cara, grazie di avere aperto il tuo cuore. quanto poco racconti di te, così generosa invece nel raccontare di lui. eppure nel leggerti non posso non pensare alle storie di altre donne. che immaginano ancora di vedere arrivare gli uomini che le hanno lasciate. Potrebbe, anche domani, questo non è escluso. A un domani segue sempre un altro domani, nel bene e nel male. Nel bene quando aiuta a svegliarsi e ad alzarsi ogni mattina, nel male quando porta a vivere le giornate nell’ attesa che finiscano. La storia è piena di donne che aspettano, che ogni sera al tramonto scrutano l’orizzonte sperando di distinguere una figura familiare e si dicono «oggi no, oggi nemmeno, ma forse domani si, domani chissà.» Donne che ogni giorno scelgono se tenere viva la speranza o abbandonarla. A volte prevale la necessità, altre volte la stanchezza, il distacco crescente, il rancore per chi se ne è andato, non solo come Ulisse, ma come tutti quelli che, imbarcati alla volta di Troia, hanno assediato per anni la città, inaugurando così le grandi assenze della letteratura e pertanto della realtà ( esiste solo quello che viene raccontato ). Si dimentica quando si vuole dimenticare, certo, ma è un processo lungo, non è come una freccia che va dritta al bersaglio senza deviare, ma avanza e retrocede e si smarrisce per vie laterali. E così può andare avanti nel tempo e la freccia dell’ oblio acquista potenza e velocità e sembra debba colpire il bersaglio senza che nulla possa deviarla dalla sua traiettoria. Il pensiero di lui sfuma e cresce il risentimento perché ha scelto di allontanarsi da te. Allora lo rifiuti, lo detesti, lo maledici, finché, quando torni a sentirti sola, la freccia devia la sua traiettoria per riprendere il cammino in senso opposto, verso il ricordo, la nostalgia, la pazienza e la speranza. Perfino quando le cose succedono e fanno parte del presente, perfino allora è necessaria l’immaginazione, perché solo lei da ‘ rilievo ai fatti e ci insegna a distinguere, mentre avvengono, le cose importanti da quelle che non lo sono.
Quanto poco sai di lui. Eppure ci sono lealtà immeritate e fedeltà inesplicabili. Persone nei confronti delle quali si è mossi da una determinazione primitiva e il primitivismo prevale sulla maturità e sulla logica, sull‘odio degli ingannati e sul risentimento. Non solo l’incertezza e l’attesa, anche l’ irrazionale aspettativa, le fantasie, diventano essenziali per il nostro cuore e rinunciarvi non è possibile. Possono diventare essenziali fino allo strazio e al dolore, ma finiscono per dare forma al nostro modo di convivere col mondo. Non so cosa tu abbia proiettato su di lui ma non fidarti di chi non ha paura di perderti. Ti auguro di non lasciarti immobilizzare tu dal suo immobilismo e di non perdere tempo ad attendere chi non vuole essere atteso.