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Esperienze

Sono una psicologa clinica e psicoterapeuta di orientamento psicodinamico relazionale (psicoanalisi della relazione)Credo che ogni esperienza di sofferenza porti con sé un significato che può essere compreso e, nel tempo, trasformato.

Nel mio lavoro accolgo le persone in uno spazio protetto e non giudicante, dove potersi sentire libere di esplorare ciò che vivono e di dare voce alle proprie emozioni.

Attraverso la relazione terapeutica, le accompagno in un percorso di consapevolezza e ascolto profondo, volto a comprendere ciò che sta vivendo, riscoprire le proprie risorse e ritrovare una maggiore fiducia nella propria storia e nel proprio modo di stare in relazione con sé e con gli altri.

Ho maturato una specifica esperienza nell’ambito dei disturbi del comportamento alimentare (DCA), lavorando con persone che vivono un rapporto complesso con il cibo, il corpo e la propria immagine. In questi casi, il lavoro terapeutico è rivolto non tanto al sintomo alimentare, ma anche alla comprensione delle emozioni, dei vissuti e delle dinamiche relazionali che possono esserne alla base.

Cosa possiamo fare insieme?

Possiamo accogliere quel dolore con rispetto e senza giudizio, dando spazio e parola a ciò che fatica a essere espresso.

Attraverso un lavoro di elaborazione condivisa possiamo cercare di comprendere il significato della sofferenza e ascoltare ciò che il sintomo sta cercando di comunicare: bisogni, emozioni, conflitti e modalità di relazione che, a volte, rimangono fuori dalla consapevolezza.

Il percorso terapeutico può diventare così uno spazio in cui comprendere ciò che accade, dare un nuovo significato alla propria esperienza e costruire, gradualmente, modalità nuove e più funzionali per prendersi cura di sé.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica-dinamica
  • Psicoterapia
  • Psicologia clinica

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Comunicazioni importanti

Dott.ssa Chiara Campadello

Via Lattanzio 76, Roma 00136

In occasione della Giornata Mondiale dei Disturbi dell'Alimentazione, vorrei dedicare uno spazio di ascolto e sensibilizzazione a chi vive, direttamente o indirettamente, una relazione difficile con il cibo e con il proprio corpo.
I disturbi dell'alimentazione non riguardano solo il cibo, ma parlano di emozioni, controllo, fatica, solitudine e bisogno di essere visti. Spesso restano nascosti, silenziosi, difficili da raccontare.

Per tutto il mese colloqui psicologici a
tariffa agevolata, con l'obiettivo di
accogliere il disagio e orientare verso un possibile percorso di supporto.

29/03/2026

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    60 €

  • Primo colloquio individuale

    60 €

  • Visita a domicilio


  • Superamento di eventi traumatici

    60 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    60 €

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5 recensioni

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  • A

    A.L.

    La dottoressa mi ha subito messo a mio agio. Mi ha ascoltato ( e devo dire che a volte "ascoltare" non è sempre così scontato) e compreso il mio problema e mi ha prospettato un percorso da fare insieme. Penso che ritornerò.

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  • L

    Laura V.

    Ho iniziato il mio percorso con la dottoressa Campadello per le mie difficoltà nel rapporto con il cibo, che da tanti anni non credevo più di poter risolvere. Fin dai primi incontri mi sono sentita accolta e compresa, senza giudizio, in uno spazio sicuro dove poter parlare liberamente.

    La dottoressa è molto professionale, attenta e capace di ascoltare davvero. Mi sta aiutando a capire meglio le mie emozioni con un approccio delicato ma allo stesso tempo efficace.

     • Studio Psicologico Clinico psicoterapia  • 

  • M

    Michele

    Grande esperienza in ambito relazionale, la dottoressa Campadello mi sta aiutando a superare la mia dipendenza affettiva: col suo aiuto e il suo sostegno mi sento ogni giorno più forte, consapevole e in grado di affrontare la vita con le mie risorse. Una professionista attenta e disponibile, la consiglio.

     • Studio Psicologico Clinico Altro  • 

  • L

    L.C

    la Dott.ssa ti fa sentire prima a tuo agio cercando di conoscerti e poi il problema viene fuori da se, anche per me che ero un pò scettica L.C

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    Dott.ssa Chiara Campadello

    Gentilissima L.C. , è normalissimo, quando si inizia un percorso psicologico, avere dubbi e difficoltà ad affidarsi, ma come ha avuto modo di sperimentare le risposte sono dentro di noi, il terapeuta ti aiuta solo a trovarle.


  • F

    Federica

    La Dottoressa Campedello mi sta accompagnando in questo percorso di "rinascita" da.cui sono partita per motivazioni legate solo al lavoro...la sua mano discreta e delicata mi da il supporto giusto per ritrovare la parte migliore che avevi dimenticato.consigliatissima!

     • Studio Psicologico psicoterapia  • 

    Dott.ssa Chiara Campadello

    Carissima Federica, la ringrazio per la fiducia accordata a me e al nostro lavoro insieme, lavoro che non sarebbe possibile senza la sua determinazione e il suo coraggio di mettersi in discussione.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 7 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ho una dipendenza da masturbazione da quando avevo 6 anni (adesso ne ho 16). Non importa quanto mi i

Ho una dipendenza da masturbazione da quando avevo 6 anni (adesso ne ho 16). Non importa quanto mi impegni ma non riesco mai a uscirne, sono 10 anni che ci sono dentro (anche se non come dipendenza da subito) e mi piacerebbe davvero abbandonare questa pratica definitamente, tuttavia non so che fare per avere dei progressi concreti

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Chiara Campadello

Gentile utente,
le dipendenze, di qualunque tipo, sono spesso l'espressione di bisogni, mancanze, desideri o paure che vanno ben oltre l'oggetto della dipendenza stessa. È possibile che ciò che inizialmente era nato come un gioco, una curiosità o una scoperta abbia assunto nel tempo una funzione diversa: ad esempio, alleviare l'ansia, colmare un senso di vuoto o offrire una gratificazione che fatica a trovare nelle relazioni o in altri aspetti della vita.
Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a comprendere quale significato abbia per lei quel comportamento, quali bisogni stia cercando di soddisfare e quali emozioni o difficoltà stia contribuendo a gestire. Acquisire questa consapevolezza rappresenta il primo passo per individuare modalità più funzionali e soddisfacenti di prendersi cura di sé, senza che sia necessario ricorrere a quel comportamento.
Cordiali saluti,dott.ssa Chiara Campadello


Salve, ho 30 anni e mi sono trasferita pochi mesi fa in una nuova città raggiungendo il mio compagno

Salve, ho 30 anni e mi sono trasferita pochi mesi fa in una nuova città raggiungendo il mio compagno che è venuto qui per lavoro. Premetto che sono venuta qui anche per iniziare un percorso di 2 mesi come stage in un posto per fare esperienza nel mio campo e vedere se può veramente piacermi questo lavoro. Lo stage non è andato a buon fine perchè alla fine dei due mesi, ho deciso di non proseguire a causa di dissapori con i titolari. Questi mi hanno umiliata dicendomi che non mi sono integrata bene nel gruppo e altre cose che mi hanno fatta stare parecchio male per giorni. Recarmi in quel luogo era per me tossico, mi faceva stare male emotivamente e fisicamente. Ho pertanto deciso di non proseguire per questo. Adesso sono quindi in cerca di lavoro da diverse settimane, sono veramente disperata perchè ho bisogno di uno stipendio per poter rimanere qui. Non voglio assolutamente tornare al mio paese perchè ciò vorrebbe dire tornare dai miei e fallire. Non lo accetto, perchè ho fatto tanti sacrifici per essere qui, per andare via di casa, per crescere, per crearmi una vita da adulta, non posso buttare tutto all'aria. Ma il solo pensiero di iniziare un nuovo lavoro mi mette molta agitazione. Perchè penso di non essere capace, ho paura di non trovarmi bene, ho paura di ritrovare persone tossiche anche lì e ho paura di fallire. Vorrei tanto poter trovare un ambiente sereno e iniziare finalmente la mia carriera. Avere un lavoro stabile, avere uno stipendio tutti i mesi. Poter pensare un po' di più a fare programmi, cosa che ora non posso fare per motivi economici. Se non dovessi trovare niente come faccio a restare qui? Quanto tempo posso darmi come limite? Sono spaventata. (Sto seguendo anche un percorso dalla psicologa che sto diminuendo sempre più perchè non posso permettermi di fare le sedute ogni settimana) Mi sento motivata a darmi da fare per rimanere qui, ma allo stesso tempo non so da dove cominciare. Mi spaventano i nuovi inizi e fin'ora non ho ottenuto neanche un singolo colloquio. Mi sento davvero indietro su tutto. Vorrei essere più serena. Le mie amiche si sposano e io sto in questa situazione. Sento davvero di aver sbagliato tutto a volte. Cosa mi consigliate? Considerando la mia ansia anticipatoria/scarsa autostima/pessimismo e altre cose.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Chiara Campadello

Gentile utente,
Spesso succede di leggere un’esperienza negativa come un fallimento, e questo può finire per bloccarci. L’esperienza dello stage di lavoro le ha causato una comprensibile sofferenza e la paura di soffrire nuovamente, ma testimonia anche una capacità preziosa (che non tutti possiedono) di ascoltare i suoi bisogni e rispettarsi, allontanandosi da una situazione che per lei era fonte di malessere. Esperienze difficili capitano nella vita, un po' come le cadute dei bambini quando iniziano a muovere i primi passi: cadono ma poi si rialzano e alla fine imparano! Una caduta non è un fallimento, è la testimonianza del coraggio di aver provato, di essersi mettersi in gioco.
Allo stesso modo, anche il fatto di non essere ancora arrivata a una situazione di vita che sente stabile non significa necessariamente aver sbagliato tutto. Ognuno ha i propri tempi… e a volte il confronto con gli altri può farci sentire più in difficoltà, o come se fossimo “indietro”.


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