salve dottori scrivo qui per avere qualche risposta al mio problema sono un ragazzo di 23 anni ed è
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salve dottori scrivo qui per avere qualche risposta al mio problema
sono un ragazzo di 23 anni ed è un anno e mezzo che è venuto a mancare papà e dal mese successivo (anticipo: già soffrivo di problemi al collo) mi sono sentito male con questo dolore assurdo al collo che mi ha generato un attacco di panico da quel momento la mia vita è finita tutti i giorni a stare male con sintomi come tachicardia malessere pressione alta insomma una situazione invivibile
con il passare del tempo ho fatto molti accertamenti, rmn encefalo tutto ok, rmn cervicale lordosi inversa con protrusione c3/c4, visita cardiologica ok però per regolare il tutto prendo lobivon, visita neurologica tutto ok e mi dicono che sia un ansia mixata a questo problema al collo un cane che si morde la coda.
la mia domanda è, è normale stare così male? avere questo senso di malessere generale con la paura costante di sentirsi male perché non so più quali accertamenti fare e tutti i dottori mi dicono la stessa cosa.
io sono consapevole di questo problema ma non riesco a stare tranquillo, ogni giorno cè qualche problema diverso e vorrei solo delle rassicurazioni e delle certezze.
vi ringrazio di cuore già ora
sono un ragazzo di 23 anni ed è un anno e mezzo che è venuto a mancare papà e dal mese successivo (anticipo: già soffrivo di problemi al collo) mi sono sentito male con questo dolore assurdo al collo che mi ha generato un attacco di panico da quel momento la mia vita è finita tutti i giorni a stare male con sintomi come tachicardia malessere pressione alta insomma una situazione invivibile
con il passare del tempo ho fatto molti accertamenti, rmn encefalo tutto ok, rmn cervicale lordosi inversa con protrusione c3/c4, visita cardiologica ok però per regolare il tutto prendo lobivon, visita neurologica tutto ok e mi dicono che sia un ansia mixata a questo problema al collo un cane che si morde la coda.
la mia domanda è, è normale stare così male? avere questo senso di malessere generale con la paura costante di sentirsi male perché non so più quali accertamenti fare e tutti i dottori mi dicono la stessa cosa.
io sono consapevole di questo problema ma non riesco a stare tranquillo, ogni giorno cè qualche problema diverso e vorrei solo delle rassicurazioni e delle certezze.
vi ringrazio di cuore già ora
Buongiorno, ti ringrazio per la tua condivisione, mi permetto di darti del tu per la tua giovane età. Credo che, visti gli accertamenti che hai fatto, il tuo problema sia di natura psicologica, e ha assolutamente senso che sia così: dopo un dolore ed un trauma così grande come la perdita del tuo papà somatizzare è normale, può succedere, è un modo naturale di reagire ad un evento così terribile. Io credo che però ci sia bisogno di lavorarci su: quando stiamo male e somatizziamo il nostro corpo ci chiede di prenderci cura di questo sintomo, di dargli un significato e di elaborarlo per poter riprendere a vivere con una serenità e un equilibrio diverso; il dolore non deve bloccarci per tutta la vita. Credo che la scomparsa del papà possa aver inciso fortemente sulla sua vita e sul suo equilibrio, e che ci sia bisogno di elaborare questa perdita per poter ridurre non solo la sofferenza psicologica, ma anche quella fisica. Se desideri cambiare questa sofferenza e lavorarci sopra credo che cominciare un percorso con qualcuno che ti ispira fiducia sia la soluzione più efficace, oltre che quella più immediata. Non restare solo con il tuo dolore. Se avessi altre domande o volessi approfondire meglio mi trovi a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
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Buongiorno, mi spiace per la sua perdita e per tutte queste difficoltà che poi sembrano essersi accentuate.
La prima cosa in questi casi è fare degli accertamenti medici per assicurarsi che sia tutto ok dal punto di vista fisiologico. Lei ha fatto molto bene a prendersi cura subito di questo aspetto per escludere questo tipo di problematiche. A questo punto le consiglierei di seguire il parere dei medici che le hanno sottolineato la presenza di altri fattori come quello emotivo e psicologico che in questo momento alimentano probabilmente questo circolo.
Quindi alla sua domanda è normale direi che è umano e che è molto probabile si sia instaurato questo circolo, ma le proporrei di modificare la domanda e rispondere lei: Com'è per lei stare così male? è normale per lei o questa situazione influisce negativamente sulla sua vita? Le consiglierei di prendersi ulteriormente cura di sè e di questo suo malessere rivolgendosi a un/a professionista psicologa/o che la possa aiutare a sentirsi meglio, perchè l'unica certezza che posso darle è che solo così potrà stare meglio.
Buona giornata
La prima cosa in questi casi è fare degli accertamenti medici per assicurarsi che sia tutto ok dal punto di vista fisiologico. Lei ha fatto molto bene a prendersi cura subito di questo aspetto per escludere questo tipo di problematiche. A questo punto le consiglierei di seguire il parere dei medici che le hanno sottolineato la presenza di altri fattori come quello emotivo e psicologico che in questo momento alimentano probabilmente questo circolo.
Quindi alla sua domanda è normale direi che è umano e che è molto probabile si sia instaurato questo circolo, ma le proporrei di modificare la domanda e rispondere lei: Com'è per lei stare così male? è normale per lei o questa situazione influisce negativamente sulla sua vita? Le consiglierei di prendersi ulteriormente cura di sè e di questo suo malessere rivolgendosi a un/a professionista psicologa/o che la possa aiutare a sentirsi meglio, perchè l'unica certezza che posso darle è che solo così potrà stare meglio.
Buona giornata
Gentile Utente, se ha effettuato accertamenti validi e risulta tutto nella norma potrebbe avere senso sentirsi tanto male, perché alcuni sintomi collegati all'ansia possono manifestarsi con dolore al collo; di conseguenza lei percepisce la necessità di ricevere conforto e rassicurazione. Questo stato di tensione può comportare rigidità muscolare involontaria e dolore in quell'area. Il meccanismo è psicofisico: lo stress porta i muscoli a contrarsi involontariamente, soprattutto quelli del collo, creando un circolo vizioso dove il dolore può a sua volta alimentare l'ansia. Se dunque ha già consultato dei medici è il problema non è rientrato potrebbe apprendere delle tecniche di rilassamento. Imparare tecniche di respirazione profonda e consapevolezza corporea può aiutare a gestire lo stress e l'ansia, a rilassare i muscoli del collo. Anche l'esercizio regolare, come l'attività fisica, può aumentare il benessere generale migliorando la postura. Nel caso potrebbe confrontarsi con uno psicoterapeuta, effettuando una valutazione psicologica generale per esplorare meglio i suoi bisogni emotivi e l'origine della necessità di sentirsi al sicuro. Spero di esserle stata utile. Cordiali saluti
Salve, capisco bene quanto possa essere difficile convivere con sintomi che sembrano non avere mai fine e che le fanno percepire di non avere più controllo sul suo corpo. Già il dolore fisico di per sé è pesante, ma quando si intreccia con la paura e con l’ansia, può trasformarsi in una spirale che amplifica ogni sensazione, fino a farla sembrare ingestibile. Non è raro che eventi dolorosi come la perdita di una persona cara possano rendere più vulnerabili a livello emotivo e aumentare la sensibilità verso i segnali del proprio corpo. Questo non significa che il dolore o il malessere non siano reali, ma che la mente e il corpo spesso si influenzano a vicenda, creando quel circolo che lei descrive come un cane che si morde la coda. Quando si affrontano situazioni come la sua, è importante distinguere tra ciò che non possiamo controllare del tutto, come alcune condizioni fisiche già indagate, e ciò che invece possiamo imparare a gestire con strategie mirate, in particolare i pensieri di paura e la tensione corporea che si generano attorno ai sintomi. In un percorso cognitivo comportamentale, per esempio, si lavora molto su come riconoscere i pensieri catastrofici che arrivano automaticamente e che alimentano la paura, imparando a metterli in discussione e a sostituirli con interpretazioni più realistiche e meno allarmanti. Allo stesso tempo, si possono utilizzare tecniche di rilassamento e respirazione per abbassare la tensione fisica, riducendo così l’intensità dei sintomi. Un altro aspetto utile è provare a riportare l’attenzione a ciò che accade fuori dal corpo. Quando si vive in costante monitoraggio delle proprie sensazioni fisiche, ogni piccolo segnale sembra un pericolo. Imparare a spostare lo sguardo su attività quotidiane, anche piccole e concrete, può aiutare a ridurre l’ansia legata ai sintomi. Questo non significa ignorare il dolore, ma evitare di alimentarlo con continue verifiche e controlli. Le rassicurazioni che cerca dai medici, come lei stesso nota, hanno un effetto limitato nel tempo, perché la mente tende a riproporre nuove paure non appena quelle vecchie sembrano placarsi. È proprio in questi casi che un percorso psicologico può fare la differenza, aiutandola a trovare un modo più stabile e duraturo per affrontare la paura e il malessere. Comprendo che desideri certezze, ma la certezza assoluta che non accadrà nulla di negativo è impossibile da avere. Quello che invece può costruire è una maggiore fiducia nella sua capacità di gestire i momenti di malessere senza lasciarsi travolgere. Ciò che sta vivendo non è segno di debolezza, ma di quanto sia stata messa alla prova negli ultimi tempi e di come il corpo e la mente stiano cercando di adattarsi. Lavorare su piccoli passi, allenando la calma e provando ad accogliere le sensazioni senza giudicarle come pericolose, potrà gradualmente ridarle un senso di sicurezza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
immagino che la situazione debba essere di difficile gestione. Ha fatto assolutamente bene a svolgere gli accertamenti medici che in questi casi sono il primo passo. Appurato ciò che è emerso dagli esami, può essere che questo senso di malessere generale sia dovuto all'ansia. Tachicardia, sbalzi di pressione possono essere correlati infatti a attacchi di panico e sintomi ansiosi.
Lei ha legato l'emergere di questi sintomi ad un lutto importante, che certamente può aver influenzato la sua situazione.
Il consiglio è dunque quello di parlare con un/una professionista in modo da contenere l'ansia e avere supporto per la perdita di suo papà.
Un caro saluto
immagino che la situazione debba essere di difficile gestione. Ha fatto assolutamente bene a svolgere gli accertamenti medici che in questi casi sono il primo passo. Appurato ciò che è emerso dagli esami, può essere che questo senso di malessere generale sia dovuto all'ansia. Tachicardia, sbalzi di pressione possono essere correlati infatti a attacchi di panico e sintomi ansiosi.
Lei ha legato l'emergere di questi sintomi ad un lutto importante, che certamente può aver influenzato la sua situazione.
Il consiglio è dunque quello di parlare con un/una professionista in modo da contenere l'ansia e avere supporto per la perdita di suo papà.
Un caro saluto
Gentile utente, grazie per aver condiviso la tua storia. Sembra che tu stia attraversando un momento difficile sia emotivamente che fisicamente, dopo la perdita di tuo padre. Potrebbe essere utile iniziare un percorso di psicoterapia per discutere su come i dolori e gli attacchi di panico siano collegati alla tua perdita e come tutto ciò abbia impattato sulla tua vita. Se vorrai sarò felice di accompagnarti in questo percorso di esplorazione.
Per qualsiasi domanda non esitare a contattarmi, sono disponibile anche online, e ho aderito al programma "bonus psicologo". Un caro saluto, d.ssa Cristina Sinno
Per qualsiasi domanda non esitare a contattarmi, sono disponibile anche online, e ho aderito al programma "bonus psicologo". Un caro saluto, d.ssa Cristina Sinno
La perdita di una figura così importante come suo padre rappresenta un evento profondamente doloroso, e non è raro che, a seguito di un lutto, il corpo e la mente manifestino forme di sofferenza intrecciate. Il dolore al collo, che già era presente, può avere assunto un significato nuovo dopo l’attacco di panico: non solo un fastidio fisico, ma anche un segnale che le ricorda costantemente il rischio di “stare male”, diventando così un punto di partenza di ansia e preoccupazioni continue.
Quello che racconta, il “cane che si morde la coda”, è esattamente il meccanismo che si osserva spesso nei disturbi d’ansia: un sintomo fisico attiva paura, la paura intensifica l’attenzione al corpo, e questa ipervigilanza aumenta a sua volta l’intensità del sintomo.
Un'ipotesi di casi simili al suo: il corpo, attraverso il dolore al collo e le sensazioni fisiche, diventa il luogo in cui si manifesta un bisogno profondo di sicurezza e di controllo che, dopo la morte di suo padre, probabilmente è stato messo in discussione. Le emozioni dolorose del lutto e dell’insicurezza possono essersi “canalizzate” nel corpo, trasformandosi in segnali ansiogeni. In questa prospettiva, la sua sofferenza non è un errore, ma un tentativo — seppur faticoso — della mente di gestire un dolore affettivo e relazionale.
È normale che lei senta il bisogno di rassicurazioni continue: la ricerca di certezze rappresenta un modo per calmare l’ansia nell’immediato, ma purtroppo, come forse ha già sperimentato, tende a non dare sollievo duraturo. Molti giovani adulti, di fronte a perdite così importanti, sperimentano una crisi del senso di sicurezza e il corpo diventa il “palcoscenico” su cui si esprime questa vulnerabilità. Non è un segno di debolezza, ma un invito della sua stessa mente a prendersi cura di sé con più gentilezza e con un sostegno adeguato.
Quello che racconta, il “cane che si morde la coda”, è esattamente il meccanismo che si osserva spesso nei disturbi d’ansia: un sintomo fisico attiva paura, la paura intensifica l’attenzione al corpo, e questa ipervigilanza aumenta a sua volta l’intensità del sintomo.
Un'ipotesi di casi simili al suo: il corpo, attraverso il dolore al collo e le sensazioni fisiche, diventa il luogo in cui si manifesta un bisogno profondo di sicurezza e di controllo che, dopo la morte di suo padre, probabilmente è stato messo in discussione. Le emozioni dolorose del lutto e dell’insicurezza possono essersi “canalizzate” nel corpo, trasformandosi in segnali ansiogeni. In questa prospettiva, la sua sofferenza non è un errore, ma un tentativo — seppur faticoso — della mente di gestire un dolore affettivo e relazionale.
È normale che lei senta il bisogno di rassicurazioni continue: la ricerca di certezze rappresenta un modo per calmare l’ansia nell’immediato, ma purtroppo, come forse ha già sperimentato, tende a non dare sollievo duraturo. Molti giovani adulti, di fronte a perdite così importanti, sperimentano una crisi del senso di sicurezza e il corpo diventa il “palcoscenico” su cui si esprime questa vulnerabilità. Non è un segno di debolezza, ma un invito della sua stessa mente a prendersi cura di sé con più gentilezza e con un sostegno adeguato.
Buongiorno, potrebbe essere un disturbo da somatizzazione, con base ansiogena associata al trauma che sta attraversando. Ha mai pensato di fare un colloquio psicologico, dato che il disturbo fisico è stato escluso?
Buona serata
Dott.ssa Sara Rocco
Buona serata
Dott.ssa Sara Rocco
Gentile utente,
ha fatto molti accertamenti clinici e questo ha consentito di escludere cause organiche rilevanti per i suo sintomi. Ma una consulenza psicologica l'ha presa in considerazione? Il corpo da' dei segnali di sofferenza che spesso dipendono dalla mente e da come si gestiscono le emozioni, soprattutto quelle così impegnative che riguardano la perdita di una persona cara.
Aver identificato nel lutto che l'ha colpita un evento che ha amplificato i suoi dolori al collo, potrebbe aver innescato un'ansia specifica per la salute. Si è creato un circolo vizioso in cui uno stato emotivo fragile aumenta la tensione muscolare, soprattutto nel collo, e ciò determina sensazioni di malessere e disagio che, a loro volta, la portano a temere che ci sia qualcosa di peggio in atto nel suo organismo, spingendola a ricercare continue conferme sul suo stato di salute. Di nuovo preoccupazioni che si creano e il circolo ansiogeno ricomincia.
E' importante che lei possa avvalersi di un supporto psicologico per interrompere questo stato perenne di sofferenza. Potrà così prendere maggiore consapevolezza delle dinamiche mentali in gioco e capire come e quando intervenire per adottare comportamenti più funzionali a uno stato di benessere, limitando la presenza l'ansia. Certamente, anche la corretta rielaborazione del lutto avrebbe un ruolo in questo percorso psicologico, per fare in modo che i pensieri collegati non siano fonte di emozioni così difficilmente sopportabili da diventare malessere fisico.
Si prenda cura di sé stesso in toto, sia l'organismo che la mente, che sono fortemente integrati e comunicano costantemente tra di loro. A 23 anni deve ambire a vivere una vita ricca di soddisfazioni con obiettivi importanti e tante emozioni positive. Valuti concretamente di iniziare da subito un percorso con un professionista.
Restando a sua disposizione, le auguro il meglio.
Dott. Antonio Cortese
ha fatto molti accertamenti clinici e questo ha consentito di escludere cause organiche rilevanti per i suo sintomi. Ma una consulenza psicologica l'ha presa in considerazione? Il corpo da' dei segnali di sofferenza che spesso dipendono dalla mente e da come si gestiscono le emozioni, soprattutto quelle così impegnative che riguardano la perdita di una persona cara.
Aver identificato nel lutto che l'ha colpita un evento che ha amplificato i suoi dolori al collo, potrebbe aver innescato un'ansia specifica per la salute. Si è creato un circolo vizioso in cui uno stato emotivo fragile aumenta la tensione muscolare, soprattutto nel collo, e ciò determina sensazioni di malessere e disagio che, a loro volta, la portano a temere che ci sia qualcosa di peggio in atto nel suo organismo, spingendola a ricercare continue conferme sul suo stato di salute. Di nuovo preoccupazioni che si creano e il circolo ansiogeno ricomincia.
E' importante che lei possa avvalersi di un supporto psicologico per interrompere questo stato perenne di sofferenza. Potrà così prendere maggiore consapevolezza delle dinamiche mentali in gioco e capire come e quando intervenire per adottare comportamenti più funzionali a uno stato di benessere, limitando la presenza l'ansia. Certamente, anche la corretta rielaborazione del lutto avrebbe un ruolo in questo percorso psicologico, per fare in modo che i pensieri collegati non siano fonte di emozioni così difficilmente sopportabili da diventare malessere fisico.
Si prenda cura di sé stesso in toto, sia l'organismo che la mente, che sono fortemente integrati e comunicano costantemente tra di loro. A 23 anni deve ambire a vivere una vita ricca di soddisfazioni con obiettivi importanti e tante emozioni positive. Valuti concretamente di iniziare da subito un percorso con un professionista.
Restando a sua disposizione, le auguro il meglio.
Dott. Antonio Cortese
Purtroppo la rassicurazione sul problema che vorrebbe avere (e non mi riferisco al problema del collo) non è possibile.
Se è disposto a partire da questo dato, potrà solo iniziare un percorso di accettazione di ciò che è avvenuto nella sua vita, e forse migliorare.
Anche se la visita neurologica, gli accertamenti, la rmn dicono che non c'è nulla, il suo corpo sta parlando, le chiede di prendersi cura di sé.
Un percorso di terapia personale può essere un inizio.
Buona fortuna.
Se è disposto a partire da questo dato, potrà solo iniziare un percorso di accettazione di ciò che è avvenuto nella sua vita, e forse migliorare.
Anche se la visita neurologica, gli accertamenti, la rmn dicono che non c'è nulla, il suo corpo sta parlando, le chiede di prendersi cura di sé.
Un percorso di terapia personale può essere un inizio.
Buona fortuna.
Salve, la perdita di una figura importante come il papà, specie in età giovane, può rappresentare un trauma emotivo che il corpo e la mente elaborano in modo complesso, spesso attraverso il canale fisico. La somatizzazione che descrive, unita a un dolore cronico preesistente al collo, può attivare una risposta continua di allerta, rendendo difficile distinguere tra un sintomo fisico e un vissuto emotivo. L’attacco di panico, comparso subito dopo il lutto, è stato probabilmente il punto di rottura di un equilibrio già fragile. Da quel momento, il corpo ha cominciato a parlare con forza, nel tentativo di segnalare che qualcosa andava affrontato in profondità. La paura costante, la ricerca di rassicurazioni mediche, i sintomi mutevoli sono parte di un circolo che l’ansia alimenta, ma che ha origini più antiche e radicate. L’approccio dell’EMDR è molto efficace in questi casi, perché lavora sul trauma, anche quando non è espresso in modo chiaro ma si manifesta attraverso il corpo e l’ipercontrollo. È del tutto comprensibile che lei voglia certezze, e ha fatto bene a sottoporsi a esami accurati, che le hanno dato un primo contenimento. Ma adesso il passo successivo non può più essere solo medico: è necessario integrare ciò che sta accadendo dentro di lei. Un percorso con uno psicologo psicoterapeuta, orientato anche al lavoro corporeo come nell’analisi bioenergetica, può aiutarla a ritrovare contatto con il suo sentire profondo e a sciogliere l’ansia che oggi appare ingestibile. Ricordi che non è sbagliato provare malessere, e non c’è nulla di strano nel sentire il bisogno di essere rassicurato: questo è il segnale di un sistema nervoso in sovraccarico che chiede aiuto, e non un difetto da correggere. Può ritrovare uno spazio di stabilità, ma non serve cercarlo nel controllo dei sintomi, quanto nella comprensione emotiva di ciò che ha attraversato. Continui a farsi seguire dal medico per la parte farmacologica, ma non resti senza una dimensione psicoterapeutica che la possa aiutare. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Salve, sembra che ci sia molta ansia riguardo alla sua salute. Sarebbe utile vedere uno/a psicoterapeuta per parlarne e approfondire il tema. Capire da quando sono sorti questi problemi, se coincidono con la perdita di suo padre, oppure si erano manifestati anche prima in altra modalità. Sarebbe da affrontare anche il tema del lutto che mi sembra centrale ed esplorare il rapporto che aveva con suo padre. Le rassicurazioni non sono la risoluzione del problema, ma un cerotto che si stacca dopo poco, occorre invece approfondire. Spero di esserle stata utile.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Marina Bonadeni
Un cordiale saluto
Dott.ssa Marina Bonadeni
Gentile utente, sicuramente un evento è stato la con-causa dell'altro causandole un alterazione dei modi di sentire il proprio corpo, adesso avvertito come avverso. Le consiglio, e rimango a sua disposizione, per un eventuale percorso personale che possa mettere in chiaro cosa le accade e rendere meno difficile da affrontare la situazione che sta vivendo.
Dott. Marco Di Trapani
Dott. Marco Di Trapani
Buongiorno,
mi dispiace molto per la tua perdita — è comprensibile che lutto, dolore al collo e ansia si siano intrecciati creando un circolo vizioso difficile da spezzare. Il fatto che gli accertamenti siano nella norma è rassicurante, ma il disagio che provi resta reale. Alcune tecniche pratiche (respirazione, grounding, piccoli esperimenti graduali) possono aiutare, ma per definire al meglio l’intervento e lavorare in modo efficace nel minor tempo possibile è utile farlo insieme a un professionista: in questo modo possiamo capire cosa ti serve davvero e costruire strategie mirate che ti aiutino a stare meglio.
Melania Monaco
mi dispiace molto per la tua perdita — è comprensibile che lutto, dolore al collo e ansia si siano intrecciati creando un circolo vizioso difficile da spezzare. Il fatto che gli accertamenti siano nella norma è rassicurante, ma il disagio che provi resta reale. Alcune tecniche pratiche (respirazione, grounding, piccoli esperimenti graduali) possono aiutare, ma per definire al meglio l’intervento e lavorare in modo efficace nel minor tempo possibile è utile farlo insieme a un professionista: in questo modo possiamo capire cosa ti serve davvero e costruire strategie mirate che ti aiutino a stare meglio.
Melania Monaco
Buonasera, dalla sua descrizione sembra proprio che abbia lasciato degli strascichi mi sembra più che altro psichici ed emotivi aggravati poi anche dal problema pregresso al collo. mi sembra necessario che lei si prenda cura di questo lutto con una consulenza e poi con una terapia psicologica per affrontare tutto questo lasciando spazio alle sue emozioni. Se ritiene sono disponibile anche on line. Saluti Dario Martelli
Caro ragazzo,
capisco bene la tua sofferenza: quando ansia e dolore fisico si intrecciano, la vita può sembrare davvero difficile da affrontare. È importante sapere che non sei solo e che questo circolo vizioso può essere interrotto.
La tua esperienza è più comune di quanto pensi, e non significa che “sei sbagliato”, ma che hai bisogno di un percorso che lavori sia sul corpo che sulla mente.
In questi casi un supporto psicoterapeutico mirato, e in particolare l’ipnosi clinica, può aiutare a ridurre sintomi come tachicardia, tensioni muscolari e la costante paura di stare male. Nel mio lavoro accompagno le persone proprio nel recuperare equilibrio e sicurezza interiore dopo esperienze traumatiche o momenti di forte vulnerabilità.
Se senti che è il momento di iniziare a prenderti cura di te in un modo diverso dagli esami medici, ti invito a considerare un percorso psicoterapeutico, unito a tecniche come l’ipnosi clinica, può aiutarti a ridurre i sintomi, recuperare serenità e ritrovare fiducia nel tuo corpo.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Gagliano – Psicoterapeuta e Ipnoterapeuta
capisco bene la tua sofferenza: quando ansia e dolore fisico si intrecciano, la vita può sembrare davvero difficile da affrontare. È importante sapere che non sei solo e che questo circolo vizioso può essere interrotto.
La tua esperienza è più comune di quanto pensi, e non significa che “sei sbagliato”, ma che hai bisogno di un percorso che lavori sia sul corpo che sulla mente.
In questi casi un supporto psicoterapeutico mirato, e in particolare l’ipnosi clinica, può aiutare a ridurre sintomi come tachicardia, tensioni muscolari e la costante paura di stare male. Nel mio lavoro accompagno le persone proprio nel recuperare equilibrio e sicurezza interiore dopo esperienze traumatiche o momenti di forte vulnerabilità.
Se senti che è il momento di iniziare a prenderti cura di te in un modo diverso dagli esami medici, ti invito a considerare un percorso psicoterapeutico, unito a tecniche come l’ipnosi clinica, può aiutarti a ridurre i sintomi, recuperare serenità e ritrovare fiducia nel tuo corpo.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Gagliano – Psicoterapeuta e Ipnoterapeuta
Gentile utente,
un attacco di panico può essere vissuto come un evento fortemente traumatico, al pari di altre esperienze dolorose come la perdita di una persona cara. Questo perché, oltre al vissuto di intensa paura, rimane spesso un ricordo emotivo che può condizionare la vita quotidiana e alimentare il timore che l’episodio si ripeta.
In questi casi, diversi approcci psicoterapeutici possono essere utili:
• Psicoterapia ipnotica: attraverso tecniche di rilassamento profondo e l’uso di metafore, aiuta a rielaborare le sensazioni legate all’ansia e a costruire nuove modalità di risposta, favorendo un senso di padronanza e sicurezza interiore.
• EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing): è un trattamento evidence-based molto efficace per i traumi. Permette di rielaborare l’esperienza traumatica legata al panico (o a un lutto), riducendo l’impatto emotivo e i sintomi associati.
Entrambe le metodiche possono essere integrate in un percorso terapeutico personalizzato, volto non solo a ridurre i sintomi, ma anche a restituire fiducia e serenità nella propria vita.
Un consulto con uno psicoterapeuta specializzato in queste tecniche può aiutarla a valutare quale percorso sia più adatto alla sua storia e alle sue esigenze.
Resto a disposizione.
un attacco di panico può essere vissuto come un evento fortemente traumatico, al pari di altre esperienze dolorose come la perdita di una persona cara. Questo perché, oltre al vissuto di intensa paura, rimane spesso un ricordo emotivo che può condizionare la vita quotidiana e alimentare il timore che l’episodio si ripeta.
In questi casi, diversi approcci psicoterapeutici possono essere utili:
• Psicoterapia ipnotica: attraverso tecniche di rilassamento profondo e l’uso di metafore, aiuta a rielaborare le sensazioni legate all’ansia e a costruire nuove modalità di risposta, favorendo un senso di padronanza e sicurezza interiore.
• EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing): è un trattamento evidence-based molto efficace per i traumi. Permette di rielaborare l’esperienza traumatica legata al panico (o a un lutto), riducendo l’impatto emotivo e i sintomi associati.
Entrambe le metodiche possono essere integrate in un percorso terapeutico personalizzato, volto non solo a ridurre i sintomi, ma anche a restituire fiducia e serenità nella propria vita.
Un consulto con uno psicoterapeuta specializzato in queste tecniche può aiutarla a valutare quale percorso sia più adatto alla sua storia e alle sue esigenze.
Resto a disposizione.
Ciao — grazie per esserti aperto, ti rispondo con molta sincerità: quello che descrivi è doloroso ma purtroppo non raro dopo una perdita importante. La tristezza intensa, l’ansia, gli attacchi di panico e i sintomi fisici (tachicardia, senso di malessere, insonnia, ecc.) possono comparire e mantenersi soprattutto quando al lutto si somma un dolore cronico come il tuo problema cervicale. È fondamentale sapere che questi sintomi hanno una spiegazione reale e che non significa che “tu sia pazzo” o che non ci sia speranza.
Dal punto di vista medico e psicologico esiste una relazione bidirezionale fra dolore cronico (collo, schiena) e disturbi d’ansia: il dolore può aumentare l’ansia e l’ansia può amplificare la percezione del dolore, creando la sensazione di un “cane che si morde la coda”. Non sei l’unico ad avere questa dinamica, e riconoscerla è il primo passo per intervenire.
È “normale” stare così male nel senso che molte persone in lutto o con dolore cronico sviluppano sintomi simili, però non è una situazione da sottovalutare e si può migliorare: terapie come la CBT (terapia cognitivo-comportamentale) sono efficaci per attacchi di panico, ansia generalizzata e per imparare tecniche pratiche per ridurre le reazioni somatiche; anche approcci che integrano mindfulness o tecniche specifiche per il trauma (per es. EMDR in alcuni casi di lutto traumatico) possono essere utili quando il dolore emotivo è molto intenso.
Intanto, qualche strategia pratica che puoi provare da subito (oltre a seguire la terapia che ti verrà proposta): tecniche di respirazione lenta per i momenti di panico, esercizi di grounding quando la paura cresce, regolarità del sonno, movimento leggero se il medico lo consente, e tenere un diario per riconoscere i pensieri catastrofici che alimentano l’ansia. Se i farmaci ti sono stati prescritti, continua a parlarne col medico per aggiustare dose o terapia secondo come ti senti.
Quando chiedere aiuto urgente: se senti di non farcela, hai pensieri di farti del male, o i sintomi diventano ingestibili, rivolgiti subito al pronto soccorso o ai servizi di emergenza del tuo paese. Anche un appuntamento urgente dal medico di base per rivedere la situazione può essere un passo importante.
In sintesi: sì, quello che provi può avere una spiegazione comprensibile (lutto + dolore cronico + ansia) e ci sono trattamenti che funzionano — non devi affrontarlo da solo. È consigliato per approfondire rivolgersi a uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa.
Dal punto di vista medico e psicologico esiste una relazione bidirezionale fra dolore cronico (collo, schiena) e disturbi d’ansia: il dolore può aumentare l’ansia e l’ansia può amplificare la percezione del dolore, creando la sensazione di un “cane che si morde la coda”. Non sei l’unico ad avere questa dinamica, e riconoscerla è il primo passo per intervenire.
È “normale” stare così male nel senso che molte persone in lutto o con dolore cronico sviluppano sintomi simili, però non è una situazione da sottovalutare e si può migliorare: terapie come la CBT (terapia cognitivo-comportamentale) sono efficaci per attacchi di panico, ansia generalizzata e per imparare tecniche pratiche per ridurre le reazioni somatiche; anche approcci che integrano mindfulness o tecniche specifiche per il trauma (per es. EMDR in alcuni casi di lutto traumatico) possono essere utili quando il dolore emotivo è molto intenso.
Intanto, qualche strategia pratica che puoi provare da subito (oltre a seguire la terapia che ti verrà proposta): tecniche di respirazione lenta per i momenti di panico, esercizi di grounding quando la paura cresce, regolarità del sonno, movimento leggero se il medico lo consente, e tenere un diario per riconoscere i pensieri catastrofici che alimentano l’ansia. Se i farmaci ti sono stati prescritti, continua a parlarne col medico per aggiustare dose o terapia secondo come ti senti.
Quando chiedere aiuto urgente: se senti di non farcela, hai pensieri di farti del male, o i sintomi diventano ingestibili, rivolgiti subito al pronto soccorso o ai servizi di emergenza del tuo paese. Anche un appuntamento urgente dal medico di base per rivedere la situazione può essere un passo importante.
In sintesi: sì, quello che provi può avere una spiegazione comprensibile (lutto + dolore cronico + ansia) e ci sono trattamenti che funzionano — non devi affrontarlo da solo. È consigliato per approfondire rivolgersi a uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa.
Salve paziente anonimo. Darle una risposta completa in questa sede è rischioso e complesso, ma comprendo il bisogno che ha di fare chiarezza. Mi asterrò dal fornirle indicazioni di tipo medico, considerando che non è il mio campo di competenza e ha già approfondito la sua sintomatologia organica. Nonostante il lutto di suo padre sembra essere "lontano" dal tempo presente, può non essere così casuale l'accentuazione dei sintomi già preesistenti appena un mese dopo la sua scomparsa. Difficilmente siamo portati a pensare che il dolore emotivo possa intaccare il nostro corpo, ma in realtà accade molto frequentemente. La tristezza, l'ansia e lo stress emotivo che sopraggiunge in alcune situazioni possono accentuare disagi corporei preesistenti o scatenarne di nuovi. Le consiglierei di prendere in considerazione l'idea di ricavarsi un piccolo spazio in cui confrontarsi anche con un professionista della salute mentale.
Un caro saluto.
Un caro saluto.
Buongiorno, le consiglio un percorso psicologico per il trattamento dell'ansia. Cordiali saluti.
Buongiorno,
il lutto è un momento doloroso nella vita di ogni individuo e non ha regole nella sua manifestazione. Pertanto, escludendo ogni causa medica, mi viene da pensare che probabilmente sia il dolore al collo che lo stato d'ansia potrebbero essere segnali di un lutto non risolto.
Chieda aiuto specialistico per elaborare questa grande perdita.
Un caro saluto
il lutto è un momento doloroso nella vita di ogni individuo e non ha regole nella sua manifestazione. Pertanto, escludendo ogni causa medica, mi viene da pensare che probabilmente sia il dolore al collo che lo stato d'ansia potrebbero essere segnali di un lutto non risolto.
Chieda aiuto specialistico per elaborare questa grande perdita.
Un caro saluto
Buongiorno, mi dispiace molto per la sua perdita e per il periodo difficile che sta attraversando. Quello che racconta è qualcosa che capita più spesso di quanto si pensi. Può succedere che, quando compaiono sintomi fisici o anche solo quando si teme che possano ripresentarsi, la mente li interpreti come segnali di pericolo. Questo tipo di pensiero attiva una risposta fisiologica che può manifestarsi, ad esempio, con tachicardia, tensione muscolare o un generale senso di malessere. Allo stesso tempo l’attenzione si concentra proprio su questi segnali, che diventano così ancora più evidenti e spaventosi. Si crea così un circolo vizioso tra corpo, pensieri ed emozioni che tende ad alimentare l’ansia invece di ridurla. Per comprendere più a fondo che cosa accade nel suo caso e quali sono i fattori che mantengono questo stato, può essere molto utile un confronto diretto con uno psicoterapeuta. Attraverso un lavoro mirato è possibile diventare consapevoli di questo meccanismo e individuare strategie efficaci per interromperlo, imparando a gestire meglio le proprie reazioni e migliorando così la qualità della vita quotidiana. Il fatto che molti esami siano risultati nella norma è un elemento incoraggiante. Questo permette di spostare l’attenzione dal cercare “che cosa non va” al comprendere “come funzionano le sue reazioni” e come modificarle. Un percorso psicoterapeutico, soprattutto se orientato in chiave cognitivo-comportamentale, potrebbe offrirle strumenti utili per lavorare su questi aspetti in modo graduale e mirato, aiutandola a gestire l’ansia e a ritrovare un maggiore benessere.
Buongiorno, mi dispiace molto per quello che sta passando. Il nostro corpo porta alla luce anche disagi di tipo emotivo e ci avvisa che non stiamo bene anche a livello mentale.
Se i dottori affermano che il dolore e il malessere è più che altro dettato dalla mente mentre il corpo tutto sommato sta bene le consiglierei di intraprendere un percorso con un professionista che la sappia accompagnare nella scoperta delle emozioni e delle paure che ha in questo momento, forse aumentato dalla sua perdita.
Se avesse bisogno rimango disponibile,
Dott.ssa Casumaro Giada
Se i dottori affermano che il dolore e il malessere è più che altro dettato dalla mente mentre il corpo tutto sommato sta bene le consiglierei di intraprendere un percorso con un professionista che la sappia accompagnare nella scoperta delle emozioni e delle paure che ha in questo momento, forse aumentato dalla sua perdita.
Se avesse bisogno rimango disponibile,
Dott.ssa Casumaro Giada
Buongiorno, comprendo il suo disagio e la difficoltà che sta vivendo. La perdita di una persona cara, unita a sintomi fisici già presenti, può favorire l’insorgere o l’acuirsi di disturbi d’ansia. I sintomi che descrive – tachicardia, malessere generale, paura costante – sono comuni manifestazioni dell’ansia, soprattutto in seguito a un lutto o a periodi di forte stress.
Il fatto che gli accertamenti medici effettuati abbiano escluso patologie significative è un dato rassicurante. In queste situazioni, più che ricorrere a ulteriori esami, può essere utile rivolgersi a un professionista della salute psicologica: un percorso psicoterapeutico può aiutarla a comprendere meglio i suoi sintomi, a gestirli in modo più efficace e ad affrontare il dolore legato alla perdita.
Con il giusto supporto è possibile ridurre in modo significativo la sofferenza e recuperare un miglior equilibrio di vita.
Il fatto che gli accertamenti medici effettuati abbiano escluso patologie significative è un dato rassicurante. In queste situazioni, più che ricorrere a ulteriori esami, può essere utile rivolgersi a un professionista della salute psicologica: un percorso psicoterapeutico può aiutarla a comprendere meglio i suoi sintomi, a gestirli in modo più efficace e ad affrontare il dolore legato alla perdita.
Con il giusto supporto è possibile ridurre in modo significativo la sofferenza e recuperare un miglior equilibrio di vita.
Gentilissimo,
grazie per aver raccontato con tanta chiarezza quello che sta vivendo. È comprensibile che dopo la perdita di suo padre e con i disturbi fisici di cui parla si sia trovato in una spirale difficile da gestire. Quello che descrive — il dolore al collo, gli attacchi di panico, la paura costante di stare male — può diventare davvero invalidante, anche quando tutti gli accertamenti medici rassicurano sul piano organico.
Questa esperienza però non significa che lei sia “condannato” a vivere così: è spesso la combinazione tra ansia, stress, lutto e sintomi fisici a mantenere il malessere, come un cane che si morde la coda. Interrompere questo circolo vizioso non passa da ulteriori esami, ma dal lavorare su come il corpo e la mente reagiscono alla paura e al dolore.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a:
dare spazio ed elaborare il lutto di suo padre, che sembra essere rimasto molto presente;
comprendere i meccanismi che alimentano la paura costante;
sviluppare strategie per affrontare i sintomi senza sentirsi sopraffatto.
Se lo desidera, potremmo iniziare un cammino in questo senso, così da restituirle un senso di sicurezza e di fiducia nella vita quotidiana.
Un caro saluto,
Dott.ssa Sonia Zangarini
grazie per aver raccontato con tanta chiarezza quello che sta vivendo. È comprensibile che dopo la perdita di suo padre e con i disturbi fisici di cui parla si sia trovato in una spirale difficile da gestire. Quello che descrive — il dolore al collo, gli attacchi di panico, la paura costante di stare male — può diventare davvero invalidante, anche quando tutti gli accertamenti medici rassicurano sul piano organico.
Questa esperienza però non significa che lei sia “condannato” a vivere così: è spesso la combinazione tra ansia, stress, lutto e sintomi fisici a mantenere il malessere, come un cane che si morde la coda. Interrompere questo circolo vizioso non passa da ulteriori esami, ma dal lavorare su come il corpo e la mente reagiscono alla paura e al dolore.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a:
dare spazio ed elaborare il lutto di suo padre, che sembra essere rimasto molto presente;
comprendere i meccanismi che alimentano la paura costante;
sviluppare strategie per affrontare i sintomi senza sentirsi sopraffatto.
Se lo desidera, potremmo iniziare un cammino in questo senso, così da restituirle un senso di sicurezza e di fiducia nella vita quotidiana.
Un caro saluto,
Dott.ssa Sonia Zangarini
Gentile utente, mi dispiace molto per la perdita di suo papà e per il periodo difficile che sta vivendo. È comprensibile che dopo un lutto così importante il corpo e la mente possano reagire con sintomi intensi, come ansia, attacchi di panico e malessere generale. Il fatto che dagli accertamenti medici non siano emerse problematiche gravi è rassicurante, ma questo non rende meno reale la sofferenza che sente ogni giorno. Quello che racconta capita a molte persone: i sintomi fisici fanno crescere l’ansia, e l’ansia a sua volta li rende ancora più intensi. In questi casi un supporto psicologico può aiutarla a gestire le paure, ridurre il peso dei sintomi e ritrovare un senso di stabilità e sicurezza. Se lo desidera, possiamo fissare un colloquio per valutare insieme la situazione e iniziare a costruire strategie concrete per affrontarla. Un caro saluto, Dott.ssa Miriam Casini.
Gentile utente, prima di tutto mi dispiace molto per la sua perdita. Credo che un evento come questo possa creare un grande impatto emotivo nella vita di chiunque. Lei ha sicurante fatto bene a escludere ogni sintomo o causa biologica/fisiologica. Oggi però sembra rimanere una sintomatologia ansiosa. Un supporto psicologico potrebbe essere qualcosa che le potrebbe essere molto utile ed importante. Rimango a sua disposizione Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Ciao, ti ringrazio per la tua sincerità e per la fiducia con cui hai deciso di raccontare una storia così intensa e dolorosa. La perdita di una persona cara, soprattutto un genitore, è un terremoto emotivo che scuote profondamente il terreno su cui ci si regge. E quando a questo si sommano sintomi fisici importanti come il dolore al collo, l’ansia, la tachicardia, e un senso di malessere che sembra non concedere respiro, è naturale sentirsi intrappolati in un circolo che sembra non avere via d’uscita.
Quello che vivi è davvero difficile, e anche se i medici ti hanno rassicurato sul fatto che gli esami non mostrano problemi gravi, il tuo corpo racconta una storia diversa. La sensazione di stare male, la paura costante di un nuovo attacco o di un peggioramento, sono reali e pesanti, e non si risolvono semplicemente dicendo “è ansia”. L’ansia è una risposta del corpo e della mente a una sofferenza che ha bisogno di essere ascoltata e accolta, non solo diagnosticata.
È vero che la tua situazione può sembrare un “cane che si morde la coda”: il dolore al collo amplifica l’ansia, che a sua volta peggiora la percezione del dolore, e così via. Ma proprio perché questo circolo è così stretto, è fondamentale trovare un modo per uscire da questa spirale, per spezzare quel meccanismo che ti tiene prigioniero.
La consapevolezza che hai già è un punto di forza importante. Sapere che la tua mente e il tuo corpo stanno reagendo a un evento traumatico ti permette di iniziare a guardare la situazione con un po’ più di gentilezza verso te stesso. Non sei “matto” o “esagerato” perché ti senti così male. Sei umano, e il tuo corpo sta cercando di farti capire che ha bisogno di altro.
In questo percorso, un supporto psicologico dedicato può essere di grande aiuto. Non per cancellare i sintomi, ma per imparare a convivere con loro, a riconoscerli senza esserne sopraffatto, a trovare strumenti per calmare quel fuoco interiore che ti fa sentire in pericolo anche quando tutto sembra sotto controllo. La terapia, magari integrata con tecniche di rilassamento, mindfulness o biofeedback, può darti quelle “ancore” che ti servono per ritrovare un senso di sicurezza, anche piccolo, dentro al caos.
Non è una strada facile, e ci saranno giorni complicati. Ma la buona notizia è che non sei solo in questo, e che è possibile imparare a stare meglio, anche dopo un dolore così grande. Se vuoi, possiamo continuare a parlare di come affrontare questo percorso, passo dopo passo, con calma e senza giudizio.
Ti mando un abbraccio virtuale, con la speranza che tu possa trovare presto un po’ di pace dentro di te.
Quello che vivi è davvero difficile, e anche se i medici ti hanno rassicurato sul fatto che gli esami non mostrano problemi gravi, il tuo corpo racconta una storia diversa. La sensazione di stare male, la paura costante di un nuovo attacco o di un peggioramento, sono reali e pesanti, e non si risolvono semplicemente dicendo “è ansia”. L’ansia è una risposta del corpo e della mente a una sofferenza che ha bisogno di essere ascoltata e accolta, non solo diagnosticata.
È vero che la tua situazione può sembrare un “cane che si morde la coda”: il dolore al collo amplifica l’ansia, che a sua volta peggiora la percezione del dolore, e così via. Ma proprio perché questo circolo è così stretto, è fondamentale trovare un modo per uscire da questa spirale, per spezzare quel meccanismo che ti tiene prigioniero.
La consapevolezza che hai già è un punto di forza importante. Sapere che la tua mente e il tuo corpo stanno reagendo a un evento traumatico ti permette di iniziare a guardare la situazione con un po’ più di gentilezza verso te stesso. Non sei “matto” o “esagerato” perché ti senti così male. Sei umano, e il tuo corpo sta cercando di farti capire che ha bisogno di altro.
In questo percorso, un supporto psicologico dedicato può essere di grande aiuto. Non per cancellare i sintomi, ma per imparare a convivere con loro, a riconoscerli senza esserne sopraffatto, a trovare strumenti per calmare quel fuoco interiore che ti fa sentire in pericolo anche quando tutto sembra sotto controllo. La terapia, magari integrata con tecniche di rilassamento, mindfulness o biofeedback, può darti quelle “ancore” che ti servono per ritrovare un senso di sicurezza, anche piccolo, dentro al caos.
Non è una strada facile, e ci saranno giorni complicati. Ma la buona notizia è che non sei solo in questo, e che è possibile imparare a stare meglio, anche dopo un dolore così grande. Se vuoi, possiamo continuare a parlare di come affrontare questo percorso, passo dopo passo, con calma e senza giudizio.
Ti mando un abbraccio virtuale, con la speranza che tu possa trovare presto un po’ di pace dentro di te.
Buonasera, la vostra narrazione rivela un’esperienza di sofferenza che si svolge in un campo di tensione tra la percezione del proprio corpo e le aspettative di stabilità. È naturale che, di fronte a un evento così tragico come la perdita di un genitore, il corpo e la mente possano reagire in modo sproporzionato, cercando di trovare un senso in un dolore che si presenta come totale e inaccessibile. I sintomi fisici che descrivete – tachicardia, malessere e pressione alta – sono spesso manifestazioni di un disagio più profondo, quell’ansia che si insinua come un senso di minaccia permanente, portando il soggetto a voler controllare tutto, incluse le proprie condizioni fisiche. In questa logica, si può dire che la vostra sofferenza rappresenta una dialettica tra il bisogno di rassicurazione e la difficoltà di accogliere l’indicibile di quella perdita, che si manifesta attraverso sintomi corporei e pensieri ossessivi. Come nel mio approccio, si tratta di ascoltare questi segnali come tentativi non ancora verbalizzati di comunicare esigenze profonde del soggetto, e di ricostruire un rapporto più autentico tra il corpo e il desiderio. Il percorso di cura può diventare lo spazio dove ascoltare queste tensioni, senza giudizio, per riscoprire un equilibrio tra il riconoscimento del dolore e la possibilità di trovare una via di uscita che non sia solo nel controllo, ma anche nella comprensione. Se desidera, sono qui per accompagnarla in questa esplorazione, affinché possa ritrovare un senso di pace nel suo corpo e nel suo spirito.
Cordialmente, dottoressa Laura Lanocita.
Cordialmente, dottoressa Laura Lanocita.
Gentilissimo, buonasera.
innanzitutto mi spiace molto per suo padre. Purtroppo in situazioni a forte impatto emotivo come quella che ha descritto, oltre alla nostra mente anche il nostro corpo ne risente. Attacchi di panico, stanchezza, confusione, sono più che normali perché qualcosa nella nostra vita è cambiato, e subire un lutto o una perdita è qualcosa di molto grande e traumatico.
Il nostro corpo reagisce a livello fisico, ma se lei ha effettuati visite e controlli che sono usciti negativi, non c'è nulla di organico di cui preoccuparsi.
Forse un percorso di terapia potrebbe esserle utile ad elaborare il lutto ed aiutarla a gestirlo meglio.
Per qualsiasi cosa, sono a disposizione.
Dott.ssa Elena Brizi, psicologa
innanzitutto mi spiace molto per suo padre. Purtroppo in situazioni a forte impatto emotivo come quella che ha descritto, oltre alla nostra mente anche il nostro corpo ne risente. Attacchi di panico, stanchezza, confusione, sono più che normali perché qualcosa nella nostra vita è cambiato, e subire un lutto o una perdita è qualcosa di molto grande e traumatico.
Il nostro corpo reagisce a livello fisico, ma se lei ha effettuati visite e controlli che sono usciti negativi, non c'è nulla di organico di cui preoccuparsi.
Forse un percorso di terapia potrebbe esserle utile ad elaborare il lutto ed aiutarla a gestirlo meglio.
Per qualsiasi cosa, sono a disposizione.
Dott.ssa Elena Brizi, psicologa
Gentile utente, mi dispiace molto per la situazione che ha descritto. Il lutto, soprattutto in una fase delicata della vita, può avere un impatto profondo sul benessere psicologico, e i sintomi fisici che sta vivendo potrebbero rappresentare una manifestazione psicosomatica di questo dolore.
Considerando che le visite mediche hanno escluso cause organiche, è importante valutare un percorso di supporto psicologico per poter elaborare il lutto in modo sano e graduale.
Mi occupo anche di questo ambito e sarei lieto di accompagnarla in questo percorso, qualora lo desiderasse.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Considerando che le visite mediche hanno escluso cause organiche, è importante valutare un percorso di supporto psicologico per poter elaborare il lutto in modo sano e graduale.
Mi occupo anche di questo ambito e sarei lieto di accompagnarla in questo percorso, qualora lo desiderasse.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Caro ragazzo,
quello che descrivi non è un enigma medico ma il risultato di un circolo vizioso chiaro: dolore poi paura, dopo ansia e di nuovo nuovi sintomi e altra paura. È normale che ti senta così male, perché l’ansia amplifica ogni minimo segnale del corpo e lo trasforma in una minaccia.
Gli accertamenti che hai fatto sono già rassicuranti: il cuore funziona, la risonanza non mostra danni gravi, il sistema nervoso è in ordine. Quindi il problema non è che c’è qualcosa che “non si trova”, ma che la tua psiche ha agganciato il dolore al collo e lo usa come campanello d’allarme. È successo dopo la morte di tuo padre, e questo vuol dire che dietro c’è anche un dolore emotivo che non ha ancora trovato un suo spazio.
Il punto adesso non è fare altre visite, ma cambiare metodo. Ti serve un lavoro in più direzioni:
Stile di vita – regolarizzare sonno, alimentazione, attività fisica leggera. Il corpo va rimesso in condizioni di abbassare la tensione di fondo.
Lavoro corporeo – sciogliere la cervicale con esercizi semplici, stretching dolce, camminate. Non servono sforzi, serve continuità.
Rilassamento profondo – imparare a scaricare ogni giorno la tensione accumulata. Tecniche di respirazione, rilassamento profondo sono strumenti molto concreti.
Respirazione – imparare a respirare, sentire il respiro addominale: già questo abbassa tachicardia e pressione.
Meditazione solo dopo, quando il corpo inizia a rilassarsi, puoi inoltre imparare a osservare i pensieri senza seguirli. Non combatterli con altri pensieri, perché è come spegnere un incendio con la benzina.
Decostruzione mentale – ridimensionare la fiducia cieca nei pensieri. Non è nei ragionamenti ossessivi che trovi la soluzione, ma nell’esperienza diretta del tuo corpo e delle tue emozioni, apprezza lo stare, gli attimi senza ruminii mentali, apprezza lo stato di silenzio e la sua profondità.
Se vuoi, posso aiutarti a impostare questo percorso: colloquio psicologico, tecniche di rilassamento e meditazione guidata. È un cammino, non una bacchetta magica, ma giorno dopo giorno sentirai che la tua vita non è “finita”, è solo bloccata in un nodo che si può sciogliere.
quello che descrivi non è un enigma medico ma il risultato di un circolo vizioso chiaro: dolore poi paura, dopo ansia e di nuovo nuovi sintomi e altra paura. È normale che ti senta così male, perché l’ansia amplifica ogni minimo segnale del corpo e lo trasforma in una minaccia.
Gli accertamenti che hai fatto sono già rassicuranti: il cuore funziona, la risonanza non mostra danni gravi, il sistema nervoso è in ordine. Quindi il problema non è che c’è qualcosa che “non si trova”, ma che la tua psiche ha agganciato il dolore al collo e lo usa come campanello d’allarme. È successo dopo la morte di tuo padre, e questo vuol dire che dietro c’è anche un dolore emotivo che non ha ancora trovato un suo spazio.
Il punto adesso non è fare altre visite, ma cambiare metodo. Ti serve un lavoro in più direzioni:
Stile di vita – regolarizzare sonno, alimentazione, attività fisica leggera. Il corpo va rimesso in condizioni di abbassare la tensione di fondo.
Lavoro corporeo – sciogliere la cervicale con esercizi semplici, stretching dolce, camminate. Non servono sforzi, serve continuità.
Rilassamento profondo – imparare a scaricare ogni giorno la tensione accumulata. Tecniche di respirazione, rilassamento profondo sono strumenti molto concreti.
Respirazione – imparare a respirare, sentire il respiro addominale: già questo abbassa tachicardia e pressione.
Meditazione solo dopo, quando il corpo inizia a rilassarsi, puoi inoltre imparare a osservare i pensieri senza seguirli. Non combatterli con altri pensieri, perché è come spegnere un incendio con la benzina.
Decostruzione mentale – ridimensionare la fiducia cieca nei pensieri. Non è nei ragionamenti ossessivi che trovi la soluzione, ma nell’esperienza diretta del tuo corpo e delle tue emozioni, apprezza lo stare, gli attimi senza ruminii mentali, apprezza lo stato di silenzio e la sua profondità.
Se vuoi, posso aiutarti a impostare questo percorso: colloquio psicologico, tecniche di rilassamento e meditazione guidata. È un cammino, non una bacchetta magica, ma giorno dopo giorno sentirai che la tua vita non è “finita”, è solo bloccata in un nodo che si può sciogliere.
Gentile utente di mio dottore,
il suo malessere è l'espressione sintomatica di un disturbo ansioso. Si affidi ad uno specialista ed intraprenda un percorso di psicoterapia, vedrà che con il tempo potrà uscire dalla morsa delle sue preoccupazioni.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
il suo malessere è l'espressione sintomatica di un disturbo ansioso. Si affidi ad uno specialista ed intraprenda un percorso di psicoterapia, vedrà che con il tempo potrà uscire dalla morsa delle sue preoccupazioni.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno gentile utente, mi dispiace molto per il momento complicato che sta vivendo.
Poiché ha già fatto tutti gli accertamenti medici del caso, mi sento di dirle che i sintomi ansiosi e psicosomatici che sta sperimentando potrebbero essere legati allo stress per il lutto recente. Talvolta quando c’è un malessere psicologico forte il corpo accusa il colpo portando una serie di episodi sintomatici che si esprimono attraverso il fisico. Le suggerirei di valutare la possibilità di intraprendere un percorso psicologico per approfondire le cause e possibili soluzioni.
Le auguro di poter risolvere questo momento faticoso.
A presto, resto a disposizione.
Dott.ssa Tronchi
Poiché ha già fatto tutti gli accertamenti medici del caso, mi sento di dirle che i sintomi ansiosi e psicosomatici che sta sperimentando potrebbero essere legati allo stress per il lutto recente. Talvolta quando c’è un malessere psicologico forte il corpo accusa il colpo portando una serie di episodi sintomatici che si esprimono attraverso il fisico. Le suggerirei di valutare la possibilità di intraprendere un percorso psicologico per approfondire le cause e possibili soluzioni.
Le auguro di poter risolvere questo momento faticoso.
A presto, resto a disposizione.
Dott.ssa Tronchi
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