Quota agevolata per la prima seduta individuale:
€40, come occasione per conoscere il percorso e valutarne i benefici.
30/06/2025
Milano 1 indirizzo
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30/06/2025
16 recensioni
Ho percepito grande empatia, professionalità e umanità nella dott.ssa. La sua capacità di ascolto e competenza mi hanno fatta sentire accolta e compresa, senza mai essere giudicata. Consiglio vivamente il suo supporto a chiunque stia cercando un aiuto concreto e autentico per stare meglio con se stesso e con gli altri
Psicologa molto brava; mi sono sentita al sicuro e accolta
La dott.ssa Martina Finistrella, fin dal primo incontro, si è dimostrata una grande professionalità con una profonda empatia e capacità di ascolto. Il suo approccio accogliente e mai giudicante mi ha messo subito a mio agio, permettendomi di aprirmi con serenità. Grazie al suo supporto costante, sono riuscita a comprendere meglio me stessa, a gestire le mie emozioni e a sviluppare strumenti concreti per affrontare le difficoltà quotidiane. La consiglio sinceramente a chiunque senta il bisogno di essere ascoltato e guidato con sensibilità, competenza e umanità. È una professionista attenta, preparata e ho percepito una grande e profonda dedizione al benessere dei suoi pazienti. Infinitamente grata!
Dottoressa empatica disponibile e competente. Mi ha dato molto fin da subito di sentirmi a mio agio.
È stata brava. Mi sono trovato bene. Mi ha dato una grossa mano a risolvere
L'esperienza con la dottoressa è stata estremamente positiva. Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta, ascoltata e compresa in un ambiente professionale ma al tempo stesso caloroso e rassicurante. La sua empatia, competenza e capacità di guidarmi con delicatezza ma anche con fermezza hanno fatto davvero la differenza. Consiglio vivamente il suo supporto a chiunque desideri intraprendere un cammino di crescita personale o abbia bisogno di affrontare momenti difficili con un aiuto concreto e prezioso.
Competente e professionale! Ha fornito un supporto per mia figlia adolescente in un’età complessa (17 anni).
Un’esperienza estremamente positiva. La dottoressa è sempre attenta, empatica e capace di metterti a tuo agio, anche su tematiche delicate.
Molto brava, ispira molta fiducia e sono riuscito ad aprirmi raccontando alcune mie difficoltà
La dottoressa mi ha capito è aiutato, mettendomi sempre a mio agio e grazie ai suoi consigli ora sto molto meglio
ha risposto a 25 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera dottori sono un ragazzo di 33 anni che in passato ho avuto momenti di confusione che vedevo tutto come distaccato o pensieri di fare del male oppure rituali per esempio toccare una cosa per un determinato di volte non mi succedeva quella cosa, solo che da marzo di quest'anno mi sono ritornati questi sintomi che mi sento come se tutto quello che mi circonda lo vedo tramite una bolla, oppure distante, anche se lo riconosco, solo che ho questa sensazione brutta, in più pensieri di fare del male tipo se ho il mio cane davanti a me mi vengono delle immagini in testa tipo come se lo prendo lo lancio dal balcone, oppure se ho un coltello in mano che sto mangiando mi passa in mente di fare qualcosa di brutto ecc, cosa che mi mettono ansia perchè dico sono solo pensieri o mi possono portare a farlo? in più certe volte ho come l'ansia se dentro casa ci sia qualcuno, oppure mentre sto per addormentarmi o la sensazione come se mi guarda qualcuno, in più la sera quando sono solo ho il vizio di tenere la baciu accesa per paura, anche se questa cosa mela porto da piccolo, tutto questo adesso mi chiedo cos'è ansia? ossessioni? deliri ? oppure cosa? io non so se possa centrare qualcosa ma prima di questa ricaduta a dicembre mi sono lasciato con la mia compagna con cui convivevo da 4 mesi, ma la storia era diventata pesante e stressante, infatti ho deciso di lasciarla, lavoravo dalla mattina alla sera e quando tornavo a casa lei o era con amiche oppure con il suo migliore amico quindi nell'ultimo periodo io ero diventato come inesistente, dovevo fare la spesa sempre io, gli ho dovuto fare come garante infatti lei adesso non sta pagando quindi le cose da pagare mi sono rimaste a me, una storia che stava andando in rovine piano piano quindi ho deciso di lasciarla, ora non so se la causa sia stata questa oppure no... ma quello che mi chiedo essendo che già a 4 mesi che sto così, questa cosa può portarmi al punto di non riconoscere più dove vivo, oppure i miei amici, ecc? o e solo ansia e ossessioni, anche perchè aggiungo oltre quei sintomi ho la percezione del gusto molto di meno e durante la notte mi sveglio più volte... per il resto non mi sento nulla, anche se la cosa che mi da più fastidio sono i pensieri intrusivi, e la confusione... kmq vi ringrazio in anticipo per la risposta...
ti ringrazio davvero per aver condiviso con tanta sincerità e precisione quello che stai vivendo. È evidente che sei una persona consapevole, attenta a ciò che prova e, soprattutto, preoccupata per il proprio benessere e per quello degli altri. E questo è già un primo passo importante.
Immagini improvvise e non volute, come fare del male al tuo cane o usare un coltello in modo pericoloso, sono pensieri ossessivi. Questi non rappresentano desideri reali. Spaventano proprio perché sono l’opposto di ciò che vuoi. Il fatto che ti generino ansia e che li rifiuti è segno che non vuoi assolutamente metterli in atto. In psicologia, si parla di DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo) con pensieri intrusivi di tipo “ego-distonico”: sono contrari alla tua volontà e identità.
La fine della tua relazione sembra essere stato un fattore scatenante importante, più che la causa profonda. Una storia logorante, con delusione, stress economico e affettivo può facilmente far riemergere sintomi che erano già presenti in passato (come dici tu stesso). Non si tratta di "colpa tua" né della relazione in sé, ma di una vulnerabilità personale che si è riattivata in un momento emotivamente critico.
Se ti fa piacere, posso aiutarti a capire meglio questi sintomi e anche accompagnarti a elaborare ciò che hai vissuto nella tua relazione. Spesso i sintomi psichici parlano il linguaggio del corpo e della mente quando qualcosa dentro ha bisogno di essere ascoltato.
Salve, volevo raccontare la mia situazione "relazionale": sto uscendo con una ragazza saltuariamente da qualche tempo ci saremmo visti al massimo 10 volte, lei a me piace ma lei non vuole una relazione. Io nonostante tutto ho forse idealizzato troppo la sua figura perchè sembra proprio fatta per me per quanto attiene a semplicità, priva di frivolezze. tuttavia, ho un problema con il sesso, non riesco ad avere un eccitazione totale, anzi non riesco ad avere un'eccitazione tale da iniziare un rapporto sessuale. ( è successo che io ce l'abbia fatta 1 o 2 volte) credo che il problema sia proprio questa idealizzazione che ho di lei, non vedendola dal punto sessuale così " spinta". Non vorrei perderla perchè ci sto bene ma vorrei risolvere questa situazione. vi ringrazio per la risposta o un consiglio in qualunque caso!
Grazie per aver condiviso apertamente una parte così intima e delicata della tua esperienza.Ti lascio alcune piste di riflessione e azione:
a) Riconosci e accetta l’idealizzazione
Prova a osservare come vedi questa ragazza: è davvero lei quella che ti piace, o è l’idea che hai costruito di lei? Prova a riconoscere i suoi lati meno "perfetti". L'attrazione sessuale nasce anche dalla realtà dell’altro, non solo dalla sua proiezione ideale.
b) Dai voce al tuo desiderio
Hai il diritto di sentire desiderio. Non devi "proteggere" lei dalla tua sessualità. Anzi, se lei è una persona autentica come dici, potresti provare a condividere (con delicatezza) anche le tue difficoltà. Spesso l’intimità cresce proprio quando si osa essere vulnerabili.
c) Esplora il tuo vissuto sessuale
Hai avuto blocchi simili in passato? Ti senti a tuo agio con la tua sessualità in generale? È possibile che ci siano aspetti più profondi legati alla tua storia personale, alla tua educazione, o al tuo rapporto con l'immagine femminile. Se senti che questo è un tema ricorrente o centrale per te, un percorso psicoterapeutico (anche breve) potrebbe aiutarti a esplorarlo meglio.
d) Chiediti cosa vuoi davvero
Lei non vuole una relazione. Tu dici di non volerla perdere, ma: che tipo di legame vuoi tu? È importante essere onesto con te stesso. Se sei orientato verso qualcosa di stabile e profondo, e lei no, questa discrepanza potrebbe generare sofferenza nel tempo.La tua difficoltà sessuale non è “un difetto”, ma un messaggio del tuo corpo e della tua psiche: qualcosa non è allineato tra quello che provi, quello che desideri e quello che vivi con lei. Non si tratta di forzarsi, ma di ascoltare più profondamente cosa stai cercando — e perché questo incontro, pur bello, ti fa sentire così diviso.
Se vuoi, possiamo approfondire insieme alcuni di questi aspetti. Posso anche aiutarti con esercizi o spunti più pratici per lavorare su questo blocco.
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