Buongiorno vi spiego in breve cosa mi accade perché mi sento uscire pazzo: Parto dalla.base che io

25 risposte
Buongiorno vi spiego in breve cosa mi accade perché mi sento uscire pazzo:
Parto dalla.base che io e la mia compagna conviviamo da 4 anni abbiamo preso casa ed io ho due figli di 12 e 17 e lei una di 12 che vive in pianta stabile.
Quindi siamo una famiglia allargata ed adesso vi spiego in breve cosa mi sta.succedendo :
Domenica mia figlia aveva una gara di ballo la mia compagna non è potuta venire perché lavorava e quindi pazienza. Lei soffre terribilmente di una gelosia che credetemi davvero ingiustificata nei confronti della mia.ex moglie dove da parte mia e da parte sua c'è un totale disinteresse e ci lega solo nostra figlia. Il mio rapporto è solo ed esclusivamente di comunicazione su mia figlia ma io onestamente sono sereno e non ho nessun problema . Ritornando a quello che è successo andando a questa gara che è durata 4 ore accompagnato da mio figlio grande siamo stati lì a guardare l'esibizione di mia figlia senza neanche stare vicini e neanche parlare di nulla nè soffermarci perché il rapporto è questo in Realtà. Finita la.gara e durante la.stessa inizio a ricevere freddezza dalla mia compagna anche quando mandavo i video di mia figlia della gara pensando di renderla partecipe ma nulla . Poi iniziano i litigi perché dove sei stato con chi sei stato ti sei parlato avete fatto i video dalla.stessa postazione ecc ecc spiegando anche che non stavamo vicini ma ovviamente se la bambina si esibisce in un lato non posso andarmene lontano solo perché la mia ex moglie e' presente e va bene anche questo spiego.e rispiego mille volte la stessa cosa ma nulla .
Poi lei facendo mille ricerche trova un video di qualche altro genitore dove nel.video di prospettiva lontono molti metri sembra che stessimo uno dietro l'altro ma così non è perché si vede benissimo nella prospettiva che si che sto dietro ma.a distanza notevole senza neanche dire una parola ma soprattutto mi.dice e mi offende dicendomi che stavo con lei ecc ecc. mi ha detto mille cose mi ha offeso gridato ma non è la prima volta quando mi dimentico per dire che mi scrive per comunicare Delle cose di mia figlia lei impazzisce se lo dico dopo un giorno o altro e inizia di nuovo a gridare ad offendere ecc ecc . Io non so più cosa fare davvero. Premetto anche che lei con la mia ex moglie capita che si chiamano per prendere mia figlia quindi un rapporto normale. Dice che sono un pezzo di m.
Sono falso ecc ecc quando per me è davvero la verità sacrosanta ma poi che male c'è per essere trattato in questo modo così barbaro ?
Dott.ssa Valeria Baldi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Deve essere faticoso percepire mancata fiducia da parte della sua compagna, così come trovarsi a gestire il rapporto con i suoi figli sentendosi immerso in queste dinamiche ambivalenti/di controllo. Ha provato a pensare alla possibilità di un percorso psicologico di coppia in cui poter esplorare insieme alla sua compagna cosa state vivendo e come poter facilitare la comunicazione efficace tra di voi? E' possibile anche fissare un primo colloquio conoscitivo online.

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Capisco quanto questa situazione possa essere stressante e destabilizzante. Da psicologa, quello che posso dirti è che stai vivendo un contesto molto complesso: una famiglia allargata, dinamiche di ex partner, gelosie ingiustificate e continue accuse che minano la serenità. Tutto questo può generare ansia, frustrazione e senso di impotenza.
È importante distinguere tra realtà oggettiva e percezioni emotive degli altri: tu stai agendo con trasparenza e onestà, rispettando i confini di tutti, ma le reazioni della tua compagna riflettono problemi interni suoi, non la tua condotta.
Può essere utile avere uno spazio protetto e neutrale dove parlare di questi episodi e ricevere strategie concrete per gestire conflitti e comunicazione: questo può avvenire con la mediazione familiare o con un percorso di supporto psicologico dedicato alla gestione dello stress e delle dinamiche familiari.
Se vuoi, posso aiutarti a strutturare un percorso di supporto pratico, passo passo, per proteggere la tua serenità e quella dei ragazzi, senza conflitti continui e con strumenti di comunicazione chiara e sicura. Questo tipo di supporto non è giudicante, ma mirato a creare equilibrio nella tua famiglia allargata.
Dott.ssa Antonella Guiducci
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
San Mauro Pascoli
BUONGIORNO. Non metto in dubbio le sue buone intenzioni verso la figlia e il rispetto della genitorialità vs i figli. Sta di fatto che ora lei e la sua ex moglie siete una coppia genitoriale e come mi sembra di aver letto, avete raggiunto anche un buon equilibrio. e questo è un dato realistico. Dall'altra parte il pensiero che posso fare è se la sua nuova compagna sta bene in questa famiglia allargata che rappresenta il vostro presente. Mi spiego meglio: non è che la sua compagna sta proiettando un suo malessere della vostra coppia? Io cercherei di spostare l'attenzione su di voi e provare ad aprire un dialogo. Avete mai parlato su che coppia siete e come state in questa famiglia allargata? tu la definisci famiglia allargata ma lei condivide la tua definizione? Un percorso di coppia potrebbe aiutarvi a leggere meglio la vostra situazione e a condividere momenti critici che vi possono rendere più vulnerabili.
Dr. Matteo Lupi
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Prato
Capisco la tua esasperazione. Da come lo racconti, tu non stai vivendo “solo” una gelosia: stai vivendo un clima di controllo, accuse ripetute, svalutazioni e offese, nonostante tu stia cercando di essere trasparente e di includerla (mandandole video, aggiornandola, spiegando). È comprensibile che tu ti senta stanco e anche umiliato.

Ci sono due piani da tenere distinti.

1) La gelosia e l’insicurezza della tua compagna
È possibile che la presenza della tua ex moglie attivi in lei paure profonde (di essere “seconda”, di non contare, di essere tradita, di essere esclusa dalla famiglia precedente). In alcune persone queste paure diventano una lente: ogni dettaglio viene letto come prova (“dove eri”, “eravate vicini”, “stessa postazione”), e anche quando la realtà è diversa, la mente cerca conferme. Questo può succedere per insicurezze personali, esperienze passate, stile di attaccamento, o semplicemente per una fatica a tollerare che in una famiglia allargata i confini siano necessariamente più complessi.

2) Il modo in cui questa gelosia viene gestita
Qui però c’è un punto molto importante: al di là della causa, offendere, umiliare, dare del “pezzo di m.”, urlare, controllare e accusare non è un modo sano di gestire la paura. La gelosia può essere compresa, ma la violenza verbale e la svalutazione non vanno normalizzate. E soprattutto: in una famiglia allargata, dove ci sono figli adolescenti e preadolescenti, questo clima rischia di pesare molto anche su di loro.

Cosa puoi fare concretamente (senza “spingerla”)

Mettere un confine sul modo, non sul tema:
“Possiamo parlarne, ma non mentre mi insulti o urli. Se succede, mi fermo e ne riparliamo quando siamo calmi.”
Questo non è minaccia: è protezione della relazione e della tua dignità.

Non entrare nel loop delle “prove”: spiegare mille volte spesso non calma, perché il problema non è l’informazione, è l’ansia/insicurezza che cerca certezza assoluta. Più provi a convincerla, più si alimenta il circuito.

Spostare la questione su una sede adatta: se lei è disponibile, una terapia di coppia può essere molto utile. Non per “dare ragione a te o a lei”, ma per costruire regole, confini e un modo di comunicare che non distrugga la relazione.

E se lei non vuole farsi aiutare?
Allora la cosa più utile è che tu faccia una consulenza individuale con uno psicologo/psicoterapeuta, per inquadrare bene: da quanto tempo va avanti così; se è peggiorato nel tempo; come impatta su di te e sui ragazzi; quali confini hai già provato a mettere e con quali esiti; quali segnali indicano che il problema è diventato “strutturale”.

Perché qui posso darti spunti, ma per aiutarti davvero serve allargare il contesto. E soprattutto: serve capire come tutelarti emotivamente e come muoverti in modo efficace, senza restare intrappolato in una dinamica che ti logora.

In sintesi: la gelosia può avere una spiegazione, ma il modo in cui viene espressa non è accettabile e non va lasciato crescere. Un supporto professionale (di coppia, se possibile, o individuale per te come primo passo) è la strada più concreta per uscire da questo “circolo” e decidere con lucidità cosa si può fare.

Un caro saluto
Dr. Matteo Lupi
Psicologo e Sessuologo
Dott.ssa Gloria Odogwu
Psicologo, Psicologo clinico
Caselle di Sommacampagna
Gentile utente,

la situazione che descrive è comprensibilmente logorante e il suo senso di esasperazione è una reazione umana a una dinamica relazionale che sembra ripetersi nel tempo senza trovare soluzione. Quando in una coppia si inserisce una gelosia intensa e persistente, soprattutto se accompagnata da accuse, controlli, interpretazioni distorte e scatti di rabbia, spesso non si tratta di ciò che sta realmente accadendo fuori, ma di ciò che la persona vive dentro di sé. La gelosia di questo tipo nasce di frequente da insicurezze profonde, timori di perdita o ferite passate, e può portare chi la prova a interpretare situazioni neutre come minacciose.

Il punto importante è che lei sta già facendo ciò che sarebbe naturale fare: spiegare, chiarire, rassicurare. Tuttavia, quando la gelosia è di natura emotivamente radicata, le spiegazioni razionali raramente bastano, perché il problema non è la mancanza di informazioni ma l’ansia interna che spinge l’altra persona a cercare continuamente conferme ai propri timori. In questi casi il rischio è che si crei un ciclo ripetitivo: accusa → spiegazione → momentaneo sollievo → nuovo dubbio → nuova accusa.

Dal suo racconto emerge anche un elemento significativo: il modo in cui lei viene trattato durante questi episodi. Offese, urla e svalutazioni non rappresentano modalità sane di gestione del conflitto. Il dolore che sente non deriva solo dalle accuse, ma dal sentirsi messo in discussione come persona nonostante la sua trasparenza. Questo tipo di clima, se prolungato, può diventare emotivamente molto pesante e minare serenità e autostima.

Una relazione stabile ha bisogno di fiducia reciproca come base. Quando la fiducia viene costantemente sostituita dal sospetto, il rapporto rischia di trasformarsi in un luogo di tensione anziché di sostegno. In situazioni come questa, spesso il cambiamento non arriva da ulteriori giustificazioni, ma dall’introduzione di confini chiari e di un confronto più strutturato su ciò che sta accadendo tra voi, magari con l’aiuto di uno spazio di supporto psicologico che permetta di lavorare sulla dinamica relazionale e sulle emozioni che la alimentano.

Non significa che la relazione sia destinata a finire, ma che così com’è rischia di far soffrire entrambi. Affrontare la situazione in modo guidato può aiutare a capire se esistono le condizioni per trasformare questa dinamica oppure se è necessario ridefinire i limiti del rapporto.

Dal modo in cui si esprime si percepisce una persona che desidera chiarezza, rispetto e serenità: sono bisogni legittimi e fondamentali in qualsiasi relazione affettiva.

Se sente che questa situazione la sta consumando emotivamente, parlarne con un professionista potrebbe offrirle uno spazio concreto per capire come tutelarsi e come gestire al meglio questa dinamica senza restare intrappolato nel conflitto.

Un caro saluto.
Dott.ssa Elisabetta Di Maso
Psicologo, Psicologo clinico
Bitonto
Buonasera, credo si opportuno che intraprendiate un percorso di coppia, in quanto leggo tanta paura di perdere il controllo da parte della sua compagna e magari potreste lavorare sulla fiducia e sul controllo.
Dott.ssa Martina Veracini
Psicologo, Psicologo clinico
Empoli
Buongiorno,
si sente tutta la sua esasperazione e anche la fatica di sentirsi continuamente messo in discussione su qualcosa che, dal suo punto di vista, vive come limpido e corretto. Quando una persona si sente accusata ingiustamente e addirittura offesa, è comprensibile che possa arrivare a pensare “sto diventando pazzo”.
Lei sta cercando di tenere insieme più ruoli: padre, compagno, ex marito, membro di una famiglia allargata. Non è semplice. In queste situazioni gli equilibri sono delicati e spesso toccano corde profonde, soprattutto legate alla gelosia e alla paura di perdere l’altro.
Da quello che racconta, il punto centrale non sembra essere la gara di ballo in sé, ma il significato che quell’evento assume per la sua compagna. Per lei era un momento dedicato a sua figlia. Per lei, probabilmente, si attivano timori legati alla presenza della sua ex moglie. La gelosia, quando è così intensa, raramente parla del presente, più spesso parla di insicurezze, paure di confronto, timori di non essere “abbastanza” o di essere esclusa.
Questo però non giustifica insulti, offese o modalità aggressive. La gelosia può essere compresa, ma non può diventare motivo di svalutazione o umiliazione. In una relazione sana, il conflitto può esserci, ma non dovrebbe trasformarsi in attacchi personali.
Un aspetto su cui potrebbe riflettere è questo: quando lei entra in quella modalità accusatoria, lei cosa fa emotivamente? Si difendi? Spiega? Si irrigidisce? A volte il continuo “spiegare e rispiegare” alimenta un circolo in cui più cerca di dimostrare la sua innocenza, più l’altro si sente minacciato e intensifica il controllo.
Forse la questione non è convincerla dei fatti (che sembrano oggettivi), ma capire insieme cosa si attiva dentro la sua compagna e cosa si attiva dentro di lei in quei momenti. C’è fiducia reciproca? Ci sono confini chiari e condivisi rispetto al rapporto con l’ex coniuge? Vi siete mai fermati a parlare di queste paure in un momento di calma, non durante un litigio?
Inoltre, quando compaiono offese come quelle che riporta, è importante chiedersi “quanto mi fa stare bene questa dinamica? Cosa sto tollerando? E che modello relazionale stiamo costruendo?”.
Potrebbe inoltre essere utile valutare un percorso di coppia. A volte un terzo neutrale aiuta a trasformare la gelosia da campo di battaglia a tema su cui lavorare.
Oggi sembra che vi troviate intrappolati in una dinamica di insicurezza e difesa che, se non affrontata, rischia di logorare entrambi.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Psicologa
Dott.ssa Sandra Cappello
Psicologo, Psicologo clinico
Floridia
Buonasera, quando si diventa famiglia allargata entrano in gioco tante dinamiche sia di vissuti pregressi con i rispettivi ex coniugi, sia di dinamiche attuali come lei stesso si trova a vivere. Per il bene di ognuno a partire dal suo passando per quello dei ragazzi che potrebbero capire quello che succede sarebbe il caso che iniziaste una terapia di coppia. Spesso i figli pagano a caro prezzo certe situazioni familiari e potrebbero vivere sensi di colpa che si aggiungono ad una situazione delicata come quella della separazione dei genitori.
Buonasera, immagino che la situazione che sta vivendo non sia affatto semplice...Purtroppo è molto difficile darle un parere professionale e non " da bar" senza conoscere lei e la sua compagna ed avere ulteriori elementi. In questi casi sarebbe utile avere un colloquio di coppia con un/una psicoterapeuta che operi nella vostra zona, così che il professionista possa aiutarvi a comunicare come vi sentite ed a trovare insieme delle soluzioni. Mi dispiace non poterle essere molto d'aiuto. Saluti.
Dott.ssa Cecilia Cicchetti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
quello che descrive è molto faticoso. Lei racconta una situazione in cui si sente sotto accusa pur sapendo di non aver fatto nulla di scorretto. Questo, nel tempo, logora.
La gelosia della sua compagna non sembra legata ai fatti concreti, ma a una sua insicurezza profonda che si attiva ogni volta che entra in scena la sua ex moglie. Più lei spiega, più lei cerca prove: è un meccanismo che non si risolve con chiarimenti razionali, perché il problema non è ciò che è accaduto, ma ciò che lei teme.
Essere insultato, svalutato o definito “falso” non è però accettabile. La gelosia può essere compresa, ma non giustifica l’aggressività.
Forse il punto ora non è dimostrare ancora la sua innocenza, ma chiedersi quanto questa dinamica sia sostenibile per lei e che tipo di confini vuole mettere per proteggere la relazione — e se stesso.
Da ciò che racconti emerge una grande fatica nel gestire alcune reazioni della tua compagna, soprattutto quando entrano in gioco la tua ex moglie e gli impegni legati a vostra figlia. Le sue esplosioni di gelosia, la ricerca continua di conferme e la lettura sospettosa di ciò che accade sembrano segnali di una forte insicurezza, che probabilmente ha radici nella sua storia personale e nelle sue paure più profonde, non necessariamente legate a ciò che tu fai o non fai.
Allo stesso tempo, anche tu stai vivendo un senso di ingiustizia e di smarrimento: ti senti accusato nonostante la tua trasparenza, e questo ti porta a non sapere più come muoverti. È comprensibile che questa dinamica, ripetuta nel tempo, diventi logorante.
In una coppia, e ancor più in una famiglia allargata, è fondamentale costruire un clima sicuro, in cui ciascuno possa esprimere fragilità e timori senza che questi diventino attacchi o svalutazioni dell’altro. Il rispetto reciproco, la possibilità di ascoltarsi e di regolare insieme le emozioni sono elementi essenziali per far funzionare la relazione.Per questo potrebbe essere utile intraprendere un percorso di coppia: non per stabilire chi ha ragione o torto, ma per comprendere da dove nascono certe reazioni, come impattano sulla relazione e come potete costruire un modo più sereno di stare insieme. L’obiettivo sarebbe aiutarvi a trasformare la gelosia e la paura in dialogo, e a ritrovare un senso di alleanza come partner e come genitori.
Resto disponibile per ogni chiarimento.
Ricevo anche online. Un caro saluto.
Dott. Fabian Gabriel Beneitez
Psicologo, Professional counselor
Fermo
La ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata.
Mi sento di dirle che si sente stanco, esasperato e quasi messo sotto processo continuo, ed è comprensibile che questa dinamica la faccia dubitare perfino di sé stesso.
Da ciò che descrive emerge un clima relazionale segnato da gelosia invasiva e da una comunicazione che diventa facilmente accusatoria. Quando la fiducia vacilla, ogni dettaglio viene letto come prova, e questo logora. Non è tanto l’episodio della gara, ma il copione che si ripete e la fa sentire giudicato e umiliato.
Le offese e le urla non sono modalità sane di confronto, e col tempo rischiano di creare una frattura emotiva profonda dentro di lei. Forse sarebbe utile uno spazio neutro, con un professionista, per comprendere cosa si attiva in entrambi e come mai ogni situazione legata alla sua ex diventa detonante. Anche un supporto individuale per lei potrebbe aiutarla a fare chiarezza e a non sentirsi perdere il controllo.
Non trascuri questo malessere, perchè quando si accumula poi esplode o si trasforma in chiusura. Le auguro di trovare uno spazio di ascolto serio e competente dove poter respirare un pò e rimettere ordine dentro ciò che ora appare confuso.
Le auguro di risolvere il prima possibile questo problema
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, grazie per aver raccontato con tanta chiarezza ciò che sta vivendo, perché dalle sue parole emerge una grande fatica emotiva e anche un senso di smarrimento molto comprensibile. Quando ci si sente accusati, messi continuamente in discussione e soprattutto quando si viene offesi pur avendo la percezione di comportarsi in modo corretto, è normale arrivare a pensare “sto impazzendo” o chiedersi dove sia l’errore. Prima di tutto è importante dirle una cosa che spesso, dentro situazioni conflittuali ripetute, si perde di vista. Lei descrive un comportamento che appare coerente con il ruolo di padre e con la gestione di una famiglia allargata. Avere contatti con l’ex partner per questioni legate ai figli non solo è inevitabile, ma è anche un segnale di responsabilità genitoriale. Non è qualcosa di sbagliato o sospetto in sé. Quando una relazione attuale entra in forte tensione su questo punto, spesso non dipende tanto da ciò che accade realmente, quanto da come l’altra persona vive internamente la situazione. La gelosia molto intensa, soprattutto quando diventa sospetto costante, ricerca di prove, interpretazioni rigide di immagini o episodi neutri e accuse ripetute, tende a funzionare come una lente deformante. Anche spiegazioni sincere e ripetute non riescono a rassicurare perché il problema non sta nella mancanza di informazioni ma nella paura che guida l’altro. Lei racconta di aver spiegato più volte, di aver cercato di coinvolgerla inviando video per renderla partecipe e di aver mantenuto una distanza reale dalla sua ex moglie. Nonostante questo le accuse continuano. Questo è un elemento importante perché significa che probabilmente non si tratta di qualcosa che lei può risolvere semplicemente spiegando meglio o dimostrando di più. Un altro aspetto che merita attenzione riguarda il modo in cui viene trattato. Essere insultati, svalutati o definiti con parole molto pesanti durante i litigi non è una dinamica sana all’interno di una relazione. La rabbia o la paura possono spiegare certi comportamenti, ma non li rendono automaticamente accettabili. Quando per evitare conflitti ci si trova a giustificarsi continuamente, a sentirsi sotto interrogatorio o a temere reazioni sproporzionate anche per situazioni normali legate ai figli, il rischio è quello di iniziare a dubitare di sé stessi e della propria realtà. Capisco anche la posizione difficile in cui si trova. Da una parte c’è la volontà di mantenere la relazione e la famiglia che avete costruito insieme, dall’altra c’è il bisogno legittimo di essere rispettato e di poter svolgere il suo ruolo di padre senza vivere sotto sospetto. Non sono bisogni in contrasto tra loro. Una relazione stabile ha bisogno di fiducia reciproca e di confini chiari. Può essere utile iniziare a spostare l’attenzione da “come faccio a convincerla che dico la verità” a “quali comportamenti sono accettabili per me dentro una relazione”. Non perché si debba entrare in uno scontro, ma perché spesso la continua rassicurazione alimenta involontariamente il ciclo della gelosia. Quando ogni accusa trova una lunga difesa, l’altro può imparare che accusare porta attenzione e spiegazioni infinite, senza che nulla cambi davvero. Un dialogo più fermo e calmo, magari lontano dal momento del litigio, in cui esprimere come si sente quando viene insultato o accusato e quali limiti non è disposto a superare, può diventare un passaggio importante. Non per stabilire chi ha ragione o torto, ma per riportare la relazione su un piano di rispetto reciproco. Allo stesso tempo può essere utile chiedersi se questa dinamica si ripete da tempo e quanto spazio stia occupando nella sua serenità quotidiana, perché vivere costantemente in tensione logora molto anche quando si cerca di resistere. Infine le dico questo. Il fatto che lei si chieda cosa fare e si interroghi sul proprio comportamento indica attenzione e responsabilità. Non sembra emergere una persona che agisce con leggerezza o mancanza di rispetto, ma qualcuno che sta cercando di tenere insieme tanti ruoli complessi. A volte però è necessario riconoscere che non tutto dipende da quanto ci si spiega o da quanto si è pazienti. Anche l’altra persona deve essere disponibile a lavorare sulla fiducia e sul modo in cui gestisce le proprie paure. Se sente che questa situazione sta iniziando a farla stare male o a farle perdere sicurezza in sé stesso, confrontarsi in uno spazio psicologico personale o di coppia potrebbe aiutarla a capire meglio come proteggere il suo equilibrio senza rinunciare al dialogo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Rosaly Ester Sciarrabone
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Salve, da ciò che racconta sembra che la sua compagna stia leggendo la realtà attraverso una "lente" di minaccia: per lei, la presenza della sua ex moglie non è un dato di fatto logistico, ma un segnale di pericolo che mette in discussione la stabilità del vostro legame. Quando lei cerca di spiegare la "verità sacrosanta" dei fatti (le distanze fisiche, la mancanza di dialogo), sta parlando al piano della logica, mentre la sua compagna reagisce su un piano emotivo profondo, dove anche un video sfuocato diventa la "prova" di un tradimento simbolico. Questo meccanismo di controllo e le offese che ne derivano sono segnali di una forte insicurezza che la porta a vivere la sua storia precedente come un'ombra sempre presente, nonostante i vostri quattro anni di convivenza e i passi importanti fatti insieme. Tuttavia, il fatto che lei si senta "uscire pazzo" indica che si è creato un circolo vizioso in cui più lei si giustifica, più la sua compagna sente il bisogno di indagare, innescando un'escalation di rabbia e svalutazione che non è né funzionale né rispettosa della sua dignità. In un rapporto sano, la fiducia dovrebbe essere il presupposto, non un traguardo da riconquistare ogni domenica dopo una gara sportiva. Potrebbe essere utile proporre alla sua compagna un momento di confronto in cui, anziché discutere dei "metri di distanza" nel video, si parli di cosa la faccia sentire così in pericolo e del perché non riesca a vedersi come l'unica donna della sua vita attuale. Se però queste esplosioni di rabbia e le offese verbali diventano sistematiche, un percorso di coppia o un supporto individuale potrebbero aiutarvi a capire se sia possibile ricostruire un senso di sicurezza comune o se questi schemi di gelosia siano diventati troppo logoranti per il benessere di entrambi e dei figli coinvolti.
Dott. Alessandro Rigutti
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile Utente, la ringrazio per aver condiviso la sua frustrazione.
Comprendo quanto possa essere difficile gestire queste dinamiche relazionali: da una parte deve salvaguardare il rapporto con i suoi figli, che si evince sia per lei la cosa più importante, dall'altra deve gestire due rapporti che, presi insieme, sembrano essere molto complessi. Posso soltanto immaginare quanto sia faticoso e frsutrante doversi interfacciare costantemente con discussioni di questo genere, col doversi giustificare di fronte ad ogni possibile cirostanza. Il fatto che lei voglia mantenere un legame con la sua ex moglie per il bene di vostra figlia è, inoltre, una cosa sana e funzionale. Quello che mi chiedo, però, è quanto spazio venga lasciato anche alle preoccupazioni della sua attuale compagna che, per quanto le possano sembrare eccessive, ci raccontano sicuramente di una sua difficoltà e sofferenza in questo ambito. E' importante che voi vi possiate parlare e che entrambi, nel modo più onesto possibile, possiate condividere preoccupazioni, desideri e necessità, cercando di non arrivare ad un attacco reciproco che non porta a nessuno sviluppo favorevole. Quantomeno perché nella rabbia finite sicuramente entrambi per saturarvi. Se i problemi dovessero persistere, le consiglierei di prendere in considerazione la possibilità di rivolgervi ad uno specialista, come uno/una psicoterapeuta di coppia, che possa guidarvi nell'analisi reciproca delle problematiche che insorgono in queste situazioni.
Un caro saluto,

Dott. Alessandro Rigutti
Dott.ssa Elena Petitti
Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Buongiorno,
da quello che racconta emerge quanto si senta confuso, ferito e sopraffatto, ed è comprensibile. Non è sbagliato provare rabbia o frustrazione di fronte a parole o comportamenti che ci colpiscono: quello che le succede è reale e va accolto.
In questi momenti non è necessario spiegare o giustificare tutto: l’importante è restare con sé, capire cosa si può controllare e prendersene cura. Uno spazio psicologico può aiutare a dare senso a quello che sente, a leggere gli eventi in modo diverso, trovare modi più funzionali per agire e sentirsi più tranquillo e centrato.
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, dalla sua descrizione sembra proprio che la sua attuale compagna soffra di una forma ansiosa di gelosia, che probabilmente segnala delle sue dinamiche interne tutte da approfondire. Ma purtroppo l'unica che può prendersi cura di questo è proprio la sua compagna. Se lei ha bisogno di approfondire il suo vissuto sono disponibile, anche online. Buona Giornata! Dario Martelli
Dott.ssa Giulia Solinas
Psicologo, Psicoterapeuta
Quartu Sant'Elena
Credo sia chiaro che il problema lo abbia la sua compagna; nella relazione quando non c'è fiducia non si puo costruire nulla. credo lei dabba e possa fermarsi a riflettere su cosa è meglio per sè stesso e non immagini di poter cambiare i comportamenti o i pensieri dell'altra. Credo lei si trovi in una situazione nella quale deve guardare a sè stesso e capire quanto vale la sua serenità. Si rivolga ad un terapeuta perchè capisco la situazione non sia semplice ma non si puo deiscutere con chi è sospettoso, aggressivo e proiettivo su elementi totalmente inconsistenti della realtà.
Quello di cui mi parla mi sembra una difficoltà di sua moglie di fidarsi di lei in situazioni in cui è presente la ex moglie, probabilmente potrebbe essere utile, se accade costantemente nel futuro , una terapia di coppia
Dott. Davide Martinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Quello che descrive è molto pesante da vivere e il suo senso di esasperazione è comprensibile. Da quello che scrive, lei è sempre stato trasparente, corretto e attento al benessere di tutti, eppure riceve accuse, freddezza e insulti ingiustificati: questo non è un riflesso dei suoi comportamenti, ma della percezione della sua compagna, alimentata da gelosia e insicurezza.

Il problema centrale non è quello che lei fa — lei accompagna sua figlia, invia video e comunica in modo chiaro — ma come queste azioni vengono interpretate. Il fatto che lei continui a spiegare e giustificarsi spesso peggiora la situazione, perché entra in un circolo in cui più si giustifica, più l’altra persona alimenta sospetti e rabbia. Gli insulti e la svalutazione che riceve (“pezzo di m.”, “falso”) non sono mai giustificati e hanno un effetto profondo sulla sua serenità: non è accettabile sentirsi trattati in questo modo.

In queste dinamiche, proteggere la propria calma e stabilire dei limiti chiari è fondamentale. Non si tratta di controllare l’altro o imporre regole arbitrarie, ma di fermare i comportamenti che lo feriscono e che non sono costruttivi. Può essere utile creare uno spazio guidato dove esplorare insieme queste emozioni e capire come comunicare in modo fermo ma sereno, tutelando se stesso e i suoi figli. Se vuole, possiamo affrontare questa situazione in privato online e trovare strategie concrete per uscire dal circolo di stress e conflitto continuo
Buongiorno. Comprendo profondamente il senso di smarrimento e di ingiustizia che sta provando. Vivere in una famiglia allargata richiede un equilibrio delicato, e sentirsi attaccati proprio mentre si cerca di condividere la gioia per i traguardi di una figlia può essere estremamente doloroso.
Dalla sua descrizione, emerge una dinamica di gelosia retroattiva o ingiustificata che sembra aver preso il sopravvento sulla serenità della vostra coppia. Quando la gelosia diventa "barbara", come lei la definisce, smette di essere una manifestazione di affetto e diventa un meccanismo di controllo che logora la fiducia. Le offese e le accuse di falsità, nonostante la sua trasparenza, indicano che il problema non è il suo comportamento, ma un'insicurezza profonda o un conflitto irrisolto nella sua compagna.
In un percorso terapeutico, potremmo esplorare insieme:
La gestione dei confini: come mantenere un rapporto sereno con la sua ex moglie e la sua compagna, per il bene degli adulti e dei figli.
La comunicazione nella coppia: come trasformare il conflitto distruttivo in un dialogo costruttivo, proteggendo la sua integrità emotiva.
Il benessere della famiglia allargata: come garantire che le tensioni tra adulti non ricadano sui ragazzi, che hanno diritto a vedere entrambi i genitori presenti ai loro eventi.
Non deve affrontare questo "senso di impazzire" da solo. La invito a prenotare una sessione di consulenza (online o in studio a Voghera) per analizzare con calma questa situazione e trovare strumenti pratici per riportare il rispetto e la pace nella sua vita familiare.
Può scrivermi direttamente su WhatsApp o prenotare tramite il link MioDottore che trova nel mio profilo. Sono qui per ascoltarla e aiutarla a ritrovare la sua serenità.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Mariana Colman
Psicoterapeuta Integrativa
Sarebbe innanzitutto necessario approfondire come si sente lei in relazione a questi avvenimenti, da quanto tempo accadono, come si evolvono questo tipo di litigi, come li inquadra all'interno della vostra relazione e come impattano sui figli. Per come racconta sembrano sicuramente dei comportamenti disfuzionali che le arrecano sofferenza e se la sua domanda è "se merita di essere trattato in questo modo" la risposta è sicuramente no, ma credo sia necessario un approfondimento del rapporto in generale per restituire un parere
Da quello che racconti, quello che sta emergendo nella relazione con la tua compagna sembra andare oltre la gelosia “classica”. Spesso le reazioni molto intense, come la rabbia, gli insulti o le accuse, non derivano soltanto da ciò che vediamo o dai fatti oggettivi, ma sono alimentate da paure, insicurezze o bisogni emotivi non espressi. Questo non significa che tu abbia fatto qualcosa di sbagliato, ma che nella dinamica tra di voi c’è qualcosa di più profondo che attiva queste emozioni.

È comprensibile sentirsi confusi, feriti o esasperati quando ci si trova di fronte a comportamenti che appaiono ingiusti o esagerati. In queste situazioni, può essere utile cercare di distinguere tra ciò che è oggettivamente accaduto e l’interpretazione emotiva che l’altra persona ne dà, riconoscendo le emozioni dell’altro senza assumersi la responsabilità per esse.

Può essere anche un segnale che ci sono schemi relazionali più profondi, magari legati alla gestione della gelosia, al senso di controllo o ad altre esperienze passate, che si manifestano in momenti specifici. Parlarne con calma, in un contesto protetto, può aiutare a capire meglio cosa sta succedendo e a trovare modi per tutelare il tuo benessere emotivo, senza essere travolti dalla tensione del momento.

Infine, riflettere su questi schemi non serve a giustificare comportamenti aggressivi o offensivi, ma a comprendere la dinamica sottostante e a esplorare strategie più funzionali per comunicare e proteggere le relazioni, specialmente in una famiglia complessa e allargata come la vostra.
Dott.ssa Marika Mangiaracina
Psicologo, Psicologo clinico
Uboldo
Gentile Signore, sono la psicologa Marika e quella che descrive è una dinamica tipica di "gelosia insicura": non nasce dai fatti oggettivi, ma da una paura interna di essere messa da parte o tradita. Quando questa paura è intensa, ogni situazione neutra (una gara, un messaggio, una presenza nello stesso luogo) viene interpretata come una possibile minaccia, e nessuna spiegazione risulta davvero rassicurante.
Il punto centrale, quindi, non è ciò che lei fa, ma il significato che la sua compagna attribuisce a ciò che accade. Tuttavia qui emerge un aspetto ancora più importante: "i confini emotivi" nella relazione non sono chiari né rispettati.
Confini emotivi sani significano:
* ognuno è responsabile delle proprie emozioni;
* la gelosia può essere espressa, ma non usata per accusare o controllare;
* il disagio personale non giustifica offese o svalutazioni;
* il ruolo genitoriale va rispettato e non messo sotto processo.
In questo momento sembra che lei si trovi a dover gestire e placare l’ansia della sua compagna, difendendosi continuamente. Questo crea uno squilibrio: lei prova a rassicurare, lei continua a cercare prove. È un circolo che logora.
Comprendere l’insicurezza dell’altro è possibile. Accettare insulti e aggressività no.
Mettere un confine significa poter dire, con calma e fermezza:
“Posso ascoltare la tua paura, ma non accetto di essere accusato o offeso per qualcosa che non ho fatto.”
Senza confini chiari, la relazione rischia di basarsi sulla paura e sul controllo, non sulla fiducia. E in una famiglia con figli adolescenti, il clima emotivo che si crea ha un peso importante.
Resto a sua disposizione per eventuale percorso.

Dott.ssa Marika.
Dott.ssa Rita Anastasi
Psicologo, Psicologo clinico
Rizziconi
Buongiorno. Ascoltando il tuo racconto, percepisco chiaramente il tuo senso di sfinimento e di incredulità. È la reazione tipica di chi si sente "sotto processo" per una colpa che non ha commesso e, cosa ancora più dolorosa, viene giudicato per aver fatto semplicemente il proprio dovere di padre: essere presente alla gara di una figlia.

Gestire una famiglia allargata è già di per sé una sfida complessa; se a questo si aggiunge una gelosia retroattiva e costante, l’ambiente domestico smette di essere un rifugio e diventa un campo minato.

Proviamo a guardare questa dinamica dal punto di vista psicologico per capire cosa stia succedendo davvero.

1. La "Gelosia Proiettiva" e l'Insicurezza
Dici bene quando definisci questa gelosia "ingiustificata". Se, come dici, tra te e la tua ex c’è il gelo o solo un rapporto formale, il problema della tua compagna non riguarda ciò che fai tu, ma ciò che sente lei.

La paura del confronto: È probabile che la tua compagna veda la tua ex moglie non come una persona del passato, ma come una minaccia alla propria esclusività.

La ricerca di prove: Il fatto che sia andata a cercare video di altri genitori per "incastrarti" (facendo un'analisi delle prospettive che sembra quasi un'indagine giudiziaria) indica uno stato di ansia ossessiva. Non sta cercando la verità, sta cercando la conferma del suo timore.

2. L'uso dell'offesa come difesa
Quando lei ti urla contro, ti offende o ti chiama "pezzo di m.", sta agendo quella che in psicologia chiamiamo "reattività emotiva". Non riuscendo a gestire il dolore e l'insicurezza che prova, li trasforma in rabbia contro di te. È un tentativo (disfunzionale) di riprendere il controllo: "Ti attacco così tu ti sentirai in colpa e la prossima volta, per paura della mia reazione, eviterai di stare nello stesso posto della tua ex".

3. Il paradosso del rapporto "normale" tra loro
È molto interessante che lei e la tua ex si sentano per coordinarsi sulla bambina. Questo suggerisce che la tua compagna accetti la tua ex come "figura logistica", ma non accetti te vicino a lei. È come se temesse che tra voi possa riaccendersi una complicità che la escluderebbe.

Cosa sta succedendo a te?
Tu scrivi "mi sento uscire pazzo". Questa è una sensazione tipica di chi subisce il cosiddetto "Gaslighting" involontario: tu sai qual è la verità (non c'è nulla tra voi), ma la pressione, le urla e le accuse dell'altra persona sono così forti che inizi a dubitare della tua stessa serenità o a chiederti "ma sarò io il problema?".

No, non sei tu. Voler bene ai propri figli e rispettare il ruolo dell'altro genitore è un segno di maturità e salute mentale.

Come muoversi da qui?
Smetti di giustificarti sui dettagli: Spiegare per la millesima volta la prospettiva di un video non serve a nulla, perché il problema non è il video, è la sua sfiducia. Più ti giustifichi, più lei sente di avere "potere" sulla tua narrazione.

Sposta il focus sul sentimento: In un momento di calma (non durante il litigio), prova a dirle: "Mi addolora che tu mi creda capace di mentirti. Questo comportamento sta distruggendo la mia serenità e il nostro legame. Io non posso cancellare la madre dei miei figli, ma posso scegliere te ogni giorno. Se tu però non ti fidi, come facciamo a stare insieme?"

Stabilisci un confine (Setting): Le offese e le grida non devono essere accettate. È importante dire: "Capisco che tu sia agitata, ma non accetto di essere insultato. Quando sarai calma ne parleremo", e poi allontanarsi fisicamente.

Terapia di coppia o individuale: Una gelosia così intrusiva raramente guarisce da sola. Lei avrebbe bisogno di capire perché si sente così minacciata da un passato che non esiste più.

Ti chiedo una riflessione: oltre a questi episodi legati alla tua ex, la tua compagna tende a controllare altri aspetti della tua vita o a criticarti anche su altre cose? Questo ci aiuterebbe a capire se la gelosia è un problema isolato o se fa parte di una dinamica di controllo più ampia.

Sii fiero di come ti comporti con i tuoi figli; la tua presenza a quella gara è stata un gesto d'amore fondamentale per tua figlia. Cosa pensi che succederebbe se, per una volta, decidessi di non giustificarti affatto di fronte alle sue accuse?

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