Quota agevolata per la prima seduta individuale:
€40, come occasione per conoscere il percorso e valutarne i benefici.
30/06/2025
Milano 1 indirizzo
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17 recensioni
Mi sono rivolto alla dottoressa in un momento di difficoltà e mi sono trovato a mio agio a parlare di questioni molto dolorose. Ho trovato gentilezza e comprensione
Ho percepito grande empatia, professionalità e umanità nella dott.ssa. La sua capacità di ascolto e competenza mi hanno fatta sentire accolta e compresa, senza mai essere giudicata. Consiglio vivamente il suo supporto a chiunque stia cercando un aiuto concreto e autentico per stare meglio con se stesso e con gli altri
Psicologa molto brava; mi sono sentita al sicuro e accolta
La dott.ssa Martina Finistrella, fin dal primo incontro, si è dimostrata una grande professionalità con una profonda empatia e capacità di ascolto. Il suo approccio accogliente e mai giudicante mi ha messo subito a mio agio, permettendomi di aprirmi con serenità. Grazie al suo supporto costante, sono riuscita a comprendere meglio me stessa, a gestire le mie emozioni e a sviluppare strumenti concreti per affrontare le difficoltà quotidiane. La consiglio sinceramente a chiunque senta il bisogno di essere ascoltato e guidato con sensibilità, competenza e umanità. È una professionista attenta, preparata e ho percepito una grande e profonda dedizione al benessere dei suoi pazienti. Infinitamente grata!
Dottoressa empatica disponibile e competente. Mi ha dato molto fin da subito di sentirmi a mio agio.
È stata brava. Mi sono trovato bene. Mi ha dato una grossa mano a risolvere
L'esperienza con la dottoressa è stata estremamente positiva. Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta, ascoltata e compresa in un ambiente professionale ma al tempo stesso caloroso e rassicurante. La sua empatia, competenza e capacità di guidarmi con delicatezza ma anche con fermezza hanno fatto davvero la differenza. Consiglio vivamente il suo supporto a chiunque desideri intraprendere un cammino di crescita personale o abbia bisogno di affrontare momenti difficili con un aiuto concreto e prezioso.
Competente e professionale! Ha fornito un supporto per mia figlia adolescente in un’età complessa (17 anni).
Un’esperienza estremamente positiva. La dottoressa è sempre attenta, empatica e capace di metterti a tuo agio, anche su tematiche delicate.
Molto brava, ispira molta fiducia e sono riuscito ad aprirmi raccontando alcune mie difficoltà
ha risposto a 28 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve,
9 volte su 10 dopo aver eiaculato, avverto stordimento, calo di attenzione e spossatezza mentale che può durare anche più di 24 ore prima di riacquisire piena "lucidità".
Non dipende dall’intensità o dalla frequenza dell’orgasmo, non ho dolore né sintomi fisici rilevanti, e questo succede da sempre.
Vorrei capire se è un fenomeno fisiologico cerebrale e se ci sono strategie per ridurre l’impatto sul mio livello di attenzione e vigilanza in quanto talvolta è destabilizzante e complica la gestione delle mie attività quotidiane.
Vi ringrazio
Salve, in breve, dal punto di vista clinico:
dopo l’eiaculazione è normale avere un calo di energia e lucidità per effetto delle variazioni neurochimiche (↓ dopamina, ↑ prolattina).
Se questo calo si protrae per giorni, le ipotesi principali sono:
* una risposta neurobiologica accentuata ma fisiologica**,
* più raramente una condizione come la POIS (sindrome da malessere post-orgasmico), soprattutto se il fenomeno è marcato e ricorrente.
Quali possono essere le strategie utili:
* evitare l’eiaculazione prima di impegni cognitivi importanti,
* fare attivazione fisica leggera dopo,
* curare sonno e idratazione,
* valutare, se impattante, un controllo ormonale (prolattina, testosterone, tiroide).
Non è necessariamente un problema patologico, ma se interferisce con la qualità di vita è corretto approfondire con uno specialista.
Salve, sono una donna di 25 anni in una relazione stabile (la prima) da due anni. Prima di questa rel non ho mai avuto rapporti sessuali o esperienze di alcun tipo se non una frequentazione tossica che mi ha lasciato un po' di traumi e mi ha reso difficile approcciarmi con serenità a questa nuova relazione inizialmente. Ad oggi sto bene con il mio fidanzato, lo amo e darei la vita per lui però il sesso è un tasto dolente perché inizialmente per me non è stato facile, ero molto tesa e provavo forte dolore tanto che ci sono voluti molti tentativi per arrivare ad una penetrazione completa. Da lì in poi però non è comunque aumentata la frequenza dei rapporti anzi è diminuita perché io non provo tutto questo interesse, si ogni tanto ci faccio il pensiero ma passa subito e anche durante l'atto in sé raggiungo subito in picco di eccitazione altissimo che dura pochi istanti e poi è come se mi spegnessi e non volessi più essere toccata in nessun modo. In realtà penso che questo disinteresse sia cosa vecchia e che si stia manifestando come problema solo ora che ho una relazione perché sin da adolescente sentendo i discorsi dei miei coetanei capivo che per me il sesso non era una cosa importante e a volte mi schifava proprio il pensiero. Chiaramente non mi schifa farlo con il mio fidanzato adesso però rimane per me una cosa davvero davvero secondaria e non capisco se si possa trattare di qualche patologia psicologica o di asessualità, sono davvero confusa e dispiaciuta perché vedo che il mio fidanzato ne soffre e vorrebbe una vita sessuale più attiva soprattutto perché per motivi di studio/lavoro viviamo lontani e riusciamo a vederci solo una volta al mese per periodi non sempre lunghissimi e nonostante ciò quando siamo insieme non è il mio primo istinto cercare un rapporto. Quando penso al sesso in generale penso che quella volta ogni tanto che me lo concedo sia proprio perché è lui e ho questa forte connessione emotiva e si tratta sempre di una cosa molto standard perché provo forte imbarazzo/poca voglia anche di approcciarmi a lui e in generale a qualcosa che so possa fargli piacere. Sono consapevole che avrei bisogno di parlare personalmente con dei terapisti ma purtroppo le mie attuali condizioni economiche non me lo permettono quindi chiedo un consiglio qui perché non voglio perdere la mia relazione, lui mi assicura che non mi lascerebbe mai per questo ma io ho paura e psicologicamente vivo questa cosa molto male perché sento di avere qualcosa che non va rispetto alle persone della mia età che conducono una vita sessuale attivissima
Salve, provo a rispondere.
Non c’è nulla di “rotto” in te.
Quello che descrivi non indica automaticamente una patologia.
Il dolore iniziale e la tensione possono aver creato un’associazione tra sesso e controllo/ansia. Anche se ora il dolore è passato, il corpo può restare in modalità difensiva.
Il fatto che tu abbia un picco breve e poi ti “spenga” può essere una risposta del sistema nervoso: quando l’intensità emotiva sale troppo, ti proteggi staccandoti.
Mi sembra di capire che "il tuo scarso interesse per il sesso" è qualcosa che senti da sempre, non solo in questa relazione. Pertanto, questo può indicare:
una libido naturalmente bassa, oppure
una possibile collocazione nello spettro dell’asessualità/demisessualità.
Nessuna delle due è una malattia!
Il vero dolore che stai vivendo sembra essere la paura di perderlo e di essere “diversa dalle altre”. Non tanto il sesso in sé.
La domanda centrale non è “ho qualcosa che non va?”, ma:
il mio modo di vivere la sessualità è compatibile con il suo?
Ultima riflessione importante:
Se il tuo fidanzato fosse perfettamente sereno con la vostra frequenza sessuale, tu vivresti ancora questa cosa come un problema?
La risposta a questa domanda è probabilmente il punto più importante di tutti.
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