sono fidanzata da un anno e mezzo e ho stabilità emotiva col mio fidanzato perchè penso che ci spose

sono fidanzata da un anno e mezzo e ho stabilità emotiva col mio fidanzato perchè penso che ci sposeremo lo vedo come una persona perfetta per i futuri figli e per me solo che negli ultimi mesi abbiamo litigato molto. Ho sempre fantasticato di tradirlo coi miei ex solo per fare sesso perchè io sono una persona molto focosa e mi piace avere rapporti con più persone visto che sempre la stessa mi stanca. Ora lo sto veramente tradendo perché dopo aver avuto un rapporto con lui sono tornata a casa e ho chiamato il mio ex e ci siamo visti ma abbiamo solo parlato, ma sento di aver voglia di stare con lui perche ho la tentazione forte gia da troppo, mi farebbe sentire in colpa? probabilmente si ma ho troppa voglia e il mio ragazzo non mi soddisfa. Sono insoddisfatta da un anno e vorrei avere un rapporto con un ragazzo diverso, anche se anche il mio ex andrebbe bene, e sto facendo in modo che succeda. E' sbagliato lo so, ma lo voglio cosi tanto. Non lo verrà a sapere mai perche gia è successo quando ci frequentavamo. Mi autodiagnostico da sola perché sono molto cosciente, ho paura dell' abbandono, ho forte insicurezza nonostante io sappia di essere ragazza bella oggettivamente, e soffro di dipendenza affettiva. che ne pensate? so che e sbagliato e i problemi persisteranno ma voglio sfogarmi un po e darmi una tregua finalmente dopo tanto tempo a fare la brava, io non lo voglio lasciare perchè e un ragazzo serio e mi piace stare con lui, ma non riesco a fare diversamente. Grazie a chi leggerà.

42 risposte


Salve, suggerirei un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla ad affrontare in modo più funzionale tutte le tematiche da lei citate (paura dell'abbandono, dipendenza affettiva, insicurezza, compensazioni sessuali, periodi di ipercontrollo/fare la brava e parentesi di buchi nel controllo/tradimenti, ecc...) che molto probabilmente influiscono sui "comportamenti compensatori" che descrive nella ricerca di differenti partner. Saluti. Dr. Francesco Rossi.

Dr. Francesco Rossi

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Buongiorno. Penso che valga la pena per te riflettere su cosa significa tradire il tuo ragazzo. Lo fai perché non ti dedica abbastanza attenzione oppure perché sei insoddisfatta fisicamente? Se ti dai una risposta autentica, puoi anche capire quali sono le decisioni da prendere


Quello che racconta sembra mettere in evidenza un conflitto importante: da una parte il desiderio di una relazione stabile, sicura, con una persona che immagina accanto a sé nel futuro; dall’altra un bisogno di novità, esplorazione e di vivere una dimensione sessuale più intensa e varia. Avere desideri, fantasie o bisogni differenti rispetto all’idea tradizionale di coppia non significa necessariamente che ci sia qualcosa di sbagliato in lei o che la sua relazione sia priva di valore. Può però essere un’occasione per interrogarsi con maggiore profondità su ciò che desidera realmente da una relazione e su quale forma di legame sia più coerente con i propri bisogni e i propri valori. Alcune persone, infatti, sentono di stare meglio all’interno di una relazione monogamica, mentre altre riconoscono in sé il desiderio di esplorare modalità relazionali differenti, come le relazioni non monogame consensuali. La differenza fondamentale risiede nella consapevolezza, nella comunicazione e nella possibilità per entrambe le persone coinvolte di partecipare liberamente alle scelte della coppia. Rispetto alle diagnosi che si è attribuita: riuscire a riconoscere alcune proprie difficoltà o vissuti personali può essere utile, ma definirsi attraverso etichette trovate online rischia di ridurre una storia complessa a una spiegazione unica. Più che chiedersi “che problema ho?”, potrebbe essere più utile domandarsi: “che cosa sto cercando attraverso questo comportamento?”, “quale bisogno sto provando a soddisfare?” e “che cosa mi sta comunicando questa insoddisfazione che porto avanti da tempo?”. Sarebbe inoltre importante comprendere se la difficoltà riguarda esclusivamente la dimensione sessuale oppure se coinvolge anche altri aspetti della relazione, come il sentirsi vista, desiderata, libera o autentica. Il punto non è giudicare il suo desiderio, ma aiutarla a comprendere quale scelta possa essere maggiormente in linea con la persona che desidera essere e con il tipo di relazione che vuole costruire. Qualora sentisse il bisogno di approfondire questi aspetti, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista, così da poter esplorare con maggiore consapevolezza i propri bisogni, le proprie emozioni e il significato che questa situazione sta assumendo per lei.


buongiorno beh , lei è molto dura con se stessa, mi riferisco alla sua autodiagnosi, non è detto che chi ama il sesso sia insicuro o infantile, se vissuto con consapevolezza può essere un divertimento sano e adulto. vero è che spesso si tradisce per paura di unirsi completamente, perchè questo rappresenta un rischio troppo grosso da sostenere e certo il tradimento può creare confusione, spezzando la fiducia, e ponendo le basi per un'instabilità successiva. ho visto tante coppie e situazioni particolari nel mio lavoro e ho capito che non esiste una formula definitiva. la cosa migliore che mi sento di consigliarle è di condividere queste sue fantasie e bisogni con il suo partner, dopotutto il tradimento è sempre il tradimento di un patto e se cambiano i termini del patto allora non si tradisce più. qualora non fosse possibile forse è più sensato trovare qualcuno che ha i suoi stessi punti di vista, dunque la domanda che le pongo è questa..quanto sarebbe disposta a che anche il suo partner si comportasse come lei? se si raggiunge nella coppia un livello di intesa tale per cui si riesce a restare fedeli nell'anima sapendo che il corpo appartiene solo a se stessi, beh credo si raggiunga un livello di intimità complicità e solidità davvero non comuni...ma è difficile...se invece lei tradisce solo per insicurezza e non è disposta a tollerare lo stesso trattamento, allora forse qualche seduta per capire cosa le accade potrebbe aiutarla. spero di esserle stato utile, in caso mi faccia sapere anche attraverso i canali che questa piattaforma mette a disposizione


Gent.ma utente, aprirsi in modo così sincero, anche su una fragilità che lei stessa ammette, è un segno importante di maturità e consapevolezza. Ed è un primo passo essenziale verso una migliore elaborazione della situazione sentimentale che sta vivendo. La sintonia sessuale è una parte rilevante della vita di coppia, sebbene non sia l'unica o la più importante. Da quello che ci racconta, rappresenta una sfera poco soddisfacente della sua relazione, il che la spinge a ricercare gratificazione sessuale in altre relazioni. Sta rispondendo a un bisogno che sente e che si trasforma in un impulso comportamentale a cui rispondere fuori dalla relazione con il suo partner. Un comportamento di fuga da una situazione che una parte di lei vede come non ideale o addirittura irrisolvibile. Ma è l'unica possibilità? Ha provato ad ampliare la prospettiva rispetto a questo problema relazionale? La sfera intima e la vita sessuale di una coppia può essere affrontata come percorso terapeutico, soprattutto tramite la figura di un sessuologo. E' possibile che il suo partner possa imparare a soddisfarla maggiormente, così come lei potrà acquisire maggiore consapevolezza nell'aiutarlo in una migliore prestazione. Più volte sottolinea come ci sia un amore profondo per il suo partner e che vorrebbe un futuro con lui, ed è per questo che varrebbe la pena affrontare apertamente la questione e tentare di risolvere per la soddisfazione di entrambi. Altra cosa, invece, è la sua insicurezza personale, la dipendenza affettiva e la paura di essere abbandonata. Anche in questo caso c'è una buona consapevolezza di avere un disagio da voler superare e ciò dovrebbe spingerla a valutare un supporto psicologico personale. Avrebbe modo di lavorare sull'auto-compassione, sul miglioramento dell'autostima e su una migliore gestione delle emozioni, soprattutto quelle che emergono quando sente l'impulso al tradimento. Credo sia importante per lei creare questo spazio di riflessione per riscoprire i suoi valori, le sue priorità e trovare maggiore armonia nel prendere decisioni che riguardano la sua vita e il suo futuro. Sono a sua disposizione per supportarla in un percorso di questo tipo, anche online. Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese


Soffrire di dipendenza affettiva è un'altra cosa. La descrizione che racconta nel suo scritto sembra quella di una persona che si trova in un negozio alla insoddisfacente ricerca di un prodotto.


Buongiorno, dalle sue parole emerge un conflitto importante: da una parte descrive il suo compagno come una persona con cui immagina un futuro stabile e una famiglia, dall'altra racconta un desiderio persistente di avere relazioni sessuali con altre persone, che sente difficile da contenere. Più che il comportamento in sé, credo sia importante interrogarsi su cosa rappresenti per lei questo bisogno. Talvolta il desiderio di cercare altrove ciò che sembra mancare nella relazione può essere legato all'insoddisfazione sessuale, ma altre volte può esprimere bisogni più profondi, come la ricerca di conferme, il timore della stabilità, la paura dell'abbandono o la difficoltà a conciliare vicinanza e desiderio. Sono aspetti che meritano di essere esplorati senza giudizio. Lei stessa nomina alcune possibili difficoltà, come l'insicurezza e la paura dell'abbandono. Più che autodiagnosticarsi, potrebbe essere utile chiedersi quale funzione abbiano questi comportamenti nella sua vita relazionale e cosa le permettano di sentire o, al contrario, di evitare di sentire. Se da oltre un anno avverte una profonda insoddisfazione nella relazione, credo possa essere importante fermarsi ad ascoltare questo disagio prima di prendere decisioni che potrebbero avere conseguenze significative per entrambi. Un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio per comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e sessuali, il modo in cui vive l'intimità e il significato che attribuisce ai suoi legami. Comprendere se stessi non significa stabilire cosa sia "giusto" o "sbagliato", ma acquisire una maggiore libertà di scegliere in modo coerente con i propri valori e con il tipo di relazione che si desidera costruire. Un caro saluto, Dott.ssa Donatella De Marco


Quello che descrive merita di essere accolto senza giudizio, ma anche con molta chiarezza. Il desiderio sessuale, la curiosità verso altre persone o la fantasia di avere esperienze diverse non sono di per sé “sbagliati”. Il punto critico è cosa si decide di farne dentro una relazione basata su fiducia, accordi e rispetto reciproco. Tradire può dare nell’immediato una sensazione di sfogo, tregua o conferma personale, ma difficilmente risolve l’insoddisfazione di fondo. Anzi, spesso aggiunge senso di colpa, confusione, paura di essere scoperti e maggiore distanza dal partner. Il fatto che lei dica “so che è sbagliato, ma non riesco a fare diversamente” è un segnale importante: forse non si tratta solo di desiderio sessuale, ma anche di bisogni emotivi, impulsività, ricerca di conferme, paura dell’abbandono o difficoltà a tollerare la stabilità. È importante però fare attenzione alle autodiagnosi. Parlare di dipendenza affettiva, insicurezza o paura dell’abbandono può essere utile come spunto, ma andrebbe esplorato con una professionista, soprattutto se sente di agire comportamenti che non corrispondono ai suoi valori o che rischiano di ferire sé stessa e l’altra persona. Una domanda centrale potrebbe essere: vuole davvero una relazione monogama, oppure desidera una forma di relazione diversa? E ancora: l’insoddisfazione sessuale con il suo fidanzato è stata comunicata apertamente? Avete mai provato a parlarne senza accuse, magari anche con l’aiuto di una terapia di coppia o sessuologica? Il suo fidanzato può essere una persona seria, stabile e adatta a un futuro insieme, ma questo non basta se una parte importante di lei si sente frustrata, compressa o non libera. Allo stesso tempo, restare nella relazione cercando altrove ciò che manca rischia di creare una frattura sempre più grande. Più che chiedersi solo “è sbagliato?”, forse sarebbe utile chiedersi: “Che bisogno sto cercando di soddisfare? Sto scegliendo questa relazione o la sto tenendo come base sicura mentre cerco altro? Che tipo di persona voglio essere dentro un rapporto?”. Prima di agire ancora, potrebbe essere prezioso fermarsi e parlarne in terapia individuale. Non per colpevolizzarsi, ma per capire cosa desidera davvero, quali confini vuole rispettare e se questa relazione può essere vissuta in modo autentico, non solo stabile. Salve


La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità pensieri e vissuti che immagino non siano semplici da raccontare. Al di là del senso di colpa che descrive o del timore di fare qualcosa che ritiene sbagliato, mi sembra importante soffermarsi su un altro aspetto: cosa rappresenta per lei la ricerca di un partner diverso? Che cosa sente di cercare nella novità che oggi non trova nella relazione attuale? Si tratta di un bisogno di desiderio, di conferma, di libertà, di sentirsi vista, o di qualcos'altro? Leggendo le sue parole emerge anche come, da un lato, descriva il suo fidanzato come la persona "giusta" con cui costruire un futuro e, dall'altro, senta di dover mettere da parte una parte importante di sé. A volte più ci sentiamo vincolati all'idea di dover scegliere la persona "perfetta", più rischiamo di perdere il contatto con ciò che stiamo realmente vivendo e con i nostri bisogni autentici. Le suggerirei inoltre di fare attenzione alle autodiagnosi. Riconoscere alcune proprie difficoltà è un primo passo importante, ma attribuirsi etichette come "dipendenza affettiva" o altre caratteristiche di personalità non sempre aiuta a comprendersi meglio. Spesso è più utile interrogarsi sui propri vissuti, sulle emozioni e sui bisogni che guidano determinati comportamenti. Forse la domanda più importante, oggi, non è tanto cosa scegliere tra due persone, ma cosa sceglie per sé stessa. Quale relazione desidera davvero? E quella che sta vivendo le permette di essere autentica, oppure sente di dover rinunciare a una parte significativa di sé? Concedersi uno spazio di riflessione su questi aspetti, eventualmente anche con il supporto di un professionista, potrebbe aiutarla a comprendere con maggiore chiarezza ciò che desidera e a prendere decisioni più consapevoli, nel rispetto sia di sé stessa sia dell'altra persona. Un caro saluto.


Se è già chiaro che qualcosa si ripete e che il desiderio non si lascia ridurre alla stabilità della coppia, la questione non è tanto “perché succede”, ma cosa si fa con questo punto che continua a ripresentarsi. Più che un’impossibilità in senso stretto, emerge l’idea di una forte attrazione verso qualcosa che si ripete e che, nonostante la consapevolezza delle conseguenze, continua a esercitare una spinta. Forse allora la domanda si sposta: non più cercare una spiegazione che chiuda il problema, ma capire che posto occupi tu dentro ciò che si ripete, e che cosa questo assetto dice del tuo modo di vivere il legame e il desiderio.


Salve. Quello che descrivi non sembra solo un problema di “insoddisfazione sessuale” o di scelta tra persone diverse. Sembra piuttosto un conflitto tra due livelli: Da una parte hai un legame stabile che ti dà sicurezza, progetto, immagine di futuro. Dall’altra c’è una spinta al desiderio che va altrove, verso il nuovo, il diverso, il proibito, ciò che rompe la stabilità. In poche parole, potremmo dire che il desiderio non si spegne quando hai “tutto quello che vuoi”, ma si riattiva proprio quando qualcosa manca o quando l’altro diventa troppo stabile. Non è tanto che il tuo fidanzato “non va bene”, ma che il desiderio si riaccende fuori dalla stabilità. Il punto delicato è questo: il passaggio all’atto (vedere l’ex, tradire, cercare altro) non risolve questa tensione. Di solito la sposta soltanto, e dopo torna di nuovo sotto altre forme: colpa, insoddisfazione, ripetizione. Non è una questione morale (“giusto o sbagliato”), ma di conseguenze psichiche: più il desiderio viene agito senza essere compreso, più tende a ripresentarsi nello stesso schema. Forse la domanda più importante non è “con chi stare” o “cosa posso permettermi”, ma: che cosa sto cercando davvero quando sento questa spinta forte verso l’altro? Perché spesso non è solo la persona in sé, ma una sensazione: di essere viva, desiderata, libera, non bloccata. Se questa dinamica va avanti da tempo, può essere utile fermarsi un attimo prima dell’atto, non per reprimere il desiderio, ma per capire cosa sta chiedendo davvero. un caro saluto


Salve leggendo le sue parole sembra che abbia tutto chiaro delle sue intenzioni e di ciò che ha causato la volontà di tradire ma sarebbe importante capire se ci siano azioni meno d'impatto per prendersi carico della paura di essere abbandonata così come dell'insicurezza che sperimenta verso di sé e nelle relazioni. Le sue azioni porterebbero ad un cambiamento e ad eventuali sensi di colpa o sensazioni di star sbagliando che potrebbero pesare nella vita di tutti i giorni ed anche i suoi bisogni potrebbero diventare una costrizione piuttosto che un desiderio vissuto liberamente. spero di averle dato un punto di vista differente, che potrebbe sicuramente essere approfondito con un percorso psicologico.

Dott.ssa Ilaria Visone

Dott.ssa Ilaria Visone

psicologo

Pomigliano d'Arco

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Buongiorno, la ringrazio per aver raccontato con tanta sincerità quello che sta vivendo. Non è semplice mettere nero su bianco pensieri che spesso suscitano vergogna, senso di colpa o paura di essere giudicati. Nel suo messaggio, però, colpisce soprattutto il fatto che lei non stia cercando qualcuno che le dica se è una persona buona o cattiva, ma che la aiuti a comprendere cosa stia succedendo dentro di sé. Da quello che racconta emerge un conflitto molto forte. Da una parte descrive il suo fidanzato come una persona con cui immagina un futuro, un matrimonio e una famiglia. Lo vede come un compagno stabile, affidabile e importante. Dall'altra parte racconta un'insoddisfazione che dura ormai da circa un anno e un desiderio molto intenso di avere rapporti con altre persone, al punto da aver iniziato a muoversi concretamente in quella direzione. Questi due aspetti possono convivere nella stessa persona e non necessariamente significano che uno dei due sia falso. L'essere umano è spesso molto più complesso di quanto vorremmo e può desiderare contemporaneamente sicurezza, stabilità e progettualità, ma anche novità, eccitazione e varietà. Il punto, però, non è tanto stabilire quale desiderio sia giusto o sbagliato, quanto capire quale significato abbiano per lei. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, infatti, più che fermarsi al comportamento in sé, è importante comprendere quale funzione svolga. Quando scrive "voglio sfogarmi un po' e darmi una tregua finalmente dopo tanto tempo a fare la brava", sembra quasi che quel possibile tradimento non rappresenti soltanto una ricerca di piacere sessuale, ma anche un modo per interrompere una tensione interna che si è accumulata nel tempo. Vale allora la pena chiedersi cosa rappresenti davvero questa "tregua". È soltanto il desiderio di una persona diversa oppure è il bisogno di sentirsi più libera, più desiderata, più viva, meno vincolata? Sono domande che possono sembrare simili, ma spesso conducono a risposte molto differenti. Lei stessa scrive di avere paura dell'abbandono, di sentirsi insicura e di soffrire di dipendenza affettiva. Al di là delle definizioni, ciò che mi sembra importante è che lei abbia già intuito che questi aspetti potrebbero avere un ruolo nel modo in cui vive le relazioni. A volte il bisogno di conferme, la ricerca di desiderabilità o la paura di perdere qualcuno possono intrecciarsi con la sessualità in modi molto complessi. Altre volte, invece, emerge semplicemente una difficoltà a vivere una relazione esclusiva perché la novità rappresenta uno stimolo particolarmente importante. Sono situazioni diverse e comprenderne la differenza può fare molta chiarezza. Mi soffermerei anche su un'altra frase che ha scritto: "non riesco a fare diversamente". Questa è forse la parte che mi farebbe riflettere maggiormente. Quando una persona percepisce di non avere alternative rispetto a un comportamento, spesso significa che dietro quel comportamento esistono meccanismi profondi che meritano di essere esplorati. Non tanto per giudicarli, quanto per capire se siano davvero coerenti con la vita che desidera costruire. Perché c'è un aspetto che mi sembra importante. Lei dice di non voler lasciare il suo fidanzato, perché lo considera un uomo serio e adatto al futuro che immagina. Allo stesso tempo sente di voler perseguire qualcosa che sa potrebbe entrare in conflitto con quel progetto. È proprio questa contraddizione che oggi sembra farla soffrire. Credo che, più che chiedersi se tradire sia giusto o sbagliato, potrebbe essere utile domandarsi quale persona desidera essere nelle relazioni e quale tipo di rapporto vuole costruire nel lungo periodo. Le scelte che facciamo hanno sempre delle conseguenze, soprattutto sulla serenità con cui riusciamo a guardarci allo specchio e a vivere i nostri legami. Mi sembra che lei abbia una buona capacità di osservare se stessa, ma forse in questo momento stia cercando di dare risposte molto complesse da sola. Un percorso psicologico ad orientamento cognitivo comportamentale potrebbe rappresentare uno spazio utile proprio per comprendere meglio il suo modo di vivere l'intimità, l'attaccamento, il desiderio e la stabilità, senza partire dal presupposto che ci sia qualcosa da correggere, ma con l'obiettivo di conoscere più a fondo gli schemi che oggi guidano le sue emozioni e le sue scelte. Capire perché alcune dinamiche si ripetono, quali bisogni cercano di soddisfare e come si intrecciano con la sua storia personale può aiutarla a prendere decisioni più consapevoli e più coerenti con ciò che desidera davvero, invece che lasciarsi guidare soltanto dall'impulso del momento o, al contrario, soltanto dal senso di colpa. Il fatto che lei abbia deciso di parlarne apertamente è già un segnale importante. Significa che una parte di lei non vuole semplicemente agire, ma desidera comprendere. Ed è spesso da questa curiosità verso se stessi che iniziano i cambiamenti più significativi. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Descrive la coppia "seria" come qualcosa di giusto ma noioso: ci si sposa, si mette su famiglia, ma deve anche fare la brava e rinunciare alla sua focosità. Come se per avere una storia seria debba mettere da parte un pezzo di lei, che poi reclama spazio a gran voce con fantasie e tradimenti. Contattare di tanto in tanto un ex per sfogarsi è già una soluzione a questo dilemma, però credo che sia una soluzione che la porterebbe a viversi come sbagliato un pezzo importante di lei, oltre che a mettere a rischio la sua stabilità. Perché non può dire al suo partner che è insoddisfatta? Oppure, perché non può scegliersi un partner che sia più focoso e con cui costruire qualcosa? Credo che il suo lato da "cattiva bambina" possa essere integrato nella sua vita senza dover diventare qualcosa di dannoso o veramente cattivo. Spero che lo spunto le torni utile, un caro saluto Giovanni Loffredo


Gentile paziente,dal tuo messaggio emerge una forte consapevolezza di ciò che stai vivendo. Sai che quello che desideri entra in conflitto con i valori della relazione e proprio questo ti mette in una posizione di grande ambivalenza. Da una parte senti di aver trovato un compagno con cui immagini un futuro stabile, dall'altra avverti un bisogno molto intenso di novità, eccitazione e conferme che ti porta a cercare altrove ciò che senti mancare.Mi ha colpito una frase: "Dopo tanto tempo a fare la brava". Mi farei una domanda proprio partendo da lì. Che cosa significa, per te, "fare la brava"? È possibile che, nel tempo, tu abbia vissuto la fedeltà come una rinuncia ai tuoi desideri, più che come una scelta consapevole. Se è così, è comprensibile che oggi quella parte di te chieda spazio.Allo stesso tempo, credo sia importante distinguere due aspetti. Uno riguarda il desiderio sessuale, che può cambiare nel tempo e può portare a interrogarsi su ciò che si cerca in una relazione. L'altro riguarda il tradimento. Se senti il bisogno di nascondere ciò che stai facendo e temi il senso di colpa, probabilmente una parte di te sa che questo comportamento è in contrasto con il tipo di rapporto che desideri costruire. Mi sembra che tu attribuisca tutto alla paura dell'abbandono, alla dipendenza affettiva e all'insicurezza. Questi aspetti possono certamente influenzare il modo di vivere le relazioni, ma da soli non spiegano tutto. Vale la pena chiedersi anche quale significato abbia per te la ricerca continua di una persona diversa. È il bisogno di sentirti desiderata? Di provare emozioni intense? Di sfuggire alla routine? Oppure di evitare una vicinanza troppo stabile?Prima ancora di decidere cosa fare con il tuo fidanzato, credo che sarebbe importante comprendere meglio questa parte di te. Solo così potrai capire se il problema è la relazione che stai vivendo o il modo in cui vivi le relazioni. Un caro saluto, Dott.ssa Alina Mustatea Psicologa Clinica giuridica e Psicodiagnosta


Ciao. Dal tuo messaggio mi sembra che tu abbia già molta consapevolezza di quello che stai vivendo, descrivendo un conflitto che senti dentro di te. La cosa che mi ha colpito di più è che da una parte dici di vedere il tuo ragazzo come l'uomo con cui vorresti costruire una famiglia, dall'altra racconti di sentirti insoddisfatta da circa un anno e di desiderare rapporti con altre persone. Sono due bisogni che, almeno in questo momento, sembrano andare in direzioni diverse. Non credo che il punto sia stabilire se tu sia una "brava" o una "cattiva" persona. Piuttosto mi chiederei se la relazione che stai vivendo sia davvero quella che desideri oggi, il fatto che tu scriva "non lo lascio perché è un ragazzo serio" è sicuramente una qualità importante, ma una relazione non può basarsi solo sul fatto che l'altra persona sia affidabile o rappresenti un buon compagno di vita. Dovrebbe esserci anche il desiderio di scegliere quella persona ogni giorno. Paura dell'abbandono, insicurezza e dipendenza affettiva sono vissuti che possono esistere, ma solo un professionista può aiutarti a capire se descrivono davvero la tua situazione o se dietro c'è qualcos'altro. Se questa dinamica si ripete nelle tue relazioni, potrebbe essere un buon motivo per approfondirla con uno psicologo, non per etichettarti, ma per capire meglio te stessa e ciò che cerchi davvero. Ti auguro di riuscire a prendere una decisione che sia rispettosa sia dei tuoi bisogni sia della persona che hai accanto.


Buonasera, grazie per aver condiviso con sincerità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge un forte conflitto interiore: da una parte descrive una relazione che le trasmette sicurezza e progettualità, dall'altra racconta un'importante insoddisfazione che la porta a desiderare esperienze con altre persone. È comprensibile che questa ambivalenza le provochi confusione e senso di colpa. Più che concentrarsi sul singolo comportamento, potrebbe essere utile chiedersi quale bisogno stia cercando di soddisfare attraverso questo desiderio e cosa stia esprimendo rispetto alla sua relazione attuale e a sé stessa. Mi colpisce anche il fatto che lei provi a dare una spiegazione a ciò che sente attraverso alcune etichette. Tuttavia, senza un approfondimento, è importante evitare di trarre conclusioni su sé stessa. Potrebbe invece essere utile esplorare queste dinamiche in uno spazio di ascolto, per comprendere meglio i suoi bisogni affettivi, relazionali e sessuali. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza, permettendole di prendere decisioni più consapevoli e in linea con ciò che desidera davvero. Un caro saluto.


Salve, Per quanto riguarda i problemi che descrive all'interno della sua relazione, forse potrebbe essere utile iniziare un percorso terapeutico (da sola o in coppia) per poter affrontare nel modo migliore la situazione conflittuale che è emersa negli ultimi mesi. Per quanto riguarda la sessualità, invece, desiderare rapporti al di fuori della coppia non è di per sé un tradimento: ognuno vive la propria sessualità in modo diverso, è non ce n'è uno più corretto di un altro. Anche qui, se non l'ha già fatto, le consiglierei di parlare con il suo partner e valutare insieme le opzioni che si possono presentare: se la relazione sessuale non è gratificante per lei, è giusto che ne parli e si trovi una soluzione che metta d'accordo entrambi. In questo senso, un professionista nell'ambito della sessuologia potrebbe essere utile per affrontare questi temi ed esplorare con lei i suoi desideri all'interno della relazione: è la monogamia a non soddisfarla, e la situazione potrebbe risolversi aprendo la coppia? O è un problema diverso alla base, di non soddisfazione durante l'atto sessuale? Parlarne con qualcuno sicuramente potrebbe aiutarla a rispondere a questi interrogativi e ad altri dubbi che può avere, in modo che poi possa prendere la decisione più consapevole e adatta a lei. Un saluto, Dott. Andrea Rumore


Grazie per aver condiviso con sincerità ciò che sta vivendo. Dal suo racconto emerge un conflitto importante: da una parte descrive il suo compagno come una persona con cui immagina un futuro stabile, dall'altra riferisce un'insoddisfazione, soprattutto sul piano sessuale, che la porta a desiderare esperienze con altre persone e ad agire in questa direzione. Più che soffermarsi sul fatto che sia "giusto" o "sbagliato", credo sia utile interrogarsi sul significato che questo comportamento ha per lei. Il desiderio di novità sessuale può essere presente in molte persone, ma quando diventa così intenso da entrare in conflitto con i propri valori e con il progetto di coppia, merita di essere compreso più a fondo. Lei stessa riferisce di riconoscere in sé paura dell'abbandono, insicurezza e dipendenza affettiva. Queste caratteristiche possono certamente influenzare il modo di vivere le relazioni, ma è importante evitare autodiagnosi: comprendere il proprio funzionamento richiede una valutazione clinica più approfondita. Proprio per questo, ritengo che un percorso psicologico possa rappresentare uno spazio utile per esplorare i suoi bisogni affettivi e sessuali, comprendere cosa stia cercando realmente attraverso il tradimento e capire se il modello di relazione che desidera sia compatibile con una relazione esclusiva. Solo partendo da una maggiore consapevolezza sarà possibile fare scelte più coerenti con ciò che desidera davvero, evitando di agire esclusivamente sull'impulso e riducendo il rischio di alimentare ulteriore sofferenza, per sé e per il partner.


Dalle tue parole non emerge solo il desiderio sessuale, ma un conflitto molto profondo tra ciò che desideri e ciò che vorresti costruire. Mi colpisce che tu descriva il tuo compagno come l'uomo con cui immagini un futuro, ma allo stesso tempo racconti un'insoddisfazione che dura da circa un anno e che stai cercando di colmare altrove. Più che chiederti se sia "giusto o sbagliato", mi chiederei che funzione ha per te questo tradimento. È solo ricerca di novità e desiderio sessuale, oppure c'è anche il bisogno di sentirti desiderata, libera, confermata o di sfuggire a qualcosa che nella relazione non stai riuscendo a esprimere? Attenzione anche alle autodiagnosi: paura dell'abbandono, insicurezza e dipendenza affettiva possono certamente influenzare il modo di vivere le relazioni, ma meritano di essere comprese in profondità e non ridotte a un'etichetta. Forse la domanda più importante non è "riuscirò a non tradirlo?", ma "la relazione che sto vivendo risponde davvero ai miei bisogni, anche sessuali ed emotivi?". Se la risposta è no, ignorarlo rischia solo di aumentare il conflitto e la sofferenza, per te e per il tuo partner.


Da quello che scrive, credo che ci siano poche informazioni per comprendere davvero la situazione che sta vivendo. Le etichette che si attribuisce (dipendenza affettiva, paura dell'abbandono, insicurezza) potrebbero anche descrivere alcuni vissuti, ma da sole non spiegano ciò che sta accadendo e non possono essere confermate attraverso un post. Quello che emerge con maggiore chiarezza è una forte insoddisfazione rispetto alla dimensione sessuale della relazione. Sul piano emotivo, infatti, descrive il suo fidanzato come una persona con cui vede un futuro, verso la quale prova affetto e con cui si sente stabile; ma allo stesso tempo racconta una forte insoddisfazione legata al desiderio di avere rapporti con altre persone. Più che chiedersi se sia "giusto" o "sbagliato", forse sarebbe utile interrogarsi su cosa vuole realmente per la sua vita. Perché se il desiderio di stare con altre persone non è occasionale ma rappresenta un aspetto importante e incompatibile con una relazione monogama, il problema potrebbe non essere il singolo tradimento, ma la distanza tra ciò che desidera e il tipo di relazione che sta vivendo. Mi colpisce anche il fatto che sembra dare per scontato che il suo fidanzato non lo verrà mai a sapere. Ma, al di là della scoperta o meno, ogni scelta ha comunque delle conseguenze sulla relazione e sul modo in cui ci si sente con se stessi. Prima ancora di chiedersi se cedere o meno alla tentazione, credo possa essere utile comprendere quale tipo di relazione desidera davvero. Se sente che la monogamia è profondamente incompatibile con ciò che cerca in una relazione, continuare un rapporto fondato su presupposti diversi rischia di generare sofferenza per entrambi. Solo dopo aver chiarito questo aspetto con se stessa potrà valutare se e come condividerlo con il partner e capire se esiste una reale compatibilità tra i bisogni di entrambi.


Buongiorno, dal tuo racconto emerge una cosa importante: da una parte desideri costruire un futuro con il tuo compagno, dall'altra senti un impulso molto forte che ti porta nella direzione opposta. Più che chiederti se sia "giusto" o "sbagliato", può essere utile capire che funzione ha per te questo comportamento e cosa stai cercando attraverso queste esperienze. Ti inviterei a non fermarti all'autodiagnosi. Etichette come dipendenza affettiva o paura dell'abbandono possono essere spunti di riflessione, ma è più importante comprendere il funzionamento del meccanismo che oggi ti porta a sentirti come se non potessi scegliere diversamente. Se questa modalità si ripete e ti fa vivere un conflitto tra ciò che desideri e ciò che fai, potrebbe essere utile affrontarla in un percorso psicologico. Comprendere il perché di questo schema è il primo passo per ritrovare una maggiore libertà nelle tue scelte.


Buongiorno, intanto direi di parlarne con il tuo fidanzato riguardo lo sperimentare di più sessualmente e investire più tempo nella relazione per capire effettivamente se il problema è riconducibile a voi come coppia. Più tu ti imporrai do "fare la brava" più cadrai in tentazione, ignorando i bisogni che così non verranno soddisfatti, prova quindi a capire qual è il concetto di coppia che vorresti e da qui prendere una direzione comunicandola (al tuo fidanzato). un saluto.


Buongiorno, dal suo racconto emerge un conflitto tra il desiderio di mantenere una relazione stabile, che percepisce come importante per il suo futuro, e il bisogno di ricercare novità e gratificazione sul piano sessuale. Questa ambivalenza sembra generarle dubbi e senso di colpa, ma anche il desiderio di proseguire in entrambe le direzioni. Più che attribuire il tutto a una specifica etichetta diagnostica, potrebbe essere utile approfondire il significato che assumono per lei la fedeltà, la sessualità e la stabilità di coppia, cercando di comprendere quali bisogni stanno trovando espressione attraverso questi comportamenti e quali conseguenze possono avere sul suo benessere e sulla relazione. Un percorso psicologico potrebbe rappresentare uno spazio utile per esplorare questi aspetti e acquisire una maggiore consapevolezza delle dinamiche che descrive. Cordiali saluti, dott.ssa Eleonora Acuti


Gentile utente, la ringrazio per aver raccontato con sincerità una situazione che immagino non sia semplice da condividere. Dal suo messaggio emerge un conflitto interiore molto forte: da una parte descrive il suo fidanzato come una persona con cui immagina un futuro, una famiglia e una stabilità emotiva; dall'altra sente un desiderio intenso di vivere esperienze sessuali con altre persone, desiderio che riferisce di provare da tempo e che oggi sta cercando di concretizzare. La prima cosa che vorrei sottolineare è che "desiderare altre persone, anche quando si è innamorati, non è di per sé qualcosa di patologico". Può accadere a molte persone. Ciò che fa la differenza è il modo in cui ciascuno sceglie di gestire questi desideri e la coerenza tra i propri comportamenti e i valori su cui desidera costruire la relazione. Nel suo racconto, però, emerge un elemento che mi sembra centrale: lei dice di sentirsi sessualmente insoddisfatta da circa un anno e di annoiarsi nell'avere rapporti sempre con la stessa persona. Questo è un aspetto importante, che meriterebbe di essere affrontato all'interno della coppia, prima ancora che attraverso un comportamento che rischia di compromettere il rapporto. Lei scrive anche di aver già deciso, almeno in parte, cosa vuole fare, aggiungendo che il suo fidanzato "non lo verrà mai a sapere". Mi permetto di invitarla a riflettere su questo punto. Il fatto che una persona non scopra un tradimento non significa necessariamente che quel comportamento rimanga senza conseguenze. A volte le conseguenze più significative riguardano il rapporto che abbiamo con noi stessi, il peso del segreto, il modo in cui cambia la qualità della relazione e il grado di autenticità con cui la viviamo. Mi ha colpito anche una frase: "voglio darmi una tregua dopo tanto tempo a fare la brava". Mi domando cosa rappresenti, per lei, questa "tregua". È davvero un bisogno esclusivamente sessuale oppure, almeno in parte, il desiderio di sentirsi libera, desiderata, confermata o di evadere da una relazione che negli ultimi mesi è diventata più conflittuale? Sono domande importanti, perché talvolta il comportamento sessuale diventa il modo attraverso cui si cerca di rispondere a bisogni emotivi più complessi. Lei inoltre si attribuisce alcune caratteristiche, parlando di paura dell'abbandono, forte insicurezza e dipendenza affettiva. È positivo che cerchi di comprendersi, ma la inviterei a essere prudente nell'autodiagnosticarsi. Alcuni tratti possono effettivamente essere presenti, ma comprenderne il significato richiede un'esplorazione più approfondita, che tenga conto della sua storia personale, delle relazioni passate e del modo in cui vive i legami. Vorrei anche sottolineare una possibile contraddizione che emerge nel suo racconto. Da un lato descrive il suo fidanzato come l'uomo con cui desidera costruire una famiglia; dall'altro afferma di non riuscire a rinunciare all'idea di avere rapporti con altre persone e di non voler modificare questo comportamento. Più che giudicare questa posizione, credo sia importante chiedersi se questi due progetti siano realmente compatibili. Esistono coppie che scelgono forme di relazione non esclusive, ma ciò avviene attraverso un accordo esplicito e condiviso. Se invece uno dei due ritiene di vivere una relazione monogama mentre l'altro mantiene rapporti sessuali all'insaputa del partner, si crea una profonda asimmetria nella fiducia e nella possibilità di scegliere consapevolmente il tipo di relazione che si sta vivendo. Per questo motivo, prima ancora di chiedersi se sia giusto o sbagliato cedere alla tentazione, la inviterei a interrogarsi su una domanda più profonda: "che tipo di relazione desidera davvero?" Desidera una relazione esclusiva nella quale affrontare insieme anche le difficoltà della sessualità e del desiderio? Oppure sente che, almeno in questa fase della sua vita, il bisogno di vivere la sessualità con partner diversi è così importante da rendere difficile il rispetto di un patto di esclusività? Non esiste una risposta valida per tutti. Esiste però la necessità di essere onesti, prima di tutto con se stessi, perché continuare a perseguire contemporaneamente due bisogni incompatibili rischia di generare sofferenza sia per lei sia per il suo partner. Se questa ambivalenza la accompagna da tempo e si ripresenta anche nelle relazioni precedenti, credo che potrebbe essere molto utile intraprendere un percorso psicologico. Non per reprimere il desiderio, ma per comprenderne meglio il significato, distinguere ciò che appartiene alla sua modalità di vivere la sessualità da ciò che invece potrebbe rappresentare una risposta a bisogni emotivi più profondi. Qualunque scelta farà, le auguro che sia una scelta consapevole e coerente con la persona che desidera essere, non soltanto con l'impulso del momento. È questo, nel lungo periodo, che permette di costruire relazioni nelle quali sentirsi realmente libera e responsabile delle proprie decisioni. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia


Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso con sincerità ciò che sta vivendo. In queste parole emerge un conflitto importante: da una parte descrive un compagno con cui immagina un futuro stabile, dall'altra sente un forte bisogno di novità e una profonda insoddisfazione che la porta a cercare altrove ciò che nella relazione sente mancare. Più che chiedersi se sia "giusto" o "sbagliato", potrebbe essere utile domandarsi cosa rappresenti per lei questo desiderio. È un bisogno legato alla sessualità? Alla ricerca di conferme? Alla paura della stabilità o dell'intimità? Oppure è il segnale che alcuni bisogni nella relazione non trovano spazio? Anche il fatto che lei riconosca in sé paura dell'abbandono e dipendenza affettiva merita attenzione, ma eviterei di attribuirsi da sola delle etichette, non sempre è la cosa più funzionale. Comprendere questi aspetti richiede uno sguardo più ampio sulla sua storia relazionale. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a capire cosa sta cercando davvero, così da fare scelte più consapevoli e in linea con ciò che desidera per il suo futuro, qualunque esso sia! Un caro saluto, Dott.ssa Martina Rocchetti


Ti ringrazio per esserti raccontata con tanta sincerità. Dalle tue parole emerge un conflitto importante: da una parte desideri costruire un futuro con il tuo compagno, dall'altra senti un bisogno molto forte di cercare altrove qualcosa che nella relazione, almeno in questo momento, percepisci mancare. Più che chiederti se sia "giusto" o "sbagliato", potrebbe essere utile domandarti che cosa stai cercando davvero attraverso il tradimento. È solo un bisogno sessuale, oppure anche un modo per sentirti desiderata, viva o per colmare un vuoto emotivo? Riconosci in te alcune fragilità, come la paura dell'abbandono e la dipendenza affettiva. Sono aspetti che meritano di essere ascoltati, perché spesso ci portano a mettere in atto comportamenti che danno un sollievo immediato, ma che nel tempo aumentano il disagio. La domanda più importante non è se il tuo compagno lo scoprirà, ma se questo comportamento è coerente con la persona che desideri essere e con il tipo di relazione che immagini per il tuo futuro. Fermarti a riflettere su questo, magari con l'aiuto di un professionista, potrebbe aiutarti a comprendere meglio i tuoi bisogni e a fare una scelta più consapevole.


Quello che descrive è una situazione emotivamente molto intensa e allo stesso tempo molto più comune di quanto possa sembrare quando la si vive dall’interno. Si percepisce chiaramente quanto lei sia consapevole dei suoi sentimenti, delle sue dinamiche interne e anche delle contraddizioni che sta attraversando, e proprio questa consapevolezza, invece di rassicurarla, sembra in questo momento amplificare il conflitto che sente dentro. Da una parte c’è il legame stabile, affettivo, costruito nel tempo, che lei riconosce come importante e significativo, dall’altra però emergono bisogni più impulsivi, legati al desiderio, alla novità, alla ricerca di stimoli diversi e alla difficoltà a tollerare la continuità senza variazione. Questi due aspetti non sono necessariamente in contraddizione assoluta, ma quando si attivano contemporaneamente possono generare una forte tensione interna, soprattutto se si aggiungono insicurezze, paura di perdita o vissuti precedenti di instabilità emotiva nelle relazioni. È importante anche sottolineare che il modo in cui lei descrive i suoi pensieri non è semplicemente “mancanza di controllo”, ma sembra piuttosto un continuo oscillare tra ciò che desidera nell’immediato e ciò che riconosce come coerente con il suo progetto di vita affettiva. Questo tipo di oscillazione può diventare molto faticoso perché porta a vivere le scelte non come espressione di sé, ma come qualcosa che continuamente mette in discussione la propria identità emotiva. Le chiedo, ad esempio, cosa rappresenta per lei il bisogno di “varietà” che descrive, e quanto questo bisogno è legato al desiderio di sentirsi viva, desiderata, confermata, piuttosto che esclusivamente a una dimensione sessuale. E ancora, cosa accade dentro di lei nei momenti in cui immagina di tradire o di seguire questa spinta: è più una sensazione di eccitazione, di fuga, di rivincita, oppure anche di vuoto che si cerca di colmare? Allo stesso tempo è importante anche non ridurre tutto a una lettura moralistica, perché il fatto che lei riconosca il conflitto, il senso di colpa e le possibili conseguenze indica che non sta vivendo la situazione in modo superficiale, ma in modo profondamente ambivalente. Ed è proprio questa ambivalenza che spesso genera sofferenza, più ancora dell’azione in sé. In situazioni come questa può essere molto utile fermarsi a osservare non solo “cosa si sceglie di fare”, ma anche quali bisogni emotivi stanno cercando spazio attraverso queste spinte. Perché se questi bisogni non vengono riconosciuti e compresi, tendono a ripresentarsi in forme sempre più intense e difficili da gestire. Non si tratta quindi solo di decidere cosa è giusto o sbagliato, ma di capire che tipo di rapporto con sé stessa e con le relazioni sta costruendo, e che tipo di equilibrio desidera davvero per il futuro. Sono domande che spesso, quando si è dentro alla confusione emotiva, è difficile affrontare da soli con lucidità, perché ogni risposta sembra immediatamente smentita da un’altra parte di sé. Per questo, un confronto può diventare uno spazio utile non tanto per giudicare o indirizzare le scelte, ma per comprendere meglio queste dinamiche interne e ridurre la sensazione di essere “guidati solo dall’impulso” o dal senso di colpa. A volte già il poter mettere in parole queste ambivalenze in un contesto protetto permette di fare molta più chiarezza di quanto si riesca a fare da soli.


Salve,partirei da una cosa: nel tuo racconto non emerge tanto il tema del "giusto o sbagliato", quanto quello del conflitto tra bisogni diversi che stai cercando di tenere insieme. Da una parte descrivi il tuo fidanzato come una persona con cui immagini matrimonio, famiglia, stabilità, affidabilità e sicurezza emotiva. Dall'altra racconti un bisogno molto forte di novità, desiderio, eccitazione e pluralità sessuale, che senti da tempo e che non sembra essere soddisfatto nella relazione attuale. Queste due cose possono coesistere nella stessa persona. Molte persone desiderano contemporaneamente sicurezza e novità, stabilità e passione. Il problema nasce quando si cerca di soddisfare entrambi i bisogni in modi che entrano in conflitto tra loro o con i valori della relazione scelta. Mi colpisce anche una frase: "dopo tanto tempo a fare la brava, voglio darmi una tregua". Da psicologa mi chiederei: da cosa esattamente hai bisogno di una tregua? Dalla monogamia? Dalla sensazione di dover essere sempre controllata? Dall'ansia di perdere qualcuno? Dal sentirti "chiusa" in un ruolo che non ti rappresenta completamente? Riguardo alle caratteristiche che ti attribuisci — paura dell'abbandono, insicurezza, dipendenza affettiva — è possibile che alcuni aspetti siano presenti, ma fare un'autodiagnosi è molto diverso da comprendere davvero il funzionamento emotivo che c'è sotto. Ad esempio, alcune persone cercano conferme attraverso il desiderio di altri partner; altre cercano nella novità sessuale un antidoto alla routine; altre ancora vivono la sessualità e l'attaccamento come due dimensioni relativamente separate. Sono dinamiche diverse e non equivalgono automaticamente a dipendenza affettiva o problemi di autostima. Un'altra domanda importante sarebbe: se il tuo fidanzato ti dicesse esattamente le stesse cose che stai dicendo tu — "ti amo, voglio sposarti, ma ho bisogno di fare sesso con altre persone e non voglio lasciarti" — come ti sentiresti? La risposta non serve a giudicarti, ma a capire quale tipo di accordo relazionale consideri davvero accettabile per te. Perché potrebbe esserci anche una domanda più profonda: sei una persona che desidera sinceramente una relazione monogama e sta attraversando una crisi di coppia e di desiderio, oppure sei una persona che, almeno in questa fase della vita, fatica a stare dentro la monogamia pur desiderando la sicurezza che essa spesso offre? Sono due situazioni molto diverse e richiedono scelte diverse. Infine, sul senso di colpa: dal modo in cui scrivi, mi sembra che tu sappia già che probabilmente comparirà. Non perché il desiderio sia sbagliato, ma perché stai andando verso un comportamento che entra in conflitto con l'immagine di te stessa e con il tipo di patto che, presumibilmente, esiste nella vostra relazione. Una domanda che farei in studio sarebbe questa: Se fossi certa al 100% che il tuo fidanzato non ti lascerà mai e non ti abbandonerà mai, il desiderio di cercare altri uomini rimarrebbe ugualmente forte oppure cambierebbe qualcosa? La risposta potrebbe dirti molto sul significato che ha per te questo desiderio. Resto a disposizione Cordiali Saluti

Dott.ssa Oxana Panetta

Dott.ssa Oxana Panetta

psicologo

Laureana di Borrello

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Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso con sincerità una situazione che la fa sentire molto combattuta. Dal suo racconto emergono due aspetti che sembrano convivere in modo conflittuale: da una parte il desiderio di costruire un progetto di vita con il suo partner, che descrive come una persona affidabile e con cui immagina un futuro; dall'altra un'importante insoddisfazione, soprattutto sul piano sessuale, e una forte spinta a cercare altrove ciò che sente mancarle. È importante sottolineare che il desiderio sessuale verso altre persone, di per sé, è un'esperienza comune e non rappresenta necessariamente un problema. Diverso è chiedersi cosa significhi per lei il passaggio dal desiderio all'azione e quale funzione svolga questo comportamento nella sua vita. A volte il tradimento non riguarda solo la sessualità, ma può diventare un modo per gestire emozioni difficili, confermare il proprio valore, ridurre un senso di vuoto o allontanare tensioni presenti nella relazione. Lei stessa ipotizza di avere una forte paura dell'abbandono, insicurezza e dipendenza affettiva. Sono vissuti che meritano attenzione, ma che non è possibile confermare o escludere attraverso un'autodiagnosi. Sarebbe più utile esplorare con un professionista come questi aspetti influenzino il suo modo di vivere le relazioni. Un altro elemento che colpisce è quando scrive di essere insoddisfatta da circa un anno e, contemporaneamente, di non voler lasciare il suo compagno perché rappresenta stabilità e sicurezza. Vale la pena chiedersi se la relazione, così come è oggi, risponda davvero ai suoi bisogni affettivi e sessuali o se stia cercando di tenere insieme due esigenze che, al momento, sembrano entrare in conflitto. Più che chiedersi se ciò che prova sia "giusto" o "sbagliato", potrebbe essere utile domandarsi se i comportamenti che sta mettendo in atto la stiano avvicinando alla persona che desidera essere e al tipo di relazione che immagina per il suo futuro. Questa riflessione può offrirle indicazioni più profonde rispetto al semplice senso di colpa. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i bisogni che stanno alla base di questo conflitto, così da poter compiere scelte più consapevoli e coerenti con i suoi valori e con il benessere di tutte le persone coinvolte. Le auguro il meglio. Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi


salve, io credo che non sia tanto il tradimento il problema, che è solo una conseguenza della sua frustrazione ed insoddisfazione, e un bisogno di conferme esterne.io credo che sarebbe bene compiere una riflessione poichè probabilmente la stabilità che crede di trovare in questa persona non è risolutiva, anzi pare più la molla che fa scattare il suo desiderio di evasione.Si prenda tempo per riflettere.


Buongiorno, dal suo messaggio ho l'impressione che la questione non riguardi soltanto il desiderio di avere un rapporto con un'altra persona. Lei scrive di sentirsi insoddisfatta da circa un anno, ma allo stesso tempo descrive il suo compagno come una persona con cui immagina un futuro e una famiglia. Mi sembra quindi che ci sia qualcosa che, all'interno della relazione, stia creando una distanza che va oltre il singolo episodio che racconta. Dal suo racconto ho avuto l'impressione che il tradimento occupi molto spazio, mentre ne occupi molto meno la relazione stessa. Eppure è proprio della relazione che lei dice di sentirsi insoddisfatta ormai da tempo. Mi domando se valga la pena fermarsi anche su questo aspetto Mi soffermerei anche su un altro aspetto. Nelle ultime righe prova già a dare una spiegazione a quello che sta vivendo, parlando di dipendenza affettiva, paura dell'abbandono e insicurezza. È comprensibile cercare di dare un senso a ciò che si prova, ma credo sia importante fare attenzione a non arrivare troppo in fretta a delle conclusioni su di sé. Forse, prima ancora di chiedersi se tradire sia giusto o sbagliato, potrebbe essere utile domandarsi cosa rappresenti oggi quella forte spinta che descrive e cosa le stia comunicando rispetto alla relazione che sta vivendo. Se sente che questo conflitto va avanti da tempo e continua a ripresentarsi, credo che un percorso psicologico possa offrirle uno spazio per comprenderlo più a fondo, prima ancora che per trovare una risposta su cosa fare. Un cordiale saluto, Dott.ssa Ginevra Pardi


Buongiorno, da quello che racconta emerge una forte ambivalenza, ossia da un lato descrive il suo compagno come una persona con cui immagina un futuro stabile, dall'altro sente un desiderio molto intenso di avere rapporti con altre persone che sembra entrare in conflitto con i valori della relazione che desidera costruire. Più che chiedersi se ciò che prova sia "giusto" o "sbagliato", potrebbe essere utile comprendere quale funzione abbia per lei questa spinta. Cosa cerca realmente in quei momenti? Novità? Conferme? Libertà? Sollievo da emozioni spiacevoli? Oppure il desiderio sessuale rappresenta solo una parte di una difficoltà relazionale più ampia?Comprendo anche il tentativo di dare un nome a ciò che sta vivendo, ma formulare un'autodiagnosi rischia di semplificare una situazione che merita invece di essere esplorata con attenzione. Le etichette, da sole, spiegano poco. E' più importante capire come si sono sviluppati questi vissuti e quali meccanismi li mantengono nel tempo. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni, i significati attribuiti alla relazione, il rapporto con la sessualità e le conseguenze delle sue scelte, così da poter decidere in modo più consapevole quale direzione desidera dare alla sua vita affettiva, senza limitarsi a seguire l'impulso del momento o il senso di colpa successivo. un caro saluto


Gentile utente, dal suo racconto emerge un conflitto importante: da una parte desidera costruire un futuro con il suo fidanzato, dall'altra sente un forte bisogno di vivere esperienze sessuali con altre persone. Più che chiedersi se sia "giusto" o "sbagliato", potrebbe essere utile domandarsi cosa rappresenti per lei questo desiderio e quale bisogno stia cercando di soddisfare. Lei stessa riconosce di vivere insicurezza, paura dell'abbandono e una forte ricerca di conferme. Tuttavia, è bene evitare di attribuirsi diagnosi da sola: comprendere il proprio funzionamento richiede un approfondimento che va oltre le etichette. Se sceglie di mantenere una relazione esclusiva continuando però a tradire il partner, è probabile che nel tempo aumentino il senso di colpa, la distanza nella coppia e la difficoltà di vivere il rapporto con autenticità. Forse questo momento può diventare un'occasione per riflettere con sincerità su quale tipo di relazione desidera davvero e se le aspettative sue e del suo compagno siano ancora compatibili. Un caro saluto


Buongiorno, da ciò che racconta emerge una tensione importante: da una parte vede il suo fidanzato come una persona stabile, seria, adatta a un futuro matrimonio e forse anche a una famiglia; dall’altra sente una forte spinta verso la trasgressione, la novità e il desiderio sessuale con altre persone. Il punto delicato è che il tradimento non sembra più solo una fantasia: da come scrive, è già entrato nel comportamento e rischia di diventare una modalità per cercare sollievo, eccitazione o tregua da una relazione che sente sicura, ma anche carente su un piano importante per lei. Forse sarebbe utile fermarsi non solo sulla domanda “è giusto o sbagliato?”, ma su una domanda più profonda: perché ho scelto proprio una relazione così sicura da un lato, ma così insoddisfacente dall’altro? A volte una persona cerca stabilità perché teme il caos, ma poi quella stessa stabilità, se vissuta senza desiderio, vitalità e libertà, può trasformarsi in noia o costrizione. All’opposto, la trasgressione e la novità possono dare molta intensità, ma se diventano l’unico modo per sentirsi viva rischiano di portare confusione, colpa e instabilità. Il problema, quindi, potrebbe non essere solo nel suo fidanzato o nel suo ex, ma nel rapporto interno tra questi due bisogni: sicurezza e trasgressione. Quando manca una misura, un punto fermo personale, si può oscillare da un estremo all’altro: da una relazione stabile che rassicura, a un desiderio che rompe tutto pur di sentirsi libera. Non posso confermare da qui autodiagnosi come dipendenza affettiva, paura dell’abbandono o altro. Sono aspetti che andrebbero esplorati con attenzione, soprattutto se sta pensando a un passo importante come il matrimonio. Prima di legarsi ancora di più, potrebbe essere molto utile un percorso psicologico per capire cosa desidera davvero, che tipo di relazione può sostenere e come trovare un po’ di serenità senza dover vivere divisa tra sicurezza e segreto. Una piccola indicazione concreta: prima di cercare un nuovo incontro con l’ex o con altri, provi a scrivere due frasi, senza censura: “io scelgo questa relazione perché…” e “io cerco altrove perché…”. Non per giudicarsi, ma per vedere più chiaramente quale parte di sé sta guidando le sue scelte. Le domande da chiarire sarebbero: * che cosa rappresenta per lei il matrimonio in questo momento? * ha scelto il suo fidanzato per amore, per sicurezza, per paura di restare sola o per un insieme di questi aspetti? * l’insoddisfazione sessuale è stata mai affrontata apertamente con lui? * il desiderio di trasgressione aumenta quando sente più noia, pressione, rabbia o paura? * cosa teme davvero: perdere lui, perdere la libertà o scoprire di non sapere ancora cosa vuole? Prima di decidere cosa fare con la relazione, sarebbe importante capire cosa sta cercando di risolvere attraverso il tradimento. Perché ciò che oggi sembra una tregua potrebbe poi diventare un nuovo problema da gestire. Un caro saluto.


Buongiorno, dal suo racconto emerge una grande consapevolezza del conflitto che sta vivendo. Da una parte descrive il suo fidanzato come una persona con cui immagina un futuro, stabile e affidabile, dall'altra racconta un desiderio sessuale che da tempo sente frustrato e che la sta portando a cercare altrove ciò che nella relazione sente mancare. Più che concentrarsi sul fatto che il tradimento sia "giusto" o "sbagliato", mi sembra importante soffermarsi su ciò che questo comportamento potrebbe starle comunicando. Lei scrive: "non voglio lasciarlo" ma, nello stesso tempo, dice di essere insoddisfatta da circa un anno, di desiderare rapporti con altre persone e di stare cercando attivamente che questo accada. Sono due bisogni che sembrano andare in direzioni diverse e che meritano entrambi di essere ascoltati. Un altro elemento interessante è che collega questo vissuto alla paura dell'abbandono e alla dipendenza affettiva. È possibile che questi aspetti abbiano un ruolo, ma sarebbe riduttivo spiegare tutto in questo modo. Potrebbero esserci anche altri fattori: il bisogno di novità, il modo in cui vive la sessualità, la ricerca di conferme, oppure una difficoltà a conciliare sicurezza e desiderio all'interno della stessa relazione. Un'altra riflessione riguarda il fatto che scrive: "non lo verrà a sapere mai". Comprensibilmente questo può sembrare un modo per evitare di ferirlo ma potrebbe essere utile chiedersi se il peso maggiore, nel tempo, sarà davvero il rischio che lui lo scopra o il fatto di vivere una relazione in cui una parte importante di sé rimane nascosta. Più che giudicarsi, credo che questo momento possa essere l'occasione per interrogarsi con sincerità su quale tipo di relazione desidera costruire. Alcune persone stanno bene in relazioni esclusive, altre scoprono di avere bisogni diversi; ciò che conta è che ci sia coerenza tra ciò che si desidera e il tipo di accordo che si costruisce con il partner. Un cordiale saluto.


La prima cosa che mi colpisce del suo messaggio è che non sembra esserci un conflitto tra ciò che desidera e ciò che considera giusto. Lei sa bene che un eventuale tradimento potrebbe avere delle conseguenze e non è questo il punto della sua domanda. La domanda che mi farei è un'altra. Che funzione ha, per lei, questa forte spinta a cercare un'altra persona? A volte siamo portati a pensare che il problema sia il desiderio sessuale. Altre volte, invece, il desiderio diventa il modo con cui il nostro sistema relazionale cerca di comunicarci qualcosa che da tempo non stiamo ascoltando. Lei dice di vedere il suo compagno come un futuro marito, un futuro padre e una persona stabile. Contemporaneamente racconta di sentirsi insoddisfatta da circa un anno e di cercare altrove qualcosa che sente mancare. Più che chiedersi "Perché voglio tradirlo?", potrebbe essere utile chiedersi: Che cosa rappresenta per me quella novità che continuo a cercare? Cosa provo quando immagino una relazione stabile? Mi sento al sicuro oppure, dopo un po', mi sento "intrappolata"? Sto cercando un'altra persona oppure sto cercando una sensazione che nella relazione attuale non riesco più a sperimentare? Mi soffermerei anche su un altro passaggio. Lei scrive di avere paura dell'abbandono, di sentirsi dipendente affettivamente e di essersi "autodiagnosticata". La inviterei a trattare queste definizioni con cautela. È comprensibile cercare di dare un nome a ciò che si prova, ma le etichette rischiano di farci perdere di vista il funzionamento concreto del problema. Dal suo racconto emerge piuttosto un'ambivalenza: da una parte desidera sicurezza, continuità e progettualità; dall'altra sente un forte bisogno di novità, intensità e libertà. Queste due spinte non sono necessariamente incompatibili, ma se non vengono riconosciute finiscono per tirare la relazione in direzioni opposte. Prima di decidere cosa fare, le proporrei una riflessione sincera. Se il suo compagno non venisse mai a sapere del tradimento, pensa davvero che questo risolverebbe la sua insoddisfazione oppure sarebbe solo un sollievo temporaneo, destinato a ripresentarsi? La risposta a questa domanda potrebbe dirle molto di più sul problema rispetto al tradimento in sé. Forse il lavoro più importante non è scegliere tra il suo compagno e un altro uomo, ma comprendere quale bisogno continua a chiedere spazio dentro di lei e perché, fino a questo momento, ha trovato espressione soprattutto attraverso la ricerca di un'altra relazione. È da lì che può iniziare una scelta realmente libera, qualunque essa sia.


Grazie per aver condiviso qui quello che sta vivendo. Ci vuole coraggio a mettere nero su bianco pensieri e comportamenti che generano conflitto interno, e il fatto che lei lo faccia è già un segnale di una parte di lei che vuole capire meglio cosa sta succedendo. Quello che descrive – l'oscillazione tra il desiderio di stabilità e quello di libertà/varietà sessuale, il senso di colpa anticipato ma anche la spinta forte a fare comunque ciò che sente – è reale e legittimo come esperienza emotiva. E' una persona che sta vivendo un conflitto interno molto intenso, e questo conflitto sta cercando di dirti qualcosa di importante, qualcosa che può condurla ad intraprendere un percorso di approfondimento e conoscenza di se stessa in modo autentico.


Buongiorno, lei è portatrice di una problematica di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche con il suo ragazzo, sarebbe una occasione di crescita per entrambi. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara


Gentile utente, dalle sue parole emerge un forte conflitto tra due parti di sé: da un lato il desiderio di costruire una relazione stabile e significativa, dall’altro il bisogno di vivere novità, desiderio e gratificazione sessuale. È importante non ridurre la questione a “sono una persona sbagliata”, ma provare a comprendere cosa questo comportamento sta comunicando rispetto ai suoi bisogni e alle sue difficoltà. La tentazione di tradire può essere un segnale di insoddisfazione, ma anche di una difficoltà nel tollerare la routine, la frustrazione o il confronto aperto con il partner. È un po’ come avere due strade davanti: una porta verso un sollievo immediato, l’altra verso una riflessione più profonda su ciò che realmente desidera costruire. Potrebbe essere utile interrogarsi su cosa rappresenti per lei il sesso con altre persone e se questo bisogno possa trovare spazio all’interno della relazione attraverso un dialogo sincero. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni affettivi, le sue paure e il rapporto tra desiderio, sicurezza e stabilità, senza giudizio ma con maggiore consapevolezza delle conseguenze delle proprie scelte.


Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso un tema così delicato. Dal suo messaggio emerge un forte conflitto interiore: da una parte descrive il suo compagno come una persona con cui immagina un futuro, una famiglia e una stabilità che sente importante; dall'altra racconta un desiderio intenso di avere esperienze sessuali con altre persone, che da tempo le crea tensione e che oggi la porta a mettere in discussione il suo comportamento e il suo benessere. Mi sembra importante sottolineare un aspetto: lei non sta chiedendo se ciò che prova sia "giusto" o "sbagliato". Mi sembra piuttosto che stia cercando di capire perché, pur desiderando una relazione stabile, senta contemporaneamente un bisogno così forte di cercare altro. Questa è una domanda molto significativa e merita di essere approfondita senza giudizio. Nel suo racconto compaiono diversi elementi che sarebbe utile esplorare: il significato che attribuisce alla sessualità, cosa rappresenta per lei la novità, come vive l'intimità all'interno di una relazione stabile, cosa è cambiato nell'ultimo anno che la porta a sentirsi insoddisfatta e quale funzione svolge questo desiderio così intenso di cercare un'altra esperienza. Ha anche provato a dare una spiegazione a ciò che sta vivendo, parlando di paura dell'abbandono, insicurezza e dipendenza affettiva. Sono ipotesi che meritano ascolto, ma che andrebbero comprese insieme, senza arrivare a conclusioni affrettate. A volte i nostri comportamenti hanno radici più complesse di quanto immaginiamo e comprenderle permette di fare scelte più consapevoli. Le suggerirei anche di soffermarsi su una domanda: ciò che desidera davvero è un'altra persona oppure desidera ritrovare sensazioni che oggi sente di aver perso? Sono due esperienze molto diverse e comprenderne la differenza può essere un passaggio importante. Se sente che questo conflitto la accompagna da tempo, che le genera senso di colpa, confusione e la porta a comportamenti che rischiano di allontanarla dai valori in cui si riconosce, credo che potrebbe essere molto utile affrontarlo in un percorso psicologico. In uno spazio di terapia non troverebbe qualcuno che le dica cosa fare o che la giudichi per le sue scelte. L'obiettivo sarebbe comprendere insieme il significato di ciò che sta vivendo, esplorare i suoi bisogni affettivi e sessuali, il modo in cui costruisce le relazioni e aiutarla a prendere decisioni che siano davvero coerenti con ciò che desidera per la sua vita, piuttosto che guidate solo dall'impulso del momento. Conoscere meglio se stessi è spesso il primo passo per vivere le relazioni con maggiore libertà, autenticità e serenità.

Dott.ssa VALENTINA ZAN

Dott.ssa VALENTINA ZAN

psicologo clinico

Pietra Ligure

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Ti ringrazio per la sincerità con cui hai raccontato ciò che stai vivendo. Mi colpisce il fatto che, da un lato, descrivi il tuo compagno come una persona con cui immagini un futuro, una famiglia e una stabilità che senti preziosa. Dall’altro, racconti un desiderio molto intenso di cercare altrove qualcosa che senti mancare. Queste due parti sembrano convivere dentro di te e creare un conflitto che ti fa soffrire. Mi chiedo se il tema centrale non sia tanto il tradimento in sé, quanto il significato che assume per te. A volte un comportamento non parla solo del desiderio sessuale, ma anche del modo in cui la persona cerca di rispondere a bisogni più profondi: sentirsi desiderata, ritrovare una sensazione di vitalità, confermare un’immagine di sé o allontanarsi, almeno per un momento, da una tensione emotiva difficile da sostenere. Mi ha colpito anche il fatto che tu dica di sentirti insoddisfatta da circa un anno. Sarebbe interessante chiedersi cosa sia cambiato in quel periodo. È cambiata la relazione? Il modo in cui vivi la sessualità? Oppure è cambiato qualcosa dentro di te? Spesso ciò che emerge nella coppia non riguarda soltanto il partner, ma anche una fase di vita o un equilibrio personale che si sta modificando. Racconti inoltre di riconoscere in te la paura dell’abbandono e una tendenza alla dipendenza affettiva. Più che considerarle semplicemente delle “etichette”, mi domanderei come queste esperienze influenzino il tuo modo di stare nelle relazioni. A volte può accadere che una persona cerchi contemporaneamente sicurezza e novità: da un lato desidera un legame stabile che la faccia sentire protetta, dall’altro ha bisogno di esperienze che le restituiscano intensità, conferme o una sensazione di libertà. Questi bisogni non sono necessariamente incompatibili, ma quando non vengono riconosciuti rischiano di entrare in conflitto. Mi soffermerei anche su una frase che hai scritto: “Dopo tanto tempo a fare la brava.” Mi incuriosisce il significato che attribuisci a queste parole. Che cosa rappresenta, per te, “fare la brava”? Ti sei sentita costretta a rinunciare a una parte di te? Oppure hai la sensazione che alcuni tuoi bisogni non abbiano trovato spazio nella relazione? Sono domande importanti, perché spesso il comportamento che mettiamo in atto è il tentativo di dare voce a qualcosa che da tempo non riesce a essere espresso in altro modo. Allo stesso tempo, dici di essere convinta che il tuo compagno non verrà mai a sapere ciò che accade. Mi chiederei allora quale tipo di relazione desideri costruire nel lungo periodo. Non tanto in termini di giusto o sbagliato, ma di coerenza con i valori che senti importanti per te. Se immagini questa persona come il compagno della tua vita, come si concilia questa immagine con il bisogno di vivere relazioni parallele? Non è una domanda che richiede una risposta immediata, ma può aiutarti a comprendere meglio quale direzione desideri dare alla tua vita affettiva. Forse il punto non è chiederti soltanto se riuscirai o meno a trattenere questo desiderio, ma capire che cosa questo desiderio sta cercando di comunicarti. A volte il comportamento è solo la parte visibile di un bisogno più profondo che merita di essere ascoltato. Comprendere quel bisogno può aiutarti a scegliere in modo più consapevole, qualunque sarà la direzione che deciderai di dare alle tue relazioni.

Dott.ssa Miriam Rega

Dott.ssa Miriam Rega

psicologo

Giugliano in Campania

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Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.