Dott. Christopher Siddi

Psicologo · Altro

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Esperienze

Psicologo clinico e specializzando in Psicoterapia Cognitivo-Evoluzionista

Il modo in cui ci sentiamo oggi è il risultato di tante storie: la nostra, quella di chi ci ha cresciuti e quella più antica dell’essere umano. Nella pratica clinica cerco di intrecciare questi fili per aiutare le persone a conoscersi meglio, affrontare le difficoltà e costruire un equilibrio più loro.

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ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buon pomeriggio Gentili Dottori, Vi scrivo in quanto vorrei un Vostro parere. Sono una studentessa universitaria ma ho un carattere timido, riservato, emotivo e quando vedo mie colleghe che hanno comportamenti estroversi verso i prof, si avvicinano a salutare i prof, pur non avendo ancora sostenuto esami con loro; io mi sento in difetto, inferiore..anche io vorrei riuscire ad avere questo approccio, invece mi sento in imbarazzo nell' andare da un prof anche a fine convegno e avvicinarmi a salutarlo e dire "buongiorno come sta" o fargli qualche domanda..mi sento di infastirli andando da loro.. Non so se sono io in difetto o le mie colleghe..vorrei una Vostra opinione, Grazie Mille.

Grazie per aver condiviso il tuo vissuto. Avere un temperamento timido o riservato non è un difetto, ma una modalità personale di stare nelle relazioni, e non indica minore valore o competenza. Il confronto con gli altri può far sentire “indietro”, soprattutto in contesti competitivi come l’università, ma non esiste un modo giusto e uno sbagliato di rapportarsi ai docenti. Se questo disagio ti fa soffrire, parlarne con un professionista può aiutarti a comprendere meglio te stessa e a trovare strategie più in linea con il tuo modo di essere.
Un caro saluto

Dott. Christopher Siddi

salve, ho 24 anni e stavo pensando a quando, all’età di 20, andai a lavorare in un’azienda di famiglia dove mi avevano presa in prova per circa un mese (dicevano loro). andavo solo la mattina per circa un mese e mezzo. ci tengo a precisare che non avevo nessun contratto. dicevano che me lo avrebbero fatto dopo questo famoso mese in cui avrebbero valutato le mie capacità (quindi era lavoro irregolare). mi hanno fatta lavorare per alcuni clienti e poi, un mese e mezzo dopo, mi hanno convocata dicendomi che non ero idonea e che cercavano qualcuno di più esperto. non starò qui a dirvi quanto mi hanno mortificata nel corso di un mese, con smorfie, frecciatine e umiliazioni davanti agli altri dipendenti… dall’alto della mia ignoranza sono andata via da quel posto e basta, ma ora ho ricominciato a pensarci e il fatto che non abbia mai visto un centesimo mi ha lasciata perplessa. faccio mea culpa perché ero davvero ignorante in materia, ma ultimamente mi sono informata e ho scoperto che in realtà avrebbero dovuto retribuirmi anche se non avevo nessun contratto e ancora ero nel cosiddetto “periodo di prova”. potrei sbagliarmi. ne ho parlato con i miei genitori e loro ovviamente mi hanno dato contro, quindi non saprei a chi rivolgermi per capire se ho ragione io oppure se devo affidarmi ancora una volta ai miei.
non mi importa dei soldi. vorrei solo che i miei genitori capissero che ho passato un’esperienza scorretta.
oltre all’ingiustizia subita mi sento molto giù di morale, perché appunto non ho il sostegno dei miei genitori che per me conta più di qualsiasi altra cosa. non mi credono quando gli dico di aver subito frasi provocatorie dai titolari, battute sul lavoro svolto e smorfie di continuo. in genere non hanno mai presa sul serio, fin da bambina, e mi fa soffrire senza che sappia come comportarmi con loro.
forse non è la sede adatta dove parlarne… ma non so a chi altro rivolgermi. grazie a chi di voi mi presterà attenzione per fare chiarezza sull’accaduto. saluti, Gioia

Ciao Gioia, grazie per aver condiviso una parte delicata della tua esperienza. Da quello che racconti emerge non solo una situazione lavorativa poco chiara, ma soprattutto il dolore di non sentirti creduta e sostenuta, che può pesare molto nel tempo. È comprensibile che oggi tu ti senta giù di morale dopo quanto hai vissuto. Un confronto con un professionista potrebbe offrirti uno spazio sicuro per dare valore a queste emozioni e capire come prenderti cura di te.
Un caro saluto

Dott. Christopher Siddi
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