Buongiorno.Scrivo perché preoccupata per la mia nipotina di 8 anni.È una bimba molto attiva, e da

3 risposte
Buongiorno.
Scrivo perché preoccupata per la mia nipotina di 8 anni.
È una bimba molto attiva, e da sempre minuta.
Da qualche tempo, però, non riesce più a mangiare; a volte mangia qualche cucchiaiata, poi comincia a masticare a lungo facendo fatica a deglutire e mangiando quindi molto poco e lentamente.
Se qualcuno le fa pressione, si blocca completamente.
Questo comporta che a scuola, nei due giorni di rientro pomeridiano, praticamente non mangia; già faticava prima, perché il cibo non le era molto gradito, però ora salta il pasto, probabilmente perché si sente pressata dal tempo a disposizione.
Durante il giorno poi cerca sempre qualcosa da mangiare, grissini, formaggio tenero, gelato, yogurt ... ma sono ripieghi che non costituiscono una alimentazione completa.
Quando sente la bocca "troppo piena" non riesce a mandare giù il boccone, e chiede di sputarlo.
Lei dice di aver fame, ma di aver paura che il cibo la soffochi.
È una bambina che parla molto poco delle sue emozioni, ma una sera ha espresso anche la paura di morire durante la notte. Infine, durante una trasmissione TV si è vista un'ambulanza e ha chiesto di spegnere perché le faceva paura.
Con me ha inoltre confidato che non sopporta quando le chiedono se a scuola ha mangiato, cosa e quanto ha mangiato... Insomma, non vuole sentirsi "attenzionata" sull'argomento.
Specifico che le visite e gli esami medici non hanno riscontrato problemi fisici.
La preoccupazione è grande perché sta calando di peso velocemente, in un fisico che comunque era già leggermente sottopeso rispetto alla sua età.
Non riusciamo a capire cosa possa aver scatenato queste paure, sembra quasi abbia subito un trauma, ma non sappiamo a causa di che evento.
Come potremmo fare per aiutarla a superare questo momento, oltre a cercare di preparare quello che le piace, a distrarla in modo "allegro" mentre sta mangiando, a non farle pesare la nostra ansia (parlo anche per i genitori) nel momento dei pasti? Grazie mille.
Buongiorno, comprendo profondamente l'angoscia che state vivendo, perché vedere una bambina così piccola lottare con un atto naturale come il mangiare fa sentire impotenti, ma è fondamentale partire dal presupposto che, non conoscendo direttamente la vostra nipotina, le mie riflessioni si basano esclusivamente su ciò che descrivete e non sostituiscono un consulto clinico. Sembrerebbe che la piccola stia canalizzando un’ansia profonda proprio nel momento della deglutizione, trasformando il boccone in un simbolo di perdita di controllo e paura, come suggerito dai suoi riferimenti al soffocamento e alla morte. Per aiutarla, potreste provare a togliere completamente il "riflettore" dal cibo, evitando di chiederle cosa o quanto abbia mangiato a scuola, poiché ogni domanda in merito potrebbe essere percepita come una pressione insostenibile che alimenta il blocco. Sarebbe utile lasciarle il permesso esplicito di sputare il cibo se sente la bocca troppo piena, poiché sapere di avere una "via d'uscita" sicura potrebbe paradossalmente abbassare il livello di allerta muscolare e psichica. Potreste anche considerare i cibi semiliquidi o cremosi non come ripieghi, ma come strumenti transitori per garantirle nutrimento senza lo stress della masticazione prolungata, che in questa fase parrebbe terrorizzarla. Dato che la bambina ha manifestato timori legati alle ambulanze e alla notte, il problema potrebbe non essere affatto il cibo, ma un senso di insicurezza più generale che meriterebbe di essere esplorato con delicatezza, magari attraverso il gioco o il disegno. Considerata la rapida perdita di peso, oltre al monitoraggio pediatrico, potrebbe essere molto prezioso consultare uno psicoterapeuta dell'età evolutiva che, con una valutazione diretta, aiuterebbe la famiglia a decodificare questi segnali e a restituire alla piccola la serenità necessaria per tornare a nutrire il proprio corpo senza paura.
Quando la paura toglie le parole e si blocca nel corpo, come sembrerebbe accadere alla tua nipotina, l'arte, il gioco simbolico e il racconto diventano canali d'elezione per far emergere e rielaborare le emozioni senza la pressione del linguaggio diretto. Considerando che la piccola parrebbe faticare a verbalizzare i suoi vissuti e mostri timori legati alla morte e alla perdita di controllo, potreste proporle attività che lavorano, metaforicamente, sui temi del "dentro e fuori", del "buttar fuori l'ansia" e del ritrovare un "confine sicuro". Ricordate, però, che l'obiettivo delle attività non è ottenere delle risposte da lei, ma offrirle uno spazio sicuro dove la tensione può fluire via attraverso il corpo e la creatività. Lasciate che sia lei a guidare il gioco e non forzatela mai se un'attività non le piace.
è importate, starle vicino senza darle la sensazione di "soffocamento".

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La bambina vi ha detto che non vuole sentirsi "attenzionata". Più gli adulti controllano, chiedono e pesano, più il suo livello di ansia sale.
Provate, per un periodo, a non parlare di quanto o cosa mangia. Parlate d'altro, mantenete l'atmosfera leggera senza che il cibo sia il protagonista.
Se la sua paura è il soffocamento, i cibi solidi sono percepiti come una minaccia quindi potrebbe essere utile (provvisoriamente) utilizzare cibi liquidi/ cremosi o bocconi molto piccoli per contrastare la perdita di peso.
A volte basta un episodio banale per innescare un meccanismo di difesa così forte e dato il calo di peso rapido, è essenziale non aspettare oltre e rivolgersi a uno psicologo.

Dott. ssa Anna Apicelli
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buongiorno,
ti ringrazio per aver condiviso con tanta attenzione e cura ciò che sta vivendo la tua nipotina. Si sente quanto ci tieni a lei, ed è comprensibile che la preoccupazione sia grande.

Da quello che descrivi, la difficoltà nel mangiare sembra accompagnarsi a una forte componente di paura (in particolare legata al soffocamento) e a segnali di ansia più diffusa. In alcuni bambini può accadere che, anche senza un evento chiaramente identificabile, si sviluppi una sensibilità intensa verso le sensazioni corporee (come il deglutire) che può portare a blocchi come quelli che osservi. Il fatto che la pressione aumenti la difficoltà è un elemento importante: quando si sente osservata o sollecitata, probabilmente la sua ansia cresce e il corpo “si blocca”.

Quello che state già facendo — cercare di non farle pesare il momento del pasto, offrirle cibi che sente più accessibili, mantenere un clima il più possibile sereno — va nella direzione giusta. Può essere utile anche:

evitare domande dirette o ripetute su quanto mangia, per non farla sentire sotto esame;

validare le sue paure senza sminuirle (“capisco che possa spaventarti”) aiutandola pian piano a sentirsi al sicuro;

mantenere routine prevedibili e tranquille durante i pasti, senza forzature.

Allo stesso tempo, considerando il calo di peso e l’intensità delle paure, può essere importante un supporto psicologico per l’età evolutiva. Uno spazio dedicato le permetterebbe di esprimere, anche attraverso il gioco, ciò che fatica a dire a parole, e di lavorare gradualmente su queste paure in modo delicato e rispettoso dei suoi tempi. Spesso, in questi casi, è utile coinvolgere anche i genitori per aiutarli a gestire al meglio i momenti quotidiani.

Intervenire precocemente può fare una grande differenza e aiutare la bambina a ritrovare serenità sia rispetto al cibo che alle sue emozioni.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

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