Ciao a tutti vorrei farvi una domanda. Da quattro mesi sono seguita da una psicologa e sto facendo u

5 risposte
Ciao a tutti vorrei farvi una domanda. Da quattro mesi sono seguita da una psicologa e sto facendo una seduta ogni due settimane. Dall’ultima seduta fatta non riesco più a riprendere un appuntamento perché mi sento un po’ bloccata. Ho tanti pensieri per la testa ma non ho la volontà di volerne parlare con qualcuno; dall’altra parte però, vorrei anche proseguire il mio percorso iniziato ormai da quattro mesi e che vorrei portare a termine. Come posso affrontare questo mio blocco ? dovrei parlarne con la psicologa oppure concedermi del tempo?
Grazie mille in anticipo a tutti.
Dr. Stefano Previtali
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Gentile utente,

quella che descrive è una situazione abbastanza comune tra chi ha iniziato un percorso psicologico. Dopo alcuni mesi di terapia può capitare di sentirsi bloccati, confusi o senza voglia di parlare. Senza voler entrare nel merito e avanzare ipotesi o interpretazioni del suo caso specifico posso dire che il presentarsi di fasi come quella in cui si trova lei non significa necessariamente che il percorso non stia funzionando; infatti a volte succede proprio per il motivo opposto, ovvero quando ci si sta avvicinando a temi più profondi o delicati.

Quello di parlarne direttamente con la sua psicologa potrebbe essere una possibilità; insieme potete cercare di comprendere quale sia il senso e il significato di questa fase di blocco e di scarsa voglia di esplicitare/raccontare tutti i pensieri che comunque la attraversano. Allo stesso tempo, se ne sente il bisogno può anche prendersi del tempo; il rischio in cui si può incorrere in questo caso è quello che ciò – il prendersi una pausa dalla terapia – si trasformi in una tendenza all’evitamento, la quale nel caso non sarebbe un fattore favorevole al proseguo del lavoro già iniziato.

Cordialmente,
dott. Stefano Previtali

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Dott.ssa Ilenia Labranca
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Mestre
Buonasera,

può succedere che durante un percorso psicologico ad un certo punto ci si sente bloccati. Le consiglio di condividere questo con la Sua psicologa in modo tale da andare a comprendere cosa Le sta accadendo e i significati che stanno dietro questo Suo vissuto.

Restando a disposizione per ulteriori dubbi e/o chiarimenti,
Le porgo cordiali saluti,
Dr.ssa Ilenia Labranca - Psicologa Clinica e Forense
Dott.ssa Laura Elsa Varone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
È abbastanza comune che, nel percorso psicologico, possano emergere momenti di esitazione o di blocco rispetto alla possibilità di proseguire le sedute; anzi spesso questo accade proprio quando il lavoro svolto inizia a toccare aspetti più profondi o emotivamente significativi: si può verificare un' ambivalenza tra il desiderio di continuare a comprendere meglio se stessi e, allo stesso tempo, la fatica o la resistenza nel condividere certi pensieri o vissuti che si sente stanno per essere esplorati.
Il fatto che lei riconosca sia il blocco sia il desiderio di portare avanti il percorso è già un elemento importante, perché indica che una parte di lei attribuisce valore al lavoro intrapreso. Parlare con la psicologa del suo sentirsi bloccata, della mancanza di volontà nel raccontare ciò che ha in mente o delle eventuali emozioni legate all’ultimo incontro può offrire spunti molto significativi per comprendere meglio ciò che sta accadendo dentro di lei in questo momento.
Concedersi del tempo per riflettere può essere comprensibile, ma il rischio è che il blocco rimanga isolato e non possa essere esplorato. La relazione terapeutica, invece, è proprio il luogo in cui anche le difficoltà nel parlare, le esitazioni o i momenti di distanza possono essere accolti e compresi. Sarebbe quindi utile fissare un nuovo appuntamento, anche solo con l’obiettivo di condividere il fatto che al momento si sente bloccata: non è necessario arrivare in seduta con le idee chiare o con tutto ciò che si vorrebbe dire: partire proprio dal “non so bene cosa dire” o dal “mi sento bloccata” può diventare un punto di accesso prezioso per il lavoro terapeutico e per dare continuità al percorso che ha iniziato.
Resto a disposizione,
Saluti
Dott. Christopher Siddi
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Grazie per aver condiviso la sua esperienza. Momenti di blocco come quello che descrive possono capitare all’interno di un percorso psicologico e spesso raccontano qualcosa di importante del processo che si sta attraversando. Potrebbe essere utile parlarne proprio con la sua psicologa, così da comprendere insieme il significato di questo momento e come proseguire nel lavoro.
Un cordiale saluto, resto a disposizione per eventuali approfondimenti.


Dott.ssa Maria Cristina Giuliani
Sessuologo, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Sono la Dottoressa Maria Cristina Giuliani, psicologa e sessuologa.
Sai questa cosa è molto comune nei percorsi psicologici e non significa affatto che la terapia non stia funzionando. Anzi, a volte il blocco arriva proprio quando si è iniziato a toccare qualcosa di emotivamente importante e una parte di sé sente il desiderio di andare avanti, mentre un’altra sente il bisogno di fermarsi, proteggersi o prendere distanza. Per questo motivo sì, parlarne con la psicologa è probabilmente la cosa più utile. Anche il blocco fa parte del percorso terapeutico e non è qualcosa da risolvere da sola prima di tornare in seduta. Portarlo dentro la relazione terapeutica può essere già un passaggio molto importante, perché spesso non è il contenuto in sé a dover essere affrontato subito, ma proprio la difficoltà a lasciarlo emergere. Concedersi un po’ di tempo può avere senso solo se è uno spazio consapevole, non se diventa un modo per allontanarsi dal disagio senza comprenderlo. Quando si rimanda troppo, il rischio è che il blocco si rinforzi e che la fatica di riprendere aumenti ancora di più. Quindi il consiglio che darei è questo. Non aspettare di sentirti pronta per tornare. Prova invece a contattare la tua psicologa proprio dicendole con sincerità che ti senti bloccata, confusa e senza voglia di parlare, ma che allo stesso tempo desideri continuare. È già un materiale terapeutico molto prezioso. A volte il primo passo non è sapere cosa dire, ma permettersi di dire che in questo momento non si riesce a dire.

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