Salve, sto affrontando un periodo di ansia che sfocia in attacchi di panico con somatizzazioni fisic
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Salve, sto affrontando un periodo di ansia che sfocia in attacchi di panico con somatizzazioni fisiche alternando alti e bassi. Volevo chiedere un’informazione. È normale in questa fase avere un dolore sotto l’ascella, però non ci sono palline o altro e che mi sbatte l’occhio destro? Grazie.
Gentile,
i sintomi fisici che descrive possono talvolta comparire in periodi di ansia e stress, ma non è possibile fare valutazioni a distanza né escludere altre cause. Per questo è importante confrontarsi con il proprio medico, così da chiarire l’origine dei disturbi e ricevere indicazioni adeguate. Parallelamente, se sta vivendo attacchi di panico, un supporto psicologico può aiutarla a comprendere e gestire meglio questi momenti.
Un caro saluto.
i sintomi fisici che descrive possono talvolta comparire in periodi di ansia e stress, ma non è possibile fare valutazioni a distanza né escludere altre cause. Per questo è importante confrontarsi con il proprio medico, così da chiarire l’origine dei disturbi e ricevere indicazioni adeguate. Parallelamente, se sta vivendo attacchi di panico, un supporto psicologico può aiutarla a comprendere e gestire meglio questi momenti.
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Salve,
quello che descrive è molto coerente con uno stato d’ansia intenso che, come spesso accade, si manifesta anche a livello fisico. Quando il sistema nervoso è in costante attivazione, il corpo può produrre sintomi anche molto vari: tensioni muscolari, fastidi localizzati (come sotto l’ascella), e fenomeni come il tremore della palpebra, che è tipicamente legato a stress, stanchezza e iperattivazione.
Il fatto che non ci siano segnali fisici evidenti (come gonfiori o altro) è già un elemento rassicurante, e il movimento dell’occhio è uno dei sintomi più comuni nei periodi di ansia. Questo non significa che “è tutto nella testa”, ma che il corpo sta scaricando una tensione che in questo momento è alta.
Quello che succede spesso è che più si percepiscono questi sintomi, più ci si preoccupa, e più l’ansia aumenta, creando un circolo che mantiene attivi sia gli attacchi di panico che le somatizzazioni.
Detto questo, se il dolore dovesse persistere o aumentare, un controllo medico è sempre corretto per escludere cause organiche e permetterle di stare più tranquillo. Ma nella maggior parte dei casi, in situazioni come la sua, questi segnali rientrano quando si lavora sull’ansia.
Il punto centrale quindi non è il singolo sintomo, ma imparare a gestire questo stato interno che sta “sfogando” sul corpo. Con un lavoro mirato si può ridurre sensibilmente sia la frequenza degli attacchi di panico sia l’intensità delle manifestazioni fisiche.
Se sente che questa fase sta diventando difficile da gestire autonomamente, è un ottimo momento per intervenire parlandone: lavorare sull’ansia adesso le permetterebbe di evitare che si cronicizzi e di tornare a sentirsi di agire come vuole in tutta tranquillità controllando correttamente le sue emozioni. Se vuole, possiamo affrontarlo insieme in modo concreto e mirato.
quello che descrive è molto coerente con uno stato d’ansia intenso che, come spesso accade, si manifesta anche a livello fisico. Quando il sistema nervoso è in costante attivazione, il corpo può produrre sintomi anche molto vari: tensioni muscolari, fastidi localizzati (come sotto l’ascella), e fenomeni come il tremore della palpebra, che è tipicamente legato a stress, stanchezza e iperattivazione.
Il fatto che non ci siano segnali fisici evidenti (come gonfiori o altro) è già un elemento rassicurante, e il movimento dell’occhio è uno dei sintomi più comuni nei periodi di ansia. Questo non significa che “è tutto nella testa”, ma che il corpo sta scaricando una tensione che in questo momento è alta.
Quello che succede spesso è che più si percepiscono questi sintomi, più ci si preoccupa, e più l’ansia aumenta, creando un circolo che mantiene attivi sia gli attacchi di panico che le somatizzazioni.
Detto questo, se il dolore dovesse persistere o aumentare, un controllo medico è sempre corretto per escludere cause organiche e permetterle di stare più tranquillo. Ma nella maggior parte dei casi, in situazioni come la sua, questi segnali rientrano quando si lavora sull’ansia.
Il punto centrale quindi non è il singolo sintomo, ma imparare a gestire questo stato interno che sta “sfogando” sul corpo. Con un lavoro mirato si può ridurre sensibilmente sia la frequenza degli attacchi di panico sia l’intensità delle manifestazioni fisiche.
Se sente che questa fase sta diventando difficile da gestire autonomamente, è un ottimo momento per intervenire parlandone: lavorare sull’ansia adesso le permetterebbe di evitare che si cronicizzi e di tornare a sentirsi di agire come vuole in tutta tranquillità controllando correttamente le sue emozioni. Se vuole, possiamo affrontarlo insieme in modo concreto e mirato.
Salve,
quello che descrive rientra abbastanza frequentemente nei quadri d’ansia, soprattutto quando sono presenti attacchi di panico e una forte attivazione fisica.
L’ansia, infatti, non si manifesta solo a livello emotivo, ma coinvolge anche il corpo in modo molto concreto. Le cosiddette “somatizzazioni” possono assumere forme diverse, tra cui:
Tensioni muscolari localizzate, che possono causare dolore anche in zone specifiche come l’ascella, il torace o le spalle, spesso legate a contratture o posture irrigidite
Fascicolazioni muscolari, come lo “sbattere” dell’occhio (mioclonie o tic), molto comuni nei periodi di stress, stanchezza o iperattivazione nervosa
Sensazioni fisiche intermittenti che tendono ad aumentare quando l’attenzione è focalizzata sul corpo
Il fatto che non siano presenti “palline” o altri segni evidenti è rassicurante, ma è sempre importante non attribuire automaticamente tutto all’ansia: un controllo medico di base può aiutare a escludere cause organiche e a tranquillizzarsi.
Un aspetto importante da considerare è che l’ansia tende ad alimentarsi proprio attraverso questi sintomi fisici: più li si osserva con preoccupazione, più il corpo rimane in uno stato di allerta, creando un circolo vizioso.
Per questo motivo, oltre a eventuali accertamenti medici, è utile lavorare su:
gestione dell’ansia e degli attacchi di panico
tecniche di rilassamento e regolazione corporea
comprensione dei meccanismi che mantengono il disturbo
Le consiglio quindi di non fermarsi a questo dubbio, ma di approfondire la situazione con uno specialista, che possa aiutarla a inquadrare meglio sia i sintomi fisici sia il vissuto ansioso.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive rientra abbastanza frequentemente nei quadri d’ansia, soprattutto quando sono presenti attacchi di panico e una forte attivazione fisica.
L’ansia, infatti, non si manifesta solo a livello emotivo, ma coinvolge anche il corpo in modo molto concreto. Le cosiddette “somatizzazioni” possono assumere forme diverse, tra cui:
Tensioni muscolari localizzate, che possono causare dolore anche in zone specifiche come l’ascella, il torace o le spalle, spesso legate a contratture o posture irrigidite
Fascicolazioni muscolari, come lo “sbattere” dell’occhio (mioclonie o tic), molto comuni nei periodi di stress, stanchezza o iperattivazione nervosa
Sensazioni fisiche intermittenti che tendono ad aumentare quando l’attenzione è focalizzata sul corpo
Il fatto che non siano presenti “palline” o altri segni evidenti è rassicurante, ma è sempre importante non attribuire automaticamente tutto all’ansia: un controllo medico di base può aiutare a escludere cause organiche e a tranquillizzarsi.
Un aspetto importante da considerare è che l’ansia tende ad alimentarsi proprio attraverso questi sintomi fisici: più li si osserva con preoccupazione, più il corpo rimane in uno stato di allerta, creando un circolo vizioso.
Per questo motivo, oltre a eventuali accertamenti medici, è utile lavorare su:
gestione dell’ansia e degli attacchi di panico
tecniche di rilassamento e regolazione corporea
comprensione dei meccanismi che mantengono il disturbo
Le consiglio quindi di non fermarsi a questo dubbio, ma di approfondire la situazione con uno specialista, che possa aiutarla a inquadrare meglio sia i sintomi fisici sia il vissuto ansioso.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
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