Buongiorno, sono una ragazza di 30 anni, fidanzata con un ragazzo di 27, stiamo insieme da cinque a
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Buongiorno,
sono una ragazza di 30 anni, fidanzata con un ragazzo di 27, stiamo insieme da cinque anni.. Un anno fa siamo riusciti a comprare casa, era il suo sogno da sempre, abbiamo avuto diversi problemi con la ristrutturazione, ma ora da circa 20 giorni siamo riusciti finalmente ad entrare, la casa è bellissima, proprio come la immaginavamo, durante la ristrutturazione la mia famiglia è stata molto presente, ci hanno aiutato con l'acquisto di alcune cose, ma anche semplicemente con qualche consiglio, mentre la sua famiglia è stata molto "assente".
Purtroppo questo anno di ristrutturazione ci ha stressato molto e per alcuni versi ci siamo allontanati come coppia. Io inizialmente avevo molta paura di non vivere più con i miei genitori, con i quali ho bellissimo rapporto, mentre lui non vedeva l'ora, a casa si sentiva stretto, essendo tanti figli, con i quali purtroppo non ha mai avuto un grande rapporto, a stento si salutavano in casa. Entrambi siamo usciti da casa dei nostri genitori e non avevamo mai vissuto fuori casa.
Ora in questi 20 giorni stiamo vivendo una sensazione molto strana, io piano piano mi sto abituando e non sento molto la nostalgia, mentre lui si sente piatto, non sa più se è convinto di quello che sta facendo, della relazione, della casa, non sa se sta vivendo male il distacco dalla sua famiglia, con la quale purtroppo continua ad avere pochissimi rapporti, se con i genitori si sente, qualche messaggio lo riceve e lo manda, con i suoi fratelli no. I suoi fratelli da quando abbiamo comprato casa alcuni non sono venuti ancora a vederla e altri solo una volta accompagnati dai genitori, io vedo che sta male, quando affrontiamo il discorso piange, ha avuto anche un attacco di panico mentre ripensavamo a cose successe in famiglia che lo hanno fatto soffrire. Purtroppo io mi sento impotente, ho paura che non voglia più questa relazione, ma da un'altra parte penso che lui sia confuso e soffra per questo distacco. Non capisco se il problema sia la relazione, che magari non prova più un sentimento nei miei confronti e forse abbiamo fatto scelte troppo affrettate e impegnative, come acquistare casa (mutuo, ristrutturazione, finanziamenti vari per l'acquisto di mobili) o se il problema è quello che lui si porta dietro, questa forma di freddezza della sua famiglia, per i quali lui si sente invisibile... Che ne pensate?
Grazie.
sono una ragazza di 30 anni, fidanzata con un ragazzo di 27, stiamo insieme da cinque anni.. Un anno fa siamo riusciti a comprare casa, era il suo sogno da sempre, abbiamo avuto diversi problemi con la ristrutturazione, ma ora da circa 20 giorni siamo riusciti finalmente ad entrare, la casa è bellissima, proprio come la immaginavamo, durante la ristrutturazione la mia famiglia è stata molto presente, ci hanno aiutato con l'acquisto di alcune cose, ma anche semplicemente con qualche consiglio, mentre la sua famiglia è stata molto "assente".
Purtroppo questo anno di ristrutturazione ci ha stressato molto e per alcuni versi ci siamo allontanati come coppia. Io inizialmente avevo molta paura di non vivere più con i miei genitori, con i quali ho bellissimo rapporto, mentre lui non vedeva l'ora, a casa si sentiva stretto, essendo tanti figli, con i quali purtroppo non ha mai avuto un grande rapporto, a stento si salutavano in casa. Entrambi siamo usciti da casa dei nostri genitori e non avevamo mai vissuto fuori casa.
Ora in questi 20 giorni stiamo vivendo una sensazione molto strana, io piano piano mi sto abituando e non sento molto la nostalgia, mentre lui si sente piatto, non sa più se è convinto di quello che sta facendo, della relazione, della casa, non sa se sta vivendo male il distacco dalla sua famiglia, con la quale purtroppo continua ad avere pochissimi rapporti, se con i genitori si sente, qualche messaggio lo riceve e lo manda, con i suoi fratelli no. I suoi fratelli da quando abbiamo comprato casa alcuni non sono venuti ancora a vederla e altri solo una volta accompagnati dai genitori, io vedo che sta male, quando affrontiamo il discorso piange, ha avuto anche un attacco di panico mentre ripensavamo a cose successe in famiglia che lo hanno fatto soffrire. Purtroppo io mi sento impotente, ho paura che non voglia più questa relazione, ma da un'altra parte penso che lui sia confuso e soffra per questo distacco. Non capisco se il problema sia la relazione, che magari non prova più un sentimento nei miei confronti e forse abbiamo fatto scelte troppo affrettate e impegnative, come acquistare casa (mutuo, ristrutturazione, finanziamenti vari per l'acquisto di mobili) o se il problema è quello che lui si porta dietro, questa forma di freddezza della sua famiglia, per i quali lui si sente invisibile... Che ne pensate?
Grazie.
Buonasera! Mi spiace per quello che stai vivendo, comprare casa e andare a vivere con la persona che si ama, dovrebbe essere una gioia, nonostante la fatica e le possibili difficoltà.
Mi ha colpito che all'inizio del tuo messaggio hai scritto che comprare casa era il suo sogno...era anche il tuo?
Quello che mi sento di dirti, ovviamente se già non lo hai fatto, è di rimandare a lui come ti senti tu a vederlo così, e parlargli delle tue paure...magari raccontargli anche come hai vissuto tu il cambiamento di vita...potrebbe essere un momento importante di scambio.
Se lui ha delle difficoltà con la sua famiglia di origine, potrebbe essere utile per lui iniziare un percorso terapeutico, ma questa dev'essere una sua scelta...un'altra alternativa è un percorso di coppia, ma anche per quello ci dev'essere la volontà da parte di entrambi...
Un caro saluto!
Mi ha colpito che all'inizio del tuo messaggio hai scritto che comprare casa era il suo sogno...era anche il tuo?
Quello che mi sento di dirti, ovviamente se già non lo hai fatto, è di rimandare a lui come ti senti tu a vederlo così, e parlargli delle tue paure...magari raccontargli anche come hai vissuto tu il cambiamento di vita...potrebbe essere un momento importante di scambio.
Se lui ha delle difficoltà con la sua famiglia di origine, potrebbe essere utile per lui iniziare un percorso terapeutico, ma questa dev'essere una sua scelta...un'altra alternativa è un percorso di coppia, ma anche per quello ci dev'essere la volontà da parte di entrambi...
Un caro saluto!
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Salve gentile utente, grazie per aver condiviso la sua situazione. Non conoscendo il suo compagno è difficile fare ipotesi, ciononostante mi sento di restituirle che 20 giorni forse sono pochi per giungere a qualsiasi tipo di conclusione. L'inizio di una convivenza, il trasferimento in una nuova casa, l'inizio di un mutuo ecc, sono eventi che portano con sé la necessità di una profonda mutazione interiore cambiando l'identità della persona. Non tutti attraversiamo questi passaggi di trasformazione con la stessa serenità, a volte siamo colti da panico, ansia, confusione e paura. Soprattutto nel caso del suo compagno questo tipo di cambiamento presuppone di dover lasciare irrisolte alcune questioni familiari che evidentemente gli stanno ancora molto a cuore dentro di sé. Provi ad accompagnare il suo fidanzato in questa fase semplicemente stando salda su di sé, so che nn è semplice. Questo lo potrebbe aiutare a tollerare maggiormente il distacco dalla sua famiglia di origine, per quanto i rapporti siano stati conflittuali, e addirittura a poter immaginare che una diversa distanza può essere l'occasione migliore per recuperare un rapporto più rispettoso e dialogante con i suoi parenti. Per ogni eventuale approfondimento sono a sua disposizione, è possibile effettuare sedute anche online, il primo colloquio è gratuito. Un caro saluto. Dott Mauro Terracciano
Salve, molto probabilmente il suo ragazzo ha bisogno di affrontare con un professionista dei nodi affettivi irrisolti, in cui il Vs rapporto c'entra in minima parte. Comprendo che lui fatica ad aprirsi perché forse è confuso in generale sui motivo del suo malessere, provi a parlare con lui. Un caro saluto, dr.ssa Daniela Benvenuti
Buonasera, tutto quello che dice è possibile, il periodo stressante che avete vissuto e le differenze di presenza delle due famiglie potrebbero aver accentuato le sue difficoltà in merito. Avrebbe bisogno di intraprendere un percorso di psicoterapia dove curare le sue ferite, che rischiano di fargli vivere negativamente un momento che per voi dovrebbe essere bello.
Gentile utente, capisco che stia affrontando una situazione complessa e delicata. È normale che il trasferimento in una nuova casa, specialmente dopo una lunga (nonchè stressante) fase di ristrutturazione, possa portare a emozioni contrastanti e riflessioni profonde sulla propria vita e relazione.
Nel suo caso, sembra che ci siano diversi fattori che contribuiscono alle preoccupazioni del suo ragazzo. La sua sensazione di vuoto o di piattezza potrebbe, come lei ha giustamente ipotizzato, derivare dal distacco dalla famiglia d'origine e dalla mancanza di un rapporto stretto con i suoi fratelli. Un tale vissuto può effettivamente essere percepito in maniera conflittuale, poiché la famiglia gioca un ruolo importante nella vita di molte persone.
E' importante comunicare apertamente e onestamente sulla situazione con il suo ragazzo. Chieda come si sente veramente riguardo alla casa, alla relazione e alla sua famiglia. Ascolti le sue preoccupazioni e presti attenzione ai temi che deciderà di affrontare. Spesso, un dialogo aperto può portare a una maggiore comprensione reciproca.
Può essere utile anche considerare la possibilità di coinvolgere uno psicologo esperto in tematiche di coppia e di famiglia per aiutare entrambi a navigare attraverso questi sentimenti e affrontare le sfide legate alla transizione verso la vita coniugale e alla costruzione di una nuova casa. Uno specialista può offrire il supporto e gli strumenti giusti per gestire lo stress e le dinamiche familiari complesse.
Ricordi che le relazioni attraversano fasi di cambiamento e adattamento. È normale affrontare sfide, ma è importante affrontarle insieme e cercare soluzioni che siano soddisfacenti per entrambi. Un carissimo saluto, dott. Daniele D'Amico.
Nel suo caso, sembra che ci siano diversi fattori che contribuiscono alle preoccupazioni del suo ragazzo. La sua sensazione di vuoto o di piattezza potrebbe, come lei ha giustamente ipotizzato, derivare dal distacco dalla famiglia d'origine e dalla mancanza di un rapporto stretto con i suoi fratelli. Un tale vissuto può effettivamente essere percepito in maniera conflittuale, poiché la famiglia gioca un ruolo importante nella vita di molte persone.
E' importante comunicare apertamente e onestamente sulla situazione con il suo ragazzo. Chieda come si sente veramente riguardo alla casa, alla relazione e alla sua famiglia. Ascolti le sue preoccupazioni e presti attenzione ai temi che deciderà di affrontare. Spesso, un dialogo aperto può portare a una maggiore comprensione reciproca.
Può essere utile anche considerare la possibilità di coinvolgere uno psicologo esperto in tematiche di coppia e di famiglia per aiutare entrambi a navigare attraverso questi sentimenti e affrontare le sfide legate alla transizione verso la vita coniugale e alla costruzione di una nuova casa. Uno specialista può offrire il supporto e gli strumenti giusti per gestire lo stress e le dinamiche familiari complesse.
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Gentile utente buonasera.
La situazione di grande cambiamento che state affrontando genera senza dubbio stress e ansia. Tutti i cambiamenti di vita determinano un forte impatto emotivo perché si esce da una situazione ben nota, da una cosiddetta zona di comfort, per entrare in un contesto nuovo pieno di variabili mai considerate e difficoltà mai affrontate.
Ogni persona può vivere diversamente questa fase: lei che proviene da un contesto familiare più sereno, con una comunicazione positiva, sta faticando di meno nello staccarsi dalle abitudini precedenti; per il suo partner probabilmente questo periodo è più disagevole. Sebbene, come lei afferma, lui venga da un ambito familiare più chiuso, tirarsene fuori potrebbe sembrare un distacco definitivo, proprio perché troverebbe poca accoglienza se le cose dovessero andare male (non è un'ipotesi, ma può essere una preoccupazione naturale).
Tutto questo squilibrio sta pesando sulla vostra relazione e lei se ne sta accorgendo. Ma credo che se avete avuto la forza di costruire insieme la vostra casa, dietro ci sia un sentimento forte, cose che legano, abitudini e motivazioni comuni. Ripartite gradualmente proprio da ciò che vi ha tenuto insieme fino ad adesso, cercate attraverso la comunicazione di capire i reciproci bisogni, le reciproche aspettative ed esigenze. Createvi le vostre routine familiari, il vostro ritmo giornaliero di cose da fare insieme in casa, così la sentirete ogni giorno più vostra: cucinare insieme, guardare la tv, arredare, pulire. Continuate a sognare in grande, ad avere ambizioni comuni, proprio come avete fatto in questi anni per arrivare ad avere la vostra casa.
Se il suo compagno è disposto a chiedere un supporto psicologico, questa fase di transizione sarà senz'altro più facile. Deve partire da lui l'esigenza, ma lei può consigliarlo per il suo bene. In questo modo, egli avrà un aiuto concreto per ritrovare equilibrio e serenità, lavorando sui disagi che avverte e che manifesta anche a lei, e al contempo iniziando un percorso di crescita personale.
Se lo desidera, gli faccia leggere questa risposta. Se lui vorrà sono a disposizione per altre informazioni e chiarimenti circa un intervento psicologico efficace per il suo caso. Anche tramite consulenza online.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
La situazione di grande cambiamento che state affrontando genera senza dubbio stress e ansia. Tutti i cambiamenti di vita determinano un forte impatto emotivo perché si esce da una situazione ben nota, da una cosiddetta zona di comfort, per entrare in un contesto nuovo pieno di variabili mai considerate e difficoltà mai affrontate.
Ogni persona può vivere diversamente questa fase: lei che proviene da un contesto familiare più sereno, con una comunicazione positiva, sta faticando di meno nello staccarsi dalle abitudini precedenti; per il suo partner probabilmente questo periodo è più disagevole. Sebbene, come lei afferma, lui venga da un ambito familiare più chiuso, tirarsene fuori potrebbe sembrare un distacco definitivo, proprio perché troverebbe poca accoglienza se le cose dovessero andare male (non è un'ipotesi, ma può essere una preoccupazione naturale).
Tutto questo squilibrio sta pesando sulla vostra relazione e lei se ne sta accorgendo. Ma credo che se avete avuto la forza di costruire insieme la vostra casa, dietro ci sia un sentimento forte, cose che legano, abitudini e motivazioni comuni. Ripartite gradualmente proprio da ciò che vi ha tenuto insieme fino ad adesso, cercate attraverso la comunicazione di capire i reciproci bisogni, le reciproche aspettative ed esigenze. Createvi le vostre routine familiari, il vostro ritmo giornaliero di cose da fare insieme in casa, così la sentirete ogni giorno più vostra: cucinare insieme, guardare la tv, arredare, pulire. Continuate a sognare in grande, ad avere ambizioni comuni, proprio come avete fatto in questi anni per arrivare ad avere la vostra casa.
Se il suo compagno è disposto a chiedere un supporto psicologico, questa fase di transizione sarà senz'altro più facile. Deve partire da lui l'esigenza, ma lei può consigliarlo per il suo bene. In questo modo, egli avrà un aiuto concreto per ritrovare equilibrio e serenità, lavorando sui disagi che avverte e che manifesta anche a lei, e al contempo iniziando un percorso di crescita personale.
Se lo desidera, gli faccia leggere questa risposta. Se lui vorrà sono a disposizione per altre informazioni e chiarimenti circa un intervento psicologico efficace per il suo caso. Anche tramite consulenza online.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Credo innanzitutto che sia importante che voi possiate instaurare un dialogo schietto e sincero mediante il quale poter condividere pensieri e vissuti emotivi circa la situazione da lei riportata al fine di trovare soluzioni che possano soddisfare le esigenze di tutti. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buongiorno,
Venti giorni mi sembrano pochi per trarre conclusioni, soprattutto dopo un evento così importante come cambiare casa... Il disagio del suo compagno potrebbe essere solo una situazione transitoria.
Se è preoccupata per lui potrebbe farglielo presente e consigliargli di rivolgersi ad un professionista.
Dott. Marco Cenci
Venti giorni mi sembrano pochi per trarre conclusioni, soprattutto dopo un evento così importante come cambiare casa... Il disagio del suo compagno potrebbe essere solo una situazione transitoria.
Se è preoccupata per lui potrebbe farglielo presente e consigliargli di rivolgersi ad un professionista.
Dott. Marco Cenci
Cara utente, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Sicuramente aveva pensato a questo momento come un momento felice e pieno di entusiasmo. questo purtroppo non sta accadendo. L'uscita dalla casa di famiglia implica un grande cambiamento sia a livello individuale sia a livello familiare, è un momento molto delicato che può provocare diverse emozioni in noi. Da quello che ha raccontato, probabilmente, il suo compagno ha paura che, essendo uscito dal suo nido familiare, possa perdere anche i pochi rapporti che riusciva invece a mantenere con i suoi familiari stando sotto lo stesso tetto. Cerchi di dialogare con lui il più possibile facendogli sentire il suo sostegno. Non è facile sostenere una persona a noi cara quando anche noi stiamo vivendo un periodo di forti cambiamenti in cui magari ci sentiamo un po' insicuri, per questo mi rendo disponibile qualora volesse un sostegno per affrontare questo periodo particolare della sua vita.
Le auguro il meglio
Cordialmente
Dott.ssa Alessandra De Magistris
Le auguro il meglio
Cordialmente
Dott.ssa Alessandra De Magistris
Salve, sono comprensibili i suoi dubbi nel momento in cui state realizzando dei progetti di coppia che spesso sono motivo di unione. Probabilmente il suo ragazzo, vista la situazione familiare che ha descritto, ha più difficoltà a vivere un cambiamento. Perciò è normale che viva nei momenti di cambiamento non solo emozioni positive, ma anche senso di confusione e insicurezza. Probabilmente avrebbe bisogno di intraprendere un percorso psicologico date le difficoltà con la sua famiglia. Le consiglierei di parlare con lui per comprendere meglio visto i suoi dubbi.
Un caro saluto. Dott.ssa Matilde Ciaccia
Un caro saluto. Dott.ssa Matilde Ciaccia
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Buona sera, il momento del distacco dalle famiglie di origine rappresenta un evento importante nella vita di una persona ed il modo in cui viene affrontato dipende da molti fattori, quali la spinta motivazionale verso l'autorealizzazione e verso l'indipendenza o la fiducia verso le proprie capacità e le proprie potenzialità, ma è strettamente legato anche alla qualità delle relazioni con la propria famiglia d'origine. In particolare lo stile di attaccamento che si è instaurato sin da piccoli con le figure accudenti, incidendo sullo sviluppo di un Sé sicuro, piuttosto che insicuro ambivalente o evitante, determina anche la modalità con cui si affronta il distacco e la separazione. Migliori sono i legami, più facile risulta il distacco dalla propria famiglia, che verrà sempre percepita come una "base sicura" a cui fare comunque riferimento. E' probabile che un intervento psicoterapeutico centrato sul tema dell'attaccamento e sugli eventi che hanno nel tempo contribuito allo sviluppo del suo specifico stile di attaccamento possa aiutare il suo partner ad affrontare ogni cambiamento di vita, a favore della propria autorealizzazione personale, con vissuti positivi e proiettati verso il futuro. La sua capacità di riconoscere il possibile disagio del suo compagno in questo momento della vostra vita di coppia rappresenta a mio avviso una importante risorsa sulla quale potete far leva. Un saluto.
Buongiorno,
l' uscita di casa se non fatta con consapevolezza e per il desiderio di realizzare la propria vita ma piuttosto per fuggire dal malessere che crea una determinata famiglia, può far emergere situazioni come quelle che sta vivendo il suo compagno. Spesso dietro agli attacchi di panico si cela un problema di svincolo dalla famiglia di origine. Ne parli anche con lui; nel caso potrebbe aprirsi alla possibilità di affrontare tutto questo con l aiuto di un professionista iniziando un percorso di psicoterapia.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
l' uscita di casa se non fatta con consapevolezza e per il desiderio di realizzare la propria vita ma piuttosto per fuggire dal malessere che crea una determinata famiglia, può far emergere situazioni come quelle che sta vivendo il suo compagno. Spesso dietro agli attacchi di panico si cela un problema di svincolo dalla famiglia di origine. Ne parli anche con lui; nel caso potrebbe aprirsi alla possibilità di affrontare tutto questo con l aiuto di un professionista iniziando un percorso di psicoterapia.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, i suoi dubbi sono legittimi. Una psicoterapia è consigliata perché, se da una parte "guarisce" gli stati d'animo che non la fanno stare bene, dall'altro "educa" alla consapevolezza e alla conoscenza di sé. La conseguenza di questa "educazione" è che poi lei è in grado di fronteggiare tutto ciò che la vita ci riserva quotidianamente, in modo adeguato. Se non trova riscontro con lo psicoterapeuta che sta frequentando o dovesse frequentare, conviene cambiare. Ognuno ha un suo metodo di lavoro e non è detto che quel metodo vada bene per lei. A disposizione per qualsiasi chiarimento, la saluto cordialmente.
dr.ssa Elena Santomartino, psicologa psicoterapeuta
dr.ssa Elena Santomartino, psicologa psicoterapeuta
Cara, il trasferimento in una nuova casa che peraltro coincide con il distacco dal nucleo famigliare d’origine è sempre un momento delicato, potenzialmente stressante, per tutta una serie di aspetti: economici, di tempo e impegno dedicato ma, sopratutto, emotivi e relazionali. Possono infatti, in questi momenti, riattivarsi dei temi irrisolti, dei nodi conflittuali mai sciolti o presentarsi per la prima volta degli stati d’animo apparentemente indefinibili ma sicuramente spiegabili. Vi potrebbe essere utile un percorso, intanto di consulenza, che vi aiuti a meglio declinare quello che state attraversando che è senz’altro un momento significativo e che sta incidendo sensibilmente sulla felicità che avete (e state ancora) desiderato e faticosamente costruito. Un caro saluto
Buongiorno,
il distacco dal nucleo familiare è sempre molto delicato soprattutto quando dietro ci sono questo tipo di dinamiche familiari. In più coincide con un altro grande passo per la coppia ovvero la convivenza. Non è strano pensare che il suo compagno possa essere confuso così come sicuramente si sente anche lei nel dover affrontare nella coppia queste nuove tematiche. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico in modo da poter affrontare in un ambiente neutro queste tematiche.
la saluto Dott.ssa Giorgia Sapienza
il distacco dal nucleo familiare è sempre molto delicato soprattutto quando dietro ci sono questo tipo di dinamiche familiari. In più coincide con un altro grande passo per la coppia ovvero la convivenza. Non è strano pensare che il suo compagno possa essere confuso così come sicuramente si sente anche lei nel dover affrontare nella coppia queste nuove tematiche. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico in modo da poter affrontare in un ambiente neutro queste tematiche.
la saluto Dott.ssa Giorgia Sapienza
Cara utente, mi dispiace molto per il periodo impegnativo e doloroso. Purtroppo non è possibile stabilire con certezza da esterni ciò che succede nella mente del suo ragazzo. Potrebbe anzi essere controproducente giungere a conclusioni affrettate senza conoscere le cause di questo distanziamento. Quello che posso dirle è che l'acquisto di una casa e la costruzione di un nuovo nido familiare è un cambiamento che può, come altri, comportare delle fatiche e suscitare preoccupazioni. L'ideale sarebbe di iniziare con l'aprirsi col suo ragazzo rispetto alle sue paure e a come si sente lei, normalizzando le sensazioni anche spiacevoli che possono arrivare quando si lascia la propria casa per costruire qualcosa di nuovo.
Se, a fronte del chiarimento, dovessero persistere ulteriori preoccupazioni e dubbi, potrebbe valere la pena iniziare un percorso psicologico per entrambi per affrontare al meglio questo momento di cambiamento.
Un cordiale saluto, Dott.ssa Giulia Pelini
Se, a fronte del chiarimento, dovessero persistere ulteriori preoccupazioni e dubbi, potrebbe valere la pena iniziare un percorso psicologico per entrambi per affrontare al meglio questo momento di cambiamento.
Un cordiale saluto, Dott.ssa Giulia Pelini
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso queste sue emozioni e preoccupazioni. Entrambi state vivendo un grande cambiamento di vita e, come per ogni cambiamento, accade spesso di sperimentare un stato di squilibrio. Non è possibile giungere a conclusioni, ma dalle sue parole sembrerebbe emergere una problematica esperita principalmente dal suo compagno che ha a sua volta, indirettamente, inciso sulla vostra armonia di coppia. Sarebbe utile per il suo compagno intraprendere un percorso di sostegno psicologico per comprendere le sue difficoltà e le motivazioni, trovando le risorse per intervenire. Un saluto. Dott.ssa Ilaria Pannone
Gentile utente, comprendo le sue preoccupazioni. Potrebbe provare a parlare apertamente al suo partner di queste sue preoccupazioni e cercare di comprendere insieme a cosa sia dovuto questo suo allontanamento.
Ritengo che le motivazioni del malessere del suo compagno potrebbero essere molteplici: innanzitutto, state affrontando un grande cambiamento e questi spesso comportano dei disordini interni; la "grande presenza" della sua famiglia, che ha accompagnato questo cambiamento, potrebbe averlo portato a riflettere sulla "presenza-assenza" della sua di famiglia, riaprendo ferite del passato; ogni sistema familiare, anche quelli disfunzionali, ha un proprio equilibrio, di conseguenza la rottura di un equilibrio, per ristabilirne uno nuovo, può generare ansia, confusione e stress. Inoltre, l'invito è di non sottovalutare l'emersione degli attacchi di panico, sintomo ansioso che parla di un qualcosa di più profondo.
Ci tengo a precisare che si tratta ovviamente di ipotesi basate sulle poche informazioni presenti nel suo racconto e che potrebbe essere utile per il suo partner intraprendere un percorso di supporto psicologico, ovviamente di sua spontanea volontà.
Spero di esserle stata utile.
Ritengo che le motivazioni del malessere del suo compagno potrebbero essere molteplici: innanzitutto, state affrontando un grande cambiamento e questi spesso comportano dei disordini interni; la "grande presenza" della sua famiglia, che ha accompagnato questo cambiamento, potrebbe averlo portato a riflettere sulla "presenza-assenza" della sua di famiglia, riaprendo ferite del passato; ogni sistema familiare, anche quelli disfunzionali, ha un proprio equilibrio, di conseguenza la rottura di un equilibrio, per ristabilirne uno nuovo, può generare ansia, confusione e stress. Inoltre, l'invito è di non sottovalutare l'emersione degli attacchi di panico, sintomo ansioso che parla di un qualcosa di più profondo.
Ci tengo a precisare che si tratta ovviamente di ipotesi basate sulle poche informazioni presenti nel suo racconto e che potrebbe essere utile per il suo partner intraprendere un percorso di supporto psicologico, ovviamente di sua spontanea volontà.
Spero di esserle stata utile.
Gentilissima, grazie per condividere la sua situazione. È evidente che stiate attraversando un periodo di cambiamenti complessi, inclusi il distacco dalla famiglia del suo ragazzo e lo stress legato all'acquisto della casa. È importante favorire la comunicazione aperta e il supporto reciproco. Ascolti empaticamente le preoccupazioni del suo ragazzo e cercate di chiarire le aspettative sulla vostra nuova vita insieme. Potrebbe essere utile coinvolgere uno psicologo o un terapeuta di coppia per esplorare sentimenti e dinamiche relazionali. Consideri anche l'importanza di esplorare il passato del suo ragazzo per comprendere meglio le sue esperienze emotive attuali. Ricorda che il cambiamento richiede tempo e datevi il permesso di adattarvi insieme alla nuova situazione. Resto a disposizione per ulteriori domande o approfondimenti. Un caro saluto, dr.ssa Marina Lumento.
Buongiorno credo che il tema del distacco sia un tema delicato e, in questo caso, complicato dai segni o dai vuoti che ha lasciato e che possono far faticare nell'accedere ad una dimensione adulta. Respirate sofferenza e confusione senza trovarne il motivo e la soluzione. Io direi di parlare con il suo ragazzo apertamente e senza giudizio, facendogli sentire il suo appoggio e invogliandolo a parlarne con uno specialista.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
mia cara, spesso l'impotenza deriva dal fatto che ci focalizziamo troppo sul tentare di decifrare cosa voglia o pensi l'altro piuttosto che fermarci a chiederci ma io come ci sto? io cosa provo? io che tipo di uomo desidero accanto a me? che genere di relazione? in che modo mi sento vista? riconosciuta? come mi aiuta a crescere? un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarti a transitare dall'impotenza (provando a vedere cosa c'è)nell' in-potenza. Un caro saluto
Buongiorno,
da quanto racconta, la situazione che state vivendo appare complessa e caratterizzata da diversi aspetti emotivi e relazionali che si intrecciano. Le difficoltà nella ristrutturazione della casa, il cambiamento di vita e la nuova convivenza sono eventi che possono mettere alla prova qualsiasi coppia, specie se si accompagnano a questioni emotive irrisolte legate al passato.
Il suo compagno sembra attraversare un momento di forte smarrimento emotivo, legato probabilmente sia al distacco dalla famiglia, sia alla complessità del rapporto con i suoi familiari. La sensazione di "piattezza" che descrive ei momenti di crisi emotiva, come l'attacco di panico, sono segnali di un malessere che merita attenzione e supporto.
Dal suo lato, è comprensibile sentirsi impotente e preoccupato per la relazione, soprattutto di fronte al dubbio che lui possa non essere più convinto delle scelte fatte insieme. Tuttavia, non è detto che il problema sia necessariamente nella relazione: potrebbe trattarsi di un disagio personale del suo compagno che si ripercuote sulla coppia. È importante affrontare questi temi con calma, comunicando apertamente e ascoltandosi reciprocamente, evitando però di sovraccaricare entrambe le aspettative immediate.
In ogni caso, considerando la complessità delle emozioni in gioco e l'impatto che queste situazioni possono avere sulla relazione, sarebbe utile e consigliato approfondire questa situazione rivolgendosi ad uno specialista. Un percorso di supporto psicologico individuale o di coppia potrebbe aiutare sia a fare chiarezza sui propri bisogni e sulle difficoltà, sia a trovare modalità più serene per affrontare questo momento.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da quanto racconta, la situazione che state vivendo appare complessa e caratterizzata da diversi aspetti emotivi e relazionali che si intrecciano. Le difficoltà nella ristrutturazione della casa, il cambiamento di vita e la nuova convivenza sono eventi che possono mettere alla prova qualsiasi coppia, specie se si accompagnano a questioni emotive irrisolte legate al passato.
Il suo compagno sembra attraversare un momento di forte smarrimento emotivo, legato probabilmente sia al distacco dalla famiglia, sia alla complessità del rapporto con i suoi familiari. La sensazione di "piattezza" che descrive ei momenti di crisi emotiva, come l'attacco di panico, sono segnali di un malessere che merita attenzione e supporto.
Dal suo lato, è comprensibile sentirsi impotente e preoccupato per la relazione, soprattutto di fronte al dubbio che lui possa non essere più convinto delle scelte fatte insieme. Tuttavia, non è detto che il problema sia necessariamente nella relazione: potrebbe trattarsi di un disagio personale del suo compagno che si ripercuote sulla coppia. È importante affrontare questi temi con calma, comunicando apertamente e ascoltandosi reciprocamente, evitando però di sovraccaricare entrambe le aspettative immediate.
In ogni caso, considerando la complessità delle emozioni in gioco e l'impatto che queste situazioni possono avere sulla relazione, sarebbe utile e consigliato approfondire questa situazione rivolgendosi ad uno specialista. Un percorso di supporto psicologico individuale o di coppia potrebbe aiutare sia a fare chiarezza sui propri bisogni e sulle difficoltà, sia a trovare modalità più serene per affrontare questo momento.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentile utente, condivido gran parte delle osservazioni fatte dai colleghi, sottolineando l’importanza di un approccio professionale che si basi su una comprensione profonda e non giudicante del vissuto del paziente.
Cordiali Saluti
Dottor Mauro Vargiu
Cordiali Saluti
Dottor Mauro Vargiu
Buon pomeriggio, quello che descrive non parla tanto di una mancanza di sentimenti, quanto di un punto di rottura nella storia del suo compagno: l’uscita da casa, la nuova abitazione, la separazione dalla famiglia. Sono passaggi che, più che “logici”, toccano qualcosa di molto profondo nel soggetto. Potremmo dire che si è incrinato un equilibrio simbolico: il luogo da cui veniva, con tutte le criticità, era pur sempre ciò che lo definiva. Ora che quel riferimento si è allentato, qualcosa di non detto si affaccia con forza — e si manifesta come pianto, attacchi di panico, smarrimento.
Non è raro che, quando un soggetto vive un distacco dalla propria famiglia, riemergano antiche ferite: sentirsi “invisibile”, non visto, non riconosciuto. La nuova casa, invece di rappresentare solo un progetto d’amore, può diventare il luogo in cui queste mancanze si rendono improvvisamente visibili. Il sintomo, in questo senso, non parla della relazione di coppia, ma della sua storia.
Lei sente impotenza, e questo è comprensibile: il disagio del suo compagno non è qualcosa che lei possa colmare con la presenza o con l’amore. Ha a che fare con ciò che lui ha ricevuto — o non ha ricevuto — dal suo mondo familiare.
Il punto importante è che ciò che sta vivendo non significa necessariamente che “non vi ama più”. Significa che qualcosa, dentro di lui, chiede finalmente parola. Una consultazione psicologica potrebbe offrirgli uno spazio per mettere ordine e dare senso a ciò che oggi si presenta in forma di angoscia.
Le vostre scelte non sono “affrettate”: semplicemente hanno aperto un passaggio esistenziale che ora lui deve attraversare con i suoi tempi e la sua verità.
Un caro saluto.
Non è raro che, quando un soggetto vive un distacco dalla propria famiglia, riemergano antiche ferite: sentirsi “invisibile”, non visto, non riconosciuto. La nuova casa, invece di rappresentare solo un progetto d’amore, può diventare il luogo in cui queste mancanze si rendono improvvisamente visibili. Il sintomo, in questo senso, non parla della relazione di coppia, ma della sua storia.
Lei sente impotenza, e questo è comprensibile: il disagio del suo compagno non è qualcosa che lei possa colmare con la presenza o con l’amore. Ha a che fare con ciò che lui ha ricevuto — o non ha ricevuto — dal suo mondo familiare.
Il punto importante è che ciò che sta vivendo non significa necessariamente che “non vi ama più”. Significa che qualcosa, dentro di lui, chiede finalmente parola. Una consultazione psicologica potrebbe offrirgli uno spazio per mettere ordine e dare senso a ciò che oggi si presenta in forma di angoscia.
Le vostre scelte non sono “affrettate”: semplicemente hanno aperto un passaggio esistenziale che ora lui deve attraversare con i suoi tempi e la sua verità.
Un caro saluto.
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