dopo 7 giorni di nessun contatto che non voleva più vedermi e che mi ha lasciato oramai da 15, ci si

13 risposte
dopo 7 giorni di nessun contatto che non voleva più vedermi e che mi ha lasciato oramai da 15, ci siamo sentiti se ne esce con due messaggi: uno per incolpevolizzarmi della fine della relazione e che lei è triste ma senza ansia. oggi, un giorno dopo come stai? lei è la classica persona che si chiude, ha paura, la conosco quindi evitante e oggi sono caduto nel suo tranello chiamandola. Non so piu come fare dato che provo ancora sentimenti per lei, se continuo a scrivergli non gli mancherò mai ..
Dr. Ivano Ancora
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Gentile Paziente anonimo,
Il fatto che "sono caduto nel suo tranello" denota la presenza di una Parte Emotivamente Coinvolta. Il fatto che Lei contatti questo sito potrebbe avvalorare che questa Parte sia una Parte Dipendente.
Potrebbe essere utile un percorso terapeutico per chiarirsi ed, eventualmente, accogliere e sciogliere il legame della Parte Dipendente.
Cordiali saluti.

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Dott.ssa Giulia Solinas
Psicologo, Psicoterapeuta
Quartu Sant'Elena
La sua decisione deve necessariamente confrontarsi sui vanyaggi e svantaggi di questo restare agganciato a questa persona che non vuole legarsi. Investa in sè stesso, inizi a fare cose per sè e migliorare la propria autostima e autoefficacia e smetta di farsi trattare male ......ciascuno di noi ha la propria dignità di eprsona e non permetta a nessuno di calpestarla. Forse ha verso questa persona una fdipendenza affettiva. Rifletta se non riuscire a chiudere è il suo problema e nel caso di risposta affermativa vada in terapia per affrontare la situazione e le prossime relazioni.
Dott.ssa Tonia Caturano
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Pioltello
Capisco quanto possa essere destabilizzante ricevere quei messaggi dopo giorni di silenzio, soprattutto quando i sentimenti da parte Sua sono ancora vivi. È umano che una parte di Lei speri in un riavvicinamento, e altrettanto umano che ogni piccolo segnale riaccenda qualcosa. Non c’è nulla di sbagliato in ciò che prova.

Allo stesso tempo, però, è importante osservare i fatti con lucidità: chiusura, distanza, messaggi che alleggeriscono la coscienza ma non aprono davvero uno spazio. Quando una persona tende a evitare, spesso mantiene un contatto minimo per non perdere del tutto il legame, ma senza assumersi la responsabilità di costruire qualcosa. Questo La tiene in sospeso.

Chiamarla non è “cadere in un tranello”: è stato un gesto coerente con ciò che sente. Tuttavia, continuare a cercarla rischia di spostare tutto l’equilibrio verso di Lei, mentre una relazione sana richiede reciprocità. A volte il silenzio non è una strategia per “mancare”, ma un atto di rispetto verso se stessi.

Forse la domanda non è come fare a mancarle, ma come fare a non perdersi Lei dentro questa dinamica. Se desidera, possiamo approfondire insieme cosa La lega ancora a questa relazione e quale sarebbe, per Lei, un confine più sano da mettere ora.
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buonasera,
comprendo quanto possa essere doloroso e confondente vivere una situazione relazionale ambivalente, in cui i segnali dell’altra persona appaiono contraddittori e riattivano sentimenti ancora molto presenti. Quando si prova un forte coinvolgimento emotivo è naturale desiderare chiarezza e vicinanza, ma allo stesso tempo queste dinamiche possono generare insicurezza e sofferenza.

Al di là delle etichette o delle interpretazioni sul comportamento dell’altra persona, può essere utile riportare l’attenzione su di sé: su ciò che questa relazione le provoca, sui suoi bisogni affettivi e sui limiti che sente importanti per il suo benessere. Chiedersi cosa la aiuta davvero a stare meglio e cosa, invece, alimenta il disagio può orientarla nelle sue scelte.

Se sente che questa situazione continua a farla stare male o a bloccarla emotivamente, un confronto con un professionista può offrirle uno spazio sicuro per comprendere meglio i suoi vissuti e trovare modalità più serene di gestire la relazione e le sue emozioni.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott. Ubaldo Balestriere
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera,
si sente quanto sei ancora legato a lei e quanto questo ti muove dentro. Quando una persona si chiude e poi riappare con messaggi, il corpo e le emozioni si attivano: c’è attrazione, confusione, desiderio di vicinanza.
In questi casi, il punto non è “chi ha ragione” o “chi sbaglia”, ma cosa succede dentro di te: ti senti vivo e connesso, oppure agitato e svuotato?
Con persone evitanti, inseguire spesso rafforza il loro distacco. Dare spazio a te stesso e al tuo respiro, ascoltare il tuo corpo, ti aiuta a ritrovare centratura e chiarezza su ciò che vuoi davvero.
Il tuo equilibrio è la bussola più importante.

Un caro saluto.
Ubaldo
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile utente,

quello che descrive è un momento emotivamente molto delicato. Dopo una rottura, soprattutto quando i sentimenti sono ancora presenti, ogni piccolo segnale dell’altra persona può riattivare speranze, dubbi e confusione.

Il fatto che lei, dopo aver chiuso la relazione, le scriva prima per “incolpevolizzarla” e poi con un “come stai?” può avere diversi significati. A volte chi ha uno stile più evitante tende ad allontanarsi quando la relazione diventa emotivamente intensa, ma allo stesso tempo fatica a tollerare un distacco definitivo. Questo può portare a messaggi ambivalenti: si chiude, poi riapre uno spiraglio, senza però assumersi davvero la responsabilità di un riavvicinamento.

Lei dice una cosa molto importante: “se continuo a scriverle non le mancherò mai”. Questo pensiero rivela quanto stia vivendo un conflitto interno tra il desiderio di sentirla e il bisogno di proteggersi. Inseguire qualcuno che ha scelto di andare via spesso alimenta un circolo doloroso: più lei cerca, più rischia di sentirsi rifiutato; più si sente rifiutato, più aumenta l’ansia e il bisogno di contatto.

In questi casi può essere utile spostare il focus da “come faccio a farle sentire la mia mancanza?” a “cosa è più sano per me in questo momento?”.
Il silenzio non è una strategia per manipolare l’altro, ma può diventare uno spazio per recuperare lucidità, dignità e centratura. Se una persona desidera davvero tornare, lo farà con chiarezza e coerenza, non con messaggi sporadici e ambigui.

Il dolore che sta provando è comprensibile: la fine di una relazione è un vero e proprio lutto. Tuttavia, restare agganciati a segnali contraddittori può prolungare la sofferenza.

Per aiutarla a comprendere meglio le sue dinamiche affettive, il suo modo di legarsi e di reagire al distacco — e per capire come muoversi in modo più tutelante per sé — potrebbe essere molto utile approfondire la situazione con uno specialista. Uno spazio psicologico le permetterebbe di chiarire cosa desidera davvero e come proteggere il suo benessere emotivo.

Un caro saluto,

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Arianna Moroni
Psicoterapeuta, Psicologo
Trieste
Buongiorno, grazie per scrivere qui. Dopo una rottura sentimentale è normale provare ancora sentimenti e sentirsi destabilizzati. Inoltre il fatto che l’ex partner invia messaggi ambivalenti può riattivare speranze, dubbi e un forte bisogno di contatto, rendendo difficile mantenere lucidità emotiva.
Quando descrive la paura che “se continuo a scriverle non le mancherò mai”, sta mettendo in luce un tema centrale nelle relazioni, il timore di perdere valore agli occhi dell’altro. Tuttavia, inseguire o cercare rassicurazioni dopo una separazione raramente riduce l’ansia, spesso la amplifica, mantenendo attivo il legame emotivo e la sofferenza.
In questi casi, il focus più sano non è prevedere cosa farà l’altra persona, ma comprendere cosa tutela maggiormente il suo equilibrio psicologico in questo momento. La gestione del contatto dopo una rottura è parte del processo di elaborazione e richiede coerenza con i propri bisogni, non con la paura di “non mancare”.
Se il dolore è ancora intenso, può essere utile affrontare questi vissuti in uno spazio terapeutico, così da trasformare questa fase in un’opportunità di maggiore consapevolezza affettiva e autostima. Un cordiale saluto, AM
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, Alcune volte i sentimenti non sono così lineari, spesso sono ambigui e contraddittori e quindi non così facili da interpretare. Se lei è convinto di volere una relazione le conviene esprimere i suoi veri sentimenti, almeno lei fare chiarezza. Certo tenendo in considerazione che non potrebbe servire, ma le strategie se non siamo convinti servono a poco e delle volte anche quando lo siamo. Se ha bisogno di aiuto sono disponibile anche online. Saluti Dario Martelli
Dott.ssa Loredana Rovito
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Comprendo quanto sia doloroso e destabilizzante questo avvicinarsi e allontanarsi. Quando una persona ha modalità evitanti, può alternare distanza e piccoli riagganci, generando confusione e riattivando speranze.
Il punto centrale però è Lei: chiamarla non è una debolezza, ma il segnale che il sentimento è ancora vivo. Tuttavia, è importante chiedersi se questo contatto La aiuta davvero o La mantiene in uno stato di attesa che alimenta la sofferenza.
Il “non contatto” non serve a farle mancare qualcosa, ma a tutelare il Suo equilibrio emotivo. Più che pensare a come farle sentire la Sua mancanza, provi a chiedersi se questa modalità relazionale è ciò che desidera per sé.
Dott.ssa Gabriella Elmo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
gentile sig.re credo che non dovrebbe scrivere più a questa persona che mi sembra la voglia manipolare e decidere lei quando incontrarLa. Penso sarebbe utile lavorare sulla dipendenza affettiva e capire chi è veramente Lei e come orientarsi per il Suo futuro. Grazie per il Suo messaggio cordiali saluti dott.ssa G.Elmo
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Gentile ,
quello che sta vivendo è comprensibile. Quando ci si trova di fronte a una persona con uno stile evitante, è normale provare ancora sentimenti, desiderare contatto e allo stesso tempo sentirsi confusi o feriti dalle modalità con cui si esprime.
Dal suo racconto emerge un pattern chiaro:
La persona appare chiusa, con poca disponibilità emotiva.
Le comunicazioni sporadiche possono far riemergere speranza o farla sentire emotivamente “attaccato”.
Contattarla in momenti in cui tende a chiudersi può alimentare frustrazione senza generare la “mancanza” che lei potrebbe percepire.
Alcuni spunti utili:
- Osservi i suoi bisogni reali: non c’è nulla di sbagliato nel desiderare contatto, ma questi bisogni potrebbero non essere soddisfatti dalla persona evitante.
- Crei confini chiari: ridurre o sospendere i messaggi le permette di proteggere la propria stabilità emotiva e di comprendere meglio cosa prova senza inseguire la disponibilità dell’altra persona.
- Distingua tra desiderio e comportamento: può continuare a provare affetto senza doverlo esprimere subito; dare spazio riduce ansia e vulnerabilità.
- Coltivi momenti gratificanti e relazioni indipendenti dall’altro: questo non cancella i sentimenti, ma le restituisce equilibrio e autonomia emotiva.
Si tratta di una dinamica di stile relazionale, non di un problema personale. Continuare a contattare la persona, conoscendo il suo schema evitante, spesso non aumenta il legame ma alimenta ansia e frustrazione.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Dott.ssa Anna Marone
Psicologo, Psicoterapeuta
Foggia
buon pomeriggio, credo che lei abbia bisogno di fare chiarezza dentro di sé e uscire da certi meccanismi adolescenziali, parlando con molta chiarezza con la sua compagna.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

la fine di una relazione può esser molto dolorosa. Nel caso le cose col tempo non dovessero migliorare valuti la possibilità di parlarne con uno psicologo; uno spazio di ascolto in cui poter elaborare quanto accaduto potrebbe col tempo farle analizzare il tutto con maggior serenità.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara

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