Salve, sto affrontando un periodo di ansia che sfocia in attacchi di panico con somatizzazioni fisic
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Salve, sto affrontando un periodo di ansia che sfocia in attacchi di panico con somatizzazioni fisiche alternando alti e bassi. Volevo chiedere un’informazione. È normale in questa fase avere un dolore sotto l’ascella, però non ci sono palline o altro e che mi sbatte l’occhio destro? Grazie.
Gentile,
i sintomi fisici che descrive possono talvolta comparire in periodi di ansia e stress, ma non è possibile fare valutazioni a distanza né escludere altre cause. Per questo è importante confrontarsi con il proprio medico, così da chiarire l’origine dei disturbi e ricevere indicazioni adeguate. Parallelamente, se sta vivendo attacchi di panico, un supporto psicologico può aiutarla a comprendere e gestire meglio questi momenti.
Un caro saluto.
i sintomi fisici che descrive possono talvolta comparire in periodi di ansia e stress, ma non è possibile fare valutazioni a distanza né escludere altre cause. Per questo è importante confrontarsi con il proprio medico, così da chiarire l’origine dei disturbi e ricevere indicazioni adeguate. Parallelamente, se sta vivendo attacchi di panico, un supporto psicologico può aiutarla a comprendere e gestire meglio questi momenti.
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Salve,
quello che descrive è molto coerente con uno stato d’ansia intenso che, come spesso accade, si manifesta anche a livello fisico. Quando il sistema nervoso è in costante attivazione, il corpo può produrre sintomi anche molto vari: tensioni muscolari, fastidi localizzati (come sotto l’ascella), e fenomeni come il tremore della palpebra, che è tipicamente legato a stress, stanchezza e iperattivazione.
Il fatto che non ci siano segnali fisici evidenti (come gonfiori o altro) è già un elemento rassicurante, e il movimento dell’occhio è uno dei sintomi più comuni nei periodi di ansia. Questo non significa che “è tutto nella testa”, ma che il corpo sta scaricando una tensione che in questo momento è alta.
Quello che succede spesso è che più si percepiscono questi sintomi, più ci si preoccupa, e più l’ansia aumenta, creando un circolo che mantiene attivi sia gli attacchi di panico che le somatizzazioni.
Detto questo, se il dolore dovesse persistere o aumentare, un controllo medico è sempre corretto per escludere cause organiche e permetterle di stare più tranquillo. Ma nella maggior parte dei casi, in situazioni come la sua, questi segnali rientrano quando si lavora sull’ansia.
Il punto centrale quindi non è il singolo sintomo, ma imparare a gestire questo stato interno che sta “sfogando” sul corpo. Con un lavoro mirato si può ridurre sensibilmente sia la frequenza degli attacchi di panico sia l’intensità delle manifestazioni fisiche.
Se sente che questa fase sta diventando difficile da gestire autonomamente, è un ottimo momento per intervenire parlandone: lavorare sull’ansia adesso le permetterebbe di evitare che si cronicizzi e di tornare a sentirsi di agire come vuole in tutta tranquillità controllando correttamente le sue emozioni. Se vuole, possiamo affrontarlo insieme in modo concreto e mirato.
quello che descrive è molto coerente con uno stato d’ansia intenso che, come spesso accade, si manifesta anche a livello fisico. Quando il sistema nervoso è in costante attivazione, il corpo può produrre sintomi anche molto vari: tensioni muscolari, fastidi localizzati (come sotto l’ascella), e fenomeni come il tremore della palpebra, che è tipicamente legato a stress, stanchezza e iperattivazione.
Il fatto che non ci siano segnali fisici evidenti (come gonfiori o altro) è già un elemento rassicurante, e il movimento dell’occhio è uno dei sintomi più comuni nei periodi di ansia. Questo non significa che “è tutto nella testa”, ma che il corpo sta scaricando una tensione che in questo momento è alta.
Quello che succede spesso è che più si percepiscono questi sintomi, più ci si preoccupa, e più l’ansia aumenta, creando un circolo che mantiene attivi sia gli attacchi di panico che le somatizzazioni.
Detto questo, se il dolore dovesse persistere o aumentare, un controllo medico è sempre corretto per escludere cause organiche e permetterle di stare più tranquillo. Ma nella maggior parte dei casi, in situazioni come la sua, questi segnali rientrano quando si lavora sull’ansia.
Il punto centrale quindi non è il singolo sintomo, ma imparare a gestire questo stato interno che sta “sfogando” sul corpo. Con un lavoro mirato si può ridurre sensibilmente sia la frequenza degli attacchi di panico sia l’intensità delle manifestazioni fisiche.
Se sente che questa fase sta diventando difficile da gestire autonomamente, è un ottimo momento per intervenire parlandone: lavorare sull’ansia adesso le permetterebbe di evitare che si cronicizzi e di tornare a sentirsi di agire come vuole in tutta tranquillità controllando correttamente le sue emozioni. Se vuole, possiamo affrontarlo insieme in modo concreto e mirato.
Salve,
quello che descrive rientra abbastanza frequentemente nei quadri d’ansia, soprattutto quando sono presenti attacchi di panico e una forte attivazione fisica.
L’ansia, infatti, non si manifesta solo a livello emotivo, ma coinvolge anche il corpo in modo molto concreto. Le cosiddette “somatizzazioni” possono assumere forme diverse, tra cui:
Tensioni muscolari localizzate, che possono causare dolore anche in zone specifiche come l’ascella, il torace o le spalle, spesso legate a contratture o posture irrigidite
Fascicolazioni muscolari, come lo “sbattere” dell’occhio (mioclonie o tic), molto comuni nei periodi di stress, stanchezza o iperattivazione nervosa
Sensazioni fisiche intermittenti che tendono ad aumentare quando l’attenzione è focalizzata sul corpo
Il fatto che non siano presenti “palline” o altri segni evidenti è rassicurante, ma è sempre importante non attribuire automaticamente tutto all’ansia: un controllo medico di base può aiutare a escludere cause organiche e a tranquillizzarsi.
Un aspetto importante da considerare è che l’ansia tende ad alimentarsi proprio attraverso questi sintomi fisici: più li si osserva con preoccupazione, più il corpo rimane in uno stato di allerta, creando un circolo vizioso.
Per questo motivo, oltre a eventuali accertamenti medici, è utile lavorare su:
gestione dell’ansia e degli attacchi di panico
tecniche di rilassamento e regolazione corporea
comprensione dei meccanismi che mantengono il disturbo
Le consiglio quindi di non fermarsi a questo dubbio, ma di approfondire la situazione con uno specialista, che possa aiutarla a inquadrare meglio sia i sintomi fisici sia il vissuto ansioso.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive rientra abbastanza frequentemente nei quadri d’ansia, soprattutto quando sono presenti attacchi di panico e una forte attivazione fisica.
L’ansia, infatti, non si manifesta solo a livello emotivo, ma coinvolge anche il corpo in modo molto concreto. Le cosiddette “somatizzazioni” possono assumere forme diverse, tra cui:
Tensioni muscolari localizzate, che possono causare dolore anche in zone specifiche come l’ascella, il torace o le spalle, spesso legate a contratture o posture irrigidite
Fascicolazioni muscolari, come lo “sbattere” dell’occhio (mioclonie o tic), molto comuni nei periodi di stress, stanchezza o iperattivazione nervosa
Sensazioni fisiche intermittenti che tendono ad aumentare quando l’attenzione è focalizzata sul corpo
Il fatto che non siano presenti “palline” o altri segni evidenti è rassicurante, ma è sempre importante non attribuire automaticamente tutto all’ansia: un controllo medico di base può aiutare a escludere cause organiche e a tranquillizzarsi.
Un aspetto importante da considerare è che l’ansia tende ad alimentarsi proprio attraverso questi sintomi fisici: più li si osserva con preoccupazione, più il corpo rimane in uno stato di allerta, creando un circolo vizioso.
Per questo motivo, oltre a eventuali accertamenti medici, è utile lavorare su:
gestione dell’ansia e degli attacchi di panico
tecniche di rilassamento e regolazione corporea
comprensione dei meccanismi che mantengono il disturbo
Le consiglio quindi di non fermarsi a questo dubbio, ma di approfondire la situazione con uno specialista, che possa aiutarla a inquadrare meglio sia i sintomi fisici sia il vissuto ansioso.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Salve, quello che descrive è abbastanza frequente nei periodi di ansia intensa, soprattutto quando ci sono attacchi di panico. Il corpo entra in uno stato di allerta costante e può “scaricare” la tensione in vari modi: lo sfarfallio dell’occhio è spesso legato a stress e affaticamento, mentre i dolori nella zona ascellare possono essere collegati a contratture muscolari o a una maggiore sensibilità corporea.
Quando siamo molto in ansia, tendiamo anche a monitorare di più il corpo, e questo può far percepire sensazioni che prima passavano inosservate, amplificandole.
Detto questo, è sempre corretto non attribuire tutto automaticamente all’ansia: se il dolore persiste, cambia o la preoccupa, un controllo medico è utile per escludere cause organiche e rassicurarsi.
Parallelamente, il punto centrale resta lavorare sull’ansia e sugli attacchi di panico, perché è lì che si genera il circolo che mantiene anche questi sintomi fisici.
Saluti
Eleonora Rossini
Quando siamo molto in ansia, tendiamo anche a monitorare di più il corpo, e questo può far percepire sensazioni che prima passavano inosservate, amplificandole.
Detto questo, è sempre corretto non attribuire tutto automaticamente all’ansia: se il dolore persiste, cambia o la preoccupa, un controllo medico è utile per escludere cause organiche e rassicurarsi.
Parallelamente, il punto centrale resta lavorare sull’ansia e sugli attacchi di panico, perché è lì che si genera il circolo che mantiene anche questi sintomi fisici.
Saluti
Eleonora Rossini
Benchè l'ansia possa provocare somatizzazioni di vario tipo, sarebbe il caso di fare tutte le indagini di tipo medico necessarie per dissipare qualsiasi dubbio circa un'origine di tipo organica.
Buongiorno, le consiglio un consulto con il medico curante per escludere le patologie organiche e poi di iniziare un percorso psicologico per la gestione dell'ansia. Cordiali saluti.
Salve, grazie per aver condiviso quello che sta vivendo. Si sente quanto questo periodo sia faticoso e quanto i sintomi fisici possano aumentare la preoccupazione, soprattutto quando si presentano in modo nuovo o insolito. Quando si vivono stati d’ansia intensi e attacchi di panico, il corpo può diventare molto sensibile e reattivo, e questo può portare a percepire sensazioni che in altri momenti passerebbero quasi inosservate. Dal punto di vista cognitivo comportamentale è importante considerare il legame molto stretto tra mente e corpo. Quando il livello di attivazione interna è alto, il sistema nervoso tende a rimanere in uno stato di allerta. Questo può tradursi in tensioni muscolari, piccoli spasmi, fastidi localizzati o sensazioni corporee che cambiano nel tempo. Il fatto che lei avverta un dolore sotto l’ascella o un movimento involontario dell’occhio può rientrare in questa aumentata attivazione, soprattutto se questi sintomi compaiono o si intensificano nei momenti di maggiore ansia. Quello che spesso accade è che la mente, nel tentativo di capire e controllare ciò che succede, si focalizzi molto su queste sensazioni. Più attenzione si porta su un punto del corpo, più quel punto sembra “farsi sentire”. Questo non significa che stia immaginando qualcosa, ma che il meccanismo di attenzione e preoccupazione amplifica la percezione. A quel punto può partire un circolo in cui il sintomo preoccupa, la preoccupazione aumenta l’ansia, e l’ansia intensifica il sintomo. È comprensibile che questo generi dubbi e timori, soprattutto quando si ha già esperienza di attacchi di panico. In questi momenti può diventare difficile distinguere tra una sensazione legata all’ansia e qualcosa di diverso, e questo porta la mente a cercare continuamente rassicurazioni. Tuttavia, questa ricerca costante può mantenere attivo il problema, perché continua a tenere alta l’attenzione sul corpo. Un passaggio importante è iniziare a osservare come questi sintomi si inseriscono nel suo stato emotivo generale. Spesso non sono isolati, ma compaiono insieme ad altri segnali di tensione o in momenti in cui la mente è particolarmente attiva e preoccupata. Imparare a riconoscere questo collegamento può aiutare a ridurre l’impatto che hanno su di lei. In un percorso di supporto psicologico si lavora proprio su questi aspetti, aiutando la persona a comprendere come funziona questo circolo tra pensieri, emozioni e sensazioni fisiche, e a sviluppare modalità diverse di risposta che permettano al sistema di calmarsi gradualmente. Questo non solo riduce i sintomi, ma aiuta anche a sentirsi meno in balia di ciò che accade nel proprio corpo. Il fatto che lei stia cercando di capire e di dare un senso a ciò che prova è un passo importante. Avere uno spazio in cui poter esplorare questi vissuti con maggiore tranquillità può aiutarla a uscire da questo stato di allerta continua e a ritrovare una sensazione di maggiore stabilità. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
grazie per aver condiviso ciò che stai vivendo: immagino non sia semplice affrontare momenti di ansia così intensi, soprattutto quando il corpo manifesta segnali che possono spaventare.
In situazioni di ansia e attacchi di panico è piuttosto frequente che il corpo “parli” attraverso diverse sensazioni fisiche, anche variabili nel tempo. Tensioni muscolari, piccoli dolori localizzati (come nella zona dell’ascella) o fenomeni come il tremolio dell’occhio possono essere collegati a uno stato di attivazione e stress prolungato.
Detto questo, è sempre importante non trascurare il corpo: se questi sintomi persistono o ti preoccupano, può essere utile confrontarti anche con il tuo medico per escludere cause organiche e sentirti più tranquillo.
Parallelamente, un percorso psicologico può aiutarti a comprendere meglio ciò che stai vivendo e a trovare strumenti concreti per gestire l’ansia e ridurre l’intensità degli attacchi di panico, lavorando sia sui pensieri che sulle sensazioni corporee.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
grazie per aver condiviso ciò che stai vivendo: immagino non sia semplice affrontare momenti di ansia così intensi, soprattutto quando il corpo manifesta segnali che possono spaventare.
In situazioni di ansia e attacchi di panico è piuttosto frequente che il corpo “parli” attraverso diverse sensazioni fisiche, anche variabili nel tempo. Tensioni muscolari, piccoli dolori localizzati (come nella zona dell’ascella) o fenomeni come il tremolio dell’occhio possono essere collegati a uno stato di attivazione e stress prolungato.
Detto questo, è sempre importante non trascurare il corpo: se questi sintomi persistono o ti preoccupano, può essere utile confrontarti anche con il tuo medico per escludere cause organiche e sentirti più tranquillo.
Parallelamente, un percorso psicologico può aiutarti a comprendere meglio ciò che stai vivendo e a trovare strumenti concreti per gestire l’ansia e ridurre l’intensità degli attacchi di panico, lavorando sia sui pensieri che sulle sensazioni corporee.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Buongiorno, certamente! Sono somatizzazioni molto comuni, e potrebbero anche essere legate a delle preoccupazioni di natura ipocondriaca. Ritengo utile consigliare l'inizio di un percorso psicologico col professionista che preferisce. Resto a disposizione. Cordialità!
Buongiorno, come primo passaggio, se non l'ha già fatto, le consiglio una visita medica per escludere qualunque tipo di problema fisico, così da poter essere rassicurata sotto questo punto di vista. In caso di esito negativo allora si potrebbe ipotizzare una somatizzazione dovuto al periodo di forte ansia. In quel caso le consiglio di affidarsi ad uno psicologo con cui poter condividere le sue difficoltà con l'obiettivo di ritrovare il benessere psico-fisico. Sicuramente parlarne è già un primo passo verso la serenità. Cordialmente
Salve, mi dispiace che lei stia passando questo periodo.
Per quanto riguarda l'occhio destro, potrebbe essere un tremolio involontario della palpebra che potrebbe essere generato da condizioni di vita stressanti che coincidono con il quadro da lei presentato. Generamente questo tipo di tremolio può essere causato da stress, carenza di sonno, eccessivo uso di caffeina o sostanze attivanti. In altri casi potrebbe dipendere da condizioni mediche, per questo potrebbe consultare il suo medico di famiglia che può aiutarla ad escludere varie cause. Per quanto riguarda il dolore sotto l'ascella, invece, in base ai pochi dettagli presentati non mi esporrei più di tanto in quanto psicologa e non medico. Quello che potrebbe essere opportuno, a mio parere, sarebbe come prima cosa contattare il proprio medico di famiglia per escludere eventuali condizione fisiche e valutare se possibile un sostegno psicologico per affrontare il periodo stressante. Resto a sua disposizione per eventuali dubbi o chiarimenti.
Per quanto riguarda l'occhio destro, potrebbe essere un tremolio involontario della palpebra che potrebbe essere generato da condizioni di vita stressanti che coincidono con il quadro da lei presentato. Generamente questo tipo di tremolio può essere causato da stress, carenza di sonno, eccessivo uso di caffeina o sostanze attivanti. In altri casi potrebbe dipendere da condizioni mediche, per questo potrebbe consultare il suo medico di famiglia che può aiutarla ad escludere varie cause. Per quanto riguarda il dolore sotto l'ascella, invece, in base ai pochi dettagli presentati non mi esporrei più di tanto in quanto psicologa e non medico. Quello che potrebbe essere opportuno, a mio parere, sarebbe come prima cosa contattare il proprio medico di famiglia per escludere eventuali condizione fisiche e valutare se possibile un sostegno psicologico per affrontare il periodo stressante. Resto a sua disposizione per eventuali dubbi o chiarimenti.
Gentile Utente,
i sintomi che riferisce, come soprattutto il tremolio della palpebra, possono essere legati all'ansia e allo stress. Il consiglio è comunque quello di chiedere un consulto al suo medico, in particolare per il dolore sotto l'ascella, in modo che possa accertarsi che non siano sintomi che richiedono esami di approfondimento. Dopodiché, il corpo a volte può manifestare vissuti psichici in modi non immediatamente comprensibili, attraverso le somatizzazioni. Dato anche il periodo di forte ansia che riferisce, potrebbe essere utile portare queste questioni nello studio di un professionista.
Un caro saluto
i sintomi che riferisce, come soprattutto il tremolio della palpebra, possono essere legati all'ansia e allo stress. Il consiglio è comunque quello di chiedere un consulto al suo medico, in particolare per il dolore sotto l'ascella, in modo che possa accertarsi che non siano sintomi che richiedono esami di approfondimento. Dopodiché, il corpo a volte può manifestare vissuti psichici in modi non immediatamente comprensibili, attraverso le somatizzazioni. Dato anche il periodo di forte ansia che riferisce, potrebbe essere utile portare queste questioni nello studio di un professionista.
Un caro saluto
Buongiorno.
Quello che descrive — ansia, attacchi di panico e somatizzazioni — può effettivamente manifestarsi in modi molto diversi nel corpo, e sia il dolore all'ascella che il tic all'occhio possono essere espressioni fisiche dello stress e della tensione accumulata.
Detto questo, è sempre importante escludere cause organiche: le consiglio di farne menzione al suo medico di base, così da fare una valutazione fisica e togliersi ogni dubbio. Corpo e mente vanno curati insieme.
Quello che descrive — ansia, attacchi di panico e somatizzazioni — può effettivamente manifestarsi in modi molto diversi nel corpo, e sia il dolore all'ascella che il tic all'occhio possono essere espressioni fisiche dello stress e della tensione accumulata.
Detto questo, è sempre importante escludere cause organiche: le consiglio di farne menzione al suo medico di base, così da fare una valutazione fisica e togliersi ogni dubbio. Corpo e mente vanno curati insieme.
Salve,
quello che descrive è piuttosto comune nei periodi in cui l’ansia è intensa e tende a manifestarsi anche a livello fisico: l'organismo può reagire con diverse somatizzazioni quali tensioni muscolari (che possono essere percepite anche in zone come l’ascella) oppure piccoli spasmi involontari, come il tremolio della palpebra.
Detto questo, è sempre importante non attribuire automaticamente tutto all’ansia: se il dolore dovesse persistere o aumentare, può essere utile confrontarsi anche con il proprio medico per escludere cause di natura organica.
Per quanto riguarda gli attacchi di panico e l’alternanza tra momenti di maggiore e minore intensità, anche quest'ultima è una dinamica frequente, ma affrontabile con il giusto supporto. Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio ciò che sta accadendo e a trovare strumenti efficaci per gestire l’ansia e i sintomi fisici.
Resto a disposizione, se lo desidera, per un approfondimento.
Un caro saluto
quello che descrive è piuttosto comune nei periodi in cui l’ansia è intensa e tende a manifestarsi anche a livello fisico: l'organismo può reagire con diverse somatizzazioni quali tensioni muscolari (che possono essere percepite anche in zone come l’ascella) oppure piccoli spasmi involontari, come il tremolio della palpebra.
Detto questo, è sempre importante non attribuire automaticamente tutto all’ansia: se il dolore dovesse persistere o aumentare, può essere utile confrontarsi anche con il proprio medico per escludere cause di natura organica.
Per quanto riguarda gli attacchi di panico e l’alternanza tra momenti di maggiore e minore intensità, anche quest'ultima è una dinamica frequente, ma affrontabile con il giusto supporto. Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio ciò che sta accadendo e a trovare strumenti efficaci per gestire l’ansia e i sintomi fisici.
Resto a disposizione, se lo desidera, per un approfondimento.
Un caro saluto
Salve, quello che descrive è piuttosto frequente nei periodi di ansia intensa. L’ansia, soprattutto quando si manifesta con attacchi di panico, può portare a diverse somatizzazioni fisiche: tensioni muscolari localizzate (anche nella zona del torace e sotto l’ascella) oppure piccoli spasmi involontari, come il tremolio della palpebra. Si tratta di reazioni del corpo legate a uno stato di attivazione prolungata del sistema nervoso. È comunque importante non attribuire automaticamente tutto all’ansia: se il dolore dovesse persistere o intensificarsi, è consigliabile un confronto con il medico per escludere cause organiche e potersi rassicurare. Lavorare sulla gestione dell’ansia e degli attacchi di panico può aiutare a ridurre progressivamente anche questi segnali fisici. Dott.ssa Chiara Avelli
salve, si può capitare anche questo dolore, le consiglio un percorso psicologico
grazie
grazie
Salve,
è possibile che sia sintomi che danno voce all'ansia dove ogni sensazione viene amplificata e percepita più grande. Se ha dei dubbi faccia degli accertamenti medici, ma se ci sono attacchi di panico è possibile che sia legato tutto a quello.
Qualora non lo avesse già fatto, le consiglio di iniziare un percorso poichè a lungo andare è una condizione difficile da sostenere a livello fisico e mentale.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
è possibile che sia sintomi che danno voce all'ansia dove ogni sensazione viene amplificata e percepita più grande. Se ha dei dubbi faccia degli accertamenti medici, ma se ci sono attacchi di panico è possibile che sia legato tutto a quello.
Qualora non lo avesse già fatto, le consiglio di iniziare un percorso poichè a lungo andare è una condizione difficile da sostenere a livello fisico e mentale.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Gentilissimo, grazie per aver condiviso la sua preoccupazione, immagino quanto possa essere stanco.
Ciò che descrive è comune nei quadri ansiosi, specialmente quando l'intensità è maggiore e i sintomi si manifestano attraverso il corpo. Detto questo è sempre importante escludere cause organiche con il proprio medico, soprattutto se i sintomi persistono.
Il punto centrale resta comprendere cosa sta alimentando questa attivazione interna: gli attacchi di panico spesso emergono in momenti di sovraccarico emotivo.
Le consiglierei di iniziare un percorso terapeutico che le permetta di comprendere da cosa deriva questo stato di sofferenza e riuscire a riottenere con il tempo la serenità che merita.
Le auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
Ciò che descrive è comune nei quadri ansiosi, specialmente quando l'intensità è maggiore e i sintomi si manifestano attraverso il corpo. Detto questo è sempre importante escludere cause organiche con il proprio medico, soprattutto se i sintomi persistono.
Il punto centrale resta comprendere cosa sta alimentando questa attivazione interna: gli attacchi di panico spesso emergono in momenti di sovraccarico emotivo.
Le consiglierei di iniziare un percorso terapeutico che le permetta di comprendere da cosa deriva questo stato di sofferenza e riuscire a riottenere con il tempo la serenità che merita.
Le auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
Buongiorno,
in condizioni di ansia e attacchi di panico sono frequenti somatizzazioni fisiche, come tensioni muscolari (anche sotto l’ascella) o fascicolazioni oculari, spesso legate allo stress. Tuttavia, è sempre opportuno escludere cause mediche con il proprio medico.
Un supporto psicologico può aiutarla a gestire i sintomi e ridurre l’intensità dell’ansia.
Le auguro il meglio.
in condizioni di ansia e attacchi di panico sono frequenti somatizzazioni fisiche, come tensioni muscolari (anche sotto l’ascella) o fascicolazioni oculari, spesso legate allo stress. Tuttavia, è sempre opportuno escludere cause mediche con il proprio medico.
Un supporto psicologico può aiutarla a gestire i sintomi e ridurre l’intensità dell’ansia.
Le auguro il meglio.
Gentile utente, sarebbe utile chiedere consulto al suo medico di base ed intraprendere un percorso di supporto psicologico.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
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Dott. Luca Rochdi
Salve,
quello che descrive può essere compatibile con uno stato d’ansia.
Il “tremolio” o battito dell’occhio (palpebra) è molto comune in condizioni di stress e ansia: si tratta spesso di piccole contrazioni involontarie, favorite anche da stanchezza e tensione.
E' importante confrontarsi con il proprio medico e, parallelamente, lavorare sull’ansia. Tecniche di respirazione, rilassamento e un percorso psicologico possono aiutare a ridurre sia gli attacchi di panico sia le manifestazioni fisiche.
Un caro saluto.
quello che descrive può essere compatibile con uno stato d’ansia.
Il “tremolio” o battito dell’occhio (palpebra) è molto comune in condizioni di stress e ansia: si tratta spesso di piccole contrazioni involontarie, favorite anche da stanchezza e tensione.
E' importante confrontarsi con il proprio medico e, parallelamente, lavorare sull’ansia. Tecniche di respirazione, rilassamento e un percorso psicologico possono aiutare a ridurre sia gli attacchi di panico sia le manifestazioni fisiche.
Un caro saluto.
Cara utente, in periodi di molta ansia il corpo ne risente poichè mente e corpo sono strettamente correlate quindi la sintomatologia che si può manifestare i questi momenti è molto vasta. Il tic all'occhio è un sintomo molto comune che deriva solitamente dai fasci nervosi del viso che sono più rigidi e contratti. Il dolore all'ascella anche potrebbe derivare da alterazioni ormonali o di cortisolo nel corpo. In questi casi la prima cosa da fare è una visita specialistica che possa permettere di escludere al 100% la possibilità di cause organiche così da poter essere certi che si tratti di un disturbo psicosomatico. Nell'ultimo caso però è necessario andare a lavorare tempestivamente sulle cause di tale stato emotivo per evitare che la situazione diventi cronica o che porti ad ulteriori sintomi. Un ottimo approccio terapeutico in questi casi è quello bioenergetico che lavora proprio sulla connessione mente-corpo. Rimango a disposizione per ulteriori domande o dubbi, un caro saluto Dott.ssa valentina mestici
Buongiorno, quello che descrive è coerente con uno stato ansioso importante, soprattutto quando l’ansia tende a manifestarsi anche attraverso il corpo. Le somatizzazioni, infatti, possono assumere forme molto diverse: tensioni muscolari, dolori localizzati, fascicolazioni (come il “tremolio” dell’occhio), sensazioni di fastidio o dolore anche in assenza di una causa organica evidente. Il corpo, in queste fasi, è come se fosse costantemente “in allerta” e questo può generare sintomi fisici anche insoliti o intermittenti.
Detto questo, è sempre importante mantenere un doppio sguardo: da un lato riconoscere il ruolo dell’ansia, dall’altro non trascurare gli aspetti medici. Per quanto riguarda il dolore sotto l’ascella, anche se non riferisce la presenza di noduli o altri segnali evidenti, è comunque consigliabile fare un controllo medico, proprio per escludere con serenità eventuali cause organiche.
Per quanto riguarda invece il tremolio dell’occhio, è molto frequentemente associato a stress, stanchezza e tensione nervosa, e tende a risolversi spontaneamente quando il livello di attivazione si abbassa.
In una fase come quella che sta attraversando, può essere davvero utile intraprendere (o proseguire) un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT), che lavora sia sui pensieri che alimentano l’ansia sia sulle reazioni corporee, aiutandola a interrompere il circolo tra sintomi fisici e preoccupazione. Anche tecniche di regolazione come il rilassamento o la mindfulness possono dare un supporto concreto nella gestione delle somatizzazioni.
Detto questo, è sempre importante mantenere un doppio sguardo: da un lato riconoscere il ruolo dell’ansia, dall’altro non trascurare gli aspetti medici. Per quanto riguarda il dolore sotto l’ascella, anche se non riferisce la presenza di noduli o altri segnali evidenti, è comunque consigliabile fare un controllo medico, proprio per escludere con serenità eventuali cause organiche.
Per quanto riguarda invece il tremolio dell’occhio, è molto frequentemente associato a stress, stanchezza e tensione nervosa, e tende a risolversi spontaneamente quando il livello di attivazione si abbassa.
In una fase come quella che sta attraversando, può essere davvero utile intraprendere (o proseguire) un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT), che lavora sia sui pensieri che alimentano l’ansia sia sulle reazioni corporee, aiutandola a interrompere il circolo tra sintomi fisici e preoccupazione. Anche tecniche di regolazione come il rilassamento o la mindfulness possono dare un supporto concreto nella gestione delle somatizzazioni.
Buongiorno, gli attacchi di panico possono dare sintomi di vario tipo e l'occhio che sbatte è molto correlato con lo stress. Lei in che modo si sta prendendo cura di questi attacchi di panico e di questo stato di ansia?
Buongiorno, come prima cosa le suggerisco di rivolgersi al medico di base per escludere qualsiasi patologia di origine organica, in secondo luogo le consiglio in generale di intraprendere un percorso psicoterapeutico per riuscire a gestire al meglio gli attacchi di panico e le somatizzazioni a cui faceva riferimento. Se vuole approfondire sono disponibile per una consulenza online.
Salve, grazie per la condivisione. È normale che l’ansia produca sintomi fisici molto vari: palpitazioni, dolori muscolari, tensione, spasmi, sensazioni di “strani movimenti” del corpo.
Tenere un diario dei sintomi, notando quando compaiono e quanto durano, può aiutare sia te che il medico a capire i pattern legati all’ansia. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutare ad avere più consapevolezza. Resto a disposizione.
Tenere un diario dei sintomi, notando quando compaiono e quanto durano, può aiutare sia te che il medico a capire i pattern legati all’ansia. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutare ad avere più consapevolezza. Resto a disposizione.
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- A 29 settimane avveo collo accorciato ricovero ecc.. ma mai contrazioni..ora sono a 35 settimane e due settimane fa collo 28 con magnesio riposo e progesterone..settimana scorsa mia figlia di 4 anni è caduta si e fatta male sono andata in panico e avevo pancia un po dura al ps al tracciato sono usciti…
- Buongiorno, Per prevenzione al tumore alla mammella sono stata contattata per fare una mammografia, dopo aver fatto l'esame mi sono resa conto a distanza di qualche giorno che ne avevo fatta una quasi 11 mesi fa. Quali possono essere i rischi? Grazie
- Buongiorno,sono un uomo di 35 anni che soffre di acne nodulo-cistica dall'adolescenza. In atto sono in cura con un secondo ciclo di isotretinoina (quasi alla fine),con ottimi risultati. Dopo il primo ciclo ebbi una ricaduta per questo sto facendo il secondo. L'acne è migliorata (avevo noduli e cisti)…
- Buongiorno. Combatto con ansia e ipocondria da oramai 30 anni e sono sul punto di arrendermi. Premetto che ho perso mio padre a 11 anni per un infarto e da allora mi hanno sempre detto di essere forte e che da quel momento avrei dovuto io occuparmi della famiglia, e io ho diciamo "ubbidito" facendo…
- Ho diabete di tipo 2 e da pochissimo faccio l'iniezione di GPL-1 RAS, non essendo abituata a fare merenda posso saltare lo spuntino dopo colazione e dopo pranzo? Grazie
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