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Esperienze

Sono una psicologa clinica in formazione in psicologia analitica junghiana.

L’approccio junghiano orienta il mio lavoro in modo concreto e profondo: accanto alle difficoltà che una persona porta, presto attenzione anche al mondo interiore che le appartiene, come i sogni, le immagini ricorrenti, i simboli e le emozioni che ancora non trovano parole.

Mi rivolgo a chi sente il bisogno di capire qualcosa di sé in profondità, oltre che di alleviare un sintomo. Il percorso analitico richiede tempo e una certa disponibilità a sostare nell’incertezza, e può diventare un’occasione autentica di incontro con se stessi.

Ogni analisi nasce dalla storia e dai tempi di chi la vive. Cerco di offrire uno spazio in cui quella storia possa essere accolta ed esplorata con cura, pazienza e senza giudizio.


Se senti il desiderio di iniziare un percorso o vuoi semplicemente chiedere informazioni, puoi contattarmi per un primo colloquio conoscitivo.

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Aree di competenza principali:

  • Psicodiagnostica
  • Psicanalisi

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  • Colloquio individuale

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  • Colloquio psicologico individuale

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Anthea Quagliana
Studio Dott.ssa Anthea Quagliana

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22 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
  • Ottimo studio
  • Puntualità
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  • V

    Dopo un anno molto pesante per me ho deciso di iniziare un percorso con la Dottoressa. Ho smesso di rimuginare sempre sulle stesse cose e iniziato ad ascoltarmi, ad ascoltare i segnali del mio corpo e le mie sensazioni. E' presto per dirlo, ma mi sento una persona nuova ad ogni incontro.
    Grazie Dottoressa.

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    Dott.ssa Anthea Quagliana

    La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza.


  • V

    Ho fatto la visita con la dottoressa, mi sono sentito molto a mio aggio e ascoltato. Spero davvero che mi possa aiutare ad uscire da questo mio brutto periodo.

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    Dott.ssa Anthea Quagliana

    Grazie di cuore per le sue parole. Sono felice che si sia sentito ascoltato: è il primo passo importante.


  • G

    Ho iniziato un percorso con la dottoressa e mi sono sentita ascoltata. Con gentilezza e concretezza mi ha aiutata a ritrovare equilibrio: ora affronto le giornate con più forza. Grazie di cuore.

     • Consulenza online sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Anthea Quagliana

    La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza.


  • G

    Rivolgermi a questa psicologa è stata un’esperienza davvero positiva. Mi sono sentito supportato e aiutato in un momento troppo confuso in cui non sapevo davvero da dove cominciare.

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    Dott.ssa Anthea Quagliana

    Grazie mille per le sue parole. Sono certa che sarà un lavoro significativo.


  • C

    Il percorso con la dottoressa è un cammino profondo, a tratti difficile, ma estremamente prezioso. Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta, ascoltata davvero, senza giudizio e senza fretta.
    Con grande delicatezza mi ha aiutata a entrare in contatto con parti di me che facevo fatica a vedere o a comprendere, dando spazio alle emozioni, ai sogni e a ciò che emergeva seduta dopo seduta. Non ho mai avuto la sensazione di essere “guidata”, ma accompagnata con rispetto e presenza.
    Mi sento più consapevole, più in ascolto di me stessa e soprattutto meno sola nel mio percorso.

     • Studio Dott.ssa Anthea Quagliana colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Anthea Quagliana

    La ringrazio sinceramente per le sue parole, perché raccontano un lavoro che nasce dall’incontro e dalla fiducia reciproca. Grazie per aver condiviso questa esperienza.


  • V

    Ho iniziato un percorso perché mi sentivo bloccata ma temevo di non riuscire a parlare, eppure mi sta aiutando molto la dottoressa, anche a vedere le cose da un punto di vista diverso.

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    Dott.ssa Anthea Quagliana

    Grazie per aver condiviso la tua esperienza. Sono contenta che tu ti sia sentita accolta nonostante le difficoltà iniziali e il tuo impegno è una parte fondamentale del cambiamento.


  • A

    Reputo la Dott.ssa Quagliana molto professionale. In un momento per me molto difficile, mi ha offerto supporto con competenza ed empatia.

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    Dott.ssa Anthea Quagliana

    Grazie mille per le sue parole. Sono sicura che insieme potremo fare un cammino significativo.


  • S

    Il percorso intrapreso con la dott.ssa Quagliana è stato profondo e trasformativo.
    Abbiamo lavorato molto con i sogni: ogni incontro è stato un viaggio dentro di me, grazie alla sua presenza attenta ed empatica. Mi ha aiutata a connettermi con parti di me che avevo messo da parte, a riconoscere emozioni e a comprendere meglio i miei vissuti.

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    Dott.ssa Anthea Quagliana

    La ringrazio di cuore per la fiducia e per le sue parole. È stato un privilegio accompagnarla in questo percorso.


  • G

    La dottoressa Anthea Quagliana è una professionista molto preparata, attenta, precisa e sempre disponibile. È stata molto empatica e accogliente nei miei confronti e mi ha aiutata a superare dei momenti di difficoltà con un supporto costante. Le sono molto grata.

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    Dott.ssa Anthea Quagliana

    La ringrazio sinceramente per le sue parole e per la fiducia, sono lieta di aver potuto offrirle un supporto utile in un momento delicato del suo percorso.


  • S

    Anthea è una dottoressa eccezionale ti fa sentire subito a tuo agio, è dolcissima ed è molto preparata nel suo lavoro. La consiglio al 100% perché persone come lei così brave nel proprio lavoro e con un cuore così grande sono molto rare da trovare! Ed io mi sento fortunata che l’ho trovata!!

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 42 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ciao sono una ragazza di quai17 anni, sono cambiata totalmente qualche anno fa', quando è venuta a mancare mia nonna, da li sono iniziati i miei primi attacchi di ansia, mi venivano ogni notte, al talpunto di dormire pochissime ore, da li non riesco a superare la paura della morte, e la morte di mia nonna, che da quasi 4 anni a questa parte non sono riuscita a parlarne con nessuno, oltre a questo è peggiorato il rapporto con i miei genitori, mia madre non è più la stessa, non credo che mi abbia mai capita, è un continuo litigare, quando sbaglia lei non chiede mai scusa, ma trova delle giustificazioni, e alla fine faccio finta di niente come se non fosse successo nulla, e questo mi crea tanto stress e mi dispiace tanto perché non ritrovo più la mamma di quando ero piccola. Sono sempre stata una ragazza molto scherzosa, ironica e quella che fa ridere gli altri, ma al contrario di quando ero una bambina sono diventata una persona molto sensibile, piango appena litigo con i miei genitori, appena mio padre mi alza la voce su determinati argomenti (ma non capita solo con mio padre),questo mio aspetto non l'ho mai mostrato a nessuno, come se io fossi una persona quasi insensibile e quasi menefreghista(perché tendo a nascondere questa mia fragilità) inoltre tendo a provare molta timidezza con persone con cui non ho confidenza e ciò non mi fa stare male, perché tendo a mascherare tutto il mio carattere e il mio modo di fare. Oltre a questo ho sempre avuto grandi problemi di fiducia, da quando ero piccola, non mi sono mai fidata di nessuno, non riesco a vedere fiducia negli altri, a parte una persona al quale riesco a confidarmi, ma anche con lei ho sempre la paura di non potermi fidare al 100%, in compenso oltre a essere una persona scherzosa, so ascoltare e aiutare le mie amiche in momenti meno belli e sono molto empatica. Sto passando un periodo difficile, come per es. a scuola ho degli argomenti da recuperare, oppure nuovi argomenti da studiare, e quando sono a scuola sento la voglia di fare, di dire "arrivo a casa e mi metto a studiare", ma una volta tornata a casa non riesco a sedermi nella scrivania, mi sento demoralizzata e tendo a dormire tutta la sera oppure a usare il telefono, come se fossi sempre stanca, scrivo ciò per una risposta a tutto questo, e perché non so se è il caso di rivolgermi a una/o piscologa/o in quanto io sia ancora "piccola" e magari è solo una fase adolescenziale. Grazie mille per l'attenzione.

Salve, quello che racconta non è solo una fase da minimizzare, è una storia emotiva intensa, iniziata con una perdita importante, che sembra non aver trovato ancora uno spazio dove essere davvero ascoltata.
La morte di sua nonna non è stata solo un evento, ma una frattura interna. Quegli attacchi d’ansia, la paura della morte, il fatto di non averne mai parlato… è come se una parte di Lei fosse rimasta lì, in silenzio, a reggere qualcosa di troppo grande da sola.
Si potrebbe dire che quando un dolore non viene espresso, tende a trasformarsi: può diventare ansia, stanchezza, difficoltà a concentrarsi. Non perché Lei sia “debole”, ma perché la psiche sta cercando un modo per elaborare ciò che non ha potuto dire.
Colpisce anche questo doppio aspetto: fuori una ragazza ironica, che fa ridere e sostiene gli altri; dentro una grande sensibilità, che però resta nascosta. È come se ci fosse una parte di Lei molto viva e profonda che non si sente ancora al sicuro per mostrarsi.
Anche il rapporto con sua madre e la fatica a fidarsi sembrano inserirsi in questo quadro: quando manca un senso di comprensione, è naturale chiudersi un po’ e proteggersi.
La stanchezza che descrive non è pigrizia: spesso è un segnale di sovraccarico emotivo.
Le rispondo con chiarezza: sì, potrebbe essere davvero utile parlare con una psicologa o uno psicologo. Non è perché “c’è qualcosa che non va in Lei”, ma perché merita uno spazio dove poter mettere parola a tutto questo, senza dover fingere di stare bene.
Non è troppo giovane per iniziare a capirsi.

Dott.ssa Anthea Quagliana

Salve, ho un grosso problema di coppia, da autoerotismo per uso continuo di video porno, non riesco ad avere un erezione prolungata per avere un rapporto con la mia compagna, la relazione si è rovinata perché lei non ha più fiducia e mi dice che l'ho tradita da nove anni per causa di questi video. Sono andato sia da un andrologo che da uno psicologo, ho fatto diverse analisi e visite intime, anche per la prostata e và tutto bene, lo psicologo mi ha detto che è lei che è molto problematica, ma il problema è mio che non riesco ad avere un rapporto sessuale soddisfacente, ho preso da alcuni anni la "pillola" ma a lei non piace perché mi dice che sono come un robot e non partecipo al livello emotivo ma meccanico e poi non finisco mai. Io le voglio bene e la amo, ma litighiamo sempre per questi motivi, lei si sente frustrata, tradita, sola etc... Ho smesso per un mese a non vedere più porno, ma è come se mi è passato il desiderio in generale, allora penso che devo riprendere la masturbazione per il mio benessere fisico, ma lei? La nostra storia sta finendo e non so che fare... Ogni volta che mi apparato con lei, provo senso di colpa per averle mentito, penso se non riesco, penso che mi colpevolizza con brutte parole, allora parto bene ma non riesco a continuare che l'erezione si perde anche con la pillola. Ho 58 anni e stiamo assieme da nove anni...

Salve, quello che descrive non è solo un problema sessuale, ma un intreccio delicato tra corpo, desiderio ed emozioni, dove il senso di colpa sembra avere un peso molto forte.
Da un lato c’è l’abitudine al porno e all’autoerotismo, che nel tempo può “abituare” il desiderio a uno stimolo molto specifico e controllabile; dall’altro, però, emerge qualcosa di più profondo: quando è con la sua compagna, non è davvero libero, ma attraversato da pensieri (“e se non riesco?”, “mi giudicherà”, “l’ho delusa”) che interrompono il naturale fluire dell’eccitazione.
In ottica junghiana diremmo che il sintomo non è solo da eliminare, ma da comprendere: l’erezione che si perde può essere letta anche come un segnale psichico, quasi un ritiro di energia quando il clima interno è troppo carico di pressione, colpa o paura.
È importante anche un altro punto: il desiderio non funziona bene sotto accusa. Se ogni incontro diventa una prova da superare, il corpo tende a chiudersi. Non per mancanza di amore, ma per eccesso di tensione.
Il fatto che senza pornografia senta calare il desiderio può spaventare, ma può anche indicare che il suo sistema ha bisogno di tempo per riabituarsi a una dimensione più relazionale e meno automatica.
Forse il lavoro non è scegliere tra pornografia o rapporto, ma creare uno spazio diverso con la sua compagna: meno centrato sulla prestazione e più sulla gradualità, sul contatto, anche senza l’obiettivo immediato del rapporto completo.
Accanto a questo, potrebbe essere utile un percorso terapeutico che non si limiti a dare la colpa a uno dei due, ma che aiuti a comprendere insieme il circolo che si è creato tra senso di colpa, sfiducia e difficoltà sessuale.

Dott.ssa Anthea Quagliana
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