Ho perso mamma un anno fa, sono figlia unica quindi al mio papà di 80 anni rimango solo io. È sempre
Ho perso mamma un anno fa, sono figlia unica quindi al mio papà di 80 anni rimango solo io. È sempre stato un uomo molto riservato, non ha amici, pochi parenti con cui non ha particolari rapporti e anche con i vicini di casa non ci sono punti di riferimento. Pertanto il mio senso di responsabilità è enorme. Cerco di fargli compagnia, gli pulisco casa e ogni tanto gli preparo qualcosa da mangiare per aiutarlo ma lui fortunatamente è autonomo in tutto. Nonostante il mio papà è un uomo buono e delicato io mi sento sempre in difetto, lui non mi accusa di nulla ma per me tutto quello che faccio non è mai abbastanza, vivo in un continuo senso di colpa e mi sento egoista quando non ho voglia di andarlo a trovare (anche se lo faccio sempre, tutti i giorni). Con la mia famiglia abbiamo una casa al mare con cui sono stata con papà per due settimane di luglio. Per me è stato pesante ma mi sono sentita con la coscienza a posto. Ora ripartirò con la mia famiglia ad agosto per tre settimane. Mio marito non vuole che mio padre ritorni perché, anche se vanno d'accordo e non ci sono problemi, dice che la convivenza è troppo complicata e non vuole rovinarsi le vacanze. Anche per me è così e quindi non porterò papà con noi ma vivo in un continuo senso di colpa e mi sento perennemente egoista. Inoltre, anche se voglio un bene enorme a mio padre, ce l'ho con lui per il fatto di non avere un minimo di vita sociale, se avesse anche un solo amico con cui farsi compagnia io mi sentirei più leggera. Gli ho consigliato di andare ad un centro anziani dove ci sono persone che giocano a carte, almeno la mattina, ma lui non ne vuole sapere. Come posso fare per vivermi la situazione in modo più sereno
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