Salve mi chiamo Sara ho 38 ann e il mio compagno 44 e a breve dopo 11 anni di rapporto andiamo a con

24 risposte
Salve mi chiamo Sara ho 38 ann e il mio compagno 44 e a breve dopo 11 anni di rapporto andiamo a convivere (vado a vivere nella sua città)
Ci amiamo davvero infinitamente e quando siamo insieme e davvero magia infinitissima....
ma secondo lei una convivenza dopo tutti questi anni di rapporto potranno intensificare ancora di più il nostro amore infinitissimo o la rovinerebbe?grazie mille
Dr. Jonathan Santi Pace La Pegna
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Palermo
Gentile Signora, decidere di fare il "passo" di andare a convivere dopo tanti anni di relazione a distanza non rappresenta di per se una minaccia, piuttosto un momento di transizione ed evoluzione della relazione, che può mettere in risalto e amplificare ciò che già, lentamente e gradualmente, avete costruito in tutti questi anni.
La convivenza può intensificare l’intimità, la complicità e il senso di squadra ma può anche portare alla luce o esasperare differenze caratteriali, abitudini diverse e fragilità reciproche che prima potevano rimanere più sullo sfondo. Se il sentimento è rimasto così vivo e intenso come racconta, probabilmente avrà una capacità di traino che vi consentirà di superare piccole divergenze e ostacoli che potrete incontrare nell'esperienza quotidiana.
Il timore che qualcosa di così bello possa rovinarsi è naturale, ma spesso questa paura nasce proprio dall'elevato valore che si attribuisce al legame, che è un elemento a vostro vantaggio nella preservazione della relazione.
Che lei si trasferisca nella città del suo compagno è sicuramente un passaggio delicato di rilevanza non indifferente, per questo sarà importante che nella convivenza entrambi preserviate la vostra autonomia e vi ricaviate i vostri spazi personali ove necessario.
In generale qualunque sfida o cambiamento per la coppia può essere affrontato virtuosamente qualora ci sia dialogo, rispetto e la capacità di restare sensibili e curiosi l’uno dell’altra, non lasciandosi avviluppare dai possibili problemi e dalla routine.
Spero di esserLe stato utile, un cordiale saluto.

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Gentile Sara,
la ringrazio per aver condiviso un passaggio così importante e carico di significato della vostra storia.
Dalle sue parole emerge con molta forza la qualità del legame che vi unisce: undici anni di relazione, il desiderio di fare un passo così impegnativo e il modo in cui descrive il vostro stare insieme (“magia infinitissima”) sono indicatori di una base affettiva solida, costruita nel tempo.
Dal punto di vista sistemico–relazionale, la convivenza non è né “buona” né “cattiva” in sé: è una transizione evolutiva del sistema di coppia. Ogni passaggio evolutivo comporta una riorganizzazione degli equilibri, dei ruoli, delle abitudini e delle aspettative reciproche. Questo può generare timori, perché ciò che è nuovo mette sempre alla prova ciò che già conosciamo.
La convivenza non rovina l’amore:
può però trasformarlo.
E la trasformazione non è una perdita, ma un passaggio da un amore idealizzato e “atteso” a un amore vissuto nella quotidianità.
Vivere insieme significa:
• incontrarsi anche nelle differenze (ritmi, spazi, bisogni);
• imparare a negoziare, non a fondersi;
• scoprire parti nuove dell’altro e di sé;
• costruire un “noi” più concreto, fatto di presenza quotidiana.
Se il legame è basato su comunicazione, rispetto e capacità di riconoscere l’altro come persona distinta da sé, la convivenza può intensificare la profondità del rapporto, rendendolo più maturo, più autentico, meno idealizzato ma più reale.
Un aspetto molto importante, che lei accenna implicitamente, è il cambiamento di contesto: andare a vivere nella sua città. Questo richiede attenzione anche ai suoi bisogni, al suo spazio personale, alla sua rete affettiva. Una convivenza che funziona è quella in cui entrambi sentono di non perdersi, ma di aggiungersi l’uno all’altra.
In sintesi:
la convivenza non mette a rischio un amore “infinitissimo”,
ma chiede alla coppia di farlo crescere, passando dalla magia dell’incontro alla bellezza – a volte più silenziosa – della condivisione quotidiana.
Se mantenete la capacità di parlarvi, ascoltarvi e riconoscere i cambiamenti emotivi reciproci, questo passo potrà diventare una grande opportunità di consolidamento, non una minaccia.
Le auguro che questa nuova fase possa essere un tempo di scoperta, radicamento e intimità profonda.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Dott.ssa Noemi Maccariello
Psicoterapeuta, Psicologo
Santa Maria Capua Vetere
Buongiorno Sara. Se siete giunti a maturare questa decisione, è perchè evidentemente avete sentito entrambi l'esigenza di fare un ulteriore passo e portare il rapporto ad uno step successivo. Ciò implica l'inizio di una nuova fase evolutiva, ci saranno sicuramente dei cambiamenti, conoscerete cose nuove l'uno dell'altra e sarà sicuramente come riscocprirsi. Non ci può essere a priori una risposta positiva o negativa alla tua domanda, la tua perplessità è legittima, in quanto si romperanno vecchi equilibri, per te conosciuti e che evidentemente ti restituiscono certezza e sicurezza. Questo implica adoperarsi per costruirne di nuovi, da entrambe le parti dovrebbe esserci una buona dose di volontà, di desiderio, di ascolto reciproco, rispetto, aspetti che immagino e spero già ci siano. Ecco, se entrambi remate insieme e vi sostenete, adesso come in tutte le fasi in cui è richiesto un cambiamento, allora partite da ottime basi. Prova però ad andare più a fondo della tua domanda e chiediti come mai il cambiamento ti suscita queste paure, seppur legittime.
Dott.ssa Greta Pisano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve Sara,
la convivenza non rovina un legame solido, ma lo mette alla prova nella quotidianità. Dopo molti anni di rapporto può certamente rafforzare l’intimità e la complicità, a patto di saper comunicare bisogni e aspettative e di accogliere le inevitabili differenze.

Per valutare meglio la vostra situazione specifica e accompagnarvi in questo passaggio importante, resto disponibile per un colloquio conoscitivo.
Dott. Simone Tosi
Psicologo, Psicologo clinico
Modena
Gentile Sara,
andare a convivere dopo molti anni di relazione rappresenta un passaggio importante nella vita di una coppia. Non si tratta solo di una scelta pratica, ma rappresenta un cambiamento significativo, che porta a confrontarsi con la quotidianità, le abitudini reciproche e un nuovo modo di condividere tempi e spazi.
È vero che in alcuni casi questo cambiamento può essere vissuto anche come un momento di crisi o di assestamento, poiché richiede adattamento e capacità di comunicare in modo aperto e autentico. Allo stesso tempo, però, può diventare una preziosa opportunità di crescita e di consolidamento del legame, soprattutto quando alla base vi sono amore, rispetto e una storia condivisa solida, come mi pare di capire sia il vostro caso. La convivenza, se affrontata con consapevolezza e dialogo, può rendere il rapporto di coppia più maturo e profondo.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Adriana Messina
Psicologo clinico, Psicologo
Tremestieri Etneo
Le difficoltà possono arrivare, certo — come in ogni convivenza — ma non sono segnali di rovina. Sono semplicemente parte del processo di adattamento. E una coppia che dopo 11 anni sceglie di unirsi sotto lo stesso tetto ha già dimostrato di saper affrontare la vita insieme.
La domanda che ti farei è: cosa senti dentro di te quando pensi a questa nuova fase? Più entusiasmo o più timore? Perché spesso la risposta è già lì, nelle sensazioni che proviamo quando immaginiamo il futuro con la persona che amiamo. Saluti
Dott.ssa Laura Montanari
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno Sara,
in merito alla sua domanda, da ciò che scrive, apprendo che il vostro legame, duraturo e intenso, sta per vivere una trasformazione. In questo senso, i nuovi passi come la convivenza non rovinano o aggiustano rapporti in senso assoluto, ma sicuramente li trasformano in qualche modo. Oltre alla dimensione più ideale e passionale, con questo si passo si aggiungerà alla relazione un aspetto di maggiore quotidianità e concretezza. Questo significa condividere spazi, abitudini, ritmi, stanchezze, differenze. È normale che l’intensità emotiva non sia sempre “infinitissima” come nei momenti di incontro, ma può nascere qualcosa di diverso e altrettanto prezioso: intimità e complicità profonda, senso di casa, senso di unione. Insieme alla coppia anche voi come singoli potreste aver bisogno di un riassestamento, il più possibile spontaneo, affinchè possiate conoscervi anche sotto questo aspetto di condivisione di più spazio e di più tempo insieme.
Spero di averle offerto spunti utili su cui riflettere.
Un caro saluto,
Dottssa LM
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,

è comprensibile che attualmente possa fare ipotesi sulle sue aspettative per il futuro della relazione. Rispondere a questa domanda risulta assai complesso, sarebbe più opportuno consultare un professionista per esprimere in maniera più approfondita la situazione.

Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Dott.ssa Nicole Crivaro
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Gentile Sara, un bel cambiamento nella vostra vita! Questo talvolta può portare con sé qualche timore.. "chissà come sarà la convivenza? Rovinerebbe il rapporto? Oppure il nostro amore si intensificherá?". C è qualche motivo reale per cui lei abbia queste preoccupazioni?
Da dove arrivano?
Sembra che il cambiamento per lei sia accomopagnato da un rimiginio ansioso che le occupa la mente e talvolta può anche farci leggermente staccare dalla realtà delle cose.
Le chiedo: in tutti quegli anni di relazione è sempre stato tutto perfetto? Ha sentito amore al massimo sempre in crescendo? Oppure la relazione è stata fatta come è fisiologico che sia anche di momenti di "normalità", oppure di noia/fastidio/discussioni? Chi più chi meno, ogni coppia attraversa diversi momenti e fasi di vita insieme in cui ci si evolve, ci si può scontrare, allontanare e riavvicinare, avvicinarsi ancora di più, creare nuovi progetti di vita insieme. È importante impegnarsi nella relazione, intendo nel farla funzionare.. è qualcosa di cui ci si prende cura e vi siete presi cura in questi anni senza convivere. Altrimenti fino a qui non sareste arrivati. Con la convivenza si apre una nuova fase della relazione, provi a viverla come una opportunitá di scoprire come sará la vita insieme, sotto lo stesso tetto. Le nuove abitudini che avrete, ognuno con i propri spazi anche.. due persone che decidono di vivere nella stessa casa.. come sarà la vostra casa? Costruitela insieme. Lasciando da parte quel rimuginio ansioso che spesso ci disturba e basta.. auguroni!
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve Sara,

è bellissimo leggere quanto sia forte e profondo il vostro legame. Dopo tanti anni di relazione, la convivenza può rappresentare un’occasione preziosa per conoscersi ancora meglio, condividere la quotidianità e rafforzare l’intimità emotiva. Allo stesso tempo, vivere insieme porta inevitabilmente alla luce anche le piccole differenze di abitudini e stili di vita, che se affrontate con dialogo e rispetto possono diventare opportunità di crescita reciproca.

Non esiste una regola unica: la convivenza può intensificare l’amore se entrambi siete pronti a comunicare apertamente, a gestire i conflitti in modo costruttivo e a preservare momenti di complicità.

Per un sostegno più personalizzato e per prepararsi al meglio a questo nuovo passo, può essere utile approfondire la situazione con uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Valerio Romano
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Salve Sara,
è bello sentire quanta energia emotiva metti in questa relazione e, proprio perché ci tenete tanto, è comprensibile che tu abbia anche un timore: la convivenza non è un semplice “passo in più”, è un cambiamento di cornice che può mettere alla prova l’equilibrio costruito finora.
In genere la convivenza non “rovina” l’amore: lo trasforma. Può aumentare il senso di intimità e di casa, ma chiede anche di integrare i momenti speciali con la quotidianità, le abitudini, i tempi, i confini, la gestione di stress e stanchezza. Il passaggio più importante è riconoscere che non si perde ciò che vi unisce: cambia la modalità con cui lo vivete e spesso ha bisogno di essere coltivato con intenzionalità (ritagliarsi spazi, comunicare bisogni, non dare per scontato l’altro, mantenere momenti “da coppia” e non solo di gestione pratica).
C’è anche un elemento specifico nel tuo caso: tu ti trasferisci nella sua città. Questo può essere molto bello, ma porta con sé un tema di equilibrio e radicamento: sentirti accolta, trovare anche i tuoi spazi, le tue relazioni e una tua autonomia, così che la convivenza non diventi l’unico centro della tua vita.
La domanda forse più utile non è “la convivenza lo intensificherà o lo rovinerà?”, ma “come possiamo attraversare questo cambiamento restando una squadra?”. Se riuscite a parlarne con curiosità e realismo, e a costruire insieme nuove abitudini, la convivenza può diventare un passaggio di crescita. Se invece l’ansia aumenta, può essere utile anche solo qualche colloquio individuale o di coppia “preventivo”, non perché ci sia un problema, ma per accompagnare un cambiamento importante con più consapevolezza.

Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
Dott.ssa Annalisa Pazzola
Psicologo, Psicologo clinico
Cagliari
Gentile Sara,
è bello leggere le sue parole, trasmettono un amore e una passione profonda. La vostra storia è inizata tanto tempo fa e ancora oggi dura, la convivenza è un passo davvero importante per una coppia e lì si gioca una nuova partita, la costruzione di un rapporto che potrà essere ancora più solido e forte. nella convivenza verranno gettate le basi per un futuro di coppia che finalmente potrà realizzarsi come un progetto di vita e di condivisione, costruito giorno dopo giorno. Indubbiamente sarete chiamati a delle sfide che ora non conoscete o magari le conoscete parzialmente, ma che fanno parte del gioco, da un qualcosa di nuovo che significa tante cose, responsabilità, impegno, quotidianiotà, equilibrio tra esssere una coppia e restare semplicemente chi siamo, individui. La convivenza non è un incantesimo che migliora o rovina automaticamente un rapporto. È un amplificatore, che ende più visibili le dinamiche che già esistono e ne crea di nuove. Nel vostro caso, ciò che esiste, e che lei stessa descrive come una magia, è una connessione che non si è spenta nemmeno dopo più di un decennio, ma che andrà rinnovata e mantenuta in contesto nuovo.
Le auguiro buona vita, si goda questo momento.
Saluti.
Dott.ssa Annalisa Pazzola
Dott.ssa Giulia Raiano
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno e grazie per aver condiviso una domanda così importante e delicata.La convivenza, dopo undici anni di rapporto, non “rovina” l’amore di per sé, né lo garantisce automaticamente più intenso. Quello che fa, però, è renderlo più reale, più quotidiano, meno protetto dalla distanza e dall’attesa. E questo può spaventare, soprattutto quando tra voi c’è qualcosa che oggi vivi come prezioso e quasi “magico”. È naturale chiedersi se quella magia potrà reggere.

Vivere insieme significa vedersi anche nei momenti meno luminosi: la stanchezza, le differenze di abitudini, i silenzi, le piccole frizioni. Ma significa anche costruire una intimità nuova, fatta di presenza, di gesti semplici, di sentirsi casa l’uno per l’altra. Non è un amore “più grande” o “più piccolo”, è un amore che cambia forma. Dal modo in cui ne parli, emerge una base molto solida: vi amate, vi scegliete dopo tanti anni, e state facendo questo passo con consapevolezza, non per abitudine o per dovere. Questo è un punto di forza enorme. La convivenza non cancella la magia, ma spesso la trasforma: da qualcosa di straordinario a qualcosa di più profondo, magari meno eclatante, ma più radicato. Il mio invito è a entrare in questa nuova fase non con l’idea di “proteggere” ciò che avete, ma con quella di continuare a scegliervi, parlando, ascoltandovi, lasciando spazio sia alla vicinanza sia all’individualità. Così l’amore non si rovina: cresce, anche se in modo diverso da prima. Se vorrai approfondire resto a disposizione.
Buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano
Dr. Francesco Rossi
Psicologo, Psicologo clinico
Ozzano dell'Emilia
Salve, la convivenza, soprattutto inizialmente, avrà l'effetto di amplificare tutto, sia nel bene che nel male; vi potrete godere anche piccoli momenti a cui non eravate abituati, magari con maggiore intensità e frequenza ma potrete sicuramente anche "pestarvi i piedi" su abitudini individuali consolidate e sulla gestione di spazi e tempi personali (che è bene siano almeno in parte mantenuti comunque).
Ciò non dovrebbe preoccupare se effettivamente andate così d'accordo, si tratterà solamente di lasciar passare i primi mesi e darvi tempo di creare un nuovo equilibrio di coppia, magari anche più soddisfacente di quello avuto fino ad ora.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buonasera Sara,
non esiste una risposta valida per tutte le coppie. La convivenza non è di per sé qualcosa che “intensifica” o che “rovina” un amore: è piuttosto un passaggio di trasformazione. Può essere utile viverla come un’opportunità per conoscervi ancora meglio, con curiosità, rispetto e presenza. Un caro saluto, PR.
Dott.ssa Grazia Puglisi
Psicologo, Professional counselor
Acireale
Salve, lei vive da 11 anni una relazione fondata sull'amore, in cui c'è "magia infinitissima" quando è insieme al suo compagno e, adesso che state per andare a convivere, si chiede come questo possa influire sulla relazione stessa.
E' normalissimo porsi questa domanda: vivere insieme è sicuramente una scelta molto importante. Significa trascorrere insieme ogni giorno, affrontare ciò che la quotidianità porta con sè: i momenti di gioia e di magia, che sicuramente non spariranno, ma anche forse la stanchezza, la noia, le decisioni importanti, la routine, la tenerezza e il desiderio di starsene un pochino da soli, l'entusiasmo delle cose fatte insieme e i momenti forse anche banali... insomma la Vita!
Si suppone però che, in questi anni trascorsi insieme, abbiate già attraversato momenti belli, ma anche quelli meno belli, ciononostante il vostro amore è infinito. Questa è una risorsa che sicuramente rafforza la solidità della vostra coppia.
Non bisogna dimenticare che l'amore nasce dal continuo impegno a scegliersi giorno dopo giorno, accettando limiti e debolezze propri e del partner.
Da studi scientifici sulle relazioni d'amore consolidate emergono alcuni punti molto importanti che riguardano la fiducia, le aspettative sul partner, le dimensioni emotive proprie e altrui, la capacità di saper gestire i conflitti, le modalità comunicative, l'idea che il partner possa accompagnare il nostro cammino, ma non necessariamente debba soddisfare ogni nostro bisogno.
Vivere insieme può rendere l'amore di una coppia più vero e profondo. E' una scelta.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno Sara, la domanda che pone è molto bella e anche molto umana, perché dentro c’è entusiasmo, amore, ma anche una comprensibile paura di “toccare” qualcosa di prezioso e temere di rovinarlo. Dopo undici anni di relazione, il fatto che stiate scegliendo ora di convivere dice già molto della profondità del legame e del tempo che vi siete concessi per conoscervi davvero. È importante distinguere una cosa: la convivenza non crea né distrugge l’amore di per sé. La convivenza mette in luce ciò che già esiste. Se tra voi c’è affetto autentico, rispetto, capacità di parlarvi e di affrontare le difficoltà insieme, vivere sotto lo stesso tetto può diventare un modo nuovo di sentirsi squadra, di condividere il quotidiano, non solo i momenti speciali. L’amore che oggi definite “magia” può trasformarsi in qualcosa di forse meno idealizzato, ma più concreto, profondo e stabile. E questo non è un impoverimento, è una maturazione. Dopo tanti anni a distanza o comunque senza condividere la quotidianità, è normale idealizzare l’incontro, perché il tempo insieme è spesso “scelto”, ritagliato, intenso. La convivenza porta con sé anche stanchezza, abitudini, differenze nei ritmi, nei modi di vivere la casa, nei bisogni di spazio. Tutto questo non significa che l’amore diminuisca, ma che cambia forma. Alcune persone vivono questo cambiamento come una perdita della magia, altre come una scoperta nuova, più intima. Molto dipende dalle aspettative con cui si entra in questa fase. Se l’idea, anche inconscia, è che la convivenza debba essere sempre romantica, sempre intensa come i momenti “speciali”, allora può nascere delusione. Se invece la si vede come un percorso di crescita insieme, dove ci sarà spazio sia per la magia sia per le imperfezioni, allora può diventare un passo che rafforza il legame. Amare qualcuno nella quotidianità significa anche scegliere quella persona quando non è tutto facile, quando ci sono differenze da negoziare e piccoli attriti da affrontare. Il fatto che lei si ponga questa domanda non è un cattivo segno, anzi. Indica consapevolezza e cura per la relazione. L’amore molto intenso spesso porta con sé anche la paura di perderlo. È utile ricordarsi che l’amore non è qualcosa di fragile che si rompe facilmente se è autentico. Si trasforma, sì, ma non si rovina solo perché entra nella vita di tutti i giorni. Entrare in convivenza dopo undici anni non è un salto nel buio, ma un passo che arriva dopo una lunga conoscenza reciproca. Non state mettendo alla prova il vostro amore, state scegliendo di dargli una nuova forma. E questa nuova forma, se vissuta con comunicazione, rispetto e realismo, può rendere il legame ancora più solido, anche se diverso da come lo avete conosciuto finora. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Cara utente,
la convivenza è un passo importante per ogni relazione che crea un nuovo capitolo nella propria storia d'amore. Datevi del tempo per trovare un equilibrio in cui entrambi possiate essere tranquilli e sentirvi a casa: non abbiate fretta e comunicate le difficoltà che ci possono essere in modo tale che insieme possiate trovare una soluzione. Per il resto, si goda questo momento e segua il flusso di questa nuova esperienza con tanta curiosità di quello che sarà.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Dott.ssa Fabiola Russo
Psicologo clinico, Psicologo
Casavatore
Salve Sara, se ho capito bene, lei è il suo compagno state insieme già un po’ di anni e siete due persone adulte, dunque il passo successivo della convivenza rientra nel ciclo normale di una relazione. Non ho capito il suo dubbio a cosa è dovuto. Se vuole fornire qualche informazione in più posso vedere di aiutarla in maniera più precisa.
Dr.ssa Fabiola Russo
Salve, quello che mi sento di dirle è che per la coppia la convivenza è un passo importante. Non è però di per sé né un rischio né una garanzia, è un cambiamento del sistema di coppia. Quello che potrà influenzare questo passo sarà come lo affrontate e quanto siete disposti a rinegoziare spazi, confini e aspettative.
Dott.ssa Elena Brizi
Psicologo, Psicologo clinico
Tarquinia
Buonasera Sara,
Ho letto il suo messaggio.
Dopo 11 anni di relazione se c’è ancora magia, desiderio e voglia di stare insieme, la convivenza non rovina l’amore, anzi lo trasforma.
Potrebbe diventare ancora più profondo ma in senso di intimità e di casa, aumentando la vostra complicità.
Si svilupperà una quotidianità, o diventeranno visibili quelle abitudini diverse che non vivendo insieme non si vedono, ma se continuate a scegliervi ogni giorno, lasciandovi i vostri spazi, allora sarà un’esperienza meravigliosa da vivere insieme.
Per qualsiasi cosa, mi trovate a disposizione.
Dott.ssa Elena Brizi, psicologa
Dott.ssa Ilaria Villa
Psicologo, Psicoterapeuta
Carugate
Buongiorno,
è naturale che, prima di un cambiamento importante come la convivenza, la mente ponga dubbi o immagini sul futuro. Il fatto che si chieda se questa nuova fase possa intensificare il rapporto o rovinarlo riflette un’attenzione particolare a proteggere qualcosa che le è molto importante. Non significa che ci sia qualcosa che non va nella relazione: può essere semplicemente un’ansia fisiologica di fronte a un passo nuovo e significativo.
Osservarli senza giudizio può aiutarla a capire meglio cosa sente e come vive questo cambiamento.
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buonasera Sara,
la sua domanda è molto comprensibile e tocca un passaggio importante della vita di coppia.

Dopo undici anni di relazione, la scelta di andare a convivere non è un “salto nel buio”, ma piuttosto un cambiamento di forma del legame. La convivenza non crea né distrugge l’amore di per sé: tende piuttosto a mettere in luce ciò che nella coppia già esiste, intensificandone alcuni aspetti e rendendone più visibili altri.

È normale chiedersi se la quotidianità possa “rovinare la magia”. In realtà, l’amore non scompare quando entra nella vita di tutti i giorni: si trasforma. Alla dimensione dell’intensità emotiva e del desiderio si affiancano quelle della condivisione, della negoziazione, delle differenze, della capacità di stare insieme anche nei momenti meno luminosi. Questo passaggio può essere una grande opportunità di crescita, se affrontato con curiosità reciproca, ascolto e realismo.

Il fatto che parliate di un amore “infinitissimo” è un segnale importante, ma è altrettanto prezioso riconoscere che convivere significa anche confrontarsi con abitudini diverse, spazi, tempi e bisogni non sempre coincidenti. Non è un fallimento incontrare difficoltà: è parte del processo di costruzione di un “noi” più maturo.

Se vissuta come un cammino condiviso, e non come una prova da superare, la convivenza può approfondire il legame, renderlo più solido e autentico. A volte, parlarne insieme – anche con il supporto di un professionista – può aiutare a dare parole alle aspettative, alle paure e ai desideri che questo passaggio porta con sé.

Le auguro che questo nuovo inizio possa essere un’occasione di ulteriore incontro e conoscenza reciproca.

Un saluto.

Fabio
Dott.ssa Donatella Costanzo
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve Sara,
la convivenza dopo tanti anni di relazione non rovina l’amore: può rafforzarlo, se affrontata con consapevolezza. Vivere insieme porta nuove dinamiche quotidiane, ma anche più intimità, condivisione e crescita come coppia. Il fatto che vi amiate profondamente e abbiate scelto questo passo con convinzione è un ottimo punto di partenza. Con dialogo, rispetto degli spazi e disponibilità ad adattarsi, la convivenza può diventare un’evoluzione naturale e arricchente del vostro legame.
Un caro augurio per questo nuovo capitolo della vostra vita insieme.
Cordiali saluti.

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