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Esperienze

Dott. Valerio Romano

Psicologo iscritto all'Albo degli psicologi del Piemonte al n° 10066.
Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico relazionale e dell'attaccamento.

Lavoro con adulti, giovani adulti, adolescenti e bambini.

Mi occupo prevalentemente di:

- Ansia

- Depressione

- Stress

- Difficoltà relazionali

- Problemi di coppia

- Carenza di autostima

- Crisi legate a perdite, separazioni e cambiamenti

- Dipendenze affettive e comportamentali

- Disturbi del comportamento alimentare

- Crescita personale

Ho esperienza clinica in diversi contesti privati e pubblici a Torino e Milano, tra i quali: Centri Clinici Specializzati, Comunità Terapeutiche e Riabilitative, Reparti Ospedalieri, Associazioni onlus, Centri Diurni, Servizi Sociali. Ho esercitato inoltre all'interno di un Centro di Salute Mentale (CSM) dell'ASL Città di Torino come psicologo specializzando in psicoterapia.

Il mio lavoro clinico si svolge a partire dall'unicità dell'incontro e dalla domanda soggettiva che ciascuno porta. Un atteggiamento empatico, autentico e partecipativo, e un ascolto profondo caratterizzano il mio modo di lavorare.

Cerco di creare un ambiente accogliente e sicuro in cui poter esplorare se stessi e le proprie relazioni in modo complesso e significativo, affinché possano aprirsi le possibilità per una vita più piena e soddisfacente.

Per ulteriori informazioni su di me --> https://www.valerioromanopsicologo.it/ 

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia della salute
  • Psicoterapia
  • Psicologia clinica-dinamica
  • Psicoterapia psicoanalitica
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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico età evolutiva

    60 €

  • Consulenza online

    60 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    80 €

  • Colloquio psicologico individuale

    60 €

  • Psicoterapia online

    60 €

Indirizzi (2)

Valerio Romano
Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell

Via San Quintino, 10, Torino 10121

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28 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
  • Spiegazioni dettagliate
  • Efficacia del trattamento
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  • D

    Ho trovato il dott. Romano in un momento in cui mi sentivo perso e facevo fatica a capire cosa mi stesse succedendo. Parlare con lui mi ha aiutato a mettere ordine ai miei pensieri e a gestire le situazioni che mi mettevano più in difficoltà. Lo consiglio!

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell Altro  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie Dominik, un caro saluto!


  • E

    Arrivavo da un periodo in cui mi sentivo spento e distante da tutto. Il percorso mi sta aiutando a rimettere in moto cose che pensavo di aver perso. Ho trovato una persona presente, capace di ascoltare davvero e di farmi sentire meno solo nell'affrontare ciò che sto vivendo.

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell psicoterapia individuale  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie molte, a presto!


  • M

    Ho trovato una presenza attenta e mai invadente. Il percorso mi ha aiutata a dare parole a vissuti che facevo fatica a mettere a fuoco. È stato uno spazio importante, in cui mi sono sentita vista e ascoltata davvero.

     • Consulenza online colloquio psicologico online  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie mille, un caro saluto!


  • D

    Il percorso con il Dottor Romano è stato per me un’esperienza trasformativa. Fin da subito si è creato un clima di fiducia e autenticità che mi ha permesso di sentirmi davvero vista e ascoltata. È proprio grazie alla qualità di questa relazione umana e professionale che sono riuscita a sbloccare situazioni che sembravano insuperabili. Ho riscontrato un cambiamento profondo nel mio modo di stare con me stessa e con gli altri. Lo consiglio a chiunque stia cercando un supporto che vada oltre la semplice consulenza.

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell psicoterapia  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie per queste parole, un caro saluto!


  • S

    Ho iniziato il mio percorso con il dott. Romano in un momento in cui mi sentivo agitato, insicuro e in difficoltà nei rapporti con gli altri. Mi sentivo frainteso, in confusione, e avevo paura di ripetere comportamenti che mi hanno fatto stare male in passato. Il percorso mi sta aiutando a capire meglio me stesso, a mettere ordine nella mia storia personale e a vivere le situazioni familiari e sociali con più serenità.

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell psicoterapia  • 

    Dott. Valerio Romano

    Mi fa molto piacere. Grazie e a presto!


  • G

    Con il dott. Romano mi sono sentito accolto e ascoltato da una persona paziente e attenta. Avevo bisogno di trovare uno spazio sicuro e secondo me questo percorso mi sta aiutando a farlo.

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell psicoterapia  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie mille, a presto!


  • S

    Ottima esperienza, professionista molto valido. Ho iniziato il percorso in un momento di forte difficoltà nella mia vita di coppia, in cui facevo fatica a capire alcune dinamiche e a gestire il conflitto senza chiudermi. Ho trovato uno spazio serio e utile per comprendere e ad affrontare meglio quello che stavo vivendo. Col tempo ho ritrovato un equilibrio che pensavo ormai perso per sempre.

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell colloquio psicologico individuale  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie Stefano, un caro saluto!


  • C

    Mi sono rivolta al dott. Romano in un momento in cui mi sentivo molto confusa e facevo fatica a gestire ansia, relazioni e senso di inadeguatezza. Fin dai primi colloqui mi sono sentita accolta, mai giudicata, e questo per me ha fatto una grande differenza. È uno psicologo attento, presente, capace di ascoltare davvero e di fare domande che aiutano a vedere le cose da un punto di vista nuovo. Nel percorso con lui sto riuscendo a capire meglio alcuni miei meccanismi e a vivere con più lucidità e meno peso situazioni che prima mi travolgevano. Lo consiglio vivamente.

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell colloquio psicologico  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie Chiara, a presto!


  • G

    Professionista serio, empatico e preparato. Mi sono sentito accolto e compreso sin da subito. Il percorso è stato molto utile e mi ha aiutato a stare decisamente meglio. Consigliato.

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell psicoterapia individuale  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie mille, un caro saluto!


  • M

    Mi sono trovata molto bene. È uno psicologo attento, accogliente e capace di mettere a proprio agio fin dal primo incontro. Mi ha aiutata a comprendere meglio alcuni aspetti di me stessa e affrontare un periodo per me molto difficile. Lo consiglio sinceramente

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell psicoterapia  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie, mi fa molto piacere. Un caro saluto!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 88 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera, scrivo su questo forum perché ho bisogno di capire cosa sta passando per la testa di questo ragazzo con cui mi frequento da 7 mesi ma non c'è mai stata un'etichetta ufficiale.
Lui è una persona difficile, è adhd, ha sofferto di depressione, carenze affettive dalla mamma e nella sua ultima relazione (6 mesi) è stato tradito, e quanto mi dice quella relazione per lui è stata pesante sia a livello psicologico che fisico.
Noi ci siamo conosciuti a novembre, poco dopo che lui si era lasciato, accordandoci con una scopamicizia. I primi mesi scorrono molto lineari ma da febbraio in poi le cose iniziano a farsi più pesanti. Si sentiva che entrambi ci stavamo legando in modo non indifferente, gite fuori porta insieme, appuntamenti, tutto bene, ma l'etichetta non arrivava mai. Quando lui è via per il weekend (siamo studenti fuorisede ma lui vive vicino) mi scrive poco, tante volte sono io che comincio la conversazione. Quando siamo insieme invece va tutto bene, come se fossimo fidanzati. A marzo siamo ufficialmente diventati esclusivi ma comunque senza dire "fidanzati", nonostante chiunque attorno a noi ci vede come fidanzati. I mesi successivi li passiamo nel migliore dei modi, si sta benissimo insieme. Qualche litigio qua e là ma che nella sostanza non conta nulla, anzi credo che le discussioni ogni tanto facciano bene alla coppia perché entrambi mettono impegno nel risolvere e quindi non si è indifferenti all'altro. Nell'effettivo continuiamo a comportarci come una coppia, buon sesso, baci, carezze, effort ecc.
Nell'ultima settimana è cambiato tutto. Eravamo a casa di una nostra amica che, parlando al telefono con una sua amica a sua volta, menziona questo ragazzo come il mio fidanzato, senza nemmeno pensarci perché appunto tutti ormai lo danno per scontato. Quella sera prosegue in modo normale e anche i giorni successivi, fino a ieri che, dopo avermi invitato dove abita lui (io non c'ero mai stata quindi è un evento non da poco) mi dice "ma noi siamo fidanzati?" io lo guardo e ovviamente gli dico di no, ma perché appunto nell'effettivo non lo siamo, lui come se tirasse un sospiro di sollievo e gli dico "ti farebbe così schifo l'idea?" lui mi dice di no, ma che secondo lui non ci potrà mai essere nulla perché secondo lui siamo incompatibili, nel mentre mi diceva che non aveva mai voluto così bene ad una persona come che a me. Io chiedo spiegazioni su questa "incompatibilità" e mi risponde in modo vago "eh perché a me delle cose di te non piacciono, come viceversa", che a me come spiegazione non regge granché perché in 7 mesi le volte che abbiamo discusso si contano sulle dita di una mano e quindi raramente ci siamo trovati in situazioni difficili per la coppia. Io martedì andrò comunque da lui, ma non so come iniziare a prendere questa cosa, perché dopo mesi e mesi che va avanti sto iniziando ad avere bisogno di più chiarezza. Io non credo alla sua favoletta dell'essere incompatibili, quando fino a qualche giorno fa mi diceva che siamo una coppia bilanciata. La sera poi è tutto tornato alla normalità e lui si è comportato come suo solito, ovvero come una persona che vedendola pensi "questa ragazza gli piace".
Come dovrei gestirla? Grazie in anticipo.

Buongiorno,
da quello che racconti sembra che questo ragazzo viva una forte ambivalenza emotiva: da una parte il desiderio di vicinanza, intimità e costruzione di un legame, dall’altra la paura di ciò che quel legame rappresenta. Il fatto che quando siete insieme si comporti a tutti gli effetti come un fidanzato, mentre si irrigidisce appena compare un’etichetta più definita, fa pensare proprio a questa difficoltà.
Le esperienze che descrivi — la depressione, il tradimento subito, le carenze affettive — non giustificano tutto, ma possono aiutare a capire perché per lui la parola “fidanzati” sembri avere un peso emotivo molto più grande del semplice stare insieme. A volte alcune persone riescono a vivere la relazione finché resta “spontanea”, non definita, percepita come reversibile; nel momento in cui sentono che il legame prende una forma più chiara e riconoscibile, si attivano paura, bisogno di controllo o timore di soffrire.
La frase sull’“incompatibilità”, detta subito dopo che qualcun altro vi ha nominati come fidanzati, sembra più una reazione difensiva che una riflessione davvero maturata. Anche perché, come dici tu, i fatti raccontano altro: condivisione, esclusività, progettualità implicita, coinvolgimento affettivo. È possibile che lui abbia sentito improvvisamente il rapporto come “troppo reale” e abbia avuto bisogno di prendere distanza per ridurre l’ansia che questo gli provoca.
Detto questo, però, è importante che tu non finisca per restare intrappolata nel tentativo continuo di interpretarlo o salvarlo dalle sue paure. Comprendere il suo funzionamento è utile, ma non dovrebbe portarti a mettere da parte i tuoi bisogni. Dopo sette mesi è legittimo desiderare chiarezza, stabilità e coerenza tra ciò che una persona prova, dice e fa.
Quando vi vedrete, forse più che cercare di convincerlo che siete compatibili, potrebbe essere utile parlare di te: di come ti senti dentro questa ambivalenza, di ciò di cui hai bisogno, di quanto ti faccia confusione vivere una relazione che nei fatti esiste ma che verbalmente viene continuamente rimessa in discussione. Non tanto chiedendogli “cosa siamo?”, ma “cosa sei disposto realmente a costruire con me?”.
Perché il punto non è tanto capire se gli piaci — dai suoi comportamenti sembra abbastanza evidente — ma se in questo momento ha la disponibilità emotiva per sostenere una relazione definita senza scappare quando diventa più coinvolgente.

Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano

Dott. Valerio Romano

Disfatta.
Non ho mai avuto relazioni significative con donne, solo brevi e disastrose relazioni.
Ho studiato tanto in vita mia ho una posizione lavorativa - dopo anni di sofferenze - finalmente dignitosa. Ho fatto diverse psicoterapia ma mi sono stancato. A 52 anni mi sento solo, deluso dalla vita e da me stesso....invidio tanto i giovani che si baciano o fanno sesso....ho subito tante cattiverie cercando di non farci caso....mi sento molto molto solo e temo sia troppo tardi per tutto. Ho buttato la mia vita. Sbloccarsi con le donne a questa età secondo voi è possibile? Perxhe' le psicoterapia che ho fatto non hanno avuto effetto? Per favore datemi risposte chiare senza propormi altre sedute....ne ho fatte centinaia senza esito e tutti gli psicologi mi hanno detto che mi sono impegnato moltoxe mi elogiavano
...ma so che i risultati non ci sono.

Buongiorno,
dalle sue parole emerge molta sofferenza, ma anche una grande lucidità nel guardare la propria vita. Il fatto che oggi riesca a nominare il senso di solitudine, di delusione e di stanchezza significa che una parte di lei non ha smesso di cercare un contatto autentico, nonostante le ferite accumulate negli anni.
A 52 anni non è “troppo tardi” per costruire relazioni affettive o vivere esperienze sentimentali significative. Certamente può essere più difficile rispetto a quando si è molto giovani, perché col tempo si sedimentano paure, sfiducia, abitudini difensive e un senso di sconfitta che rischia di far percepire ogni tentativo come già destinato al fallimento. Ma questo non equivale a dire che sia impossibile.
Molte persone che hanno vissuto storie di rifiuto, esclusione o esperienze relazionali dolorose finiscono col costruire, spesso inconsapevolmente, una posizione interiore di rinuncia: desiderano profondamente il legame, ma allo stesso tempo si aspettano di non essere scelti, e questo può riflettersi nel modo di porsi, nello sguardo verso se stessi e verso gli altri, nella difficoltà a sentirsi davvero “degni” di essere amati. Dopo tanti anni, il dolore non riguarda più soltanto le donne o le relazioni, ma anche l’immagine di sé che si è consolidata nel tempo.
Capisco anche la sua rabbia verso le psicoterapie fatte. Quando ci si impegna tanto e non si percepisce un cambiamento concreto, è naturale sentirsi scoraggiati o perfino traditi. Tuttavia il fatto che le terapie non abbiano prodotto il risultato che desiderava non significa necessariamente che lei “non abbia soluzione” o che abbia buttato la vita. A volte il cambiamento non arriva perché il lavoro terapeutico resta molto sul piano della comprensione e meno su quello dell’esperienza concreta di sé nelle relazioni; altre volte perché il dolore accumulato è talmente antico da rendere molto difficile percepire i piccoli movimenti interiori che pure avvengono.
Lei chiede risposte chiare, quindi provo a essere diretto: no, la sua vita non è finita. Ma probabilmente oggi il rischio maggiore non è la mancanza di possibilità, bensì il fatto che la delusione e il confronto continuo con ciò che “non è stato” la stiano portando lentamente a ritirarsi emotivamente dalla vita. Quando vede i giovani che si baciano o fanno sesso, il punto non è solo l’invidia erotica: è il dolore per una parte di sé che sente di non aver vissuto abbastanza, di essere rimasta esclusa dall’intimità e dalla leggerezza.
Questo dolore merita rispetto, non vergogna.
Forse, più che chiedersi se riuscirà finalmente a “sbloccarsi con le donne”, potrebbe essere utile chiedersi come tornare a sentirsi vivo nelle relazioni senza misurare il proprio valore esclusivamente dal successo sentimentale. Paradossalmente, è spesso quando una persona smette di vivere l’incontro come una prova definitiva del proprio valore che diventa più libera, più autentica e più raggiungibile emotivamente.
Non esiste un’età oltre la quale non si possa più creare un legame. Esiste però il rischio di convincersi che sia ormai inutile provarci, e quella convinzione può diventare una profezia che si autoavvera.

Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano

Dott. Valerio Romano
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