Domande del paziente (29)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo,
il suo racconto mi colpisce molto e nonostante ci possano essere delle ragioni che danno significato a ciò che sta vivendo, emotivamnete è più difficile staccarsi da queste emozioni, le...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo,
la sua volontà di ritrovare la pace e la serenità è del tutto leggittimo, non squalifichi la sua condizione paragonandola ad una malattia fisica, non è funzionale alla risoluzione del suo...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
il reflusso gastrico così come altrri distrurbi fisici, possono avere tra le altre cause, anche origini psicologiche e quindi psicosomatiche, la palpitazione che sente è "normale" nella condizonie...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
mi chiedo da quanto tempo vada avanti questa relazione vada avanti con queste modalità e che impegno avete preso l'uno per l'altra. Indubbiamente lei ha tutto il diritto di essere in pensiero...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
nel suo racconto emergono delle incogruenze sulle reali intenzioni che il suo compagno ha nei suoi confronti, vivere insieme è una questione che necessità di impegno e constanza, affichè...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
quello che racconta è una situazione preoccupante per la sua incolumità. Non so cosa l'abbia spinta a stare in una relazione dove, è controllata, minacciata e intimidata, relazione per...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
la situazione è dolorosa e complessa. È evidente che sta affrontando una serie di emozioni intense la rabbia, tristezza e confusione, la sua preoccupazione per il benessere dei suoi figli...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
grazie per aver condiviso la sua esperienza, intima e consapevole. È evidente che sta attraversando un periodo di vulnerabilità emotiva, e la sua relazione con la psicologa è diventata significativa...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, capisco perfettamente quanto possa essere difficile e doloroso affrontare questa situazione con il suo ex, soprattutto sul luogo di lavoro. È naturale sentirsi feriti quando qualcuno che... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
comprendo la difficoltà della situazione in cui si trova. È normale sentirsi frustrati e tristi quando le aspettative per il futuro non si allineano con la realtà attuale, specialmente in...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, capisco bene quanto possa essere doloroso e frustrante per lei la situazione con iol ssui compagno. Percepire la distanza nonostante l’affetto e la disponibilità che sembra presente dalle... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
capisco profondamente il peso di questo "sospeso". Quello che descrive non è solo il ricordo di una persona, ma il ricordo di una versione di sè stessa che si è accesa attraverso l’incontro...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Sara,
è bello leggere le sue parole, trasmettono un amore e una passione profonda. La vostra storia è inizata tanto tempo fa e ancora oggi dura, la convivenza è un passo davvero importante per...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo,
capisco quanto possa essere destabilizzante vivere per così tanti mesi con questa sensazione di “distacco” dalla realtà. La derealizzazione, quando si presenta, può fare paura, soprattutto...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentililissimo,
il fatto che si renda conto della condizione che sta vivendo è già un punto di partenza per chiedere aiuto. Essendo ancora minorenne deve passare per i suoi genitori per avere il concenso...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
se se la sentiva ha fatto bene ha chiedere alla nutrizionista altri riferimenti.
Spesso si consiglia un'ultima seduta per chiudere il rapporto. Tuttavia, se sente un blocco nei confronti...
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Come dire a mia mamma di voler predere la pillola? Ho 23 anni e mi sto frequentando con una ragazzo da un mesetto. Abbiamo già fatto tutti i preliminari e vorrei spingermi oltre, ma ho il costante terrore di gravidanze indesiderate. Vorrei dire a mia mamma (con cui ho molta confidenza, tranne per queste cose) di voler prendere la pillola ma non so come introdurre l’argomento, essendo l'intimità un argomento tabù in famiglia. L'ultima volta in cui gliel'ho detto mi ha fatto un pò di storie (esempio dicendomi che non ero ancora fidanzata con questo ragazzo, chiedendo se avesse intenzioni serie e chiedendomi cosa dobbiamo fare ecc...). Non mi sento a mio agio a parlare di queste cose con lei, specialmente rapporti sessuali. So anche che potrei affidarmi ad un consultorio, ma se per qualche motivo venisse a sapere che prendo la pillola ? penso sia meglio avvisarla subito. Non so se fidarmi solo del preservativo la prima volta. Come posso avvisarla della mia scelta cercando di limitare l’imbarazzo (suo e di conseguenza anche mio)?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
Comprendo la sua difficoltà ad affrontare un'argometno delicato come quello dell'intimità con i suoi genitori, soprattutto se le idee di base sono diverse dalle proprie. Data la sua età è del tutto normale voler passare ad un livello sucessivo nella relazione e farlo con coscenza e con sicurezza. Avere rapporti non determina necessariamente una chiarezza di scopi e obiettivi nella relazione con questa persona. L'intimità è una dimensione soggettiva e privata ed ed così che andrebbe vissuta. Se parlarne con sua madre la mette a disagio lo tenga in considerazione e qualora dovesse decidere di affronatre l'argomento tenga anche presente che se non dovesse accettare la sua posizione e capire i suoi bisogno e desidere sarà lei a dover scegliere per se stessa e affrontare la questione come una cosa personale, la quale è.
Le auguro buona fortuna.
Resto a disposizione
Dott.ssa Pazzola Annalisa
Salve dottori, sono una ragazza di 25 anni, da qualche mese mi sono lasciata con una persona più grande di 21 anni, purtroppo ci siamo lasciati per vari motivi, ma una cosa che mi ha fatto dire basta è stato il fatto di continuare a vedere che lui mettesse mi piace a certe foto di ragazze sui social, dopo tante volte che chiedevo se si poteva evitare, non riuscivamo a comunicare, a discutere quando io volevo il confronto dalla sua parte lui non voleva purtroppo..però diciamo che forse essendo la mia prima relazione vera e seria se possiamo definirla così, durata 2 anni e mezzo circa, mi sono sentita diciamo con un appoggio, una sicurezza in lui, su cui contare ecco, in tutte le situazioni sapevo che c'era, ora come ora sono da sola, ma diciamo che c'è un amico con cui ho avuto un'amicizia e qualcosa di più tre anni fa, però a distanza, ci siamo continuati però a sentire ogni tanto, come stavamo, perché c'era e c'è del bene tra noi due, mi sfogavo con lui anche quando litigavo con il mio ex, e anche qualche mese fa che mi sono lasciata l'ho ricercato a inizio anno perché avevo il pensiero e volevo sapere come stesse, senza secondi fini..poi sapevo che lui mi ascoltava, mi capiva su questa relazione ecco..poi non so perché mi è scattato qualcosa, come se mi piacesse di nuovo, ma poi i miei sentimenti cambiavano di nuovo, e ora di nuovo ancora, perché ci siamo visti già due volte in questi mesi, c'è stato qualche bacio ma io sono stata e sono molto trattenuta, tendevo a pensare all'altro, a paragonare entrambi, e purtroppo continuo a vedere la sicurezza in lui, nel mio ex, è come se lui su varie situazioni so che magari può avere più conoscenze sulle cose e quindi mi "aggrappo" a questo, a cercare di difendere qualcosa che invece mi faceva male del fatto che ci siamo lasciati, perché comunque ho vissuto tante cose con lui, so che ci poteva essere in tanti momenti, potevo contare su di lui, e diciamo che certe situazione invece che risolvere da sola, sapevo che c'era lui e trovavo la sicurezza li..lui purtroppo mi continua a scrivere messaggi che gli manco, che mi ama e io sono una persona facilmente condizionabile, vorrei avere una soluzione su come risolvere i pensieri e la situazione, senza fare del male a nessuno..cosa potrei fare nel concreto? Sto affrontando un percorso da qualche settimana con un professionista, mi dice e chiede ciò che sento io, cosa provo in determinate situazioni, ma ancora non riesco a sentire me stessa, a capire nulla..e non so se riuscirò mai, mi sembra come se dopo la seduta io riesco a chiedermi le cose, ma poi passano i giorni e non ci penso più ed è come se fosse inutile andare..cosa posso fare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
grazie per aver condiviso tutto questo con tanta onestà, si sente quanto stai cercando di capire te stessa in un momento delicato come quello che caratterizza la fine di una relazione. La tua guiovane età implica una conoscenza ancora precoce di te stessa che richiede elaborazione. Una prima relazione seria lascia un vuoto grande, non solo per la persona in sé, ma per tutto ciò che rappresentava, come tu stessa racconti: sicurezza, riferimento, qualcuno su cui contare. È normale che quella mancanza si faccia sentire forte, e che tu tenda a "aggrapparti" a quello che c'era, anche quando non ti faceva del bene. Riguardo all'amico, i sentimenti altalenanti che descrivi pososno essere legato ad un momento di disorientamento,e lui essendo una presenza familiare e sicura ti pemette di non sentirti sola. Non è detto che quello che senti per lui sia amore, potrebbe anche essere il bisogno di ritrovare un appoggio. Vale la pena non affrettare nulla con lui, proprio per rispetto di entrambi.
Rispetto al tuo percorso, quando nei giorni successivi alla seduta "dimentichi" di chiederti come stai vedilo come un punto di partenza del lavoro su di te. È normale che la mente eviti ciò che fa un po' paura. Prova a darti un piccolo rituale anche solo cinque minuti la sera in cui scrivi su un foglio cosa hai sentito quel giorno. Non per trovare risposte, ma per abituarti ad ascoltarti al di fuori dello spazio terapeutico.
Il percorso che stai facendo non è inutile, anzi, il fatto stesso che tu dica a testessa "non riesco ancora a capire" significa che stai iniziando a chiederti le domande giuste e che devi cercare di stare con te stessa. Ci vuole tempo, molto più di qualche settimana per avviare un processo con la tua teraputa che saprà indirizzarti.
Buon proseguimento
Dott.ssa Pazzola Annalisa
Ho sempre pensato di essere una persona equilibrata, pur con i normali alti e bassi.
Di recente, però, dopo una brutta litigata, il mio compagno mi ha confessato tutto il malessere che ha accumulato in questi anni a causa dei miei comportamenti.
Tutto è partito da una mia forte scenata di gelosia; una volta sfogata, mi sono resa conto che era del tutto infondata, ho capito l'errore e ho chiesto subito scusa. Ma ormai il danno era fatto.
Il problema è che mi vengono dei momenti, dal nulla, in cui il mio umore crolla drasticamente. In quei frangenti emerge il mio lato peggiore: rabbia, gelosia, rancore, antipatia.
Non sono una persona cattiva, anzi mi ritengo molto sensibile ed empatica, ma in quei minuti tutto il mio lato positivo svanisce.
La cosa assurda è che così come questo malessere arriva, altrettanto velocemente se ne va, e io torno la persona tranquilla di sempre, come se non fosse successo nulla.
Il mio compagno mi ha fatto giustamente notare che per lui è devastante: si sente come su un campo minato, dove deve stare attento a dove cammina per non fare esplodere la miccia. Io non voglio assolutamente una relazione così, e non avevo idea di fargli così male.
Ho deciso che voglio affrontare questa cosa e cercare aiuto per capire perché mi succede e imparare a gestire queste tempeste emotive.
A questo proposito, vorrei un consiglio: c'è una figura professionale specifica per questa cosa? Ed è meglio un percorso da sola, individuale, o devo coinvolgere anche il mio compagno, quindi fare terapia di coppia?
Grazie di cuore a chiunque vorrà rispondermi.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
Quello che racconti, sbalzi d'umore improvvisi, è qualcosa che merita attenzione, non perché tu sia una persona "sbagliata", ma perché evidentemente soffri prima di tutto tu in quei momenti e di conseguenza il tuo compagno.
Sulla figura professionale, ti consiglio di iniziare con un percorso individuale con uno psicoterapeuta. Non perché la coppia non conti, ma perché quello che descrivi sembra partire da dentro di te e vale la pena capirlo prima in uno spazio tutto tuo, senza la preoccupazione della relazione. Un professionista potrà anche aiutarti a capire se quello che vivi e da lì orientarti meglio.
La terapia di coppia potrà venire dopo, o in parallelo, quando entrambi vi sentirete pronti ed è uno strumento prezioso per la relazione.
Hai già fatto il passo di riconoscere che qualcosa non va e voler cambiare. Il resto si costruisce da lì.
Buona fortuna
Resto a disposizione.
Dott.ssa Pazzola Annalisa
Buongiorno dottori faccio questa domanda perchè in questi giorni mi sta dormentando nel senso quando sento qualche notizia in tv oppure vedo qualcosa sul tavolo ecc... mi passano in mente immagini di farmi del male a me oppure alla gente che ho vicino... questa cosa mi era successo anche l'hanno scorso dopo passata adesso si e ripresentata di nuovo.. in piu sto facendo una cura con il daprxo da 15 anni.. vorrei capire sono solo pensieri o mi devo preoccupare? grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilisismo,
comprendo la sua preoccupazione e la sua ngoscia rispetto a pensieri intrusivi di questo tipo. Se già si trova in cura da un medico faccia riferimento a lui e saprà darle delle indicazioni.
Restoa disposizione
Buona giornata.
La dott.ssa Pazzola Annalisa
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…