Buonasera Gentili Dottori, Vorrei chiederVi un consiglio: un professore universitario mi ha propost
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Buonasera Gentili Dottori,
Vorrei chiederVi un consiglio: un professore universitario mi ha proposto la tesi a luglio 2025 durante un convegno che ero andata a seguire senza ancora aver sostenuto l'esame ma vedendo la mia partecipazione anche a lezione..sono stata molto felice, ero emozionata, mi sono sentita trattata come una sua "collega", è stato cordiale il docente verso di me ma da quel giorno sono in ansia, penso di non avere la preparazione adatta, penso di dover sapere di più (forse anche per la mia scarsa autostima) e quando lo incontro nei corridoi delle aule dell'universita provo vergogna, imbarazzo anche solo nel dire buongiorno, tendo.ad essere evitante anche per la mia timidezza, introversione perché questo suo gesto mi ha toccato in positivo, non mi sono mai sentita così "importante "..non.vorrei che lui pensasse che il saluto fosse ai fini del superamento dell' esame, per convenienza..l' altro giorno ho assistito ad un esame di cui lui è membro della commissione e mi aspettavo che lui si avvicinasse e mi chiedesse riguardo l'esame, la tesi..ho paura che da luglio ad oggi si sia dimenticato di me..ho paura che lui abbia perso un minimo di stima che penso abbia verso di me..ho paura che ogni gesto che io possa fare,lui si ricreda.. vorrei riseguire alcune sue lezioni per chiarirmi dei dubbi però ho paura che vedendomi possa pensare: "questa di nuovo viene a seguire" o che si infastidisca..ho paura che si sia offeso perché non ho ancora sostenuto il suo esame..non so come comportarmi..vorrei un Vostro parere, Grazie.
Vorrei chiederVi un consiglio: un professore universitario mi ha proposto la tesi a luglio 2025 durante un convegno che ero andata a seguire senza ancora aver sostenuto l'esame ma vedendo la mia partecipazione anche a lezione..sono stata molto felice, ero emozionata, mi sono sentita trattata come una sua "collega", è stato cordiale il docente verso di me ma da quel giorno sono in ansia, penso di non avere la preparazione adatta, penso di dover sapere di più (forse anche per la mia scarsa autostima) e quando lo incontro nei corridoi delle aule dell'universita provo vergogna, imbarazzo anche solo nel dire buongiorno, tendo.ad essere evitante anche per la mia timidezza, introversione perché questo suo gesto mi ha toccato in positivo, non mi sono mai sentita così "importante "..non.vorrei che lui pensasse che il saluto fosse ai fini del superamento dell' esame, per convenienza..l' altro giorno ho assistito ad un esame di cui lui è membro della commissione e mi aspettavo che lui si avvicinasse e mi chiedesse riguardo l'esame, la tesi..ho paura che da luglio ad oggi si sia dimenticato di me..ho paura che lui abbia perso un minimo di stima che penso abbia verso di me..ho paura che ogni gesto che io possa fare,lui si ricreda.. vorrei riseguire alcune sue lezioni per chiarirmi dei dubbi però ho paura che vedendomi possa pensare: "questa di nuovo viene a seguire" o che si infastidisca..ho paura che si sia offeso perché non ho ancora sostenuto il suo esame..non so come comportarmi..vorrei un Vostro parere, Grazie.
Siamo sicuri che i vissuti che sta sperimentando abbiano a che fare solo e realmente con il Professore? Sono vissuti che le tornano familiari o sono del tutto nuovi? Possiamo capire insieme cosa accade fissando un primo colloquio conoscitivo insieme anche online.
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Salve, le aspettative degli altri nei nostri confronti e le aspettative nostre nei nostri confronti possono intrappolarci, come probabilmente sta succedendo a lei.
Faccia questo esperimento: si faccia vedere dal suo professore e si comporti come fosse la prima volta che lo vede, avrà delle sorprese.
Faccia questo esperimento: si faccia vedere dal suo professore e si comporti come fosse la prima volta che lo vede, avrà delle sorprese.
Buonasera,
mi colpisce quanto quell’invito l’abbia fatta sentire vista, riconosciuta, quasi “alla pari”. È stato un momento importante, e proprio per questo ora le fa paura perderlo.
Più che il professore, sembra attivarsi dentro di lei il timore di non essere abbastanza e di poter deludere chi la stima. Quando qualcosa ci tocca profondamente, può emergere anche la paura che svanisca.
Il suo desiderio di salutarlo, seguire le lezioni, chiarire dubbi è naturale. L’ansia la porta a leggere possibili rifiuti dove forse c’è solo normalità.
Forse il punto non è cosa lui pensi, ma quanto sia difficile per lei tollerare di sentirsi “importante” senza temere di perderlo. Resto a disposizione
mi colpisce quanto quell’invito l’abbia fatta sentire vista, riconosciuta, quasi “alla pari”. È stato un momento importante, e proprio per questo ora le fa paura perderlo.
Più che il professore, sembra attivarsi dentro di lei il timore di non essere abbastanza e di poter deludere chi la stima. Quando qualcosa ci tocca profondamente, può emergere anche la paura che svanisca.
Il suo desiderio di salutarlo, seguire le lezioni, chiarire dubbi è naturale. L’ansia la porta a leggere possibili rifiuti dove forse c’è solo normalità.
Forse il punto non è cosa lui pensi, ma quanto sia difficile per lei tollerare di sentirsi “importante” senza temere di perderlo. Resto a disposizione
Gent utente, quanti se e ma...
Perché quest'autostima così vacillante e queste insicurezze? Urge confrontarsi con un professionista che le insegni una comunicazione efficace e soprattutto ad apprezzare le proprie risorse.
Cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti
Padova- Feltre- online
Perché quest'autostima così vacillante e queste insicurezze? Urge confrontarsi con un professionista che le insegni una comunicazione efficace e soprattutto ad apprezzare le proprie risorse.
Cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti
Padova- Feltre- online
Gentile, da quello che condivide si sente quanto questo riconoscimento l’abbia toccata profondamente. Quando qualcuno ci vede e ci apprezza più di quanto siamo abituati, può nascere una miscela di gioia e timore: il desiderio di essere all’altezza, la paura di deludere, l’imbarazzo nel mostrarsi. È una reazione molto umana.
Le emozioni che descrive non parlano di un errore o di un giudizio negativo da parte del professore, ma del modo in cui lei sta vivendo un momento importante per sé. A volte, quando riceviamo stima o fiducia, può emergere proprio l’insicurezza: “sarò davvero capace?”, “e se poi si ricrede?”. È un movimento interno che molte persone sperimentano quando si trovano davanti a un’occasione significativa.
Il fatto che lei desideri seguire altre lezioni, prepararsi meglio, capire come comportarsi, mostra quanto tenga a questo percorso. E non c’è nulla di strano nel sentirsi un po’ vulnerabili mentre ci si avvicina a qualcosa che conta.
Se queste sensazioni dovessero continuare a pesarle, potrebbe essere utile uno spazio in cui esplorare con calma da dove nasce questa paura di non essere abbastanza e come imparare a stare più serenamente nei rapporti in cui si sente riconosciuta e stimata.
Le emozioni che descrive non parlano di un errore o di un giudizio negativo da parte del professore, ma del modo in cui lei sta vivendo un momento importante per sé. A volte, quando riceviamo stima o fiducia, può emergere proprio l’insicurezza: “sarò davvero capace?”, “e se poi si ricrede?”. È un movimento interno che molte persone sperimentano quando si trovano davanti a un’occasione significativa.
Il fatto che lei desideri seguire altre lezioni, prepararsi meglio, capire come comportarsi, mostra quanto tenga a questo percorso. E non c’è nulla di strano nel sentirsi un po’ vulnerabili mentre ci si avvicina a qualcosa che conta.
Se queste sensazioni dovessero continuare a pesarle, potrebbe essere utile uno spazio in cui esplorare con calma da dove nasce questa paura di non essere abbastanza e come imparare a stare più serenamente nei rapporti in cui si sente riconosciuta e stimata.
Buonasera,
da ciò che descrive emerge quanto questa esperienza abbia avuto per lei un forte valore emotivo e personale. Sentirsi riconosciuti e valorizzati da una figura significativa può essere molto gratificante, ma allo stesso tempo può attivare insicurezze, timori di non essere all’altezza o paura del giudizio, soprattutto quando l’autostima è fragile.
Le emozioni di ansia, vergogna o evitamento che racconta sembrano legate più alle aspettative e ai pensieri su come potrebbe essere vista dal docente, che a elementi concreti. Spesso, infatti, siamo noi stessi i giudici più severi e rischiamo di attribuire agli altri valutazioni che nascono dalle nostre paure interne.
Potrebbe essere utile provare a considerare questa proposta come un’opportunità di crescita e confronto, più che come una prova da superare perfettamente, e concedersi la possibilità di avvicinarsi gradualmente, anche solo con piccoli passi (ad esempio un saluto o la frequenza delle lezioni per chiarire i suoi dubbi). Un percorso psicologico, se lo ritenesse opportuno, potrebbe aiutarla a comprendere meglio queste emozioni e a rafforzare la fiducia nelle sue risorse.
Spero che queste riflessioni possano esserle di aiuto.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
da ciò che descrive emerge quanto questa esperienza abbia avuto per lei un forte valore emotivo e personale. Sentirsi riconosciuti e valorizzati da una figura significativa può essere molto gratificante, ma allo stesso tempo può attivare insicurezze, timori di non essere all’altezza o paura del giudizio, soprattutto quando l’autostima è fragile.
Le emozioni di ansia, vergogna o evitamento che racconta sembrano legate più alle aspettative e ai pensieri su come potrebbe essere vista dal docente, che a elementi concreti. Spesso, infatti, siamo noi stessi i giudici più severi e rischiamo di attribuire agli altri valutazioni che nascono dalle nostre paure interne.
Potrebbe essere utile provare a considerare questa proposta come un’opportunità di crescita e confronto, più che come una prova da superare perfettamente, e concedersi la possibilità di avvicinarsi gradualmente, anche solo con piccoli passi (ad esempio un saluto o la frequenza delle lezioni per chiarire i suoi dubbi). Un percorso psicologico, se lo ritenesse opportuno, potrebbe aiutarla a comprendere meglio queste emozioni e a rafforzare la fiducia nelle sue risorse.
Spero che queste riflessioni possano esserle di aiuto.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Buonasera, come lei stessa ha messo in evidenza, credo che la questione sia un po' più ampia e abbia a che fare con quella che lei stessa definisce "scarsa autostima". Sembra che per lei il giudizio del professore riguardi non soltanto l'esame o la tesi, ma il suo stesso valore come persona, come a dire che se lui la stima allora si sente "importante", mentre se lui dovesse ricredersi il suo valore diminuirebbe. Credo che sarebbe importante capire meglio, al di là di questa specifica situazione, le ragioni e le origini di queste sue insicurezze, in modo da non sentirsi più così in balìa dei giudizi degli altri.
Un caro saluto
Un caro saluto
Buonasera, sembra che questo gesto imprevisto del suo professore l'abbia messa in difficoltà. Da come lei descrive l'accadimento sembra che l'abbia resa , in un certo senso, protagonista l'abbia portata in primo piano quando forse lei è abituata a stare più nell'ombra. Sembra essere un atto in contraddizione con le sue convinzioni su se stessa che partono dalla sua bassa autostima.Si potrebbe consigliarle di crederci e andare avanti con questa opportunità, magari provando aad approfondire con il professore. Se ha bisogno di aiuto sono a disposizione, anche online. Saluti Dario Martelli
Buongiorno, a volte nella nostra testa si creano mondi interi, ma i pensieri sono solo...pensieri. Non sono la realtà. La realtà è fatta di azioni. Se potesse lasciar andare tutti quei pensieri che le dicono cosa fare e cosa non fare, cosa farebbe? Praticare meditazione mindfulness potrebbe aiutarla a scegliere la strada più giusta per lei. In bocca al lupo!
Buongiorno, sono la dottoressa Tropea Federica, in merito a quanto descritto, ritengo che quello che sta vivendo è molto comprensibile!
Ha ricevuto un riconoscimento importante → si è sentita valorizzata → si è attivata la paura di non essere all’altezza.
Effettivamente è un meccanismo tipico della bassa autostima
Le sue paure (che si sia dimenticato di lei, che si sia ricreduto, che si infastidisca) sono pensieri, non fatti. I fatti dicono che l’ha stimata e le ha fatto una proposta spontanea. Quindi cerchi di attenersi ai fatti e di non farsi condizionare da questi pensieri anche evitando di salutarlo o seguire le lezioni.
Inoltre, potrebbe cercare di comportarsi con più naturalezza: salutarlo e, se vuole, scrivergli una email semplice per parlare della tesi. Interesse e presenza non infastidiscono un docente, anzi.
Se vuole resto a sua disposizione qualora volesse ampliare le sue conoscenze sui meccanismi dell'ansia, del nostro funzionamento quando abbiamo una bassa autostima e per approfondire meglio la situazione da lei descritta. Buona giornata
Ha ricevuto un riconoscimento importante → si è sentita valorizzata → si è attivata la paura di non essere all’altezza.
Effettivamente è un meccanismo tipico della bassa autostima
Le sue paure (che si sia dimenticato di lei, che si sia ricreduto, che si infastidisca) sono pensieri, non fatti. I fatti dicono che l’ha stimata e le ha fatto una proposta spontanea. Quindi cerchi di attenersi ai fatti e di non farsi condizionare da questi pensieri anche evitando di salutarlo o seguire le lezioni.
Inoltre, potrebbe cercare di comportarsi con più naturalezza: salutarlo e, se vuole, scrivergli una email semplice per parlare della tesi. Interesse e presenza non infastidiscono un docente, anzi.
Se vuole resto a sua disposizione qualora volesse ampliare le sue conoscenze sui meccanismi dell'ansia, del nostro funzionamento quando abbiamo una bassa autostima e per approfondire meglio la situazione da lei descritta. Buona giornata
Cara ragazza,
da quanto racconta sembrerebbe che la proposta di tesi da parte del professore l'abbia fatta sentire vista e riconosciuta ma al contempo le abbia generato ansia.
Quando riceviamo qualcosa che non siamo abituati a ricevere (ad es. stima, riconoscimento) spesso non sappiamo dove metterlo perchè non corrisponde all'immagine che abbiamo di noi stessi. E allora la mente trova un modo per annullare quel dono dicendosi che non lo si merita, che il professore si dimenticherà della proposta oppure che lei lo deluderà all'esame.
Lei in questo modo sta cercando di proteggersi dalla possibilità di essere davvero vista perché essere vista significa anche poter essere delusa, o deludere.
Posso ipotizzare che lei sia una persona molto severa e critica con sè stessa.
In caso affermativo riesce a risalire nel tempo a quanto ha provato per la prima volta questa sensazione? Forse sarebbe il caso di lavorare sulla sua autostima. Le auguro buona vita.
da quanto racconta sembrerebbe che la proposta di tesi da parte del professore l'abbia fatta sentire vista e riconosciuta ma al contempo le abbia generato ansia.
Quando riceviamo qualcosa che non siamo abituati a ricevere (ad es. stima, riconoscimento) spesso non sappiamo dove metterlo perchè non corrisponde all'immagine che abbiamo di noi stessi. E allora la mente trova un modo per annullare quel dono dicendosi che non lo si merita, che il professore si dimenticherà della proposta oppure che lei lo deluderà all'esame.
Lei in questo modo sta cercando di proteggersi dalla possibilità di essere davvero vista perché essere vista significa anche poter essere delusa, o deludere.
Posso ipotizzare che lei sia una persona molto severa e critica con sè stessa.
In caso affermativo riesce a risalire nel tempo a quanto ha provato per la prima volta questa sensazione? Forse sarebbe il caso di lavorare sulla sua autostima. Le auguro buona vita.
Gentile Paziente anonimo,
quello che descrive sembra meno legato alla proposta di tesi in sé e più all’effetto emotivo che quel riconoscimento ha avuto su di Lei.
Quando qualcuno ci attribuisce valore, soprattutto in un ambito per noi significativo, può attivarsi entusiasmo ma anche paura: paura di non essere all’altezza, di deludere, di perdere la stima ricevuta. È un’esperienza più comune di quanto si pensi.
Nel Suo racconto emerge una forte attenzione a ciò che il professore potrebbe pensare di Lei. Spesso, in queste situazioni, il rischio è quello di anticipare mentalmente scenari negativi senza avere elementi concreti che li confermino.
A volte l’ansia non nasce dal fallimento, ma dalla possibilità di riuscire.
Se sente che queste dinamiche si ripetono anche in altri contesti relazionali o incidono sul Suo benessere, un confronto con un professionista potrebbe aiutarLa ad approfondire.
Un cordiale saluto!
quello che descrive sembra meno legato alla proposta di tesi in sé e più all’effetto emotivo che quel riconoscimento ha avuto su di Lei.
Quando qualcuno ci attribuisce valore, soprattutto in un ambito per noi significativo, può attivarsi entusiasmo ma anche paura: paura di non essere all’altezza, di deludere, di perdere la stima ricevuta. È un’esperienza più comune di quanto si pensi.
Nel Suo racconto emerge una forte attenzione a ciò che il professore potrebbe pensare di Lei. Spesso, in queste situazioni, il rischio è quello di anticipare mentalmente scenari negativi senza avere elementi concreti che li confermino.
A volte l’ansia non nasce dal fallimento, ma dalla possibilità di riuscire.
Se sente che queste dinamiche si ripetono anche in altri contesti relazionali o incidono sul Suo benessere, un confronto con un professionista potrebbe aiutarLa ad approfondire.
Un cordiale saluto!
Signorina buongiorno. Dalle sue parole trapela senza ombra di dubbio il fatto che lei ha spostato tutta la sua attenzione sulla modalità relazionale con questo docente invece del focus sui Temi da discutere, i quali sono senza dubbio la ragione per cui interagire reciprocamente. La vostra "transazione", se ci riflette a fondo, è finalizzata ad un possibile (ed auspicabile) scambio di informazioni e non su uno "stile interattivo", questo stile è semplicemente subordinato ai temi da discutere. Detto in poche parole, l'unica cosa che giustifica un interscambio è l'insieme di informazioni attorno ad un progetto comune, e poco o pochissimo altro. A mio avviso vedo due opzioni, una è decidere di ingaggiarsi a produrre una collaborazione mirata SUI CONTENUTI, e sulle direttive da seguire fornite ovviamente dal docente, l'altra è quella di non drammatizzare l'intera questione e rivolgersi serenamente ad un altro docente per concordare l'avvio di un altro progetto, ossia un'altra Tesi. Le sembrerò semplicistico e minimizzatore della questione, ma perché non affidarsi ad una maggiore semplicità? Nel caso avesse difficoltà o dubbi nel decidere o nell'affrontare una delle due opzioni può provare a misurarsi in un colloquio con uno di noi, partendo, a mio avviso, dal bisogno di "sgonfiare" l'intero peso che da a questa (forse) falsa questione. Le auguro una serena giornata
Buongiorno, emerge chiaramente che cio che lei riferisce è frutto di una automatica confabulazione, di una ruminazione che forse la accompagna da tanto tempo e che ora si riversa sui dubbi verso se stessa, su interpretazioni in merito al comportamento del professore. Al di sotto del pensiero si cela una bassa autostima. Consideri che i suoi pensieri sono solo pensieri e che la realtà non è costruita intorno a questi. cerchi se è possibile, di fermarsi a riflettere e consideri solo i fatti: lei ha da sostenere degli esami e inizi da questa priorità poi vedrà come dei risultati positivi le daranno anche la forza di andare dal professore quando sarà maggiormente prossima a imepgnarsi con la tesi. Sarebbe utile si affidasse ad un bravo terapeuta in modo da non perdersi in un momento così determiante per la sua vita.
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