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Esperienze

Sono uno psicologo clinico e mi occupo di supportare chi vive difficoltà nelle relazioni, si sente bloccato in schemi ripetitivi, affronta stress, ansia intensa o fatica a dare senso a ciò che prova. Offro supporto anche a chi sperimenta burnout e attacchi di panico.

Con gli adolescenti, integro anche strumenti vicini al loro mondo, come il linguaggio dei videogiochi, per favorire il dialogo e la comprensione.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Studio SanaMente (AF- Alfinito Fiore)

Via Oslavia, 72, Torino 10153

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22 recensioni

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  • A

    Mi sono rivolta al dottor Pagano per via di un blocco con lo studio che mi ha tenuta in un periodo di stallo per diversi mesi; l’ho contattato tramite questa piattaforma e senza conoscerlo indirettamente. A distanza di quasi un anno di lavoro insieme posso dirmi molto fortunata. Grazie dottore

     • Studio di consulenza online colloquio psicologico  • 

  • P

    Il dottor Pagano è molto preparato, attento e umano. Sa mettere a proprio agio fin dal primo incontro e accompagnare con competenza in un percorso di crescita personale. Consigliatissimo.

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    Dott. Alex Pagano

    La ringrazio molto per aver condiviso la sua esperienza.


  • A

    Ho iniziato un percorso con il dottor Pagano da poco tempo, ma fin dai primi incontri mi sono sentito ascoltato e accolto senza giudizio. È una persona attenta, capace di mettere a proprio agio e di porre domande che aiutano davvero a fare chiarezza. Un’esperienza che consiglio a chi cerca uno spazio sicuro e serio per lavorare su di sé.

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    Dott. Alex Pagano

    La ringrazio molto per le belle parole.


  • F

    Professionale ed empatico, é stato un piacere incontrarlo ed una fortuna!

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    Dott. Alex Pagano

    Grazie molte per il feedback positivo.


  • L

    Il dott. Pagano è una persona estremamente preparata, attenta e disponibile. Si percepisce subito la sua passione per il lavoro e la cura con cui segue le persone. È capace di ascoltare con empatia e di offrire supporto in modo chiaro e rassicurante. Lo consiglio senza esitazione a chiunque stia cercando uno psicologo competente e affidabile.

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    Dott. Alex Pagano

    La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Mi fa molto piacere sapere che il percorso intrapreso sia stato per lei d'aiuto. Un cordiale saluto.


  • P

    Mi sono sentito a mio agio sin dal primo momento. Sono molto contento di aver intrapreso questo percorso col Dott. Pagano. Consiglio vivamente.

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    Dott. Alex Pagano

    La ringrazio per le sue parole gentili e per il percorso fatto insieme. Un caro saluto.


  • A

    Esperienza positiva. Il professionista è empatico e capace di mettere subito a proprio agio. Ho riscontrato una chiara efficacia nel percorso, che mi ha permesso di acquisire nuove e valide prospettive. Lo consiglio vivamente per la serietà e l'attenzione dimostrata.

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    Dott. Alex Pagano

    Grazie di cuore per aver dedicato del tempo a scrivere questa recensione. Le auguro il meglio


  • A

    Il dott. Pagano è un professionista molto competente e attento. Fin dal primo incontro è riuscito a mettermi a mio agio, creando un clima sereno e privo di giudizio. L’ascolto è sempre stato autentico e rispettoso, e il percorso si è rivelato davvero utile. Lo consiglio a chi cerca uno psicologo preparato e umano.

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    Dott. Alex Pagano

    Grazie per il pensiero. Sapere che il mio supporto è stato utile è l'aspetto più gratificante del mio lavoro.


  • R

    Ho iniziato il mio percorso con il dott. Pagano da qualche mese a seguito di un momento particolarmente difficile in cui sentivo una profonda insoddisfazione per la mia vita. Mi sento di dire che mi sono sentita finalmente ascoltata e capita. Sono felice della scelta che ho fatto e consiglierei sicuramente il dott. Pagano alle persone nella mia situazione.

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    Dott. Alex Pagano

    La ringrazio per la sua preziosa testimonianza. Un cordiale saluto.


  • M

    Lo studio del dott. Pagano per me sta diventando sempre di più come un'estensione di casa. Mi trovo molto bene. Lo consiglio.

     • Studio SanaMente (AF- Alfinito Fiore) colloquio psicologico  • 

    Dott. Alex Pagano

    Apprezzo molto le sue parole. La ringrazio per aver condiviso questo pensiero.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 4 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve mi chiamo Sara ho 38 anni e il mio compagno 44 anni abitiamo in 2 città diverse ma ci vediamo il fine settimana....
Stiamo insieme da 11 anni ,abbiamo trovato finalmente una casetta ,la stiamo pagando,ma quando arriva il giorno di andare a vivere li (io mi trasferisco)lui diventa molto nervoso e mette in dubbio tutto ....quando poi dico che va bene aspettare diventa di nuovo dolcissimo e molto presente ...Noi ci amiamo moltissimo e ne sono stra sicura di questo ,secondo lei perché si irrigidisce quando si parla di vivere insieme?(Anche lui dice di volerlo fare )grazie mille

Buongiorno Sara dalla sua descrizione sembra che il tema della convivenza tocchi un punto sensibile nella vostra relazione. Non necessariamente qualcosa di “negativo”, ma qualcosa che merita attenzione.
Quando una coppia sta insieme da tanti anni, specialmente se sempre a distanza, si costruiscono equilibri molto precisi. A volte questi equilibri funzionano talmente bene che il passaggio a una nuova fase — come il convivere — può attivare emozioni profonde e non sempre facilmente riconoscibili. Il nervosismo del tuo compagno potrebbe non avere a che fare con l’amore (che tu senti con grande chiarezza), quanto con ciò che quella transizione rappresenta internamente per lui.
Più che darle una risposta univoca riguardo al comportamento potrei suggerirle alcuni interrogativi che forse potrebbero aiutarvi.


Che ruolo ha avuto, finora, la distanza nel vostro modo di stare insieme? Per alcune coppie la distanza crea un ritmo, un equilibrio, una forma di vicinanza e di autonomia che diventa familiare. Il passaggio alla convivenza può allora riattivare interrogativi su cosa potrà cambiare.

Cosa rappresenta, per entrambi, la casa scelta? A volte il luogo in cui si decide di vivere — soprattutto se è uno dei due a trasferirsi — porta con sé vissuti di perdita, di rinuncia, o al contrario di investimento e responsabilità. Non sempre queste emozioni sono pienamente consapevoli.

Qual è l’idea di coppia e di convivenza che ognuno di voi porta con sé? Spesso scopriamo che le immagini interiorizzate del “vivere insieme” sono diverse: per qualcuno è sicurezza, per qualcuno è paura di perdere spazi personali, per altri ancora è un passo carico di aspettative.



A volte, più che capire “il perché” immediato di alcuni comportamenti, diventa importante capire come si può parlare di questi temi senza che nessuno si senta incastrato o pressato, e cosa rappresenta, per ciascuno, questo passo condiviso.
Potrà sembrare banale ma è fondamentale stabilire una comunicazione funzionale in cui sia lei che il suo compagno possiate esprimere i propri bisogni e paure. A volte i bisogni e desideri personali non coincidono e credo che risulti fondamentale poter parlare di ciò anche se questo può significare rimettere in discussione alcune certezze.

Un saluto,
Dott Alex Pagano.

Dott. Alex Pagano

Buonasera, scrivo per parlarvi della mia situazione familiare. Ho un figlio di ventidue anni che, al di là di tutti i difetti, è un ragazzo d’oro che è sempre andato d’accordo con tutti e che ama la sua famiglia più di ogni altra cosa. Tuttavia ha una vita sregolata, sempre avuta, e questo da mamma mi fa stare sempre in pensiero.
Lui ha perso il padre a 12 anni e da allora gli è caduto il mondo addosso. Nel complesso è sempre stato un ragazzo raggiante e vivace, ma dopo la tragedia ho visto la sua personalità cambiare sempre di più, complice la pubertà/aolescenza. Ogni mese, per una settimana o più, diventa un’altra persona e si chiude completamente in sé stesso. O si chiude oppure è sempre fuori casa ad intrattenersi con sconosciute, e questo mi è stato detto dai suoi amici.
Diciamo che è tutto cominciato dai 16 anni in su … A quell’età ha anche lasciato la scuola … per quanto mi è stato possibile ho sempre cercato di parlargli e di essere presente, ma con il lavoro non ho molto tempo da dedicargli. Lui però mi risponde sempre “tutto a posto” con un sorriso, ma chi lo sa cosa gli frulla nella testa? mi sento in colpa perché ho paura di non aver fatto abbastanza e di non averlo cresciuto nella maniera adeguata. La perdita di mio marito ha annichilito anche me, ma adesso vedere mio figlio condurre una vita così non fa che farmi stare peggio …
Nei giorni in cui “sta bene” lavora (lavora in una società di calcio), fa molto sport ed esce con gli amici. Fa una vita normale, quindi. Poi si ripresenta “quel periodo” e diventa un’altra persona … Diventa mogio, asettico, cupo, impulsivo … L’ho sempre saputo che si intrattiene con donne più grandi di lui, evita le coetanee, e quando ho provato a parlargli con calma lui ha tergiversato come se l’argomento lo imbarazzasse … io so bene di essere all’oscuro di tante cose, e non voglio nemmeno intromettermi nella sua vita, ma ci tengo a preservare il benessere di mio figlio.
Purtroppo non ho la disponibilità economica necessaria per un consulto psicologico. Mi rivolgo a voi per delle delucidazioni, e vi ringrazio in anticipo per le eventuali risposte.
Barbara

Buongiorno Barbara,
La perdita di un padre a 12 anni è qualcosa che lascia tracce profonde, spesso più complesse di quanto appaia all’esterno. L’adolescenza, già un periodo di trasformazioni intense, può diventare un terreno in cui il lutto si intreccia con il bisogno di costruire un’identità, sperimentare, distaccarsi e cercare figure di riferimento alternative. A volte questo si manifesta con oscillazioni emotive: periodi di energia, socialità e impegno, alternati a fasi più chiuse, cupe o impulsive. Questi comportamenti potrebbero essere il modo in cui suo figlio cerca, da anni, di gestire quel vuoto e un dolore rimasto in parte senza parole.
L’elaborazione di un lutto è un processo profondamente intimo e non segue mai una linea retta. Ognuno lo affronta con i mezzi che ha a disposizione, in tempi e modi diversi.

Spesso ci si concentra prima sulle necessità pratiche o sulla sopravvivenza emotiva, e solo più tardi emergono parti del dolore rimaste in attesa di essere ascoltate. Questo vale per suo figlio, ma potrebbe valere anche per lei. La sofferenza di un genitore e quella di un figlio si parlano, anche quando nessuno dei due mette parole.

Anche dietro quei “va tutto bene” di suo figlio potrebbero nascondersi tentativi di protezione: non voler appesantire il genitore o aprire ferite che ancora sono vive in entrambi.

In questi casi può essere utile creare piccoli momenti in cui suo figlio percepisca che attraversare periodi più difficili è normale e che in famiglia c’è spazio per mostrarsi per come si è, senza dover apparire sempre forti o sorridenti. Vedere che anche un genitore può riconoscere i propri momenti di fatica aiuta il figlio a sentirsi libero di essere autentico a sua volta.

Lei ha affrontato la perdita del marito mentre cresceva un figlio, ed è probabile che, per necessità, il dolore sia stato messo in un angolo perché non c’era né tempo né spazio per ascoltarlo.

In tutto questo non c’è nessuna colpa. Ci sono solo due persone – lei e suo figlio – che hanno attraversato una ferita profonda e che l’hanno fatto con i mezzi che avevano in quel momento.

Il comportamento di suo figlio con donne più grandi o la ricerca di compagnie esterne potrebbe essere un tentativo di colmare un vuoto relazionale rimasto aperto. Non sono indicatori di un destino segnato, ma segnali di una storia che ancora chiede un suo modo di essere elaborata.
È possibile che un giorno sia lui stesso a sentire il bisogno di parlarne con un professionista, quando si sentirà pronto.

È molto comprensibile che, da genitore, si chieda se abbia fatto abbastanza o se avrebbe potuto fare qualcosa di diverso. Quando si vuole bene a un figlio, questi pensieri arrivano spontanei, soprattutto davanti a comportamenti che preoccupano. I suoi interrogativi non sono segnali di colpa, ma di cura.
Raccontare tutto questo è già un atto di cura, verso di lui ma anche verso di sé stessa. Lei sta già facendo qualcosa di molto prezioso: osserva non solo i comportamenti, ma anche la storia che li accompagna.
Il fatto che stia riflettendo su tutto questo dimostra già quanto lei sia presente e attenta, e questo è già un grande sostegno per suo figlio.

Un saluto,
Dott. Pagano Alex

Dott. Alex Pagano
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