salve, scrivo per parlare brevemente di un disagio parecchio invasivo, non è chissà che dramma, ma m

27 risposte
salve, scrivo per parlare brevemente di un disagio parecchio invasivo, non è chissà che dramma, ma mi reca fastidio.
ho delle fantasie erotiche riguardo i tradimenti dei miei partner, non so perché questa cosa accada, ovviamente nella realtà mi farebbe schifo, ma nel momento d eccitazione non riesco a provare piacere se non pensando ad un tradimento, anche durante i rapporti spesso.
ci sono modi per cercare di evitare?
Dott. Daniele Migliore
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile utente,
l'aspetto della sessualità può risultare talvolta paradossale: le fantasie erotiche possono seguire logiche diverse rispetto a ciò che si desidera o si accetterebbe nella realtà.
Queste fantasie possono avere significati legati a dinamiche più profonde, più che al “tradimento” in sé. Non è tanto il contenuto letterale, quanto ciò che rappresenta a livello emotivo.
Forse più che concentrarsi sull'eliminarle forzatamente, potrebbe essere utile interrogarsi sulle emozioni che accompagnano queste fantasie, oppure se nascono in momenti più specifici di altri.
Se provare piacere sente che diventa rigidamente ancorato a questi pensieri e ciò le crea disagio, prenda in considerazione la possibilità di un percorso psicologico che possa aiutarla ad ampliare le possibilità, senza giudizio ma con curiosità verso la sua esperienza.
Le auguro il meglio,

Dott. Daniele Migliore

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Dott.ssa Roberta Marzioni
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Falconara Marittima
Buongiorno, per evitare questi pensieri sarebbe importante che lei cerchi di capire da dove vengono, senza giudicarsi. Lasciando da parte pregiudizi e sensi di colpa cerchi di indagare quali sono le origini di queste fantasie per poi provare a modificarle.
Quello che descrivi non va preso alla lettera, e soprattutto non devi sentirti automaticamente in colpa o pensare che ci sia qualcosa di "grave" in te. Nella sessualità, le fantasie funzionano spesso come scenari mentali che servono ad attivare l'eccitazione — e questo può accadere anche con immagini che, nella realtà, ci turberebbero o ci farebbero stare male.
La domanda utile non è "perché mi viene questa cosa?", ma piuttosto: è una fantasia tra le tante, oppure sta diventando l'unica strada per provare piacere? E soprattutto, cosa significa per te? Contenuti come il tradimento a volte si agganciano a qualcosa di più profondo — la paura di perdere l'altro, il bisogno di sentirti desiderato, la gelosia, la vergogna, o magari un certo bisogno di controllo. Non sono cose strane: sono temi umani, molto comuni.
Invece di combatterla, potrebbe valere la pena osservarla con un po' di curiosità e senza condannarti. Quando arriva, che ruolo hai? Cosa senti mentre ci sei dentro? Cosa succede subito prima, e subito dopo? Queste domande, se ci stai con calma, possono dirti molto più di quanto ti aspetti.
Se invece senti che ti sta togliendo qualcosa — che limita il tuo piacere, o che ti lascia con una sensazione di disgusto verso te stesso — parlarne con uno psicoterapeuta o un sessuologo può davvero aiutare. Non per "aggiustarsi", ma per capire meglio cosa c'è sotto e vivere la propria sessualità con un po' più di libertà e meno paura.
Dott.ssa Aurora Quaranta
Psicologo, Psicoterapeuta
Vimodrone
Ciao, è importante che tu sappia innanzitutto che quello che descrivi è un fenomeno molto più comune di quanto si possa pensare e non definisce affatto la tua moralità o ciò che desidereresti accada davvero nella tua vita di coppia. Esiste una differenza profonda tra il piano della fantasia erotica, dove il cervello cerca stimoli forti e trasgressivi per innescare l'eccitazione, e il piano della realtà, dove i tuoi valori e i tuoi sentimenti ti portano giustamente a rifiutare l'idea del tradimento come un atto doloroso e inaccettabile. Spesso queste fantasie nascono proprio perché il contrasto tra l'amore che provi e l'idea del "proibito" o della "perdita di controllo" genera una scarica di adrenalina che il corpo interpreta come piacere sessuale, trasformando una paura inconscia in uno stimolo eccitante proprio per renderla meno minacciosa o per evadere dalla routine. Il fatto che questo pensiero sia diventato l'unico modo per provare piacere indica che si è creato un automatismo mentale, un binario su cui la tua eccitazione corre per abitudine, ma questo non significa che tu sia "sbagliata" o che desideri essere tradita. Per cercare di scardinare questo meccanismo, potresti provare gradualmente a introdurre nuove sfumature nelle tue fantasie o a focalizzarti maggiormente sulle sensazioni fisiche presenti nel momento del rapporto, senza combattere ferocemente il pensiero del tradimento, perché più cerchi di scacciarlo con senso di colpa, più la tua mente lo renderà presente e potente. Comprendere che la tua mente sta solo usando un "codice erotico" per accendersi ti aiuterà a vivere queste fantasie con meno ansia, togliendo loro quel potere invasivo che ora ti disturba e permettendoti, col tempo, di ritrovare il piacere anche in scenari diversi e più vicini alla tua sensibilità quotidiana.
Ti capita di sentirti in colpa verso il tuo partner dopo questi rapporti o riesci a distinguere bene che si tratta solo di un gioco della mente?


Dott. Giulio Blasilli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, avere fantasie sessuali che nella realtà non si desidererebbero mettere in atto non significa necessariamente volerle davvero. Il punto diventa importante quando queste fantasie diventano quasi indispensabili per provare piacere oppure iniziano a creare disagio, confusione o sofferenza, come sembra nel Suo caso. La letteratura clinica distingue infatti tra fantasia e comportamento reale, e considera rilevante soprattutto il livello di distress e di perdita di controllo percepita.
Più che forzarsi a “non pensare”, potrebbe esserLe utile affidarsi a uno psicologo per comprendere meglio il significato di queste fantasie e lavorare sul modo in cui incidono sulla Sua vita sessuale. Un supporto psicosessuologico può essere indicato proprio quando aspetti della sessualità creano disagio personale o nella relazione.
Le auguro una buona serata.
Dott.ssa Rosa Russiello
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arzano
Salve
grazie per aver condiviso qualcosa di così personale.
Quello che descrive può creare disagio, ma non è così insolito.
Più che cercare di eliminarle, può essere utile fermarsi a osservare cosa succede dentro di lei in quei momenti e che ruolo hanno quelle fantasie nel suo modo di vivere il piacere.
Se sente che questo la limita o la blocca, un percorso psicoterapeutico può aiutarla a comprenderlo meglio e a vivere la sessualità in modo più libero.

Resto a disposizione
gentile Paziente, non sempre l'evitamento è la strada migliore per alleviare quello che oggi per lei rappresenta un disagio. Proverei a fare un lavoro sulle emozioni e sul senso di colpa che emerge attraverso e insieme a queste fantasie, con l'obiettivo di riuscire a viverle in modo spontaneo qualora dovessero continuare a presentarsi. un caro saluto
Salve, non so se questo potrà aiutarla, ma ciò che mi sento di dirle è che più cerchiamo di evitare qualcosa più questa si ripresenterà con più forza.
Sarebbe opportuno indagare perché le si presentano queste fantasie e come siano legate così profondamente alla libido sessuale di cui parla.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un saluto.
Dott.ssa Antonella Abate
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve!
Quello che descrive è più comune di quanto pensi le fantasie erotiche, anche quelle che nella realtà ci turberebbero, sono spesso alimentate proprio dalla tensione emotiva e dal "proibito". Non la definiscono come persona e non c'è nulla di cui vergognarsi.
Il tema del tradimento nelle fantasie può veicolare emozioni potenti come il desiderio, la rivalità o il bisogno di sentirsi desiderati. La distanza tra fantasia e realtà è normale e sana.
Detto questo, se questo schema le pesa e vorrebbe esplorarlo, il mio consiglio è di intraprendere un percorso terapeutico con uno psicologo esperto in sessuologia: non per "eliminare" le fantasie a forza, ma per capire cosa comunicano e ritrovare una sessualità che senta più libera.
Dott.ssa Natalia Servidio
Psicologo clinico, Psicologo
Caserta
Ciao, grazie per aver condiviso una cosa così personale, non è affatto scontato farlo.
Quello che descrivi è più comune di quanto si pensi: le fantasie erotiche non sempre coincidono con ciò che desideriamo davvero nella realtà. Il fatto che nella vita reale l’idea del tradimento ti provochi rifiuto è già un elemento importante da cui partire.
Spesso le fantasie hanno più a che fare con il significato simbolico (ad esempio trasgressione, perdita di controllo, intensità emotiva) che con il contenuto letterale. Per questo possono diventare una “scorciatoia” per attivare l’eccitazione, senza riflettere un reale desiderio di viverle.
Se però senti che questa dinamica è diventata limitante o necessaria per provare piacere, può essere utile esplorarla con più calma: capire quando è iniziata, che tipo di emozioni attiva e se ci sono altri modi per ampliare l’esperienza senza dipendere solo da quella fantasia.
Non è qualcosa da “eliminare” forzatamente, ma da comprendere e, se lo desideri, integrare in modo più libero e meno vincolante.
Un caro saluto
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, è necessario aprire un minimo di spazio di riflessione su questi sogni che lei riferisce. Probabilmente potrebbe essere di aiuto una consulenza psicologica che permetta di esaminare con calma ciò che il sogno presenta. Di solito i sogni costituiscono uno scenario a nostri sentimenti ed emozioni che ci attraversano in un determinato periodo. Se ritiene posso essere disponibile anche online. Saluti Dario Martelli
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, quello che descrive, anche se può sembrare strano o difficile da accettare, è in realtà un tipo di esperienza più diffusa di quanto si pensi. Il fatto che lei senta una distanza tra ciò che le provoca eccitazione a livello mentale e ciò che invece desidererebbe nella realtà è un elemento molto importante, e merita di essere compreso senza giudizio. Nella sua esperienza si nota chiaramente questo doppio livello. Da una parte c’è il rifiuto reale dell’idea di tradimento, che le provoca disgusto e che non desidera vivere concretamente. Dall’altra, in un contesto mentale legato all’eccitazione, questo stesso tema diventa centrale per attivare il piacere. Questo non significa che lei voglia davvero quella situazione, ma che nel tempo la sua mente ha associato quel tipo di immagine o scenario a una risposta di eccitazione. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, è utile pensare a queste fantasie come a delle “connessioni apprese”. Il cervello, per vari motivi, può collegare certe immagini o pensieri a una risposta emotiva o fisica, e più questa connessione viene ripetuta, più diventa automatica. Non è una scelta volontaria, ma qualcosa che si è costruito nel tempo, spesso senza accorgersene. Il fatto che lei dica di non riuscire a provare piacere senza quel tipo di pensiero indica che questa associazione è diventata molto forte. E proprio per questo motivo, cercare semplicemente di “evitarla” o di bloccarla con la forza rischia di avere l’effetto opposto, cioè renderla ancora più presente. Quando si tenta di sopprimere un contenuto mentale, spesso questo torna con più intensità. Un passaggio importante può essere iniziare a osservare queste fantasie con un atteggiamento diverso, meno giudicante e meno reattivo. Non come qualcosa che definisce chi è o cosa desidera davvero, ma come un automatismo della mente. Già questo può ridurre la pressione e il senso di disagio che le accompagna. Parallelamente, può essere utile ampliare gradualmente il repertorio di stimoli e pensieri legati all’eccitazione, senza forzarsi ma esplorando in modo più ampio ciò che le suscita piacere. All’inizio può sembrare difficile, proprio perché la mente tende a tornare su ciò che conosce meglio, ma con il tempo queste associazioni possono diventare meno rigide. Un altro aspetto riguarda il significato che queste fantasie possono avere per lei. A volte non è tanto il contenuto in sé, ma ciò che rappresenta a livello emotivo o simbolico. Comprendere questo livello più profondo può aiutare a dare un senso a ciò che accade e a ridurne l’impatto. Se questo disagio è persistente e invasivo, come lei descrive, un percorso di supporto potrebbe aiutarla a lavorare proprio su questi meccanismi, senza giudizio e con gradualità. Non per eliminare qualcosa “a forza”, ma per comprendere come si è strutturato e come renderlo meno vincolante nella sua esperienza. Spesso, quando si interviene su questi aspetti, si scopre che la mente è molto più flessibile di quanto sembri inizialmente. Il fatto che lei ne parli e che senta il desiderio di stare meglio rispetto a questa situazione è già un primo passo importante. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Matilde Quagliotti
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Buongiorno,
comprendo che ciò che descrive può creare disagio ma è più comune di quanto si pensi e non indica di per sé qualcosa di “sbagliato” o patologico.
Le fantasie sessuali spesso non coincidono con ciò che desidereremmo davvero nella realtà: possono avere una funzione simbolica, legata all’eccitazione, al controllo, alla trasgressione o all’intensità emotiva, senza riflettere un reale desiderio di vivere quelle situazioni.
Nel suo caso sembra esserci una distinzione abbastanza chiara: a livello razionale ed emotivo il tradimento le provocherebbe rifiuto mentre nella fantasia diventa un elemento che attiva l’eccitazione: questo “scarto” è qualcosa che in ambito sessuale capita frequentemente.
Il punto che diventa rilevante è quello che lei stesso sottolinea ossia il fatto che questa fantasia sia diventata quasi necessaria per provare piacere e quindi un po’ invasiva. Quando succede, può essere utile comprendere la funzione di questa fantasia e, allo stesso tempo, ampliare il repertorio dell’eccitazione.
L’obiettivo non è “bloccare” quel pensiero ma rendere meno rigido il legame tra quella fantasia e l’eccitazione.
Se sente che questa dinamica le crea molta difficoltà o limita la sua vita sessuale, un confronto con uno psicologo può aiutarla a esplorare in modo più approfondito questi aspetti, senza giudizio, e a trovare modalità più libere e soddisfacenti di vivere la propria sessualità.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Ioana Alexandra Marin
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Grosseto
Buongiorno,
le fantasie, di per sé, non sono problematiche: diventano un disagio nel modo in cui lei le interpreta e le valuta.
Nel suo caso sembra esserci una distanza tra ciò che le attiva l’eccitazione nella fantasia
e ciò che sente giusto o desiderabile nella realtà è proprio questa discrepanza a generare fastidio.
Più che eliminarle, può essere utile chiedersi: cosa significano per me queste fantasie?cosa mi disturbano esattamente: il contenuto o il fatto di averle?
Lavorare su questo aspetto spesso permette alle fantasie di perdere rigidità e diventare meno “necessarie”.
Un cordiale saluto.
Caro utente,
la cosa più utile non è cercare di evitare qualcosa, ma capire la motivazione per cui si ha un certo pensiero. Inoltre, non solo capire il perchè di un pensiero fine a sè stesso ma andando a ritroso capire la motivazione per la quale non ci sia piacere in assenza di un certo pensiero. Potrebbe provare un'auto riflessione su ciò, in alternativa anche solo una brevissimo percorso con un sessuologo potrebbe aiutarla.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Dr. Vittorio Penzo
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Grazie per la sua domanda, che richiede coraggio nel porsi. Quello che descrive rientra nella categoria dei pensieri intrusivi a contenuto sessuale egodistonico, ovvero pensieri o fantasie che la persona vive come estranei ai propri valori e fonte di disagio — il che è molto diverso da un desiderio reale di tradire.

Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, il meccanismo che alimenta queste fantasie è spesso paradossale: più si cerca di sopprimere un pensiero, più esso si intensifica (il cosiddetto "effetto rimbalzo"). Il tentativo di evitare o controllare le fantasie può quindi rinforzarle nel tempo.

L'approccio terapeutico più efficace non consiste nel cercare di eliminare le fantasie, ma nel modificare la relazione con esse: imparare a osservarle senza giudizio, ridurre l'importanza che si attribuisce loro e ridurre la risposta ansiosa che generano. Tecniche come la defusione cognitiva (ACT) e l'esposizione graduale hanno mostrato buoni risultati in questi casi.

Le consiglio di affrontare questo tema con un professionista, poiché lavorare su questi pattern in modo strutturato porta a risultati significativi.

Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
La ringrazio per aver condiviso qualcosa di così intimo: non è affatto scontato riuscire a parlarne, e il fatto che lei lo faccia è già un passo importante.

Quello che descrive, per quanto possa metterla a disagio, rientra nell’ambito delle fantasie sessuali, che per loro natura non sempre coincidono con ciò che desidereremmo o sceglieremmo nella realtà. Molte persone sperimentano fantasie che, fuori dal contesto dell’eccitazione, non sentono affatto come “proprie” o coerenti con i propri valori. Il fatto che lei dica che nella realtà le farebbe “schifo” è un elemento importante: suggerisce proprio un disallineamento tra ciò che la eccita mentalmente e ciò che sente giusto o accettabile nella vita concreta.

Proprio questo disallineamento può essere alla base del disagio che prova. Non tanto la fantasia in sé, quanto il significato che lei le attribuisce e il modo in cui entra in conflitto con la sua immagine di sé o con i suoi valori.

Le farei qualche domanda per aiutarla a riflettere meglio: da quanto tempo le succede? È qualcosa che ha sempre fatto parte della sua vita sessuale oppure è comparso in un certo periodo? Se non è sempre stato così, potrebbe essere utile chiedersi se, ad esempio, nella relazione attuale (o nelle ultime esperienze) ci sia qualcosa che non la soddisfa pienamente sul piano dell’intimità, del coinvolgimento emotivo o della novità. A volte la mente “costruisce” scenari più intensi o trasgressivi proprio per attivare maggiormente l’eccitazione.

È importante anche dirsi che non c’è nulla di “sbagliato” nell’avere fantasie particolari. Tuttavia, se queste diventano l’unico modo per provare piacere o le generano disagio, allora ha senso fermarsi a riflettere su cosa per lei è coerente, lecito e rispettoso dei suoi valori, e su come ritrovare una sessualità che senta più integrata.

Un altro aspetto riguarda il pensiero: se durante la giornata si ritrova spesso a tornarci sopra, a interrogarsi o a giudicarsi, può crearsi un circolo di rimuginio che mantiene attivo proprio quel contenuto mentale e le emozioni collegate. Più si cerca di scacciarlo o controllarlo rigidamente, più tende a ripresentarsi.

In questi casi, un approccio di tipo cognitivo-comportamentale può essere un valido alleato per lavorare sia sul rapporto con questi pensieri (riducendo il rimuginio e il giudizio) sia sull’ampliamento delle modalità di eccitazione, senza sentirsi “costretta” a una sola fantasia.

Se sente che il disagio è significativo o persistente, potrebbe essere utile affrontarlo anche all’interno di un percorso psicologico, in uno spazio protetto in cui esplorarlo senza giudizio.

Resto a disposizione se desidera approfondire meglio qualche aspetto.
Dott.ssa Sofia Bonomi
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, penso che sarebbe importante indagare e approfondire queste fantasie per capire perché arrivino e siano necessarie per l'eccitazione. In questo modo si potrebbe poi capire il ruolo che rivestono e se è possibile farne a meno.
Cordialmente dott.ssa Bonomi
Dott.ssa Chiara Piacentini
Psicologo, Psicologo clinico
Carugate
Quello che descrivi è più comune di quanto sembri, e capisco il fastidio nel sentire che il piacere si “lega” sempre allo stesso tipo di fantasia, anche se nella realtà non ti rappresenta.
Non è tanto la fantasia in sé il problema, ma il rapporto che si crea con essa: più cerchi di evitarla o eliminarla, più tende a presentarsi proprio nei momenti di eccitazione. La mente spesso associa certi contenuti al piacere senza che questo dica qualcosa sui tuoi valori o su ciò che desideri davvero nella vita reale.
Un primo passo può essere smettere di combattere direttamente la fantasia e iniziare a notarla per quello che è: un contenuto mentale che arriva, senza doverla seguire per forza. Allo stesso tempo, puoi provare a riportare gentilmente l’attenzione alle sensazioni presenti e a ciò che per te conta davvero nella relazione.
Se senti che questa dinamica è diventata rigida o limitante, lavorarci insieme può aiutarti a ritrovare maggiore libertà e flessibilità nel vivere la tua sessualità. Se vuoi, puoi contattarmi per approfondire e costruire un percorso su misura.
Dott.ssa Alice Missiroli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve,
il mondo dell'eros è vasto e particolare. Spesso le nostre fantasie ci mettono di fronte a dei bisogni inattesi, che si manifestano in maniere diversa da come potremmo pensare. Queste sue fantasie non necessariamente parlano della volontà di essere traditi, potrebbero nascondere un significato diverso, da esplorare per capire cosa vuole comunicarle la sua psiche.
Cercando di evitarle rischierebbe di avere l'effetto opposto a quello desiderato. Se invece volesse approfondire quello che sta vivendo con uno specialista, la invito a contattarmi tramite miodottore.
Buona giornata,
Alice Missiroli
Dott. Edoardo Bonsignori
Psicologo, Psicologo clinico
Cascina
Salve, capisco bene il fastidio che prova: è quel corto circuito tra ciò che la eccita nella mente e ciò che lei è come persona nei valori di ogni giorno. Le dico subito di fare un respiro profondo: quello che descrive è un fenomeno molto comune che chiamiamo. In parole povere: la sua mente sceglie un tasto erotico che la sua morale rifiuta.
Spesso il tradimento fantasticato non riguarda il voler soffrire o voler essere traditi davvero, ma serve a inserire un "terzo elemento" immaginario che rompe la routine e accende il desiderio. È come un gioco di specchi: vedere il partner desiderato da altri (o impegnato con altri) può paradossalmente aumentare il valore che gli diamo o liberarci dal peso di dover essere "perfetti" nella relazione.
Il punto è che più lei cerca di scacciare questi pensieri, più loro bussano forte. È il classico effetto "non pensare all'elefante bianco": più si impegna a evitarlo, più lo vede ovunque. Il segreto non è smettere di pensare, ma togliere il carico di colpa a quel pensiero. La fantasia è un teatro, e ciò che accade sul palco non deve per forza diventare realtà dietro le quinte.
Provi a guardare a queste immagini non come a un segnale di allarme, ma come a un "regolatore di intensità" che il suo corpo usa per accendersi. Se però questo fastidio diventa un muro che le impedisce di godersi il rapporto, parlarne con uno specialista può aiutarla a "tradurre" cosa sta cercando davvero la sua mente in quei momenti, così da vivere la sessualità con più leggerezza e meno conflitto.
Dott.ssa Chiara Avelli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, comprendo il disagio che sta vivendo: le fantasie erotiche non sempre riflettono i valori o i desideri reali, ma possono diventare schemi mentali appresi che il cervello associa all’eccitazione; nel suo caso il tema del tradimento può essere legato a elementi come trasgressione o intensità emotiva, anche se razionalmente li rifiuta, e per ridurne l’impatto può provare gradualmente ad affiancare nuove fantasie senza eliminarle bruscamente, spostando nel tempo il focus, oltre a lavorare sull’attenzione alle sensazioni corporee durante i rapporti, mentre se il disagio persiste un confronto con un sessuologo o psicoterapeuta può aiutarla a comprendere e modificare questo schema in modo più libero e sereno. Dott.ssa Chiara Avelli
Dott.ssa Gloria Odogwu
Psicologo, Psicologo clinico
Caselle di Sommacampagna
Gentile utente,
quello che descrive è una situazione piuttosto frequente e può avere diverse spiegazioni, sia di tipo fisico che psicologico.
Quando si parla di bisogno di avere rapporti molto frequenti, è importante distinguere tra:
un desiderio sessuale elevato ma fisiologico
un comportamento che diventa difficile da gestire o necessario per ridurre tensione interna
Nel secondo caso, il rapporto sessuale può assumere una funzione di regolazione emotiva (ad esempio per scaricare ansia, stress o vuoto), più che essere legato esclusivamente al desiderio.
Per quanto riguarda la sua domanda, non si tratta tanto di “evitare” il rapporto, quanto di capire che funzione sta avendo per lei in questo momento.
Alcuni spunti utili:
osservare se il bisogno compare in momenti specifici (stress, noia, solitudine)
provare a introdurre alternative che aiutino a scaricare la tensione (attività fisica, distrazione attiva, routine strutturate)
evitare di vivere il desiderio con giudizio o senso di colpa, perché questo tende ad aumentare il comportamento
Se sente che questa dinamica è molto frequente, difficile da controllare o le crea disagio, può essere utile un confronto con uno psicologo, per comprendere meglio il significato di questo comportamento e trovare modalità più equilibrate di gestione.
Un caro saluto
Dott.ssa Valeria Fontana
Psicologo
Santa Maria Capua Vetere
Quello che eccita è spesso insolito, poichè legato a componenti più istintive e meno cognitive. Se questi pensieri li vivi come un ossessione o un disagio, provare ad ascoltarli per capire di cosa parlano veramente potrebbe essere la chiave per interromperli
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Cernusco sul Naviglio
Gentile utente, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di supporto psicologico per lavorare su questi pensieri.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
buonasera e grazie pper aver condiviso questo suo fastidio.
prima di cercare modi per evitare certi pensieri bisognerebbe, ma solo nella misura in cui la cosa le reca fastidio, il perchè insorgono; la terapia serve anche a questo
Dott.ssa Anthea Quagliana
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Formello
Cara, quello che descrivi può creare disagio, ma non è affatto raro né strano. Nella prospettiva junghiana, le fantasie erotiche non vanno prese alla lettera: spesso sono simboli, modi con cui l’inconscio esprime tensioni, desideri o parti di sé non ancora integrate. Il tema del tradimento, ad esempio, può rimandare non tanto al desiderio reale di essere tradita, quanto a dinamiche più profonde: perdita di controllo, bisogno di intensità emotiva, oppure il confronto con parti proibite di sé. È come se una parte della tua psiche cercasse vitalità proprio lì dove la coscienza direbbe “no”.
Nella psicologia junghiana, queste immagini vengono viste come contenuti dell’Ombra: non qualcosa da eliminare, ma da comprendere. Più si cerca di scacciarle, più tendono a ripresentarsi.
Non si tratta quindi tanto di “evitare” la fantasia, quanto di iniziare a chiederti, con curiosità: che cosa rappresenta per me questa scena? cosa sento davvero sotto l’eccitazione?
Un lavoro utile può essere quello di osservare queste immagini senza giudizio, magari anche in terapia, per dare loro un significato più personale. Col tempo, quando il contenuto viene riconosciuto, spesso perde anche la sua rigidità.

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