desiderio di stare meglio. Questo è un punto di partenza molto importante.
Le suggerirei di rivolgersi a uno psicoterapeuta con esperienza nei disturbi d’ansia e nei pensieri ossessivi, valutando eventualmente anche un confronto integrato con uno psichiatra per rivedere la terapia farmacologica, se necessario.
Le auguro di poter trovare uno spazio in cui non debba più sentirsi in lotta continua con i suoi pensieri.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
la ringrazio per aver condiviso la sua situazione con tanta chiarezza. Vivere per molti anni con ansia, depressione e pensieri ripetitivi e invasivi può essere estremamente faticoso, soprattutto quando sembra che l’unico momento di sollievo sia il sonno.
Vorrei dirle una cosa importante: non esiste un’età “troppo avanzata” per iniziare una psicoterapia. Anche a 73 anni è assolutamente possibile lavorare su questi aspetti e ottenere dei miglioramenti.
Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a:
- comprendere meglio il funzionamento dei suoi pensieri,
- imparare strategie concrete per ridurne l’intensità e la frequenza,
- lavorare sul senso di fondo che sostiene ansia e depressione.
Il fatto che lei stia ancora cercando una strada, dopo tanti anni, è un segnale di vitalità e di desiderio di stare meglio. Questo è un punto di partenza molto importante.
Le suggerirei di rivolgersi a uno psicoterapeuta con esperienza nei disturbi d’ansia e nei pensieri ossessivi, valutando eventualmente anche un confronto integrato con uno psichiatra per rivedere la terapia farmacologica, se necessario.
Le auguro di poter trovare uno spazio in cui non debba più sentirsi in lotta continua con i suoi pensieri.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
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Buonasera,
comprendo il forte stress causato da questi pensieri intrusivi ossessivi nel corso di questi anni. Il fatto che lei continui a cercare una soluzione sicuramente dimostra una volontà nello stare meglio.
Vorrei rassicurarla sul fatto che anche a 73 anni è assolutamente possibile intraprendere un percorso di psicoterapia che possa essere utile, per ottenere miglioramenti nella qualità della sua vita. La terapia farmacologica può essere un supporto dal quale ricavarne una miglior gestione dei sintomi, e quindi un benessere. La psicoterapia ad orientamento Cognitivo -Comportamentale è un approccio terapeutico che ha mostrato una buona efficacia proprio nei problemi come ansia, depressione, pensieri ossessivi. Questo tipo di terapia aiuta a comprendere come pensieri, emozioni e comportamenti siano collegati tra loro e fornisce degli strumenti pratici per ridurre ad esempio l'impatto dei pensieri intrusivi, interrompere i circoli di rimuginio ed imparare modalità più funzionali nel gestire l'ansia. Questa, in associazione alla farmacoterapia potrebbe offrire risultati migliori rispetto ai farmaci da soli.
Io sono una terapeuta Cognitivo-Comportamentale e se ne sentisse la necessità, sarei disponibile per un colloquio.
Cordiali Saluti,
Dott.ssa Francesca Proietti
comprendo il forte stress causato da questi pensieri intrusivi ossessivi nel corso di questi anni. Il fatto che lei continui a cercare una soluzione sicuramente dimostra una volontà nello stare meglio.
Vorrei rassicurarla sul fatto che anche a 73 anni è assolutamente possibile intraprendere un percorso di psicoterapia che possa essere utile, per ottenere miglioramenti nella qualità della sua vita. La terapia farmacologica può essere un supporto dal quale ricavarne una miglior gestione dei sintomi, e quindi un benessere. La psicoterapia ad orientamento Cognitivo -Comportamentale è un approccio terapeutico che ha mostrato una buona efficacia proprio nei problemi come ansia, depressione, pensieri ossessivi. Questo tipo di terapia aiuta a comprendere come pensieri, emozioni e comportamenti siano collegati tra loro e fornisce degli strumenti pratici per ridurre ad esempio l'impatto dei pensieri intrusivi, interrompere i circoli di rimuginio ed imparare modalità più funzionali nel gestire l'ansia. Questa, in associazione alla farmacoterapia potrebbe offrire risultati migliori rispetto ai farmaci da soli.
Io sono una terapeuta Cognitivo-Comportamentale e se ne sentisse la necessità, sarei disponibile per un colloquio.
Cordiali Saluti,
Dott.ssa Francesca Proietti
Buonasera, grazie per aver condiviso con tanta chiarezza la sua esperienza. Ci tengo a rassicurarla: l’età non impedisce di ottenere reali miglioramenti con la psicoterapia. Persone di tutte le età possono imparare a gestire ansia, depressione e pensieri ossessivi, ritrovando benessere e significativi miglioramenti nella vita quotidiana.
Personalmente, pur utilizzando diverse teorie psicologiche, a volte trovo particolarmente efficace per questo tipo di difficoltà la Terapia Strategica Breve, che mira ad interrompere i meccanismi che mantengono i pensieri e le emozioni dolorose, anche quando sembrano invincibili, e a trovare strategie concrete per gestirli nella vita quotidiana. Con altre persone è più efficace una terapia più centrata sulla costruzione di nuovi significati, che aiutino ad adattarsi meglio ai vari contesti così che pensieri fissi e ansia persistente possono diminuire in modo sorprendentemente rapido, migliorando l’umore e la qualità di vita.
Preciso che esistono molte psicoterapie valide, e molto dipende dalla qualità della relazione terapeutica che si instaura tra terapeuta e cliente.
Molte persone che convivono con sintomi da anni, dopo aver seguito un percorso di psicoterapia , raccontano di chiedersi come mai non avessero deciso di intervenire prima: scoprire che è possibile vivere più liberi dai pensieri dolorosi e provare momenti di sollievo e maggiore controllo, senza dipendere esclusivamente dai farmaci, spesso sorprende positivamente.
Dott.ssa Luana Martucci Psicoterapeuta
Personalmente, pur utilizzando diverse teorie psicologiche, a volte trovo particolarmente efficace per questo tipo di difficoltà la Terapia Strategica Breve, che mira ad interrompere i meccanismi che mantengono i pensieri e le emozioni dolorose, anche quando sembrano invincibili, e a trovare strategie concrete per gestirli nella vita quotidiana. Con altre persone è più efficace una terapia più centrata sulla costruzione di nuovi significati, che aiutino ad adattarsi meglio ai vari contesti così che pensieri fissi e ansia persistente possono diminuire in modo sorprendentemente rapido, migliorando l’umore e la qualità di vita.
Preciso che esistono molte psicoterapie valide, e molto dipende dalla qualità della relazione terapeutica che si instaura tra terapeuta e cliente.
Molte persone che convivono con sintomi da anni, dopo aver seguito un percorso di psicoterapia , raccontano di chiedersi come mai non avessero deciso di intervenire prima: scoprire che è possibile vivere più liberi dai pensieri dolorosi e provare momenti di sollievo e maggiore controllo, senza dipendere esclusivamente dai farmaci, spesso sorprende positivamente.
Dott.ssa Luana Martucci Psicoterapeuta
Buonasera, mi fa molto piacere che Lei nonostante le varie esperienze non abbia smesso di cercare una soluzione. Ed è proprio la Sua motivazione nonostante la Sua età che Le porterà sicuramente un grande vantaggio in un percorso di psicoterapia per cui non è mai troppo tardi.
Inoltre condivido con Lei il fatto che gli psicofarmaci non curano ma sono solo dí sostegno della psicoterapia come vera cura. Il Modello Strutturale Integrato offre un approccio in cui si dà molta importanza alle emozioni e può dare una risposta alla Sua ansia vissuta.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento
Cordiali saluti
Dottoressa Monica Elisabeth Ronge
Inoltre condivido con Lei il fatto che gli psicofarmaci non curano ma sono solo dí sostegno della psicoterapia come vera cura. Il Modello Strutturale Integrato offre un approccio in cui si dà molta importanza alle emozioni e può dare una risposta alla Sua ansia vissuta.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento
Cordiali saluti
Dottoressa Monica Elisabeth Ronge
Gentile signora,
per quanto ne sappiamo potrebbe vivere comodamente ancora parecchi anni, sarebbe bello li vivesse stando bene! Può iniziare un percorso con un/una psicoterapeuta che l'affianchi nella scoperta di sè e nel trovare nuove modalità per stare meglio nel suo corpo e nella sua mente. L'orientamento ha poca influenza (ma le consiglierei qualcuno che utilizza la Mindfulness), è la relazione che cura, quindi trovi lo/la psicoterapeuta (non solamente psicologo/a) che le ispira fiducia. Buona scelta e buona vita!
per quanto ne sappiamo potrebbe vivere comodamente ancora parecchi anni, sarebbe bello li vivesse stando bene! Può iniziare un percorso con un/una psicoterapeuta che l'affianchi nella scoperta di sè e nel trovare nuove modalità per stare meglio nel suo corpo e nella sua mente. L'orientamento ha poca influenza (ma le consiglierei qualcuno che utilizza la Mindfulness), è la relazione che cura, quindi trovi lo/la psicoterapeuta (non solamente psicologo/a) che le ispira fiducia. Buona scelta e buona vita!
Gentile utente, la sofferenza che descrive è significativa e il fatto che la accompagni da molti anni non significa affatto che non possa essere affrontata anche ora. Non esiste un’età “troppo avanzata” per intraprendere una psicoterapia in quanto la capacità di cambiamento non si esaurisce con il passare degli anni. Molte persone iniziano percorsi terapeutici anche in età avanzata e ne traggono beneficio.
I pensieri ripetitivi e intrusivi che descrive, insieme all’ansia e alla depressione, possono rientrare in quadri come il Disturbo ossessivo-compulsivo o in forme di ansia con ruminazione persistente. Il fatto che gli psicofarmaci non abbiano portato il miglioramento sperato non esclude la possibilità di un beneficio psicoterapeutico, soprattutto se finora il lavoro è stato prevalentemente farmacologico. La psicoterapia può aiutare a modificare il rapporto con i pensieri, più che eliminarli del tutto. Alcuni approcci, come la terapia cognitivo-comportamentale specifica per i pensieri ossessivi o interventi basati sulla mindfulness e sull’accettazione, hanno mostrato efficacia nel ridurre l’impatto della ruminazione e dell’ansia. Anche un percorso psicodinamico può essere utile, soprattutto se i sintomi sono radicati da lungo tempo e collegati a vissuti profondi. Spesso, nei casi cronici, l’intervento più efficace è integrato: rivalutazione psichiatrica per ottimizzare la terapia farmacologica e contemporaneamente psicoterapia mirata ai pensieri ossessivi e alla regolazione dell’ansia.
Il fatto che lei stia cercando una soluzione è già un segnale di vitalità e desiderio di benessere. Non è troppo tardi per migliorare la qualità della sua vita quotidiana.
Un cordiale saluto.
I pensieri ripetitivi e intrusivi che descrive, insieme all’ansia e alla depressione, possono rientrare in quadri come il Disturbo ossessivo-compulsivo o in forme di ansia con ruminazione persistente. Il fatto che gli psicofarmaci non abbiano portato il miglioramento sperato non esclude la possibilità di un beneficio psicoterapeutico, soprattutto se finora il lavoro è stato prevalentemente farmacologico. La psicoterapia può aiutare a modificare il rapporto con i pensieri, più che eliminarli del tutto. Alcuni approcci, come la terapia cognitivo-comportamentale specifica per i pensieri ossessivi o interventi basati sulla mindfulness e sull’accettazione, hanno mostrato efficacia nel ridurre l’impatto della ruminazione e dell’ansia. Anche un percorso psicodinamico può essere utile, soprattutto se i sintomi sono radicati da lungo tempo e collegati a vissuti profondi. Spesso, nei casi cronici, l’intervento più efficace è integrato: rivalutazione psichiatrica per ottimizzare la terapia farmacologica e contemporaneamente psicoterapia mirata ai pensieri ossessivi e alla regolazione dell’ansia.
Il fatto che lei stia cercando una soluzione è già un segnale di vitalità e desiderio di benessere. Non è troppo tardi per migliorare la qualità della sua vita quotidiana.
Un cordiale saluto.
L’unica indicazione per la psicoterapia è di non essere in una crisi psicologica/psichiatrica in fase acuta per cui risulta difficile concentrarsi, riflettere , usare le sue abilità cognitive superiori. Il maggiore impegno in tal senso è esercitato dal paziente da colui che esprime ‘ blocchi ‘, sofferenza. La psicoterapia è un processo di conoscenza, di esplorazione, di elaborazione di vissuti personali e relazionali che possano incidere su questa sua sofferenza, capirne il significato e sua funzionalità, il perchè non si riesce a cambiare.
La sua età potrebbe essere un vantaggio, si ha molta esperienza, ma non si ha molto tempo, la conoscenza, il percorso evolutivo va sempre avanti.
Perchè i suoi pensieri ossessivi bloccano il suo normale , naturale percorso evolutivo?
Senz’altro intraprendere una psicoterapia le potrebbe essere d’aiuto.
‘ se non ora, quando ‘ frase usata in altri contesti, è molto adeguata alla sua situazione.
Sì può affiancare l’intervento psichiatrico/farmacologico all’intervento psicoterapico, dipende dal livello di crisi che esprime, con feedback positivi su entrambi gli interventi.
La sua età potrebbe essere un vantaggio, si ha molta esperienza, ma non si ha molto tempo, la conoscenza, il percorso evolutivo va sempre avanti.
Perchè i suoi pensieri ossessivi bloccano il suo normale , naturale percorso evolutivo?
Senz’altro intraprendere una psicoterapia le potrebbe essere d’aiuto.
‘ se non ora, quando ‘ frase usata in altri contesti, è molto adeguata alla sua situazione.
Sì può affiancare l’intervento psichiatrico/farmacologico all’intervento psicoterapico, dipende dal livello di crisi che esprime, con feedback positivi su entrambi gli interventi.
Buonasera signora, in realtà non è mai troppo tardi per iniziare una psicoterapia: il cambiamento e la scoperta di sé sono possibili a qualunque età!
Ansia, depressione e pensieri ossessivi possono trarre beneficio da un percorso psicoterapeutico mirato, eventualmente integrato alla terapia farmacologica già in atto. Rispetto all'approccio più adatto, non credo ce ne sia uno specifico rispetto ai sintomi che ha elencato. Piuttosto penso debba sentirsi a suo agio con il professionista che ha di fronte, questo è il primo passo e forse il più importante.
Chiedere aiuto è un passo fondamentale, così come mettersi in discussione e può aprire a reali possibilità di miglioramento.
Un saluto, dott.ssa Covri Annalisa.
Ansia, depressione e pensieri ossessivi possono trarre beneficio da un percorso psicoterapeutico mirato, eventualmente integrato alla terapia farmacologica già in atto. Rispetto all'approccio più adatto, non credo ce ne sia uno specifico rispetto ai sintomi che ha elencato. Piuttosto penso debba sentirsi a suo agio con il professionista che ha di fronte, questo è il primo passo e forse il più importante.
Chiedere aiuto è un passo fondamentale, così come mettersi in discussione e può aprire a reali possibilità di miglioramento.
Un saluto, dott.ssa Covri Annalisa.
Gentile Utente,
non esiste un’età “troppo avanzata” per iniziare una psicoterapia. A 73 anni è assolutamente possibile intraprendere un percorso significativo e ottenere miglioramenti concreti nella qualità della vita. La terapia può offrirle uno spazio di contenimento e di ascolto in cui quei pensieri ripetitivi, ossessivi e così invasivi possano essere compresi, accolti e gradualmente ridimensionati, invece che vissuti come qualcosa che la domina per tutta la giornata.
Il fatto che la terapia farmacologica non abbia portato alla risoluzione del problema non significa che non ci siano altre possibilità: spesso l’integrazione tra supporto psichiatrico e psicoterapia permette di lavorare non solo sui sintomi, ma anche sui meccanismi profondi che li mantengono nel tempo.
Per quanto riguarda l’approccio, diverse forme di psicoterapia possono occuparsi efficacemente di ansia, depressione e pensieri ossessivi. Gli orientamenti cognitivo-comportamentali intervengono in modo diretto sui pensieri ricorrenti e sui circoli viziosi dell’ansia; gli approcci psicodinamici aiutano a comprendere le radici emotive e la storia personale che possono aver contribuito a strutturare questi vissuti; molti terapeuti lavorano inoltre in modo integrato, adattando il percorso alla persona e non viceversa.
La scelta più adatta si definisce dopo una prima valutazione clinica, considerando la sua storia, le sue risorse e gli obiettivi che desidera raggiungere. Non è mai troppo tardi per concedersi uno spazio di cura e per provare a stare meglio.
Cordiali Saluti
Dr.ssa Jessica Ceccherini
non esiste un’età “troppo avanzata” per iniziare una psicoterapia. A 73 anni è assolutamente possibile intraprendere un percorso significativo e ottenere miglioramenti concreti nella qualità della vita. La terapia può offrirle uno spazio di contenimento e di ascolto in cui quei pensieri ripetitivi, ossessivi e così invasivi possano essere compresi, accolti e gradualmente ridimensionati, invece che vissuti come qualcosa che la domina per tutta la giornata.
Il fatto che la terapia farmacologica non abbia portato alla risoluzione del problema non significa che non ci siano altre possibilità: spesso l’integrazione tra supporto psichiatrico e psicoterapia permette di lavorare non solo sui sintomi, ma anche sui meccanismi profondi che li mantengono nel tempo.
Per quanto riguarda l’approccio, diverse forme di psicoterapia possono occuparsi efficacemente di ansia, depressione e pensieri ossessivi. Gli orientamenti cognitivo-comportamentali intervengono in modo diretto sui pensieri ricorrenti e sui circoli viziosi dell’ansia; gli approcci psicodinamici aiutano a comprendere le radici emotive e la storia personale che possono aver contribuito a strutturare questi vissuti; molti terapeuti lavorano inoltre in modo integrato, adattando il percorso alla persona e non viceversa.
La scelta più adatta si definisce dopo una prima valutazione clinica, considerando la sua storia, le sue risorse e gli obiettivi che desidera raggiungere. Non è mai troppo tardi per concedersi uno spazio di cura e per provare a stare meglio.
Cordiali Saluti
Dr.ssa Jessica Ceccherini
Gentilissima, grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo la sua situazione, e soprattutto il suo bisogno di risposte data la sintomatologia faticosissima che la accompagna da tutta la vita praticamente.
Intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e comprendere le motivazioni sottostanti il suo malessere, individuando insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontare tutto questo. Per quanto riguarda l'orientamento, è più importante una buona alleanza terapeutica con lo specialista, alla base di un rapporto funzionale.
Resto a disposizione!
AV
Intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e comprendere le motivazioni sottostanti il suo malessere, individuando insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontare tutto questo. Per quanto riguarda l'orientamento, è più importante una buona alleanza terapeutica con lo specialista, alla base di un rapporto funzionale.
Resto a disposizione!
AV
Buonasera.
per stare bene non c è mai limite d'età!
esistono diverse terapie che possono aiutarla a risolvere i suoi probleimi che rientrano tutti nella vasta gamma dei sintomi derivati da uno stato ansiono, ma la terapia elettiva ad oggi è quella cognitivo comportamentale che attraverso vari eservìcizi e tecniche la metterà in condizione di lavorare sui suoi pensieri per renderli meno intrusuvi.
Sono a sua disposizione per ulteriori chiarimenti .
Cordialmente
Dott.ssa Laura Bova
per stare bene non c è mai limite d'età!
esistono diverse terapie che possono aiutarla a risolvere i suoi probleimi che rientrano tutti nella vasta gamma dei sintomi derivati da uno stato ansiono, ma la terapia elettiva ad oggi è quella cognitivo comportamentale che attraverso vari eservìcizi e tecniche la metterà in condizione di lavorare sui suoi pensieri per renderli meno intrusuvi.
Sono a sua disposizione per ulteriori chiarimenti .
Cordialmente
Dott.ssa Laura Bova
Buonasera Signora, sì è opportuno iniziare un percorso di psicoterapia perché i farmaci agiscono sui sintomi e non sulle cause. Ci sono tantissimi approcci, importante però è che lei si trovi bene con lo psicoterapeuta o la psicoterapeuta che sceglie. Vista l'età io le suggerirei un percorso emdr che agisca su ciò che ha generato i suoi pensieri intrusivi.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Salve, dalle sue parole si sente quanto questa sofferenza l’accompagni da molti anni e quanto possa essere faticoso convivere quotidianamente con ansia e pensieri che si ripetono senza darle tregua. Vorrei rassicurarla su un punto importante: non si è mai troppo anziani per iniziare una psicoterapia. A 73 anni si può assolutamente intraprendere un percorso e ottenere benefici concreti. Nel suo caso, i sintomi che descrive potrebbero essere affrontati efficacemente con una psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT).Questo tipo di terapia potrebbe aiutarla a: comprendere meglio il funzionamento dei suoi pensieri ripetitivi e ossessivi; imparare strategie concrete per interrompere il circolo dei pensieri intrusivi; ridurre l’ansia e recuperare spazi di benessere anche durante la giornata, non solo nel sonno. Il fatto che gli psicofarmaci da soli non abbiano risolto il problema non significa che non ci siano possibilità di miglioramento. Spesso l’integrazione tra terapia psicologica e, quando necessario, supporto farmacologico è più efficace rispetto ai farmaci da soli.
Buonasera, mi dispiace apprendere della sua situazione, e ancor più sapere che tale vissuto la accompagna sin dalla giovinezza. È comprensibile quanto questo possa aver inciso nel tempo sul suo sentire.
Un percorso terapeutico potrebbe offrirle l’opportunità di attribuire significato a questi pensieri, di ricondurli entro una trama più chiara e di integrarli nella sua storia personale in modo più consapevole. Potrebbe orientarsi verso una terapia a indirizzo psicoanalitico o sistemico-relazionale, tuttavia, ciò che più conta è che lei possa individuare il professionista con cui sentirsi davvero accolto e libero di aprirsi, instaurando un’alleanza fondata sulla fiducia. Le auguro di concedersi questo dono prezioso..! Un saluto. Resto a disposizione, anche per eventuali colloqui online. Dott.ssa Angela Ricucci
Un percorso terapeutico potrebbe offrirle l’opportunità di attribuire significato a questi pensieri, di ricondurli entro una trama più chiara e di integrarli nella sua storia personale in modo più consapevole. Potrebbe orientarsi verso una terapia a indirizzo psicoanalitico o sistemico-relazionale, tuttavia, ciò che più conta è che lei possa individuare il professionista con cui sentirsi davvero accolto e libero di aprirsi, instaurando un’alleanza fondata sulla fiducia. Le auguro di concedersi questo dono prezioso..! Un saluto. Resto a disposizione, anche per eventuali colloqui online. Dott.ssa Angela Ricucci
Gentile paziente, rispondo subito al suo dubbio principale: non è mai troppo tardi per intervenire. Il cervello possiede una plasticità che permette il cambiamento a qualunque età, specialmente quando si tratta di scardinare meccanismi mentali diventati automatici.
Dal punto di vista della Terapia Breve Strategica, il suo problema non è una "condanna", ma il risultato di un rituale mentale (le serie di 4 pensieri) che lei ha costruito negli anni per tentare di gestire l'ansia, ma che finisce per alimentarla.
Gli psicofarmaci possono sedare l'emozione, ma non possono insegnare alla mente come interrompere il "rituale" del pensiero ossessivo.
La Terapia Breve Strategica è particolarmente efficace perché non si perde nella ricerca delle cause passate, ma agisce nel presente con manovre concrete per "mandare in tilt" le sue ossessioni e bloccare la ripetizione dei pensieri.
La psicoterapia può restituirle una qualità della vita che merita, indipendentemente dall'anagrafe.
Saluti, dr. Germi
Dal punto di vista della Terapia Breve Strategica, il suo problema non è una "condanna", ma il risultato di un rituale mentale (le serie di 4 pensieri) che lei ha costruito negli anni per tentare di gestire l'ansia, ma che finisce per alimentarla.
Gli psicofarmaci possono sedare l'emozione, ma non possono insegnare alla mente come interrompere il "rituale" del pensiero ossessivo.
La Terapia Breve Strategica è particolarmente efficace perché non si perde nella ricerca delle cause passate, ma agisce nel presente con manovre concrete per "mandare in tilt" le sue ossessioni e bloccare la ripetizione dei pensieri.
La psicoterapia può restituirle una qualità della vita che merita, indipendentemente dall'anagrafe.
Saluti, dr. Germi
La psicoterapia piu appropriata appare l'approccio Cognitivo comportamentale. Se lei sta male e non è serena vale la pena di impegnarsi per modificare gli automatismi impostati nel corso della sua vita.
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza una sofferenza che la accompagna da molti anni. Quello che descrive – ansia, umore depresso e pensieri ripetitivi/ossessivi che occupano gran parte della giornata – è molto faticoso da vivere e può dare la sensazione di non avere tregua. Il fatto che il sollievo arrivi quasi solo con il sonno è un segnale di quanto queste preoccupazioni e ruminazioni siano diventate pervasive.
La risposta alla sua domanda è: no, non è affatto “troppo anziana” per iniziare una psicoterapia. La psicoterapia può essere utile a qualsiasi età. Anche dopo molti anni di sofferenza è possibile ottenere miglioramenti concreti nella qualità della vita: riduzione dell’intensità dei pensieri ossessivi, maggiore capacità di “sganciarsi” dai pensieri fissi, strumenti per gestire l’ansia e un miglioramento dell’umore. Non si tratta di “cancellare” i pensieri, ma di cambiare il modo in cui ci si relaziona ad essi, riducendone il potere e l’impatto quotidiano.
Rispetto al fatto che gli psicofarmaci non abbiano portato i benefici sperati: in molte situazioni la combinazione tra un adeguato supporto farmacologico e un percorso psicoterapeutico è più efficace del solo farmaco. Talvolta è utile anche una rivalutazione psichiatrica della terapia in corso, in parallelo alla psicoterapia.
Tra gli approcci più indicati per i problemi che descrive:
la Terapia Cognitivo-Comportamentale, particolarmente efficace per ansia, depressione e pensieri ossessivi, perché aiuta a riconoscere i meccanismi dei pensieri ripetitivi e a interrompere i circoli viziosi che li mantengono;
in alcuni casi, integrazioni con approcci orientati alla consapevolezza (come la mindfulness) possono aiutare a “lasciar passare” i pensieri senza restarne intrappolati.
È comprensibile, dopo tanti anni di tentativi, temere che “non ci sia più nulla da fare”. In realtà, iniziare ora un percorso può darle strumenti nuovi per stare meglio nel presente, anche senza dover rivivere necessariamente tutto il passato.
Il passo più utile è confrontarsi con uno specialista per una valutazione personalizzata, così da individuare l’approccio più adatto alla sua situazione specifica e, se necessario, coordinarsi con lo psichiatra che la segue.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
la ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza una sofferenza che la accompagna da molti anni. Quello che descrive – ansia, umore depresso e pensieri ripetitivi/ossessivi che occupano gran parte della giornata – è molto faticoso da vivere e può dare la sensazione di non avere tregua. Il fatto che il sollievo arrivi quasi solo con il sonno è un segnale di quanto queste preoccupazioni e ruminazioni siano diventate pervasive.
La risposta alla sua domanda è: no, non è affatto “troppo anziana” per iniziare una psicoterapia. La psicoterapia può essere utile a qualsiasi età. Anche dopo molti anni di sofferenza è possibile ottenere miglioramenti concreti nella qualità della vita: riduzione dell’intensità dei pensieri ossessivi, maggiore capacità di “sganciarsi” dai pensieri fissi, strumenti per gestire l’ansia e un miglioramento dell’umore. Non si tratta di “cancellare” i pensieri, ma di cambiare il modo in cui ci si relaziona ad essi, riducendone il potere e l’impatto quotidiano.
Rispetto al fatto che gli psicofarmaci non abbiano portato i benefici sperati: in molte situazioni la combinazione tra un adeguato supporto farmacologico e un percorso psicoterapeutico è più efficace del solo farmaco. Talvolta è utile anche una rivalutazione psichiatrica della terapia in corso, in parallelo alla psicoterapia.
Tra gli approcci più indicati per i problemi che descrive:
la Terapia Cognitivo-Comportamentale, particolarmente efficace per ansia, depressione e pensieri ossessivi, perché aiuta a riconoscere i meccanismi dei pensieri ripetitivi e a interrompere i circoli viziosi che li mantengono;
in alcuni casi, integrazioni con approcci orientati alla consapevolezza (come la mindfulness) possono aiutare a “lasciar passare” i pensieri senza restarne intrappolati.
È comprensibile, dopo tanti anni di tentativi, temere che “non ci sia più nulla da fare”. In realtà, iniziare ora un percorso può darle strumenti nuovi per stare meglio nel presente, anche senza dover rivivere necessariamente tutto il passato.
Il passo più utile è confrontarsi con uno specialista per una valutazione personalizzata, così da individuare l’approccio più adatto alla sua situazione specifica e, se necessario, coordinarsi con lo psichiatra che la segue.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera,
come prima cosa vorrei precisare che alla sua età non è assolutamente “troppo anziana” per intraprendere un percorso psicoterapeutico. Ogni essere umano, a qualsiasi età, ha il diritto di vivere in modo il più possibile sereno e tranquillo. La psicoterapia può essere indicata anche in età avanzata: è uno spazio di ascolto, di confronto e di riflessione, sempre.
Rispetto ai sintomi che descrive, ansia persistente, depressione e pensieri ripetitivi e ossessivi un approccio cognitivo-comportamentale può essere sicuramente valido, perché lavora in modo mirato sui meccanismi dei pensieri ricorrenti e sull’ansia.
Per quanto riguarda gli psicofarmaci, in presenza di un’ansia molto forte e invalidante possono rappresentare un supporto necessario. Generalmente, però, l’intervento più efficace è l’integrazione tra terapia farmacologica e psicoterapia, perché mentre il farmaco può aiutare a ridurre l’intensità dei sintomi, la psicoterapia lavora più in profondità sui meccanismi che li mantengono nel tempo.
Le auguro di potersi concedere uno spazio di cura adeguato ai suoi bisogni. Un caro saluto.
come prima cosa vorrei precisare che alla sua età non è assolutamente “troppo anziana” per intraprendere un percorso psicoterapeutico. Ogni essere umano, a qualsiasi età, ha il diritto di vivere in modo il più possibile sereno e tranquillo. La psicoterapia può essere indicata anche in età avanzata: è uno spazio di ascolto, di confronto e di riflessione, sempre.
Rispetto ai sintomi che descrive, ansia persistente, depressione e pensieri ripetitivi e ossessivi un approccio cognitivo-comportamentale può essere sicuramente valido, perché lavora in modo mirato sui meccanismi dei pensieri ricorrenti e sull’ansia.
Per quanto riguarda gli psicofarmaci, in presenza di un’ansia molto forte e invalidante possono rappresentare un supporto necessario. Generalmente, però, l’intervento più efficace è l’integrazione tra terapia farmacologica e psicoterapia, perché mentre il farmaco può aiutare a ridurre l’intensità dei sintomi, la psicoterapia lavora più in profondità sui meccanismi che li mantengono nel tempo.
Le auguro di potersi concedere uno spazio di cura adeguato ai suoi bisogni. Un caro saluto.
Buonasera,
non esiste un’età “troppo avanzata” per trarre beneficio dalla psicoterapia. Sintomi di ansia, depressione e pensieri ossessivi possono essere trattati efficacemente anche quando i farmaci da soli non hanno portato i risultati sperati. Spesso, una combinazione di psicoterapia e supporto farmacologico funziona meglio che i farmaci da soli. Per quanto riguarda strettamente la psicoterapia, l’aspetto centrale è trovare un professionista con cui ci si senta a proprio agio. La qualità della relazione terapeutica è infatti uno dei fattori più importanti per l’efficacia del percorso, indipendentemente dall’orientamento teorico. Sentirsi compresi e sicuri durante le sedute consente di affrontare i pensieri e le emozioni in modo più costruttivo.
Cordiali saluti,
Dott.ssa E.B.
non esiste un’età “troppo avanzata” per trarre beneficio dalla psicoterapia. Sintomi di ansia, depressione e pensieri ossessivi possono essere trattati efficacemente anche quando i farmaci da soli non hanno portato i risultati sperati. Spesso, una combinazione di psicoterapia e supporto farmacologico funziona meglio che i farmaci da soli. Per quanto riguarda strettamente la psicoterapia, l’aspetto centrale è trovare un professionista con cui ci si senta a proprio agio. La qualità della relazione terapeutica è infatti uno dei fattori più importanti per l’efficacia del percorso, indipendentemente dall’orientamento teorico. Sentirsi compresi e sicuri durante le sedute consente di affrontare i pensieri e le emozioni in modo più costruttivo.
Cordiali saluti,
Dott.ssa E.B.
Buongiorno,
affianchi al trattamento farmacologico un percorso psicologico, vedrà che con il tempo potrà guardare ad un benessere più a lungo termine. Non è importante il tipo di psicoterapia quanto piuttosto la sua propensione ad affidarsi allo specialista.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
affianchi al trattamento farmacologico un percorso psicologico, vedrà che con il tempo potrà guardare ad un benessere più a lungo termine. Non è importante il tipo di psicoterapia quanto piuttosto la sua propensione ad affidarsi allo specialista.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
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