Dott.ssa
Cristina Villa
Psicologa
·
Psicologa clinica
Psicoterapeuta
Altro
Genova 1 indirizzo
Esperienze
Nel 2020 ho fondato il mio Centro Psicologico in Galleria Mazzini 3/3, nella convinzione che la sofferenza e le difficoltà che ognuno di noi si trova a vivere nel corso della propria esistenza, non siano momenti da dover affrontare in solitudine.
La mia esperienza clinica si è articolata lavorando sia presso il mio studio privato che in ambito pubblico, in qualità di consulente clinico per pazienti adulti, adolescenti e bambini seguiti da consultori, distretti sociali, centri di salute mentale e comunità minorili e psichiatriche.
Ho avuto la fortuna di avere tra i miei docenti Massimo Recalcati.
Ho mansioni di supervisione a colleghi neofiti, insegnanti e operatori clinici.
Partecipo in qualità di psicologa ai gruppi di terapia per la cura dei Disturbi Alimentari del Centro ABA.
Sono docente presso corsi di formazione di personale paramedico nei corsi: "Psicologia dell'età evolutiva", "Psicologia" e "Psichiatria".
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia dell'età evolutiva
- Psicosomatica
Principali patologie trattate
- Depressione
- Dipendenza affettiva
- Fobia
- Disturbo ossessivocompulsivo
- Ansia
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico clinico
Da 60 € -
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Primo colloquio psicoterapeutico
Da 60 € -
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Sostegno psicologico
Da 60 € -
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Sostegno alla genitorialità
Da 60 € -
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Somministrazione e interpretazione di test di intelligenza
Da 100 € -
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Indirizzi (2)
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Galleria Giuseppe Mazzini 3/3, Genova 16100
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Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
28 recensioni
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C
C.P.
Ottima professionista. Empatica e davvero di grande aiuto
• Dott.ssa Cristina Villa • colloquio psicologico •
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P
Pc
Mi sono rivolta alla dottoressa in un momento difficilissimo per me e la mia famiglia. Mi sentivo oppressa e soffocata da pensieri e preconcetti che mi attanagliavano e che non lasciavano più spazio al respiro
La dottoressa mi sta riportando sulla strada della vita, i problemi di famiglia restano xc nessuno può risolverli ma Lei mi sta insegnando a conviverci nella maniera più naturale possibile insegnandomi anche ad accettare i miei limiti... sto rincominciando a respirare x vivere e finalmente la mia testa riposa..• Dott.ssa Cristina Villa • psicoterapia individuale •
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M
Marco
Mi ha messo a mio agio da subito, spiegazioni chiare.
• Dott.ssa Cristina Villa • colloquio psicologico clinico •
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C
Cristina
Una persona che con gli occhi ha già capito tutto di entrambi complimenti per sua professionalità.
• Dott.ssa Cristina Villa • colloquio psicologico clinico •
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R
Rita
La sua capacità di ascoltare, comprendere e comunicare con i suoi pazienti è davvero impressionante. Mi ha fatto sentire ascoltata rispettata e compresa fin dal primo incontro, e mi sta fornendo un supporto costante e prezioso per il mio difficile percorso di crescita personale.
• Dott.ssa Cristina Villa • psicoterapia •
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G
GLSV
Ottima accoglienza, subito a mio agio, grazie grazie
• Dott.ssa Cristina Villa • psicoterapia •
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D
Denise Muscarà
Sono 3 mesi che vado regolarmente presso lo studio psicologico di Cristina Villa.
Mi trovo molto bene con lei personalmente e mi sento molto meglio.• Dott.ssa Cristina Villa • consulenza online •
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L
Lucia
La dottoressa è davvero cortese e disponibile. Ha la capacità di far riflettere su temi delicati e mette a proprio agio il paziente. Molto consigliata.
• Dott.ssa Cristina Villa • psicoterapia •
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F
Francesca
Sono seguita da qualche anno dalla dottoressa Villa. Trovo che sia una persona splendida ed empatica, e al tempo stesso capace di guidare e supportare il paziente nel suo percorso verso una maggiore consapevolezza e serenità. Ho molta fiducia in lei e la consiglio vivamente.
• Dott.ssa Cristina Villa • psicoterapia individuale •
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Antonio
Mi son trovato bene nel parlare di me. La dottoressa ti mette a tuo agio,ti ascolta. Continuo la terapia
• Dott.ssa Cristina Villa • sostegno alla genitorialità •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 255 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera, purtroppo ho perso una persona con cui volevo creare un'amicizia nel peggiroe dei modi, abbiamo avuto un incomprensione, le ho mandato dei messaggi dove le mostravo quanto mi sentivo ignorata ed esclusa, non mi ha risposto e dunque ho iniziato a chiamarla allo sfinimento finchè mi ha risposto molto arrabbiata e dicendomi che non vorrà più niente a che fare con me... purtroppo questa cosa che insisto non è la prima volta, è un mio grande difetto o anzi problema che mi sono decisa di prendere appuntamento dallo psicologo... solo che dopo aver chiuso con me ho continuato a chiamare e mandate tantissimi messaggi sui social facendomi così bloccare ovunque... ora sto davvero male, sia per aver perso lei, sia per come mi sono comportata perchè mi rendo conto sono stata eccessiva... ho provato a ricontattarla, perchè l'unica possibilità che al momento mi è rimasta sono le chiamate, ma non risponde e dopo numerevoli squilli chiude la chiamata, ho provato con altri messaggi e non risponde... mi sento molto ansiosa e con tachicardia, vorrei a tutti costi rimediare, ma temo che ormai lei non voglia più niente a che fare con me... dunque ora sto molto male sia per la perdita, sia per il mio bruttissimo comportamento... non so come venirne fuori, ho tachicardia e ci penso in continuazione ed ho sempre la tentazione di contattarla per voler rimediare... non so come fare...volevo la sua amicizia e mi sono fatta odiare e mi fa stare molto male... purtroppo non è la prima volta che mi capita di comportarmi così e volevo chiedervi, si può smettere di comprotarsi così? Io lei l'avrò per per sempre vero? Non so se aspettare un po' e riprovare a contattarla... mi fa molto male sia andata così
Buonasera,
Continui la terapia. Il punto non è ricontattare la persona di cui scrive, rapporto che immagino ormai compromesso, oltre al fatto che potrebbe rischiare una denuncia da stalker, ma approfondire il suo bisogno ossessivo di controllare il desiderio dell' altro che la pone a non poter accettare un no. Fatto che può capitare a chiunque. Dal suo scritto sento il suo dolore, che con tempo e lavoro può essere capito e trasformato.
Vada a fondo a se stessa.
Un caro saluto e buon lavoro
Dott.ssa Cristina Villa
Gentili dottori, vorrei raccontarvi per bene la mia situazione. Durante il triennio all'università ho partecipato ad una campagna di scavi archeologici. Qui ho conosciuto una ragazza, proveniente da un altro percorso di studi, con la quale ho subito stretto un legame di amicizia. Lei è entrata a far parte del mio gruppo di amici, parlavamo tanto, abbiamo condiviso tante cose, tante esperienze e uscite.
A me questa ragazza piaceva, nonostante lei fosse fidanzata, ma comunque avevamo un rapporto di amicizia.
In quel periodo non stavo affatto bene, avevo un malessere interiore che alla fine riversato sulle persone intorno a me e in modo particolare nei confronti di questa ragazza. Avevo sviluppato una forma di ossessione e di dipendenza affettiva alla fine avevamo un rapporto un po' tossico. Se non sentivo questa ragazza per giorni iniziavo ad andare in ansia, lei doveva sempre rassicurarmi, proteggermi, starmi accanto, ascoltarmi eccetera.
Questa ragazza non era soltanto un'amica, ma era una confidente, una sorta di psicologa e così via
Mi arrabbiavo spesso nei suoi confronti ed ero geloso se per esempio preferiva il passaggio in auto di un altro amico piuttosto che il mio.
Ovviamente, io non mi rendevo conto di questa situazione stavo male. Fin quando alla festa di un nostro amico in comune, per attirare l'attenzione di questa ragazza, ho deciso di bere un po'. Non è successo nulla di grave ma comunque mi ha fatto un po' male, l'alcol e i miei amici sono dovuti stare accanto a me.
Questo evento è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ho perso tutte le mie vecchie amicizie e il rapporto con questa ragazza diciamo e terminato. Lei insieme ad altre mie amiche strette hanno deciso di parlare con i miei genitori per spiegargli un po' il mio stato e mi hanno proposto un percorso terapeutico, dopodiché ci siamo allontanati.
Adesso sono letteralmente due anni che non abbiamo più contatti, nel frattempo ho iniziato un percorso psicoterapeutico, mi sono laureato alla triennale, ho fatto tre esami della magistrale e sto continuando il mio percorso, sto cercando di socializzare con nuove persone, e il rapporto con i miei genitori è sicuramente diverso. Oggi posso dire di aver raggiunto una certa stabilità e non ho più quella sofferenza del passato.
Nel frattempo, frequentando i corsi della magistrale, ho incontrato nuovamente questa ragazza all'università, lei adesso è diventata una mia collega nel senso che lavoriamo con la stessa professoressa. Di conseguenza abbiamo una serie di ambienti in comune. Mesi fa ho partecipato ad una visita con la mia professoressa a Roma e c'era anche questa ragazza. Io non sto facendo niente, non l'ho più contattata non le ho più mandato un messaggio, non la saluto non le parlo. Ma anche questa ragazza non fa più niente, non fa altro che evitarmi. A Roma ho notato che mi ha guardato due volte e a sorriso, ma dal giorno dopo ha un comportamento di evita mento totale. Non mi saluta faccia a faccia e mi evita, addirittura cambia strada quando mi vede, si gira di spalle. L'altro giorno ero all'università per un esame, è passata di fronte a me senza guardarmi e senza salutarmi, poi si è fermata con i suoi colleghi dandomi le spalle. Questo comportamento naturalmente mi fa male, mi ferisce. Perché vuol dire che non vuole avere più niente a che fare con me, mi odia così tanto, mi detesta. Allora a questo punto, io non faccio altro che evitare ogni forma di contatto e di interazione con questa ragazza. Ho chiesto alla mia professoressa un aiuto per un programma e lei mi ha risposto dicendo di passare nel laboratorio dove questa ragazza poteva aiutarmi. Ma ovviamente io non sono entrato e ho detto alla professoressa che per motivi personali non posso entrare nel laboratorio e quindi troverò aiuto altrove. Non ho il coraggio, non ho la faccia, ho troppa paura. Mi faccio tante domande. Perché questa ragazza mi odia così tanto? Perché non mi saluta nemmeno? Il suo comportamento mi dice che non vuole avere niente a che fare con me, allora io non posso fare altro che evitare di entrare nel laboratorio e di evitare di partecipare a delle attività che la professoressa organizza quando c'è lei. Non voglio dare fastidio a nessuno, oltre lei c'è anche il suo fidanzato che è un collega, e ogni volta che mi guarda avverto un peso, mi guarda malissimo.
Io mi sto comportando benissimo, sto continuando un mio percorso terapeutico, sto continuando il percorso all'università, faccio altre attività ho conosciuto nuove persone ho iniziato un corso di teatro. Ma più di questo che devo fare? Possibile che dopo due anni devo vivere in una situazione così pesante? Non penso me lo merito.
Buongiorno,
Forse per il malessere di cui parla anche lei è stato pesante, sia per se stesso che per la ragazza che ha quindi deciso di evitarla.
La sua ex amica non sa del suo percorso. Oggi lei paga il peso del suo peso.
Mi chiedo se non potrebbe parlare raccontando della sua nuova consapevolezza su come ha agito in passato,in modo da poter avere un' interazione lavorativa meno tesa. Per il resto lasci andare, vada avanti nel suo percorso di psicoterapia con fiducia nel fatto che se siamo in grado di rispettare noi stessi possiamo stabilire rapporti più equilibrati nel presente e nel futuro anche con gli altri .
Buon lavoro
Un caro saluto
Dott.ssa Cristina Villa
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