Salve soffro di ansia e attacchi da panico. Da qualche mese, ho intrapreso un percorso di psicoterap

26 risposte
Salve soffro di ansia e attacchi da panico. Da qualche mese, ho intrapreso un percorso di psicoterapia d’ accordo con il mio dottore stiamo provando la tecnica dell’esposizione da qualche settimana, devo dire che psicologicamente a poco a poco mi sto sentendo meglio soprattutto non mi faccio prendere più dal panico, ma il corpo ahimè somatizza ancora e soprattutto la mattina appena sveglia l’ansia è molto forte e va scemando durante la giornata… vorrei sapere se tutto questo è normale e se ci voglia più tempo per far riprendere il mio corpo. Grazie.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve,
quello che descrive è molto frequente nei disturbi d’ansia e negli attacchi di panico, soprattutto quando si è all’interno di un percorso terapeutico come quello che sta facendo.

Il fatto che lei riferisca un miglioramento “psicologico” (meno paura del panico, maggiore gestione dei pensieri) è un segnale molto positivo: significa che il lavoro sull’esposizione sta iniziando a modificare il modo in cui interpreta e affronta le sensazioni. Tuttavia, il corpo spesso ha tempi diversi rispetto alla mente.

I sintomi fisici dell’ansia (come agitazione al risveglio, tensione, tachicardia, senso di allarme) sono legati a meccanismi automatici del sistema nervoso, che possono rimanere attivi anche quando a livello cognitivo si è più consapevoli e rassicurati. In particolare, l’ansia al mattino è piuttosto comune: al risveglio si verifica un naturale aumento del cortisolo (ormone dello stress), che in persone sensibili all’ansia può amplificare le sensazioni corporee.

Quindi sì, è normale che:

il miglioramento mentale preceda quello fisico
il corpo continui a “reagire” per un po’ di tempo
i sintomi siano più intensi in alcuni momenti della giornata (come il mattino)

Con la prosecuzione della terapia, e soprattutto continuando con l’esposizione, il sistema nervoso impara gradualmente che quelle sensazioni non sono pericolose. Questo porta, nel tempo, anche a una riduzione della risposta corporea. È un processo di “riaddestramento” che richiede costanza e un po’ di pazienza.

Può essere utile, se non lo sta già facendo, integrare:

tecniche di regolazione fisiologica (respirazione lenta, rilassamento)
pratiche di mindfulness, che aiutano a osservare le sensazioni senza reagire automaticamente

In sintesi, sta andando nella direzione giusta: il fatto che il panico sia meno centrale è già un grande passo, e il corpo tenderà progressivamente ad allinearsi.

Detto questo, è sempre importante continuare a confrontarsi con il proprio terapeuta su questi aspetti, per adattare il lavoro alle sue esigenze specifiche.

Le consiglio quindi di approfondire con uno specialista di riferimento.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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Dott.ssa Maria Teresa Santoro
Psicologo, Psicologo clinico
Palo del Colle
Buongiorno,
innanzitutto complimenti perchè comprendere di avere un problema e cercare di risolverlo è un primo passo in avanti! Sì, ognuno ha i "suoi" tempi. Dia fiducia al suo terapeuta e vedrà che piano piano, riuscirà a gestire il suo corpo! Buon Cammino!!
Dott.ssa Flavia Maietti
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile Utente, La ringrazio per la condivisione. Aver iniziato un percorso psicologico è stata, a mio avviso, una scelta molto importante per riappropriarsi di una condizione di benessere. Mi fa piacere leggere un riscontro positivo della psicoterapia che sta svolgendo. Relativamente ai sintomi a cui fa riferimento, potrebbe volerci ulteriore tempo affinché si affievoliscano del tutto. Se non lo ha già fatto, Le suggerisco di confrontarsi con il suo psicoterapeuta in merito a come si sente la mattina appena sveglia, in modo da esplorare al meglio cosa accade in quel momento che Le comporta uno stato d'ansia.
Le auguro un buon proseguimento di percorso e buona fortuna!
Dott.ssa Flavia Maietti
Dott.ssa Elena Dati
Psicologo, Psicologo clinico
Crema
Buongiorno,
spesso il corpo può impiegare più tempo ad adattarsi e a ridurre le manifestazioni fisiche dell’ansia. Per questo può capitare che alcuni sintomi, come l’ansia al risveglio, continuino a presentarsi ancora per un periodo, anche mentre il lavoro terapeutico sta procedendo.
È quindi comprensibile che il processo richieda tempo e gradualità. Continuare il percorso insieme al professionista che la segue può aiutarla a consolidare questi cambiamenti anche sul piano corporeo.
Resto a disposizione,
un caro saluto.
Dott.ssa Elena Dati
Buongiorno.
Il tempo della cura non ha definizione, si affidi al professionista, non abbia paura...ascolti cio che prova, lo accolga, lo condivida, lo comprenda e vedrà che assumerà un significato, che sarà soltanto suo. Non c'è fretta, ma solo la necessità di prendersi cura di noi stessi.
grazie della sua condivisione
saluti
Dott. Francesco Libera
Psicologo, Psicologo clinico
Trento
Buongiorno,

complimenti per aver deciso di intraprendere un percorso per affrontare ciò la mette in difficoltà. Nei casi di disturbi collegati al panico, i protocolli che si sono dimostrati più efficaci sono proprio quelli di esposizione. Si tratta comunque di un processo e quindi purtroppo richiede tempo, tuttavia è la miglior strada che può prendere. È normale quindi che lei senta ancora un certo malessere nel corpo, specialmente la mattina, dato che da tanto tempo è abituata a vivere uno stato di allerta e monitoraggio dell'ambiente interno e che la circonda. Continui così e se dovesse rimanerle questa preoccupazione, può sempre parlarne con la persona che la sta seguendo. Conoscendo la sua situazione sarà in grado di darle delle indicazioni ancora più precise.
Dott. Davide Martinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Quello che descrivi è molto comune in chi sta affrontando l’ansia e gli attacchi di panico, soprattutto quando si segue un percorso di esposizione graduale. La differenza tra mente e corpo è importante da comprendere: spesso la mente riesce a interiorizzare prima le nuove strategie, a capire razionalmente che non c’è pericolo e a gestire meglio la paura, mentre il corpo impiega più tempo ad adattarsi. I sintomi fisici come tensione, palpitazioni o ansia intensa al risveglio sono normali perché il nostro organismo “si prepara” alla giornata aumentando adrenalina e cortisolo, due ormoni che regolano l’energia ma amplificano la sensazione di allerta.

Anche se la parte mentale sta migliorando, il corpo ha bisogno di essere allenato a calmarsi allo stesso modo: questo richiede tempo, pazienza e costanza nel mettere in pratica le tecniche di respirazione, rilassamento muscolare e gestione dei pensieri. È un processo graduale e, nella maggior parte dei casi, i miglioramenti fisici arrivano dopo qualche settimana o mese, quando il corpo comincia a fidarsi delle strategie apprese.

Se vuoi, possiamo affrontare insieme questi momenti di ansia più intensa in modo pratico, aiutandoti a intervenire sul corpo e sulla mente nello stesso tempo, così da sentirti più stabile e tranquilla fin dal mattino. Questo tipo di approccio permette di avere una guida concreta su come reagire durante gli attacchi e di diminuire progressivamente la somatizzazione.
Dott. Daniele Migliore
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile utente,
da quello che racconta sembra che il percorso che ha intrapreso stia già cominciando a creare dei cambiamenti significativi, il fatto che si senta meglio è indice di grande impegno da parte di entrambi.
È un bene che senta di riuscire a gestire meglio il panico anche se a livello somatico sembra continuare a manifestare sofferenza.
Il corpo non è separato dalla mente, ma esprime modalità profonde di regolazione emotiva costruite nel tempo nelle relazioni. Per questo, anche quando a livello consapevole si acquisiscono nuovi strumenti, può essere necessario più tempo perché questi cambiamenti si radichino a livello più implicito.
Condivida se lo desidera questi suoi pensieri con il terapeuta, in modo da poter gestire insieme i dubbi ed ottenere chiarimenti.
Le auguro il meglio,

Dott. Daniele Migliore
Salve, consideri che lei ha iniziato il percorso da qualche mese e il cambiamento avviene nel tempo, che non può essere definito a priori ma dipende dalla persona. Capisco perfettamente che desidera che quest'ansia sparisca, ma deve dare il tempo necessario affinché questo possa avvenire.
La mia domanda per lei è: come mai questa domanda non l'ha rivolta allo/alla psicoterapeuta che la segue? glielo chiedo perché non è un aspetto da sottovalutare.
E' molto importante che lei ne parli con lui/lei, anche perché la conosce ed ha un'idea più esaustiva della sua situazione.
Mi faccia sapere.
Un saluto
Dott.ssa Alice Migheli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Quello che descrivi è molto coerente con ciò che spesso accade nei percorsi di cura dell’ansia e degli attacchi di panico. Il fatto che tu stia già notando un cambiamento sul piano psicologico — cioè riuscire a non farti travolgere dal panico — è un segnale importante: significa che stai costruendo nuove risposte interne, più regolanti.

Il corpo, però, spesso “impara” più lentamente della mente.

Quando si soffre di ansia per un periodo, il sistema nervoso resta come in uno stato di allerta prolungata. Anche quando inizi a gestire meglio i pensieri e le reazioni emotive, il corpo può continuare per un po’ a reagire automaticamente, come se il pericolo fosse ancora lì. Non è un segno che qualcosa non stia funzionando, ma piuttosto che il processo è in corso.

Il fatto che l’ansia sia più intensa al mattino è anche questo abbastanza comune. Al risveglio ci sono fattori biologici (come il picco del cortisolo) che rendono il corpo più “attivato”, e se il tuo sistema è già sensibile all’ansia, può amplificare quella sensazione. Poi, durante la giornata, man mano che entri nelle attività e sperimenti che “reggi”, il livello scende.

In generale, sì: serve tempo affinché il corpo si riabitui a uno stato di sicurezza. Stai già andando nella direzione giusta. Il miglioramento mentale che descrivi è spesso il primo passo; quello corporeo segue, ma con un ritmo più graduale.
Dott.ssa Claudia Rossi
Psicologo, Psicoterapeuta
Busto Arsizio
Buongiorno,
quello che descrive è normale. Generalmente infatti, anche se a livello psicologico inizia a sentirsi meglio grazie al lavoro terapeutico che sta svolgendo, il corpo rimane attivato più a lungo e continua a reagire come se ci fossero pericoli imminenti.
Accade di frequente anche che l'ansia sia più forte al mattino in quanto i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress) sono più elevati in questa parte della giornata.
la tecnica di esposizione graduale è sicuramente quella più indicata per la problematica da lei esposta.
Le auguro una buona giornata!
Dott.ssa Claudia Rossi
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buongiorno,
Quello che descrivi è un’esperienza piuttosto comune quando si affrontano ansia e attacchi di panico, soprattutto mentre si sta portando avanti un percorso terapeutico come quello che hai iniziato. Il fatto che tu riesca già a gestire meglio il panico e a sentirti psicologicamente un po’ più stabile è un segnale molto importante e positivo del lavoro che stai facendo.

Spesso, mentre la mente inizia gradualmente a trovare nuovi equilibri, il corpo può impiegare un po’ più di tempo per “riabituarsi” a uno stato di maggiore calma. I sintomi fisici dell’ansia, come quelli che descrivi al risveglio, sono frequenti e tendono a ridursi progressivamente man mano che il sistema nervoso impara nuove modalità di risposta.

Il fatto che l’ansia diminuisca nel corso della giornata è già un piccolo indicatore di questo processo di regolazione. In molti casi serve semplicemente tempo, continuità nel percorso terapeutico e gentilezza verso se stessi mentre il cambiamento si consolida.

Continua a condividere queste sensazioni con il tuo terapeuta: parlarne apertamente permette di integrare sempre meglio il lavoro che state facendo e di accompagnare anche il corpo, oltre che la mente, verso un maggiore senso di sicurezza.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, immagino la fatica di non vedere progressi uguali in ogni parte di sè. Tuttavia la terapia è un percorso fatto di tanti gradini, avere pazienza e stare nel processo può essere faticoso. Ne parli in con il suo terapeuta. Si ricordi che non è una goccia che buca la roccia ma ogni singola goccia che bucherò la roccia. I cambiamenti richiedono tempo e pazienza anche se è doloroso e frustrante. In bocca al lupo. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott.ssa Giulia Santacà
Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Gentile,

sì, ciò che descrive è assolutamente normale. Nei percorsi con esposizione è frequente che il miglioramento cognitivo ed emotivo preceda quello corporeo.

Il fatto che riesca a gestire meglio il panico indica che il lavoro sta funzionando. Le risposte fisiche, invece, tendono a persistere più a lungo perché sono automatiche e apprese nel tempo, e hanno bisogno di ripetute esperienze correttive per ridursi.

L’ansia al mattino è molto comune, anche per una maggiore attivazione fisiologica al risveglio. Il fatto che diminuisca durante la giornata è un segnale positivo di regolazione.

In sintesi, il suo andamento è coerente con il percorso. Serve ancora un po’ di tempo perché anche il corpo si riallinei.

Un cordiale saluto
Dott.ssa Serena Maugeri
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Gentile utente,
Le faccio i complimenti per aver scelto di intraprendere un percorso di psicoterapia. Ha fatto la scelta più giusta per poter stare meglio.
L'attacco di panico è il massimo stato ansioso che una persona possa provare. In questo momento, con l'esposizione graduale Lei sta metaforicamente scendendo una scala: si sta muovendo dal gradino più alto a gradini più bassi. È chiaro, si sente meglio; ma vive ancora dei residui d'ansia.
Non si scoraggi. La psicoterapia è un processo, e Lei si sta muovendo correttamente. Continui con l'esposizione graduale, e parli al Suo psicoterapeuta di quest'ansia mattutina. Potrebbe trarre beneficio implementando una tecnica di grounding nella Sua routine mattutina.
Un caro saluto e buon cammino!
Dott. Umberto Perrone
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
quello che descrive è assolutamente nella norma, e anzi è un buon segno.
Quando si lavora sull'ansia con la tecnica dell'esposizione, il miglioramento cognitivo arriva spesso prima di quello fisico. Il corpo ha i suoi tempi, e la somatizzazione mattutina che racconta è uno dei pattern più comuni: al risveglio il sistema nervoso autonomo è naturalmente più attivato, e in chi soffre di ansia questa attivazione tende ad amplificarsi prima che le risorse della giornata entrino in gioco.
Il fatto che l'ansia scemi nel corso della giornata suggerisce che il suo sistema sta già imparando a regolarsi, anche se ancora non lo fa da subito. È un processo che richiede tempo e ripetizione, esattamente come un muscolo che si sta riallenando.
Ne parli con il suo terapeuta, che potrà valutare se ha senso lavorare specificamente su questa finestra mattutina. Ma stia tranquilla: è sulla strada giusta.
In bocca al lupo.

Dott. Umberto Perrone
Dott.ssa Sandra Cappello
Psicologo, Psicologo clinico
Floridia
Buon pomeriggio, è normale che ci voglia del tempo, il sistema nervoso ha funzionato in un certo modo ed ha bisogno ti tempo per riuscire a gestire l'ansia in modo appropriato, utilizzi anche delle tecniche di respirazione.
Dott.ssa Glenda Frassi
Psicologo, Psicologo clinico
Crema
Gentilissima,
la direzione che ha intrapreso con il suo psicologo è corretta.
Si dia del tempo. Senza fretta.
Sono processi che necessitano tempo.
Buona continuazione
Cordialmente
Salve,
quello che descrive è assolutamente coerente con il percorso che sta facendo.
Nell’ansia e negli attacchi di panico, spesso mente e corpo “viaggiano a velocità diverse”: dal punto di vista psicologico sta già acquisendo strumenti importanti (come dimostra il fatto che riesce a non farsi travolgere dal panico), mentre il corpo può impiegare più tempo a “disimparare” la risposta ansiosa. È come se fosse ancora abituato ad attivarsi automaticamente, soprattutto in momenti delicati come il risveglio, quando i livelli fisiologici di attivazione sono naturalmente più alti.
Il fatto che l’ansia sia più intensa al mattino e poi si riduca durante la giornata è un andamento molto frequente e, nel suo caso, indica che il sistema sta gradualmente ritrovando un equilibrio.
Sì, ci vuole tempo: l’ansia non va eliminata, ma riconosciuta, canalizzata e progressivamente indirizzata verso altro. Questo significa anche imparare a non contrastarla in modo rigido, ma a darle uno spazio diverso nella propria quotidianità.

Dal punto di vista pratico, può esserle utile:
iniziare la giornata con piccoli rituali prevedibili (es. alzarsi con calma, evitare di controllare subito il telefono)
inserire attività che coinvolgano il corpo, come una breve camminata o esercizi di respirazione
programmare la giornata, occupando il tempo in modo graduale, così da “spostare” l’attenzione dall’ansia alle azioni

Continui con il percorso che ha intrapreso: i segnali che riporta sono già indicativi di un cambiamento in atto, anche se il corpo ha bisogno di un po’ più di tempo per allinearsi.
Gentile,
grazie per aver condiviso con sincerità quello che sta vivendo. È positivo il fatto che, con il percorso di psicoterapia e l’applicazione della tecnica dell’esposizione, stia già notando dei miglioramenti sul piano psicologico e che riesca a non farsi più travolgere dal panico: questo è un segnale importante di progressi concreti.
È del tutto normale, soprattutto nelle fasi iniziali di lavoro sull’ansia e sugli attacchi di panico, che il corpo continui a somatizzare e che l’ansia si manifesti più intensa in alcuni momenti della giornata, come al risveglio. Il corpo e la mente spesso si “aggiornano” a velocità diverse: la mente può cominciare a sentirsi più stabile, mentre il corpo ha bisogno di tempo per adattarsi e ridurre le tensioni accumulate.
Questo non significa che qualcosa non stia funzionando; al contrario, è parte del processo di cambiamento e di apprendimento del sistema nervoso. Con il tempo, con la pratica costante delle tecniche apprese e con l’accompagnamento del suo terapeuta, il corpo imparerà gradualmente a gestire e ridurre le somatizzazioni.
È importante continuare a fidarsi del percorso e del professionista che la segue, portando sempre all’attenzione ciò che sente e le difficoltà che emergono: condividere questi vissuti con il terapeuta permette di modulare il lavoro e di trovare strategie specifiche per i momenti più difficili della giornata.
Lei sta già facendo passi significativi, e il fatto di riconoscere i progressi, anche piccoli, è un modo potente per sostenere il suo benessere e la sua motivazione.
A disposizione.
Dott.ssa Manuela Barzellato
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, grazie per aver condiviso quello che sta vivendo. Dalle sue parole emerge un elemento molto importante, che spesso passa in secondo piano quando si è dentro l’esperienza dell’ansia, cioè il fatto che qualcosa sta già cambiando. Lei stessa riconosce che psicologicamente si sente un po’ meglio e che non si lascia più travolgere dal panico come prima. Questo è un passaggio significativo, anche se il corpo sembra non essersi ancora allineato completamente. Quello che descrive è una condizione molto frequente quando si lavora sull’ansia. La mente e il corpo non sempre procedono alla stessa velocità. Da una parte si impara gradualmente a riconoscere e gestire i pensieri che alimentano il panico, dall’altra il corpo può continuare per un po’ a reagire come se il pericolo fosse ancora presente. È come se fosse rimasto “allenato” per mesi o anni a rispondere in un certo modo, e avesse bisogno di tempo per disimparare questa risposta. Il fatto che l’ansia sia più intensa al risveglio è anch’esso comprensibile. Il momento del risveglio è spesso delicato perché il corpo riparte da uno stato di attivazione che può essere influenzato da pensieri anticipatori o da una sorta di tensione di fondo accumulata. Durante la giornata, invece, entrando nelle attività e nei contesti, questa attivazione tende a ridursi, proprio come lei ha osservato. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, ciò che sta facendo con l’esposizione è proprio un lavoro di rieducazione, sia della mente sia del corpo. Ogni volta che affronta una situazione senza evitare e senza farsi travolgere, sta inviando al suo sistema un messaggio nuovo, cioè che quella situazione non è realmente pericolosa. Tuttavia, perché questo messaggio venga “assimilato” anche a livello corporeo, è necessario che venga ripetuto nel tempo. A volte può accadere che, proprio quando si inizia a stare meglio a livello mentale, la persistenza dei sintomi fisici venga vissuta con frustrazione o preoccupazione, come se qualcosa non stesse funzionando. In realtà è spesso parte del processo. Il corpo ha bisogno di fare esperienza diretta e ripetuta di sicurezza prima di ridurre l’attivazione automatica. Un aspetto importante è anche il modo in cui lei interpreta questi segnali corporei. Se vengono letti come qualcosa di “strano” o preoccupante, possono riattivare un circolo di ansia. Se invece, con il tempo, riesce a considerarli come una risposta ancora in fase di adattamento, questo può contribuire a ridurne l’impatto. Il fatto che lei stia già notando dei miglioramenti è un segnale che il lavoro intrapreso sta andando nella direzione giusta. Il processo richiede gradualità e continuità, ma ciò che sta vivendo è coerente con un percorso di cambiamento che coinvolge più livelli. Continuare a lavorare su questi aspetti, magari approfondendo anche il rapporto tra pensieri, emozioni e sensazioni fisiche, può aiutarla a consolidare i progressi e a ridurre sempre di più anche la componente corporea dell’ansia. Un percorso di questo tipo, soprattutto se orientato a comprendere i meccanismi che mantengono l’ansia nel tempo, può accompagnarla verso una gestione sempre più stabile e autonoma. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Stefania La Rocca
Psicologo, Psicologo clinico
Paderno Dugnano
Buongiorno,
Quello che descrive è assolutamente compatibile con il percorso che ha descritto. Nella gestione dell’ansia e degli attacchi di panico è frequente che il miglioramento cognitivo ed emotivo preceda quello corporeo.
Il fatto che riesca a non farsi più travolgere dal panico è già un segnale positivo. Il corpo, invece, può impiegare più tempo a “disimparare” le risposte ansiose automatiche, soprattutto in momenti delicati come il risveglio, quando i livelli di attivazione fisiologica sono naturalmente più elevati.
Con la prosecuzione dell’esposizione e del lavoro terapeutico, anche la componente somatica dovrebbe ridursi gradualmente.
Se sente, però, che questo tema le crea ancora difficoltà, provi a condividerlo apertamente con il suo terapeuta: è parte integrante del lavoro che state facendo.
Dott. Federico Bartoli
Psicologo, Psicologo clinico
Prato
Buongiorno, il corpo non segue lo stesso ritmo della mente e quindi le somatizzazioni possono continuare a manifestarsi in differita rispetto alla terapia e agli altri sintomi cognitivi. Tenga comunque il suo terapeuta al corrente della situazione, rispetto a quello che sente nel corpo nei vari momenti della giornata.

Rimango a disposizione

Dott. Federico Bartoli
Dott.ssa Sofia Minni
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
purtroppo il nostro corpo ci comunica fortemente quando stiamo male, soprattutto in casi di attacchi di ansia/ panico. E' un processo lungo ed è normale che ora si senta così, si dia tempo, anche per interiorizzare le emozioni.
Dott.ssa Elena Petitti
Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Buonasera,
sta facendo un lavoro importante, e il fatto che riesca a cogliere anche piccoli cambiamenti dice molto di come si stia muovendo dentro questo percorso.
Quello che descrive è qualcosa che spesso accade: mentre una parte di sé inizia a sentirsi più stabile, il corpo può avere tempi diversi. Non è un segnale che “non sta funzionando”, ma piuttosto che il sistema nervoso autonomo, responsabile di molte reazioni corporee, che bypassano la nostra consapevolezza e volontà, sta ancora imparando, passo dopo passo, a uscire da uno stato di allerta e a ritrovare un senso di sicurezza più stabile.
Mente e corpo, infatti, non sempre vanno allo stesso ritmo: integrarli significa permettere anche al corpo di raggiungere, con i suoi tempi, quel senso di maggiore stabilità che lei sta già iniziando a costruire a livello più mentale.
Integrare sempre di più il lavoro tra mente e corpo può essere un passaggio importante: ascoltare, dare spazio ed esplorare i segnali che il corpo invia permette di accompagnare questo processo in modo più profondo.
Se vorrà, resto a disposizione.
Dott.ssa Elena Petitti
Caro utente,
il processo può essere lungo perchè non è immediato interrompere uno schema psicologico automatico che si è utilizzato per tanto tempo: non si tratta di un tasto On/Off ma di elaborazione di vissuti, sentimenti e pensieri che la muovono nel suo contesto di vita. Si dia tempo e si fidi del percorso che sta facendo: oltre a questo, la invito a condividere questa sua legittima domanda anche con il suo terapeuta poichè potrebbe essere importante soffermarmi anche su questo tema.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella

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