Salve, scrivo perché sto attraversando un periodo di forte crisi con mia moglie, stiamo insieme da q
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Salve, scrivo perché sto attraversando un periodo di forte crisi con mia moglie, stiamo insieme da quasi 20 anni abbiamo due bambini gemelli piccoli e diciamo che la nostra relazione non è mai stata un gran che, ci siamo chiusi entrambi soprattutto io per insicurezze e paure e ho creato una specie di gabbia, da due anni mia moglie ha cominciato una terapia e piano piano lei ha riscoperto se stessa ritrovato sue passioni e si è creata un gruppo di amici, ora esce quasi tutte le sere e ha trovato anche una nuova persona che dice si trovano emotivamente, dice di non amarmi più di non volere una relazione e non vuole provare neanche una terapia di coppia
Io però ho capito di amarla ancora tanto ho iniziato la terapia anche io, c'è altro che posso fare secondo voi?
Io però ho capito di amarla ancora tanto ho iniziato la terapia anche io, c'è altro che posso fare secondo voi?
Buonasera caro utente, ha fatto bene a iniziare una terapia con uno psicoterapeuta a maggior ragione se lei è ancora innamorato di sua moglie, lavori con chi la segue su come la fa sentire tutto ciò ,che emozioni ha ora che sua moglie ha un altro tipo di vita e cosa e vuole fare lei della suo futuro ,su come lo vede e su come lo può progettare, cercando di stare nella comprensione di quello che prova in questo momento.....vedrà che dalla cenere può nascere un nuovo tesoro!
Buona fortuna
Dr.Jasmine Scioscia
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Dr.Jasmine Scioscia
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Buongiorno, grazie per la sua difficile condivisione. Io credo che la terapia possa essere la chiave: se ha trovato un terapeuta che le piace, di cui fidarsi e a cui affidarsi, gli parli apertamente di come si sente e di quello che prova. Credo sia importantissimo entrare nel merito delle sue insicurezze, capire come mai ha creato questa gabbia, qual'era l'obiettivo di questo muro che si è costruito intorno, da che cosa stava cercando di proteggersi. C'è bisogno di entrare nel merito della relazione con sua moglie, per capire come e quando si è sviluppata la vostra crisi, per capire quali opportunità questo periodo duro può portare inaspettatamente con sè. Si affidi alla sua terapia senza paura, sono sicura che darà grandi risultati. Se avesse altre domande mi trova a disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Buongiorno,
grazie per aver condiviso una parte così delicata della sua vita.
Da ciò che scrive, emerge con chiarezza quanto questo momento sia doloroso e carico di emozioni complesse: senso di smarrimento, dispiacere, ma anche un desiderio sincero di ricostruzione. Dopo anni vissuti in una relazione che lei stesso definisce “non un granché”, la crisi attuale può apparire come un punto di rottura, ma anche come una possibilità di evoluzione personale e relazionale.
È molto importante che lei abbia scelto di iniziare un percorso terapeutico. Questo passo è significativo, perché le permette di esplorare le sue insicurezze, comprendere meglio i propri bisogni affettivi e lavorare sulla gestione del dolore che sta provando.
Tuttavia, è altrettanto importante riconoscere che non sempre le due persone di una coppia si muovono con gli stessi tempi o nella stessa direzione. Sua moglie ha iniziato prima un percorso di cambiamento personale che l’ha portata a ridefinire i suoi spazi, i suoi interessi, e i suoi desideri — e oggi sembra sentire il bisogno di una vita nuova, diversa, anche sul piano relazionale.
In questo momento lei si trova davanti a una realtà che non può essere forzata: sua moglie dichiara di non voler più proseguire la relazione e di non essere disponibile a un percorso di coppia. Questo può suscitare frustrazione e senso di impotenza, soprattutto ora che lei sente di amarla ancora e che sta facendo dei passi per cambiare.
Cosa può fare, allora?
Proseguire il suo percorso personale, che può aiutarla a dare senso a quanto sta accadendo, a non cadere nella colpa o nell’autoaccusa, e a trovare nuovi modi per stare nel presente, per sé e per i suoi bambini.
Concentrarsi sulla genitorialità, che resta un legame profondo con sua moglie, anche se la relazione di coppia cambia o finisce. Costruire un dialogo maturo e rispettoso per il bene dei figli sarà fondamentale, e può diventare un punto di contatto prezioso.
Dare tempo e spazio: a volte, nei momenti di crisi, si desidera agire subito per “recuperare” ciò che si sta perdendo. Ma può essere più utile lasciare spazio, accettare che l’altro è in un percorso diverso, e usare quel tempo per ascoltarsi e crescere.
Infine, per affrontare al meglio questo passaggio delicato, sarebbe utile e consigliato approfondire questi temi rivolgendosi a uno specialista che possa accompagnarla nel suo percorso con attenzione e competenza.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
grazie per aver condiviso una parte così delicata della sua vita.
Da ciò che scrive, emerge con chiarezza quanto questo momento sia doloroso e carico di emozioni complesse: senso di smarrimento, dispiacere, ma anche un desiderio sincero di ricostruzione. Dopo anni vissuti in una relazione che lei stesso definisce “non un granché”, la crisi attuale può apparire come un punto di rottura, ma anche come una possibilità di evoluzione personale e relazionale.
È molto importante che lei abbia scelto di iniziare un percorso terapeutico. Questo passo è significativo, perché le permette di esplorare le sue insicurezze, comprendere meglio i propri bisogni affettivi e lavorare sulla gestione del dolore che sta provando.
Tuttavia, è altrettanto importante riconoscere che non sempre le due persone di una coppia si muovono con gli stessi tempi o nella stessa direzione. Sua moglie ha iniziato prima un percorso di cambiamento personale che l’ha portata a ridefinire i suoi spazi, i suoi interessi, e i suoi desideri — e oggi sembra sentire il bisogno di una vita nuova, diversa, anche sul piano relazionale.
In questo momento lei si trova davanti a una realtà che non può essere forzata: sua moglie dichiara di non voler più proseguire la relazione e di non essere disponibile a un percorso di coppia. Questo può suscitare frustrazione e senso di impotenza, soprattutto ora che lei sente di amarla ancora e che sta facendo dei passi per cambiare.
Cosa può fare, allora?
Proseguire il suo percorso personale, che può aiutarla a dare senso a quanto sta accadendo, a non cadere nella colpa o nell’autoaccusa, e a trovare nuovi modi per stare nel presente, per sé e per i suoi bambini.
Concentrarsi sulla genitorialità, che resta un legame profondo con sua moglie, anche se la relazione di coppia cambia o finisce. Costruire un dialogo maturo e rispettoso per il bene dei figli sarà fondamentale, e può diventare un punto di contatto prezioso.
Dare tempo e spazio: a volte, nei momenti di crisi, si desidera agire subito per “recuperare” ciò che si sta perdendo. Ma può essere più utile lasciare spazio, accettare che l’altro è in un percorso diverso, e usare quel tempo per ascoltarsi e crescere.
Infine, per affrontare al meglio questo passaggio delicato, sarebbe utile e consigliato approfondire questi temi rivolgendosi a uno specialista che possa accompagnarla nel suo percorso con attenzione e competenza.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera,
lei può tranquillamente continuare il lavoro con la sua terapeuta in modo da accettare la separazione e riscoprire le sue risorse. Condivida in terapia tutti i suoi vissuti nella massima trasparenza.
In bocca al lupo!
lei può tranquillamente continuare il lavoro con la sua terapeuta in modo da accettare la separazione e riscoprire le sue risorse. Condivida in terapia tutti i suoi vissuti nella massima trasparenza.
In bocca al lupo!
Buongiorno, lei è portatore di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli nuovamente con sua moglie, sarebbe una occasione di crescita per entrambi. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Carissimo,
sarebbe necessario approfondire la vostra storia individuale e di coppia con l'obiettivo di capire per prima cosa possa fare per sé.
Cordialmente,
dott.ssa Bertoncelli
sarebbe necessario approfondire la vostra storia individuale e di coppia con l'obiettivo di capire per prima cosa possa fare per sé.
Cordialmente,
dott.ssa Bertoncelli
Buongiorno, innanzitutto grazie per la tua condivisione.
Hai fatto un primo passo importante iniziando un percorso personale: spesso, quando una relazione entra in crisi, c'è bisogno di partire proprio da lì, da se stessi.
Rispetto a tua moglie, però, c’è un dato molto difficile da accettare ma che non possiamo ignorare: lei oggi ti dice che non vuole continuare la relazione e che non sente di voler intraprendere un percorso di coppia. Questo significa che, al momento, c’è una direzione diversa tra i vostri due desideri. E le relazioni di coppia si fanno in due.
Quello che puoi fare ora, oltre a proseguire nel tuo percorso personale, è:
- Chiarire a te stesso cosa desideri davvero, al di là della paura della perdita;
- Coltivare il tuo ruolo di padre, che resta fondamentale e può essere una base solida anche in un eventuale cambiamento della relazione;
- E soprattutto, darti tempo: a volte, quando una persona sente di avere più spazio, può riscoprire cose che pensava di aver perso. Altre volte no. Ma non puoi controllare questo.
La domanda chiave ora forse non è "Cosa posso fare per farla tornare?", ma "Chi voglio essere io in questo momento, anche di fronte al dolore e all’incertezza?".
In bocca al lupo!
Hai fatto un primo passo importante iniziando un percorso personale: spesso, quando una relazione entra in crisi, c'è bisogno di partire proprio da lì, da se stessi.
Rispetto a tua moglie, però, c’è un dato molto difficile da accettare ma che non possiamo ignorare: lei oggi ti dice che non vuole continuare la relazione e che non sente di voler intraprendere un percorso di coppia. Questo significa che, al momento, c’è una direzione diversa tra i vostri due desideri. E le relazioni di coppia si fanno in due.
Quello che puoi fare ora, oltre a proseguire nel tuo percorso personale, è:
- Chiarire a te stesso cosa desideri davvero, al di là della paura della perdita;
- Coltivare il tuo ruolo di padre, che resta fondamentale e può essere una base solida anche in un eventuale cambiamento della relazione;
- E soprattutto, darti tempo: a volte, quando una persona sente di avere più spazio, può riscoprire cose che pensava di aver perso. Altre volte no. Ma non puoi controllare questo.
La domanda chiave ora forse non è "Cosa posso fare per farla tornare?", ma "Chi voglio essere io in questo momento, anche di fronte al dolore e all’incertezza?".
In bocca al lupo!
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buongiorno, credo che aver iniziato un percorso di terapia sia stata una scelta importante prima di tutto per se' stesso. Le consiglierei di condividere con il suo terapeuta questo dubbio, che sicuramente conosce bene la sua situazione.
A presto!
A presto!
Quando una relazione da segnali forti di cambiamenti dei modi con cui stiamo, comunichiamo, condividiamo il nostro stare insieme, dobbiamo farci aiutare a capire cosa è successo e quanto dobbiamo fare per uscire da una situazione di stallo.
Ci sono diverse opzioni che può considerare per cercare di migliorare la situazione. La comunicazione aperta e onesta con sua moglie, in primis, la terapia di coppia e il lavoro su se stesso possono essere tutti passi utili per cercare di risolvere i problemi della relazione.
Cordiali saluti
Ci sono diverse opzioni che può considerare per cercare di migliorare la situazione. La comunicazione aperta e onesta con sua moglie, in primis, la terapia di coppia e il lavoro su se stesso possono essere tutti passi utili per cercare di risolvere i problemi della relazione.
Cordiali saluti
Buonasera, credo che lei stia facendo il possibile. Le auguro che le cose possano cambiare in positivo. Un cambiamento potrebbe attivare nuove energie e magari riaccendere un rapporto ormai spento oppure no. Nessuno può sapere i frutti di un percorso. Mantenga il dialogo con sua moglie e cercate di darvi un tempo per comprendere ciò di cui ciascuno di voi, ha veramente bisogno per stare bene con se stesso e con i vostri figli.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Salve,
intanto la ringrazio per aver condiviso qualcosa di così personale e doloroso. Il suo messaggio trasmette sincerità, amore e anche la volontà di mettersi in discussione — ed è da qui che può davvero partire un cambiamento.
Sua moglie ha iniziato un percorso che l’ha portata a cambiare, a prendersi spazi personali e a riscoprirsi. Questo per lei è stato anche destabilizzante, perché ora sente di amarla più consapevolmente, ma di trovarsi davanti a un muro. È comprensibile sentire il bisogno di “fare qualcosa” per non perdere tutto.
Il fatto che lei abbia intrapreso una terapia personale è già un atto importante e concreto, non solo per lei ma anche per i suoi figli. In questo momento, forse più che cercare di “convincerla”, ciò che può fare è concentrarsi sul suo percorso, lavorare sulle sue insicurezze e sul proprio benessere. Quando una persona si prende davvero cura di sé, diventa più solida, più chiara, e anche più capace di affrontare le relazioni, qualunque direzione prendano.
Può essere doloroso accettare che l’altro non voglia più riaprire un dialogo affettivo, ma non significa che ogni ponte sia crollato: ci sarà comunque un legame da rinegoziare, anche solo come genitori. Se lo desidera, possiamo lavorare su come attraversare questa crisi senza annullarsi, partendo da lei. La sofferenza che sente ha un senso, e insieme possiamo provare a dargli una direzione.
intanto la ringrazio per aver condiviso qualcosa di così personale e doloroso. Il suo messaggio trasmette sincerità, amore e anche la volontà di mettersi in discussione — ed è da qui che può davvero partire un cambiamento.
Sua moglie ha iniziato un percorso che l’ha portata a cambiare, a prendersi spazi personali e a riscoprirsi. Questo per lei è stato anche destabilizzante, perché ora sente di amarla più consapevolmente, ma di trovarsi davanti a un muro. È comprensibile sentire il bisogno di “fare qualcosa” per non perdere tutto.
Il fatto che lei abbia intrapreso una terapia personale è già un atto importante e concreto, non solo per lei ma anche per i suoi figli. In questo momento, forse più che cercare di “convincerla”, ciò che può fare è concentrarsi sul suo percorso, lavorare sulle sue insicurezze e sul proprio benessere. Quando una persona si prende davvero cura di sé, diventa più solida, più chiara, e anche più capace di affrontare le relazioni, qualunque direzione prendano.
Può essere doloroso accettare che l’altro non voglia più riaprire un dialogo affettivo, ma non significa che ogni ponte sia crollato: ci sarà comunque un legame da rinegoziare, anche solo come genitori. Se lo desidera, possiamo lavorare su come attraversare questa crisi senza annullarsi, partendo da lei. La sofferenza che sente ha un senso, e insieme possiamo provare a dargli una direzione.
buonasera, se sua moglie non vuole fare una terapia di coppia credo che un percorso personale potrebbe essere di aiuto per capire quello che sta succedendo e lavorare sui suoi sentimenti. Quello che accade nella coppia dipende sempre da entrambi e ciò che va curata è la relazione cioè il filo che c'è tra le persone. Quando si diventa genitori in famiglia c'è sempre un momento di crisi, è necessario sapersi riorganizzare nel ruolo genitoriale e spesso c'è bisogno di aiuto, dato che ci sono dei bambini è importante che ci sia tra di voi una buona comunicazione, al di là di quello che accadrà tra di voi resterete sempre genitori ed è importante valutare bene ogni decisione
Gent.mo, prosegua con la psicoterapia individuale che ha intrapreso: gradualmente le consentirà di comprendere più in profondità i suoi sentimenti e la sua esperienza (personale, coniugale, familiare), accompagnandola a ritrovare nel tempo una serenità e una vita un po’ più appagante di quanto non avverta ora. SG
Buongiorno,
un percorso di terapia personale ha come scopo quello di aiutare una persona a conoscersi maggiormente, pertanto non ha la funzione di fare/non far cambiare idea a sua moglie.
Proprio perché un percorso di terapia personale, per come la intendo io che pratico la psicoterapia psicoanalitica, ha come scopo quello di permettere a una persona di conoscersi meglio, e quindi sulla base di questo prendere delle decisioni per la propria vita, al di là di quello che può o vuole fare lei, è una decisione che deve prendere anche sua moglie.
Se qualcosa si può fare è quello di parlare francamente con sua moglie per capire assieme che vita volete fare dopo questi 20 anni e due bimbi assieme, se vale la pena provare a introdurre dei cambiamenti e un confronto costruttivo, oppure no. Scelta che deve essere condivisa da entrambi.
Spero di aver risposto alla sua richiesta. La saluto cordialmente.
un percorso di terapia personale ha come scopo quello di aiutare una persona a conoscersi maggiormente, pertanto non ha la funzione di fare/non far cambiare idea a sua moglie.
Proprio perché un percorso di terapia personale, per come la intendo io che pratico la psicoterapia psicoanalitica, ha come scopo quello di permettere a una persona di conoscersi meglio, e quindi sulla base di questo prendere delle decisioni per la propria vita, al di là di quello che può o vuole fare lei, è una decisione che deve prendere anche sua moglie.
Se qualcosa si può fare è quello di parlare francamente con sua moglie per capire assieme che vita volete fare dopo questi 20 anni e due bimbi assieme, se vale la pena provare a introdurre dei cambiamenti e un confronto costruttivo, oppure no. Scelta che deve essere condivisa da entrambi.
Spero di aver risposto alla sua richiesta. La saluto cordialmente.
Salve ha fatto benissimo a iniziare un processo psicoterapeutico. Le consiglio di concentrarsi su questo percorso che ha iniziato e con un pò di pazienza comincerà ad avere dei benefici.
Ciao credo che quello che tu possa fare è lavorare su di te, sulle tue sensazioni, emozioni e sentimenti ma anche volontà e bisogni. In questo senso lo spazio che ti sei concesso può servirti assolutamente. Credo che per quel che riguarda la distanza con tua moglie ovviamente tutto dipenda anche da variabili che non puoi controllare. Quindi probabilmente ad oggi l'obiettivo prioritario può essere quello di recuperare e riscoprire te stesso!
Gentile utente, sta attraversando un periodo di grande vulnerabilità e cambiamento. In una fase così delicata, è naturale chiedersi se ci sia altro che si possa fare per salvare la relazione o per recuperare un rapporto che appare ormai segnato. Tuttavia, quando una delle persone coinvolte non desidera proseguire né intraprendere un percorso di coppia, la cosa più rispettosa e sana che si possa fare è accettare i sentimenti dell’altra persona senza forzature, anche se questo comporta dolore e un senso di perdita. Continui il suo percorso terapeutico, esplorando i propri bisogni, imiti, paure e, soprattutto, le sue risorse. Mantenga un dialogo aperto e rispettoso con sua moglie, soprattutto nel ruolo di co-genitori, per il bene delle vostre bambine. Si permetta di immaginare un futuro nuovo, che possa includere la serenità, anche se diverso da quello che aveva sognato. Cordiali saluti. Dott.ssa Carla Otilia Sno
Grazie per aver condiviso una situazione così delicata. È positivo che tu abbia iniziato un percorso terapeutico: lavorare su di te è il primo passo concreto e importante. Tuttavia, quando l’altra persona esprime chiaramente di non voler più investire nella relazione, è fondamentale rispettare la sua scelta, per quanto dolorosa. Continuare la tua terapia potrà aiutarti a elaborare il dolore, a capire cosa vuoi per te stesso e a costruire nuove basi, anche come genitore. Se in futuro lei dovesse riaprire uno spazio di dialogo, potrai affrontarlo con maggiore consapevolezza. Per ora, concentrati su di te e sul rapporto con i tuoi figli.
Salve e grazie per la condivisione.
Credo sia molto positivo l'aver intrapreso un percorso di psicoterapia; è un passo importante verso la comprensione di se stessi e delle dinamiche relazionali
Se sua moglie non è aperta a una terapia di coppia, potrebbe essere utile rispettare il suo spazio, ma continuare a lavorare su se stesso. A volte il cambiamento personale può influenzare la relazione, in modo che entrambi possiate vedere le cose sotto una nuova luce. Non c'è una risposta rapida in situazioni come questa, ma continuare a lavorare su di se potrebbe aprire la possibilità di un dialogo più profondo in futuro, a fare chiarezza su cosa si cerca nell'altro e a cosa è successo e a perchè le cose siano così cambiate.
Un saluto,
Dottoressa Livia Sterza
Credo sia molto positivo l'aver intrapreso un percorso di psicoterapia; è un passo importante verso la comprensione di se stessi e delle dinamiche relazionali
Se sua moglie non è aperta a una terapia di coppia, potrebbe essere utile rispettare il suo spazio, ma continuare a lavorare su se stesso. A volte il cambiamento personale può influenzare la relazione, in modo che entrambi possiate vedere le cose sotto una nuova luce. Non c'è una risposta rapida in situazioni come questa, ma continuare a lavorare su di se potrebbe aprire la possibilità di un dialogo più profondo in futuro, a fare chiarezza su cosa si cerca nell'altro e a cosa è successo e a perchè le cose siano così cambiate.
Un saluto,
Dottoressa Livia Sterza
La situazione che descrive è certamente molto delicata e carica di emozioni contrastanti. È comprensibile che, dopo tanti anni di relazione e con due figli piccoli, questo momento di distanza e cambiamento generi in lei dolore, confusione e un forte desiderio di “fare qualcosa”.
Ha già intrapreso un passo importante iniziando un percorso personale di terapia: questo le offre l’opportunità di comprendere meglio se stesso, i suoi bisogni, le sue paure e le modalità con cui ha vissuto la relazione fino ad oggi. A volte, il lavoro su di sé può essere il modo più efficace — e anche più rispettoso — per affrontare la crisi di coppia, indipendentemente dalle scelte dell’altro.
È importante che continui a prendersi cura di sé e del suo equilibrio, anche per poter essere una presenza stabile per i bambini. In questo momento potrebbe essere utile concentrarsi su ciò che dipende da lei, lasciando alla sua compagna la libertà di fare il proprio percorso.
Non è possibile dare indicazioni specifiche online, ma proseguire nel lavoro terapeutico individuale potrà aiutarla a orientarsi meglio nelle decisioni da prendere e a comprendere, passo dopo passo, quale sia la direzione più sana per sé e per la sua famiglia.
Ha già intrapreso un passo importante iniziando un percorso personale di terapia: questo le offre l’opportunità di comprendere meglio se stesso, i suoi bisogni, le sue paure e le modalità con cui ha vissuto la relazione fino ad oggi. A volte, il lavoro su di sé può essere il modo più efficace — e anche più rispettoso — per affrontare la crisi di coppia, indipendentemente dalle scelte dell’altro.
È importante che continui a prendersi cura di sé e del suo equilibrio, anche per poter essere una presenza stabile per i bambini. In questo momento potrebbe essere utile concentrarsi su ciò che dipende da lei, lasciando alla sua compagna la libertà di fare il proprio percorso.
Non è possibile dare indicazioni specifiche online, ma proseguire nel lavoro terapeutico individuale potrà aiutarla a orientarsi meglio nelle decisioni da prendere e a comprendere, passo dopo passo, quale sia la direzione più sana per sé e per la sua famiglia.
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