Buongiorno,sono la compagna di un uomo che soffre di disfunzione erettile. Non viviamo insieme,i no
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Buongiorno,sono la compagna di un uomo che soffre di disfunzione erettile.
Non viviamo insieme,i nostri incontri non sono frequenti e non sono gratificanti dal punto di vista sessuale per entrambi.Nonostante io sia piu` che disponibile all'ascolto lui ha una grande reticenza a parlarne,ho provato con estrema delicatezza ad affrontare l'argomento ma ho immediatamente desistito data la sua chiusura.
Questo non fa che aumentare l'ansia e ha aperto altre crepe nel nostro rapporto,la comunicazione e` sempre piu` difficile con grande sofferenza di entrambi.Vorrei fargli sentire la mia vicinanza ma non so come fare.
Non viviamo insieme,i nostri incontri non sono frequenti e non sono gratificanti dal punto di vista sessuale per entrambi.Nonostante io sia piu` che disponibile all'ascolto lui ha una grande reticenza a parlarne,ho provato con estrema delicatezza ad affrontare l'argomento ma ho immediatamente desistito data la sua chiusura.
Questo non fa che aumentare l'ansia e ha aperto altre crepe nel nostro rapporto,la comunicazione e` sempre piu` difficile con grande sofferenza di entrambi.Vorrei fargli sentire la mia vicinanza ma non so come fare.
Buongiorno. Comprendo profondamente la delicatezza della situazione e il senso di impotenza che puoi provare. Posso confermarti che la disfunzione erettile, quando non ha cause puramente organiche, si trasforma rapidamente in un "terzo incomodo" che blocca la comunicazione e crea tensioni emotive profonde.
In ottica bioenergetica, l'erezione è un fenomeno di espansione energetica verso l'esterno. Quando subentra l'ansia da prestazione o un blocco emotivo. La sua chiusura verbale è spesso una forma di "corazza" difensiva per proteggersi dal senso di fallimento e dalla ferita alla sua identità maschile.
Ecco alcuni suggerimenti per provare a sbloccare questa situazione con estrema dolcezza:
1. Sposta il focus dalla "prestazione" al "contatto"
Spesso l'uomo che soffre di questo disturbo vive l'incontro sessuale come un esame. Se percepisce che l'obiettivo finale è il rapporto completo, l'ansia aumenta.
Cosa fare: Proponi momenti di vicinanza corporea che non abbiano come fine il sesso. Massaggi, carezze, o semplicemente stare abbracciati respirando insieme. In bioenergetica, il respiro profondo aiuta a sciogliere le tensioni e a far circolare l'energia senza la pressione del "dover fare".
2. Cambia il canale comunicativo
Se la parola lo spaventa, usa la rassicurazione corporea. A volte un messaggio scritto (non durante l'incontro, ma in un momento neutro) può essere meno minaccioso di un confronto faccia a faccia.
Esempio di messaggio: "Sento che c'è un muro tra noi e questo mi dispiace perché mi manchi tu, non solo la nostra intimità. Voglio che tu sappia che per me sei importante a prescindere da tutto e che sono dalla tua parte, non per giudicarti ma per starti vicino."
3. Normalizza senza minimizzare
La chiusura nasce spesso dalla vergogna. Senza forzarlo a parlare, puoi far passare il concetto che il piacere e l'intimità di coppia hanno mille sfumature e che la qualità del vostro legame non dipende solo da un unico aspetto.
4. Suggerire un supporto professionale
Come figura professionale formata, so quanto sia importante distinguere tra cause psicologiche (ansia, stress, blocchi emotivi) e fisiche.
Potresti suggerirgli, con estrema calma, di fare un controllo medico (andrologico) per escludere cause fisiche. Questo a volte "toglie la colpa" alla persona, rendendo il problema qualcosa di trattabile e non un fallimento personale.
Un consiglio per te: Non dimenticare il tuo benessere. La sua chiusura non è un rifiuto verso di te, ma una lotta che sta portando avanti con se stesso.
Omar
In ottica bioenergetica, l'erezione è un fenomeno di espansione energetica verso l'esterno. Quando subentra l'ansia da prestazione o un blocco emotivo. La sua chiusura verbale è spesso una forma di "corazza" difensiva per proteggersi dal senso di fallimento e dalla ferita alla sua identità maschile.
Ecco alcuni suggerimenti per provare a sbloccare questa situazione con estrema dolcezza:
1. Sposta il focus dalla "prestazione" al "contatto"
Spesso l'uomo che soffre di questo disturbo vive l'incontro sessuale come un esame. Se percepisce che l'obiettivo finale è il rapporto completo, l'ansia aumenta.
Cosa fare: Proponi momenti di vicinanza corporea che non abbiano come fine il sesso. Massaggi, carezze, o semplicemente stare abbracciati respirando insieme. In bioenergetica, il respiro profondo aiuta a sciogliere le tensioni e a far circolare l'energia senza la pressione del "dover fare".
2. Cambia il canale comunicativo
Se la parola lo spaventa, usa la rassicurazione corporea. A volte un messaggio scritto (non durante l'incontro, ma in un momento neutro) può essere meno minaccioso di un confronto faccia a faccia.
Esempio di messaggio: "Sento che c'è un muro tra noi e questo mi dispiace perché mi manchi tu, non solo la nostra intimità. Voglio che tu sappia che per me sei importante a prescindere da tutto e che sono dalla tua parte, non per giudicarti ma per starti vicino."
3. Normalizza senza minimizzare
La chiusura nasce spesso dalla vergogna. Senza forzarlo a parlare, puoi far passare il concetto che il piacere e l'intimità di coppia hanno mille sfumature e che la qualità del vostro legame non dipende solo da un unico aspetto.
4. Suggerire un supporto professionale
Come figura professionale formata, so quanto sia importante distinguere tra cause psicologiche (ansia, stress, blocchi emotivi) e fisiche.
Potresti suggerirgli, con estrema calma, di fare un controllo medico (andrologico) per escludere cause fisiche. Questo a volte "toglie la colpa" alla persona, rendendo il problema qualcosa di trattabile e non un fallimento personale.
Un consiglio per te: Non dimenticare il tuo benessere. La sua chiusura non è un rifiuto verso di te, ma una lotta che sta portando avanti con se stesso.
Omar
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Gentile utente, la sua sofferenza è comprensibile e il suo desiderio di stare vicino al suo compagno è già un segnale importante di cura.
La disfunzione erettile, per molti uomini, non riguarda solo il corpo ma tocca profondamente l’identità, l’autostima e il timore di deludere l’altro. La chiusura che lei incontra può essere letta non come mancanza di fiducia o di amore, ma come una modalità difensiva per proteggersi da vergogna, paura o senso di fallimento. Questo però, come giustamente nota, finisce per alimentare distanza e incomprensione nella coppia. A volte è utile esprimere ciò che lei prova, parlando del bisogno di vicinanza emotiva senza focalizzarsi subito sulla sessualità. Questo può ridurre la pressione e favorire un dialogo più sicuro.
Allo stesso tempo è importante che anche lei non resti sola con la sua ansia e la sua frustrazione. Chiedersi di “tenere duro” senza poter esprimere i propri bisogni rischia di aumentare il peso emotivo che porta. Un supporto esterno, come un percorso psicologico individuale o di coppia, potrebbe offrire uno spazio protetto in cui dare voce a entrambi, con l’aiuto di un professionista che possa mediare e normalizzare le difficoltà legate alla sessualità. Spero possiate trovare la soluzione a questa difficile sfida, un caro saluto
La disfunzione erettile, per molti uomini, non riguarda solo il corpo ma tocca profondamente l’identità, l’autostima e il timore di deludere l’altro. La chiusura che lei incontra può essere letta non come mancanza di fiducia o di amore, ma come una modalità difensiva per proteggersi da vergogna, paura o senso di fallimento. Questo però, come giustamente nota, finisce per alimentare distanza e incomprensione nella coppia. A volte è utile esprimere ciò che lei prova, parlando del bisogno di vicinanza emotiva senza focalizzarsi subito sulla sessualità. Questo può ridurre la pressione e favorire un dialogo più sicuro.
Allo stesso tempo è importante che anche lei non resti sola con la sua ansia e la sua frustrazione. Chiedersi di “tenere duro” senza poter esprimere i propri bisogni rischia di aumentare il peso emotivo che porta. Un supporto esterno, come un percorso psicologico individuale o di coppia, potrebbe offrire uno spazio protetto in cui dare voce a entrambi, con l’aiuto di un professionista che possa mediare e normalizzare le difficoltà legate alla sessualità. Spero possiate trovare la soluzione a questa difficile sfida, un caro saluto
Gentile utente,
comprendo la sua sofferenza. La disfunzione erettile è un problema molto comune ma risolvibile, da valutare attentamente all’interno di un’ottica biopsicosociale. Per questo potrebbe essere utile un check-up medico da un andrologo e un colloquio con uno specialista, ad esempio un sessuologo.
Un caro saluto, Dott.ssa Daniela Maura.
comprendo la sua sofferenza. La disfunzione erettile è un problema molto comune ma risolvibile, da valutare attentamente all’interno di un’ottica biopsicosociale. Per questo potrebbe essere utile un check-up medico da un andrologo e un colloquio con uno specialista, ad esempio un sessuologo.
Un caro saluto, Dott.ssa Daniela Maura.
Buongiorno, la situazione che descrive è comprensibilmente dolorosa e delicata. La disfunzione erettile, soprattutto quando vissuta come una minaccia alla propria identità maschile, può generare vergogna, senso di fallimento e forte ansia, portando alcune persone a chiudersi e ad evitare il confronto. Il fatto che lei desideri essergli vicina è un elemento molto importante, ma è altrettanto fondamentale rispettare i suoi tempi: insistere, anche con le migliori intenzioni, può aumentare il vissuto di pressione. Può essere utile comunicare il suo sostegno non tanto cercando soluzioni o spiegazioni, quanto esprimendo come si sente lei, ad esempio dicendo che tiene alla relazione e che è disponibile ad affrontare insieme le difficoltà, senza giudizio. Parallelamente, sarebbe importante che il suo compagno potesse valutare un supporto professionale, medico e/o psicologico, per comprendere l’origine del problema e ridurre l’ansia che lo alimenta. Anche un percorso di coppia potrebbe offrire uno spazio protetto per migliorare la comunicazione e la complicità, andando oltre la prestazione sessuale. Prendersi cura del legame, prima ancora del sintomo, è spesso il primo passo. Dott.ssa Chiara Avelli
Buongiorno,
la situazione che descrive è comprensibilmente dolorosa e carica di frustrazione. La disfunzione erettile spesso è accompagnata da vergogna, paura di deludere e forte ansia, che possono portare alla chiusura e al silenzio. Il fatto che lei stia cercando di mostrarsi disponibile e rispettosa è già un segnale importante di vicinanza.
In questi casi può essere utile spostare l’attenzione dal “problema sessuale” alla relazione, comunicando i suoi vissuti emotivi (ad esempio la preoccupazione, il desiderio di sentirsi più vicini) senza insistere su soluzioni immediate. A volte, sapere che l’altro resta presente anche senza forzare il dialogo può ridurre la pressione e favorire, nel tempo, un’apertura. Tuttavia, quando la difficoltà inizia a compromettere la comunicazione e il benessere di entrambi, un supporto professionale può aiutare molto, sia individualmente sia come coppia.
Se lo desidera, può scrivermi indicando la zona in cui abitate, così da poterle suggerire un professionista qualificato nelle vostre vicinanze.
Un cordiale saluto e le auguro il meglio.
la situazione che descrive è comprensibilmente dolorosa e carica di frustrazione. La disfunzione erettile spesso è accompagnata da vergogna, paura di deludere e forte ansia, che possono portare alla chiusura e al silenzio. Il fatto che lei stia cercando di mostrarsi disponibile e rispettosa è già un segnale importante di vicinanza.
In questi casi può essere utile spostare l’attenzione dal “problema sessuale” alla relazione, comunicando i suoi vissuti emotivi (ad esempio la preoccupazione, il desiderio di sentirsi più vicini) senza insistere su soluzioni immediate. A volte, sapere che l’altro resta presente anche senza forzare il dialogo può ridurre la pressione e favorire, nel tempo, un’apertura. Tuttavia, quando la difficoltà inizia a compromettere la comunicazione e il benessere di entrambi, un supporto professionale può aiutare molto, sia individualmente sia come coppia.
Se lo desidera, può scrivermi indicando la zona in cui abitate, così da poterle suggerire un professionista qualificato nelle vostre vicinanze.
Un cordiale saluto e le auguro il meglio.
Buongiorno, la situazione che descrive è comprensibilmente dolorosa e carica di tensione emotiva. Quando la sessualità diventa un terreno fragile, soprattutto in una relazione in cui ci si vede poco e si ha poco spazio per costruire continuità, è facile che si crei un circolo di silenzi, ansia e distanza che finisce per far soffrire entrambi. Lei appare molto attenta, rispettosa e desiderosa di non ferirlo, e questo è un aspetto importante che merita di essere riconosciuto. La difficoltà principale che emerge dalle sue parole non riguarda solo l’aspetto sessuale, ma il peso emotivo che questo problema sta assumendo nella relazione. Per molti uomini, la disfunzione erettile non è vissuta come un semplice problema del corpo, ma come qualcosa che tocca profondamente l’identità, il valore personale e la sensazione di essere all’altezza. Quando questo accade, parlare diventa difficile, non per mancanza di fiducia verso il partner, ma per vergogna, paura di deludere o timore di essere giudicati, anche quando dall’altra parte c’è comprensione. Il suo tentativo di affrontare l’argomento con delicatezza è stato un gesto di vicinanza, non un errore. Il fatto che lui si sia chiuso non significa che lei abbia sbagliato, ma che probabilmente per lui quel tema è ancora troppo carico di emozioni difficili da tollerare. In queste situazioni, l’insistenza diretta sul problema rischia di aumentare l’ansia e il senso di pressione, anche se l’intenzione è opposta. Fargli sentire la sua vicinanza, in questo momento, potrebbe non passare tanto dal parlare esplicitamente della difficoltà, quanto dal rassicurarlo sul legame. Spesso è utile spostare l’attenzione dal risultato sessuale alla relazione nel suo insieme, comunicando che la sua presenza non è legata alla performance, che il valore che lei gli attribuisce non dipende da ciò che accade o non accade a livello fisico. Questo messaggio, se trasmesso con coerenza nel tempo, può lentamente ridurre la tensione che lui sente addosso. Allo stesso tempo, è importante non mettere completamente da parte il suo vissuto. Lei parla di incontri non gratificanti e di una sofferenza che cresce, ed è fondamentale che anche questo trovi spazio. A volte può essere più facile condividere come ci si sente, usando parole che parlano di sé, piuttosto che del problema in sé. Dire che questa situazione la fa sentire distante, confusa o triste, senza accusare né chiedere soluzioni immediate, può aprire uno spiraglio di comunicazione meno minaccioso. È normale che, in assenza di dialogo, l’ansia aumenti e la relazione inizi a mostrare altre crepe. Proprio per questo diventa importante chiedersi fino a che punto lei riesce a sostenere questa attesa e questo silenzio senza trascurare i suoi bisogni emotivi. La vicinanza non significa annullarsi o mettere tutto in pausa, ma cercare un equilibrio tra rispetto dei tempi dell’altro e rispetto di se stessi. Il fatto che lei stia cercando un modo per non farlo sentire solo, pur essendo a sua volta in difficoltà, parla della sua capacità di cura e di ascolto. Qualunque direzione prenderà questo rapporto, è importante che lei non perda di vista il diritto a una relazione in cui sentirsi vista, desiderata e parte di uno scambio, non solo di un’attesa silenziosa. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
la situazione che descrive è purtroppo molto frequente e comprensibilmente dolorosa per entrambi. La disfunzione erettile non è solo un tema “fisico”, ma coinvolge profondamente l’identità, l’autostima e il vissuto emotivo dell’uomo. Vergogna, paura di deludere, senso di fallimento e ansia da prestazione possono portare a chiusura, evitamento e difficoltà di comunicazione, anche quando la partner è disponibile e accogliente.
Il suo desiderio di fargli sentire vicinanza è molto importante. Spesso può essere utile spostare il focus dal “problema sessuale” al “noi”: esprimere come lei si sente (preoccupata, vicina, desiderosa di capirlo) senza cercare soluzioni immediate o insistere sul sintomo. A volte messaggi semplici come “sono qui, non devi affrontare questa cosa da solo” possono essere più tollerabili di un confronto diretto sulla sessualità, soprattutto in una fase in cui lui è molto fragile.
Detto questo, quando la difficoltà inizia a generare ansia, distanza emotiva e altre crepe nella relazione, è un segnale importante da non sottovalutare. La disfunzione erettile può avere cause organiche, psicologiche o miste, e spesso il lavoro più efficace è integrato. Un supporto specialistico può aiutare lui a sentirsi meno giudicato e più compreso, e la coppia a ritrovare una comunicazione più sicura e meno carica di tensione.
Per questo è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, meglio se esperto in sessuologia, che possa accompagnare questo percorso con delicatezza e competenza.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
la situazione che descrive è purtroppo molto frequente e comprensibilmente dolorosa per entrambi. La disfunzione erettile non è solo un tema “fisico”, ma coinvolge profondamente l’identità, l’autostima e il vissuto emotivo dell’uomo. Vergogna, paura di deludere, senso di fallimento e ansia da prestazione possono portare a chiusura, evitamento e difficoltà di comunicazione, anche quando la partner è disponibile e accogliente.
Il suo desiderio di fargli sentire vicinanza è molto importante. Spesso può essere utile spostare il focus dal “problema sessuale” al “noi”: esprimere come lei si sente (preoccupata, vicina, desiderosa di capirlo) senza cercare soluzioni immediate o insistere sul sintomo. A volte messaggi semplici come “sono qui, non devi affrontare questa cosa da solo” possono essere più tollerabili di un confronto diretto sulla sessualità, soprattutto in una fase in cui lui è molto fragile.
Detto questo, quando la difficoltà inizia a generare ansia, distanza emotiva e altre crepe nella relazione, è un segnale importante da non sottovalutare. La disfunzione erettile può avere cause organiche, psicologiche o miste, e spesso il lavoro più efficace è integrato. Un supporto specialistico può aiutare lui a sentirsi meno giudicato e più compreso, e la coppia a ritrovare una comunicazione più sicura e meno carica di tensione.
Per questo è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, meglio se esperto in sessuologia, che possa accompagnare questo percorso con delicatezza e competenza.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
Gentilissima, capisco bene quanto possa essere doloroso e frustrante per lei la situazione con iol ssui compagno. Percepire la distanza nonostante l’affetto e la disponibilità che sembra presente dalle sue parole. In questi momenti può essere utile spostare l’attenzione sul legame emotivo più che fisico, far sentire che la sua vicinanza non dipende dalla sua prestazione, ma dal desiderio di condividere intimità. Evitare di forzare il dialogo è utile, a volte basta la presenza e l'accoglienza di ciò che lui è in grado di dire, per far capire che c’è spazio per parlarne, quando lui sarà pronto. Occorre avere pazienza reciproca. Indubbiamente potrebbe consigliare al suo compagno di avvicinarsi ad uno specialista in modo da approfondodire la sua difficoltà, che potrebbe essere di natura psicologica, nel caso della coppia ci sono inevitabilmente delle ripercussioni che adrebbero indagate. Le auguro buona fortuna.
Saluti, la dott.ssa Pazzola Annalisa
Saluti, la dott.ssa Pazzola Annalisa
Buongiorno, la disfunzione erettile può avere cause mediche, in questo caso è importante incoraggiarlo con tempi e modalità rispettose, a rivolgersi ad un andrologo o un urologo.
E' importante valutare cause organiche vascolari, ormonali, neurologiche.
Dal punto di vista psicologico è frequente che molti uomini presentino un senso di fallimento, vergogna e soprattutto paura di deludere il partner.
La difficoltà che state vivendo è molto comune, penso sia utile un percorso integrato, affiancando ad una valutazione medica un supporto psicologico, necessari per ridurre l'ansia, migliorare la comunicazione e ritrovare una maggiore intimità, non centrata solo alla prestazione.
Può cercare di parlare al compagno esprimendo ciò che sente evitando di focalizzarsi esclusivamente alla prestazione sessuale.
La saluto
E' importante valutare cause organiche vascolari, ormonali, neurologiche.
Dal punto di vista psicologico è frequente che molti uomini presentino un senso di fallimento, vergogna e soprattutto paura di deludere il partner.
La difficoltà che state vivendo è molto comune, penso sia utile un percorso integrato, affiancando ad una valutazione medica un supporto psicologico, necessari per ridurre l'ansia, migliorare la comunicazione e ritrovare una maggiore intimità, non centrata solo alla prestazione.
Può cercare di parlare al compagno esprimendo ciò che sente evitando di focalizzarsi esclusivamente alla prestazione sessuale.
La saluto
Gentile utente, mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo. La comunicazione all'interno di una relazione è fondamentale, inoltre dato che l'argomento per il suo partner sarà delicato sarebbe opportuno evitare di colpevolizzare o attribuire responsabilità: la colpa non è di nessuno. La DE può avere diverse cause, sia fisiche (problemi cardiovascolari, diabete, squilibri ormonali, effetti collaterali di farmaci) che psicologiche (stress, ansia da prestazione, depressione, problemi relazionali). Si potrebbe consigliare di consultare uno specialista per comprendere la natura di tale disagio.
Buonasera, la sua sofferenza è comprensibile. La disfunzione erettile non riguarda solo la sfera sessuale, ma può incidere profondamente sull’autostima, sull’ansia e sulla comunicazione di coppia. La chiusura del suo partner potrebbe essere legata alla vergogna o al timore di sentirsi giudicato, più che a una mancanza di fiducia nei suoi confronti. Per fargli sentire la sua vicinanza, può essere utile spostare l’attenzione dalla “prestazione” al legame emotivo, esprimendo ciò che prova lei (vicinanza, affetto, desiderio di comprensione) senza forzarlo a parlare del problema se non si sente pronto. Anche il rispetto dei suoi tempi può ridurre la pressione e l’ansia. Se la comunicazione continua a essere difficile e la sofferenza aumenta per entrambi, un supporto psicologico eventualmente in integrazione con una valutazione medica potrebbe aiutare a riaprire il dialogo e a tutelare il benessere della relazione.
Rimango a disposizione, anche online.
Cordialmente, Dott. Gabriele Caputi
Rimango a disposizione, anche online.
Cordialmente, Dott. Gabriele Caputi
Buonasera,
comprendo la difficoltà e la delicatezza della situazione che state vivendo. La disfunzione erettile può generare sofferenza in entrambi i partner e, soprattutto quando è accompagnata da difficoltà comunicative, può aprire distanze importanti all’interno della relazione.
La reticenza nel parlare di queste difficoltà è molto comune. La disfunzione erettile tocca spesso aspetti profondi legati all’identità, al senso di adeguatezza e alla vulnerabilità. Il silenzio potrebbe rappresentare, per il suo partner, un modo di proteggersi da emozioni difficili da gestire, come la vergogna o il senso di fallimento, più che un rifiuto della sua vicinanza.
È comprensibile che lei si senta impotente e frustrata. Cercare di stare vicino a qualcuno che si chiude può generare un forte senso di esclusione e solitudine. In questa fase sembra che entrambi stiate soffrendo, ma che la difficoltà sia proprio trovare uno spazio comune in cui condividere il dolore, restando invece ciascuno isolato nel proprio vissuto.
Per alcune coppie è più facile affrontare questi temi con l’aiuto di un professionista. Se lo ritenete possibile, valutare un percorso di coppia con un terapeuta o un sessuologo può offrire uno spazio protetto in cui parlare insieme di ciò che sta accadendo. La disfunzione erettile ha spesso componenti sia fisiche sia psicologiche e, nella maggior parte dei casi, è trattabile. Un percorso adeguato può aiutare a riaprire il dialogo e a riscoprire forme di intimità che in questo momento sembrano bloccate.
Un caro saluto, Dott.ssa Silvana Grilli
comprendo la difficoltà e la delicatezza della situazione che state vivendo. La disfunzione erettile può generare sofferenza in entrambi i partner e, soprattutto quando è accompagnata da difficoltà comunicative, può aprire distanze importanti all’interno della relazione.
La reticenza nel parlare di queste difficoltà è molto comune. La disfunzione erettile tocca spesso aspetti profondi legati all’identità, al senso di adeguatezza e alla vulnerabilità. Il silenzio potrebbe rappresentare, per il suo partner, un modo di proteggersi da emozioni difficili da gestire, come la vergogna o il senso di fallimento, più che un rifiuto della sua vicinanza.
È comprensibile che lei si senta impotente e frustrata. Cercare di stare vicino a qualcuno che si chiude può generare un forte senso di esclusione e solitudine. In questa fase sembra che entrambi stiate soffrendo, ma che la difficoltà sia proprio trovare uno spazio comune in cui condividere il dolore, restando invece ciascuno isolato nel proprio vissuto.
Per alcune coppie è più facile affrontare questi temi con l’aiuto di un professionista. Se lo ritenete possibile, valutare un percorso di coppia con un terapeuta o un sessuologo può offrire uno spazio protetto in cui parlare insieme di ciò che sta accadendo. La disfunzione erettile ha spesso componenti sia fisiche sia psicologiche e, nella maggior parte dei casi, è trattabile. Un percorso adeguato può aiutare a riaprire il dialogo e a riscoprire forme di intimità che in questo momento sembrano bloccate.
Un caro saluto, Dott.ssa Silvana Grilli
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