In cosa consiste iniziare un percorso di consapevolezza di Se, delle sue capacità, attitudini e che

21 risposte
In cosa consiste iniziare un percorso di consapevolezza di Se, delle sue capacità, attitudini e che strategie deve solo imparare delle strategie per prevenirli o combatterli per non averli piu l ansia e attacchi
Dott.ssa Alessia Supino
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Formia
Salve gentile utente, il messaggio appare poco chiaro ad una lettura piu globale.
Credo stia parlando di un percorso di psicoterapia.
Sicuramente comprende la conoscenza del sé.
Saluti

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Dott.ssa Arianna Moroni
Psicoterapeuta, Psicologo
Trieste
Gent.mo, iniziare un percorso di consapevolezza di sé, soprattutto quando si parla di ansia e attacchi, significa intraprendere un processo graduale di conoscenza, osservazione e comprensione del proprio funzionamento interno. Non si tratta semplicemente di “eliminare” i sintomi, ma di comprendere come questi nascono, si mantengono e quale funzione svolgono nella vita della persona.
In ottica psicoterapica, in particolare cognitivo-comportamentale, l’ansia non viene vista come un nemico da combattere, ma diventa problematica quando è eccessiva, persistente o attivata in situazioni non realmente pericolose. In questo senso, un percorso di consapevolezza implica imparare a riconoscere i segnali precoci dell’ansia come pensieri, sensazioni fisiche e comportamenti che tendono a presentarsi in modo ricorrente.
Uno degli aspetti centrali riguarda proprio l’identificazione dei pensieri automatici. Spesso chi sperimenta ansia o attacchi riferisce una sorta di “catena” mentale rapida e involontaria di interpretazioni catastrofiche, paura di perdere il controllo, o convinzioni legate alla propria vulnerabilità. Diventare consapevoli di questi contenuti cognitivi è un passaggio fondamentale, perché permette di osservare e non subire passivamente ciò che accade nella propria mente.
Parallelamente, il lavoro si estende alle sensazioni corporee. Il cuore che accelera, il respiro che cambia, la tensione muscolare sono tutte manifestazioni fisiologiche dell’attivazione ansiosa. In un percorso di consapevolezza, queste sensazioni vengono progressivamente riconosciute per quello che sono, ovvero reazioni del sistema nervoso e non segnali di pericolo imminente. Un altro elemento importante riguarda le attitudini personali. Ogni individuo possiede risorse, modalità di adattamento e schemi di risposta appresi nel tempo. Alcune di queste strategie possono essere utili, altre meno funzionali nel lungo periodo. Il percorso consente di portare alla luce tali modalità, comprendendo in quali contesti si attivano e quali effetti producono. Quando si parla di strategie, in un’ottica cognitivo-comportamentale si fa riferimento a modalità di gestione che non hanno l’obiettivo di “far sparire” l’ansia in modo immediato, ma di modificare il rapporto con questa. Questo include, ad esempio, il modo in cui si reagisce ai pensieri, il livello di evitamento delle situazioni temute e il significato attribuito ai sintomi. Porsi l'obiettivo di “non avere più ansia” può risultare fuorviante. L’ansia è una componente fisiologica dell’esperienza umana. Il cambiamento, piuttosto, riguarda la riduzione dell’intensità, della frequenza e soprattutto dell’impatto che essa ha sulla qualità della vita. In questo senso, iniziare un percorso di consapevolezza di sé significa sviluppare una maggiore capacità di osservazione interna, riconoscere i propri schemi ricorrenti e costruire un rapporto diverso con le proprie esperienze emotive. Non è un processo immediato, ma progressivo, che si basa sulla comprensione piuttosto che sul controllo forzato. Cordialmente, AM
Dott.ssa Michela Pantano
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Vicenza
Per mia formazione, credo che per la risoluzione di un problema che si stabilizzi nel tempo non siano sufficienti strategie valide al momento, quanto una lavoro su di sè, sui fattori che determinano il problema, e una loro rielaborazione interna. Una relazione positiva ed empatica con il terapeuta è indispensabile
Dott.ssa Federica Guglielmotti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno mi sembra che chieda più cose. Un aspetto é la consapevolezza di sè un altro é la gestione dei propri stati d'ansia. Un percorso terapeutico consiste in un lavoro con il proprio terapeuta in vista di uno o più obiettivi condivisi nel tempo. Attraverso i colloqui, per quanto riguarda l'ansia, si impara a fronteggiarli, gestirli e, gradualmente, a comprenderne l'origine che il più delle volte é multifattoriale.
Descritto in questo modo può sembrare molto nebuloso. Le suggerisco di provare ad iniziare con un professionista, dandosi la possibilità di conoscerlo e, se si dovesse trovare bene, richiedere un lavoro rivolto alla risoluzione di un problema specifico.
Le faccio i miei auguri.
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buongiorno,
iniziare un percorso di maggiore consapevolezza di sé significa dedicarsi uno spazio sicuro in cui poter comprendere meglio ciò che stai vivendo: le tue emozioni, i tuoi pensieri, le tue risorse e anche le difficoltà che possono emergere, come l’ansia o gli attacchi di panico.

Nel percorso psicoterapeutico non si tratta solo di “combattere” i sintomi, ma soprattutto di imparare a riconoscerli, comprenderne il significato e sviluppare modalità più efficaci per gestirli. Allo stesso tempo si lavora per valorizzare le tue capacità, le tue attitudini e le risorse personali che spesso sono già presenti, ma che a volte hanno bisogno di essere riscoperte e rafforzate.

Con il tempo si costruiscono insieme strategie utili per affrontare l’ansia, prevenirne l’intensificarsi e vivere con maggiore serenità e fiducia nelle proprie possibilità.

Se senti il desiderio di iniziare questo tipo di percorso, parlarne con un professionista può essere un primo passo importante.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Martina Prelati
Psicologo, Psicoterapeuta
Rieti
Buongiorno,
è comprensibile che lei senta il desiderio di trovare "soluzioni rapide" per liberarsi dell’ansia. Nel mio approccio, però, partiamo da una premessa diversa: l'ansia non è un nemico da abbattere, ma un messaggero. Iniziare un percorso di consapevolezza non significa solo guardarsi dentro, ma guardare ai fili invisibili che ci legano agli altri e alla nostra storia.
Iniziare questo percorso significa smettere di chiedersi "come faccio a far sparire questo sintomo?" e iniziare a chiedersi "cosa mi sta dicendo di me questo sintomo che ancora non so?".
Spero di averle dato punti su cui riflettere e, quando più se la sente, può contattarmi.
Saluti, Dott.ssa Martina Prelati
Dott.ssa Elda Marqeni
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Buongiorno, molto spesso l'ansia e gli attacchi di panico derivano da un'eccessiva preoccupazione per il futuro e una bassa autostima, ma per ognuno è diverso e ogni individuo è a sé. Rivolgersi ad uno specialista per intraprendere un percorso di consapevolezza su di sé, aiuta a conoscersi meglio e a comprendere quali sono i propri meccanismi d'azione inconsci che possono aumentare e mantenere il disturbo.
Dott.ssa Filomena Anna Ascente
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Padova
Iniziare un percorso di consapevolezza di Sé significa imparare ad osservare come funzioniamo dentro, riconoscendo pensieri, emozioni e comportamenti invece di subirli. Nell’ottica dell’Analisi Transazionale questo lavoro passa dal riconoscimento degli Stati dell’Io Genitore Adulto e Bambino. Spesso ansia e attacchi nascono da un Genitore Critico interno molto forte che attiva un Bambino Adattato spaventato mentre il percorso aiuta a rafforzare l’Adulto che legge la realtà nel qui e ora in modo più equilibrato
Si lavora anche sul copione di vita, cioè quegli schemi appresi che portano a reagire sempre allo stesso modo e che possono mantenere l’ansia. La terapia non serve solo a eliminare i sintomi ma a comprenderne il significato e i bisogni sottostanti imparando strategie per riconoscere i segnali, interrompere i giochi psicologici e sviluppare maggiore autonomia
L’obiettivo è ridurre intensità e frequenza dell’ansia e degli attacchi sentendosi più stabili e capaci di gestire ciò che accade senza esserne sopraffatti.
Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Cagnoli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Iniziare un percorso di consapevolezza di Sè consiste nell'essere consapevoli dei meccanismi che generano malessere e di quali strategie sono invece più funzionali per se per un buon equilibrio psicofisico ed emotivo.
Questo può partire dall'esplorazione della propria storia e l'individuazione di obiettivi significativi, le risorse per superare eventuali blocchi evolutivi, chiaramente il percorso è soggettivo e unico per ciascuno di noi in base al tipo di blocco che ci si presenta e le proprie risorse personali.
Dott.ssa Elena Gianotti
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, grazie per la sua domanda. Credo che da una parte sia importante avere degli strumenti che aiutino a gestire nel pratico l'ansia e gli attacchi di panico, ma dall'altra sia molto importante capirne il significato, dare loro un senso rispetto alla sua storia di vita, ai suoi contesti e alle sue relazioni. Cominciare un percorso di consapevolezza di sè significa innanzitutto farsi delle domande di senso: come mai sono qui? come mai sono quello che sono oggi? come mai mi comporto come mi comporto, perchè do proprio quelle risposte e reagisco in quel modo alle cose che mi accadano? Queste sono delle porte di accesso che, con la guida di un professionista di cui si può fidare, la aiutano a comprendere anche i propri sintomi, che smettono di essere sintomi, ma se compresi e decifrati possono diventare degli alleati. Spero di averle risposto. Se avesse altre domande mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Dott. Francesco Ricci
Psicoterapeuta, Psicologo
Albano Laziale
Salve, il lavoro persoanle di consapevolezza attraverso un lavoro terapeutico, può aiutarla a gestire meglio i livelli di ansia acuta che possono insorgere in determinati momenti di vita. Ciò avviene perchè impara durante il suo percorso ad individuare i fattori scatenanti l'ansia, a riconoscerli, a dargli un nome riuscendo cosi a prevenire che si amplifichino. In questo modo potrà curare in maniera più radicale il suo attaccao di panico. Cordiali saluti.
Dott.ssa Giulia Solinas
Psicologo, Psicoterapeuta
Quartu Sant'Elena
il percorso sulla consapevolezza spazia dalla consapevolezza corporea, delle emozioni e dei pensieri; tra gli approcci che oggi sono maggiormente utilizzati spicca la Mindfulness dove la consapevolezza di sè è fondamentale per essere presenti a sè stessi e vivere il qui ed ora in modo pieno e senza giudicare cio che ci accade. La Mindfulness nel protocollo MBSR lavora specificatamente sulla consapevolezza ma puo trovare il professionista che in psicoterapia puo proporle delle pratiche e delle strategie per far fronte ai due problemi fondamentali che oggi affliggono molte persone: l'ansia e le crisi di panico per cio che non dipende da noi ( il futuro) e stare imprigionati nella ruminazione del passato. E certamente un buon lavoro perchè non cambia cio che accade nelle nostre vite ma ci aiuta a modificare il nostro modo di guardare agli eventi.
Dott.ssa Maria Angela Pala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Gentile utente,
iniziare un percorso di consapevolezza di sé significa imparare a conoscere meglio come funziona la propria mente: riconoscere pensieri, emozioni e reazioni, senza esserne travolti.
Non si tratta tanto di “combattere” ansia e attacchi di panico per eliminarli del tutto, ma di sviluppare strategie per gestirli in modo diverso, riducendo la loro intensità e l’impatto sulla vita quotidiana.
In terapia si lavora per:
• comprendere i propri schemi e le proprie vulnerabilità
• sviluppare strumenti pratici per affrontare l’ansia
• aumentare la flessibilità psicologica, cioè la capacità di vivere anche in presenza di emozioni difficili senza evitarle
Con il tempo, questo porta spesso a una significativa riduzione degli attacchi e a una maggiore sensazione di controllo e libertà.

Un caro saluto.
Dott.ssa Carolina Conti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Caro Utente,
Intraprendere un percorso di consapevolezza significa innanzitutto concedersi uno spazio protetto per esplorare la propria storia e riconoscere le risorse personali, spesso oscurate dal malessere. Iniziare questo lavoro non vuol dire semplicemente imparare tecniche per mettere a tacere l'ansia, ma comprendere il messaggio profondo che queste manifestazioni portano con sé per poterle trasformare gradualmente. Uno degli obiettivi della psicoterapia risiede nell'integrazione di nuove chiavi di lettura del proprio vissuto, permettendo così di passare da una condizione di reattività emotiva a una gestione più consapevole delle dinamiche personali. Il percorso si configura, dunque, come un investimento strutturato sulla salute e sul benessere a lungo termine.
Un caro saluto
Dr. Bruno De Domenico
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera, in realtà sta parlando di 2 cose diverse, anche se la consapevolezza di sé può aiutare nella riduzione dell'ansia eccessiva e la riduzione dell'ansia eccessiva può favorire una maggiore consapevolezza di sé. Ma se il focus iniziale è sull'ansisa, che si tratti di dap, disturbi da attacchi di panico, di doc, di disturbi ossessivo compulsivi o di ansia generalizzata, io darei la priorità a curare quelli per primi per evitare uno spreco di tempi, di soldi e di energie. Se mi scriverà o chiamerà ne parleremo. Un caro saluto
Dott.ssa Giovanna Costanzo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve,

iniziare un percorso di consapevolezza di sé significa innanzitutto imparare a conoscersi in modo più profondo: riconoscere come funzionano i propri pensieri, le emozioni e le reazioni del corpo, soprattutto nei momenti in cui si attiva l’ansia.

Nel concreto, questo tipo di percorso non si limita a “combattere” i sintomi, ma aiuta a comprendere cosa li attiva e cosa li mantiene. Ad esempio, si lavora per riconoscere i segnali precoci dell’ansia, i pensieri che aumentano la paura (come il timore che ci sia qualcosa di grave) e le reazioni fisiche che spaventano.

Parallelamente, si apprendono strategie pratiche per gestire questi momenti: tecniche di regolazione del respiro, modalità per ridurre l’iperattivazione, e strumenti per interrompere il circolo vizioso tra sintomo e paura.

Un aspetto fondamentale è che l’obiettivo non è “non avere più ansia” in assoluto (emozione naturale e utile), ma imparare a non esserne sopraffatti. Quando si acquisiscono queste competenze, spesso gli attacchi si riducono fino anche a scomparire, proprio perché viene meno il meccanismo che li alimenta.

È quindi un percorso che unisce comprensione di sé e apprendimento di strategie concrete, con l’obiettivo di farla sentire più stabile, sicura e autonoma nella gestione dei suoi stati emotivi. Un caro saluto.
Dott. GIANLUCA PASCUCCI
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Bologna
Buonasera
Iniziare un percorso di consapevolezza di sé significa, in sostanza, imparare a conoscere come funzionano la sua mente, le sue emozioni e le sue reazioni. Non è qualcosa di “misterioso”: è un processo molto concreto che unisce osservazione, comprensione e allenamento mentale.
Consapevolezza di sè significa riconoscere cosa prova (ansia, paura, tensione…), capire quando e perché nasce, individuare i suoi punti di forza (capacità, attitudini), vedere anche le fragilità, senza giudicarle.
Nel suo caso, l’ansia e gli attacchi non sono “il problema da eliminare”, ma segnali che il suo sistema sta reagendo a qualcosa (stress, pensieri, situazioni percepite come pericolose).
Ciò che lei descrive è tipico dell’ansia e degli attacchi di panico.
Quando il corpo entra in modalità “allarme” si verificano : battito accelerato, respiro corto, pensieri catastrofici (“sto male”, “perdo il controllo”).
Di fatto non è pericoloso, ma lo sembra.
Le possibili fasi di un percorso di consapevolezza di sè potrebbero esser:
1) Osservare quando l'ansia arriva e capire cosa la precede (pensieri, situazioni, stanchezza) come quando “Mi viene ansia se penso di non essere all’altezza”.
2) Dare un nome ai pensieri perchè spesso dietro l’ansia ci sono pensieri automatici come “Non ce la faccio” oppure “Succederà qualcosa di brutto”.
Questi non sono fatti reali, ma interpretazioni mentali.
3) Imparare strategie pratiche come la respirazione lenta e profonda (inspiro 4 secondi, espiro 6) aiuta a calmare il corpo e soprattutto i pensieri invasivi e motorizzati.
4) Fare meditazione riprogrammatica della matrice esperienziale negativa.
Il percorso con uno psicologo può aiutarla a capire i meccanismi dell’ansia, imparare tecniche efficaci, fare cambiamenti più profondi e duraturi.
Un percorso di consapevolezza può essere quindi: conoscere se stessi, capire come nasce l’ansia, imparare strumenti pratici e smettere di averne paura.

Buon Lavoro
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Gentile,
iniziare un percorso di consapevolezza di sé significa acquisire una maggiore conoscenza delle proprie emozioni, delle proprie capacità e attitudini, e comprendere i propri schemi di reazione di fronte a situazioni di stress o ansia.
Il percorso prevede due aspetti principali:
- Riconoscere e comprendere le proprie emozioni e reazioni: imparare a osservare ciò che si prova senza giudizio, distinguere tra pensieri, sensazioni corporee ed emozioni.
- Apprendere strategie funzionali per gestire e prevenire episodi di ansia o attacchi di panico: tecniche di regolazione emotiva, respirazione, gestione dello stress e consapevolezza corporea, per ridurre l’impatto delle emozioni intense e aumentare il senso di controllo.
L’obiettivo non è eliminare del tutto l’ansia, ma imparare a conviverci in modo più equilibrato, riconoscendo i segnali precoci e intervenendo in maniera efficace, così da affrontare le situazioni con maggiore sicurezza e serenità.
Ogni percorso è personalizzato e modulato sui suoi bisogni e tempi; una consulenza diretta con il professionista permette di definire gli strumenti più adatti a lei.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Ciao,
iniziare un percorso di consapevolezza di sé significa, prima di tutto, imparare a conoscersi meglio: capire come funzionano le tue emozioni, cosa attiva l’ansia, quali sono i tuoi punti di forza e anche le tue fragilità.

Non si tratta solo di “eliminare” ansia e attacchi, ma di imparare a riconoscerli, comprenderli e gestirli in modo diverso, senza sentirsi sopraffatti. In questo senso si apprendono anche strategie pratiche, ma all’interno di un percorso più ampio che ti aiuta a dare significato a ciò che vivi.

Col tempo, questo porta a sentirsi più sicuri, più stabili e più capaci di affrontare le situazioni difficili.

È un percorso graduale, ma può fare davvero la differenza

Un caro saluto,
Dott.ssa Filomena Petrone
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentile utente, grazie per la condivisione innanzitutto. Iniziare un percorso significa lavorare su di sè all'interno di uno spazio protetto di ascolto della stanza di terapia, con un rapporto di alleanza e fiducia con il terapeuta. Le strategie vengono poi individuate insieme in base alle risorse e i limiti personali.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Dott. Luca Liccardo
Psicologo, Psicoterapeuta
Marano di Napoli
Salve, iniziare un percorso di consapevolezza di sé significa imparare a conoscere meglio il proprio modo di pensare, reagire ed emozionarsi, comprendendo quali situazioni attivano ansia, paura o senso di insicurezza. Non si tratta soltanto di eliminare i sintomi come l'ansia, ma di capire cosa li alimenta e quali risorse personali possono aiutare a gestirli in modo più efficace. Attraverso il percorso psicologico si impara gradualmente a riconoscere emozioni, pensieri automatici e fattori che scatenano ansia o attacchi di panico, sviluppando strategie utili per affrontare stress e paure con maggiore sicurezza. Con il tempo, molte persone riescono a ridurre significativamente i sintomi e a sentirsi più serene, consapevoli e fiduciose nelle proprie capacità. È un percorso graduale che richiede tempo, ascolto di sé e collaborazione con il professionista.
Un caro saluto.

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