dopo un intervento di meningioma non ha fatto un percorso psicologico ma sta soffrendo tanto chiede
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dopo un intervento di meningioma non ha fatto un percorso psicologico ma sta soffrendo tanto chiede aiuto ma non so come aiutarlo dorme pochissimo sempre nervoso sempre agitato e gestisce male tutte le emozioni posso avere un consiglio su cosa fare a chi rivolgermi?
Buonasera, da quello che descrive è abbastanza frequente che dopo un intervento neurologico possano comparire insonnia, irritabilità e difficoltà nella gestione delle emozioni.
Il primo passo utile è chiedere un confronto con il neurologo o il neurochirurgo che lo segue, così da escludere fattori medici o legati ai farmaci. In parallelo, può essere molto indicato rivolgersi a uno psicoterapeuta per lavorare su sonno, regolazione emotiva e adattamento al periodo post-intervento.
Il primo passo utile è chiedere un confronto con il neurologo o il neurochirurgo che lo segue, così da escludere fattori medici o legati ai farmaci. In parallelo, può essere molto indicato rivolgersi a uno psicoterapeuta per lavorare su sonno, regolazione emotiva e adattamento al periodo post-intervento.
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Buongiorno gentile paziente,
qui mancano molti riferimenti per capire la situazione e dare indicazioni.
Se vuole consigli può contattarmi.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
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Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
Buongiorno, grazie per condividere qui. Dopo un intervento di meningioma, cambiamenti emotivi come insonnia, agitazione, nervosismo e difficoltà nella gestione delle emozioni sono molto comuni. Spesso chi ha affrontato un intervento neurochirurgico si sente diverso, più fragile, facilmente irritabile o sopraffatto. E' una reazione comprensibile a un trauma fisico e psicologico importante.
Se le sta chiedendo aiuto, significa che dentro di sé desidera stare meglio. In questi casi è fondamentale attivare un percorso di psicoterapia dopo intervento di meningioma, rivolgendosi a uno psicologo con esperienza in supporto psicologico post intervento cerebrale o riabilitazione neurologica. Un sostegno mirato può aiutare a gestire ansia, insonnia, sbalzi d’umore e difficoltà relazionali che spesso emergono dopo un’operazione al cervello.
Quando il sonno è molto compromesso e l’agitazione è costante, può essere utile anche una consulenza psichiatrica per valutare un eventuale supporto farmacologico temporaneo. Dormire meglio significa già migliorare la regolazione emotiva e ridurre irritabilità e impulsività.
Nel frattempo, ciò che può fare lei è esserci, ascoltare senza giudicare, senza minimizzare, facendo sentire che non è solo in questo momento delicato. Intervenire presto con una psicoterapia può fare una grande differenza nel recupero emotivo, nella qualità della vita e nel ritrovare equilibrio e serenità. Cordialmente, AM
Se le sta chiedendo aiuto, significa che dentro di sé desidera stare meglio. In questi casi è fondamentale attivare un percorso di psicoterapia dopo intervento di meningioma, rivolgendosi a uno psicologo con esperienza in supporto psicologico post intervento cerebrale o riabilitazione neurologica. Un sostegno mirato può aiutare a gestire ansia, insonnia, sbalzi d’umore e difficoltà relazionali che spesso emergono dopo un’operazione al cervello.
Quando il sonno è molto compromesso e l’agitazione è costante, può essere utile anche una consulenza psichiatrica per valutare un eventuale supporto farmacologico temporaneo. Dormire meglio significa già migliorare la regolazione emotiva e ridurre irritabilità e impulsività.
Nel frattempo, ciò che può fare lei è esserci, ascoltare senza giudicare, senza minimizzare, facendo sentire che non è solo in questo momento delicato. Intervenire presto con una psicoterapia può fare una grande differenza nel recupero emotivo, nella qualità della vita e nel ritrovare equilibrio e serenità. Cordialmente, AM
Gentile utente, mi dispiace davvero molto per quello che state attraversando. È importante che tu sappia una cosa fondamentale: quello che descrivi (nervosismo, insonnia, labilità emotiva) è estremamente comune dopo un intervento al cervello, ma non per questo va sottovalutato o sopportato in silenzio.
Un intervento per meningioma non è "solo" un'operazione chirurgica; è un evento che impatta l'organo che gestisce chi siamo e come reagiamo al mondo. Ecco alcuni possibili passi concreti per aiutarlo e capire a chi rivolgervi.
1. Escludere cause organiche (Il primo passo).
2. Consultare un medico di base e valutare con lui l' intervento di un neurologo e/o psichiatra
3. Tenere in considerazione l' aspetto psicologico in un percorso di psicoterapia
Un intervento per meningioma non è "solo" un'operazione chirurgica; è un evento che impatta l'organo che gestisce chi siamo e come reagiamo al mondo. Ecco alcuni possibili passi concreti per aiutarlo e capire a chi rivolgervi.
1. Escludere cause organiche (Il primo passo).
2. Consultare un medico di base e valutare con lui l' intervento di un neurologo e/o psichiatra
3. Tenere in considerazione l' aspetto psicologico in un percorso di psicoterapia
Gentile Signora,
quello che descrive è purtroppo una situazione che può verificarsi dopo un intervento per meningioma. Un’operazione neurochirurgica, oltre all’impatto fisico, può avere conseguenze importanti anche dal punto di vista emotivo e psicologico.
Disturbi del sonno, irritabilità, agitazione e difficoltà nella gestione delle emozioni non devono essere sottovalutati. Non sono “debolezze”, ma possibili effetti legati sia allo stress dell’intervento sia a eventuali cambiamenti neurologici.
Il consiglio è di confrontarsi con il neurochirurgo o il neurologo di riferimento, valutare una consulenza con uno psicologo o uno psichiatra esperto in supporto post-chirurgico / neuropsicologia e considerare, se necessario, anche una valutazione per il sonno e l’ansia.
Un percorso psicologico mirato può essere di grande aiuto per migliorare qualità della vita, gestione emotiva e riposo.
Il fatto che chieda aiuto è già un segnale importante e positivo. Non affrontate questa situazione da soli: un supporto specialistico può davvero fare la differenza.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
quello che descrive è purtroppo una situazione che può verificarsi dopo un intervento per meningioma. Un’operazione neurochirurgica, oltre all’impatto fisico, può avere conseguenze importanti anche dal punto di vista emotivo e psicologico.
Disturbi del sonno, irritabilità, agitazione e difficoltà nella gestione delle emozioni non devono essere sottovalutati. Non sono “debolezze”, ma possibili effetti legati sia allo stress dell’intervento sia a eventuali cambiamenti neurologici.
Il consiglio è di confrontarsi con il neurochirurgo o il neurologo di riferimento, valutare una consulenza con uno psicologo o uno psichiatra esperto in supporto post-chirurgico / neuropsicologia e considerare, se necessario, anche una valutazione per il sonno e l’ansia.
Un percorso psicologico mirato può essere di grande aiuto per migliorare qualità della vita, gestione emotiva e riposo.
Il fatto che chieda aiuto è già un segnale importante e positivo. Non affrontate questa situazione da soli: un supporto specialistico può davvero fare la differenza.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Gentile utente,
non so di chi sta parlando ma la prima cosa da fare in questi casi è cercare un contatto di professionista psicoterapeuta della vostra zona per la persona di cui scrive.
Se dovesse avere necessità rimango a disposizione
Cordiali saluti
non so di chi sta parlando ma la prima cosa da fare in questi casi è cercare un contatto di professionista psicoterapeuta della vostra zona per la persona di cui scrive.
Se dovesse avere necessità rimango a disposizione
Cordiali saluti
Buon pomeriggio, è un intervento molto delicato per cui è comprensibile che stia vivendo un periodo di confusione e agitazione, un supporto psicologico in questi casi è più che consigliato. Non so i motivi per cui ha scelto di non farlo ma ciò che posso consigliare è una psicoterepia cognitivo-comportamentale che possa aiutarlo a gestire in modo efficace e strategico questo momento della sua vita al fine di raggiungere un stato di benessere e serenità. Resto a disposizione
La situazione da lei riportata credo sia relativa a due ordini di problemi ; il primo di ordine neuropsicologico ( il meningioma potrebbe essere stato aspeortato dal lobo prontale/ prontoparietale e i segnali sono comaptibili con quanto descritto; il secondo aspetto rigarda aspetti psicologici ( futuro, come affrontare il cambiamento e le relazioni ecc).Sicuramente è il caso di iniziare una presa in carico psicologica ma con un/ una professionista con competenze ed esperienza neuropsicologica e formato per la gestione dello stress ( mindfulness). Lo incoraggi ad iniziare a prendersi cura di sè stesso e vedrà che puo solo stare meglio.
Comprendo profondamente il senso di impotenza che stai provando. Quello che descrive è un quadro dove la mancanza di sonno è un fattore che sta erodendo le sue basi cognitive ed emotive.
Il sonno è il principale regolatore omeostatico del cervello. Quando diventa "invalidante" come in questo caso, assistiamo a un crollo delle funzioni della corteccia prefrontale.
La capacità di analisi, giudizio e memoria è compromessa, portandolo a uno stato di confusione costante.
Senza il riposo, l'amigdala prende il sopravvento, scatenando quell'aggressività e quell'agitazione che vede. In questo momento, il suo cervello è in una condizione di perenne "allarme rosso".
Come professionista, devo sottolineare un punto cruciale: la psicoterapia non può essere imposta. Se lui in questo momento rifiuta un percorso, forzarlo rischierebbe di aumentare il suo senso di invasione e la sua reattività.
Tuttavia, esiste un "confine protettivo" che lei può tracciare. Non può sostituirsi alla sua volontà di guarire, ma può agire su ciò che è in suo potere.
In situazioni così logoranti, il primo intervento clinico efficace è spesso rivolto a chi assiste.
Se fosse lei a rivolgersi a uno psicoterapeuta le permetterebbe di elaborare la "perdita" della persona che conosceva prima.
Inoltre capire come disinnescare i suoi momenti di rabbia senza esserne travolta.
Il rischio di burnout del caregiver è alto, per aiutarlo, ha bisogno di rimanere integra lei
Un elemento imprescindibile in questa fase è il supporto farmacologico. Senza un ripristino del ciclo sonno-veglia, la parola (e quindi la psicoterapia) fatica a trovare terreno fertile. Il cervello deve essere "messo a riposo" chimicamente per poter poi tornare a elaborare i vissuti.
Invece di proporgli di "farsi curare", provi a spostare il focus sulla tua fatica, offrendogli una via d'uscita non giudicante.
Ti vedo soffrire terribilmente per la mancanza di sonno e mi sento impotente nel vederti così agitato. Poiché questa situazione sta logorando entrambi, ho deciso di chiedere un supporto psicologico per me, per imparare a gestire meglio questo momento così difficile.
Come professionista, il mio consiglio è di non attendere che sia lui a fare il primo passo. Iniziare un tuo spazio di ascolto le darà gli strumenti per capire fin dove può arrivare e dove, invece, deve fermarsi per non soccombere.
Il sonno è il principale regolatore omeostatico del cervello. Quando diventa "invalidante" come in questo caso, assistiamo a un crollo delle funzioni della corteccia prefrontale.
La capacità di analisi, giudizio e memoria è compromessa, portandolo a uno stato di confusione costante.
Senza il riposo, l'amigdala prende il sopravvento, scatenando quell'aggressività e quell'agitazione che vede. In questo momento, il suo cervello è in una condizione di perenne "allarme rosso".
Come professionista, devo sottolineare un punto cruciale: la psicoterapia non può essere imposta. Se lui in questo momento rifiuta un percorso, forzarlo rischierebbe di aumentare il suo senso di invasione e la sua reattività.
Tuttavia, esiste un "confine protettivo" che lei può tracciare. Non può sostituirsi alla sua volontà di guarire, ma può agire su ciò che è in suo potere.
In situazioni così logoranti, il primo intervento clinico efficace è spesso rivolto a chi assiste.
Se fosse lei a rivolgersi a uno psicoterapeuta le permetterebbe di elaborare la "perdita" della persona che conosceva prima.
Inoltre capire come disinnescare i suoi momenti di rabbia senza esserne travolta.
Il rischio di burnout del caregiver è alto, per aiutarlo, ha bisogno di rimanere integra lei
Un elemento imprescindibile in questa fase è il supporto farmacologico. Senza un ripristino del ciclo sonno-veglia, la parola (e quindi la psicoterapia) fatica a trovare terreno fertile. Il cervello deve essere "messo a riposo" chimicamente per poter poi tornare a elaborare i vissuti.
Invece di proporgli di "farsi curare", provi a spostare il focus sulla tua fatica, offrendogli una via d'uscita non giudicante.
Ti vedo soffrire terribilmente per la mancanza di sonno e mi sento impotente nel vederti così agitato. Poiché questa situazione sta logorando entrambi, ho deciso di chiedere un supporto psicologico per me, per imparare a gestire meglio questo momento così difficile.
Come professionista, il mio consiglio è di non attendere che sia lui a fare il primo passo. Iniziare un tuo spazio di ascolto le darà gli strumenti per capire fin dove può arrivare e dove, invece, deve fermarsi per non soccombere.
Buongiorno intanto vorrei rassicurarla e dirle che con il giusto percorso e il giusto supporto psicologico si puo lavorare nella migliore gestione delle emozioni ed in particolar modo dell`ansia. Un approccio integrato anche con uno psichiatra che possa aiutarlo piano piano a gestire meglio il sonno e sicuramente la strada migliore da prendere oltre che iniziare un percorso che la aiuti a trovare gli strumenti necessari per comprendere meglio le sue emozioni. Vedra che le cose si sistemeranno
Buongiorno, solitamente il medico che prende in cura diagnosi di questo tipo indica specialisti o percorsi specifici psicologici, potrebbe in prima battuta chiedere direttamente a loro o contattare il pubblico/privati della sua città.
Spero di esserle stato utile e le auguro il meglio,
Dott. Alvise Arlotto
Spero di esserle stato utile e le auguro il meglio,
Dott. Alvise Arlotto
Buon pomeriggio, probabilmente il percorso effettuato ha segnato la persona di cui parla per cui si trova in uno stato di allarme. Le consiglio di contattare uno psicoterapeuta che possa valutare la situazione e attivare un persorso eventualmente in concomitanza con un approccio farmacologico.
Buongiorno,
sarebbe opportuno che il paziente intraprenda un percorso di psicoterapia. Nel caso, si valuti anche un consulto psichiatrico.
Cordialmente
Dott Diego Ferrara
sarebbe opportuno che il paziente intraprenda un percorso di psicoterapia. Nel caso, si valuti anche un consulto psichiatrico.
Cordialmente
Dott Diego Ferrara
Gentile utente,
mi dispiace molto per la sofferenza che state vivendo: quello che descrive è una situazione faticosa sia per chi ha affrontato l’intervento sia per chi gli sta accanto. Dopo un’operazione per meningioma è abbastanza frequente che compaiano cambiamenti emotivi e comportamentali: insonnia, irritabilità, agitazione, difficoltà nella gestione delle emozioni possono dipendere sia dall’impatto psicologico dell’esperienza (paura, stress, senso di vulnerabilità), sia da possibili effetti neurologici dell’intervento o delle terapie.
Cosa potete fare concretamente:
Non affrontare tutto da soli: è importante coinvolgere professionisti. Un primo riferimento è il medico curante o il neurochirurgo/neurologo che lo ha seguito, per valutare se ci siano fattori organici o farmacologici che incidono su sonno e umore.
Valutazione psicologica/psicoterapeutica: un percorso di sostegno o psicoterapia può aiutarlo a elaborare il trauma dell’intervento, ridurre l’ansia e imparare strategie per regolare le emozioni.
Possibile consulto psichiatrico: se insonnia, agitazione e nervosismo sono molto intensi, una valutazione psichiatrica può essere utile per capire se serva un supporto farmacologico temporaneo.
Come aiutarlo nella quotidianità: provi ad ascoltarlo senza “forzarlo” a stare meglio, validando ciò che prova; mantenere routine semplici (orari regolari per sonno e pasti), ridurre stimoli serali (schermi, caffeina), incoraggiare piccole attività rilassanti può dare un minimo di sollievo. Ricordi però che lei non può sostituirsi a un professionista: prendersi cura di chi soffre è importante, ma senza caricarsi di una responsabilità che non le compete.
Vista l’intensità dei sintomi che descrive, è consigliabile approfondire con uno specialista per una valutazione integrata (neurologica e psicologica) e impostare un percorso di cura adeguato.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
mi dispiace molto per la sofferenza che state vivendo: quello che descrive è una situazione faticosa sia per chi ha affrontato l’intervento sia per chi gli sta accanto. Dopo un’operazione per meningioma è abbastanza frequente che compaiano cambiamenti emotivi e comportamentali: insonnia, irritabilità, agitazione, difficoltà nella gestione delle emozioni possono dipendere sia dall’impatto psicologico dell’esperienza (paura, stress, senso di vulnerabilità), sia da possibili effetti neurologici dell’intervento o delle terapie.
Cosa potete fare concretamente:
Non affrontare tutto da soli: è importante coinvolgere professionisti. Un primo riferimento è il medico curante o il neurochirurgo/neurologo che lo ha seguito, per valutare se ci siano fattori organici o farmacologici che incidono su sonno e umore.
Valutazione psicologica/psicoterapeutica: un percorso di sostegno o psicoterapia può aiutarlo a elaborare il trauma dell’intervento, ridurre l’ansia e imparare strategie per regolare le emozioni.
Possibile consulto psichiatrico: se insonnia, agitazione e nervosismo sono molto intensi, una valutazione psichiatrica può essere utile per capire se serva un supporto farmacologico temporaneo.
Come aiutarlo nella quotidianità: provi ad ascoltarlo senza “forzarlo” a stare meglio, validando ciò che prova; mantenere routine semplici (orari regolari per sonno e pasti), ridurre stimoli serali (schermi, caffeina), incoraggiare piccole attività rilassanti può dare un minimo di sollievo. Ricordi però che lei non può sostituirsi a un professionista: prendersi cura di chi soffre è importante, ma senza caricarsi di una responsabilità che non le compete.
Vista l’intensità dei sintomi che descrive, è consigliabile approfondire con uno specialista per una valutazione integrata (neurologica e psicologica) e impostare un percorso di cura adeguato.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
Gentile utente, è frequente che dopo un intervento simile emergano insonnia e forte irritabilità; si tratta di un peso enorme non solo per chi soffre, ma anche per chi se ne prende cura, spesso logorato da un profondo senso di impotenza. Oltre a un consulto neurologico per approfondire le cause dell'agitazione, può essere utile intraprendere un percorso di sostegno psicologico: servirà al paziente per elaborare il trauma e a chi gli sta accanto per ricevere strumenti concreti nella gestione di questi difficili cambiamenti emotivi.
Un caro saluto
Un caro saluto
Buonasera, dal suo messaggio mi sembra di capire che la sua richiesta faccia riferimento ad un'altra persona. In tal caso, mi sembra importante il fatto che quest'ultima chieda aiuto, a suo modo. Partirei da questo per aiutarla a comprendere la necessità che l'aiuto arrivi da un professionista della salute mentale. Pertanto, lo/la condurrei ed affiancherei in un percorso di accettazione della psicoterapia e poi lo aiuterei a contattare un professionista.
Buon pomeriggio
La situazione che ha brevemente descritto sembra molto delicata, visto che devono essere presi in considerazione diversi aspetti, sia di natura biologica che psicologica.
Il meningioma è un tumore di natura spesso benigna, è un evento traumatico sia a livello organico che psicologico, e la sintomatologia descritta (insonnia, irritabilità, disregolazione emotiva) potrebbe avere una doppia eziologia.
Un buon modo di agire potrebbe essere quello di accogliere la sofferenza del paziente, normalizzando il fatto che un intervento intracranico non termina con la sola chiusura dei punti di sutura, e che potrebbe essere comune l’emergere di nuove fragilità che prima non c'erano.
I sintomi riportati potrebbero essere segnali che il suo sistema nervoso è ancora in una fase di forte stress, per questo potrebbe essere utile muoversi su due diversi fronti: consultare il neurochirurgo o il neurologo, riferendo tutta la sintomatologia; valutare l'inizio di un percorso psicologico specialistico, che possa essere di supporto per la rielaborazione dell'esperienza, per la gestione di questa nuova fase della vita e per le emozioni più complesse ad essa correlate.
Sarebbe preferibile non affrontare esperienze di vita così intense da soli, un buon supporto psicologico potrebbe fare una grande differenza, con un’attenuazione del disagio e un più rapido recupero della propria routine, esistenziale e lavorativa.
Grazie per aver condiviso questo momento di difficoltà.
Resto a disposizione se desidera approfondire ulteriormente
Antonella
La situazione che ha brevemente descritto sembra molto delicata, visto che devono essere presi in considerazione diversi aspetti, sia di natura biologica che psicologica.
Il meningioma è un tumore di natura spesso benigna, è un evento traumatico sia a livello organico che psicologico, e la sintomatologia descritta (insonnia, irritabilità, disregolazione emotiva) potrebbe avere una doppia eziologia.
Un buon modo di agire potrebbe essere quello di accogliere la sofferenza del paziente, normalizzando il fatto che un intervento intracranico non termina con la sola chiusura dei punti di sutura, e che potrebbe essere comune l’emergere di nuove fragilità che prima non c'erano.
I sintomi riportati potrebbero essere segnali che il suo sistema nervoso è ancora in una fase di forte stress, per questo potrebbe essere utile muoversi su due diversi fronti: consultare il neurochirurgo o il neurologo, riferendo tutta la sintomatologia; valutare l'inizio di un percorso psicologico specialistico, che possa essere di supporto per la rielaborazione dell'esperienza, per la gestione di questa nuova fase della vita e per le emozioni più complesse ad essa correlate.
Sarebbe preferibile non affrontare esperienze di vita così intense da soli, un buon supporto psicologico potrebbe fare una grande differenza, con un’attenuazione del disagio e un più rapido recupero della propria routine, esistenziale e lavorativa.
Grazie per aver condiviso questo momento di difficoltà.
Resto a disposizione se desidera approfondire ulteriormente
Antonella
Gentile utente,
E' possibile che l'intervento abbia lasciato dietro di sè della sofferenza. La persona di cui parla sarebbe disposta a parlare con un professionista? Potrebbe essere utile una valutazione iniziale da uno psicoterapeuta per poi capire come procedere.
E' possibile che l'intervento abbia lasciato dietro di sè della sofferenza. La persona di cui parla sarebbe disposta a parlare con un professionista? Potrebbe essere utile una valutazione iniziale da uno psicoterapeuta per poi capire come procedere.
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