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Esperienze

Mi chiamo Sofia Minni e sono al terzo anno di specializzazione in psicoterapia adleriana. Durante il mio percorso formativo ho svolto tirocinio presso il Centro Autismo e ADHD e presso il Centro Adolescenza, esperienze che mi hanno permesso di entrare in contatto con bambini, adolescenti, adulti e famiglie, sviluppando una sensibilità particolare verso bisogni e difficoltà che possono emergere in diverse fasi della vita.

Credo che la psicoterapia sia un luogo sicuro e protetto, in cui ciascuno possa sentirsi accolto e ascoltato senza giudizio. Con gli adulti lavoro per affrontare ansia, stress, momenti di crisi o cambiamento, aiutandoli a riscoprire le proprie risorse e a ritrovare equilibrio nella quotidianità. Con ragazzi e genitori, invece, accompagno il percorso di crescita, favorendo un dialogo più sereno e strategie relazionali che sostengano il benessere familiare.

Sono convinta che il cuore del lavoro terapeutico sia la relazione: uno spazio autentico in cui costruire insieme la possibilità di stare meglio e di guardare al futuro con maggiore fiducia

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologo clinico

Tipologia di visite

Consulenza online

Foto e video

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    60 €

  • Colloquio psicologico clinico

    60 €

  • Consulenza online

    50 € - 60 €

  • Studio clinico

    60 €

  • Colloquio di coppia

    60 €

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Studio di Psicologia e Counseling

Via Luigi Ornato 10, Torino 10131

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3 recensioni

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  • S

    Attraverso un momento difficile. La sua presenza calma e competente mi ha accolto nel modo migliore. Continuerò il percorso

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  • M

    La dottoressa Minni ha mostrato grande empatia e capacità di farmi sentire a mio agio in un momento di apertura totale.

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  • A

    La Dottoressa Minni è preparata ed accogliente. Mi ha aiutata molto a superare un momento difficile.

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 11 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, scrivo per chiedere un parere psicologico.
Cercherò di essere il più breve e chiara possibile schematizzando una buona parte del testo.
Ho 22 anni e mi sono fidanzata con un ragazzo più grande di me di 2 anni,quando io ne avevo 18.
Anno 2018
Conosco questo ragazzo e diventiamo amici.Lui ha una cotta per me ma io non ricambio i suoi stessi sentimenti,e restiamo amici per i successivi 4 anni.
Anno 2021
Marzo
Approfondiamo la nostra amicizia e diventiamo molto intimi.
Maggio
Capisco di star sviluppando dei sentimenti per lui,mi chiede di fidanzarci e ci mettiamo insieme.So che è tipico dell'innamoramento,ma andava veramente tutto a meraviglia.Lui mi dice che io sono stata la sua prima volta(nonostante sua staro fidanzato negli anni precedenti),come lui lo è stato per me
Agosto
Scopro per caso mentre guardavamo insieme vecchie foto dalla sua galleria,degli screen di una chat risalente a prima che ci fidanzassimo.Era una chat risalente a prima del fidanzamento,con la sua ormai ex,che mi ha fatto capire che mi aveva mentito riguardo alla prima volta.Lì mi sono sentita umiliata e tradita,presa in giro.Come giustificazione,mi disse che era stato un brutto periodo e che lui stesso cercava di dimenticarlo.Mi confessò anche che a giugno l'aveva risentita perché aveva saputo che lei stava poco bene.Scopro inoltre,che ad aprile(un mese prima di fidanzarci,ma già eravamo in una sorta di frequentazione)la vedeva/sentiva ancora in maniera sporadica mentre si vedeva già con me e lui dice di non ricordare bene i tempi.In ogni caso,passiamo un brutto periodo ma restiamo insieme
Tra il 2021 e il 2024,va tutto mediamente bene.In questi anni,vengo due volte a sapere che lui scrisse a delle ragazze.Alla prima ragazza solo un ciao(la ragazza era amica di una mia amica che mi disse tutto,e quindi non rispose sapendolo impegnato).Della seconda ragazza invece,mi inviò la chat un profilo falso.Non si dicevano nulla di compromettente,ma comunque lui entrambe le volte mi disse di non ricordare.
Anno 2024
Novembre
Lo lascio per una sua azione nei miei confronti,che mi faceva vivere male la relazione.Non approfondirò perché è proprio una cosa estranea a tutto.In ogni caso,restiamo comunque amici senza mai distaccarsi completamente
Anno 2025
Ci ri-avviciniamo,tutto è veramente rose e fiori(ancora per poco)
Marzo 2025
Mi dice di voler partire con dei suoi "colleghi" per Madrid.A fine marzo partono.Casualmente,vengo a scoprire che in realtà è partito da solo con 3 sue COLLEGHE,di cui una estranea,non la conosceva nemmeno.Stando nella stessa stanza.
Da lì tutto precipita,e inizia un periodo molto molto teso.Non torniamo insieme ufficialmente,lo rendo chiaro(sia a voi che a lui),ma comunque restiamo in contatto.
Adesso siamo in un momento veramente pessimo,in cui litighiamo molto spesso,per vari motivi
Lui non mi fa sentire importante nella sua vita,mi sento sempre messa in secondo piano.Non si prende mai davvero del tempo per parlare quando c'è un problema.In chat una discussione dura 3 giorni,per vederci invece e risolvere,ogni volta è come se mi mettesse in attesa,invece di venire alla prima occasione.Lui comunque studia e nel fine settimana lavora,ma ciò che chiedo non è molto,anche solo mezz'ora quando finisce di lavorare,mi farebbe sentire considerata.
Io voglio capire perché.Perchè mi mente,mi nasconde le cose?
Dopo il viaggio a Madrid,lui mi aveva detto che si sarebbe fatto perdonare, che mi avrebbe fatto vedere che sarebbe cambiato e che sarei stata la sua priorità.Ma ovviamente non ha fatto nulla di tutto ciò.Quando discutiamo,lui mi dice sempre le stesse cose:fidati,stavolta te lo dimostrerò con i fatti,voglio l'opportunità per farti vedere che sei la cosa più importante per me,ecc ecc.Poi però mica fa niente...Addirittura durante una delle discussioni,quando gli ho "rinfacciato" che anche se aveva detto che si sarebbe fatto perdonare,non si era veramente impegnato per ciò,lui mi disse che quando si dice così non si fa veramente qualcosa in più,ma al massimo qualche piccola attenzione per risanare il rapporto.Io non capisco perché si comporta così.Lui non è un cattivo ragazzo,negli anni ha fatto molto per me(ad esempio,in un momento di difficoltà emotiva per miei problemi,mi ha pagato qualche seduta dallo psicologo di sua volontà).Però non capisco perché agisce come se non gli importasse,quando dice che io sono la persona più importante della sua vita,e poi se gli dico di non volerlo più sentire per i suoi comportamenti,si presenta per parlare coi suoi comodi ad esempio.Oppure,si sente sempre "al sicuro" di fare come vuole quando si tratta di me:di annullare se dovevamo vederci,spostare,ritardare,tutto sempre in favore di altri e se stesso.Con le parole si impegna sempre quando litighiamo,mi dice che ho ragione,che cambierà,ma poi tutto non si trasforma in fatti...e lui non cambia mai,lo dice e basta,quando in realtà basterebbe poco.Perchè ha così difficoltà a "sforzarsi" per realizzare questo poco?Non valgo abbastanza per lui?Perchè non riesce ad essere sincero con me?Ha rovinato tutto per il suo egoismo
Grazie...

Buongiorno,
da quanto descrive, sembra che nella relazione si sia verificato un momento di rottura — o un progressivo allontanamento — che ha generato una distanza emotiva tra lei e il suo partner. È possibile che alla base vi siano elementi di scarsa chiarezza o trasparenza, aspetti che sarebbe utile esplorare con maggiore attenzione.
Un punto di riflessione importante riguarda la fase di vita che il suo compagno sta attraversando: si trova in un momento particolarmente complesso o di cambiamento? Comprendere il contesto personale e relazionale dell’altro può aiutare a leggere e spiegare meglio i suoi comportamenti.
Rispetto al suo ultimo quesito, potrebbe essere utile iniziare a lavorare sulla definizione di confini relazionali più funzionali. In alcuni casi, la tendenza a essere sempre disponibili può consolidare dinamiche sbilanciate nel rapporto. Introdurre gradualmente dei limiti chiari — ad esempio non essere sempre reperibile o accettare passivamente la cancellazione di appuntamenti importanti — può contribuire a ristabilire un equilibrio più sano e rispettoso per entrambe le parti.

Dott.ssa Sofia Minni

Buongiorno, premetto che sto provando ad organizzarmi per farmi seguire da uno specialista. Il mio mondo è crollato da un momento all’altro. Ho 37 anni, sono incinta del mio primo figlio e sono al sesto mese. Un mese fa improvvisamente è morta mia madre, una settimana prima del matrimonio di mio fratello. È stato uno shock perché una donna di 66 anni senza malattie in una settimana un malore l’ha portata via. Ora vivo nel terrore, ho paura di tutto di perdere un mio caro, di restare sola, di morire io stessa. Ho paura di programmare qualcosa perché mi domando continuamente “ma se non ci sarò” o “se succede un’altra disgrazia” che senso ha progettare la vita se tutto si può distruggere così. Non riesco più a pregare, a credere. Ci sono giorni dove riesco a distrarmi e se mi rendo conto di star vivendo un momento spensierato mi sento in colpa verso mia madre, perché non posso provare piacere in questo momento ma dovrei provare solo dolore. Mi sento persa, cerco di farmi forza per il bambino ma a volte vedo solo nero e scenari apocalittici che mi portano tanto sconforto.

Buongiorno,

il lutto rappresenta una fase estremamente delicata della vita, in cui la persona si confronta con un’esperienza di perdita profonda. Da quanto descrive, è possibile che lei si trovi nella fase iniziale del processo di elaborazione del lutto, comunemente definita fase della negazione. In questo momento prevalgono spesso sentimenti di incredulità e disorientamento, e può risultare difficile accettare pienamente la realtà dell’accaduto, e ancora più difficile progettare qualcosa per il futuro.

Il venir meno della progettualità o la sensazione di blocco che sta sperimentando possono essere considerati una risposta emotiva naturale di fronte a uno shock così intenso. Con il tempo, e attraverso un percorso di consapevolezza e sostegno adeguato, queste reazioni tendono gradualmente ad attenuarsi, lasciando spazio a una rielaborazione più profonda della perdita.

Dott.ssa Sofia Minni
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