Salve, sto soffrendo d'ansia da un mese, sto cercando di trovare un buono psicologo. Intanto sento i

36 risposte
Salve, sto soffrendo d'ansia da un mese, sto cercando di trovare un buono psicologo. Intanto sento il bisogno di chiedere un consiglio per il mio stomaco. Da quando ho cominciato a soffrire d'ansia, il mio stomaco si è completamente chiuso. Sento la fame, la debolezza, mi sforzo a mangiare ed è una fatica. Non mi era mai successo una cosa del genere. Ho bisogno di tornare a mangiare per sentirmi meglio e viceversa, è complicato. C'è qualche modo in cui posso sistemare questo problema? Qualche consigli Grazie.
Buongiorno,
ciò che descrive è una manifestazione piuttosto comune dell’ansia, che può alterare le funzioni corporee come l’appetito e la digestione. È importante non trascurare questi segnali e affrontare la causa emotiva sottostante.
Quindi un percorso psicologico mi sembra un'ottima idea, così da aiutarla a ridurre l’ansia e a ritrovare il naturale equilibrio psicofisico.

Un saluto

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Dott.ssa Letizia Nobilia
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Roma
Gentile utente,
quello che descrive è un sintomo molto comune nei periodi di forte ansia: lo stomaco può “chiudersi” e il corpo reagisce come se fosse sempre in allerta, rendendo difficile anche alimentarsi.
Può essere utile provare a fare piccoli pasti frequenti, scegliendo cibi leggeri e facilmente digeribili, e concedersi momenti di calma prima di mangiare (respiri lenti, brevi pause).
Sta già facendo un passo importante cercando uno psicologo: lavorare sulle cause dell’ansia aiuterà anche a migliorare i sintomi fisici. Se la difficoltà a mangiare persiste o peggiora, è consigliabile parlarne anche con il medico di base per escludere altre cause e ricevere supporto mirato. Un caro saluto
Dott.ssa Emanuela Marena
Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Salve, il suo sintomo può essere interpretato come una risposta difensiva del corpo di fronte all’ansia.
Quando la mente si trova in uno stato di allerta, l’organismo tende a considerare prioritaria la gestione del “pericolo” rispetto al nutrimento. In alcuni casi, può persino crearsi una sorta di barriera difensiva nei confronti del cibo stesso. È importante approfondire la sua situazione personale, per comprendere meglio le cause e le modalità con cui questo meccanismo si manifesta. Nel frattempo, può essere utile provare alcune tecniche di rilassamento e respirazione consapevole, cercando di focalizzarsi sul momento del pasto e sul bisogno fisico di nutrimento.Proceda con calma, assumendo piccoli bocconi per volta, e soprattutto continui a cercare supporto da un/a professionista, che possa accompagnarla in questo percorso di consapevolezza e benessere.
Dott.ssa Eva Donnini
Psicologo, Psicologo clinico
Grosseto
Buongiorno,
capisco bene quanto possa essere difficile vivere questo tipo di sintomi: quando l’ansia si manifesta in modo intenso, è frequente che coinvolga anche il corpo, in particolare lo stomaco e l’appetito. Il senso di “chiusura” che descrivi è una risposta fisiologica legata allo stress, ma può diventare davvero faticosa nel tempo.
Può essere utile cercare di reintrodurre i pasti in modo graduale, con piccole quantità di cibi leggeri e facilmente digeribili, senza forzarti troppo. Anche pratiche di respirazione lenta o di rilassamento prima dei pasti possono aiutare il corpo a “riattivare” la sensazione di fame.
Detto questo, il fatto che l’ansia sia presente da un mese e che abbia un impatto così concreto sul tuo benessere suggerisce che sarebbe importante lavorarci in modo più approfondito, per capire insieme le cause e individuare strategie personalizzate.
Se lo desideri, possiamo fissare un colloquio per parlarne con calma — sono disponibile anche per incontri online.
Un caro saluto,
Eva Donnini
Dott.ssa Giada Casumaro
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Rovereto sulla Secchia
Buonasera, purtroppo per lo stomaco in sé non posso esserle d'aiuto ma penso che continuare un lavoro sull'ansia le possa permettere di tornare ad uno stato di benessere anche fisico. Le nostre emozioni e stati influenzano tantissimo il nostro stare bene fisico.
Se ha bisogno rimango a disposizione,
Dott.ssa Casumaro Giada
Dr. Francesco Rossi
Psicologo, Psicologo clinico
Ozzano dell'Emilia
Salve, la "chiusura dello stomaco" è frequente come sintomatologia correlata agli stati di ansia, sicuramente sarebbe opportuno che iniziasse un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta in modo da ritrovare un maggior benessere sia dal punto di vista psicologico che fisiologico.
Nel frattempo, per limitare la sintomatologia descritta, potrebbe esercitarsi sulla "respirazione diaframmatica profonda" che attiva la vagotonia con tutto ciò che comporta come ad esempio: allentamento delle tensioni muscolari, rilascio degli "ormoni del benessere", "apertura dello stomaco", ecc...
Si possono trovare numerosi video in rete che descrivono come e per quanto esercitarsi su questo tipo di respirazione detta anche "anti stress".
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Dott.ssa Roberta Merlo
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera, la ringrazio molto per la condivisione.
Il senso di fame è spesso strettamente legato ai nostri stati emotivi e può variare con essi. Suggerisco, come da lei anticipato, di intraprendere un percorso psicologico strutturato per essere accompagnati al meglio nella comprensione dell'ansia descritta.
Se vuole sono disponibile sia in presenza su Milano che online.
Può prenotare tramite la mia pagina.
Grazie - Roberta Merlo
Grazie per la domanda, quello che stai vivendo non è solo un disagio fisico, ma un segnale profondo del tuo secondo cervello il sistema neuro-emotivo situato nel tratto gastroenterico che sta cercando di comunicare con te.Nella Psicologia del Secondo Cervello, si riconosce che l’ansia non è solo nella testa, ma è un’emozione che si radica e si registra nel corpo, in particolare nello stomaco e nell’intestino. Il tuo “stomaco chiuso” è una risposta psico-biologica precisa a un sovraccarico della tua memoria emotiva. Questo spiega perché senti fame ma non riesci a mangiare: il corpo percepisce il nutrimento come un pericolo, non come una risorsa, perché qualcosa dentro di te un vissuto stressante, un’emozione non digerita non è ancora stato "smaltito".Le emozioni si digeriscono come il cibo. Se non “digerisci” un evento emotivo, il tuo sistema neuro-enterico reagisce esattamente come farebbe con un cibo indigesto: chiude, trattiene, blocca.
L’ansia è un’emozione di allarme, spesso legata a una paura sottostante, anche non consapevole. Quando si protrae nel tempo o supera una soglia critica, può sfociare in sintomi corporei come il tuo blocco gastrico.
Il tuo Secondo Cervello sta cercando di proteggerti, ma in modo disfunzionale. È come se dicesse: “Non mangiare, c’è qualcosa di pericoloso da affrontare prima”.
Cosa puoi fare da subito
1. Riconosci il segnale, non combatterlo.
Invece di forzarti a mangiare, comincia con il chiederti: “Qual è l’emozione che sto trattenendo? Cosa non ho ancora digerito nella mia vita recente?”
2. Respira nel ventre.
Prenditi 5 minuti, appoggia le mani sullo stomaco e respira profondamente. Ogni volta che inspiri, pensa: “Accolgo il mio sentire”, e ogni volta che espiri: “Lascio andare ciò che trattengo”.
3. Scegli cibi “calmi”, simbolici.
In SBP, il cibo ha un ruolo simbolico. Ti consiglio pasti tiepidi, semplici, morbidi (zuppa, brodo, riso) per “parlare” al tuo secondo cervello con un messaggio di sicurezza.
4. Scrivi un diario emotivo.
Scrivi ogni giorno: “Cosa sto vivendo oggi?”, “Cosa mi pesa?”, “Cosa sto trattenendo?”. Aiuta a iniziare la digestione emotiva.
Il tuo bisogno di “ritornare a mangiare” è anche un desiderio di ritornare a vivere pienamente. Ma non forzarti: accompagnati. In SBP si lavora non solo sul sintomo, ma sulla radice emotiva che lo ha generato. Ti invito a vedere questo disagio come un segnale intelligente, che ti sta indicando una via: ascoltarti davvero.
Se lo desideri, puoi iniziare un percorso SBP per conoscere la tua Matrix Emotiva la tua impronta psico-emotiva di base e comprendere in profondità da dove viene questa chiusura e come scioglierla in modo progressivo e naturale.
Dr Armando Ingegnieri, Psicologo e Fondatore della Second Brain Psychology
Dr. Stefano Lagona
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera,
i disturbi gastrointestinali che descrive sono una manifestazione piuttosto comune delle condizioni d’ansia. Quando il sistema nervoso è sotto pressione, la funzione digestiva può alterarsi in modo significativo, generando sintomi come chiusura dello stomaco, nausea o difficoltà a introdurre cibo.

In questi casi, può essere utile procedere su due livelli:

Sul piano medico, è opportuno un breve consulto con il medico di base o un gastroenterologo per escludere cause organiche e valutare, se necessario, un supporto temporaneo.

Sul piano psicologico, è importante affrontare l’ansia alla radice. Un percorso psicoterapico può aiutarla a comprendere l’origine di questa risposta del corpo e a ristabilire un equilibrio che consenta anche al sistema fisico di “rilassarsi” e tornare a funzionare in modo naturale.

Il fatto che riconosca il legame tra ansia e corpo è già un buon punto di partenza: significa che sta ascoltando i segnali giusti. Se desidera, possiamo approfondire insieme la situazione e valutare quale tipo di intervento possa essere più adatto.
Dott.ssa Chiara Avelli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, mi dispiace molto che stia vivendo questo periodo di ansia così intenso, capisco quanto possa essere faticoso quando il corpo inizia a reagire in modo così evidente, come nel suo caso con lo stomaco “chiuso” e la difficoltà a mangiare. È una reazione abbastanza frequente quando si soffre d’ansia: il corpo e la mente sono strettamente collegati, e spesso lo stress prolungato incide proprio sul sistema gastrointestinale, alterando fame, digestione e percezioni fisiche. È positivo che stia cercando uno psicologo, perché lavorare sull’ansia alla radice è il modo più efficace per risolvere anche i disturbi fisici collegati. Nell’attesa, può cercare di adottare piccoli accorgimenti pratici: fare pasti più piccoli ma frequenti durante la giornata, preferire cibi leggeri e facili da digerire, cercare di mangiare lentamente, magari accompagnando il pasto con qualcosa di rilassante (come una musica calma). Anche tecniche di respirazione o rilassamento prima dei pasti possono aiutare a ridurre la tensione che “chiude lo stomaco”. Mi chiedo però, cosa la fa stare in ansia in questo periodo? C’è qualcosa che la spaventa o che è successo recentemente nella sua vita e che potrebbe aver innescato questi sintomi? Il fatto di non riuscire a mangiare non sembra, da ciò che scrive, legato a paure verso il cibo in sé, ma piuttosto a manifestazioni fisiche dell’ansia, corretto? Capire meglio l’origine di questa tensione interna può essere un passo importante per gestirla e ritrovare un equilibrio, perché quando si agisce sulla causa emotiva, anche il corpo pian piano tende a ritrovare la sua naturale stabilità. Se la difficoltà a nutrirsi dovesse prolungarsi o peggiorare, sarebbe utile confrontarsi anche con il medico di base o un gastroenterologo per escludere altre cause fisiche. Ma da come lo descrive, sembra davvero che il suo corpo stia semplicemente reagendo a uno stato di forte stress emotivo: con il giusto supporto psicologico e un po’ di tempo, potrà migliorare gradualmente. Dott.ssa Chiara Avelli.
Dott.ssa Greta Pisano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve,

L’ansia può influenzare appetito e digestione, rendendo difficile mangiare. Per iniziare a migliorare:

provi pasti piccoli e frequenti, cibi morbidi o leggeri;

mangi lentamente e con calma, respirando profondamente;

mantenga una buona idratazione;

utilizzi tecniche di rilassamento per ridurre la tensione allo stomaco.

È importante rivolgersi a un medico se i sintomi persistono e continuare la ricerca di uno psicologo.

Se lo desidera, sono disponibile per un colloquio conoscitivo, anche online.
Dott.ssa Greta Pisano, psicologa e psicoterapeuta
Dott.ssa Maria El Asmar
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Salve, capisco quanto questo periodo possa essere faticoso.
Mente, corpo ed emozioni sono strettamente collegati, ed è fondamentale essere consapevoli del loro funzionamento.
Se desidera, può contattarmi per parlarne più approfonditamente.
Dott.ssa El Asmar Maria
Dott.ssa Lucrezia Lovisato
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Salve,
capisco davvero quanto possa essere difficile quello che sta vivendo, la sua reazione è molto più comune di quanto sembri. Quando l’ansia si manifesta in modo intenso o prolungato, il corpo entra in uno stato di allerta continua e l’apparato digerente è uno dei primi a risentirne. È come se il corpo decidesse di “sospendere” funzioni non essenziali, come la fame, per concentrarsi sullo stato di emergenza.
E' importante lavorare sulla causa dell’ansia: cercare un buon psicologo ti aiuterà a capire cosa sta generando questa tensione e come gestirla.
Dott.ssa Linda Peruzzotti
Psicologo
Somma Lombardo
Buon giorno, spesso alcune sofferenze psicologiche portano ad avere delle reazioni fisiologiche, la perdita dell'appetito può essere correlata ad uno stato d'ansia, quando inizierà a lavorare su questa ultima questione allora potrà vedere come progredisce anche l'altra.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, comprendo profondamente il disagio che sta vivendo e il senso di frustrazione che accompagna questa difficoltà nel mangiare. Quando l’ansia si manifesta in modo intenso e prolungato, il corpo ne risente in tanti modi, e lo stomaco è spesso uno dei primi organi a reagire. L’ansia, infatti, non è solo un’esperienza mentale, ma coinvolge tutto l’organismo: muscoli, respiro, battito e anche la digestione. È come se il corpo, percependo una situazione di pericolo o di tensione costante, si preparasse a difendersi e disattivasse temporaneamente alcune funzioni che in quel momento non ritiene prioritarie, come la fame. Questa chiusura dello stomaco non significa che ci sia qualcosa di grave o che il suo corpo si stia “bloccando”, ma rappresenta un segnale di quanto l’ansia stia chiedendo attenzione. Più si preoccupa per il fatto di non riuscire a mangiare, più involontariamente alimenta quello stesso circolo di tensione che mantiene lo stomaco contratto e il senso di fame difficile da percepire. È un meccanismo molto comune, che crea una spirale: l’ansia riduce l’appetito, la mancanza di appetito fa crescere la preoccupazione, e la preoccupazione alimenta di nuovo l’ansia. In queste situazioni, può aiutare non tanto cercare di “forzare” il corpo a mangiare, quanto provare a creare le condizioni per fargli ritrovare sicurezza. Spesso piccoli gesti quotidiani possono fare la differenza, come rallentare il ritmo dei pasti, dedicare un momento di calma prima di sedersi a tavola, respirare lentamente per qualche minuto o concedersi cibi che le risultano più leggeri e familiari, anche in piccole quantità ma più volte durante la giornata. Più riuscirà a togliere pressione dal momento del pasto, più sarà facile che lo stomaco ricominci a collaborare. È importante ricordare che questo tipo di reazione, per quanto faticosa, non è insolita e non durerà per sempre. Quando avrà la possibilità di iniziare un percorso psicologico con la persona giusta, vedrà che, man mano che l’ansia si ridurrà e lei si sentirà più in controllo, anche il corpo ritroverà il suo equilibrio naturale. Il suo stomaco non ha dimenticato come si fa a sentire fame: ha solo bisogno di sentire che può tornare a fidarsi. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Caro utente, tu cogli un aspetto fondamentale di ognuno di noi: viviamo una vita che è intrinsecamente incarnata, fatta di corpo e carne tanto quanto di pensieri ed emozioni, in un modo talmente connesso ed inscindibile da non consentire più di parlare distintamente di mente e corpo. Sei inoltre abbastanza consapevole dei tuoi sintomi, ad esempio individuandone una "data di nascita", che sarebbe il punto di partenza per cercare di individuare l'origine di questo malessere. Il mio consiglio, come già tu stesso hai riconosciuto, è rivolgerti ad uno psicologo che possa accompagnarti nella cura di te in questo momento della tua vita. Mi sento inoltre di dirti che anzichè vedere due problemi distinti (ansia e "stomaco chiuso"), guarderei il fenomeno in modo più completo: un momento nel quale, per qualche motivo che solo tu e la tua storia potete dire, ti senti in allarme (allarme che per te specificatamente si manifesta in un modo che è tuo e solo tuo e che include la fatica con il cibo). Qualora ti andasse di approfondire e provare a parlarne con un colloquio online, ti invito a prenotare un primo colloquio, così da poterne parlare in modo più chiaro e dettagliato. Intanto in bocca al lupo, cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
Dott.ssa Mara Di Clemente
Psicologo, Psicologo clinico
Guidonia Montecelio
Buongiorno,
capisco in quanto quello che descrive è un sintomo piuttosto comune nei periodi di forte ansia: lo stomaco è una delle aree del corpo che risente maggiormente della tensione emotiva ansiosa, e può reagire “chiudendosi”. In attesa di iniziare un percorso con uno psicologo, qualche consiglio "pratico" può essere mangiare poco e spesso, scegliendo cibi leggeri ma nutrienti, evitare di forzarsi troppo, cercando piuttosto di associare il momento del pasto a un contesto rilassante, provi inoltre a praticare esercizi di respirazione o rilassamento muscolare anche prima di mangiare: aiutano a ridurre la tensione fisica che ostacola la digestione. inoltre andrebbe consultato (qualora non l'abbia già fatto) anche il medico di base o un gastroenterologo, per escludere cause organiche e, se necessario, valutare un supporto temporaneo.
Ovviamente, escluse le cause organiche, bisogna necessariamente lavorare sull’ansia, così anche il corpo ritroverà il suo equilibrio.
Saluti, Dott.ssa Mara Di Clemente
Dott.ssa Federica Trobbiani
Psicologo clinico, Psicologo
Albano Laziale
Gentile Paziente Anonimo,
Comprendo la sua preoccupazione per ciò che le sta accadendo in questo momento.
I sintomi intestinali sono spesso collegati a vissuti d'ansia e possono comparire nello stesso periodo. È un segnale che il nostro corpo ci da, bloccandosi.
Essendo in cerca di uno psicologo, sono sicura che iniziando il suo percorso personale vedrà diminuire sia i sintomi ansiosi che quelli psicosomatici.
Esistono anche delle tecniche di respirazione e rilassamento utili per questi problemi, così come dei prodotti naturali, ma sono sicura che gli incontri con uno psicologo la aiuteranno molto, permettendole di comprendere e affrontare cosa sta vivendo in questo periodo, grazie ad un ascolto empatico e autentico.

Se le servisse qualunque altra informazione, rimango a disposizione.

Un caro saluto,
Dott.ssa Federica Trobbiani
Dott. Valerio Ancis
Psicoterapeuta, Psicologo
Assemini
Salve,
capisco bene la difficoltà che sta vivendo: quando l’ansia è intensa, il corpo reagisce in modo molto concreto, e lo stomaco è uno dei primi organi a “chiudersi”. La tensione costante attiva il sistema nervoso autonomo e riduce l’appetito, come se il corpo fosse in uno stato di allerta in cui “mangiare” non è più una priorità.

La buona notizia è che questo sintomo è reversibile, e tende a migliorare quando si comincia a ridurre l’ansia di base.
Le suggerirei, nell’attesa di iniziare un percorso psicologico, di:

mangiare poco ma spesso, privilegiando alimenti leggeri e facilmente digeribili (zuppe, yogurt, frutta cotta, riso, pasta in bianco);

evitare di forzarsi: meglio piccoli pasti regolari che grandi sforzi;

praticare quotidianamente tecniche di respirazione lenta e profonda, per calmare il sistema nervoso prima dei pasti;

mantenere una routine stabile (orari regolari di sonno e pasti), che aiuta il corpo a ritrovare equilibrio.

Detto questo, il nodo principale resta l’ansia che si è radicata.
Le consiglio di intraprendere una psicoterapia cognitivo-comportamentale o integrata, mirata a:

comprendere i meccanismi che mantengono l’ansia,

imparare strategie di autoregolazione corporea,

e gestire i sintomi fisici (come lo stomaco chiuso) attraverso tecniche di rilassamento e ristrutturazione dei pensieri.

Con un percorso adeguato, questi sintomi possono ridursi sensibilmente e il suo corpo tornerà gradualmente a sentire fame e piacere nel mangiare.
Se lo desidera, possiamo fissare un primo colloquio per valutare insieme come iniziare questo lavoro in modo mirato e sereno. Saluti, Dott. Valerio Ancis
Dott.ssa Anna Mollicone
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Cesena
Salve, spesso l'ansia provoca sintomi legati al corpo, fra cui alterazioni del senso di fame, senso di pienezza, mancanza di appetito, seguendo il percorso psicologico può affrontare anche questa tematica, può esserle utile un supporto specifico per la gestione dell'ansia.
Gentile utente,
la mente e il corpo comunicano, in ogni istante. L'ansia ha sempre un correlato fisiologico rilevante e nel suo caso si sta manifestando con questa sensazione di chiusura dello stomaco. E l'attenzione a questo particolare sintomo organico sta diventando, a sua volta, fonte di ansia e preoccupazione, perché riconosce l'importanza di avere una buona alimentazione, di gradire il momento del pasto e di sentirsi bene fisicamente.
Anche se lei non lo scrive in questo messaggio, si può intuire che la sua ansia ha origine da altri fattori o situazioni della sua vita. Senza dubbio, è importante che lei valuti l'opportunità di iniziare un percorso psicologico per il trattamento dell'ansia. In sede di intervento psicologico avrà modo di comprendere meglio le dinamiche mentali che fanno insorgere l'ansia e il modo in cui ha automatizzato certe risposte, alcune delle comportamentali e altre organiche, come la risposta fisiologica che corrisponde alla chiusura dello stomaco.
L'ansia genera dei loop viziosi da cui è difficile uscire senza la giusta consapevolezza. Ma si può imparare a interrompere questi circoli con il giusto metodo e alcuni strumenti psicologici adeguati. Ci vorrà tempo e impegno, ma l'ansia diventerà sempre meno invadente e invalidante, sebbene l'obiettivo non sia eliminarla del tutto, ma piuttosto saperla comprendere e gestire.
I benefici di un percorso psicologico sull'ansia avranno un loro impatto positivo anche sul suo organismo e potrà tornare ad avere le energie giuste per tutti i suoi impegni.
Non dimentichi che l'ansia trova terreno fertile nello sconforto, nel senso di impotenza e nella paura, si alimenta del pessimismo e delle negatività. Ecco perché sarà fondamentale costruire nel tempo un atteggiamento positivo e un forte motivazione a rifiorire da questo difficile periodo. Imparare a dominare l'ansia è solo uno dei passaggi per un maggiore benessere psicologico; l'altro passaggio è riconoscere il valore delle emozioni positive e condizionare il proprio futuro con scelte di valore, orientate al raggiungimento dei propri obiettivi, di relazioni significative, di apprendimento, di nuovi interessi e nuove passioni.
Se lo desidera, posso darle maggiori informazioni su un percorso psicologico adatto alle sue esigenze. Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
buongiorno,
anzitutto dovrebbe partire dalla consapevolezza che lei non è una macchina da "sistemare".
Quando l’ansia è intensa e prolungata, può influire in modo significativo sul corpo, e lo stomaco è spesso uno dei primi organi a risentirne.
Alcuni suggerimenti che possono aiutarla: Accettare la risposta del corpo senza forzarlo; Piccoli pasti e più frequenti; Mangiare mentre fa qualcosa di rilassante; Tecniche di respirazione prima di mangiare; Connettersi con le sensazioni di fame e sazietà senza giudizio; Accogliere le emozioni, non combatterle.

Sta già facendo una cosa importante: cercare un professionista. Il percorso psicologico la aiuterà a comprendere l’origine dell’ansia e a recuperare una relazione più serena con il suo corpo; l'ansia passa attraverso il corpo, ma può uscire anche attraverso il corpo.
Dott.ssa Angela Ritella
Psicologo, Psicologo clinico
Turi
Ansia e sensazione di "stomaco chiuso" possono essere correlati.
Rivolgersi ad uno psicologo per comprendere a che cosa quell'ansia sia dovuta e come gestirla è il primo passo per ripristinare un equilibrio psicofisico utile a star meglio.
Chieda pure aiuto se ne sente il bisogno.
Dott.ssa Lisa Calzi
Psicologo
Bergamo
Buongiorno, posso immaginare che l'ultimo mese sia stato per lei impegnativo con risvolti sul suo benessere psicofisico. Immagino anche la sua preoccupazione. Mente e corpo sono interconnessi, pertanto sensazioni e pensieri che ci attivano cognitivamente possono essere somatizzati fisicamente: lo stomaco è un punto sensibile che ci da informazioni circa cosa stiamo vivendo, provando...
Una consultazione psicologica può essere utile per inquadrare la situazione, trovando accoglienza e supporto professionali.
Sono disponibile, anche online.
Dott.ssa Martina Baiocchi
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, immagino quanto possa essere difficile e frustrante sentire che l'ansia sembra aver preso il sopravvento anche sul corpo, rendendo faticoso persino un gesto naturale come nutrirsi. Ciò che sta sperimentando - questa connessione così stretta tra ansia e sintomi fisici come la chiusura dello stomaco - è molto più comune di quanto si pensi. Quando viviamo uno stato di attivazione emotiva intensa, come l'ansia, il sistema nervoso può reagire in vari modi, tra cui quello di influenzare l'appetito e la digestione. È come se il corpo dicesse "in questo momento non posso occuparmi di digerire, devo gestire un'emergenza", anche quando razionalmente sappiamo che non c'è un pericolo reale.
Sulla base di quanto ha scritto, è difficile indicarle una soluzione immediata che risolva il problema. Quando l'ansia si manifesta in modo così prepotente, spesso non si tratta solo di "trovare il modo" di far tornare le cose come prima, ma di ascoltare cosa sta accadendo dentro di sé. Forse il primo passo importante è proprio questo: cercare di capire cosa sta succedendo, cosa sta cercando di dirle questa ansia che è arrivata un mese fa. L'ansia è spesso un segnale che qualcosa dentro di noi chiede attenzione e ascolto. Comprendere il significato di ciò che il corpo sta esprimendo può essere un elemento importante del percorso di cura.
La situazione che descrive può migliorare, soprattutto con un adeguato sostegno psicologico. Le auguro di trovare presto un professionista con cui iniziare questo percorso.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Baiocchi
Dott. Daniele Migliore
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Grazie per aver condiviso la sua preoccupazione.
Da ciò che descrive sembra che il corpo stia cercando di comunicare ciò che a livello emotivo sembra essere ancora più difficile da raccontare. È normale che durante periodi di forte ansia o stress ci possano essere delle problematiche a livello somatico. In questo momento può essere utile trattare lo stomaco non come un nemico da “sistemare”, ma come un segnale che chiede ascolto.
La cosa migliore che può fare, come sembra stia già facendo, è cercare un professionista con cui iniziare un percorso che la aiuti a gestire un periodo altrimenti troppo faticoso da affrontare in solitudine. Si merita di stare bene.
Le auguro il meglio,

Dott. Daniele Migliore
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve — grazie per aver condiviso quello che sta succedendo, capisco quanto sia difficile trovarsi in questo circolo vizioso tra ansia e mancanza d’appetito.
In poche parole: è molto comune che l’ansia cambi il funzionamento dello stomaco (maggiore tensione muscolare, riduzione della motilità, sensazione di nausea o “chiusura”): questo rende mangiare faticoso e a sua volta la mancanza di calorie peggiora ansia e debolezza. Ecco alcuni consigli pratici e subito attuabili:
• Piccoli passi: prova a mangiare porzioni molto piccole e frequenti (es. 6 mini-pasti al giorno) invece di tre pasti grandi.
• Cibi facili e nutrienti: brodi, zuppe vellutate, frullati proteici o yogurt possono dare calorie senza sforzo masticatorio.
• Bevande caloriche se necessario: frullati con latte (o bevanda vegetale), banana, yogurt, un cucchiaio di burro di arachidi o polvere proteica.
• Routine e orario: stabilire momenti fissi per mangiare aiuta il corpo a riabituarsi.
• Riduci la tensione prima dei pasti: 3–5 minuti di respirazione diaframmatica (inspirare contando fino a 4, espirare fino a 6) o una breve camminata lieve possono calmare lo stomaco.
• Mangia senza fretta e senza distrazioni: sedersi, masticare lentamente, bere piccoli sorsi d’acqua tra i bocconi.
• Piccoli obiettivi graduali: imporre di finire “solo un cucchiaio in più” può rompere la resistenza senza creare ansia.
• Rimedi semplici per nausea/disagio: zenzero (caramelle o tè), camomilla o menta possono aiutare; evita cibi troppo grassi o speziati se danno fastidio.
• Supporto farmacologico/medico: se perdi peso rapidamente, sei molto debole o non riesci a mangiare per giorni, consulta il tuo medico o un gastroenterologo — a volte serve un intervento nutrizionale o temporaneo farmacologico.
• Parallelamente: è importante che tu continui la ricerca di uno psicologo/psicoterapeuta — lavorare sull’ansia riduce spesso anche i sintomi gastrointestinali. Un dietista/nutrizionista può invece aiutare con piani alimentari pratici e calorie “concentrate”.
Se vuoi, quando ci vedremo potremo costruire insieme un piano graduale per riabituare l’appetito e contemporaneamente lavorare sull’ansia. Nel frattempo, se noti calo di peso importante, vomito persistente, sangue nelle feci o segni di disidratazione, contatta urgentemente il medico.
È comunque consigliabile approfondire la situazione con uno specialista per una valutazione completa.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente, capisco quanto possa essere difficile convivere con l’ansia, soprattutto quando si manifesta anche attraverso il corpo. La sensazione dello stomaco “chiuso” è un sintomo piuttosto frequente: quando si vive uno stato di forte tensione emotiva, il corpo reagisce modificando il funzionamento di alcuni sistemi, come quello digestivo.
In questi casi è importante prendersi cura sia dell’aspetto psicologico sia di quello fisico. Le suggerisco di parlarne anche con il Suo medico di base o con un gastroenterologo, per escludere altre possibili cause e ricevere un sostegno adeguato sul piano somatico. Parallelamente, un percorso psicologico può aiutarLa a comprendere e gestire meglio l’ansia, favorendo così anche un miglior equilibrio corporeo.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Cara utente,
l'ansia e spesso legato allo stomaco nel senso che è possibile che si senta lì e che quindi ne vada di mezzo il senso di fame, la nausea ect. Quindi mi verrebbe da dirle che il suo stomaco sta bene, ma la sua mente e la sua anima stanno soffrendo e per dare un segnale di allarme forte usano il corpo per avere la sua attenzione. La sua idea di cercare uno psicologo e iniziare un percorso è ottima e realmente utile per conoscere il problema e affrontarlo così da stare meglio. Si butti e decisa di affidarsi ad un professionista: lo scelga sulla base dell'effetto che le fa, poichè è importante il primo impatto che si ha a pelle.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Dott.ssa Ilaria Cabula
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Torino
Capisco quanto possa essere faticoso vivere ciò che descrive. Quando l’ansia si manifesta anche attraverso il corpo, come nel caso dello stomaco chiuso o della difficoltà a nutrirsi, si ha la sensazione di perdere il controllo su qualcosa di essenziale, e questo può aumentare ancora di più la tensione.
Il corpo e la mente parlano spesso la stessa lingua: quando uno dei due si contrae, anche l’altro fatica a distendersi. È comprensibile che oggi avverta un circolo difficile da interrompere, in cui la mancanza di appetito e la debolezza si alimentano a vicenda.
Riuscire a prendersi cura di sé, anche solo riconoscendo questo bisogno e cercando un aiuto, è già un passo importante. A volte è proprio da questi piccoli gesti, dal desiderio di tornare a sentire il corpo come un alleato, che può cominciare un cambiamento.

Un caro saluto,
Dott.ssa Ilaria Cabula
Psicologa Psicoterapeuta
Dott.ssa Silvana Grilli
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera, capisco bene quanto possa essere difficile convivere con stati ansiosi così intensi. A volte l’ansia può manifestarsi anche attraverso il corpo, dando origine a sintomi fisici che amplificano il disagio e rendono tutto più faticoso.
Quando le emozioni diventano troppo difficili da gestire, il corpo può farsi portavoce di ciò che dentro di noi chiede attenzione e ascolto.
Il suo rapporto con il cibo sembra proprio rispecchiare questa sofferenza più profonda, che merita di essere accolta con delicatezza e comprensione.
Le suggerirei di iniziare un percorso psicologico che possa offrirle uno spazio sicuro e accogliente, dove poter esplorare i suoi vissuti, dare voce a ciò che prova e trovare, passo dopo passo, un modo più sereno per affrontare i suoi sintomi.
Le auguro di potersi concedere il tempo e la cura di cui ha bisogno.
Un caro saluto, Dott.ssa Silvana Grilli
Dott.ssa Donatella Di Grazia
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Buongiorno, l'ansia può causare una perdita di appetito, pertanto mi sento di consigliarle caldamente di iniziare un percorso di psicoterapia. Sul portale può trovare vari nominativi di psicoterapeuti esperti che potranno aiutarla ad affrontare quest'ansia e i sintomi che ne derivano. Un caro saluto
Buongiorno, da ciò che scrive si vede che non è “solo lo stomaco” a stare male, ma un sistema ansioso che, da circa un mese, ha trovato proprio lì il suo canale principale di espressione.

Quando l’ansia si attiva in modo intenso e prolungato, il corpo entra in una sorta di modalità allerta: il sistema nervoso si prepara a “fronteggiare un pericolo” e, tra le prime cose che rallenta, c’è proprio la funzione digestiva. Non è una fissazione psicologica: è un effetto reale dell’iper-attivazione. Lo stomaco che si “chiude”, la fatica a introdurre cibo, la sensazione di nausea o di blocco sono quindi, molto spesso, parte del quadro ansioso, non qualcosa di separato.

A questo si aggiunge un altro livello, più cognitivo: lei sente la fame e la debolezza, prova a mangiare ma ogni pasto diventa una piccola lotta. È facile che si inneschi un circolo in cui:
“sono ansioso → non riesco a mangiare → mi sento sempre più debole → mi preoccupo ancora di più → l’ansia aumenta → lo stomaco si chiude ancora”.
In poco tempo, il sintomo fisico e la preoccupazione per il sintomo iniziano a nutrirsi a vicenda.

Per questo motivo, più che cercare solo “trucchi” per riuscire a mangiare, la cosa più sensata è fare esattamente ciò che sta già provando a fare: trovare uno psicologo e lavorare sul meccanismo che sta alla base. Intervenire solo sugli effetti (lo stomaco chiuso) rischia di dare un sollievo parziale e temporaneo, se il sistema ansioso che li genera rimane intatto. Un percorso psicologico le può servire per capire come si è costruito questo circolo nell’ultimo mese, quali pensieri lo alimentano, quali situazioni lo attivano di più, e per costruire un modo diverso di rapportarsi sia alle sue emozioni sia alle sensazioni fisiche.

Parallelamente, proprio perché lamenta difficoltà a nutrirsi e sensazione di forte debolezza, è comunque utile parlarne anche con il medico di base, così da avere un minimo inquadramento fisico e monitorare peso, livelli di stanchezza, eventuali esami se necessari. Non per escludere a priori l’origine ansiosa, ma per fare le cose in modo completo e tutelante.
Cara utente,
quello che descrivi è qualcosa che molte persone vivono quando l’ansia entra improvvisamente nella loro vita in modo intenso: il corpo diventa il primo luogo in cui l’emozione si manifesta, e lo stomaco spesso è la zona più sensibile ai movimenti interiori. La chiusura che senti non è soltanto fisica: è come se una parte di te fosse in uno stato di allarme tale da sospendere funzioni che in condizioni di tranquillità scorrono naturalmente.
La fame che “si sente” ma che non riesce a tradursi in nutrimento parla di un conflitto interno: una parte bisognosa, che chiede energia, e un’altra parte che sembra trattenere, stringere, chiudere.
È una dinamica che spesso si osserva quando la psiche è sopraffatta da emozioni difficili da contenere: il corpo si fa portavoce di un sovraccarico e prova, a suo modo, a difenderti.
La fatica nel mangiare può allora essere letta come un segnale: qualcosa dentro di te ha bisogno di essere ascoltato, non forzato. Prima ancora del cibo, ciò che può aiutare è trovare un modo per dare un contenimento a questo stato di allarme, comprendere cosa l’ha acceso, quale vissuto sta provando a emergere attraverso il corpo.
In questo senso, il percorso psicologico che stai cercando potrà offrirti uno spazio dove questi movimenti interni possano trovare parole, significato, e gradualmente lasciare meno spazio ai sintomi fisici.
Non esiste una soluzione immediata, né un “modo” per sistemare tutto all’istante. Ma esiste la possibilità di avvicinarti a ciò che il tuo stomaco sta cercando di esprimere: una richiesta di calma, di ascolto, di presenza.
E con il tempo, quando l’allarme interno si abbassa anche solo un po’, spesso il corpo ricomincia spontaneamente a riprendere le sue funzioni, compreso il nutrimento.
Con cura,
dott.ssa Raffaella Pia Testa
Dott.ssa Erika Messinese
Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Salve,
la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo. Comprendo quanto possa essere difficile affrontare un periodo di forte ansia, soprattutto quando questa si manifesta anche a livello fisico, come nel suo caso con la chiusura dello stomaco e la difficoltà a nutrirsi. Si tratta di una reazione comune: quando il corpo è sottoposto a uno stato di allerta costante, le funzioni digestive tendono a rallentare o bloccarsi. Non è una questione di volontà, ma una naturale risposta fisiologica allo stress.
Nell’attesa di iniziare un percorso psicologico, può essere utile procedere con piccoli passi: preferire pasti leggeri e frequenti, scegliere alimenti semplici e facilmente digeribili, concedersi un momento di calma o qualche respiro profondo prima di mangiare per favorire il rilassamento corporeo. Anche una breve passeggiata dopo i pasti può aiutare a riattivare la digestione e a scaricare la tensione.
Le suggerisco inoltre di confrontarsi con il medico di base, che potrà valutare se vi siano anche aspetti organici da considerare o indicarle un supporto temporaneo per alleviare i sintomi gastrici.
Nel percorso psicologico sarà possibile approfondire il legame tra ansia e corpo e lavorare insieme su strategie di gestione che la aiutino a ritrovare equilibrio e benessere.

Spero di aver dato qualche spunto utile, sono a disposizione per ulteriore ascolto e le auguro di trovare il sentiero più percorribile per i suoi bisogni.
Un caro saluto,
Dott.ssa Erika Messinese
Salve, grazie per la sua condivisione. Quando sei in ansia il corpo entra in modalità allerta: lo stomaco si contrae, la digestione rallenta, l’appetito sparisce: è il sistema nervoso che sta premendo il freno. E sì, si crea proprio quel circolo vizioso :meno mangi → più debolezza → più ansia → ancora meno fame.
La buona notizia è che si può sbloccare, con gradualità e senza forzarsi troppo. Mangia senza pressione
Se ti siedi pensando “devo mangiare sennò sto male”, l’ansia sale.
Prova a mangiare mentre fai altro di neutro: TV leggera, musica, qualcuno che parla.
Non fissare il piatto come fosse un esame.
Iniziare sin da subito un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutarti sin da subito ad avere più consapevolezza, e strategie mirate per abbassare i livelli d'ansia. Resto a disposizione.

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