Una dieta chetogenica ipocalorica con pochi grassi e con la giusta dose di proteine (no iperproteica
Una dieta chetogenica ipocalorica con pochi grassi e con la giusta dose di proteine (no iperproteica) può sviluppare acidosi tissutale?
26 risposte
Buongiorno, no, una dieta chetogenica ben formulata, ipocalorica e con un apporto proteico adeguato (non iperproteico) non provoca acidosi tissutale nelle persone sane. La chetosi nutrizionale è una condizione fisiologica, diversa dalla Chetoacidosi diabetica, che è invece una situazione patologica caratterizzata da una marcata acidificazione del sangue e si verifica quasi esclusivamente in presenza di grave carenza di insulina. Nei soggetti con funzione renale e metabolica normale, l'organismo è in grado di mantenere il pH del sangue entro limiti fisiologici anche durante una dieta chetogenica. Naturalmente, questo tipo di alimentazione dovrebbe essere intrapreso sotto la supervisione di un professionista, soprattutto in presenza di patologie o terapie farmacologiche.
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Buongiorno, in una persona sana, una dieta chetogenica ben formulata, con adeguato apporto proteico e seguita sotto controllo professionale, non provoca generalmente una vera acidosi metabolica o "acidosi tissutale" clinicamente rilevante. È importante distinguere tra: chetosi nutrizionale, che rappresenta un adattamento fisiologico dell'organismo; chetoacidosi, una condizione patologica che si osserva principalmente nel Diabete di tipo 1 non controllato o in situazioni cliniche particolari. Tuttavia, una dieta chetogenica molto prolungata o non ben bilanciata può non essere adatta a tutti e richiede una valutazione individuale, soprattutto in presenza di patologie renali, epatiche o metaboliche. Distinti saluti, Dr Luca Agostini
Salve, in una persona sana una dieta chetogenica ben impostata e seguita per un periodo controllato non dovrebbe causare una vera “acidosi tissutale”. La chetosi nutrizionale è diversa dalla chetoacidosi, che è una condizione patologica e potenzialmente pericolosa, più tipica di situazioni come diabete non controllato, digiuno estremo, abuso di alcol o particolari condizioni cliniche. Detto questo, una dieta chetogenica ipocalorica non è adatta a tutti e andrebbe sempre personalizzata e monitorata, soprattutto se ci sono diabete, patologie renali o epatiche, disturbi del comportamento alimentare, gravidanza/allattamento, terapie farmacologiche o sintomi importanti. Cordiali saluti, Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno, la acidosi tissutale è un'insidia sempre presente nella dieta chetogenica perché sono i corpi chetonici in sé ad acidificare il mezzo (in primis il sangue). Indipendentemente dalla quota di proteine e grassi che si inseriscono nel piano nutrizionale, è buona prassi consigliare l'assunzione di integratori alcalinizzanti per il riequilibrio acido-base (ad es. Alcaliance o Guna Basic, 1 bustina dopo cena) insieme ad integratori di vitamine e sali minerali (Apportal, 1 bustina dopo lo spuntino mattutino) necessari per sopperire la mancata assunzione di fonti carboidratiche come la frutta o i latticini. Tenga presente che, le ristrettezze glucidiche necessarie per innescare la chetosi richiedono che le proteine siano la principale categoria di macronutrienti a supplire i carboidrati mancanti nella "torta" dell'apporto energetico, pena perdita di proteine endogene (massa muscolare). Quindi, la quota proteica risulterà necessariamente incrementata rispetto ad una dieta mediterranea bilanciata. Cordialmente.
Gentile paziente, una dieta chetogenica ben calibrata non provoca acidosi. La produzione di corpi chetonici nella chetosi nutrizionale è fisiologica e l'organismo mantiene normalmente il pH entro valori normali grazie ai suoi sistemi di regolazione. La chetoacidosi è una condizione rara e grave che si osserva soprattutto in presenza di specifiche patologie, come il diabete scompensato o una grave insufficienza renale.
No. Quando si tratta di dieta chetogenica, il nostro organismo si adatta ad utilizzare i corpi chetonici come fonte di energia (al posto del glucosio), ma ciò non va a creare alterazioni del PH tali da diventare patologiche. Se il piano è ben formulato e ben calcolato, non dovrebbe dare nessun tipo di acidosi tissutale. Diversa invece è la condizione in cui, a seguito di una patologia (ad. esempio il diabete 1 non compensato) si instaura una situazione di chetoacidosi, dove il ph si abbassa pericolosamente con tutta una serie di sintomi associati. Bisogna assicurarsi che il piano sia equilibrato e calcolato sulla base dei suoi fabbisogni.
Buongiorno. La dieta chetogenica, per essere davvero chetogenica, dovrebbe essere iperlipidica. Più precisamente, la composizione di una chetogenica dovrebbe essere la seguente: circa 70-75% delle calorie sotto forma di grassi (di buona qualità); circa il 20% delle calorie sotto forma di proteine; circa il 5-10% in carboidrati. Questa dieta DEVE provocare chetosi metabolica, che non è acidosi tissutale e nemmeno chetoacidosi. Ma vorrei chiederle come ha fatto a misurare una "acidosi tissutale? Se fa riferimento alle urine acide, queste non sono correlate ad acidosi tissutale. Significa solo che i suoi reni funzionano proprio impedendo l'acidosi. Le consiglio di rivisitare bene la sua dieta. Se le è stata assegnata da un nutrizionista lo ricontatti. Se invece si tratta di un fai-da-te provi a ripensarla partendo dalle calorie che mediamente intende ingerire ogni giorno (esempio 1000 per fare cifra tonda) e calcoli sommariamente di introdurre circa 700 calorie in grassi vari (dal salmone e pesce azzurro, olio, burro meglio chiarificato, avocado, semi oleosi di vario tipo, noci e mandorle, crema di nocciole lavorata a crudo anche con cacao se preferisce); poi circa 200 calorie di proteine e 100 calorie al massimo dalle verdure. Non è facilissimo fare un conto preciso perchè in teoria dovrebbe scorporate le calorie dei grassi e quelle delle proteine per ogni alimento... Ad esempio, 250 grammi di salmone contengono sia grassi che proteine... La dieta chetogenica è una dieta difficile. Se fatta bene può essere molto utile purchè non la si protragga a lungo (8 - 12 settimane non andrebbero superate), nel qual caso può provocare squilibri metabolici e danni d'organo.
Salve, in un soggetto sano la dieta chetogenica ben formulata non determina generalmente acidosi tissutale. Tuttavia, una dieta chetogenica dovrebbe essere sempre personalizzata e monitorata da un professionista, soprattutto se in presenza di patologie o terapie farmacologiche
I corpi chetonici prodotti durante una dieta chetogenica sono molecole acide; tuttavia il sangue ha un sistema tampone finemente regolato e difficilmente da soli riescono ad alterarne il pH. Per questo motivo, la semplice produzione di corpi chetonici indotta dalla dieta non è normalmente sufficiente ad alterare in modo significativo il pH. L'acidosi tissutale, invece, si verifica quando nei tessuti si accumulano quantità di acidi superiori alla capacità di rimozione e tamponamento dell'organismo. Le cause più comuni sono l'ipossia, l'ischemia o l'accumulo di lattato.
Buongiorno, la dieta chetogenica è una dieta per definizione ipoglucidica (basso contenuto di carboidrati), normoproteica (normale contenuto proteico) e iperlipidica (elevato contenuto di grassi). La ridotta disponibilità di carboidrati crea fisiologicamente un eccesso di corpi chetonici (beta-idrossibutirrato, acetone, acetoacetato), stato metabolico di chetoacidosi.
Salve, no: una dieta chetogenica ipocalorica, normoproteica e a basso contenuto di grassi (nota come VLCKD) non sviluppa acidosi metabolica o tissutale in un soggetto sano. Il corpo mantiene il pH del sangue e dei tessuti costantemente stabile in un intervallo perfetto (7.35 - 7.45) grazie a precisi sistemi tampone polmonari e renali. Inoltre la produzione di corpi chetonici indotta da questo tipo di dieta genera una chetosi fisiologica. I corpi chetonici rimangono solitamente sotto le 3-4 mmol/L, un livello del tutto sicuro che non ha nulla a che vedere con la chetosi patologica, come quella che si sviluppa ad esempio in corso di diabete.
Salve, la risposta è No. La VLCKD normoproteica produce una chetosi controllata e sicura. Il nostro corpo riesce a controllare e regolare l'acidosi tramite dei sistemi tampone polmonari e renali. Questa credenza è diventata un falso mito nutrizionale. Cordiali Saluti
Buongiorno, In generale, no. Una dieta chetogenica ipocalorica, con un apporto di grassi relativamente contenuto e proteine adeguate (non iperproteica), non provoca normalmente un'acidosi tissutale in una persona sana. Cordiali saluti Dott. Davide Privitera
Salve, una dieta chetogenica ipocalorica, non iperproteica e con pochi grassi non porta a “acidosi tissutale”. Può però creare chetoacidosi lieve fisiologica, che è un fenomeno normale e controllato, diverso dalla chetoacidosi patologica. Se la dieta è seguita con monitoraggio clinico, idratazione adeguata e corretta quota proteica, la chetosi rimane sicura e non porta ad acidosi.
Buongiorno, Una dieta chetogenica ipocalorica, anche se non iperproteica e con un apporto di grassi controllato, porta fisiologicamente alla produzione di corpi chetonici (acetoacetato, beta-idrossibutirrato e acetone), ma in una persona sana questo non significa sviluppare automaticamente un’acidosi tissutale o una condizione patologica. Durante una chetosi nutrizionale l’organismo mantiene generalmente il controllo dell’equilibrio acido-base grazie ai sistemi tampone, ai reni e alla respirazione. L’aumento dei corpi chetonici è un adattamento metabolico controllato e non è paragonabile alla chetoacidosi diabetica, che è invece una condizione medica caratterizzata da una produzione eccessiva di chetoni e alterazioni importanti del pH ematico. Una dieta chetogenica ben impostata, con adeguate proteine, sufficiente apporto di micronutrienti, fibre (nei limiti consentiti) e una corretta idratazione, in genere non determina un’acidosi tissutale nei soggetti senza particolari condizioni cliniche. È però importante che venga strutturata correttamente, perché una restrizione calorica eccessiva o prolungata può aumentare il rischio di perdita di massa muscolare, carenze nutrizionali o difficoltà di aderenza. In presenza di patologie renali, epatiche, diabete, terapie specifiche o altre condizioni particolari, è invece opportuno valutare attentamente l’applicazione di un protocollo chetogenico. Una consulenza nutrizionale può essere utile per capire se questo approccio è realmente indicato per il suo caso e come impostarlo in modo sicuro e sostenibile. Un cordiale saluto, Dott. Riccardo Pambira Biologo nutrizionista Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Buongiorno, se il piano è bilanciato e non ci sono altre complicanze di salute, non incorre in questo rischio. Detto questo sia affidi ad un professionista. La dieta chetogenica spesso non è la soluzione (deve valutarlo uno specialista). A disposizione. Dott. Cristian Stranieri
Una dieta chetogenica ipocalorica, se ben impostata, con proteine adeguate e non eccessive, non dovrebbe causare “acidosi tissutale” in un soggetto sano. È importante distinguere la chetosi nutrizionale, che è un adattamento metabolico controllato, dalla chetoacidosi, che è una condizione patologica e riguarda soprattutto situazioni specifiche come diabete scompensato, digiuno estremo, alcolismo, gravidanza/allattamento o alcune terapie farmacologiche. Detto questo, una chetogenica molto ipocalorica e con pochi grassi va comunque seguita con attenzione, perché può favorire stanchezza, disidratazione, cali di pressione, stipsi o squilibri di sali minerali se non ben gestita. Quindi non parlerei di acidosi tissutale, ma di una strategia che deve essere personalizzata e monitorata, soprattutto se ci sono patologie, farmaci o sintomi particolari.
Buongiorno, una dieta chetogenica fatta in maniera appropriata non può portare ad acidosi tissutale.
Partiamo male....la chetogenica è ad alto contenuto di grassi, oltre che normo-proteica. L'acidosi tissutale di solito c'è quando ci sono infiammazione o patologie, oppure in modo fisiologico si forma nei muscoli per intensa attività anaerobica. Spero di averti risposto.
Buongiorno, una dieta chetogenica ben formulata e prescritta in un contesto clinico appropriato non determina, in soggetti con normale funzionalità renale e metabolica, una condizione di acidosi tissutale. È importante distinguere la chetosi nutrizionale, che rappresenta un adattamento fisiologico dell'organismo all'utilizzo dei grassi come fonte energetica, dalla chetoacidosi, che è invece una condizione patologica, rara e tipica di specifiche situazioni cliniche, come il diabete mellito di tipo 1 non controllato. Più che la quantità di grassi o di proteine, ciò che determina la sicurezza e l'efficacia della dieta è una corretta indicazione clinica, un'adeguata formulazione del piano alimentare e un monitoraggio nel tempo. La dieta chetogenica rappresenta uno strumento terapeutico che può essere indicato in condizioni specifiche, ma non costituisce la scelta più appropriata per tutti. Per questo motivo è sempre opportuno che venga valutata e personalizzata da un professionista.
assolutamente si... basta anche molto meno... prima cosa una chetogenica NON si fa ipolipidica e secondo NON si fa iperproteica. Ad ogni modo anche normoproteica e senza andare in chetogenesi, la maggior parte della popolazione è in acidosi . Mi occupo di acidosi da 15 anni e anche di chetogenica. Trova anche un mio libro su Amazon su Acidosi . Se necessita di una dieta correttamente sviluppata per non andare in acidosi mi contatti prenotando una consulenza. Cordiali saluti
Buongiorno una dieta chetogenica ha una percentuale di grassi elevata, attorno all'80%. In genere la dieta viene supportata da assunzione di drenante ed alcalizzante per prevenire possibile acidosi tissutale, in caso di alterazioni renali e polmonari che non riescono a mantenere stabile il pH del sangue.
No. Se la terapia chetogenica viene impostata e seguita sotto la supervisione di un professionista della nutrizione (dietista clinico), con il corretto apporto di acqua, minerali e verdure, è una terapia nutrizionale sicura ed efficace, priva di rischi di acidificazione tissutale. Un saluto, Ilaria C.
Buongiorno dieta chetogeniga e pochi grassi non possono esistere nella stessa frase, le consigio vivamente di rivolgersi ad un professionista per evitare danni importanti
Buongiorno, una dieta chetogenica (anche ipocalorica, a grassi moderati e proteine adeguate) produce corpi chetonici, ma nella stragrande maggioranza dei casi non causa acidosi tissutale o sistemica clinicamente rilevante, perché i sistemi tampone mantengono il pH nella norma. L’acidosi vera (chetoacidosi) è tipica di situazioni patologiche (diabete tipo 1 scompensato, insufficienza renale grave, digiuno prolungato estremo), non della chetosi nutrizionale "normale" da dieta. In pazienti con patologie particolari (renali, metaboliche, oncologiche) è comunque necessaria una valutazione medica individuale.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.








