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Esperienze

Giancarlo Gramaglia Psicoterapeuta, Psicologo, Psicoanalista
Giancarlo Gramaglia Psicoterapeuta, Psicologo, Psicoanalista

Mi chiamo Giancarlo Gramaglia. Sono psicologo, psicoanalista e psicoterapeuta e vivo e lavoro a Torino.

Da oltre trent’anni accompagno le persone in percorsi di ascolto, cura e conoscenza di sé. Il mio lavoro nasce dall’incontro tra studio, esperienza clinica e attenzione alla storia personale di ciascun paziente.

Nel tempo ho aiutato molte persone ad affrontare momenti di difficoltà, crisi personali, ansia, sofferenza emotiva, problemi relazionali e passaggi importanti della vita. Credo che ogni persona abbia una storia unica e che il percorso terapeutico debba rispettare i suoi tempi, le sue domande e il suo modo di vivere le relazioni.

La mia formazione si è sviluppata a partire dalla psicoanalisi e dal pensiero di Sigmund Freud, con successivi approfondimenti in Italia e all’estero. Ho avuto l’opportunità di lavorare e confrontarmi con professionisti di grande esperienza, maturando nel tempo un metodo fondato sull’ascolto, sulla parola e sulla comprensione profonda del disagio.

Nel 1980 ho aperto il mio studio in via Assisi 6 a Torino. Da allora, il lavoro con i pazienti è rimasto il centro della mia attività e la fonte principale del mio continuo apprendimento professionale.

Nel mio studio offro uno spazio riservato, accogliente e non giudicante, in cui poter parlare liberamente di ciò che fa soffrire, preoccupa o limita la serenità personale. Il percorso può aiutare a comprendere meglio le proprie emozioni, riconoscere schemi che si ripetono, affrontare conflitti interiori o relazionali e ritrovare un maggiore equilibrio nella vita quotidiana.

Il mio obiettivo è accompagnare ogni persona con serietà, rispetto e attenzione, costruendo insieme un percorso che permetta di dare senso alla sofferenza e aprire nuove possibilità di benessere.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia
Psicoanalisi

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia della salute
  • Psicosomatica
  • Psicoterapia psicoanalitica

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  • Sostegno psicologico

    90 €

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Indirizzi (2)

Giancarlo Gramaglia
Studio Psicoanalitico

Via Assisi 6, 1° piano, Torino 10149

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6 recensioni

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  • A

    Anonimo

    Ho iniziato il mio percorso con il dottor. Gramaglia, in soli due mesi ho rimosso i psicofarmaci e sono migliorato tantissimo. Ed è un'ottima persona, consiglio vivamente.

     • Studio Psicoanalitico psicoanalisi  • 

  • H

    H.G.

    Conosco da vicino la serietà e la dedizione con cui il dott. Gramaglia svolge il suo lavoro. In tanti anni di attività ha sempre messo al centro l’ascolto, il rispetto della persona e la cura del percorso di ciascun paziente. E’ un professionista di grande esperienza, attento e riservato.

     • Studio Psicoanalitico psicoanalisi  • 

  • E

    E.R.

    Il dott. Gramaglia è un serio professionista, uno psicoanalista molto in gamba, con anni di esperienza e con un approccio anche “empatico” nei confronti di chiunque si rivolga a lui. È un ascoltatore attento e partecipe nei confronti degli altri, e chi si affida a lui è sicuro di trovare una ottima persona, che ti può aiutare e guidare nel percorso individuale di cura e guarigione.

     • Studio Psicoanalitico colloquio individuale  • 

  • C

    Camilla

    Mi sono trovata benissimo con il dr. Gramaglia: ho ottenuto ottimi risultati nel miglioramento delle mie relazioni, nella capacità di affrontare situazioni difficili, nel capire  le mie esigenze e nell'ascolto delle altre persone nell'ascolto delle altre persone

     • Studio Psicoanalitico psicoanalisi  • 

  • C

    Cristina

    Professionista serio, disponibile e attento. Fin dai primi colloqui mi sono sentita ascoltata in un clima di rispetto e senza giudizio. Sto trovando il percorso utile per affrontare un momento complesso della mia vita e consiglio il dott. Gramaglia a chi cerca un supporto psicologico competente.

     • Studio Psicoanalitico colloquio psicologico  • 

  • G

    guest

    Il Dottor Gramaglia è un ottimo psicoanalista. E' molto competente e ama il suo lavoro, trasmette fiducia, sicurezza e serenità. Abbiamo svolto insieme un lavoro eccezionale ma lui ha messo la sua capacità e professionalità e mi ha aiutata in modo spettacolare e con molta naturalezza. Lo stimo molto e lo ringrazio!

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 9 domande da parte di pazienti di MioDottore

All'età di 31 anni mi ritrovo ancora senza esperienze in relazioni sentimentali, avendo avuto come p

All'età di 31 anni mi ritrovo ancora senza esperienze in relazioni sentimentali, avendo avuto come priorità problemi di salute fino ad un'anno e mezzo fa. Di recente però sento di aver maturato un interesse per il mio vicino di casa (trasferito pochi mesi fa) , che abita praticamente sopra la mia abitazione. È molto gentile, cortese, premuroso e disponibile ad aiutarmi se avessi bisogno. Per lavoro è spesso difficile vedersi, essendo pure lui molto impegnato, ma è capitato qualche volta di entrare in casa sua per un caffè ed una chiacchierata, ci sentiamo telefonicamente delle volte e ci vediamo per strada, anche di ritorno a casa, e lo vedo pure sul posto di lavoro essendo un farmacista. Avverto della chimica tra noi e mi sento a mio agio in sua compagnia ma non vorrei appunto confondere la sua cordialità da vicino di casa con altro. Discutendo con qualcuno, mi consigliano di chiedergli di uscire per mangiare qualcosa insieme, per vedere se ci sta pure interesse da parte sua. Non ho problemi con i rifiuti, però sento che in questo momento della mia vita in cui vorrei sentirmi amata e speciale per qualcuno, non ho bisogno di un rifiuto, che potrebbe dare il colpo di grazia alla mia insicurezza e totale bassa autostima di me come donna, anche inesperta soprattutto. Non vorrei nemmeno rovinare il rapporto di amicizia con il vicino di casa e modificare le nostre dinamiche se venisse rifiutato un mio invito ad uscire da soli e stare allo stesso tavolo ma fuori da un contesto casalingo,avendo anche dubbi su un uomo che é uscito da una relazione qualche mese fa e che penso sia un dettaglio importante.... Per di più entro un anno si trasferirà nella sua nuova casa e temo che per la mia mancanza di coraggio, mi pentirò di non averci provato un minimo perché spaventata dalla situazione, non potendo rivederlo più come faccio adesso essendo vicini di casa. Con la mia mancanza di esperienza, sento di aver bisogno di trovare qualcuno che prenda iniziative con me e che mi dia dei segnali chiari, per infondermi nel caso più sicurezza in me stessa ed agire facendo un passo. Ho sempre più paura che resterò sola senza avere il minimo coraggio di provarci con qualcuno e rischiare..

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Giancarlo Gramaglia

Buonasera,
quello che descrive non riguarda soltanto la difficoltà di fare un invito o il timore di ricevere un rifiuto. Mi sembra che questa situazione tocchi qualcosa di più profondo: il desiderio di sentirsi vista, scelta, amata, ma anche la paura che un eventuale rifiuto confermi un’immagine svalutata di sé.
Il fatto di non avere avuto esperienze sentimentali fino ad ora non significa essere “in ritardo” o meno desiderabile. La sua storia personale, anche legata ai problemi di salute che ha dovuto affrontare, ha probabilmente occupato molto spazio e ha inciso sul modo in cui oggi si avvicina alla possibilità di una relazione. È comprensibile che, quando finalmente nasce un interesse, questo venga vissuto con grande intensità ma anche con molta paura.
Rispetto al suo vicino, è difficile stabilire da fuori se la sua disponibilità sia semplice cordialità o qualcosa di più. Tuttavia, mi colpisce che lei senta il bisogno di segnali molto chiari prima di esporsi. Questo è umano, ma a volte l’attesa del segnale sicuro diventa anche un modo per proteggersi dal rischio. Il problema è che, così facendo, si evita il rifiuto, ma si resta anche sospesi nel dubbio.
Forse non si tratta di “dichiararsi” in modo netto, né di mettere subito in gioco tutto il suo valore personale. Potrebbe iniziare con un gesto semplice, non troppo carico: proporre un caffè o qualcosa da mangiare fuori casa, lasciando che sia un’occasione per conoscersi meglio. Un eventuale sì o no non direbbe tutto su di lei come donna, né sul suo valore; direbbe qualcosa, semmai, sulla disponibilità di quell’uomo in quel momento della sua vita.
In psicoterapia si potrebbe lavorare proprio su questo: sul timore che ogni passo verso l’altro diventi una prova definitiva di valore o disvalore. Il desiderio amoroso espone sempre a una quota di rischio, ma non dovrebbe trasformarsi in una sentenza su di sé.
Un primo colloquio potrebbe aiutarla a comprendere meglio questa insicurezza, la paura di restare sola, il bisogno di essere scelta e il modo in cui la sua storia ha influenzato il rapporto con il desiderio, il corpo, la femminilità e la possibilità di sentirsi amata.


Buonasera, come posso fare a farmi meno paranoie? Noto che ho una tendenza ad avere un pensiero quas

Buonasera, come posso fare a farmi meno paranoie? Noto che ho una tendenza ad avere un pensiero quasi ossessivo ed è da un mese che penso con estrema ansia ad una situazione in ambito relazionale che in sostanza non può avere delle risposte immediate. Il problema è che un giorno vacillo e sto “tranquilla” mentre il giorno successivo ci penso così tante volte che mi sembra di uscire pazza. Purtroppo è un pensiero costante che ha preso una brutta piega da ormai quasi un mese e non so che fare

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Giancarlo Gramaglia

Buonasera,
quello che descrive non è semplicemente “farsi paranoie”. Sembra piuttosto un pensiero che, in assenza di risposte certe, continua a tornare nel tentativo di controllare l’angoscia. Il problema è che più si cerca una certezza immediata, più il pensiero si stringe su se stesso e diventa quasi ossessivo.

Nelle situazioni relazionali questo accade spesso: quando l’altro non dà risposte chiare, o quando una situazione resta sospesa, possono attivarsi paure molto profonde, legate al rifiuto, all’abbandono, al non sentirsi abbastanza importanti. A quel punto la mente prova a risolvere tutto pensando, ripensando, interpretando ogni dettaglio. Ma il pensiero, invece di calmare, finisce per alimentare l’ansia.

Il fatto che alcuni giorni riesca a sentirsi più tranquilla e altri abbia la sensazione di “uscire pazza” non significa che stia impazzendo. Significa che dentro di lei c’è un conflitto: una parte prova a contenere l’attesa, un’altra cerca disperatamente una risposta per non restare nell’incertezza.

Proverei a non combattere il pensiero come fosse un nemico, ma a chiedermi: che cosa sta cercando di dirmi questa insistenza? Perché proprio questa situazione ha preso così tanto spazio? Che cosa temo davvero che accada?

Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a non restare prigioniera del contenuto del pensiero, ma a comprendere l’angoscia che lo sostiene. A volte non abbiamo bisogno solo di “pensare meno”, ma di capire perché abbiamo bisogno di pensare così tanto. Un primo colloquio potrebbe essere utile per dare forma a questa ansia, prima che continui a occupare tutto lo spazio mentale. Buona serata, Giancarlo Gramaglia


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