Salve dottori ad oggi vivo la mia vita in modo sereno e in equilibrio con i miei valori e la mia per

26 risposte
Salve dottori ad oggi vivo la mia vita in modo sereno e in equilibrio con i miei valori e la mia personalità. Ho sempre affrontato ogni situazione nella vita anche quelle più difficili senza scappare con molta calma e senza farmi sopraffare dalle situazioni qualche giorno fa essendo un tipo molto curioso, mi sono imbattuto in una pagina dove parlavo di meditazione e queste persone sostenevano di come è importante meditare per raggiungere un equilibrio interiore e la serenità e di come le persone hanno paura della meditazione per non affrontare proprio io interiore quindi se non merito oltre a non essere una persona elevata, vuol dire che ho paura anche io quindi dovrei meditare per forza?
Buongiorno,
la meditazione può essere uno strumento utile per chi desidera conoscersi meglio o gestire l’ansia, ma non è una pratica necessaria per tutti. Ognuno trova il proprio equilibrio in modi diversi: ciò che conta è che lei si senta in sintonia con sé stesso e con i propri valori, come già descrive. Il benessere interiore non dipende da una singola tecnica, ma dal percorso personale che ognuno costruisce con consapevolezza.

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Dott.ssa Letizia Nobilia
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Roma
Caro utente,
da ciò che racconta, sembra che lei abbia già sviluppato nel tempo una buona capacità di affrontare le difficoltà e di mantenere un equilibrio personale, qualità molto preziose.
La meditazione può essere uno strumento utile per alcune persone, ma non è affatto un obbligo né un indicatore di elevazione o coraggio interiore. Ognuno trova il proprio modo per conoscersi e stare bene: c’è chi lo fa attraverso la riflessione, chi con la natura, l’arte, lo sport o la relazione con gli altri.
Se la curiosità la spinge a provarla, può farlo liberamente, ma non perché “deve” piuttosto come un’esperienza da esplorare, senza giudizio né aspettative. Un caro saluto
Dr. Francesco Rossi
Psicologo, Psicologo clinico
Ozzano dell'Emilia
Salve, ritengo opportuno dubitare dagli assolutismi.
Per alcune persone la meditazione è sicuramente uno strumento molto importante e funzionale per conoscersi e trovare un buon equilibrio, questo però non significa necessariamente che sia lo strumento adatto o anche solo più indicato per tutti.
Il mio suggerimento da Psicologo Clinico è di rimanere aperti alle opportunità di autoascolto e crescita, pertanto, se volesse provare la meditazione per vedere se questa può aggiungere benessere alla sua vita, non ci sarebbe nulla di male, come non ci sarebbe nulla di male se, non essendone attratto, non avesse intenzione di provare a sperimentarsi in essa.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Dott.ssa Eva Donnini
Psicologo, Psicologo clinico
Grosseto
Buongiorno,
mi fa piacere leggere che oggi sente di vivere la sua vita in modo sereno e in equilibrio con i suoi valori — è un segnale importante di consapevolezza e stabilità interiore.
Riguardo alla meditazione, è utile ricordare che non esiste un’unica via per stare bene con sé stessi. La meditazione può essere uno strumento prezioso per alcune persone, ma non è una pratica “obbligatoria” né un indice di maggiore o minore evoluzione personale. Se una persona si sente in equilibrio e vive con presenza e consapevolezza anche senza meditare, significa che ha già trovato un proprio modo autentico di coltivare il benessere interiore.
Se invece la curiosità verso la meditazione rimane, può essere interessante esplorarla con calma e senza giudizio, solo come un’esperienza in più da conoscere, non come un dovere.
Se desidera approfondire questi temi o comprendere meglio come coltivare il suo equilibrio personale, sono disponibile anche per colloqui online.
Un cordiale saluto,
Eva Donnini
Dott.ssa Valeria Carolina Paradiso
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Bollate
Che bel messaggio, grazie per aver condiviso i suoi pensieri e le sue riflessioni così oneste! È bello sentire che in questo momento vive la sua vita in modo sereno e in equilibrio con i suoi valori. Questo è un risultato prezioso e testimonia la sua forza interiore e la sua capacità di auto-gestione.
Comprendo perfettamente la curiosità che l'ha spinta a esplorare il mondo della meditazione e, al contempo, il piccolo Tarlo del dubbio che le è stato instillato leggendo quella pagina.
È naturale che un messaggio così diretto — "se non mediti, hai paura di te stesso" — possa creare incertezza, specialmente in una persona che, come lei, ha dimostrato di affrontare le difficoltà con calma e coraggio.
Vorrei rassicurarla su un punto fondamentale:
L'Equilibrio si trova in molti modi: Il suo attuale stato di serenità e la sua capacità di affrontare le sfide della vita "senza scappare" sono la prova che lei ha già trovato il suo modo per stare bene con sé stesso e per integrare il suo mondo interiore. Non esiste un unico sentiero per l'equilibrio. La meditazione è uno strumento fantastico, ma non è l'unico, né è un obbligo.
Coraggio non significa fare tutto: Avere paura di "affrontare il proprio interiore" non si misura con la pratica o meno della meditazione. Il suo coraggio e la sua elevazione (che definirei piuttosto come consapevolezza) si vedono proprio in come lei ha gestito la sua vita finora. Il suo approccio "calmo" e "non sopraffatto" è una forma di meditazione attiva e di presenza a sé stesso.
Nessun "dovere" nel benessere: Non c'è un "dover meditare per forza" o un esame da superare per essere una "persona elevata". Il benessere è un percorso personale e autentico.
La Meditazione è un'Opportunità, non un Giudizio!
Un cordiale saluto e resto a disposizione

Dott.ssa Valeria C. Paradiso
Psicologa, Sessuologa, Istruttrice Mindfulness certificata, Specializzata in Ipnosi Clinica
Dott.ssa Greta Pisano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
No, non è necessario meditare per forza. La meditazione è uno strumento tra i tanti per coltivare equilibrio interiore, ma non è un criterio per misurare il valore o la consapevolezza di una persona. La serenità può essere raggiunta anche attraverso altre pratiche e modalità di introspezione.
Salve,
dal mio punto di vista meditare non è un obbligo, ma una possibilità. Il vero punto è la libertà di scegliere cosa risuona con la propria persona e i propri valori.
Un caro saluto,
Dott.ssa Giorgia Rizzo
Buongiorno,
dalle sue parole emerge una persona consapevole e in equilibrio con sé stessa. La meditazione non è un obbligo né una misura del proprio valore, ma può essere un ottimo strumento di crescita personale: favorisce concentrazione, calma mentale, presenza e capacità di osservare i propri pensieri senza farsi travolgere.
Ognuno però trova il proprio modo per raggiungere serenità e consapevolezza, e ciò che conta è scegliere ciò che davvero risuona con la propria natura.
Se desidera capire come integrare pratiche utili al suo benessere in modo coerente con la sua personalità, mi contatti: potremo approfondirlo insieme.

Un caro saluto,
Melania Monaco
Dott.ssa Maria El Asmar
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera, non vi è correlazione tra praticare meditazione ed essere persone elevate. Questa è semplicemente una pratica che può aiutare nell'essere "presenti e consapevoli". E' libero di scegliere se provare o no la pratica.

Saluti
Dott.ssa Linda Peruzzotti
Psicologo
Somma Lombardo
Buon giorno, io credo che ogni scelta debba essere fatta liberamente e ognuno può decidere cosa fare o meno della sua vita, non trova?
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, la riflessione che condivide è molto interessante e mostra una notevole capacità di introspezione. È naturale, soprattutto per una persona curiosa e attenta al proprio benessere, interrogarsi su ciò che viene proposto come “via obbligata” per raggiungere serenità o crescita personale. Viviamo in un periodo storico in cui la meditazione, come molte altre pratiche di consapevolezza, viene spesso presentata come una sorta di verità universale, quasi fosse una condizione necessaria per essere in equilibrio o per “conoscersi davvero”. Tuttavia, questo modo di pensare può diventare fuorviante, perché ogni persona ha un percorso unico, e ciò che funziona per alcuni non è necessariamente ciò che serve a tutti. Dalle sue parole emerge un’immagine di sé stabile e centrata: descrive una vita vissuta con equilibrio, affrontando le difficoltà senza fuga e con calma. Questo è già un segnale di profonda consapevolezza interiore. Spesso la meditazione viene proposta come strumento per sviluppare proprio quelle capacità che lei ha già in gran parte maturato, come la presenza, la calma mentale e la capacità di osservare le proprie emozioni. Per questo, non è affatto necessario vederla come un “dovere” o come un indice di valore personale. Non meditare non significa avere paura del proprio mondo interiore, né tanto meno essere meno “evoluti” o meno autentici. È importante distinguere tra ciò che nasce da un reale desiderio di esplorazione personale e ciò che nasce da un senso di obbligo o di confronto con modelli esterni. Se la meditazione le suscita curiosità, può certamente provarla con spirito aperto, ma se la sente come un’imposizione o come una misura del suo coraggio, allora rischia di perdere il suo significato originario. La serenità e l’equilibrio interiore non derivano da una tecnica in sé, ma dalla coerenza tra ciò che si è, ciò in cui si crede e il modo in cui si vive. Il fatto che lei riesca a vivere in accordo con i suoi valori, ad affrontare le difficoltà e a mantenere una mente lucida e calma, è già una forma di meditazione nella vita quotidiana. Ogni volta che agisce in modo consapevole, che ascolta se stesso prima di reagire, che sceglie di non farsi travolgere da ciò che accade, sta già praticando una forma di presenza mentale, anche se non la chiama così. Si conceda quindi la libertà di essere come è, senza sentirsi in dovere di aderire a un ideale esterno. Se un giorno sentirà che la meditazione può essere una curiosa esperienza da esplorare, lo faccia, ma senza l’idea di dover “riparare” qualcosa. L’equilibrio che già vive è una testimonianza concreta del fatto che la serenità non dipende da una pratica specifica, ma dalla relazione autentica che ognuno costruisce con se stesso. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Letizia Turchetto
Psicologo, Psicologo clinico
Ponte di Piave
Gentile Utente, buongiorno e grazie per aver condiviso qui questa sua riflessione. La domanda che vorrei approfondire con lei è per quale ragione questo quesito rappresenta un tema a lei caro. Posso comprendere la volontà di conoscersi più approfonditamente, di dedicare spazio alla riflessione su noi stessi e all'accoglienza di temi che ci fanno riflettere e che in qualche modo ci toccano. Le chiedo quindi da cosa nasce questo suo quesito, se da una semplice e pura curiosità o se ci sono dei pensieri e riflessioni in merito alle quali sta cercando delle risposte e delle spiegazioni. Per poter risolvere il suo quesito, sarebbe necessario dedicarsi dello spazio per comprendere adeguatamente quali sono i suoi pensieri, le valutazioni che ha di sè, e se e perchè esse vengono messe in discussione. Questa potrebbe essere una occasione per portare con sè l'acquisizione di una maggior consapevolezza in merito al suo funzionamento, consentendole di far luce su risorse che le sono proprie e al tempo stesso dedicando spazio ad aspetti su cui sta riflettendo.
Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Letizia Turchetto
Dott. Mario Edoardo Camanini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, la sua riflessione è molto matura: cercare equilibrio non significa dover aderire a ogni pratica che viene proposta come indispensabile. La meditazione può essere un valido strumento per alcune persone, ma non è una misura del proprio valore o del proprio livello di consapevolezza. Se già vive in armonia con sé stesso e affronta le difficoltà con calma e lucidità, significa che ha già trovato il suo modo personale di stare bene. Ognuno ha la propria via per coltivare equilibrio interiore — la meditazione è solo una delle tante
Buongiorno,
non tutte le persone del mondo fanno meditazione e alcune vivono comunque in modo sereno ed in equilibrio.
La differenza la fa lei, come mai leggere un semplice dibattito su di un sito ha fatto nascere in lei questi dubbi? Non è la meditazione il punto, ma lei.
Sente di avere paura? Sente di non essere realmente sereno e in equilibrio? Sono queste le domande che dovrebbe porsi, indipendentemente dalla scelta di intraprendere un percorso di meditazione o meno.
Buongiorno,
in merito al tema della meditazione ci sono molte scuole di pensiero differenti.
Sicuramente la meditazione è qualcosa che può supportare la persona nelle situazioni dove emerge irrequietezza, ma ci sono diverse variabili: innanzitutto occorre considerare il temperamento di una persona, ma anche altri aspetti, vicissitudini e/o eventi specifici.
L'elemento principale da tenere in considerazione è il proprio vissuto personale, al di là di quello che possono pensare altre persone.
Resto a disposizione per qualsiasi informazione,
cordiali saluti,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Ciao — bella domanda e importante premessa: il fatto che tu viva la vita in modo sereno e coerente con i tuoi valori dimostra già una buona capacità di autoregolazione. La meditazione non è una prova di valore morale né un requisito per essere “elevati”: è uno strumento pratico che può aiutare alcune persone a migliorare attenzione, gestione dello stress e consapevolezza, ma non è obbligatoria né l’unica strada verso l’equilibrio interiore.

Avere curiosità verso la meditazione e leggere opinioni forti su internet è normale; la paura che “ciò che emerge” durante la meditazione ci sveli lati difficili di noi è una reazione comune — non significa automaticamente che tu abbia qualcosa “che non va”. Spesso la resistenza indica semplicemente che l’esperienza è nuova o che certi contenuti interiori richiedono attenzione graduale e, talvolta, guida.

Se vuoi provare senza impegno: comincia con sessioni molto brevi (2–5 minuti), esercizi di respirazione o pratiche di mindfulness applicate alla vita quotidiana (mangiare, camminare, lavarsi le mani con attenzione). Se trovi che ti aiuta, puoi aumentare gradualmente; se invece ti mette a disagio o ti fa sentire sovraccaricato, non è un fallimento: è un’informazione utile su cosa funziona per te. Esistono molte alternative efficaci — tecniche di rilassamento, esercizi cognitivo-comportamentali, attività fisica, terapia focalizzata sulla regolazione emotiva — che possono offrire gli stessi benefici senza passare per la meditazione formale.

Se l’argomento ti interessa e vuoi esplorarlo in modo sicuro e mirato — o se la prova pratica ti provoca ansia o ricorda esperienze difficili — è consigliabile approfondire con uno specialista che ti possa guidare e orientare sulla strategia più adatta a te.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Damiano Maccarri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentilissimo,
la meditazione, se fatta con un professionista serio e capace, è uno strumento preziosissimo per rafforzare la nostra personalità. Aprirsi è, invece, uno degli sforzi più difficili in assoluto e se lei sente di non esserne ancora in grado, non c'è alcun problema: significa che il compito è ancora troppo difficile. Altra questione è, invece, l'ipnosi - che potrebbe sollevarci qualche dubbio o preoccupazione, per il timore che i nostri più oscuri segreti possano essere visti dagli altri. Ma provi a piccole dosi, meditando da solo in casa o dove può. È estremamente efficace trovare un luogo all'aperto per farlo, possibilmente sull'erba, ma comunque all'aperto. Ed è FONDAMENTALE agire sulla respirazione. È quello il canale per accedere a stati di coscienza più alti.
I miei più cordiali saluti,
Dott. Maccarri
Dott. Daniele Gallucci
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, descrive la preoccupazione di non "essere una persona elevata", in un ottica psicologica potrebbe investigare cosa questo significhi e se davvero è per lei così importante.
Cordiali saluti,
Dott. Daniele Gallucci
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Gentile utente,
non esiste alcun “dovere” di meditare, né la meditazione rappresenta un requisito per essere equilibrati o “elevati”. Si tratta di una pratica facoltativa, utile per alcune persone, ma non indispensabile per tutte.

Dal suo racconto emerge che Lei già possiede una buona capacità di ascolto interno, di calma e di gestione delle difficoltà: qualità che la meditazione mira proprio a sviluppare. In questo senso, non praticarla non significa affatto “avere paura del proprio io interiore”, ma semplicemente avere già trovato, attraverso altre vie, un proprio equilibrio.

La meditazione può essere vista come uno strumento, non come un metro di valore personale. Se la incuriosisce, può esplorarla con apertura, senza obbligo e senza giudizio; se invece non la sente necessaria, significa che sta già coltivando la consapevolezza in altri modi, ugualmente validi.

Dott.ssa Sara Petroni
Dott. Leonardo Iacovone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, lei riporta un tema molto attuale e molto riscontrato. Come ho risposto ad altri utenti con dubbi simili, la meditazione, la spiritualità e se vogliamo la religione in generale, non ti rende automaticamente migliore o peggiore degli altri, e per quanto possono offrire una notevole gratificazione per alcuni possono non farlo per altri. Ciò non toglie che, possiamo vivere in maniera quanto più onesta e retta possibile, con noi stessi e gli altri, anche senza affidarsi a queste pratiche. Per qualsiasi dubbio si senta libero di contattarmi, un caro saluto.
Dott.ssa Francesca Casolari
Psicologo, Psicologo clinico
Modena
salve, io sono maestra di mindfulness, che praticamente serve ad accettare le proprie emozioni, stare nel qui e ora i propri pensieri ed accettarsi ma non vuol dire se uno non medita allora ha paura la meditazione serve per calmare i pensieri grazie
Dott.ssa Cristiana Danese
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Buongiorno, la questione che descrive è molto interessante. La meditazione è sicuramente un ottimo modo per alleviare lo stress e affrontare le difficoltà nella vita in maniera più consapevole. Tuttavia, credo che non sia "obbligatorio" praticarla: ciascuno di noi trova il proprio equilibrio interiore utilizzando diverse strategie di adattamento, la meditazione può essere uno di questi, ma non necessariamente l'unico. Se avesse ulteriori domande a riguardo, le suggerisco di intraprendere un percorso di sostegno psicologico, nel quale provare a esplorare maggiormente la propria interiorità e divenire più consapevoli delle proprie risorse. Se lo vorrà, sono a sua disposizione anche online. Le auguro il meglio, Dott.ssa Cristiana Danese psicologa
Dott. Alessandro Rigutti
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile utente, penso che l'aspetto più importante da sottolineare, in questo caso, sia che lei si sente in equilibrio con sé stesso, avendo sicuramente trovato le sue modalità per esserlo. La meditazione può anche essere un aspetto importante nella consapevolezza di sé, ma non è detto che funzioni per lei e, inoltre, non è detto che sia utile in questo momento. Non credo che fare qualcosa "per forza" possa rappresentare la soluzione migliore per avvicinarsi ad aspetti profondi di sé, ma piuttosto darsi il tempo e lo spazio per ascoltare i propri bisogni e desideri cercando di sintonizzarsi il più possibile con questi. Un caro saluto
Dott.ssa Maria Cristina Giuliani
Sessuologo, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciao, sono la dott.ssa Maria Cristina Giuliani, psicologa clinica e sessuologa.
In realtà, da un punto di vista psicologico, non esiste un unico strumento di crescita valido per tutti. La meditazione è una tecnica utile per alcune persone, ma non è una misura del valore, della consapevolezza o del coraggio interiore.
Tu descrivi un equilibrio costruito nel tempo, basato su calma, responsabilità e coerenza con i tuoi valori: questo è già un segno di integrazione psicologica. Chi riesce ad affrontare le difficoltà senza fuggire, mantenendo lucidità e rispetto di sé, sta già praticando, magari in altre forme, un tipo di presenza consapevole molto simile a quella che la meditazione mira a coltivare.
Quello che leggi online va sempre contestualizzato: spesso i messaggi divulgativi spirituali o motivazionali usano un linguaggio assoluto (“se non mediti hai paura di te”) che rischia di trasformare un possibile strumento di benessere in una prescrizione morale. La vera crescita personale, invece, passa per libertà di scelta, curiosità e ascolto dei propri bisogni autentici.
Puoi provare la meditazione se ti incuriosisce, ma non per “dovere” o per dimostrare di non avere paura. Il fatto di sentirti sereno e coerente con te stesso indica che, al momento, stai già vivendo in sintonia con la tua parte più profonda, ed è questo, in fondo, il senso ultimo di qualunque pratica di consapevolezza.
Cara utente,
sembra che quelle parole lette online abbiano toccato un punto sensibile: non tanto perché tu senta il bisogno reale di meditare, ma perché è come se quel messaggio avesse insinuato un giudizio — “se non lo fai, significa che hai paura o che non sei abbastanza”.
E quando qualcuno mette in dubbio la nostra solidità interiore, anche solo in modo implicito, è naturale che qualcosa dentro si agiti o si chieda: “E se avessero ragione?”
Ma ciò che descrivi della tua vita — la capacità di affrontare le difficoltà, la calma, il non fuggire, l’equilibrio con i tuoi valori — parla già di un lavoro interno profondo, costruito nel tempo, forse senza che tu l’abbia mai chiamato “meditazione” o gli abbia dato un nome particolare.
Non tutte le pratiche fanno parte della storia di ognuno.
E il modo in cui ciascuno accede al proprio mondo interno è unico: per qualcuno passa dal silenzio meditativo, per altri dalla relazione, dalla riflessione, dalla presenza consapevole nella quotidianità.
L’idea che “se non mediti hai paura” è una costruzione culturale, non una verità della psiche.
Quello che ti ha turbato, più che la meditazione in sé, sembra essere il senso di obbligo, la sensazione che esista un unico modo giusto per conoscersi.
Spesso questo tocca una parte molto profonda, quella che teme di non essere “abbastanza”, di non accedere a un livello “più elevato” se non segue ciò che altri considerano essenziale.
Ma l’ascolto interiore non nasce da un dovere.
Nasce da un movimento spontaneo, da un bisogno autentico, da un tempo della mente che non può essere forzato.
Se oggi senti equilibrio, serenità e continuità con te stesso, non c’è nulla da “aggiustare” né da rincorrere per paura di mancare qualcosa.
La vera crescita non avviene sotto imposizione, ma quando qualcosa dentro di noi sente che è il momento.
Con cura,
dott.ssa Raffaella Pia Testa
Gentile utente,
La meditazione (di cui esistono varie tipologie) può essere uno strumento utile per molte persone, ma non è affatto obbligatoria, né rappresenta un criterio per valutare il proprio valore o il proprio “livello” di crescita personale. Non esistono evidenze sul fatto che chi non medita lo faccia per paura di affrontarsi interiormente.
Da ciò che racconta, lei sembra aver già costruito un buon equilibrio, affrontando le difficoltà con calma e consapevolezza. Questo è un segnale molto positivo di funzionamento psicologico.
Se un giorno volesse provare la meditazione per curiosità, può farlo liberamente; se non la sente adatta a lei, va altrettanto bene. L’importante è scegliere ciò che davvero sostiene il suo benessere.
Un caro saluto,
Dott. Alessandro Ocera

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